martedì 9 ottobre 2007

IRAN: GIOVANI FI, RILANCIAMO ADOZIONE A DISTANZA STUDENTI



(AGI) - Roma, 8 ott. - “In occasione della protesta dei giovani Iraniani contro il Presidente Mahmoud Ahmadinejad organizzata oggi davanti all’universita’ di Teheran rilanciamo l’iniziativa dell’adozione politica a distanza di uno studente iraniano’ promossa dai giovani di Forza Italia nel dicembre scorso, con lo scopo di mantenere viva l’attenzione sulla liberta’ di opinione in Iran e sull’incolumita’ dei giovani studenti dissidenti, per tutelarli e difenderli dalle misure liberticide di Ahmadinejad”. E’ quanto afferma in una nota Beatrice Lorenzin, coordinatore nazionale dei giovani di Forza Italia. (AGI)
Com/Mav

lunedì 8 ottobre 2007

NUOVE FOTO DIFFUSE DA ASSOCIATED PRESS E REUTERS





'MORTE AL DITTATORE', TAFFERUGLI A TEHERAN


TEHERAN - Studenti che gridavano 'morte al dittatore!' prima di un discorso del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad nel campus dell'università di Teheran si sono scontrati oggi con studenti sostenitori di quest'ultimo. "Presidente rivoluzionario, noi ti appoggiamo", hanno risposto i filo-Ahmadinejad, che hanno cominciato a spingere e contrastare gli oppositori, secondo quanto riportano giornalisti della Reuters presenti.

Ahmadinejad si trova all'Università di Teheran per parlare alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico, che è poi cominciata regolarmente, secondo quanto riferisce l'agenzia Isna. I tafferugli sono avvenuti prima dell'inizio dell'evento, quando, all'esterno, si sono fronteggiati giovani Basiji, cioé volontari delle milizie islamiche che sostengono il presidente, e i suoi contestatori.

I primi innalzavano cartelli su cui era scritto, tra l'altro: "Mettiamo al bando il Tahkim americano". Cioé il Tahkim Vahdat, che è la maggiore organizzazione riformista studentesca.

Dall'altra parte vi erano striscioni in cui si leggeva tra l'altro "Perché solo alla Columbia? Anche noi abbiamo domande da fare". Con riferimento ad una sessione di domande e risposte avuta da Ahmadinejad alla Columbia University di New York il mese scorso. Gli studenti riformisti hanno anche chiesto il rilascio di tre loro colleghi del politecnico Amir Kabir di Teheran, in carcere per il contenuto di pubblicazioni studentesche di cui erano direttori, e il ritorno di alcuni docenti allontanati negli ultimi anni.

Nei giorni scorsi in un comunicato il Tahkim Vahdat ha sottolineato le cifre di quelli che ha chiamato "i diritti calpestati degli studenti" nei due anni da quando Ahmadinejad é presidente: 43 organizzazioni e centri culturali studenteschi chiusi, 70 giovani attivisti arrestati e altri 550 convocati davanti ai comitati disciplinari delle Università. "Molti - aggiunge l'organizzazione - sono stati privati delle possibilità di istruzione".

Gli incidenti sono avvenuti oggi nel campus dell'Università di TeheranNegli slogan il leader khomeinista paragonato al dittatore cileno Pinochet




La Repubblica.it

TEHERAN - Sfidando la repressione e il duro regime khomeinista, un centinaio di studenti dell'Università di Teheran ha organizzato oggi una manifestazione di protesta nel campus dell'ateneo contro Mahmoud Ahmadinejad. Il presidente iraniano era atteso per il discorso di inaugurazione dell'anno accademico, ma i giovani lo hanno contestato con duri slogan. Tra le urla dei manifestanti anche "Ahmadinejad è come Augusto Pinochet, ma l'Iran non diverrà come il Cile! Morte al dittatore!".

Gli studenti hanno chiesto a gran voce anche la scarcerazione dei compagni detenuti dopo le precedenti rare occasioni di protesta. In particolare lo scorso dicembre, sempre in occasione di un intervento pubblico del presidente, ma in una diversa sede universitaria, un gruppo di giovani si era messo a protestare contro l'arresto di un leader studentesco, noto per i suoi atteggiamenti critici nei confronti del regime degli ayatollah. Ahmadinejad era stato interrotto più volte, e alla fine aveva dovuto lasciare la scena senza riuscire a terminare il discorso. Parecchi tra i contestatori in seguito erano stati espulsi dai corsi, o addirittura fermati dalle forze di sicurezza.

Oggi a prendere le difese di Ahmadinejad, prima ancora che i servizi di sicurezza, sarebbero state alcune decine di studenti fedeli al presidente iraniano. Dopo aver sbarrato le strade interne alla cittadella universitaria al corteo di protesta, gli studenti filogovernativi hanno ingaggiato veri e propri scontri di piazza con i contestatori. Gli agenti delle unità scelte della polizia in assetto anti-sommossa hanno preferito non intervenire, limitandosi a presidiare il campus, ma permettendo così alla contromanifestazione di avere la meglio.

Dell'episodio si sa poco altro perché il resoconto dell'agenzia di stampa semi-ufficiale 'Fars', ricostruito grazie ai racconti di alcuni testimoni oculari che hanno chiesto di rimanere anonimi nel timore di rappresaglie, non ha fornito ulteriori dettagli.

ULTIMA NOTIZIA




Secondo quanto ha scritto la Reuters, ci sono stati forti scontri tra gli studenti contestatori e i simpatizzanti di Ahmadinejad prima dell'inizio del suo intervento presso Università di Teheran. Reuters scrive che gli studenti hanno lanciato slogan contro Ahmadinejad e si sono scontrati con i suoi tifosi.
Secondo le informazioni diffuse dai siti in persiano, in questo momento l'intera area del campus dell'università di Teheran è circondato dalle forze di sicurezza e all'interno sono in corso le contestazioni e gli arresti degli studenti.Gli studenti scadiscono slogan come: " Studente arrestato deve essere scarcerato. la tortura dello sudente è condannata è condannata. Studente è disposto a morire ma non a essere umiliato. Mahmud Ahmadinejad è uomo della discriminazione e della corruzione "
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DOPO COLUMBUS UNIVERSITY OGGI TEHERAN UNIVERSITY



Dopo la calamorosa sconfitta e l'infangamento di Ahmadinejad presso la Columbus University di New York, in cui il rettore ha chiamato il presidente del regime dei mullah come" un piccolo dittatore", l'Iran ha organizzato per stamattina, 8 ottobre uun intervento riparatore del suo presidente presso l'università di Teheran. Secondo le informazioni raggiuntemi, fin da ieri sera sono in corso forti e imponenti schieramenti di polizia e degli uomini in borghese appartenenti alla SAVAMA( Sicurezza interna). l'Ufficio di sicurezza del campus ha vietato l'ingresso agli studenti di altre università di Teheran. Attualmente sono in corso severi controlli sui documenti di riconoscimento. Il regime dei mullah onde evitare la sorpresa dell' Amir Kabir University, in cui i coraggiosi studenti hanno appiccato il fuoco ai ritratti del " piccolo dittatore", ha organizza una forte trasferta degli studenti fondamentalisti delle università Imam Hossein e Imam Sadegh( due centri importanti per la formazione degli uomini del regime).Ma dall'altra parte anche gli studenti hanno messo in atto una forte mobilitazione per poter contrastare la presenza di Ahmadinejad e dimostrare la vera faccia del regime nei confronti delle proteste popolari. Alla Columbus University Ahmadinejad aveva dichiarato che gli studenti iraniani sono liberi di manifestare e di contestare chi vogliono!!!
E allo stesso tempo aveva esercitato forti pressioni e maltrattamenti sugli studenti arrestati durante la contestazione di Amir Kabir. Secondo le informazioni attendibili ricevute dai familiari degli arrestati, i torturatori del carecre di Evin gli hanno sottoposto a forti torture e pressioni per costringerli a dichiarare di aver agito per conto dei paesi stranieri.
Comunque, oggi, Ahmadinejad affrontera il tris di rabbia e di contestazione. Dovrà reagire e di conseguenza dovrà tirare fuori le pallottole. E dovrà smentire se stesso quando ha detto che gli studenti sono liberi a contestare chi vogliono. Il mondo non ha ancora spento la sua attenzione su quello che avviene quotidianamente nelle strade di Teheran. Sicuramente anche questa volta i "ragazzi e le ragazze di Teheran" dimostreranno e manifeteranno la rabbia e lo sdegno del popolo iraniano verso il presidnete di un regime terrorista, integralista, fondamentalista, disumano, impopolare e condannato già dalla popolazione iraniana e dall'intero mondo civile a finire nella pattumiera della storia. Oggi Ahamdinejad riceverà una ella lezione: Non apparire più nella casa del sapere e. Non c'è posto per chi nella sua carriera politica terroristica inseriva la pistola nella bocca degli studenti e sparava un colpo secco. Quelle voci spente violentemente e brutalmente si stanno svegliando nella veste degli studenti, degli operai, degli insegnanti, delle mamme e dei papà e dei loro figli.
Viva gli studenti di Teheran, la voce della rabbia e del dissenso del popolo iraniano. Per il momento, la popolazione ha segnato due gol e il regime è allo zero( Amir Kabir e Columbus University). Sicuramente arriverà oggi anche il terzo gol. Non ho dubbi. Sono piena di certezza. Questa è la storia.
karimi davood

sabato 6 ottobre 2007

IRAN DI AHMADINEJAD


L’Iran rialza la voce: "Via

tutti gli ebrei dalla Palestina"


Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad riprova a scandalizzare il mondo con uno di sui soliti discorsi fuoco e fiamme contro Israele. Secondo il capopopolo di Teheran l’odiato stato ebraico «la creazione la sua continua esistenza, il supporto (occidentale, ndr) a questo regime, sono un insulto alla dignità umana». Ieri l’Iran «festeggiava» l’Al Quds day, il giorno dedicato alla «liberazione» di Gerusalemme l’ultimo venerdì di Ramadan, il mese di digiuno islamico. Una vecchia idea voluta dall’ayatollah Khomeini per galvanizzare le masse contro il nemico esterno.

Un’occasione ghiotta per Ahmadinejad, che in passato ha già bollato Israele come «un tumore» da cancellare dalla carta geografica. Nella giornata di Al Quds, il nome arabo di Gerusalemme, è tornato all’assalto verbale dichiarando: «Il popolo palestinese rimane fermo e né quello iraniano, né gli altri popoli del mondo si fermeranno fino a quando tutto il territorio di Palestina non sarà liberato». L’ex pasdaran continua a battere sulla shoah, lo sterminio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. «L’Iran condanna la fabbricazione di questo pretesto (l’Olocausto, ndr) che permette al regime sionista di commettere un genocidio nei confronti dei palestinesi», sostiene il presidente. Per lui Israele è una minaccia globale e ha riproposto l’idea di sbarazzarsi degli ebrei deportandoli: «Gli europei non tollerano la presenza sionista nei loro paesi, ma vogliono imporla in Medio Oriente. Che li mandino nei vasti territori del Canada o dell’Alaska a ricostruirsi le loro case», ha tuonato Ahmadinejad.

A gettare altra benzina sul fuoco ci ha pensato l'ayatollah Sayyed Mahmoud Hashemi Shahroudi, massima autorità giudiziaria dell'Iran: «Le manifestazioni di oggi (ieri per chi legge ndr) sono un ottimo inizio per la distruzione di Israele». Centinaia di migliaia, se non milioni di iraniani, sono scesi in piazza per la giornata di Al Quds. Donne velate di nero, con i bambini in braccio si trascinavano dietro i palloncini con la scritta «morte ad Israele». Slogan sulla distruzione dello stato ebraico e degli Stati Uniti venivano ripetuti a gran voce dai manifestanti che innalzavano grandi ritratti di Khomeini e del suo successore l’ayatollah Alì Khamenei. I volontari Basji, la giovane milizia del regime, coprendosi il volto con la kefiah palestinese, marciavano compatti gridando «Hezbollah combatte, Israele trema». Il riferimento è alla guerra dello scorso anno in Libano, che ha visto l’esercito dello stato ebraico in difficoltà. Altri manifestanti appiccavano il fuoco a bandiere americane ed israeliane


Commento: quando il mondo dimostra la debolezza e la divisione, il terrorismo iraniano diventa piu violenta e piu ferma nelle sue azioni e obiettivi.

venerdì 5 ottobre 2007

APPELLO URGENTE: UNA RAGAZZA GIOVANE IN ATTESA DELL'IMPICCAGIONE




Fakhte Samadi in attesa dell'impiccagione

Stamatina mi hanno contattato dall'Iran per segnalarmi un altro caso triste di una ragazza giovanissima che commise un omicidio ed oggi si trova in attesa dell'impiccagione. E' già in atto una grande mobilitazione per lei.
la storia: lei, Fakhte Samadi, si trasferisce dalla sua città nativa, dopo il divorzio dal marito, a Teheran per costituirsi una vita piu tranquilla e si fa assumere in uno studio dentistico come segretaria.
In questo nuovo lavoro, Fakhte conosce un uomo di 80 anni che le propone di andare a vivere a casa sua come badante. Quando lei si trasferisce a casa sua, dopo pochi giorni se ne accorge che il vecchietto ha intenzioni diversi da quelli proposti inizialmente. In diverse occasioni, il datore del lavoro le ha proposto di sposarlo. Lei sempre ha rifiutato, ma dopo l'ultima offerta viene rinchiusa in casa e sottoposta a varie pressioni e le viene tolta addiritura i medicinali che le servivano per calmare il suo stato nervoso e che ne assumeva tante.
In un tentativo di fuga, e in mancanza dei medicinali, lei affera un pezzo di ferro e colpisce la testa dell'uomo che muore subito. I familiari non hanno concesso il perdono e la magistratura dei mullah senza tener conto delle circostanze sanitarie e sociali e psicologiche ha condannato Fakhte Samadi a morte. Successivamente anche la Corte suprema dei mullah riconferma la condanna.
Recentemente il suo fascicolo è stato trasferito all'ufficio dell'esecuzione delle condanne dell'ufficio penale di Teheran. Fakhte Samadi è stata inserita nella lista di attesa per impiccagione.
Le persone che mi hanno segnalato il caso, mi hanno chiesto di lanciare sul piano internazionale e dell'opinione pubblica con la speranza che la magistratura iraniana, grazie alla mobilitazione inetrnazionale conceda la revisione del caso di questa ragazza giovanissima che cercava una vita serena e tranquilla ma la sua poverta l'ha condotta in una direzione diversa da quella desiderata e amata.
Anticipatamente ringrazio e mi inclino di fronte a coloro che vorrebbero dare una mano a questa ragazza che vive in una situazione veramente disperata e pericolosa.
Per favore scrivete e telefonate e mandate fax all'ambasciata iraniana a Roma chiedendo di revisionare il caso della signorina Fakhte Samadi
cordiali saluti
karimi davood
tel:3387862297

Iran - Il leader dell'opposizione iraniana: bloccate il programma nucleare di Teheran


Maryam Rajavi durante l'intervista

giovedì 04 ottobre 2007
EuroNews, 4 ottobre - Maryam Rajavi è all'origine di un piccolo caso diplomatico al Consiglio d'Europa. Leader in esilio dell'opposizione iraniana è stata invitata a Strasburgo dal gruppo del partito popolare. Che ha accettato volentieri.

Invito non digerito invece dal presidente del parlamento iraniano, Gholamali Haddad Adel, che, per questo motivo, ha annullato la sua visita a Strasburgo, cui avrebbe dovuto partecipare anche in qualità di presidente dell'Assemblea parlamentare asiatica.



"La dittatura religiosa in Iran - ha dichiarato Rajavi - è una minaccia per tutto il mondo. Teheran vuole ottenere la bomba atomica. Per questo riteniamo che siano necessarie sanzioni severe per fermare il regime dei Mullah".

Il presidente iraniano Ahmadinejad va dritto per la sua strada, nonostante le continue pressioni della comunità internazionale che chiede a Teheran di fermare il programma nucleare.

Mercoledì il capo della diplomazia francese Kouchener aveva sollecitato i 27 stati membri a ricorrere a sanzioni severe contro la repubblica islamica

il film della visita di Maryam Rajavi :

http://www.euronews.net/index.php?page=europa&article=446494&lng=4

giovedì 4 ottobre 2007

Iran rifornisce di armi i Talebani afghani



giovedì 04 ottobre 2007
Di Tom Coghlan in Kabul

The Telegraph, 4 ottobre - Il generale americano Dan McNeill, comandante delle forze Nato in Afghanistan, ne e' convinto. Le prove sarebbero le oltre 50 mine e detonatori scoperti lungo il confine tra Iran e Afghanistan. Sarebbero le Guardie rivoluzionarie al Quds di Teheran a portare le armi ai talebani. Le accuse di McNeill vengono riportate oggi dal Daily Telegraph inglese.

www.telegraph.co.uk/news/

IRAN: KOUCHNER COLLEGHI UE, STUDIAMO SANZIONI EUROPEE


24ore - EsteriInviaStampaParigi, 21:42

Un sistema basato sul consenso popolare non teme nessuno se non il giudizio della sua stessa popolazione.

Il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, ha scritto una lettera ai colleghi dell'Ue per chiedergli di studiare sanzioni per far fronte alla "sfida nucleare" dell'Iran. "Parallelamente ai negoziati per una nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu che devono essere portati avanti - si legge nella lettera - propongo di esplorare da subito le possibilita' per nuove misure europee". Per Kouchner "e' vitale che l'Ue mostri oggi la sua determinazione e che dia ancora una volta l'esempio prendendo l'iniziativa per nuove misure di fermezza per accrescere la pressione su Teheran in modo che finalmente risponda alle richieste del Consiglio di sicurezza". Il titolare del Quai d'Orsay ha avvertito i Paesi piu' riluttanti: "Il tempo lavora contro di noi, visto che ogni giorno l'Iran si avvicina di piu' a dominare la tecnologia dell'arricchimento che di fatto significa una capacita' nucleare".

Commento: Ci stiamo avvicinando velocemente alle ultime fasi della preparazione di una guerra catastrofica e devastatrice. PERCHE' CATASTROFICO E DEVASTATRICE?
Perchè in questo quadro non è stata considerata la volontà del popolo iraniano che è estremamente contraria alla guerra degli stranieri contro i Mullah ma profondamente favorevole ad un cambio radicale del regime di Khomeini con tutte le sue fazioni e organismi e istituzioni. Cioè in poche parole il rovesciamento del regime dei mullah e la sua sostituzione con un governo e sistema repubblicano pluralista e democratico. Secondo noi una eventuale guerra straniera contro i mullah danneggia fortemente questa aspirazione e desiderio della popolazione. E poi non è nemmeno conveniente per coloro che la vorrebbero scatenare. In questa maniera danno la scusa al regime dei mullah di scatenare tutta la sua potenza terroristica in tutto il mondo. Secondo noi la via piu commerciale, piu maestra, e piu conveniente che darà gli stessi frutti, desiderati in parte da quei paesi che simpatizzano per la soluzione violenta, è quella di lasciare libera, dai vincoli imposti dall'Europa e dall'America, il popolo iraniano a prendere nelle sue mani la sua sorte e poter rovesciare il regime di Khomeini. Dopo questo evento, poi possiamo anche discuttere e stabilire nuove regole basate sul rispetto reciproco dei diritti e dei doveri di ciascuna parte. Sicuarmente il futuro governo democratico iraniano cancelerà definitivamente dalle sue carte istituzionali le parole tipo" ostilità, guerra, terrorismo, violenza statale, Hezbollah, Hamas, bomba atomica, impero islamico," sostituendole con " convvivenza civile, pace, lavoro, benesere, amicizia, frattellanza, uguaglianza dei diritti tra i sessi, parita di diritti tra tutte le etnie e religioni". In poche parole costitueremo un governo laico, pacifico, e lontano anni luce dall'idea della bomba atomica. Un sistema basato sul consenso popolare non teme nessuno se non il giudizio della sua stessa popolazione.
karimi davood

Iran, scoperto nuovo sito per l’arricchimento dell'uranio





di Dimitri Buffa
Article content:
Mentre l'Europa di Massimo D'Alema tentenna sulla proposta del ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner di imporre autonomamente dall'Onu nuove sanzioni all'Iran, la resistenza iraniana in esilio, proprio in Francia, ha denunciato l'esistenza di un nuovo sito di arricchimento dell'uranio. Sconosciuto sinora persino all'Aiea, l'agenzia Onu che si occupa di monitorare la non-proliferazione.


E con una conferenza stampa tenutasi venerdì a Parigi il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), per bocca del suo presidente del comitato per la pace, Mehdi Abrishamchi, ha rivelato al mondo l’esistenza del sito segreto in questione, che si trova cinque chilometri a sud di Natanz vicino ad un piccolo villaggio denominato Abbas-Abad.


Posizionato sotto la montagna chiamata Siah Kooh, circondata dalla catena montuosa di Karkas (Vulcher), il laboratorio segreto si trova in una posizione impossibile da attaccare sia da terra sia dal cielo. Esso include una vastissima zona sotterranea nella quale sono stati costruiti due trafori paralleli di grandi dimensioni che lo collegano con l'altro laboratorio di arricchimento nucleare di Natanz. L’entrata dei trafori è larga sei metri. Il sito è stato progettato due anni fa dalla sezione di ingegneria del ministero della Difesa iraniano capitanata da Khatam-ol-Anbia, uomo di fiducia di Ahmadinejad. In pratica l’apparato di ingegneria del Corpo delle Guardie della Rivoluzione (IRGC) che ha iniziato segretamente la costruzione del sito nel 2006.

Per garantire la veloce costruzione del nuovo sito, alti funzionari del ministero della Difesa si recano periodicamente a controllare i lavori, addirittura ogni due settimane il generale Sadrollah Pour-Barat, direttore della sezione di ingegneria del ministero della Difesa, va personalmente a controllare l’avanzamento dei lavori. Questo laboratorio, posto direttamente sotto il controllo del ministero della Difesa è la prova del nove che dimostra come il programma nucleare iraniano non sia affatto per esigenze di tipo civile.


E i francesi, informati per primi di questa nuova emergenza, non a caso hanno esternato per bocca di Kouchner l'intenzione di promuovere in Europa sanzioni continentali contro Teheran, a prescindere dalle direttive del Consiglio di Sicurezza del palazzo di vetro. Il sito in questione infatti punta direttamente alla dotazione di armamenti nucleari.

Alla luce di questa notizia, anche le parole pronunciate dal generale Mohammad Ali Jafari durante la parata militare di pochi giorni fa, assumono ben altra valenza. Jafari aveva detto infatti che l’Iran era in possesso di tecnologia militare in grado di colpire ovunque e chiunque in qualsiasi parte del continente asiatico.

Nessun commento per ora da parte dell'Aiea, che si limita a svolgere i propri accertamenti con un "entusiasmo tipico della routine", per usare le parole della dirigenza iraniana in esilio a Parigi. Dirigenza che sottolinea anche come "l'Aiea da anni controlla il programma nucleare iraniano ma non era stata in grado di scovare due dei principali siti, cioè quelli di Arak e di Natanz, che proprio e solo grazie alle rivelazioni della Resistenza Iraniana si sono potuti scoprire".


Secondo Mehdi Abrishamchi, "questa è l’ennesima dimostrazione che il regime dei Mullah prende in giro tanto l’Aiea quanto il mondo in generale e che punta ad avere l’arma nucleare".

"Le rivelazioni della Resistenza Iraniana - sostiene Abrishamchi - costate il sacrificio di molte persone, sono sempre state precise e verificate e anche in questo caso dimostrano l’inefficienza dei controlli dell’Aiea e la malafede del presidente Ahmadinejad che continua ad asserire che l’Iran non intende dotarsi di armi nucleari".

La notizia dell'esistenza di un ulteriore sito di arricchimento dell'uranio apre inoltre nuovi e inquietanti scenari: il sospetto è che l'Iran sia giunto ormai alla parte finale del proprio programma nucleare, quella dedicata all’assemblaggio vero e proprio del futuro arsenale atomico di Teheran. E se l'Europa di Bernard Kouchner sembra essere ormai conscia dell'imminente pericolo, quella di Massimo D'Alema ancora si illude con parole d'ordine come "dialogo" e "mediazione".

mercoledì 3 ottobre 2007

MARYAM RAJAVI A STRASBURGO





LUNEDI SCORSO LA SIGNORA MARYAM RAJAVI, PRESIDENTE ELETA AL CONSIGLIO NAZIONALE DELLA RESISTENZA IRANIANA, INVITATA DAI GRUPPI DEMOCRISTIANI E POPOLARI EUROPEI VISITA L'ASSEMBLEA PARLAMENTARE DEL CONSIGLIO D'EUROPA


La signora Rajavi accolta dai numerosi rappresentanti dell'Assemblea del Consiglio d'Europa, ha avuto intensi colloqui con vari rappresentanti dei gruppi parlamentari europei.
La signora Rajavi, nel suo discorso di fronte ai numerosi parlamentari ha ribadito:" Noi, oggi ci troviamo in una fase assai vitale e importante. Un anno fa, in questo luogo ho detto: il mondo si trova di fronte ad un bivio pericoloso. Da una parte esiste la prospettiva di una dittatura fondamentalista che si sta adottando della bomba atomica e dall'altra la prospettiva di un 'altra guerra devastante nella regione. In quell'occasione ho sostenuto che il pericolo delle interferenze e del terrorismo iraniano in Iraq è cento volte più pericoloso della sua bomba atomica. E ho lanciato un allarme sui tentativi del regime dei mullah nell'esportazione del fondamentalismo e del terrorismo e della crisi in tutta la regione. Oggi vorrei portare alla vostra conoscenza che la situazione è diventata assai più esplosiva e pericolosa.Attualmente l'Iraq è ufficialmente occupato dai mullah. La situazione è assai critica in tutta la regione. Il regime iraniano si trova al centro dell'attuale crisi di cui alcune sue dimensioni si manifestano nella provocazione della guerra in Libano, delle disordini in Palestina, e dell'espansione del terrorismo in Afghanistan. Questi tentativi e azioni sono degli anelli collegati uno con l'altro di una strategia.
Il presidente della repubblica della resistenza iraniana ribadendo i catastrofici danni arrecati dalla politica di accondiscendenza con il regime dei mullah e rivolgendosi ai governi europei ha detto:" Perchè per gli interessi economici vi mettete in ginocchio di fronte ai mullah? I governi europei devono rispondere ai loro popoli. I mullah hanno cestinato tre risoluzioni approvate dall'ONU. Ma ancora l'Europa insiste sul dialogo e sulle trattative. Il dialogo per che cosa? Perchè i mullah abbiano maggior tempo per la costruzione della loro bomba atomica?
La signora Rajavi aggiunto: I paesi europei sbagliano se pensano che il regime iraniano può diventare una prestigiosa protagonista e accettabile protagonista negli affari della regione e del mondo. Loro sbagliano se pensano di poter domare il terrorismo e il fondamentalismo dei mullah. Con la politica di accondiscendenza stanno preparando il terreno ad una devastatrice e catastrofica guerra.
La presidente Rajavi ricordando l'importanza della "terza soluzione" che attribuisce alla popolazione e alla resistenza iraniana la facoltà di cambiare la situazione attuale ha sottolineato che la politica di accondiscendenza dei governi europei è un ostacolo, oltre alla feroce repressione interna, di fronte al cambiamento in Iran.
Rajavi ha elencato tre elementi da cui sorge e nutre la politica di accondiscendenza:
1- interessi economici
2- errato analisi sulla identità del regime e sul miraggio della moderazione
3- errato analisi sull'equazione politica iraniana e sul ruolo determinante della popolazione e della sua resistenza.
Al centro della politica dell'occidente verso il regime dei mullah esiste errato analisi sull'equazione politica e sul ruolo della popolazione e della sua resistenza e che si traduce successivamente nella resa al regime e nell'inserimento del nome dei Mojahedin del popolo, maggior forza della resistenza, nella lista dei terroristi. Tale etichettatura concede al regime la giustificazione necessaria per l'eliminazione fisica degli oppositori.
La signora rajavi concludendo ha indicato la politica di accondiscendenza come l'ostacolo principale al cambiamento politico in Iran, e ha chiesto all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europaa di alzare la sua voce contro la violazione della legge da parte dell'Unione Euopea.

lunedì 1 ottobre 2007

IRAN MANDA ALL'ESTERO 100.000 LAVORATORI SPECIALIZZATI NEL TERRORISTI



Nella foto: vice del ministro del lavoro Malekitabar

L’intervista del vice ministro del lavoro

Spiegato la politica del governo di Ahmadinejad per la formazione delle occasioni di lavoro e per l’esportazione della forza di lavoro all’estero
Malekitabar, vice ministro del lavoro per la formazione dell’occupazione:” l’esportazione della forza specializzata al posto della manodopera semplice”

Malekitabar, per quanto riguarda l’esportazione della forza di lavoro all’estero ha detto” coloro che vengono mandati all’estero per il lavoro, sono del personale specializzato e superiore alle necessità interne. Alla base di un documento nazionale di lavoro, in un periodo quinquennale, verranno mandati all’estero 100.000 forze di lavoro specializzato.”

Commento: fin qua la notizia. Ma esaminiamo insieme questa politica per vedere che cosa c’è dietro tale provvedimento. Dietro di esso si nasconde due priorità essenziali: diminuire la pressione dell’occupazione dilagante che preme sul regime il peso schiacciante di numerose famiglie che soffrono la conseguenza della politica guerrafondaia e atomica militare dei mullah. Secondo i dati diffusi da Teheran la maggior parte dei laureati non riesce a trovare una idonea occupazione nei primi 5 anni subito dopo la laurea. La maggior parte dei laureati viene aggiunto all’esercito dei disoccupati. L’altra priorità non meno importante del primo, ma assai vitale e strategico, è la necessità della propaganda islamica finalizzato a conquistare particolarmente tutta la regione mediorientale: attraverso l’esportazione legale del terrorismo iraniano mascherato da questo provvedimento. Il regime iraniano si sente fortemente il fiato della guerra sul suo collo. La formazione del governo di Ahmadinejad, formato prevalentemente dai generali Passdaran, è in linea con questa esigenza di schieramento militare di difesa e di attacco di fronte alla comunità internazionale. Il messaggio delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, pur arrivando con la lentezza di lumacca, è molto chiaro. Il mondo civile non può accettare un Iran militare atomico mescolato all' ideologia fondamentalista khomeinista che ha già appiccato il fuoco a mezzo mondo. Purtroppo di fronte a questa politica di aggressione, la politica di accondiscendenza europea-americana vede l’altro mezzo mondo non bruciato ancora trascurando l’espansione del fondamentalismo islamico che è mille volte più pericolosa dalla stessa bomba atomica. La signora Maryam Rajavi ha ripetutamente messo in allarme il mondo civile sostenendo la terza soluzione: non alla guerra, non alla politica di accondiscendenza si alla politica di cambiamento democratico del regime iraniano attraverso il popolo e la resistenza iraniana.
Tornando al nostro discorso devo ricordare che il regime dei mullah, esportando 100000 personale di lavoro specializzato( in atti terroristici, di sabotaggio, di organizzare sommosse e ribellioni, di infiltrazione nelle forza dell’ordine, nella corruzione delle forze politiche e di stampa ecc…), riuscirà a costruire un muro di difesa-attacco al di fuori delle mura iraniane agendo al momento opportuno e necessario. Nel frattempo, questi uomini lavorando all’estero, si guadagnano pure del denaro che potrà essere servito sia per mantenere la famiglia in Iran, che le attività occulte terroristiche del regime( compreso le attività propagandistiche islamiche).
In poche parole, il regime dei mullah costruisce una rete capillare di uomini di fiducia pari ad un esercito regolare al commando della Sepah Pasdaran ma dislocato in tutto il mondo. Grazie al letargo in cui sono immersi i paesi europei, il regime dei mullah, sta scavando un tunnel per arrivare al cuore dell’Europa occidentale.
Mi auguro un risveglio tempestivo e non postmortum!
Evitare, smascherare e denunciare questa politica aggressiva e terroristica dei mullah è un dovere umano e civile di tutti gli uomini e donne dell’INFORMAZIONE.
Sono a disposizione di coloro che vorrebbero approfondire questo tema.
Karimi davood

Una breve sintesi del discorso della presidnete Maryam Rajavi



Ritengo opportuno, per la sua attualità, di pubblicare alcune parti del discorso della presidente Maryam Rajavi, pronunciato a Villepinte, il 30 giugno del 2007.
karimi davood
"Il fracasso provocato dai mullah nella loro corsa all’arma atomica, il sibilo stridente delle loro bombe che dilaniano l’Iraq e le urla di paura e di terrore che invadono il paese, non sono la vera voce dell’Iran.
La voce dell’Iran risuona attraverso gli slogan dei giovani mujahedin e dei militanti che durante le sollevazioni contro il razionamento della benzina gridano : “morte al dittatore”....

La voce dell’Iran sono le grida delle donne coraggiose, che, con il volto coperto di sangue,
sfidano i pasdaran (i guardiani della rivoluzione) in questi ultimi mesi che sconvolgono il
mondo. La voce dell’Iran è la voce di Elham, la ragazzina di dieci anni presente al raggruppamento degli insegnanti che protestavano a Teheran, che parla del padre in prigione facendo piangere migliaia di insegnanti. Il grido dell’Iran è il grido degli operai che il primo maggio scandivano : “non vogliamo il nucleare, vogliamo di che vivere e il lavoro” e “ il futuro, è un nostro diritto inalienabile.”
La voce dell’Iran, sono le pulsazioni dei cuori oppressi dei 71 adolescenti condannati a morte.
La voce dell’Iran sono i lamenti delle madri curde e baluche e delle donne arabe del Khouzistan che piangono la morte dei loro figli impiccati in questi ultimi mesi nelle strade di Sanandaj, Zahedan e Ahwaz.
La voce dell’Iran sono gli slogan degli studenti del politecnico e delle università di tutto il paese che gridano: “morte al dittatore!”
La voce dell’Iran sono le urla di dolore nelle stanze delle torture: “sono ancora viva! La mia voce non si è spenta, ho rotto il silenzio di migliaia nella sezione 209”
La voce dell’Iran è il grido dei Mujahedin della libertà che dalla città di Ashraf incitano gli iraniani a sollevarsi per la libertà.
E noi, oggi, ci uniamo agli iraniani insorti e con un’unica voce gridiamo che bisogna rovesciare i mullah e riportare la libertà e la sovranità popolare.
Si, è questa la voce dell’Iran....

La rivolta generale del 26 e del 27 giugno innescato dalla crisi della benzina, mostra il vero volto di una società esasperata sull’orlo dell’esplosione. Questo sommossa è la testimonianza più oggettiva e più chiara delle ardenti rivendicazioni degli iraniani. Gli iraniani vogliono rovesciare il regime dei mullah.
Le grida di : “morte ad Ahmadinejad” che sono immediatamente risuonate per le strade di Teheran, le accuse coraggiose degli insorti contro i centri di potere e il panico che si è impossessato del regime, tutto dimostra che questo è molto di più di una crisi economica. Si tratta di una crisi che segna la fase finale del regime e la sua distruzione...
Coprifuoco, arresti di centinaia di persone, morti e feriti tra i giovani; questa è stata la risposta del regime. La guida suprema dei mullah ha ordinato di agire in maniera esemplare. Ma quello che è esemplare è la sconfitta cocente che la sollevazione popolare sta per infliggere ai mullah e ai loro alleati.
In un’ora, il “voler spartire con la popolazione le rendite petrolifere” ( pura demagogia !) si è dissolto. Tutti gli slogan di potere sul programma atomico, come : “l’energia nucleare è un nostro diritto inalienabile” si sono dissolti nelle fiamme della sollevazione. Ora è il turno del popolo iraniano. E’ il popolo che ora chiede come mai in 30 anni i mullah non sono stati capaci di costruire nemmeno una raffineria di petrolio. A cosa servono gli annunci sul progreso scientifico per giustificare il programma nucleare contrario agli interessi della nazione!
Perché tutto il danaro usato per costruire la bomba atomica non è stato utilizzato per produrre benzina? Perché imponendo questo razionamento della benzina avete distrutto in una sola notte la fonte di guadagno di una immensa parte della popolazione? Perché in un solo colpo avete ridotto alla disoccupazione e alla miseria milioni di persone?...
I mullah non hanno risposte perchè sono al capolinea.! Non sanno fare altro che reprimere e esportare l’integralismo e il terrorismo. Sono in una critica impasse.
È per questo che tutto quello che in questi ultimi due anni gli stati “partigiani dell’accondiscendenza” hanno scommesso o supposto, si è rivelato falso.
Hanno detto che incoraggiandoli , i mullah cambieranno il loro comportamento. Ora invece di cambiare, i mullah hanno fatto sprofondare l’Iraq in un bagno di sangue, hanno trascinato il Libano nel caos, hanno diviso in due la Palestina e hanno riportato il terrorismo e gli spargimenti
di sangue in Afghanistan.
Gli Stati accondiscendenti sostengono che attraverso i negoziati si otterrà il consenso dei mullah ed essi sospenderanno il loro programma atomico. Ora questi ultimi hanno potenziato le loro attività per produrre l’arma atomica e hanno ignorato tre risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. I mullah credevano che un embargo avesse spinto la popolazione a sostenere il regime ma ora il
sollevamento generale ha fatto aprire gli occhi ai mullah...
. Accade così che l’etichetta di terroristi attaccata alla resistenza iraniana permette ai mullah di domare gli effetti delle sanzioni. Iimmaginate cosa potrebbe accadere il giorno in cui questa etichetta sparirà!
Si, il problema è che i politici di fronte alla crisi iraniana sono incappati in un fallimento. Per l’Iran, l’Iraq e per tutta la regione mediorientale non c’è che una soluzione: un cambiamento democratico realizzato dal popolo iraniano e dalla sua resistenza.
La scelta degli iraniani è la libertà e la democrazia."

 
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