mercoledì 19 dicembre 2007

IRAN: IL GIORNO DOPO LA MORATORIA


LA RISPOSTA DEL REGIME FASCIST-RELIGIOSA DEI MULLAH ALLA COMUNITA' INTERNAZIONALE

LA PENA DI MORTE E' UNA COLONNA PORTANTE DEL REGIME



Iran, 4 impiccati a Teheran
Esecuzioni il giorno dopo moratoria approvata dall'Onu(ANSA) - TEHERAN, 19 DIC - Quattro persone sono state impiccate nel carcere di Evin a Teheran, il giorno dopo la moratoria Onu sulle esecuzioni capitali. Lo ha detto all'Ansa una fonte informata che ha voluto mantenere l'anonimato. In un primo momento erano nove le esecuzioni in programma oggi, ma quattro sono state sospese e una annullata perche' il condannato, un ragazzo di 19 anni, riconosciuto colpevole di un omicidio commesso quando aveva 16 anni, ha ottenuto il perdono dei genitori della sua vittima. 19 Dic 15:00

ANSA: 4 ESECUZIONI A TEHERAN IL GIORNO DOPO LA MORATORIA

IRAN RISPONDE ALLA MORATORIA SULLA PENA DI MORTE, APPROVATA A LARGA MAGGIORANZA DALL'ASSEMBLEA GENERALE DELL'ONU




L'IRAN, IL PRIMO PAESE, CHE IL GIORNO DOPO LA MORATORIA HA IMPICCATO 4 PERSONE





RAHELE, LA DONNA CONDANNATA A MORTE, PER AVER UCCISO IL MARITO, NON E ' STATA IMPICCATA
I suoi avvocati sono riusciti a strappare un breve intervallo, per convincere i familiari del marito a perdonarla


All'alba di oggi, nel famigerato carcere di Evin di Teheran, sono stati consegnati al boia 7 uomini e una donna di nome Zahra, condannata a morte per aver ucciso il marito.


Alcuni giorni fa ho avuto una telefonata molto triste da Teheran che mi annunciava l'imminente esecuzione di una donna di nome Rahele, madre di due figli di appena 3 e 5 anni. Rahele era condannata a morte per aver ucciso il marito, colto in fragranza del reato. Un giorno Rahele tornando a casa trova il marito con un'altra donna. Nel litigio che segue questo evento il marito disse a Rahele che" dopo due figli partoriti non mi trasmetti più l'emozione e il godimento." In quel giorno, Rahele colpisce con un'asta di ferro il marito che perde la vita all'istante. La famiglia del marito, pur essendo i parenti della donna hanno chiesto l'applicazione della legge del taglione e l'hanno ottenuto. Alcuni giorni fa Rahele ha scritto una lettera ai suoi ex suoceri chiedendo il loro perdono per amore dei loro nipoti. Diceva nella sua missiva che" è dal giorno dell'arresto che non vede più i suoi figli e di non renderli due volte orfani. Prima con il padre e dopo con la madre". Le associazioni umanitarie che lavorano in favore delle donne condannate a morte hanno messo in moto una grande campagna a favore di Lei e dell'altra donna identificata con il nome di Zahra. Anche ella madre di due figli. Tra le attiviste che ha faticosamente lavorato per ottenere il perdono della famiglia si nota la famosa giornalista iraniana di nome Asieh Amini che sta mattina ha dato nel suo blog questa bella notizia che " Rahele non è stata impiccata. I suoi avvocati sono riusciti ad ottenere un intervallo per chiedere il perdono della famiglia del marito". Ma per gli altri detenuti condannati a morte, complessivamente 7 uomini e una donna, nulla è stata possibile da fare. Probabilmente sono stati consegnati al boia.
Chiedo a tutti coloro che hanno gioito per la moratoria approvata, a larga maggioranza, dall'Assemblea Generale dell'ONU di non fermarsi e di attivarsi presso il governo italiano, forte di questa grande vittoria, le istituzioni umanitarie, per chiedere di risparmiare la vita di Rahele.
Il caso di Kobra Rahmanpour, di cui la pena di morte è stata sospesa grazie alla campagna di Zapping, condotto dal Dott. Aldo Forbice ci ha insegnato che quando le voci si alzano i dittatori si ritirano. Aldo Forbice, che secondo me merita di essere chiamato amorevolmente la " mamma della moratoria", perchè l'idea è stato partorito piano piano dalle sue idee e dalle sue coraggiose campagne umanitarie in favore delle donne condannate a morte. Secondo me Aldo ha seminato con la pazienza e col coraggio, nella società italiana la consapevolezza che la pena di morte non è un deterrente ma uno strumento di repressione nelle mani dei tiranni e di conseguenza va abolita.
Concludo e esprimo la grande soddisfazione della comunità iraniana residente in Italia per l'approvazione della moratoria sulla pena di morte e ringrazio in prima piano il dott. Aldo Forbice e gli amici del partito radicale che hanno infaticabilmente lavorato per la sua approvazione. La resistenza iraniana ha sempre sostenuto che la pena di morte è una delle più importanti colonne portanti del regime dei mullah. Di conseguenza l'approvazione della moratoria stessa va letto in questo contesto. Con la sua approvazione è stata colpita la colonna vertebrale del regime fascista religioso iraniano.
Credo che il Quirinale e in prima persona il nostro presidente della repubblica Giorgio Napolitano devono prenderne atto di questa vittoria e di organizzare una grande festa per ringraziare le persone che in prima fila hanno portato avanti una campagna che inizialmente sembrava " una folle idea" e che invece si è rivelata una grande e enorme vittoria per tutta la umanità. E' da non trascurare questo lato della questione.
E' un primo passo ma come ho già scritto, è stato un necessario mattone da posare sulla coscienza dell'umanità e su cui posare uno dopo l'altro altri mattoni fino ad arrivare alla totale abolizione della disumana pena di morte.
Un caloroso auguri e ringraziamento ad Aldo Forbice, a Sergio D'Elia, a Marco Pannella e al ministro Emma Bonino.

Nella foto: Aldo Forbice con la foto di Kobra Rahmanpour, di fronte all'ambasciata iraniana, durante la seconda fiaccolata organizzata ad ottobre scorso.

martedì 18 dicembre 2007

ULTIMA NOTIZIA


L'Onu approva la moratoria contro la pena di morte
Esulta la Bonino, D'Alema al Palazzo di vetro
15 dicembre 2007: una data storica.

L'Assemblea generale dell'Onu ha approvato la risoluzione per la moratoria contro la pena di morte nel mondo con 104 voti a favore, 54 contro e 29 astenuti. Il sì è giunto alle 11.45, ora di New York. È stato un successo del partito pro-moratoria - in prima fila l'Italia - che ha conquistato 5 voti in più rispetto al pronunciamento della terza Commissione in novembre.


COMMENTO: tanti grazie all'Italia e in particolare ai suoi infatticabili promotori del partito radicale, Pannella, sergio D'Elia ed Emma Bonino e a tutti coloro che lo hanno sostenuto.
Speriamo che prima possibile diventi un provedimento vincolante per tutti gli stati membri dell'ONU.
karimi davood
Il link del sevizio di Skytg24news

LEGISLATURA ISLAMICA IRANIANA: LE DONNE VALGONO MENO DI UN TESTICOLO SINISTRO DI UN UOMO

UNA PICCOLA PANORAMICA DELLA LIGISLATURA DELL’ITEGRALISMO ISLAMICO MISOGINO IRANIANA

IL CODICE PENALE ISLAMICO


Seconda parte: la quantità del “ Die” ( prezzo del sangue per gli uomini e le donne musulmani)
Punto 297: Il prezzo del sangue dell’uomo musulmano consiste nei sei punti seguenti di cui l’assassino è libero a sceglierne uno.
1- 100 cammelli sani e senza handicap e non molto magri
2- duecento mucche sane e senza handicap e non molte magre
3- 1000 pecore sane e senza handicap e non molte magre
4- …
5- ….
6- ….
Punto 300: Il prezzo del sangue della donna musulmana, uccisa accidentalmente o volontariamente è la metà del prezzo del sangue dell’uomo musulmano

Sezione 14:il prezzo del sangue del testicolo

Punto 435: Amputazione di entrambi i testicoli comporta “ il pagamento dell’intero” Die”, prezzo del sangue.
Amputazione del testicolo sinistro comporta il pagamento di due terzi del “Die”, prezzo del sangue. E l’amputazione del testicolo destro comporta il pagamento di un terzo del “Die”, prezzo del sangue di un uomo musulmano( in questa normativa non esistono differenze tra i giovani, vecchi, bambini, grandi, invalidi e i sani).


Fonte: http://www.dadkhahi.net/law/Ghavanin/Ghavanin_Jazaee/gh_mojazat_eslami.htm

Palestina-Israele: Conferenza per aiutare i palestinesi a Parigi


Con grande soddisfazione, la signora Maryam Rajavi, presidente eletta dalla resistenza iraniana ha accolto la solidarietà internazionale espressa a favore della questione palestinese durante la conferenza parigina per la raccolta di aiuti a favore della popolazione. Il presidente Sarkozi ha espresso la speranza che entro 2008 si arrivi ad un governo democratico ed indipendente. La signora Matyam Rajavi congratulandosi con il presidente francese Sarkozi e con il presidente palestinese ha detto:" è un passo coraggioso a favore della pace e della sicurezza e della democrazia di cui l'unico nemico è il regime fascist-religioso e terrorista dei mullah iraniani."
La presa di posizione del presidente della resistenza iraniana in questo delicato momento è molto significativo: Secondo noi, più tardi si arrivi ad un accordo è più soddisfatto il regime dei mullah. Anche perché è l'unica parte che sempre si è opposto a qualsiasi idea della pace tra entrambe parti e quando ha potuto ha gettato la benzina sul fuoco della guerra: la presa degli ostaggi, commissionata dal leader supremo iraniano Ali Khamenei, nei territori palestinesi e nei territori libanesi che causarono 33 giorni di guerra e di violenza senza arrivare a nulla di buono. Di quelli ostaggi non ne sappiamo nulla.
Di recente è apparso anche la notizia del siluramento di Nassrallah da parte dei mullah iraniani che non sono soddisfatti del suo operato. Comunque per il popolo iraniano prima si arrivi ad una pace tra i palestinesi e gli israeliani meglio è. E sarà un motivo di gioia e di soddisfazione come ha dichiarato il nostro presidente della resistenza, la creazione di uno stato palestinese indipendente e democratico e pacifico sarebbe come tagliare una mano e una gamba al regime dei mullah in medioriente. Sarebbe una grande gioia. Sarebbe come togliere il terreno fertile al fondamentalismo islamico e bruciare con il fuoco della pace tutti i nidi dove si annidano i mullah iraniani che mirano a costituire l'impero islamico in medioriente a partire appunto dalla Palestina. Secondo me se Israele vuole veramente combattere il regime iraniano e allontanare il suo pericolo deve iniziare appunto da casa sua ed eliminare tutti i fattori che danno la possibilità a crescere e vivere l'ideologia della morte fomentata da Khomeini che per primo ha lanciato lo slogan: "la conquista di Ghods passa per Karbala". Israele se veramente vuole reagire al pericolo atomico prima deve reagire alla ideologia integralista iraniana che è mille volte più pericolosa della sua bomba atomica: basti guardare i suoi kamikaze seminati in tutto il territorio Israele e palestinese. Allora bisogna incoraggiare Israele a adottare delle iniziative coraggiose ed eroiche mirate a colpire non militarmente Iran e i Mullah ma ideologicamente e psicologicamente . Bisogna togliere i fattori di crescita del fondamentalismo islamico iraniano in territori interessati.
E' difficile? Non credo. Ci vuole coraggio e determinazione e anche un po di ironia. Perchè ironia? Perchè ironia funziona da lubrificante e serve per non far inceppare il motore della grande iniziativa.
In bocca al lupo sia ai palestinesi che agli israeliani.
I miei migliori auguri al popolo palestinese e al popolo israeliano per la creazione di due stati pacifici, democratici, indipendenti e laici e lontani dal fondamentalismo islamico e religioso.
karimi davood

lunedì 17 dicembre 2007

APPELLO URGENTE


Guardate qusta foto!

Cosa vi sembra?

Che la giovane donna chiede l'elemosina all'altra donna?

Oppure chiede alla signora anziana, sua suocera, di perdonarla e risparmiarla dall'impiccagione prevvista per prossimo mercoledi nel carcere di Evin di Teheran?

Se avete optate per il secondo, per favore, non perdete tempo e fate una telefonata oppure scrivete al vostro governo, ai vostri parlamentari, ai vostri partiti e all'Amnesty International e mandate un email anche all'ambasciata iraniana e protestate contro questa violenza religiosa che si chiama la "legge del taglione" che di conseguenza, consegna la chiave della vita delle persone che hanno volontariamente o involontariamente commesso un crimine, ai familiari dell'ucciso. Come nel caso di Rahele che alcuni anni fa uccise il marito, assai violento, che non la risparmiava nemmeno di fronte ai suoi piccoli bambini. I suoi figli attualmente hanno 5 e 3 anni, rispettivamente femmina e maschio. Rahele chiede alla famiglia del marito di risparmiarla dall'impiccagione per i suoi due piccoli che tra l'altro sono i loro nipoti e unici ricordi del loro figlio, e di non renderli due volte orfani.

Rahele stessa è vittima delle violenza domestica praticata prevalentemente da parte dei mariti e dei padri contro le loro donne e figlie. Rahele ha ucciso il marito perchè non sapeva più sopportare la sua violenza fisica e morale.

Facciamo qualche cosa per amore dei suoi figli e perchè no anche per amore verso di lei.

Speriamo che non arrivi mai quel mercoleì. Si l'ultimo mercoledì di ogni mese il carcere di Evin divventa uficialmente ilmattatoio per le vittime del regime fondamentalista e integralista islamico dei mullah.

Per favore scrivete e telefonate anche al vostro primo ministro, Prodi e il ministro degli esteri, D'Alema chiedendo di intervenire a favore di Rahele e i suoi due piccoli.

karimi davood



domenica 16 dicembre 2007

Iran: Il POAC rigetta il ricorso del governo inglese riguardo alla proscrizione dell' OMPI


Maryam Rajavi: il rifiuto del POAC al ricorso del Ministero dell'Interno inglese rende evidente che è ancora più urgente attuare il verdetto della corte e l'ordine al Ministero dell'Interno di togliere dalla lista il PMOI

CNRI, 14 dicembre - Oggi, la Commissione per i Ricorsi delle Organizzazioni Proscritte (POAC) ha riaffermato la decisione presa il 30 Novembre che ordina di rimuovere l'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano(PMOI) dalla lista delle organizzazioni proscritte.
Ha rifiutato la richiesta di ricorso contro la sentenza avanzata dal Ministro dell'interno. continua

Iran - Nucleare: diplomatico espulso da Germania, Spiegel

Swissinfo, 15 dicembre - BERLINO - Scoperto mentre cercava di acquistare componenti utili anche per il controverso programma nucleare iraniano un diplomatico di Teheran a luglio scorso, per la prima volta dopo diversi anni, è stato espulso dalla Germania, secondo quanto riferisce oggi il settimanale tedesco Der Spiegel.

La decisione di espellere il diplomatico, identificato solo come l'addetto consolare a Berlino Mohraramali D., è stata presa dopo che il diplomatico si era messo in contatto con una ditta specializzata della Baviera per comprare strumenti essenziali per il controllo del processo di arricchimento dell'uranio.

L'Iran, che da aprile 2006 ha messo in funzione l'impianto di arricchimento dell'uranio di Natanz, sempre sostenuto che il suo programma nucleare mira esclusivamente ad obiettivi civili, mentre la comunità internazionale teme che Teheran riesca a procurarsi la bomba nucleare.

Sulla notizia non c'é stata finora nessuna presa di posizione da parte dei portavoce del governo tedesco.

venerdì 14 dicembre 2007

EUROPARLAMENTO E LA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI IN IRAN

Esteri
L'esponente di Rifondazione Comunista contro le esecuzioni capitali: ''Fra i condannati anche minorenni''
Iran, Agnoletto: ''Grave peggioramento sui diritti umani''L'europarlamentare al rientro da una missione di Bruxelles a Teheran esprime forti preoccupazioni su tutti i fronti: donne, sindacati e libertà di espressione: ''Si torna al diritto arcaico''

Bruxelles, 13 dic. - (Aki) - La situazione dei diritti umani in Iran è chiaramente peggiorata, un po' su tutti i fronti: donne, sindacati, libertà di espressione. E' quanto ha potuto constatare una missione del Parlamento Europeo a Teheran appena conclusasi, cui hanno partecipato esponenti di tutti i gruppi politici rappresentati a Strasburgo. Tra loro c'era l'eurodeputato della Sinistra Unitaria Vittorio Agnoletto, che è anche membro della Commissione Esteri del Parlamento e membro della sottocommissione per i diritti umani.La delegazione ha comunque potuto avere incontri ai massimi livelli: con il ministro degli Esteri Manouchehr Mottaki, e il presidente del Parlamento Gholam Ali Haddad-Adel, nonché quelli della Commissione Esteri e della Camera di commercio, ma anche varie associazione dei diritti umani, leader studenteschi, famiglie degli arrestati, sindacati. Agnoletto parla di una ''buona cooperazione'' con le autorità. Quando ad esempio è stato chiesto alla delegazione quali leader studenteschi o quali donne o sindacalisti avrebbero incontrato, dice ad Adnkronos International, ''noi ci siamo rifiutati di dare i nomi. E alla fine questo è stato accettato". Un fatto positivo che tuttavia nulla toglie al quadro preoccupante del paese. "Abbiamo constatato - riferisce Agnoletto - un netto peggioramento della situazione dei diritti umani in Iran. I nostri interlocutori ci hanno chiesto di non appoggiare la proposta del Canada di far condannare l'Iran in sede di Commissione dei diritti umani dell'Onu, ma abbiamo opposto un netto rifiuto".Agnoletto snocciola una serie di esempi. Ad esempio la questione delle donne. ''E' stata depositata in Parlamento - dice - una proposta di riforma del diritto di famiglia, con forti incentivi alla poligamia e sposta verso la figura paterna la giurisdizione e affido dei figli. Si torna al diritto arcaico pre-1968, quando ci volle un regime dittatoriale, quello dello scià, per modernizzarlo". Non solo, l'eurodeputato afferma di aver registrato affermazioni preoccupanti del tipo: il 60% degli studenti universitario sono donne, ancora più alta la percentuale tra i laureati, bisogna fare una legge per "riequilibrare".Preoccupante è anche secondo Agnoletto il fronte sindacale. ''Continuano ad essere incarcerati numerosi sindacalisti - afferma il parlamentare - anche se la Costituzione riconosce il diritto di sciopero. E infatti l'accusa impiegata in questi casi è sempre quella di 'turbamento dell'ordine pubblico'".Proseguono, come noto le esecuzioni capitali. L'eurodeputato ha ricordato di aver criticato che tra i condannati a morte vi siano minorenni. "Secondo gli iraniani - ha raccontato - vi è una moratoria da quattro anni, ma ancora di recente sono stati condannati ragazzi per fatti commessi quando avevano 13 anni". Infine, vi è il lungo capitolo che riguarda le attività studentesche. ''Il 7 dicembre - dice Agnoletto - in Iran si celebra il ricordo di 3 studenti uccisi nel 1943 per aver protestato contro l'eccessiva penetrazione straniera. Ebbene, tra il 2 e il 4 dicembre scorsi sono stati arrestati 42 studenti per promozione di eventi non autorizzati, di cui 28 ancora in carcere, senza sapere dove sono né quali sono le accuse esatte. Altri quattro sono stati arrestati nei giorni successivi''. L'eurodeputato ricorda inoltre la sospensione di numerosi professori universitari.Tutte critiche che gli iraniani respingono al mittente, citando il G8 di Genova, Abu Ghraib o Guantanamo. Unica critica ammessa dalle controparti di Teheran, ha concluso Agnoletto, "è stata quella alla libertà di stampa. Peccato che però sui giornali iraniani dei nostri rilievi non vi fosse alcuna traccia".

giovedì 13 dicembre 2007

ARRESTATE 5 STUDENTESSE IN IRAN


La fonte: Bollettino studentesco dell'università "Amir Kabir" di Teheran
Mercoledì 12 dicembre.

ARRESTATE 5 STUDENTESSE IN IRAN

Ieri è stata arrestata Sara Khadami, studentessa della facoltà di sociologia dell’università di Mazanderan, nell’Iran settentrionale.
Anche la studentessa Sahar Yazdani Pour, membro dell’Associazione islamica delle università di Shiraz e delle scienze mediche è stata arrestata dalle forze dell’ordine e trasferita in carcere.
Nei giorni precedenti sono state arrestate altre tre studentesse: Nassim Soltan Beigi, dell’università di Allame Tabatabai; Anoushe Azadfar, dell’università di Teheran e Ilnaz jamshidi, dell’università libera.

PROTESTE DEGLI STUDENTI IRANIANI


scritto da Karimi Azar, presidente associazione giovani studenti iraniani residenti in Italia
Come ben sapete l'Iran è un paese con una età storica che risale a 2500 anni fà.
Dopo la caduta dello Shah, è salito al potere Khomeini, il quale ha portato con sè oltre al potere, anche il fondamentalismo religioso e la dittatura.
Tutto è iniziato col suo arrivo.
Ora Khomeini non c'è più, fortunatamente, ma comunque è rimasta la sua ideologia.
Gli studenti iraniani sono parte attiva di questo popolo e da molti anni hanno e stanno lottando per riportare la democrazia nel loro paese.
In questo ultimo anno ci sono state centinaie di manifestazioni giornaliere
in tutto il paese, a partire dal nord fino al sud.
le manifestazioni degli studenti hanno luogo principalmente nelle
zone universitarie.
E con ogni manifestazione c'è sempre un bilancio spaventoso degli arresti,
di cui per la maggior parte delle volte non si hanno più notizie degli arrestati.
I coraggiosissimi studenti sfruttano ogni occasione per condannare questo regime totalitario, ed infatti come è successo più volte in questo lungo anno, le manifestazioni sono avvenute durante i discorsi che Ahmadinjad tiene nelle immense aulee universitarie, dove gli studenti oltre a condannarlo, urlano slogan come: Morte al Dittatore per la quale ci vuole molto coraggio, anche perchè bisogna sapere
che tutti coloro che partecipano a manifestazioni in Iran, vengono arrestati
ma soprattutto rischiano la vita, in quanto se finiscono "tra le mani" di questo
regime, c'è da dire che o vengono dati per dispersi o vengono torturati fino alla loro successiva morte.
Concludo col dire che in questo ultimo anno non è cambiato nulla,
ma soprattutto gli studenti non smetteranno mai di combattere
per ciò che è un diritto fondamentale dell'uomo, ossia la libertà
e la democrazia.

IL LIBRO " L'ATOMICA DI TEHERAN"



Consiglierei a tutti coloro che vorrebbero conoscere Ahmadinejad e il sistema di gestione del regime dei mullah e il programma atomico iraniano di leggere questo libro. E' un libro da insegnare e da insegnamento. Leggendolo ci si impara tante cose sul regime dei mullah e sul passato del personaggio " Passdar Ahmadinejad", famoso come "l'uomo di 1000 colpi di grazia". Sì, nel suo curiculum criminale, oltre alla sua partecipazione alla gestione del terrorismo iraniano e al suo passato nella Forza terroristica Ghods della Sepah Passdaran, come comandante, si vede anche il suo coinvolgimento attivo nello sparare dei" colpi di grazia ai più di mille prigionieri politici" condannati a morte e fucilati in varie carceri iraniane in particolare in quello del famigerato EVIN di Teheran.
Un libro proposto e curato dall'infatticabile giornalista del programma radiofonico Zapping, dott. Aldo Forbice.
Un mio personale ringraziamento a Lui che in questi ultimi anni ha condotto e si è impegnato coraggiosamente in diverse campagne a favore dei diritti umani in Iran in particolare a favore delle donne condannate a morte.
Buona lettura
karimi davood

Jafarzadeh Alireza - L' atomica di Teheran. Ahmadinejad e la terza guerra mondiale

Autore Alireza Jafarzadeh
Dati
2007, 334 p., brossura
Curatore
Forbice. A
Editore
Guerini e Associati

Dalla resistenza iraniana una raccolta di documenti e testimonianze sulla corsa all'armamento nucleare in cui il governo teocratico sta trascinando la repubblica iraniana. Ahmadinejad è oggi braccio armato dei mullah che gli hanno affidato la missione di trasformare l'Iran in una potenza atomica, per egemonizzare l'intera regione del Golfo Persico e intensificare il controllo politico ed economico dell'ex nemico storico, l'Iraq. Gli Stati Uniti e le altre potenze occidentali minacciano la guerra. Ma occidentali sono molte delle imprese che forniscono all'Iran tecnologie avanzate e semilavorati, collaborando di fatto al programma atomico. La minaccia nucleare iraniana può essere davvero bloccata solo con la guerra? Non sarebbe meglio invece - come sostiene l'autore - che Stati Uniti ed Europa si adoperassero per dare voce e forza a coloro che si battono per una vera democrazia nel loro paese?

mercoledì 12 dicembre 2007

NUOVA ONDATA DI VIOLENZA IN MEDIORIENTE


Gli ultimi tre giorni della settimana in corso sono stati bersagliati violentemente dalla furia dell'integralismo islamico di matrice iraniana. In Algeria l'esplosione di due bombe ha causato centinaia di morti e feriti colpendo anche i cittadini stranieri e i corpi diplomatici in particolare il palazzo dell'ONU. In Libano è stato eliminato fisicamente Francois Elhajj, comandante operazioni militari del Libano con una violenta esplosione. oggi in Iraq in due attentati kamikaze sono stati uccisi più di 160 donne e uomini innocenti che non si rassegnano alla violenza del regime dei mullah e resistono eroicamente all'invasione e all'interferenza iraniana in Iraq.
L'episodio di Algeria è stato quello che sorpreso di Più gli addetti ai lavori. Si dice che Alqaed ha preso la paternità delle bombe esplose tra la gente inerme!
Oggi pomeriggio, mio figlio, commentando la nuova ondata di violenza mi domandava " che cosa successo che il regime si è scatenato cosi violentemente contro tutti? Mi spieghi per favore il perché? Ho risposto che l'Iran dei mullah non risponde a nessuna logica. La sua esistenza è legata alla violenza e allo spargimento del sangue degli innocenti. Inoltre si può trovare una risposta nella reazione poco positiva del mondo politico internazionale alla relazione dei sevizi segreti americani. Ahmaddinejad in una prima reazione aveva considerato tale relazione come un dono divino a favore dell'Iran pretendendo che, anche il mondo politico internazionale la considerasse in tal misura. Ma visto che le speranze iniziali sono caduti nel vuoto e il presidente Bush è riuscito con qualche apparizione pubblica a neutralizzare gli effetti negativi della relazione, l'Iran ha di nuovo ripreso violentemente il suo lavoro abituale. Anche la resistenza iraniana dopo alcuni giorno di silenzio sulla relazione dei servizi segreti americani, ha preso la posizione ribadendo che la presunta interruzione dei lavori della bomba atomica è stata effetta di primo piano delle sue rivelazioni sui 18 anni di segretezza del progetto atomico militare. Anche oggi a Brussel, la Resistenza dell'Iran ha rivelato in una conferenza stampa che il regime ha ripreso nel 2004 il suo progetto atomico militare: la costruzione della bomba atomica.
Concludo e ribadisco che l'Iran non si fermerà nelle stragi di Algeria o del Libano e dell'Iraq. Espanderà il suo raggio di azione. Il tempo sta andando contro i suoi interessi strategici. Oggi Sarkozi ha preso una nuova posizione parlando sempre della guerra all'Iran.
Bush ha ripetutamente ribadito che il regime dei mullah era, è, e sarà un pericolo per tutto il mondo.
E l'opposizione democratica insiste a dire che il regime va rimosso come va rimosso un tumore pericoloso per il corpo umano. Però il chirurgo deve essere "il popolo e la sua resistenza legittima" altrimenti l'operazione fallirà e causerà spargimenti di sangue da tutte le parti del mondo.
karimi davood

martedì 11 dicembre 2007

UNA BUONA NOTIZIA DALL'IRAQ


Dopo la caduta dell'ex presidente iracheno, Saddam Hossein, il regime dei mullah si è infiltrata in massa in tutte le istituzioni e organi governativi iracheni dettando le sue direttive al governo di Maleki. Non bisogna trascurare il fatto che tutte le organizzazioni e gruppi che al tempo di Saddam Hossein si trovavano in Iran e sotto la diretta sorveglianza e ordinanza dei mullah iraniani adesso si trovano in tutti i settori governativi. Dalla A alla Z. In poche parole il governo attuale iracheno in qualche modo risponde solamente alle esigenze iraniane: coperture alle organizzazioni terroristiche, ai gruppi di fuoco, ai criminali che sgozzano le persone e gli oppositori, ai contrabbandieri di droga e di denaro per pagare lo stipendio dei suoi sicari in Iraq. Tempo fa il settimanale Panorama ha pubblicato un articolo firmato da Aldo Forbice su 32 mila uomini e agenti iracheno al soldo degli iraniani che si trovano al Parlamento, alla Polizia, al Governo nazionale e locali ecc.
In poche parole l'Iraq è stato regalato senza ricompensa al regime dei mullah.
Ma la buona notizia: recentemente siamo testimoni di una vasta mobilitazione delle forze irachene dai Sciiti ai sunniti, dai commercianti ai religiosi, dagli avvocati ai capi tribu.
Grazie al duro lavoro dei Mojahedin del Popolo svolto in questi 4 anni per smascherare e rivelare i piani di interferenza iraniana negli affari iracheni e grazie anche al quotidiano violenza alimentato dai mullah iraniani, la società irachena ha capito che oggi giorno il nemico numero uno del popolo iracheno non è americano bensì iraniano. Esattamento il regime terroristico dei mullah che sta cercando di far diventare dell'Iraq un altra repubblica islamica iraniana:repubblica islamica bis.
Dicevo che la società civile irachena, prendendo spinta dal messaggio del leader della resistenza iraniana è convinta che per ripristinare la democrazia e la libertà bisogna tagliare le mani al regime iraniano in Iraq. Come? Coagularsi attorno all'unica asse politico militare dell'opposizione iraniana che si trova attualmente in Iraq: Campo di Ashraf, dove risiedono attualmente 4 mila membri dei Mojaheidn del Popolo iraniano. Stanno arrivando quotidianamente adesioni all'unità politica lanciato dai Mojahedin del popolo come l'unica arma per disarmare il regime dei mullah dall'Iraq. L'anno scorso 5 milioni e 200 mila iracheni hanno firmato un appello a favore dei Mojahedin chiedendo la loro protezione e il loro riconoscimento politico in Iraq. Qualche giorno fa un appello dei capi tribu sciiti e poi sunniti e poi avvocati e ancora forze locali e nazionali. Tutti con un unico messaggio: oggi l'Iraq sta affrontando un pericolo che è mille volte piu pericolosa della bomba atomica. Cioè il regime teocratico dei mullah. Un regime che quotidianamente ha collocato le bombe tra la popolazione inerme e non ha esitato ha uccidere nemmeno i bambini che giocavano all'asilo. Hanno capito che la guerra è tra due alternative: la prima alternativa iraniana formata dalle forze politiche al soldo iraniano come Sepah Badr e Majles Allaye Iraqi e gruppi a loro dipendenti a l'altra alternativa formata dalle forze nazionali di varie provenienze sociali e religiose: sunniti, ecciti, curdi, cristiani e altre minoranze.
Si la buona notizia era quella che la seconda alternativa si sta coagulando attorno al campo di Ashraf e ai Mojahedin del Popolo proponendo come premier futuro dott. Allawi, ex premier iracheno.
Attorno alla sua figura esiste una grande coalizione politica religiosa. Naturalmente il regime dei mullah ha cercato in diverse occasioni di eliminarlo. La notizia di oggi è quella di aver fatto esplodere una bomba vicino alla sua residenza.
I miei migliori auguri al popolo iracheno e ai Mojahedin del popolo che oggi sono diventati una grande barriera di fronte alle interferenze iraniane in Iraq. Si. Oggi, se, i Mojahedin non fossero stati in Iraq, il regime dei mullah avrebbe già occupato e mangiato! interamente tutto il territorio iracheno avvicinandosi alla terra santa di Gerusalemme. Realizzando il sogno di Khomeini: Conquistare il Gerusalemme.
Il nostro compito: supportare il popolo iracheno e spingerlo verso la formazione di un governo nazional- pluralista e profondamente anti iraniano. In questa maniera si può sperare che le forze straniere lascino prima possibile il territorio iracheno. Diversamente abbiamo sempre guerra e spargimento di sangue in Iraq.
Auguri al popolo iracheno e per i suoi progetti futuri.

karimi davood

STUDENTI IN PIAZZA: " AHMADINEJAD E' COME PINOCHET"

Studenti in piazza: "Ahmadinejad è come Pinochet"
di Gian Micalessin - lunedì 10 dicembre 2007, 07:00

La minaccia americana sembra acqua passata, ma ora il presidente Mahmoud Ahmadinejad - o meglio Ahmadi-Pinochet come iniziano a chiamarlo i suoi studenti - deve fare i conti con la nuova imprevista rivolta delle università. Cova da settimane, esplode in tutta la sua rabbia ieri a mezzogiorno quando un migliaio di giovani si raccoglie davanti all’ateneo di Teheran. Gli slogan parlano chiaro, gli studenti pretendono la liberazione di tre compagni arrestati lo scorso maggio, esigono il ritorno all’insegnamento di numerosi professori allontanati dalle loro cattedre per aver espresso idee liberali.La rabbia aumenta ancora di più davanti a un cancello inaspettatamente chiuso. «Ahmadi-Pinochet l’Iran non diventerà un nuovo Cile», urlano i megafoni. Una catena umana preme sulla cancellata che trema, sussulta, si piega. La torma di quasi mille studenti invade le strade dell’ateneo, dispiega striscioni con le immagini dei compagni arrestati, urla gli slogan della nuova protesta. «Vivere liberi o morire», recita il più acclamato. Tutt’attorno si bruciano copie di Khayan, il quotidiano espressione degli ambienti più integralisti del regime. Dietro agli studenti s’infiltrano altri giovani e un bel po’ di passanti.Alle due del pomeriggio i portavoce del Consolidamento dell’Unità, l’organizzazione riformista che organizza la dimostrazione, annunciano la presenza di oltre mille e cinquecento persone. «Vogliamo la fine delle politiche oppressive, più diritti per tutti gli iraniani e la libertà per i nostri compagni in carcere», dichiara Mehdi Arabshahi, uno dei leader del Consolidamento dell’Unità. La manifestazione è la più affollata dell’ultimo anno, ma la polizia si tiene alla larga. L’assalto ai cancelli dell’università arriva dopo la protesta inscenata la scorsa settimana per chiedere la liberazione dei tre leader universitari incarcerati da maggio. Lo scorso ottobre i tre sono stati condannati a pesanti pene detentive con l’accusa di aver stampato immagini anti-islamiche sui giornali universitari. I gruppi riformisti hanno definito una farsa il processo e hanno lanciato una campagna per l’immediata scarcerazione.

 
AID : AGENZIA IRAN DEMOCRATICO