mercoledì 23 gennaio 2008

SCPERTO UN CARICO RADIOATTIVO DIRETTO VERSO IRAN


Iran, è giallo sul treno radioattivo


di Gian Micalessin - mercoledì 23 gennaio 2008, 07:00
Era un convoglio contaminato, una peste atomica in viaggio, un ammasso sferragliante di ruggine, radioattività e morte. Aveva le sembianze di un treno, celava il cuore nefasto di una bomba sporca. Era partito dal Tajikistan, aveva disceso le steppe kirghise, solcato i passi uzbeki , sferragliava sbuffando verso i confini iraniani. Lo hanno fermato a un passo. All’ultima fermata quella colonna di vagoni e veleno fa impazzire i contatori geiger, rivela il suo cuore contaminato, sputa quel bubbone di Cesio 137, incubo dei cacciatori di ordigni sporchi e sogno perverso di ogni terrorista nucleare....
IL GIORNALE.IT

IRAN: DANZA DEL SORRISO TRA D'ALEMA E IL REGIME DI AHMADINEJAD



Nella foto: la danza del sorriso sulla pelle del popolo iraniano tra Larijani e D'Alema
Esteri
IRAN/ D'ALEMA: ORA NEGOZIATO ANCHE SE SERVONO SANZIONI-rpt
Trattare oltre il nucleare, anche su stabilità e sicurezza


Roma, 22 gen. (Apcom) - Il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, è "convinto" che con Teheran "si dovrebbe avere il coraggio di cercare la via del negoziato". Un negoziato, spiega il capo della diplomazia, che sia "senza pre-condizioni", nel senso che se l'Iran continuerà a non rispettare la richiesta della Comunità internazionale di interrompere le attività di arricchimento dell'uranio, "le sanzioni dovranno rimanere", ma questo non impedisce che "ci si possa sedere attorno a un tavolo e si possa discutere"....
Commento:Sarebbe meglio che il ministro degli esteri D'Alema, prima di convincersi che con Teheran si debba negoziare, spieghi meglio agli italiani questo fondamentale concetto: che cosa ha ottenuto fino ad oggi la sua linea di negoziato con il principale paese sponsor del terrorismo internazionale? La sua linea ha concesso o non ha concesso anni e anni di tempo al regime di Ahmadinejad per finire il suo progetto atomico militare? A chi giova allungare i tempi? all'Europa o al regime di Teheran? In quali campi la politica di negoziato con Teheran ha dato frutti prefissati? Nel campo del terrorismo internazionale? Nel campo della pacificazione tra israeliani e i palestinesi? Nel campo del rispetto dei diritti umani? Allora come spiega il rapporto dell'On.Marco Zacchera che di recente ha visitato L'iran e sicuramente Lei ha avuto la opportunità di leggerla. Signor ministro se lei è convinto che con la carota si possa domare questo mostro religioso si sbaglia. Sicuramente fra un pò si troverà senza entrambe le mani. Si ricordi che Lei sta contribuendo all'ingrossamento e ala crescita della più pericolosa ideologia fondamentalista che esiste sul pianeta. Le future generazioni sicuramente La melediranno. Non Le chiedo di fare guerra al terrorismo iraniano. Le chiedo solamente di essere più intelligente e prudente. Signor ministro se lei è convinto che con la carota si può domare questo mostro religioso si sbaglia. Sicuramente fra un può si troverà senza entrambe mani. Si ricordi che Lei sta contribuendo all'ingrossamento e ala crescita della più pricolosa ideologia fondamentalista che esiste sulla pianeta. Le future generazioni sicuramente La melediranno. Non Le chiedo di fare guerra al terrorismo iraniano. Le chiedo solamente di stare piu intelligente e prudente. In Iran ci sono 70 milioni di gente che soffrono quotidianamente la violenza religiosa- islamica del regime dei mullah. E nel mondo milioni e milioni di gente inerme e innocente fortemente candidata a diventare vittima prediletta del terrorismo nucleare iraniano. Signore Ministro, il regime dei mullah, una volta completata la sua bomba atomica sicuramente cambiera la voce anche nei Suoi confronti. Si fidi.

Signor D'Alema a nome di un popolo che soffre la violenza khomeinista da trentanni, Le chiedo di non gettare il sale sulla nostra ferita. Ci lasci a cambiare democraticamente il nostro destino. Sicuramente anche Lei gioverà tanto di un Iran libero e democratico e laico.


Karimi davood

martedì 22 gennaio 2008

IN ARRIVO LA NUOVA RISOLUZIONE SANZIONATORIA DELL'ONU




IRAN: FRANCIA, A GIORNI NUOVA BOZZA SANZIONI ALL'ONU
La bozza per una risoluzione che prevede nuove sanzioni all'Iran per il suo programma nucleare e' "quasi pronta" e sara' presentata al Consiglio di sicurezza dell'Onu "nei prossimi giorni". Lo ha riferito un diplomatico francese alla vigilia della riunione a Berlino dei ministri degli Esteri del "5+1" (Stati Uniti, Russia, Francia, cina, Gran Bretagna e Germania) che dovranno mettere a punto il testo. "Una bozza per una terza risoluzione (sanzionatoria, ndr.) e' quasi pronta", ha spiegato il diplomatico, "penso che saremo in grado di trasmetterla al Consiglio di sicurezza nei prossimi giorni".
Commento:che ben vengano le sanzioni. Ma come in precedenza ho ribadito, ripeto ancora che le sanzioni saranno efficcaci solamente se accompagnati dal riconoscimento del ruolo della popolazione e della sua resistenza. La miglior rislouzione sarebbe quella, che veramente fa paura al regime dei mullah, di riconoscere la resistenza iraniana come l'alternativa al regime terrorista e fascist-religioso dei mullah. Secondo le informazione a nostro possesso, il regime dei mullah, ovunque vada e chiunque incontri mette sul tavolo chiede, o con la carota o con il ricatto del terrorismo, la "condanna dei Mojahedin del Popolo" iraniano. Recentemente, dopo la sentenza del tribunale inglese che ha ordinato al governo britannico di rimuovere il nome della resistenza iraniana dalla lista nera del terorismo europeo, il regime dei mulla, terrorizzato ha sguinzaliato tutti i suoi agenti, camuffati dai giornalisti, ricercatori scientifici, analisti politici di " scrivere alle autorità europee e chiedere di mantenere nella lista nera il nome dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo nella lista nera".
Concludo e ribadisco che il siero che può fermare il veleno della vipera islamica iraniana ha un nome e un cognome scientifico: la resistenza iraniana. Se le sanzioni verranno accompagnate da questo siero si può sperare di una fine immediata e indolore della vipera islamica( la repubblica islamica iraniana),altrimenti il regime di Ahmadinejad ricorrerà, come ha fatto in precedenza, ai mezzi terroristici e ricattatori e metterà a ferro e fuoco l'intera pianeta conducendoci inevitabilmente ad una catastrofica guerra. Il presidente Bush ha chiamato questo scenario la " terza guerra mondiale".
Ancora siamo in tempo.
Non alla guerra!
Non alla politica di accondiscendenza!
Si alla terza via presentata dalla presidente Maryam Rajavi: il sostegno politico alla popolazione per un cambio democratico in Iran.
Karimi davood

lunedì 21 gennaio 2008

APPELLO URGENTE:UN'ALTRA DONNA A DUE PASSI DAL PLOTONE DI ESECUZIONE


Nella foto Shahla Jahed

La notizia è appena arrivata da Teheran. La signora Shahla Jahed, accusata di omicidio della moglie di un noto calciatore nazionale iraniana, dopo la conferma della sua condanna a morte dalla più alta autorità giudiziaria del regime fascist-religioso del passdar presidente Ahmadinejad, si trova a pochi passi dall'impiccagione. Il suo avvocato ha detto di aver provato tutti i mezzi posibili ma nulla è stata possibile. L'ordine dell'esecuzione della sentenza a morte, fra pochi giorni verrà consegnato al giudice Jaberi del carcere di Evin. Per ennesima volta chiedo la vostra protesta presso gli organi competenti in particolare presso il governo italiano chiedendo il loro urgente intervento per salvare dall'impiccagione la signora Shahla Jahed.
karimi davood

NUOVE MISURE DISUMANE CON CHI CONSUMA LE BEVANDE ALCOLICHE


nella foto: il falco. Il regime dei mullah con i "boconi avvelenati" cerca di togliere di mezzo i consumatori di bevande alcolici


Ho appena ricevuto una notizia scandalosa e allo stesso tempo triste e dolorosa. Il regime dei mullah ha adottato una nuova misura repressiva contro chi beve gli alcolici. Seconda questa notizia, alcuni cittadini della città di Shiraz, terra della cultura e della poesia persiana, nonchè del vino rosso e di due grandi poeti persiani, Sadi e Hafez, in una lettera indirizzata alla resistenza iraniana all'estero, denunciano una nuova e disumana misura repressiva adottata dal regime fascist-religioso di Ahmadinejad, contro coloro che bevono gli alcolici: gli agenti iraniani, attraverso la siringa iniettono nelle bottiglie degli alcolici importati clandestinamente un veleno pericolosissimo che dopo 24 ore dall'ingerimento del contenuto della bottiglia distrugge il fegato cusando la morte del malcapitato.
Nella lettera, i cittadini di Shiraz mettono in guardia i consumatori e chiedono agli organismi internazionali la denuncia di questa disumana azione dei mullah.

UCCISO SOTTO LA TORTURA UNO STUDENTE IRANIANO


Notizie Ansa



Iran: studente muore in cella



Famiglia non crede a tesi suicidio, secondo caso in 3 mesi


(ANSA) - TEHERAN, 20 GEN - Un ragazzo e' morto in Iran dopo essere stato arrestato dai servizi di sicurezza che hanno parlato di suicidio e l'hanno sepolto. La famiglia, che non e' stata avvertita della tumulazione del giovane, non accetta pero' la spiegazione delle autorita' e vuoler chiedere un'autopsia. Il caso, reso noto oggi all'ANSA dall'avvocato della famiglia, Saleh Nikhbakht, e' simile a quello della morte, nell'ottobre scorso, di un'altra giovane arrestata.

20 Gen 17:34

venerdì 18 gennaio 2008

UCCISO SOTTO LA TORTURA UNO STUDENTE DI SANANDAJ



nella foto: Ebrahim Lotfollahi, studente della legge dell'università Payame Noor di Sanadaj, ucciso sotto la tortura e seppellito in segreto senza la presenza dei familiari.
Oggi pomeriggio tornando dallo studio Sky Tg News 24 di Roma, dove ho parlato della moratoria sulla pena di morte e la reazione iraniana, ho trovato questa triste notizia della morte di uno studente di 27 anni di Sanandaj, Iran occidentale.
Ebrahim Lotfollahi, studente della legge dell'Universita di Payame Noor, fu arestato due settimane fa dagli agenti in borgese del ministro delle informazioni dei mullah all'uscita della sala di esami della sua facoltà e fu portato in una segreta casa di sicurezza dell'intelligence iraniana. Fin dall'inizio Ebrahim fu sottoposto alle più feroci e disumane torture praticate dagli agenti iraniani. Nessuna notizia e informazione è stata trasmessa ai suoi familiari che lo cercavano da tutte le parti. Dopo la sua tragica morte è stato convocato suo padre negli uffici del ministero e informato dell'imminente liberazione del figlio ma lo hanno condotto al cimitero della città e gli hanno dimostrato una tomba riempita di una valanga di cemento.
Ebrahim fu accusato di "avere rapporti con le organizzazioni di oppisizione all'estero".Alla famiglia hanno proibito qualsiasi cerimonia religiosa in onore del figlio ucciso.
Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia esprime il proprio sdegno per questo ennesimo crimine disumano commesso dal regime dei mullah e chiede agli organismi competenti in materia dei diritti umani di protestare vivamente presso il tribunale internazionale contro i crimini commessi contro l'umanità e chiedere la riesumazione del corpo di Ebrahim per verificare le torture a cui fu sottoposto durante la sua detenzione, come ha chiesto la sua famiglia. I genitori vogliono sapere la verità e il perchè il loro figlio è stato ucciso? Tutto ciò succede estammente dopo un mese dall'approvazione della moratoria da parte dell'ONU. Alcuni giorni fa contemporaneamente alla visita della delegazione italiana capeggiata dall'On. Ranieri, sempre in Kurdistan è stato impiccato in pubblico un prigioniero politico ferito e invalido di entrambe gambe. Nella foto si vede il detenuto portato in barella e impiccato alla presenza del pubblico.
Karimi davood
Oggi, alle ore 13 e 45 ho partecipato in diretta alla tg 24 di Sky News dove ho elencato tutti i dati in mio possesso sulla situazione del rispetto della moratoria in Iran. In soli primi 10 giorni dell'anno 2008 sono stati impiccati 23 persone di cui tre donne, madri dei piccoli fanciulli.

giovedì 17 gennaio 2008

INTERFERENZE TERRORISTICHE IRANIANE IN IRAQ


ESTERI - 16/01/2008, ore 18.43.00

Iraq, Petraeus: “Dall’Iran continuo flusso combattenti”
Gli Usa accusano il governo iraniano di sostenere le violenze


Baghdad (GRs) - “L’Iran continua a infiltrare combattenti estremisti in Iraq”. Lo ha annunciato oggi il generale David Petraeus, comandante in capo delle forze della coalizione, durante un’ispezione a Zurbitiyah, lungo il confine con l’Iran, a circa 200 chilometri a sud est di Baghdad. “L’evoluzione del numero degli attacchi legati all’Iran contro le truppe americane è tuttavia dubbia, così come è dubbio il supporto di armi e munizioni agli estremisti sciiti”, ha affermato Petraeus. “Ma sappiamo – ha aggiunto – che l’addestramento su vasta scala in Iran dei combattenti iracheni continua”. Secondo il generale “tale addestramento è un problema supplementare che comporta ad una accelerazione letale nel contesto iracheno, all’interno del quale si pongono già numerose sfide”.
Riguardo gli attentati, il comandante in capo ha spiegato che “il ricorso alle autobomba è rimasto ad un livello basso, ma da dieci o dodici giorni abbiamo constatato un aumento sensibile”. A tal proposito “ignoriamo, tuttavia, che possa trattarsi di una vera e propria tendenza al rialzo, occorre aspettare e osservare la situazione ancora per diverso tempo”.
Sabato scorso, al termine di un incontro in Kuwait con il presidente americano, George Bush, il generale Petraeus aveva tenuto conto di un netto aumento dagli inizi di gennaio gli attacchi contro i soldati americani in Iraq, condotti con autobomba. Secondo gli Stati Uniti sarebbero macchine iraniane.
L’Amministrazione Bush accusa regolarmente il governo iraniano di sostenere le violenze in Iraq inviando armi, esplosivo e finanziando i combattenti sciiti iracheni, contrariamente gli iraniani smentiscono. Per Washington l’esplosivo confezionato sulle ultime autobomba è più potente e sofisticato rispetto agli ordigni artigianali posti sul ciglio delle strade irachene, e sono talmente potenti da perforare le protezioni degli Humvee, causando così perdite considerevoli nelle file americane. La Casa Bianca ritiene che questi attacchi portino la firma iraniana.
Nell’ottobre e novembre 2007, i responsabili americani avevano dichiarato una diminuzione costante da tre mesi dell’utilizzo di autobomba di matrice iraniana, considerando una diminuzione del flusso di armi e munizioni iraniane in Iraq.

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Commento: Anche il terrorismo ha i tempi suoi e ha bisogno di riflessioni e pause altrimenti la sua macchina si inceppa e diventa un cappio al collo dei suoi finanziatori e autori, famosi mullah Iraniani. in qualsiasi operazione, ad un certo punto bisogna fermarsi e ritirarsi e riorganizzarsi. Questo lo sanno benissimo i capi militari statunitensi. Anche il regime di Teheran, causa molte difficoltà e problemi interni, ribellioni popolari, in particolare l'arrivo di un inverno assai duro e la mancanza di gas, l'ombra di una prossima risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU e tanti altri problemi ha dovuto rallentare le sue operazioni e interferenze terroristiche in Iraq. Ma questo non vuol dire che i mullah hanno cambiato l'identità oppure la strategia: il loro obiettivo e la loro strategia militare è quello di spazzare definitivamente le forze stranieri dall'Iraq. lo stesso rafsanjani, ex presidente dei mullah e oggi uomo ricercato dall'Interpol, ha detto" il destino della repubblica islamica si gioca in Iraq".Sì, ha ragione Rafsanjani: Se gli americani vincono in Iraq, il prossimo obiettivo automaticamente diventa la repubblica islamica. Il regime iraniano non permetterà mai che un suo paese vicino diventi una roccaforte della democrazia. lo combatterà con ogni forza. Ma la realtà è ben diversa. Se gli americani riusciranno a instaurare un regime democratico, relativamente parlando, e stabilizzeranno la situazione della sicurezza del paese, il che signfica la vittoria della democrazia e del popolo iracheno e l'inizio della morte lenta della repubblica islamica e il falliemnto di tutti i suoi tentativi terroristici finalizzati a rendere il paese insicuro e pericoloso alle forze straniere. Allora specifico e ribadisco con forza che i mullah non smetteranno mai a interferire negli affari iracheni e lo continueranno finche esiste anche un solo uomo a capo della repubblica islamica. il destino della repubblica islamica si gioca in Iraq. Non bisogna dimenticare che nel momento in cui c'è stata una riduzione degli attentati in Iraq contemporaneamente siamo stati testimoni di una forte rialzo del numero degli attentati terroritici in Afghanistan di cui le forze italiane sono state le prime vittime. A qualcuno che dice che Bush usa i toni " inutilmente allarmistici" bisgona ricordare che l'ultimo militare italiano mi pare che abbia lasciato un piccolo di pochi mesi.
concludo e ribadisco che gridare alla vittoria in questo momento è un errore strategico di cui il prezzo è assai piu pesante di quanto si immagini. Anche in questo momento di riflessione e di tranquilità relativa bisogna restare vigili piu di prima. Altrimenti il prossimo colpo che arriva sarà assai micidiale. La guerra continuerà e si sfocerà in una catastrofica tragedia umana.
E' il mio dovere ringraziare la presidente Maryam Rajavi che ha proposto la terza via: non alla guerra estera. Non alla politica di accondiscendenza. Si al sostegno alla popolazione per cambiare democraticamente il regime dei mullah e sradicare per sempre questo maligno tumore religioso esistente sulla terra. Questo tumore non va sradicato con le ironiche parole di qualche politico italiano che cerca di sdramatizzare la vera situazione sul campo: "il pericolo del fondamentalismo islamico iraniano". Mille volte peggio della sua bomba atomica.
karimi davood

mercoledì 16 gennaio 2008

DUE FOTO A CONFRONTO



Due foto a confronto. Recentemente On. Ranieri si è recato in Iran per una missione parlamentare e ha incontrato anche il capo del Consiglio Superiore per la Sicurezza Nazionale, massimo organo di intelligenza e di terrorismo iraniano. I componenti di questo organismo appartengono esclusivamente al corpo della Sepah Passdaran che di recente è stato inserito nella lista nera del terrorismo americano. Quasi tutti i componenti sono ex generali della Sepah e ex massimi dirigenti dell'Intelligence iraniano e di conseguenza autori e responsabili delle più sanguinose e violenti azioni terroristiche avvenute all'estero tra cui l'attentato contro la sede dell'Associazione ebrea Amia di Argentina.Alcuni mesi fa L'Interpol ha emanato 4 ordini di catura contro i massimi dirigenti del regime dei mullah tra cui Velayati, ex ministro degli esteri ed attuale consigliere per le ralazioni esteri del leader Khamenei e in pratica capo superiore di Jalili.
Confrontando le due foto non vi pare che Ranieri stia stringendo la stessa mano che stringe la corda attorno al collo del detenuto ferito e paralizzato kurdo di nome Hassan, impiccato negli stessi giorni in cui Ranieri stava a Teheran? Quali sono le diferenze tra Jalili e quel signore che stringe la corda? Nulla. Nel regime dei mullah, ogniuno ha un specifico ruolo. Dalla A alla Z sono sotto il comando di Khamenei. Sono tutti soldati del regime terroristico dei mullah.Secondo le esigenze e il tempo cambiano i ruoli. Quando è necessario dare un immagine buonista viene chiamato alle armi il mullah Khatami e quando esige la faccio feroce viene chiamato alle armi il "uomo di mille colpi di grazia" detto Ahmadinejad.
Non mi pare che Ranieri sia stata allo scuro dell'identità di Jalili. Io stesso, in molte occasioni, davanti al palazzo Montecitorio a Roma, gli avevo notato e ricordato il passato e il presente dei dirigenti del regime dei mullah. E lui rispondendomi ripeteva sempre che " lo so tutto. io sono con voi"!!!
Grazie Ranieri!
karimi davood

martedì 15 gennaio 2008

PRIME RISPOSTE ALLE DICHIARAZIONI DI BUSH


ESPLOSIONE A BEIRUT, VITTIME

(AGI) - BEIRUT, 15 GENNAIO
Un'autobomba e' esplosa a Beirut e la deflagrazione ha colpito un'auto dell'ambasciata americana nella capitale libanese. I morti sono quattro, una ventina i feriti. Tra questi ultimi vi sarebbero funzionari statunitensi. Le vittime sarebbero civili che viaggiavano in un'auto che passava accanto a quella dell'ambasciata. L'attentato e' avvenuto nella parte nord della citta', tra il quartiere di Dora e quello di Quarantina, e coincide con la vigilia dell'arrivo di George W. Bush in Egitto. "Non escludiamo che fosse l'auto della ambasciata l'obiettivo dell'attacco", ha detto la portavoce Cherie Lenzen.
(AGI) - Beirut, 15 gennaio

COMMENTO: La reazione del regime fascist-religioso di Ahmadinejad al viaggio del presidente Bush in medioriente è stata fin dall'inizio di carattere violento: l'attacco delle motovedette veloci dei Passadaran alle navi da guerra americane nello stretto Hormoz e poi oggi l'esplosione di autobomba a Beirut.Questo è l'inizio. Coloro che trascurano le rivelazioni della resistenza iraniana sulla partecipazione diretta della Sepah Passdaran nelle azioni terroristiche hanno idem colpevolezza. La politica di accondiscendenza di cui Ayattola Solana e Ayattolah D'Alema sono autori hanno la stesso responsabilità degli autori delle stragi organizzate e portate a termine sia in Iraq che in Afghanistan che in Libano. Al terrorismo bisogna rispondere con tanta fermezza e tanta determinazione. Il regime dei mullah è determinata a portare a termine la costruzione della bomba atomica islamica. Chi sottovaluta e accusa il presidente Bush di essere "troppo allarmista" contribuisce all'ingrandimento e alla crescita del fondamentalismo islamico di Teheran. Il regime di Ahmadinejad non scherza con nessuno e nientemeno sulla sua bomba atomica. La considera la " garanzia per la soppravvivenza dell'Islam". Leggilo il regime dei mullah. Sono estremamente convinti che una volta riusciti a costruire la bomba atomica saranno immuni agli attacchi degli stranieri e di conseguenza si espiana la strada alla formazione dell'impero islamico iranianao in medioriente. I mullah considerano la bomba atomica uno strumento di importanza strategica sia nei loro rapporti con i paesi del golfo persico che con le grandi potenze tra cui l'America.
E' un tradimento strategico sottovalutare la pericolosità delle intenzioni iraniane in campo del nucleare. l'Ammissione dell' errore dopo l'avvenimento dei fatti catastrofici tipo la terza guerra mondiale oppure come quella che ha fatto Hitler non è assolutamente perdonabile. Come si dice in campo legislativo," la legge non ammette ignoranza".
Karimi davood

lunedì 14 gennaio 2008

BUSH: IRAN LA MINACCIA PIU' GRANDE PER IL MONDO


La foto: il condannato a morte è un cittadino Kurdo, arrestato di recente e condannato a morte. Al momento del'arresto, Hassan Hekmat Admir aveva i piedi congelati, causa la permanenza in neve. Nonostante fosse ferito e paralizzato di entrambe gambe è stato trasportato in barella e come si vede nella foto, insanguinante, è stato impiccato.
24oreInviaStampaRoma, 21:32
IRAN: D'ALEMA, DA BUSH TONI "INUTILMENTE ALLARMANTI"
I toni usati da George W. Bush per descrivere la minaccia iraniana sono "inutilmente allarmanti". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, intervenendo a 'Che Tempo che fa'. Dire che l'Iran e' una minaccia per tutto il mondo e' un'esagerazione", ha commentato il titolare della Farnesina. "Questi toni da parte del capo della piu' grande potenza mondiale mi paiono inutilmente allarmanti", ha aggiunto. Da Abu Dhabi, stamane, il presidente degli Stati Uniti aveva accusato il regime degli ayatollah di essere il primo Paese sponsor del terrorismo mondiale.

Commento: Il mio consiglio al presidente D'Alema è brevissimo: Taccia per favore. Lei meno parla è più apprezzato. In particolare in occasioni come l'Iran e la posizione del presidente Bush. Per favore Lei guardi questa foto e si vergogni per le sue inopportune dichiarazioni. Lei è una persona che sotto il ricatto dei suoi alleati si è apprestatat a portare all'Onu la moratoria sulla pena di morte e allo stesso tempo ha accolto a Roma i più feroci uomini passdaran coinvolti anche nella morte di tanti iracheni, americani, italiani in Iraq, stringendoli le mani e bacciandoli sulle guancia. Lei cosa aspetta? Aspetta che i suoi referenti iraniani facciano esplodere la bomba atomica a Roma e poi prendere la posizione?
Presidente D'Alema, purtroppo l'Italia, causa la gestione di persone come Lei non ha una meritevole considerazione diplomatica e politica. Lei faccia parlare chi di competenza. Lei taccia per favore. Da noi in persia si dice questo provverbio: "Zabane sorkh sare sabz ra be bad midahad". Traduzione: "la lingua rossa farà saltare la testa verde."
Lei e i suoi compagni avete ancora bisogno dell'appoggio degli americani. Si ricordi, lei prima di andare a palazzo Chigi è dovuto andare dall'allora presidente americano Bill Clinton. Lei ha troppe aspirazioni e ambizioni in tasca. Nelle sue vene gira il sangue degli ayattollah. Per favore guardi questa foto e si vergogni.
karimi davood

domenica 13 gennaio 2008

NUOVO DISUMANO CRIMINE DEL REGIME DEI MULLAH

Fonte: il giornale curdo ASOO.
Kurdistan iraniano: Tempo fa fu arrestato un cittadino curdo di nazionalità turca di nome Hassan Hekmat Admir, appartenente al gruppo dissidente Pejak. Hassan al momento dell'arresto si trovava in una situazione semi coma a causa del freddo e del gelo tale che aveva perso il controllo di entrambe gambe e di conseguenza paralizzato. Dopo l'arresto Hassan fu trasportato nel carcere della città di Khoi e sottoposto alle più disumane torture anziché cure mediche. Successivamente, in seguito ad una campagna di informazione dei suoi amici, l'Amnesty International intervenne e chiese la cura e la sospensione della condanna a morte. In risposta, il regime terrorista fascista-religioso di Ahmadinejad ha trasportato il detenuto su una barella e conducendolo nel cortile del carcere di Khoi dove ha eseguito e messo in opera la più disumana forma di crudeltà mai vista nella recente storia umana. In tal maniera Ahmadinejad ha dimostrato la sua vera faccia. Niente pietà manco per i feriti e i disabili.Hassa Hekmat Damir fu accusato di "aver complottato contro la sicurezza nazionale"!!! leggilo la sicurezza dei mullah.
Attraverso questo articolo chiedo la vostra sensibilità umana e professionale dando il maggior risalto a questo disumano atto commesso dal regime di Ahmadinejad. Bisogna reagire e prendere la posizione. Hassan non era un cittadino iraniano era cittadino turco. Ma la voglia di sangue del regime di Teheran non viene soddisfatto da quello degli iraniani ecco perché si esposta verso gli stranieri. E' il tempo di reagire e di protestare. Restare in silenzio è altrettanto un crimine di valore non inferiore a chi l'ha commesso. Mi riferisco alle istituzioni e agli organi statali e internazionali. Ma chiedo anche la protesta dei singoli cittadini scrivendo ai loro rappresentati parlamentari e governativi chiedendo di intervenire, con adeguate iniziative, presso il regime dei mullah di Ahmadinejad. Non lasciamoci trascinare involontariamente nella condivisione di un crimine che non doveva assolutamente essere commesso.
Chiedo alle forze politiche di organizzare una manifestazione di protesta di fronte all'ambasciata dei mullah. Protestare, in questo caso, significa rafforzare le vostre difese. Naturalmente anche le vostre coscienze.
Il silenzio signifca assenso.
Karimi davood

sabato 12 gennaio 2008

NUOVA VIGNETTA DI TOFIGH


In questa caricatura, il nostro autore, Tofigh ha voluto puntare il dito contro Mohmmad Albaradei, capo dell'Agenzia per Energia Atomica dell'Onu, che purtroppo si appresta pienamente agli ordini del regime terroristico dei mullah, coprendo con il suo ruolo istituzionale il progetto atomico militare iraniano. In poche parole Albaradei è diventato uno scudo in difesa di Ahmadinejad, uomo che all'inizio della sua carriera terroristica ha sparato " mille colpi di grazia ai prigionieri che venivano fucilati nel carcere di Evin a Teheran". Nella vignetta si nota molto bene il presidente terrorista Ahamdinejad, vestito in modo corazzato, protetto dallo scudo Albaradei, capo dell'Agenzia Atomica, che va a fare la guerra alla comunità internazionale che ha deciso di affrontare il suo progetto atomico miltare .
Purtroppo nella mente di Albaradei il mondo islamico ha " il diritto di avere bomba atomica" dal momento che Israele ne possiede un centinaio. Ad Albaradei non dispiace se gli iraniani domani danno la notizia della loro " Bomba Atomica".
Bisogna prenderne atto e di conseguenza smascherare tutti i tentativi a favore del regime fascista religioso di Ahmadinejad che sta minacciando la pace mondiale conducendo l'intero mondo verso la terza guerra mondiale come ha sostenuto recentemente il presidente Bush aggiungendo:" L'Iran era pericoloso, rimane pericoloso e sarà pericoloso".
karimi davood

venerdì 11 gennaio 2008

TENTATIVO GUERRAFONDAIO IRANIANO NEL GOLFO PERSICO


Sono passati molti giorni ma ancora la notizia della provocazione iraniana è sulle prime pagine delle agenzie di stampa internazionali. Perché il regime, in questo critico momento si presta ad una " folle" gesto militare in un'area assai già calda di per se? la risposta è semplice. Perchè è immerso in innumerevoli problemi interni e sociali specialmente dopo la cessazione della fornitura di gas in diverse zone dell'Iran. In particolare, in questo inverno assai nevicoso e freddo. Ieri in diverse città del nord tra cui Ghaemshahr la popolazione è scesa in piazza e ha appiccato il fuoco contro la prefettura. Simili episodi sono avvenuti in altre città iraniane. Negli ultimi giorni sono morti sulle strade iraniane numerose persone incastrate tra la neve e per la mancanza di benzina hanno perso la vita. Moltissime città non ricevono più la fornitura di gas e naturalmente la vita è paralizzata. Di conseguenza la gente, già scontenta scende in piazza e protesta e attacca gli edifici statali. La crisi della benzina e del gas è un segnale tangibile di una forte crisi che ha le radici nella recente storia: sono stati spesi ingenti risorse finanziarie della popolazione per sviluppare la costruzione della bomba atomica trascurando altre industrie per la trasformazione dei prodotti petroliferi tra cui benzina e gasolio. tanto vero che l'Iran importa la benzina dall'estero. la notizia è di ieri che una compagna petrolifera indiana ha dichiarato che d'ora in poi per mancanza di crediti non vende la benzina a Teheran. Gli effetti delle risoluzioni e delle sanzioni si stanno facendo sentire. Molte banche iraniane sono state costrette a chiudere le bandiere. Molti istituti di credito hanno cessato la loro collaborazione con Teheran. Se fino a ieri il regime riusciva a comprare un specifico prodotto ad un dollaro oggi è costretto a spendere 5. Anche i paesi arabi tra cui il Dubai hanno adottato seri provvedimenti contro le compagne e società iraniane che adoperano nell'import ed export verso l'Iran. Se guardiamo da fuori, anche con un occhio imparziale, vediamo una situazione catastrofica e vicina all'esplosione: la crisi atomica in primo piano, lo spetro della quarta risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, la popolazione in costante tumulto e ribellione; crisi economica; inflazione alle stelle; corruzione ai livelli astronomiche; della repressione interna non ne parliamo, esecuzioni giornaliere in tutte le città; il terrorismo ai massimi livelli e alla fine un esercito straniero con delle stelle e strisce che gira continuamente intorno al paese facendo vedere, ogni tanto, i muscoli.
La situazione sarebbe, in termini commerciali così: immaginate che voi avete un negozio di vendita al pubblico. Premesso che siete gente per bene e tutto regolare. Un giorno, all'improvviso arrivano due finanzieri e si mettono fisso davanti al vostro negozio: e non se ne vanno più. la cosa naturalmente non è gradita e vi vengono dei dubbi e delle preoccupazioni e man mano del nervosismo che aumenta di giorno in giorno. Ribadisco che loro non fanno niente contro di voi. Ma dentro di voi aumenta l'ansia e il nervosismo e man mano cercate di avvicinarli e curiosare perché stanno lì? Passato un mese vi verrà un certo esaurimento nervoso che prendete un bastone e cominciate a fare delle gesta inopportune. Esattamente è la situazione del regime dei mullah. Con la differenza che loro hanno la coscienza sporca e accusati di voler costruire della bomba atomica. Naturalmente in queesta situazione Teheran ha bisogno di creare qualche scontro o crisi internazionale per coprire i mali interni per poter reprimere con le mani libere la dissidenza e il malcontento interno e anche sondare la volontà e le intenzioni del paese interessato: Stati Uniti d'America. Il regime sa che prima o poi gli americani agiranno militarmente contro i loro centri strategici. Hanno deciso di controattaccare per primi e non aspettare la data x scelta dagli americani.
Importante non cadere nella loro trappola.
I mullah vanno studiati nell'anima e nel corpo prima di essere presi di bersaglio: la parola della resistenza iraniana che da tre decenni sta combattendo il maligno regno fascista-religioso dei mullah, giorno e notte, nonostante le catene alle caviglie e ai polsi.
karimi davood

giovedì 10 gennaio 2008

BUSH E L'IRAN ATOMICO DI AHMADINEJAD







Nelle foto da sinistra: Maryam Rajavi, presidente eletta dalla resistenza iraniana; una scena di impiccagione pubblica in Iran e il presidente Bush



(AGI) - Gerusalemme, 9 gen. - George W. Bush insiste: l'Iran e' una minaccia alla pace mondiale e la comunita' internazionale deve lavorare insieme per impedire che il regime degli ayatollah si doti di armi nucleari. Lo ha detto nella conferenza stampa seguita a oltre due ore di colloquio con il premier israeliano, Ehud Olmert, a Gerusalemme, prima tappa della sua missione mediorientale. "L'Iran era una minaccia, l'Iran e' una minaccia, l'Iran sara' una minaccia alla pace mondiale se la comunita' internazionale non si unira' per impedire che quella nazione si doti delle conoscenze per costruire armi nucleari", ha detto Bush a dispetto del rapporto diffuso lo scorso dicembre dall'intelligence americano, in cui si affermava che Teheran aveva rinunciato a sviluppare clandestinamente un programma nucleare a fini militari. "Un Paese che ha avuto un programma segreto puo' facilmente riavviarlo segretamente. Un Paese che puo' arricchire l'uranio per scopi civili puo' facilmente trasferire quelle conoscenze in un programma militare", ha assicurato Bush. E, alludendo alle dichiarazioni attribuite al presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, che avrebbe auspicato la cancellazione dello Stato ebraico dalle carte geografiche, Bush ha aggiunto: "Un Paese che ha fatto dichiarazioni come quelle fatte riguardo al nostro amico Israele e' un Paese che deve essere preso sul serio e la comunita' internazionale deve capire bene quale minaccia rappresenta l'Iran alla pace mondiale".
COMMENTO: E' da più di due decenni che la resistenza iraniana grida e lancia allarmi contro il pericolo del fondamentalismo islamico iraniano detto anche fascismo religioso. Nessuna reazione positiva. Il business ha fatto da capo saldo e ha tracciato il futuro del mondo. Il tumore iraniano man mano è cresciuto grazie alla politica di accondiscendenza europea e americana. Ormai è arrivato a metastasi e ha colpito il cervello del mondo in particolare certe popolazioni dei paesi mediorientali e americani: basti guardare il presidente venezuelano. E' talmente innamorato del pensiero di Ahmadinejad che ogni volta che vede la sua foto si alza e lancia il saluto militare. Sì il fondamentalismo ha colpito e colpisce duramente chi ci si oppone alla sua crescita. La resistenza iraniana, quasi trent'anni fa ha dichiarato: il nemico principale e fondamentale di oggi non è ne America e ne unione sovietica. Il nemico è il fondamentalismo islamico. E lo stesso Khomeini replicando ha sentenziato " i Mojahedin sono peggio degli atei e vanno eliminati". Il risultato: lo sterminio di massa dei simpatizzanti e dei membri della più grande organizzazione politica del paese nata al tempo dello Scià. Più di 120000 persone uccise tra cui molti bambini e donne incinte. In una sola settimana, nell'estate del 88 sono stati massacrati più di 30.000 prigionieri politici. Molti di quali avevano già scontato la loro pena. Khomeini in una Fatwa rilasciata all'epoca aveva ordinato l'eliminazione di tutti coloro che si confessavano nell'ideologia dei Mojahedin. Adesso nasce spontaneamente una domanda: quale è stata la reazione del mondo occidentale? Nulla. Addirittura un ministro degli esteri europeo aveva detto " è tollerabile l'uccisione di una quarantina dei Mojahedin"!!! E cosi via è iniziata una lunga corsa degli europei e degli americani nell'aggiudicare gli appalti di vari generi trascurando la crescita di questo maligno tumore ideologico che stava colpendo duramente il mondo civile.
Adesso quali sono le prospettive? E' giusta una guerra contro il regime? Secondo me le prospettive, cosi come andiamo, divisi su tutto, sono catastrofiche. Il regime dei mullah sta mietendo centinaia di vittime in ogni parte del mondo e non siamo capaci ancora a concordarci su una risoluzione. Allora la soluzione? E' semplice. Come ha detto il presidente Bush:"L'Iran era una minaccia, l'Iran e' una minaccia, l'Iran Sara' una minaccia alla pace mondiale se la comunità' internazionale non si unirà per impedire che quella nazione si doti delle conoscenze per costruire armi nucleari", e finché non si cambia radicalmente questo regime, dalla A alla Z, non si può sperare che cambi qualchecosa in positivo. Andiamo sempre in peggio. Il male cresce e fra un pò gli spuntano anche i denti(leggilo bomba atomica), e non lo si può più fermare nessuno. Come ha detto il presidente Bush ci vuole un'azione collettiva internazionale e come dico io ci vuole anche un'azione collettiva politico a favore della popolazione e della sua resistenza per fare i conti con i mullah che regnano in Iran e che domani vorrebbero anche regnare in Casa Bianca!!!

La soluzione: appoggiare la resistenza iraniana e la popolazione, naturalmente politicamente togliendo il loro nome dalla lista nera del terrorismo europea e americana. Un esempio: quando l'America ha inserito il nome della Sepah pasdaran nella lista nera la popolazione ha accolto con tanto entusiasmo e euforia tale provvedimento. tanto vero che il regime di Ahmadinjad ha anche incrementato il numero delle esecuzioni pubbliche e di gruppo e in particolare delle donne: in due settimane tre donne impiccate. Il che significa che il regime iraniano ha già percepito il messaggio di questo provvedimento e ha già capito anche l'effetto di tale decisione. Va detto che qualsiasi decisione o iniziative internazionali nei confronti del regime dei mullah ha un ripercussione positiva della popolazione. Il che vale anche per il contrario. Qualsiasi avvicinamento politico militare e strategico ai mullah rende più dura e più infernale la vita del popolo e della resistenza iraniana.
Concludo e ribadisco ancora una volta di essere d'accordo con il presidente Bush sulla pericolosità iraniana ma chiedo che si fermi a queste dichiarazioni e lasci a noi proseguire liberamente e procedere a cambiare democraticamente il destino del paese e contribuire al risanamento dell'atmosfera politico del mondo intero. Ce ne vogliono tanti anni per cancellare i segni e gli effetti micidiali di questo nefasto e pericoloso fenomeno che fin dal suo arrivo ha prodotto morti e sofferenze non solo per il popolo iraniano ma per il mondo intero. Le vedove di Nasirieh, di Baghdad, di Kirkuk, di Kabul ne sanno qualchecosa.
Karimi davood

 
AID : AGENZIA IRAN DEMOCRATICO