venerdì 15 febbraio 2008
ELIMINATO UNO DEI PIU' FIDATI TERRORISTI DEL REGIME DEI MULLAH

Nella foto: Nassrallah bacia la mano di Khamenei, leader del regime dei mullah
Ieri ai funerali di Mughnieh,uno dei massimi capi militari dell'Hezbollah, il ministro degli esteri iraniano Manuchehr Mottaki, ha letto il messaggio di Ahmadinejad in lingua persiana. Il che significa quanto sia stato determinante e vicino allo stato iraniano. In questo articolo non vorrei fare la coronologia della formazione della Hezbollah. Anche perch' è inutile. Ormai è chiarissimo a tutti che questa organizzazione è alimentata sia ideologicamente che finanziariamente dalla tasche dei mullah di Teheran. Ormai, questa organizzazione insieme alla Hamas palestinese e tante altre organizzazioni terroristiche prendono direttamente ordini dal regime iraniano. E di solito, i mullah iraniani usano tali gruppi nei momenti di massama difficolta interna e internazionale. Basti tornare indietro e studiare attentamente gli avvenimenti che portarono alla guerra di 33 giorni di libano-israeliana. Il regime iraniano in quel periodo fu sottoposto ad una forte pressione internazionale, causa la questione nucleare, oltre alle pressioni popolari interne, e di conseguenza i mullah hanno ordinato alla Hezbollah e al Mughnieh di espostare l'attenzione verso l'esterno dirottando la sensibilita internazionale verso una guerra senza sensi e senza motivi particolari. Cioè con una presa di ostaggi da parte della Hezbollah, il regime dei mullah è riuscito a scatenare una forte reazione israeliana portando tutte le attenzioni verso il Libano e naturalmente trascinando gli israeliani in una situazione poco prestigiosa per il loro esercito e la loro intelligence. Dopo la guerra, i mullah iraniani cantavano la vittoria dicendo tra di loro "uno ad zero a nostro favore." Adesso con l'eliminazione del piu grande leader di hezbollah, credo che la partita è arrivata al risultato di uno a 5. Mughnieh non era un comandante qualsiasi. Bisogna anche tener conto delle circostanze in cui è saltato in aria. E' il peggior modo di morte per un leader islamico. Preferirebbero morire in combattimento che in macchina di lusso. Le circostanze ci danno l'idea della tanta complessità di questa operazione di intelligence a casa dell'intelligence siriana e a due passi dell'ambasciata iraniana. La stessa operazione ha anche diversi messaggi sia ai siriani che ai padrini della Hezbollah: "possiamo eliminarvi quando e dove vogliamo noi".
Adesso secondo me non bisogna attendere la risposta degli iraniani. Bisogna avvertirli che loro stessi sono responsabili, in primiss, di qualsiasi operazione terroristica contro coloro che sono accusati di essere autori dell'operazione. Bisogna agire prima che loro rispondano. Anche perchè i mullah iraniani sono sempre in azione sia in Afghanistan che in Iraq. Comunque bisogna tener alta la sorveglianza e la vigilianza in tutta l'Europa, patria della politica di accondiscendenza con i mullah. Il terrorismo iraniano è sempre in agguato. Ma quando vede la comnità internazionale unita e coesa si ritira. Bisogna che tutti i paesi civili del mondo si raccolgano attorno alle vittime del terrorismo iraniano e lancino un forte avvertimento ai mullah. Come? Portare avanti al Consiglio di sicurezza dell'ONU il dossier del terrorismo iraniano con tutte le sue vittime sia interne che internazionali. Purtroppo la politica di accondiscendenza europea ostacola tale iniziativa e di conseguenza va combattuta con altrettanta fermezza la volontà di coloro che ancora preferiscono questo regime ad un Iran democratico e laico e pacifista. Fin quando?
Karimi davood
alle
02:37
giovedì 14 febbraio 2008
SAN VALENTINO DI LUTTO PER ESERCITO ITALIANO
Nostre condoglianze alla famiglia del maresciallo Giovanni Pezzulo
Ancora una volta il terrorismo internazionale ha colpito alla vigilia di una grande festa per la vita e per l'amore. E' tipica firma del padrino del terrorismo che colpisce alla vigilia di grandi feste nazionali e internazionali. Recentemente, in Afghanistan, numerose autorità militari e politiche hanno denunciato le interferenze iraniane negli affari politici e militari afghani. Sono stati scoperti numerosi canali di rifornimento di armi e di denaro inviati da Teheran per i Taliban. Sappiamo benissimo che, a detta di molti analisti politici e militari, i Taliban senza il supporto militar-finanziario di un paese vicino non puo reggere alle pressioni delle forze militari stranieri presenti in Afghanistan.
Allo stesso tempo siamo anche stati testimoni di una forte campagna del regime di Teheran contro gli immigrati afghani presenti sul territorio iraniano. Nonostante la neve e freddo, i mullah hanno espulso dal territorio quasi mezzo milione di immigrati afghani. Oramai per esperienza sappiamo che quando il regime dei mullah viene sorpresa in flagranza del reato in Afghanistan subito si accanisce contro la comunità immigrata afghana presente in Iran. I mullah usano questo elevato numero degli afghani presenti in Iran come un mezzo ricattatorio contro il governo afghano. Nello scorso anno, durante una di queste campagne, i Passdaran hanno attaccato un palazzo in costruzione, dove lavoravano numerosi afghani come manovale e li hanno scaraventati giu dal palazzo. Risultato: numerosi feriti e tre morti.
Ribadisco che finchè la comunità internazionale non adotta una linea piu ferma e piu determinata nella lotta al terrorismo, il regime dei mullah se ne approfittera per portare avanti i loro piani diabolici e espansionistici mirati a costruire il " regno islamico iraniano": sogno storico di Khomeini. Oggi i territori afghani e iracheni sono diventati due due campi di battaglia per la soppravvivenza del regime dei mullah. Lo stesso Rafsanjani aveva detto: ogni autobomba esplosa in Iraq allungerebbe di un mese la vita della repubblica islamica iraniana.
Finche la politica di accondiscendenza europea non decide di porre fine a tale violenza politica, ancora avremmo delle vittime, sia militari che civili, e avremmo delle feste con odore di lutto.
Ancora siamo vicini alla famiglia del maresciallo Giovanni Pezzulo.
alle
00:25
mercoledì 13 febbraio 2008
UCCISO IN SIRIA UNO DEI PIU' STRETTI COLLABORATORI DEL TERRORISMO IRANIANO

Nella foto: Mughnieh, uno degli autori dell'attentato in Argentina contro la sede ebrea "Amia"
UCCISO UNO DEI PIU' AFFERRATI TERRIRISTI APPARTENENTI ALLA HEZBOLLAH-SEPAH PASSDARAN
Mughnieh, fu inserito nell'estate scorso, nella lista delle persone ricercate dall'interpol
» 2008-02-13 10:12
Leader Hezbollah ucciso a Damasco
Autobomba esplosa ieri in Siria
(ANSA)- BEIRUT, 13 FEB- Un leader del movimento sciita libanese Hezbollah, Imad Mugniyeh, e' stato ucciso la notte scorsa a Damasco nell'esplosione di un'autobomba. Il movimento Hezbollah ha attribuito l'attentato a Israele. L'esplosione,in un quartiere residenziale di Damasco, ha causato anche due feriti. La polizia ha isolato la zona, dove si trovano una scuola iraniana, una stazione di polizia e uno dei principali uffici dei servizi segreti siriani.
COMMENTO:
ARGENTINA: PROCURA ACCUSA IRAN E HEZBOLLAH PER ATTENTATO AMIA 1994
25-10-2006
Buenos Aires, 25 ott. (Adnkronos) - La procura argentina ha chiuso oggi le indagini sull'attentato all'associazione mutualistica ebrea (Amia) del 1994 accusando formalmente il governo dell'Iran e l'Hezbollah. Lo ha annunciato il procuratore federale Alberto Nisman.
Come ho riportato nei titoli, il passdar-terrorista Mughnieh, di origine libanese, ma al soldo iraniano, fin dall'inizio della carriera si è distinto per la sua efferrattezza e ubbidienza. Come sostiene la magistratura argentina, Mughnieh ha avuto un ruolo rilevante nell'attentato contro la sede dell'associazione mutualistica ebrea Amia. Tanto è vero che fu inserito dall'Interpol nella lista delle persone ricercate. Sicuramente è stato un duro colpo al terrorismo iraniano. Una piccola annotazione: il fatto che lui è stato ucciso sul territorio siriano dimostra anche la collaborazione e coinvolgimento della Siria stessa nella destabilizzazione degli equilibri regionali in particolare contro la pace tra israeliani e i palestinesi. Comunque delle 4 persone inserite dall'Interpol nella lsita delle persone ricercate, ci sono rimaste altre tre che si figurano tra le piu' alte autorità iraniane: il Generale della Sepah Passdaran Vahidi, ex ministro degli esteri Velayati che attualmente copre il ruolo del consigliere di Khamenei per le relazioni internazionali.
alle
02:36
TORTURATO E ABBANDONATO IMAM DEL VENERDI DELLA MOSCHEA GHOBA DI SANANDAJ

Un religioso curdo "ricompare" dopo tre settimane, ma ha perso la
memoria
Sul corpo ha evidenti segni di tortura, non parla e non riconosce
neppure la moglie e il figlio. Era stato rapito con una automobile non
identificata dopo critiche alla bocciatura da parte del Consiglio dei
guardiani, di candidati alle elezioni. Teheran (AsiaNews) - Non riconosce la moglie e il figlio, soffre di
allucinazioni e dice soltanto "non mi picchiate", "elettricità" e "no, no,
no", Ayub Ganji, un giovane religioso sunnita iraniano ricomparso a
tre settimane dalla sua misteriosa sparizione. Sul corpo, segni di
torture e di iniezioni.
Il trentenne religioso (nella foto) era stato preso da una vettura non
identificata di fronte alla moschea di Ghaba, che egli guida, nella
città di Sanandaj, nella regione curda dell'Iran. Nei suoi sermoni del
venerdì aveva tra l'altro criticato la bocciatura da parte del Consiglio
dei guardiani di moltissimi candidati alle elezioni per il rinnovo del
Majlis (il Parlamento), previste per il 14 marzo. Ad annunciare la
candidatura, in particolare erano stati 909 riformisti, ma ne sono stati
ammessi 138, che concorreranno per 31 seggi, senza quindi alcuna
possibilità di modificare l'assetto politico.
Al momento del suo "ritrovamento", racconta Rooz, espressione della
dissidenza iraniana, il religioso appariva scioccato e dimagrito. E' stato
portato all'interno della sua moschea, ma le sue condizioni hanno
convinto a ricoverarlo in ospedale.
"Ganji - ha raccontato a Rooz un attivista per i diritti civili - dopo
il suo ritorno non ha detto nulla, non riconosce i suoi parenti più
stretti". "Sul suo corpo ci sono segni di tortura e sui piedi quelli di
due iniezioni. Anche se non è chiaro chi erano i suoi rapitori ed a cosa
lo hanno sottoposto, sembra aver subito un totale lavaggio del
cervello. Le sue condizioni fisiche generali non sono buone ed è previsto il
suo trasferimento a Teheran per esami medici completi".
Funzionari della sicurezza hanno negato con forza qualsiasi
coinvolgimento nel rapimento del religioso, ma nessuno ha finora rivendicato
quanto accaduto.
alle
01:22
lunedì 11 febbraio 2008
Iran: La forza di Qods dei Passdaran Bombarda una stazione di pompaggio per la fornitura d'acqua

Un crimine di guerra in violazione delle convenzioni internazionali
La Resistenza iraniana chiede la persecuzione di coloro che progettano e attuano azioni criminali
CNRI, 08 febbraio - Questa mattina, gli agenti dei Corpi della Guardia Rivoluzionaria del regime iraniano-Qods Force, hanno bombardato la stazione di pompaggio che rifornisce d'acqua la città di Ashraf , patria dei membri dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo iraniano(PMOI) a nord est di Baghdad.
L'incidente è avvenuto alle 3.30 di mattina ora locale.
La stazione di pompaggio fornisce acqua a zone che si trovani a 25 km ad ovest di Ashraf, stando alle informazioni ricevute.
Per portare a termine questo atto terroristico sono sttai usati più di 300 kg di TNT e come risultato sono andate distrutte pompe d'acqua , impianti della stazione e uffici ed è stato interrotto il rifornimento d'acqua ad Ashraf e alle zone vicine .
Due giorni fa, un membro del Consiglio tribale locale, Sheikh Hamid Ziab, incaricato della sicurezza locale e della protezione della stazione di pompaggio, è stato ammazzato in un attacco terroristico. Il Consiglio tribale ha incolpato di questo crimine il Qods Force.
La stazione di pompaggio è stata sotto la protezione degli abitanti del luogo e delle tribù negli ultimi anni e per i pochi mesi passati sotto la nuova formazione "Consigli Risvegliati".
Poichè la sospensione dell'erogazione d'acqua e il bombardamento della stazione e delle tubazioni sono considerati crimini di guerra contro le persone e gli abitanti del posto, secondo la Convenzione di Ginevra , la Resistenza iraniana ha chiesto alla Forza multinazionale irachena, alla Commissione internazionale della Croce Rossa, alle Nazioni Unite e soprattutto al governo iracheno di condurre delle indagini urgenti su questo crimine terroristico e di perseguire quelli che hanno progettato e attuato l'attacco.
Il regime dei mullah ha recentemente mandato un certo numero di agenti del Ministero dei Servizi Segreti e della Sicurezza (MOIS) e del Qod Force in Iraq per complottare contro gli abitanti di Ashraf.
Attualmente si tovano all'Hotel Al-Mansur di Baghdad.
Questa è una chiara indicazione delle crescenti trame contro gli abitanti di Ashraf.
La stazione di pompaggio dell'acqua è appartenuta al PMOI per 22 anni e oltre ad Ashraf riforniva oltre 20.000 agricoltori locali e abitanti del posto.
La stazione forniva anche parte dell'acqua potabile della cittadina di Azim nelle vicinanze.
Nell'estate del 2006, mercenari del regime religioso hanno bombardato per ben due volte le tubature di Ashraf vicine a questa stazione di pompaggio.Furono rapidamente riparate con l'aiuto degli abitanti e di gente di Ashraf.
Sotto la pressione del regime iraniano e dei suoi agenti interni al governo iracheno, le forniture di medicinali, cibo e benzina ad Ashraf sono state proibite sin dal 2005 in violazione delle convenzioni internazionali .
La situazione continua nonostante le proteste di enti internazionali quali il Parlamento europeo e le Nazioni Unite.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
8 Febbraio
alle
09:24
sabato 9 febbraio 2008
NUOVO ATTENTATO TERRORISTICO DEI MULLAH IN IRAQ

Secondo le notizie giuntemi, alle prime luci dell'alba di oggi, i terroristi appartenenti alla Forza Ghods della Sepah Pasadaran, dislocati in Iraq, hanno fatto saltare in aria una stazione del popaggio dell'acqua che forniva la base di Ashraf, dove vivono all'incirca 4000 combattenti della resistenza iraniana. Questa stazione di pompaggio forniva una buona parte degli abitanti della zona oltre alla base di Ashraf. Alcuni giorni prima, fu ucciso uno dei famosi capi religiosi della zona che si occupava anche della sorveglianza della stazione. I terroristi avevano collocato 300 kg di tritolo. Questo è ennesimo attentato del regime dei mullah contro la base di Ashraf, diventato ormai una diga di fronte ad avvanzare del fondamentalismo e dell'integralismo dei mullah in Iraq. La base di Ashraf è diventato un punto di riferimento per tutti gli iracheni che credono in un apese democratico e lontano dal fondamentalismo iraniano. Il regime dei mullah vede "Ashraf" come il principale ostacolo alla sua influenza e interferenza in questo martoriato paese colpito già gravemente dai terroristi appartenenti alla Forza Ghods della Sepah Passdaran. Questo attentato ha provocato un forte sdegno e la reazionee popolare degli abitanti della zona che in massa hanno raggiunto la stazione per soccorrere i feriti.
Dopo la caduta dell'ex governo iracheno, la resistenza iraniana ha raccolto tutti i suoi membri in questa base di cui tutti gli abitanti godono della tutela della quarta convenzione di Ginevra.
L'Associazione rifugiati politici iraniani in Italia condanna fermamente questo atto terroristico dei mullah ribadendo che nè il popolo iracheno e nè tantomeno la resistenza iraniana si fermeranno con tali vigliacchi atti finalizzati a terrorizzare e scoraggiare coloro che sostengono l'unica forza esistente capace a fronteggiare e combattere il fondamentalismo terroristico dei mullah in Iraq.
karimi davood
alle
10:32
giovedì 7 febbraio 2008
IRAN PREOCCUPA MOSCA- notizia e analisi
Mosca, 13:21
IRAN: MOSCA, "NUOVO MISSILE PUO' PORTARE L'ATOMICA"
Il missile lanciato lunedi' scorso dall'Iran preoccupa la Russia al punto di spingere il Cremlino a sollevare dubbi sulla natura pacifica del programma nucleare degli ayatollah. Il lancio di un vettore che in teoria dovrebbe mettere in orbita il primo satellite iraniano l'anno prossimo, mostra in realta' che l'Iran ha la capacita' di sviluppare un missile balistico in grado di portare una testa atomica. "Qualunque movimento in termini di creazione di un'arma nucleare preoccupa noi come gli altri" ha detto il viceministro degli Esteri, Alexander Losyukov, "soprattutto genera il sospetto che l'Iran desideri sviluppare un ordigno atomico. Missili con una simile gittata fanno parte di un sistema d'arma di questo tipo e questo non puo' che preoccuparcI
COMMENTO: E' da anni che la resistenza iraniana denuncia le vere intenzioni del regime dei mullah per la costruzione della bomba atomica. Purtroppo anche la Russia è stata una delle prime fornitrici delle armi di distruzione di massa al regime iraniano. Ultimamente si è anche parlato di una grossa fornitura dei missili per la difesa dei siti atomici da parte dei russi. Forse finora i russi pensavano che i mullah avrebbero usato questi strumenti lunghi come " gli stuzzicadenti"? Alcuni anni fa, il governo di Khatami ha sparato su un campo della resistenza iraniana in Iraq esattamente 77 missili Scud. Per fortuna che questo era un governo "moderato" e non estremista! Se fosse stato radicale quanti ne avrebbe lanciato contro i Mojahedin? Forse 700? Adesso abbiamo capito anche la differenza tra moderato Khatami e radicale Ahmadinejad. Entrambi compagni di merenda di un noto politico italiano. Naturalmente di sinistra.
Comunque, dal momento che la resistenza iraniana è un movimento democratico e guarda al futuro credo che rimane assai soddisfatto di questa preoccupazione della Russia e solleciterà tutti i governi europei a guardare con la preoccupazione ai programmi missilistici e nucleari iraniani. Tutto ciò nasce dalla pericolosità della sua ideologia che a detta della signora Maryam Rajavi, presidente eletta dalla resistenza iraniana è mille volte più pericolosa della sua bomba atomica.
Prendiamo sul serio la preoccupazione e agiamo di conseguenza. Il tempo stringe e come vedo io non lascia più speranze per una soluzione pacifica. Secondo me stiamo andando velocemente verso uno scontro catastrofico di dimensioni internazionali. Non per caso il presidente Buash ha parlato di recente della eventualità di una terza guerra mondiale. Per rendersi conto della ampiezza del programma e delle intenzioni nucleari iraniane basta guardare agli ultimi esperimenti scientifici e lanci di missili e di sattelliti iraniani e alle sue insistenze sull'arricchimento dell'Uranio. Ieri è arrivata una nuova notizia secondo cui gli iraniani hanno installato una nuova serie di centrifughe ultramoderni che funzionerebbero quattro volte più veloci di quelle attuali. La domanda è che perchè tutta questa fretta? La risposta è semplice. Velo darò in un prossimo articolo.
karimi davood
alle
06:04
mercoledì 6 febbraio 2008
PERCHE' L'IRAN HA SCELTO IL MAESTRO MORRICONE?
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La risposta a questa domanda è assai semplice. Ma per arrivarci bisogna avere una minima conoscienza del regime teocratico dei mullah. Quando Khomeini è arrivato in Iran, fin da subito ha chiarito le equivoci createsi intorno alla sua figura e i suoi programmi, spazzando via qualsiasi dubbio sulle voci secondo cui una volta caduto il regime dello Sciò" i mullah si sarebbero ritornati nella città religiosa di Qum e nelle scuole religiose per insegnamento"!!!
Fin dal primo giorno ha cominciato ad affilliare i coltelli e a sparare su quanti gli chiedevano il rispetto delle sue promesse. E' famosa una sua storica dichiarazione" Non abbiamo fatto la rivoluzione per il melone, l'abbiamo fatto per l'Islam"!!! e "l'economia è per l'asino".
Le intenzioni vere di Khomeini erano quelle di "costituire un regno islamico nella regione" con l'epicentro di Teheran. Questo era il primo passo per cui sono stati registrati eventi molto gravi e sanguinosi: il primo è stato la guerra con Iraq e poi e il terrorismo in Libano e di conseguenza la formazione dell'Hezzbollah e successivamente il finanziamento e la copertura dell'organizzazione Hamas e fino ad oggi che il suo interventismo e l'interferenza estera sta divorando quasi tutto il mondo. In questo cammino, il regime dei mllah ha investito miliardi e miliardi di dollari riducendo il popolo iraniano al lastrico tanto che oggi la popolazione è ridotta ad una poverta spaventosa e costretta alla prostituzione diffusa e alla delinquenza comune. Secondo fonti attendibili della resistenza iraniana quasi la metà delle risorse petrolifere iraniane vengono spese per il terrorismo e la repressione: Finora 120.000 ragazzi e ragazze iraniane sono state sterminate sotto la tortura praticate dai mullah. Le scene pubbliche della repressione sono di fronte agli occhi di chiunque.
Tornando al nostro discorso debbo aggiungere che i mullah iraniani, sapendo dell'odio che perversa nel mondo islamico nei confronti del loro leader storico, "il più grande Boia del secolo", hanno deciso di fare una ripresa propagandistica sulla vita di questo grande criminale onde dare un immagine diversa da quella che esiste nella società odierna, sfruttando grandi firme internazonali come il Maestro Morricone. Cioè in poche parole internazionalizzare questo film agevolandone la distribuzione avendo una colonna sonora firmata da un grande premio oscar. In poche parole, trascinare in un disastro e scandalo professionale un grande maestro internazionale della musica, in direzione della realizzazione del sogno di Khomeini: la costituzione del regno islamico iraniano.
Immaginate un momento un film realizzato su di Khomeini firmato da un musicista iraniano o straniero, di fronte ad un film firmato dal grande maestro e premio oscar Morricone.Quale dei due avrà accesso libero sul mercato mondiale che è il vero destinatario del film? La risposta è semplice. Tanto in Iran, un film del genere, firmato da Morricone o da un altro non fa ne caldo ne freddo: la popolazione ha di fronte ai suoi occhi il risultato di trentanni del regno della violenza e del terrorismo e della repressione clericale del regime di Khomeini. Concludo e ribadisco che ne il grande maestro Morricone e ne il Dio, firmando la colonna sonora del film, potranno cambiare l'opinione della poplazione sullo storico giudizio su di Khomeini: l'ho abbiamo già seppellito nella pattumiera della storia dell'umanità.
Ancora una volta vorrei ringraziare il Maestro che mi ha telefonato e smentito una sua collaborazione in questo film. Un caloroso ringraziamento a tutti coloro che mi hanno aiutato in questa piccola battaglia umanitaria e hanno fatto raggiungere la voce di 120.000 caduti del popolo iraniano al grande Maestro.
Il fondamentalismo iraniano è sempre in agguato. La presidente della repubblica della resistenza iraniana, signora Maryam Rajavi ha sostenuto che " QUESTO FONDAMETALISMO è MILLE VOLTE PIU' PERICOLOSO DELLA SUA BOMBA ATOMICA". Sottoscrivo pienamente e chiedo la massima vigilanza da parte dei mass media e del mondo intellettuale. Il regime dei mullah sta cercando di infiltrarsi nei loro ambienti per conquistarsi una nuova maschera. Collaborare con questo regime in particolare in campo propagandistico equivale a colei che produceva i film propagandistici per Hitler. Per fortuna il risultato del regno di Hitler è ancora di fronte a tutti.
grazie a tutti
karimi davood
alle
01:51
martedì 5 febbraio 2008
LA SMENTITA DEL MAESTRO MORRICONE
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Stammatina, il maestro Morricone in una comunicazione telefonica mi ha chiesto di diffondere la sua smentita circa una notizia diffusa dall'Agenzia Mehr statale iraniana secondo cui lui avrebbe firmato la colonna sonora di un film sulla vita di Khomeini. Il maestro mi ha detto che "non c'è stato nessun contatto tra lui e i produttori del film e che la notizia è assolutamente falsa" e che "ne lui e ne Andrea farnno mai una cosa del genere". Mi ha chiesto anche di diffondere la sua smentita attraverso il mio blog, dove avevo diffuso sempre ieri, un mio appello rivolto al premio Oscar Morricone chiedendogli a nome della mia Associazione e di 120.000 caduti della resistenza iraniana, di desistere da un atto del genere.
Esprimo la mia piena soddisfazione per le parole dette da lui e porgo i miei migliori saluti e auguri.
grazie Maestro Morricone
karimi davood, presidente associazione rifugiati politici iraniani in Italia
Roma, 5 febbraio 2008
alle
03:26
IRAN: DUE SORELLE CONDANNATE ALLA LAPIDAZIONE

Corriere della Sera
La sentEnza confermata dalla Corte Suprema
Iran, 2 sorelle condannate alla lapidazione
Accusate di adulterio le giovani Zohreh e Azar: erano state denunciate e spiate dal marito di una delle due
TEHERAN - Saranno sepolte vive fino alle ascelle e colpite da pietre che non devono essere abbastanza grandi da provocare la morte immediata: è questo il destino che attende due sorelle iraniane, Zohreh e Azar (i cognomi non sono stati resi noti) condannate alla lapidazione per adulterio. La Corte suprema, scrive il quotidiano riformista Etemad, ha confermato la sentenza, che potrebbe quindi essere eseguita in ogni momento. Zohreh e Azar, rispettivamente di 28 e 27 anni, sono entrambe sposate, e vivono a Shahriar, un sobborgo vicino Teheran. Secondo il loro avvocato, Jabar Solati, le due donne sono state condannate senza prove, con una sentenza basata esclusivamente sulla «sapienza del giudice», un principio stabilito dalla legge islamica, che dà un amplissimo potere discrezionale all'autorità giudicante.
STOP ALLE LAPIDAZIONI - Dal 2002 il capo dell'apparato giudiziario, l'ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, ha ordinato la sospensione del supplizio della lapidazione, previsto in particolare per l'adulterio, ma ciò non ha impedito che almeno una persona sia stata messa a morte in questo modo, secondo quanto annunciato dalle autorità. Alcune organizzazioni per i diritti umani affermano che altri supplizi uguali sono avvenuti.
SPIATE DAI MARITI - Zohreh e Azar, ha sottolineato l'avvocato Solati, erano state denunciate dal marito della prima, che, spinto dalla gelosia, aveva nascosto una telecamera nell'abitazione in cui viveva con la moglie per filmarla quando lui era assente. Era emerso che le due sorelle avevano ricevuto degli uomini, e per questo erano state condannate a 99 frustate per «relazioni illegali». Sei mesi dopo essere state sottoposte alla punizione corporale, sono state convocate davanti ad un'altra Corte, che le ha riconosciute colpevoli di adulterio.
MASSACRATO A COLPI DI PIETRA - L'unica lapidazione ammessa ufficialmente dalle autorità dal 2002 è stata quella di un uomo, Jafar Kiani, massacrato a colpi di pietra nel luglio del 2007 vicino Qazvin dopo essere stato tenuto in prigione per 11 anni. La sua colpa, avere lasciato la moglie per convivere con un'altra donna, dalla quale ha avuto figli. La sua compagna, Mokarraneh Ebrahimi, anche lei sposata, è stata condannata allo stesso supplizio, sebbene per il momento l'esecuzione sia stata sospesa.
alle
01:33
lunedì 4 febbraio 2008
UN APPELLO URGENTE AL MAESTRO MORRICONE

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Leggete questa notizia e sicuramente vi verrà brividi su tutto il corpo.
E' peggio di un film da orrore:
CINEMA: MORRICONE SCRIVERA' COLONNA SONORA PER FILM SU KHOMEINI
Teheran, 2 feb. - (Adnkronos/Dpa) - Ennio Morricone scrivera' la colonna sonora di un film sulla vita dell'ayatollah Ruhollah Khomeini. Lo ha scritto l'agenzia di stampa iraniana Mehr, .....
Stamattina appena ho letto la notizia ho sentito un senso di sdegno verso coloro che politicamente aprono la strada a tali avvenimenti di cui ultimo esempio risale al tempo del nazismo quando una grande regista tedesca firmava i film di porpaganda di Hitler. Oggi purtroppo leggo la notizia che un grande compositore di nome Morricone vorrebbe firmare la musica di un film di orrore di cui il personaggio ha stravolto la faccia dell'umanità sia per la sua crudeltà che per il suo pensiero fanatico e terroristico misogenico.
Mi rivolgo a Lei maestro Morricone. Lei sa che cosa sta faccendo? Lei sa che sta calpestando il sangue di 120000 partigiani della resistenza iraniana che hanno sacrificato la loro tenera e giovane età anche per Lei? Signor Maestro Lei sta firmando sotto un film di propaganda di una idea e di un pensiero che finora , cioè fin dal su arrivo in Iran ha fimmato i più feroci orrori e azioni mai commessi contro un popolo pacifico e laico e amante della democrazia. Fin dal suo arrivo abbiamo testimoniato solo la fame, la miseria, la violenza, la guerra, il terrorismo...KHOMEINI NON HA NEMMENO RISPARMIATO LE DONNE INCINTE E HA DATO ORDINE DI UCCIDERLE INSIEME AI LORO FIGLI MAI NATI. SIGNOR MAESTRO QUESTO DEVEV ESSERE IL TITOLO MUSICALE DI UNA SUA OPERA: "I FIGLI MAI NATI" E NON UN FILM SULLA ODIOSA VITA CRIMINALE DELLA PIU GRANDE BOIA DEL SECOLO.
Signor Maestro Lei vorrebbe firmare un film di propaganda Hitleriana-khomeinista che sicuuramente eloggerà coloro che hanno reso vedove le donne dei vostri carabinieri di Nassiria? Per favore prima di firmare il contratto faccia un salto da queste vedove e si informi della loro anima e dei loro picooli orfani. Non lo dico io. Lo dice il vostro Sismi.
La prego. La supplica umilmente di ripensarci. I partigiano italiani si rivolteranno nella tomba. Nel caso che fosse vera la notizia , il popolo iraniano non La perdonerà mai e mai e mai. Glielo assicuro a nome dei 120000 ragazzi e ragazze cadute nella lotta per la libertà e la democrazia in Iran e perchè no anche per la pace nel mondo.
Purtroppo non dispongo nessun riferimento del maestro Moricone. Prego chiunque abbia il suo indirizzo e mail di aggirare questo appello di dolore al maestro.Chiedo anche a coloro che conoscono il maestro di fare in mdo che io possa inconrarlo di persona e portare alla sua conoscenza la vera situazione del mio paese in cui regna il fondamentalismo iraniano di matrice fascista-religiosa.
grazie per la collaborazione
karimi davood
i miei numeri telefonici: 0686207692
3387862297
PER FAVORE NON LASCIATE CADERE NEL VUOTO QUESTO APPELLO DI DOLORE. CHIEDO ANCHE ADESIONE DI QUANTI SONO D'ACCORDO CON IL TESTO. ESPRIMETE IL VOSTRO DISSENSO A QUESTA INIZIATIVA. SCRIVETE AL MAESTRO MORRICONE CHIEDENDO DI DESISTERE DA QUESTO ATTO PROPAGANDISTICO DEI MULLAH.
alle
01:39
sabato 2 febbraio 2008
NUOVA ONDATA DI SENTENZE DI LAPIDAZIONE IN IRAN

nella foto: si vedono molto evidenti le tracce di sangue sulla pietra che ha colpito a morte l'uomo. Lesecuzione fu eseguito in un paese vicino a Karaj a 60 kilometri dalla capitale iraniana Teheran.
nella foto: la zona dove nell'estate scorso è stato lapidato un uomo. Tuttora anche la moglie vive in carcere e in attesa della stessa sorte
Nel giugno 2007 fu eseguita la stessa condanna su un uomo
Iran, docente condannato a lapidazione per adulterio
Un professore di musica, sposato con due figli, è accusato di aver avuto una relazione con una delle sue allieve. Ma l'insegnante avrebbe contratto con la ragazza un 'matrimonio a tempo'
Roma, 1 feb. (Adnkronos/Aki) - Un insegnante iraniano è stato condannato a morte per lapidazione nella città di Sari. Farivar, 49 anni, docente di musica, sposato con due figli, è accusato di adulterio per avere avuto una relazione con una delle sue allieve.
La famiglia del condannato sostiene invece che non si sarebbe trattato di adulterio, in quanto l'insegnante aveva contratto con la ragazza un 'matrimonio a tempo'. La pratica del 'sighe', o matrimonio a tempo, è diventata ultimamente in Iran un sotterfugio per sfuggire alle leggi restrittive che puniscono severamente ogni rapporto sessuale fuori dal matrimonio.
L'unico altro caso di lapidazione di un uomo risale al giugno 2007, quando a Tekestan, a nord di Teheran, fu lapidato Jafar Kiani, processato per aver convissuto per oltre 10 anni con una donna sposata, dalla quale aveva avuto anche due figli.
Commento: ultimamnete siamo testimoni dell'incremento del rilascio delle disumane sentenze quali la " lapidazione" e la " fucilazione" contro i cittadini iraniani. Recentemente, nella cittadina Shahryar vicino a Karaj a 60 kilometri da Teheran, due sorelle di 27 e 28 anni, Zahra e Zohreh Kabiri, sono state condannate alla lapidazione per un reato che precedentemente eranno state condannate a 99 frustate, già eseguite tra l'altro. 6 mesi dopo l'esecuzione delle frustate la magistratura della città di Karaj ha nuovamente arrestato le due sorelle e le ha condannate a morte attraverso la "lapidazione". Entrambe le sorelle sono sposate e madri di due piccoli.
Come ho già sostenuto, la pena di morte ha una funzione estremamente politico. La si applica in tutte le sue forme possibili, dall'impiccagione alla fucilazione, dalla lapidazione alla uccisione attraverso gettare la vittima dall'alto della montagna, rinchisa dentro un sacco a juto. Sono dei provvedimenti applicati per fomentare il terrore e la paura tra la popolazione. La resistenza iraniana, attraverso il suo leader la signora Maryam Rajavi ha lanciato un appello agli organismi internazionali e alle organizzazioni per i diritti umani di portare il dossier iraniano al Consiglio di Sicurezza dell'Onu per adottare misure idonee contro il regime dei mullah. Il giorno dopo l'approvazione della moratoria da parte dell'Onu, il regime dei mullah ha mandato un chiaro segnale e ha impiccato nelle piazze pubbliche del paese 23 persone tra cui due donne. Anche l'Associazione dei rifugiati politici iraniani in Italia aderisce all'appello della signora Maryam Rajavi e chiede al governo italiano di impegnarsi nel rispetto della moratoria dell'Onu. Tre giorni fa il regime dei mullah ha trasferito 28 prigionieri dal arcere di Rajai Shahr al famigerato carcere di Evin per l'esecuzione della sentenza della morte. 5 di loro sono stati già impiccati. Il resto è in attesa di esecuzione della pena.
Ancora una volta non mi stanco di chiedere oltre all'intervento degli organismi competenti anche quello dei semplici cittadini scrivendo al governo italiano, all'Amnesty International, ai partiti politici, ai loro rappresentanti parlamentari chiedendo la loro denuncia contro la feroce violazione dei diritti umani da parte del regime fascistreligioso dei mullah.
karimi davood
alle
02:52
venerdì 1 febbraio 2008
UN GIOVANE DI 22 ANNI RISCHIA L'IMPICCAGIONE PER AVER BEVUTO IL VINO

Teheran, 31 gen. - (Aki) - Pena di morte per aver bevuto alcolici. E' quanto rischia Mohsen, un giovane di 22 anni arrestato per quattro volte in stato di ebrezza.
Secondo quanto riporta il quotidiano iraniano 'Etemad Melli', una sezione del tribunale penale di Teheran sta dibattendo la richiesta di pena capitale per il ragazzo. Le prime tre volte che fu fermato in stato di ebrezza, Mohsen venne condannato a subire frustate.
Con il quarto arresto, invece, il tribunale lo ha riconosciuto come ''bevitore incallito e incorregibile''. L'articolo 179 del Codice penale islamico in vigore in Iran punisce con la pena di morte chiunque, dopo tre tentativi di recupero, continui a fare uso di bevande alcoliche.
Jalil Jalili, procuratore che ha chiesto la pena di morte per Mohsen, avverte che, ''con il nuovo sistema informatizzato, i recidivi non hanno più scampo''
alle
09:30
IL PARLAMENTO EUROPEO CHIEDE LA RIMOZIONE DEL NOME DELL'ORGANIZZAZIONE DEI MOJAHEDIN DEL POPOLO IRANIANO DALLA LISTA NERA EUROPEA

-UNA NUOVA VITTORIA GIURIDICA E POLITICA DI IMPORTANZA STRATEGICA PER LA RESISTENZA IRANIANA
-NUOVA RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO CONTRO LA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI IN IRAN
-DOPO QUESTA RISOLUZIONE E LA SENTENZA DELLA CORTE LONDINESE NON ESISTONO PIU' SCUSE PER TRATTENERE IL NOME DELLA RESISTENZA IRANIANA NELLA LISTA NERA EUROPEA
-E' ARRIVATO IL MOMENTO IN CUI RIMUOVERE IMMEDIATAMENTE IL NOME DEI MOJAHEDIN DEL POPOLO E INSERIRE IL NOME DELL'INTERO REGIME NELLA LISTA DEI TERRORISTI
-GRANDE SODISFAZIONE TRA GLI IRANIANI DISSIDENTI
UN CALOROSO AUGURIO E UN FORTE ABBRACCIO AI GIURISTI EUROPEI E AMERICANI CHE HANNO DIFESO IL GLORIOSO NOME DELLA RESISTENZA IRANIANA IN TUTTE LE SEDI GIURIDICHE E POLITICHE
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L'Iran collabori sul nucleare e garantisca i diritti umani
L'Iran deve sospendere l'arricchimento di uranio e riprendere i negoziati per una soluzione a lungo termine della questione nucleare.
Senza progressi in questi campi, ammonisce il Parlamento, niente accordo di cooperazione con l'UE.
Con 561 voti favorevoli, 52 contrari e 44 astensioni, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione sostenuta da PPE/DE, PSE, ALDE e UEN sulle questioni relative alle attività nucleari e ai diritti umani in Iran.
Nucleare: negoziati, no azioni militari
Il Parlamento ribadisce che i rischi di proliferazione relativi al programma nucleare iraniano «continuano a rappresentare una fonte di grave preoccupazione per l'UE e la comunità internazionale» e si rammarica del fatto che l'Iran tuttora non rispetti i suoi obblighi internazionali concernenti la sospensione di tutte le attività connesse all'arricchimento e al ritrattamento. Esprime quindi il proprio appoggio all'iniziativa UE per trovare una soluzione negoziale di lungo termine e lancia nuovamente un appello all'Iran affinché ripristini la trasparenza del suo programma nucleare fornendo risposte «complete, chiare e credibili» all'AIEA.
Per i deputati, una soluzione all'attuale escalation sul tema nucleare «è possibile» e «non bisogna prendere in considerazione nessuna azione militare». Nell'appoggiare gli sforzi di Mohamed ElBaradei, Direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), invitano quindi l'amministrazione USA e tutti gli altri attori coinvolti «a rinunciare a qualsiasi retorica sulle opzioni militari e su politiche che prevedano un cambiamento di regime contro l'Iran». Inoltre, ricordando che secondo la National Intelligence (NIE) statunitense l'Iran ha interrotto nel 2003 il proprio programma di armi nucleari, confermano la correttezza della politica UE «volta a convincere diplomaticamente l'Iran a aderire alla richiesta di abbandonare il potenziale nesso militare del programma civile in modo credibile e controllabile».Il Parlamento sollecita pertanto l'Iran ad avviare senza indugio un nuovo round di negoziati sul futuro orientamento del proprio programma nucleare e a sospendere tutte le attività relative all'arricchimento. Invita inoltre gli USA, a seguito del loro successo diplomatico nei negoziati con la Corea del Nord, a partecipare direttamente ai negoziati condotti in un quadro multilaterale gestito dall'AIEA. L'obiettivo deve essere di raggiungere un accordo globale con l'Iran - in cooperazione con USA, Russia, Cina e paesi non allineati - sulle sue strutture nucleari e su un loro uso che tenga conto delle preoccupazioni di sicurezza dell'Iran. L'accordo dovrebbe inoltre contribuire a definire un sistema di sicurezza regionale «sostenibile» che includa l'India, il Pakistan e altre potenze nucleari. Più in generale, i deputati chiedono «passi credibili verso un disarmo nucleare multilaterale» grazie ad un rafforzamento del Trattato di non proliferazione.
Stop alle esecuzioni, alla repressione e alla discriminazione delle minoranze
Il Parlamento esprime la propria «profonda preoccupazione» circa il deterioramento della situazione dei diritti umani in Iran nel corso degli ultimi anni, «specialmente dalle elezioni presidenziali del giugno 2005». Chiede quindi alle autorità iraniane di onorare i loro obblighi internazionali in materia, garantendo a tutte le persone il diritto di esercitare i propri diritti civili e le libertà politiche.
Più in particolare, il Parlamento condanna fermamente le sentenze capitali e le esecuzioni in Iran, in particolare quelle eseguite contro minorenni e sollecita le autorità iraniane a rispettare le garanzie normative riconosciute a livello internazionale per i minori, quali la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo. Invita inoltre l'Iran ad applicare la risoluzione adottata recentemente in sede ONU sulla moratoria a tutte le esecuzioni.
I deputati esortano poi le autorità iraniane ad eliminare, de jure e de facto, tutte le forme di tortura e le altre forme di trattamento e di pene crudeli, disumane e degradanti (tra cui la fustigazione e l'amputazione), a rispettare il diritto a un giusto processo e a cessare l'impunità per le violazioni dei diritti umani. Chiedono inoltre alle autorità iraniane di modificare con urgenza il codice penale «per trasformare la moratoria sulla lapidazione in un divieto definitivo».
Inoltre, profondamente preoccupato «dall'aumento drammatico» della repressione dei movimenti della società civile in Iran nel corso degli ultimi anni, il Parlamento condanna la repressione contro gli oppositori politici, gli attivisti per i diritti umani (come i promotori della campagna "Un milione di firme" contro la discriminazione delle donne), i giornalisti, i blogger, gli insegnanti, gli intellettuali, le donne, gli studenti e i sindacalisti. Deplora inoltre profondamente le recenti esecuzioni di attivisti politici, l'ultima delle quali è avvenuta durante la notte ai danni di Zamal Bawi. Sollecita quindi le autorità iraniane «a porre fine alle molestie, alle intimidazioni e alla persecuzione» ed a «liberare incondizionatamente tutti i prigionieri politici», compresi due giornalisti curdi condannati a morte. Nell'esprimere poi il proprio sostegno a tutte le forze politiche democratiche e della società civile, si attende dalle autorità iraniane che le prossime elezioni siano «libere e giuste».
Condanna inoltre «fermamente» l'attuale mancato rispetto dei diritti delle minoranze e chiede che queste possano esercitare tutti i diritti sanciti dalla Costituzione iraniana e dal Diritto internazionale. Sollecita quindi le autorità iraniane, a eliminare, de jure e de facto, tutte le forme di discriminazione contro le persone che appartengono a minoranze religiose, etniche, linguistiche o di altro genere, compresi gli arabi, gli azeri, i curdi, i baha'i, i cristiani, gli ebrei, i musulmani sufi e sunniti.
Senza progressi, niente accordo di cooperazione con l'UE Il Parlamento sottolinea che la possibile futura conclusione di un accordo di cooperazione e commercio tra l'UE e Iran «dipende dal miglioramento sostanziale della situazione dei diritti umani in Iran, dalla piena cooperazione dell'Iran con l'AIEA e dalla garanzia obiettiva fornita dall'Iran in merito alla natura pacifica del proprio programma nucleare».
Infine, nel prendere atto della decisione del Tribunale europeo di primo grado (in merito alla rimozione dell'Organizzazione dei Mujahidin del Popolo Iraniano, OMPI, dall'elenco delle organizzazioni terroristiche, ndr), invita la Commissione a istituire una delegazione in Iran al fine di promuovere il dialogo con le autorità e la società civile e di intensificare i colloqui riguardanti, in particolare, l'aiuto ai rifugiati e la lotta contro il traffico di stupefacenti.
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