lunedì 10 marzo 2008

La vignetta atomica: la disperazione di Albaradei!


Tempo fi in uno dei miei appunti ho raccontato un provverbio popolare sul comportamento dei mullah. La storia riferiva ad un vecchietto che incontra un mullah che manipolava senza precauzioni il polvere nero. Il vecchietto mette in guardia sulla pericolosità del polvere nero ma il mullah risponde al vecchietto che "non
è polvere nero ma granelli di pepe!" Dopo un po il polvere nero prende fuoco e brucia la barba e i baffi del mullah! Il vecchietto tornando indietro vede il mullah con la faccia ustionato e ci si rivolge e gli dice ti avevo detto che era pericoloso giocare con il polvere nero. Ma il mullah risponde con tanta arroganza e dice "no, erano dei granelli di pepe nero!!!"
Anche oggi la storia si ripete. Ogni volta che L'Agenzia per l'energia atomica rilascia un documento oppure una risoluzione sulle attività nucleari dei mullah, il passdar Ahmadinejad grida al trionfo dell'Islam e scende in piazza e dice" vi avevo detto che avevamo ragione noi e che la nostra attività è pacifica!" e dichiara con tanta arroganza nuove conquiste in campo scientifico nucleare ai fini pacifici!!!
E in mezzo a tutta questa questione è incastrato un uomo egiziano di nome Albaradei che non sa piu' che fare con questi atteggiamenti fuori norma delle autorità iraniane.
Il nostro autore, noto caricaturista della dissidenza iraniana, ha voluto portare in primo piano sia la vigliaccheria di Ahmadinejad, che lo stato d'anima dello stesso direttore dell'Agenzia per l'energia nucleare dell'ONU. In questa vignetta, il direttore Albaradei rivolgendosi ai suoi superiori del Consiglio di Sicurezza dell'Onu si lamenta dicendo" SIGNORE NON SO PIU' CHE FARE? OGNI VOLTA CHE IO RILASCIO UNA RELAZIONE, QUESTO TIZIO AHMADINEJAD PROCLAMA AL TRIONFO E SI METTE A FESTEGGIARE!!
Grazie Tofigh
karimi davood

sabato 8 marzo 2008

AUGURI A TUTTE LE DONNE CORAGGIOSE DEL MONDO

venerdì 7 marzo 2008

VIAGGIO DI AHMADINEJAD IN IRAQ. QUALI RISULTATI?


Nella foto: la signora Maryam Rajavi, presidente eletta dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.

Nella foto: l'ingresso del campo di Ashraf, dove risiedono all'incirca 4000 combattenti della resistenza iraniana e gestito totalmente dalle donne della resistenza. Un fatto senza precedenti nella storia dei popoli che si sono ribellati contro i dittatori dei loro paesi.

Nella foto: la massiccia partecipazione delle donne irachene alla conferenza tenutasi l'altro ieri nel campo di Ashraf

L'ultima notizia di sangue appena arrivata dall'Iraq.
Dopo questo ennesimo attentato terroristico, organizzato e ordinato dall'Iran, il regime del passdar Ahmadinejad ha detto che gli americani dicevano di aver garantito la sicurezza in Iraq. Cosi?
Flash di AdnKronos
Esteri
IRAQ: SALITO A 68 NUMERO VITTIME IN ATTACCHI BAGHDAD
Baghdad, 7 mar. - (Adnkronos) - E' salito a 68 il numero dei morti nel duplice attentato di ieri in un'area commerciale di Baghdad. Lo hanno riferito fonti della polizia irachena, precisando che sono 120 le persone rimaste ferite nell'esplosione, avvenuta a pochi minuti di distanza, di due bombe nel distretto a maggioranza sciita di Karrada. Il duplice attentato di ieri e' il piu' sanguinoso a Baghdad degli ultimi nove mesi.


Nella vignetta qui sopra l'autore ha voluto evidenziare la pugnalata di Ahmadinejad in particolare nella parte sciita irachena.


In questa vignetta si legge: Ahmadinejad: " Quanto è piacevole l'Iraq senza dittatore" e gli iracheni spaventati dal suo arriva gridano: per favore torna a Teheran e subito"
Il regime dei mullah aveva investito enormi prospettive e speranze in questo viaggio in particolare sull'espulsione della resistenza iraniana dislocata nel famoso campo di Ashraf. E' da quattro anni che questo campo è diventato la Mecca delle forze nazionaliste, democratiche e indipendenti irachene che credono in un alternativa tutta irachena e costituito dalle forze popolari e democratiche. Ahmadinejad aveva messo pure nel suo viaggio, un pellegrinaggio propagandistico nelle città sante sciite, Karbala e Najaf, dove risiedono i piu ascoltati e seguiti ayattollah sciite iraceheni incontrando il grande Ayattollah Sistani. Ma che cosa è successo che all'ultimo momento Ahmadinejad ha interrotto il suo viaggio tornando a casa? E' successo il fatto che il passdar Ahmadienjad quando è entrato in Iraq non ha trovato grandi feste popolari e accoglienze degne del capo di stato di un paese quale Iran. Quasi tutte le forze democratiche e popolari hanno rifiutato di accoglierlo e disertato la cena in suo onore. Ci sono stati grande manifestazioni popolari in quasi tutte le città irachene sia sciite che sunnite. La gente dove non ha potuto scendere in piazza, a causa dei divieti posti dal governo di Almaleki, ha appeso al collo dei cani i ritratti di Ahmadienjad abbandonanoli nelle strade.
Oltretutto durante i suoi incontri con le autorità iracheni, Al Maleki e Telebani, non riceveva nessuna risposta sull'espulsione dei Mojahedin dall'Iraq. Tutti alzavano le mani rimandando la questione al governo americano. lo stesso presidente iracheno Jalal Talebani ha detto che non abbiamo parlato della questione dei Mojahedin. Per quanto rigiuardava la prima e fondamentaòle questione, cioe la presenza dei Mojahedin, Ahmadienjad ha subito una forte sconfitta. Il giorno dopo la visita, l'esercito americano in una nota ha dichiarato che la presenza dei Mojahedin è garantita dalle norme internazionali e dalla quarta Convenzione di Ginevra. E l'ultimo fallimento è arrivato dal grande Ayattolah Sistani su cui Ahmadinejad aveva investito una grande speranza. L'incontro secondo le previsioni dei mullah avrebbe dovuto diventare una certa leggittimazione della presenza e dell'interferenza dell'Iran in questo martoriato paese. Grazie alle rivelazioni della resistenza iraniana e alle forze democratiche irachene sulle intenzioni di Ahmadinejad, che hanno chiesto al grande Ayattolah di non ricevere il presidente passdar Ahmadinejad, Sistani ha rifiutato di stringere la mano di colui che è il carnefice del popolo iracheno. Grazie Ayattolaah Sistani.
Il popolo iraniano ha accolto e ammirato con grande piacere questa decisione dell'Ayattolah Sistani.
Il risultato? Ahmadinejad ha interrotto a meta il suo viaggio e ha promesso al popolo iracheno ancora sangue e dolore. Il giorno dopo la sua partenza sono stati esplosi due autobombe in cui sono morti una ventina di iracheni e feriti altri 60. E questa storia continua ancora.
E oggi dopo la visita e la sconfitta di Ahmadinejad che cosa succede nel campo di Ashraf? Ieri all'incirca 10 mila donne irachene hanno partecipato in un convegno organizzato dalle donne della resistenza iraniana e hanno festeggiato la giornata mondiale della Donna, promettendo la resistenza e la lotta alle interferenze iraniane in Iraq. Lo stesso Ahmadinejad aveva confessato che dietro le manifestazioni degli iracheni contro il suo viaggio in Iraq c'erano i Mojahedin del campo di Ashraf. Il che giustifica enormi lavori e tentativi del regime dei mullah nel dare la caccia alla presenza del campo di Ashraf in Iraq. Un mese fa i terroristi iraniani avevano fatto saltare la stazione di pompaggio dell'acqua del campo. Ancora pochi mesi prima, i terroristi iraniani avevano attaccato un autobus su cui viaggiavano gli operai che lavoravano nel campo di Ashraf uccidendone 11 e ferndone altri 10.
Il regime iraniano non si fermera. Adesso è rimasto ufficialmente ferito nell'anima e nel corpo. Sicuramente intensificherà le sue azioni terroristiche sia contro le forze democratiche irachene e forze americane che contro la resistenza iraniana. E dopo tutto questo è arrivato pure un colpo micidiale che prelude ad ulteriori problemi e difficoltà logistici, politici e militari: la terza risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU.
E' arrivato un pò in ritardo ma sarebbe meglio che venga accompagnato anche da dure misure restruittive quali sanzioni generali contro l'intero regime iraniano+ il riconoscimento della resistenza iraniana.
karimi davood

giovedì 6 marzo 2008

IRAN: ALCUNI DATI UTILI IN OCCASIONE DELL' 8 MARZO IRANIANO







RESTRIZIONI IN CAMPO DEL LAVORO

85% delle donne iraniane non ha un lavoro; il 40% delle donne istruite sono disoccupate


Alcuni dati riportati dagli stessi mass media governativi


22 Febbraio 2007 – Fars News Agency: 13,000 donne laureate in vari campi sono senza lavoro.
Jul. 2, 2007 – ISNA: La popolazione di donne impiegate, ad eccezione di alcuni campi è del 15 %. Questo dimostra che l’85% delle donne non svolge nessuna attività lavorativa al di fuori delle mura domestiche.
10 Settembre 2007 – ISNA: Il Ministero dell’istruzione con 540,000 di donne impiegate ha il piu alto livello di donne impiegate nelle agenzie governative.
23 Ottobre 2007 – Il quotidiano Khorassan: Le donne comprendono solo l’11.7% della popolazione economicamente attivo, mentre un numero considerabile di loro è in cerca di lavoro. Considerando che il 60% dei laureati sono le donne, ogni giorno ci sono grandi richieste di lavoro femminili, mentre il mercato del lavoro non risponde piu alle loro domande.
Nov. 1, 2007 – ISNA: Il campo dell’ingegneria diventerà ben presto privo di donne. Secondo gli ultimi dati delle statistiche iraniane, la parte delle donne impiegate nella sezione industriale è dell’8.8%. Le statistiche indicano la presenza di sole 94.701 donne impiegate nelle industrie. La media annuale delle donne nelle unità di produzione industriale è solo dell’1%.
Nov. 17, 2007 – Fars News. Il dottor Paricher Shahsvan, a capo del secondo e undicesimo distretto di ricerca scientifica delle donne dell’università di Yazd: Sulla base dei dati disponibili il 40% delle donne istruite nel nostro paese sono disoccupate.
Purtroppo le donne che hanno una formazione piu bassa vengono pagate con una paga molto bassa e senza assicurazione ed altri benefici.
Jan. 28, 2008 – Fars News Agency: La parte di donne impiegate nel mercato di lavoro non è compatibile con il numero di donne istruite. Anche se la disoccupazione è considerata un problema generale, ma dando un’occhiata ai fatti e al numero di donne impiegate, la situazione è molto diversa dagli uomini nel lavoro e nella produzione.

ULTIMO PROVVEDIMENTO CONTRO LA PRESENZA DELLE RAGAZZE ALLE UNIVERSITA'
Iran: Troppe donne nelle università, governo vara le "impari" opportunità

lunedì 25 febbraio 2008
Negli ultimi 25 anni in Iran le studentesse universitarie sono aumentate dal 32 al 65 per cento dell'intera popolazione studentesca e si avviano a diventare la maggiorana in molto professioni. Dati alla mano il governo di Teheran ha deciso così di correre in soccorso del "sesso forte" ed introdurre una nuova legge che limiti l'accesso delle donne agli atenei, i cui corsi sono a numero chiuso, penalizzandole nei concorsi di ammissione.
Il nuovo sistema entrerà in vigore a partire dal prossimo esame estivo, ha dichiarato il responsabile dell'organizzazione per i concorsi universitari Abdol-Rasul Pur-Abbas, e la competizione riguarderà soltanto il 40 per cento dei posti disponibili, indipendentemente dal sesso.

Il restante 60 per cento sarà diviso obbligatoriamente a metà tra ragazzi e ragazze, facendo si che, per esempio, ragazze che hanno ottenuto punteggi superiori ai colleghi maschi potranno essere escluse dall'accesso all'università.

mercoledì 5 marzo 2008

LACRIME DA COCCODRILLO: NUOVA E SIGNIFICATIVA VIGNETTA DI DARIUSH


A proposito delle nuove tensioni tra esercito israeliano e la popolazione di Gaze di cui le scene e i dati degli scontri sono ben noti a tutti, il leader supremo del regime. il mullah Ali Khamenei è sceso in campo e ha pianto per le vittime palestinesi promettendo la cancellazione dell'Israele. Secondo gli analisti della questione israelo-palestinese, è stato lo stesso leader supremo khameniei a ordinare la nuova ondata di lancio dei missili Ghassam in previsione dell'approvazione della nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Ogni volta che ci avviciniamo ad un evento importante in cui la comunità internazionale tira in ballo le importanti questioni come la costruzione della bomba atomica iraniana, il regime dei mullah sguinzaglia i suoi sicari Hezbollah e palestinesi e fa scattenare la guerra contro Israele. Non è una novità. Basti guardare le circostanze della guerra dei 33 giorni in cui gli israeliani hanno subito una grande sconfitta dagli Hezbollah iraniani. Pure, allora, ci stavamo avvicinando all'approvazione della prima risoluzione dell'ONU.
Nella vignetta di oggi, si vede il leader supremo Khameniei, seduto sul territorio iraniano e travestito da coccodrillo, piange per i morti di Gaza. Naturalmente con alle spalle una fila di ragazze e ragazzi iraniani impiccati pubblicamente.
karimi davood

IL GESTO DI AMORE DI UN RAGAZZO AFGHANO CONDANNATO A MORTE IN IRAN



Ieri sono stati impiccati nel carecre di Isfahan due giovani ragazzi di cui uno di nazionalità afghana di nome Mirza che aveva ucciso 4 anni fa una ragazza di 16 anni. Il motivo dell'omicidio è stato il "rifiuto" della famiglia della ragazza di cui era inammorato.. Secondo la legislatura dei mullah, se un uomo uccide una donna, i familiari della vittima possono chiedere la legge del " taglione" solo quando pagano "la metà del prezzo del sangue dell'uomo musulmano". Perchè, lui avrebbe ucciso un essere vivente che vale la meta di un uomo "musulmano". Nel caso di questo ragazzo, dal momento che i familiari della vittima non avevano il denaro sufficiente per pagare la metà del prezzo del sangue dell'assassino, lo stesso ragazzo ha fatto un gesto di amore e ha rifiutato per iscritto il suo "prezzo del sangue" che avrebbe dovuto ricevere prima di essere ucciso. Specifico che secondo la legge se i familiari non possono pagare questo prezzo, non possono pretendere
"l'esecuzione della pena". Il finale della tragedia: il ragazzo afghano in un gesto di amore, ha rifiutato questa quota e così ha dato il via all'impiccagione che è stato eseguito ieri mattina nel cortile del carcere di Isfahan.

martedì 4 marzo 2008

Iran: Maryam Rajavi accoglie la risoluzione UNSC contro il regime iraniano





Martedi 03 marzo 2008

Maryam Rajavi accoglie la terza risoluzione sulle sanzioni del Consiglio di Sicurezza delle NU contro il regime dei mullah e chiede delle sanzioni più ampie.


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CNRI, 03 Marzo - Stamattina presto il Consiglio di Sicurezza delle NU hanno adottato la terza risoluzione che impone nuove sanzioni contro il fondamentalismo religioso che governa l'Iran.La nuova risoluzione sottolinea i contenuti delle precedenti risoluzioni 1969, 1737 e 1747 e ripete che il regime non ha collaborato con il protocollo aggiuntivo e non ha osservato i mandati dell'insieme dei Governatori AIEA.

Il Consiglio nella nuova risoluzione ha punito 13 persone che lavorano per il regime iraniano e 10 industrie che sono coinvolte nei programmi nucleari.

Chiede anche agli stati membri di trattenersi dal permettere ai carichi di navi e di aerei di entrare nei loro porti e aereoporti e di sottoporli a delle attente ispezioni.
La risoluzione ammonisce gli stati membri dall'entrare nelle transazioni finaziarie con le banche iraniane.
La Sig.ra Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza iraniana, si è congratulata con la popolazione iraniana, soprattutto con gli uomini e le donne che hanno coraggiosamente aiutato la Resistenza iraniana a rivelare i programmi nucleari del regime, per l'adozione della risoluzione e il rifiuto dei loro programmi per evitarne la messa in opera.
Ha detto che l'adozione della terza risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle NU contro il regime ,che è coinciso con il viaggio fallimentare di Ahmadinejad in Iraq che si è trovato di fronte alle proteste degli iracheni e al fallimento dei suoi complotti contro i membri del PMOI presenti nella cità di Ahraf, in Iraq, sono indicativi della crisi del regime nella sua vacillante situazione.
La signora Rajavi allo stesso tempo ha descritto la risoluzione come inadeguata e anappropriata alla luce della sfida del regime iraniano alle leggi internazionali ,e ha chiesto l'imposizione di ampie sanzioni sul petrolio e sulle armi, e anche di tipo diplomatico e tecnologico contro il regime; regime che non rispetta le risoluzioni internazionali e che cerca di ottenere la bomba atomica e di destabilizzare la pace e la sicurezza della regione e del mondo.
La Sig.ra Rajavi ha aggiunto che il programma di produrre testate nucleari e di creare il Centro per il Comando e il Controllo per la Produzione della Bomba Atomica che sono state entrambe scoperte dalla Resistenza iraniana il 20 Febbraio, in aggiunta alle affermazioni degli ispettori IAEA del 26 febbraio, riguardanti il programma delle testate nucleari e un detonatore alla distanza di 10 km a partire da un pozzo interrato a 400m con esplosioni che raggiungono l'altezza di 600m, dimostrano che non c'è più tempo a disposizione per la comunità internazionale di fermare il padrino del terrorismo dall'ottenere la bomba nucleare.
Tuttavia, ogni ritardo nell'adottare un atteggiamento deciso di fronte al regime iraniano farà trovare la regione e il mondo di fronte ad una catastrofe ancora maggiore.

La Sig.ra Rajavi ha ripetuto che la politica di accondiscendenza e di dialogo ha fornito le maggiori opportunità al regime iraniano per nascondere la produzione della bomba nucleare. Ha ribadito anche che a dispetto delle ammissioni del regime religioso, esso è molto suscettibile alle sanzioni, che inasprirebbero la crisi interna del regime e le proteste sociali e pubbliche e il discontento contro di esso. Il Presidente eletto della Resistenza iraniana, mentre metteva in evidenza le visioni del regime religioso sulla bomba nucleare e l'esportazione del fondamentalismo e del terrorismo in generale e l'acquisto di potere in Iraq nello specifico come i due pilastri per la continuazione del suo ruolo illegittimo, ha ricordato che la definitiva soluzione all'attuale crisi iraniana è un cambiamento democratico da parte della popolazione iraniana e della Resistenza. Di conseguenza, un atteggiamento deciso , in aggiunta alle sanzioni imposte, dovrebbe riconoscere il diritto della popolazione iraniana a resistere contro il fondamentalismo religioso e a far rimuovere l'etichetta di terrorismo contro l'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo iraniano( PMOI).
Diverse corti giudiziarie in Europa hanno ordinato l'annullamento dell'etichetta di terrorismo che è stato il principale ostacolo al cambiamento in Iran.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
3 Marzo 2008

APPROVATA LA TERZA RISOLUZIONE CONTRO I MULLAH DI TEHERAN


Nella foto: la signora Maryam Rajavi, presidente eletta dalla resistenza iranianao che si è congratulata con il Consiglio di Sicurezza dell'ONU per l'apporovazione della terza risoluzione

Nella vignetta c'è scritto in persiano: terzo round, crisi atomica, riferendosi alla terza risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU


Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato ieri a larga maggioranza (14 sì con l'astensione della sola Indonesia) una nuova risoluzione, la n.1803, contro il programma nucleare dell'Iran che prevede una terza ondata di sanzioni, dopo il rifiuto di Teheran di sospendere i processi d'arricchimento dell'uranio.
Il "giro di vite" contenuto nella terza risoluzione passa da tre elementi nuovi: la possibilità di esercitare maggior «vigilanza sulle attività finanziarie delle banche domiciliate in Iran come la Melli e la Saderat»; consente agli Stati membri dell'Onu di ispezionare i carghi in arrivo e in partenza per l'Iran dell'Iran Air Cargo e dell'Islamic Republic of Iran Shipping Line se sospetti di trasportare materiale proibito e, infine, chiede di «vigilare sui finanziamenti con soldi pubblici su «crediti all'export e forme di assicurazioni e garanzie per il commercio con l'Iran».
Commento: Finalmente è arrivata anche la terza risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU contro la bomba atomica dei mullah fondamentalisti iraniani. Un atto dovuto ma in ritardo nei confronti della velocità con cui il regime dei mullah porta avanti il suo progetto atomico militare come un primo ed esenziale passo per la costruzione dell'impero islamico iraniano in medioriente. La distanza tra la seconda e la terza è lunga. Non esiste nessuna giustificazione che tenga. La comunità internazionale è troppa lenta ed accondiscendente. Il regime dei mullah grazie alla sua abilità clericale tipico esclusivo dei dirigenti iraniani è riuscito a temporeggiare e ingannare ancora per parecchio tempo le istituzioni internazionali. Tutto mirato ad acquisire ulteriori tempi per complementare il suo progetto militare nucleare. Ma, in questa faccenda la resistenza iraniana non è rimasta ferma è andata avanti con la velocità ultrasonica, e ha smascherato pochi giorni prima del rapporto di quell'egiziano capo dell'Agenzia Atomica dell'ONU, tutti i programmi e progetti e siti nascosti agli occhi degli ispettori dell'ONU chiedendo immediato soppraluogo degli ispettori in questi siti accompagnati dagli stessi componenti della resistenza iraniana che hanno fatto tali rivelazioni. Piu trasparente di cosi credo che ci sia in giro solo ACQUA!
La presidente della resistenza iraniana Maryam Rajavi si è congratulato con il Consiglio di Sicurezza dell'ONU per l'adozione della terza risoluzione chiedendo anche il riconoscimento dei diritti del popolo iraniano a cambiare democraticamente la situazione politica del paese oltre all'adozione delle sanzioni generali, in tutti i campi, contro l'intero regime dei mullah. Grazie signora Presidente.
Concludo e ribadisco ancora una volta che non bastano solo le risoluzioni bisogna anche reagire materialmente sul campo. Altrimenti finiremo in un altra guerra senza prospettive buone e spranzose. Bisogna che la comunità internazionale accompagni tali risoluzioni e le sanzioni con il riconoscimento del diritto del popolo iraniano per poter decidere liberalmente il suo destino politico. Altrimenti tali risoluzioni, come sostenne di recente lo stesso presidente passdar Ahmadienjad( autore di 1000 colpi di grazie sparati ai prigionieri politici), diventano " carta straccia". Bisogna anche rimuovere la resistenza iraniana dalla lista nera americana ed europea e porgendo un caloroso ringraziamento al presidente Maryam Rajavi e alla sua resistenza per quanto hanno fatto nel prevenire una catastrofe umana. Appunto smascherando un progetto atomico militare che andava avanti per 19 anni, a dispetto dell'intelligenza dei servizi segreti del mondo, e nel segreto e nel silenzio assoluto. Sì, solo la resistenza iraniana è stato capace a penetrare nella profondità di questo diabolico e pericoloso mega progetto dei mullah. Naturalmente a loro rischio della vita. Tipica pecularietà della resistenza iraniana.
Viva il ricordo di quei giovani donne e uomini che hanno perso le loro vite in questo cammino. Domani saranno ricordati da tutto il mondo civile. Anceh se oggi lo stesso mondo li tiene nella lista nera delle organizzazioni terroristiche.
Anche il presidente francese Miterrand e e il presidente italiano Pertini venivano chiamati " terroristi".
karimi davood

lunedì 3 marzo 2008

LA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI IN IRAN. SI DISCUTE ALL'UNIVERSITA' DI TORINO





Conferenza dell'Associazione studentesca LAIKA "Iran: l'ultima teocrazia"
Segnalato da: Redazione unito - Dal 04/03/2008 al 04/03/2008



Martedì 4 marzo 2008 alle ore 17:00, nell'Aula Magna del Rettorato dell'Università degli Studi di Torino, si terrà una conferenza su "Iran: l'ultima teocrazia", organizzata dall'Associazione studentesca LAIKA in collaborazione con il Comitato per la Democrazia e i diritti civili in Iran.

Sono previsti interventi di:

Andrea Carapellucci, Presidente LAIKA;
Dott. Madjid Bazeli e Dott. Joosef Saheli Lesani, del Comitato per la Democrazia e i Diritti Civili in Iran.

Nel corso della conferenza sarà proiettato un breve filmato che documenta atti di repressione, violenze ed esecuzioni capitali. Le immagini sono state riprese clandestinamente da oppositori del regime in Iran

ENORMI MANIFESTAZIONI POPOLARI CONTRO LA VISITA DI AHMADINEJAD A BAGHDAD


Nella foto: Massud Rajavi, comandante in capo della resistenza iraniana che a proposito delle interferenze iraniane in Iraq, in un recentissimo messaggio ha ribadito : "In questo martoriato paese la lotta è tra due visioni e fronti. E' tra il fondamentalismo religioso iraniano e la lotta per la formazione di per un governo democratico, nazionalista e progressista. E' una battaglia tra un governo sostenuto dai mullah iraniani con gravi conseguenze sul futuro del medioriente e un governo sostenuto da tutte le forze democratiche e nazionaliste che credono fortemente in un sistema democratico, pluralista e lontano dal fondamentalismo iraniano.

In previsione della terza risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU contro il programma nucleare iraniano, il regime dei mullah ha cercato di fingere un po di normalita programmando e insistendo sulla parte irachena questo viaggio di propaganda. un viaggio contestatissima e fuori luogo che non ha portato nulla di bene al popolo iracheno. Ieri, quasi tutte le strade di Baghdad sono state teatro delle enormi manifestazioni popolari nonostante il rischio delle autobombe che infestano ormai da 4 anni tutto l'Iraq. Manfestazioni organizzate in molte città e da tutte le etnie e gruppi politici iracheni: sunniti, sciiti, cristiani ecc...
In un comunicato stampa diffuso da 110 docenti di teologia delle scuole sciite irachene di Najaf e di Karbala, si legge che il passdar Ahadinejad, famoso ad essere uomo di 1000 colpi di grazia, sparti contro i giovani iraniani è arrivato in Iraq per sparare anche al popolo iracheno il suo colpo di grazia e per fomentare la violenza e il terrorismo e le divisioni etniche. I docenti religiosi di altissimo rango iracheni condannano fortemente la visita di Ahmadinejad come autore e responsabile di 4 anni di terrorismo in Iraq che ha prodotto migliaia di morti e feriti. Durante i vari cortei, i manifestanti protestando contro il governo di Al Maleki per aver ricevuto Ahmadienjad chiedevano oltre alla sua immediata espulsione anche la chiusura di tutte le sedi diplomatiche iraniane sul territorio iracheno. Addiritura molti manifestanti avevano appeso il ritratto del passdar Ahmadinejad sui cani randaggi abbandonandoli nelle vie centrali di Baghdad dove il governo iracheno per paura delle manifestazioni popolari aveva chiuso le strade e dichiarato off limit.
In una nota diffusa dal dott. Saleh Motlagh, presidente della fronte del dialogo nazionale iracheno, la visita di Ahmadinejad è stato considerato come un oltraggio al popolo iracheno.
La risposta di Ahmadinejad? Appena è tornato al suo posto di comando ha schiacciato il bottone di odio e di violenza contro il popolo iracheno: Al centro di Baghdad è stato esploso, stammatina, un autobomba che ha causato decine di morti e feriti.
karimi davood

sabato 1 marzo 2008

iran: donna si ribella a polizia, era malvelata




19:16:29 - 29 Feb 2008

TEHERAN Una donna iraniana che non indossava correttamente il velo si e' ribellata alla polizia che voleva arrestarla. E' successo sabato scorso a Teheran, e ne e' scaturita una rissa, dopo che alcuni passanti sono intervenuti per difendere la donna. Arrestate dieci persone, compresa la donna. Non e' la prima volta che in Iran avvengono episodi di questo tipo, soprattutto da aprile dello scorso anno, quando il governo di Mahmoud Ahmadinejad ha lanciato un giro di vite contro le condotte immorali, portando all'aumento delle impiccagioni e delle condanne a morte per reati minori. Agr

AHMADINEJAD: IRAN E' LA PRIMA POTENZA NEL MONDO



Commento: Dopo la relazione dell'egiziano Albaradei, capo dell'Agenzia per l'Energia Atomica dell'ONU, in cui Agenzia accusava i mullah iraniani di non essere troppo trasparenti e collaboranti, lo stesso presidente Passdar Ahmadinejad è sceso in campo e ha minacciato tutto il mondo ribadendo ancora una volta che le risoluzioni dell'ONU sono delle carte straccia! Ha anche affermato che l'Iran non abbandonerà mai l'arricchimento dell'Uranio. Successivamente pure il leader supremo si è fatto sentire eloggiando e incoraggiando il suo presidente fantoccio dicendo che che grazie alla fermezza e determinazione del presidente Ahmadinejad il mondo si è ritirato dalle sue pretese, mandano in giro per le strade di Teheran i ragazzi Basigi a distribuire i dolcetti per la vittoria atomica del governo di Ahmadinejad!!!
In questa circostanza, il passdar terrorista Ahmadinejad, sentito incoraggiato e sostenuto, all'improvviso ha lanciato questa buffa dichiarazione: noi siamo la prima potenza nel mondo", senza specificare in quale campo?. Naturalmente lui ha espresso pienamente il suo messaggio lasciando agli interlocutori di dedurre in quale campo l'Iran è la prima...nel mondo. Lui riferiva alla sua potere terroristica nel mondo e il nostro vignettista Dariush ha subito intuito il messaggio di Ahmadinejad e ha giustamente e artisticamente disegnato la vera natura del regime dei mullah.
Sì, per la prima volta do' la ragione al passdar presidente Ahmadinejad: avete il primato e il guiness mondiale nella pratica del terrorismo internazionale. Basti guardare in Iraq, in Afghanistan, in Europa e in America. La cifre parlano meglio di me.
Karimi davood

venerdì 29 febbraio 2008

Maryam Rajavi: la soluzione è la terza via: non alla guerra esterna, non alla politica di accondiscendenza europea, si al popolo iraniano.


Nella foto: la signora Maryam Rajavi, presidente eletta dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.

In che modo l'Iran nasconde i suoi segreti nucleari all'AIEA (Le Figaro)



Venerdì 29 Febbraio 2008
Friday 29 February 2008

...Il direttore dell'agenzia dell’ONU, Mohammed ElBaradei, pubblica la sua relazione, che è già contestata dai paesi occidentali.
Vienna
La sera cade su Teheran. Al termine di un nuovo giorno di ispezione durante l'inverno 2004-2005, il belga Chris Charlier, comodamente seduto su una poltrona del Grand Hotel, riferisce, divertito, un aneddoto sui sue schermaglie con le autorità. Un anno prima, il suo gruppo di ispettori dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica (AIEA) faceva "forcing" per accedere alla località di Lavizan-Shian, un centro di ricerca situato nel vicino sobborgo sud orientale della capitale iraniana.

Invano. La località resta con le porte chiuse per due mesi. Quando viene dato loro il segnale verde, gli uomini di Charlier hanno la sorpresa della loro vita: "tutti gli edifici erano stati smontati, e la terra era stata rimessa (per 4 m di profondità)". Ma i segugi dell’ONU se ne intendono. I prelievi operati stesso al suolo scavato di fresco rivelano tracce di uranio molto arricchito (UHE), oltre il 20 %. Per l'AIEA è la prova che l’attività sia stata intensa, anche se il risultato della lavorazione delle centrifughe molto perfezionate, non si trova. Queste centrifughe che Teheran negò sempre di possedere fino a quando nel 2006 il presidente Mahmoud Ahmadinejad parlò della loro esistenza.

La disavventura di Lavizan-Shian non è l’unico caso. Nella primavera 2004, gli uomini di Charlier si interessano anche ad una località di stoccaggio situata nel sobborgo di Teheran, proprietà della Kalaye Electric Company. Davanti a questa vecchia fabbrica di orologi, batteranno il selciato per diversi mesi. Quando le porte del magazzino finiscono per aprirsi, anche là la sorpresa. "Tutto era stato rifatto a nuovo, confida Chris Charlier." Si sentiva anche la vernice fresca. È ovvio che avessero qualcosa da nascondere”.

Un programma parallelo
Le analisi effettuate dell'AIEA nel suo laboratorio protetto, il "clean lab" di Seibersdorf rivelano parzialmente i segreti di Lavizan e Kalaye: tracce di uranio molto arricchito fra il 36 e il 54%. Quando un tasso del 5% in gran parte basta ad alimentare come combustibile un reattore civile.

E’ passato molto tempo da queste scoperte, le relazioni parziali dell'AIEA si sono moltiplicate, alcune portando il suo gruppo di nuove scoperte intriganti e di frustrazioni, sempre in mancanza della prova inconfutabile di un programma nucleare militare.

E tuttavia, nel corso degli anni, tutti gli esperti e i diplomatici vicini all’inchiesta hanno acquisito "l'intima convinzione", secondo le parole di un alto rappresentante occidentale che ha sede a Teheran, che l'Iran vuole l'arma nucleare, e lavora in tal senso.

Un inizio di prova? Nel complesso del potere iraniano, la località famosa di Lavizan era la sede del centro di ricerca di fisica applicata, denominato PHRC. Ma questa PHRC dipendeva dal ministero della difesa, e non dall’Organizzazione iraniana dell’energia atomica (OIEA), come era logico immaginare. Come diavolo i soldati iraniani avrebbero potuto sottostare agli ordini della loro autorità nucleare?

È possibile che la comparsa degli ispettori dell'AIEA sulla scena, nel 2003, abbia per un certo periodo scompaginato le attività di questo programma nucleare parallelo. Ciò avrebbe permesso all'AIEA di mettere le mani, per combinazione, su piani compromettenti, relativi all'esistenza di un progetto misterioso: "Green Salt", condotto dalla PHRC e che raccolgono le diverse esperienze iniziate per produrre un'arma nucleare, dalla produzione del combustibile fino ai dispositivi di accensione, passando per la concezione delle semisfere di uranio metallico, che coprono l'ogiva propriamente detta. Era li il segreto di Kalaye e Lavizan? Il loro contenuto sfuggito ai nasi ed ai radar. Il loro destinazione, in barba agli ispettori dell'AIEA è scomparsa dagli schermi e finora resta sconosciuta.

Maurin Picard - Le Figaro - Traduzione Alberto/Hurricane

giovedì 28 febbraio 2008

PERCHE' KHAMENEI ELOGIA AHMADINEJAD? VERITA' O MIRAGGIO?



Nella foto: la signora Maryam Rajavi, presidente eletta dalla resistenza iraniana


Le due foto qui sopra sono delle foto satellitari del sito nucleare MOJDEH vicino a Teheran in cui i mullah stanno costruendo la loro bomba atomica.



Iran ha vinto sulla questione nucleare, dice Ayatollah Khamenei
martedì, 26 febbraio

TEHERAN (Reuters) - L'Iran ha segnato una vittoria nella disputa con l'Occidente sul suo programma nucleare, ha detto oggi il leader supremo della repubblica islamica Ayatollah Ali Khamenei.

Nel suo primo commento in pubblico sulla questione nucleare da quando l'agenzia delle Nazioni Unite Aiea ha diffuso il suo rapporto la settimana scorsa, Khamenei ha elogiato la strategia del presidente Mahmoud Ahmadinejad....
Commento: A detta degli esperti internazionali della questione nucleare iraniana, l'ultimo rapporto dell'egiziano Albaradei non ha nessun segnale di incoraggiamento per i vari tentativi, pur lunghissimi, della comunità internazionale, di convincere il regime dei mullah di desistere anche per un solo giorno dall'arricchimento dell'uranio. Allora perchè il mullah Khamenei scende in campo e butta un pezzo di osso di fronte ad Ahmadinejad accarezzando la sua testa? Un motivo ci deve essere. Si, infatti un grosso motivo c'è. Alcuni giorni prima dell'uscita del rapporto di Albaradei, la resistenza iraniana è scesa nuovamente in campo e ha dato , come è nel suo stile, l'ultima parola: il regime dei mullah sta costruendo la sua bomba atomica e per nulla ha interrotto il suo progetto militare come sostenne nell'estate scorso le NIE americane. Con documenti e prove senza precendeti, raccolte all'interno del paese e all'interno del regime, da parte dei simpatizzanti dell'Organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano, il signor Mohaddessin, responsabile della Commissione esteri del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha raccontato e spiegato ai numerosi giornalisti presenti nella sala, tutti i minimi particolari di due nuovi siti di nomi MOJDEH e KHAJIR dislocati a Teheran, e con i propri responsabili. In questi siti, a detta della resistenza iraniana, il regime dei mullah sta portando a termine la costruzione delle testate nucleari da montare sui missili SHAHAB 3 con una portata di oltre 2000 km.
Una settimana dopo queste preziose rivelazioni, il vice britannico di Albaradei, ha presentato all'Agenzia per l'energia atomica dell'ONU, una serie di documentazioni accompagnate dalle foto satellitari che provano il lavoro frenetico dei scienziati iraniani per la costruzione e esperimentazione delle testate nucleari.
Allora, dove si trovano le vittorie dei soldati visibili e invisibili dell'esercito dell'Isalm? La resistenza iraniana ha sempre sostenuto che per fare qualsiasi cosa con i mullah, prima di tutto bisogna conoscerli sia moralmente che materialmente. Esiste una storiella popolare sui mullah: Un giorno un mullah era seduto vicino ad un sacco pieno di polvere nero e lo maneggiava senza tener conto della sua pericolosità! Un vecchietto che passava vicino avverte il mullah della sua "pericolosità". Ma il mullah risponde che "non sono polvere nero ma sono dei granelli del pepe nero". All'improviso il polvere nero si scoppia a ustiona la faccia del mullah. Quel uomo rivolge nuovamente al malcapitato e dice "ti avevo detto che è plvere nero". Il mullah risponde insistendo e dicendo "no, no, sono dei granelli del pepe nero"!!!
Adesso è esattamente la stessa situazione. L'ultimo rapporto di Albaradei e la prospettiva della terza risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha scatenato un certo terrore e disorientamenti tra alti dirigenti del regime e tra i sostenitori del governo di Ahmadinejad. Anche le precedenti risoluzioni dell'ONU hanno causato numerosi perdite tra i massimi dirigenti militari e non. Il caso di Rahim Safavi, ex comandante della Sepah Passdaran è emblematico.
Khamenei è sceso in campo per contrastare e ammortizzare il durissimo colpo ricevuto dalla resistenza iraniana e per incoraggiare le sue forze militari e non. Khamenei assomiglia a quell'uomo che si è perso nel bosco e con l'arrivo della notte fischia per farsi coraggio!
In questo quadro di visione e di analisi va vista anche la nomina di Ahmadinejad.
Quest'ultimo oggi ha ricevuto simbolicamente un boccone di ammirazione e di ringraziamento. Domani, quando uscirà fuori che il leader supremo ha speso queste parole solamente per farsi coraggio dei suoi adepti e per ingannare quelli ingannabili, sicuramente Khamenei sferrerà un colpo assai duro ma vero sulla testa del Passdar Ahmadinejad.
Ancora una volta dobbiamo un forte ringraziamento alla resisetnza iraniana.

karimi davood

 
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