domenica 13 luglio 2008

AHMADINEJAD: TAGLIEREMO LE MANI AI NOSTRI NEMICI!!!!!


Foto: un'immagine del fotomontaggio del lancio di 4 missili


Quando lo spirito e il messaggio di un corrente di pensiero va verso la pistola e il coltello, leggilo il terrorismo, bisogna tranquilizzarsi e non spaventarsi(l'obiettivo della corrente di pensiero), che quella corrente è arrivata alla fine del suo percorso. Il caso del passdar terrorista Ahmadinejad, presidente designato dal capo supremo del regime fondamentalista dei mullah è emblematico nel suo genere. Da quando lo hanno prelevato dalle carceri iraniane, in cui sparava i colpi di grazia ai detenuti condannati a morte, e messo sulla poltrona del capo esecutivo di questo regime non fa altro che abbaiare a destra e a sinistra. Naturalmente mi chiedo scusa all'animale più fedele del mondo e amico dell'uomo!
La domanda nasce spontanea. Perchè tanta minaccia insieme a tanta dimostrazione di violenza in Iran in particolare tra i giovani? La risposta è retorica. Il regime dei mullah ha paura di essere travolto e gettato nella patumiera della storia attraverso il popolo iraniano e con il sostegno della comunità internazionale. Di solito quando un regime si sente minacciato dal fuori dei confini del paese ci si rifugia sotto la gonna e la protezione del suo popolo. Ammesso che sia popolare. Ma il regime dei mullah fa il contrario. Perchè? perchè è senza le basi necessarie sociali e popolari.
Il regime dei mullah si rifugia sotto la gonna del suo strumento politico ideologico e strategico: appunto il terrorismo (vedi Iraq e afghanistan e il resto del mondo).
Il terrorismo in tutte le sue dimensioni sia reale che virtuale. Non disdegna nessun strumento nemmeno il sistema fotoshop e il fotomontaggio. Alcuni giorni fa ha usato questo metodo per spaventare il mondo dalla sua capacità militare offensiva e non difensiva. Il risultato? Ha sputato verticalmente in alto che poi è tornato sulla sua faccia. Il peggio che poteva fare. L'hanno smascherato i grandi specialisti dell'informatica.
Da oggi in poi ha deciso di tagliare le mani ai nemici prima che loro possano premere il griletto. Naturalemnte con il Fotoshop.
karimi davood

Leggiamo la notizia di Ahmadinejad:

L'Iran reagisce colpo su colpo alle minacce di attacco israelo-americano alle proprie infrastrutture nucleari. "Prima che i nemici premano il grilletto, le forze armate iraniane taglieranno loro le mani", ha detto il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Irna. Non e' chiaro se il presidente iraniano si riferisse a quanto scritto dal Sunday Times, che riporta il sostegno di George W. Bush a una eventuale azione preventiva israeliana, ma e' evidente che nelle ultime settimane si e' avuta un'intensificazione delle minacce dall'una e dall'altra parte, arricchita da test e manovre militari compiute dai due Paesi. I venti di guerra, inoltre, cominciano a soffiare sull'intera regione. Dallo staff dell'ayatollah supremo, Ali Khamenei, era stata ventilata la possibilita' di una reazione militare che colpisca non solo lo Stato ebraico ma anche "32 basi americane" in Medio oriente. (AGI/AFP) - Teheran, 13 lug.
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sabato 12 luglio 2008

IRAN ESPERIMENTA ARMI BIOLOGICHE



foto: scimmie vervet in Africa


Recentemente alcune fonti dell'opposizione iraniana hanno diffuso una notizia secondo cui il regime dei mullah avrebbe acquistato 240 scimmie di una razza molta rara e in via di estinzione Vervet, dal paese africano Tanzania. Fin qua la notizia può suscitare qualche sentimento di pietà e di rancore. Naturalmente pietà nei confronti delle povere scimmie e rancore nei confronti di coloro che usano i metodi più feroci ai fini oscuri. Dopo la diffusione della notizia, i mass media internazionali ha cercato di aprofondire la questione dato che si trattava di una particolare razza di scimmie che non può essere usato nella "produzione dei vaccini contro paralisi infantile"! La tv "Alarabie" ha parlato di un eventuale uso delle scimmie nella produzione e nell'esperimentazione delle armi biologiche. Le scimmie Vervet furono acquistate "dall'Istituto per la produzione dei vaccini di Razi" di Teheran. Il direttore del centro confermando l'acquisto di 140 capi ha smentito altri usi diversi da quello ufficialmente dichiarato. Al contrario di quello che ha dichiarato il direttore del Centro, il venditore africano delle scimmie signor Nazir Manji ha detto a Sundy Times che " gli iraniani sono molto riservati e strani. Dicono che producono all'interno del paese i vaccini e poi pagano qualsiasi cifra anche molto bene e addirittura mandano i loro esperti in Africa per assicurarsi della espedizione. Signor Nazir ha poi aggiunto che secondo me loro usano le scimmie per altri fini anche perchè questi animali di appena 2 kili e mezzo non possono essere usati per la produzioine dei vaccini."
A prescindere dal peso delle scimmie e dalle dichiarazioni di entrambi parti, sappiamo che il regime dei mullah sta lavorando fortemente su diversi campi per la produzione delle armi non convenzionali. Alcuni anni fa la resistenza iraniana e in particolare l'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano, che di recente è stata riabilitata dall'Inghilterra e rimossa dalla lista nera britannica, ha rivelato per la prima volta l'esistenza di un progetto atomico militare per la produzione della bomba atomica. La notizia ha gettato il mondo in una situazione di imbarrazzo anche perchè l'intero mondo e in particolare i servizi segreti di grandi potenze avevano fatto flop e non ne sapevano nulla dell'esistenza di un progetto durato 18 anni e in uno "stato di massimo sviluppo". Nonostante la politica di accondiscendenza europea, americana e la politica di non interferenza adottato dall' agenzia per l'Energia atomica dell'ONU e del suo capo egiziano Al Baradei, la resistenza iraniana è riuscita a costringere il regime fondamental-terrorista dei mullah ad uscire fuori e rispondere alla comunità internazionale il perchè di 18 anni di segrezza atomica? Naturalmente, grazie alla resistenza iraniana il mondo ha preso in tempo la questione e speriamo che la diplomazia faccia il suo lavoro di convincimento e di persuasione del regime dei mullah e che possa impedire agli iraniani di costruire la loro bomba atomica islamica che diventerebbe uno pericolosissimo strumento nelle meni di un regime terrorista e fondamentalista . Ma sinceramente io non ci scommette manco un pezzo di ossa di un pollo morto. Il regime iraniano continuerà ad andare avanti nella costruzione della sua bomba atomica e alla fine condurrà il mondo intero in un conflitto di dimensioni globali e spaventose.
Anche questa volta la comunità internazionale e gli organi competenti devono prendere sul serio la notizia dell'acquisto di 240 scimmie dalla Tanzania e devono andare a controllare l'uso di tali animali. Abbiamo notizie secondo cui in previsione di un imminente conflitto, dal momento che la bomba atomica non è ancore pronta, il regime dei mullah ha accellerato la produzione delle sue armi chimiche e biologiche. La notizia dell'acquisto delle scimmie africane della razza Vervet ne è una delle prove che confermano ciò che il popolo iraniano va denunciando da anni.
karimi davood, analista politico iraniano e presidente Associazione rifugiati politici iraniani in Italia

venerdì 11 luglio 2008

IRAN VA IN GUERRA CONTRO ISRAELE CON IL FOTOSHOP



Una foto montaggio del lancio dei presunti missili dei mullah


La notizia per noi iraniani che siamo i grandi conoscitori dell'identità morale e materiale del regime dei mullah non ha avuto nessun effetto di stupore. Anzi ci ha dato una conferma di cio che andiamo dicendo da anni che il regime dei mullah è il figlio della politica di accondiscendenza ed assomiglia a quel tizio che trovandosi la notte in mezzo al bosco fischiava talmente forte da far crede a chi sa chi che nel bosco è dislocato una fanteria di tiratori scelti e una divisione di corrazzieri!
Per noi iraniani è talmente evidente che il regime dei mullah ricoorendo a tali mezzi sa benissimo che i suoi interlocutori ci stanno al gioco. Altrimenti non l'avrebbe assolutamente fatto e autorizzato a farlo. Adesso bisogna sapre chi sono i suoi interlocutori compiacenti? La comunità Europea con il suo responsabile degli affari esteri Ayattollah Solana. Finchè vige nella dilpomazia europea la linea di Solana il regime dei mullah prende per il fondo schiena tutta la comunità internazionale. Naturalmente a partire dall'Europa stessa.
Non bisogna dimenticarsi che il ricorso a tali mezzi dimostra anche la grande paura dell'intero regime da una reazione militare israeliano-americana contro il suo programma atomico militare che la resistenza iraniana ha denunciato nel 2003 facendo un grand bene a tutto il mondo. Qui devo ribadire che la paura non è segno di potere. Si è vero ceh il regime dei mullah ha a disposizione una serie di mezzi non convenzionali tra cui il terrorismo ma non bisogna assolutamente dimenticare che prima o poi il mondo deve affrontarlo con i mezzi idonei altrimenti il mostro del fondamentalismo silamico si ingrandisce e ci si appropria di tutto il mondo portando l'intera umanità in una situazione assai catastrofica. Va ricordato di dovere che l'antitesi di questo fondamentalismo esiste già e ha un nome ed un cognome: la terza via del presidente Maryam Rajavi, eletta dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana; non alla guerra, non alla politica di accondiscendenza sì al popolo iraniano per un cambio democratico in Iran.
karimi davood, analista politico iraniano



A voi la notizia diffusa dal Tgcom
Iran, ritoccata la foto dei missili
Il quarto razzo sarebbe stato aggiunto
L'Iran ha mostrato al mondo la foto ritoccata del lancio di quattro razzi: nello scatto originale erano tre, il quarto è stato aggiunto. Lo scatto, pubblicato dalla pagina web d'informazione dei Guardiani della rivoluzione, mostra i missili che si alzano in volo, da una non precisata località nel deserto iraniano, lasciando una scia e nuvole di fumo. Ma gli esperti di fotografia sentenziano: "E' un falso opera di fotoritocco".

Secondo quanto riportato dal canale televisivo iraniano in arabo, Al-Alam, la foto era destinata ad illustrare il lancio da parte dei Pasdaran di un totale di nove missili, dei quali uno, lo Shahab 3, capace di raggiungere Israele.

Ma alcuni professionisti della fotografia hanno espresso forti dubbi sull'autenticita' dell'istantanea e in particolar modo sull'effettiva presenza di un missile, il secondo a partire da destra. "E' una foto ritoccata. Si vede subito che il missile è stato duplicato", ha affermato Gerard Issert, tecnico del trattamento dell'immagine ai laboratori Granon, uno dei più conosciuti a Parigi.

Gregoire Korganow, fotografo del quotidiano francese Liberation dal 1993 al 2002, si è detto "sicuro che la foto è stata rielaborata, le due linee di fumo sono in realtà l'una la riproduzione dell'altra". "E' un falso, si vedono gli stessi dettagli. Ci può essere stato il lancio di uno, due missili, ma sicuramente non di quattro", aggiunge un altro fotografo, Thierry Cohen, che ha lavorato per il quotidiano francese Le Monde 2.

giovedì 10 luglio 2008

IRAN: CITTA' DI SANANDAJ, IMPICCATO UN DETENUTO FERITO


L'impiccaggione pubblica del detenuto kurdo rimasto ferito durante un combattimento a fuoco sulle montagne dek Kurdistan. Il condannato a morte aveva anche i piedi gelati e incapace di fare movimenti autonomi.


Secondo le informazioni appena giuntemi dall'Iran, il regime di mullah ha impiccato un detenuto di nome Ahmad Khalaj condannato a morte per motivi di contrabbando di droga. I responsabili del carcere centrale di Sanandaj, dove tra l'altro avevano di recente impiccato un ragazzo di soli 17 anni, avevano organizzato l'impiccaggione del detenuto per le prime luci di stamattina. Il condannato appena accortosi della sua convocazione si scontra con i guardiani e durante collutazione viene gravemente ferito e successivamente trasferito all'ospedale del carcere. La speranza del detenuto era di rimandare l'impiccaggione ma nonostante fosse geravemente ferito è stato trasferito, dopo le prime cure, nel cortile del carcere dove l'attendeva il plotone di esecuzione che alle ore 11 ha stretto il cappio dell'odio disumano del regime dei mullah attorno al collo del detenuto ferito Ahmad Khalaj.
Questa brutale esecuzione non è estraneo alla metodica giuridica del regime iraniano. Alcuni mesi fa in un analoga situazione, i dirigenti iraniani avevano portato su una barella un detenuto kurdo ferito durante una sparatoria e l'avevano impiccato in piazza di fronte agli occhi increduli della popolazione.
La comunità iraniana esprimendo il suo profondo sdegno e dolore si rivolge alle organizzazioni umanitarie di condannare questa violenza e di mettere sotto la pressione i governi europei di condizionare qualsiasi rapporto e relazione bilaterale al miglioramente delle condizione dei diritti umani in Iran. Trascurare la violazione dei diritti umani Iran significa partecipare all'esecuzione dello stesso reato anche se con le mani non proprie.
karimi davood

IRAN: DOPO POCHI MESI DI TREGUA TORNANO IMPICCAGGIONI PUBBLICHE






Alcune immagini dell'impiccaggione di 4 uomini avvenuta stamattina nella città di Barazjan


Grazie alle pressioni internazionali, pochi mesi fa il regime dei mullah ha dichiarato che per "ragioni di morale pubblica è proibito l'impiccaggione pubblica salvo decisione della massima autorità religiosa Ayattolah Shahroudi", capo della forza giudiziaria dei mullah. Dal momento che il regime dei mullah si regge su tre pilastri fondamentali di cui uno è appunto la repressione interna attraverso l'uso del terrore e della violenza e delle impiccaggioni pubbliche, non ha potuto rispettare più di tanto la sua promessa anche se le impiccaggioni continuavanao regolarmente all'interno delle carceri iraniane. Il regime dei mullah ha bisogno di portare a contato del pubblico la sua feroce faccia e identità. Esattamente come lo fa con gli stranieri in Iraq e in Afghanistan. Senza l'uso della violenza il regime dei mullah non regge in piedi manco per pochi secondi. La gente lo spazzerebbe in pattumiera della storia in una sola notte.
Le foto qui sotto riportate riguardano l'impiccaggione pubblica di 4 uomini avvenuto stamattina nella citta di Barazjan, in provincia di Bushehr sud Iran, di fronte al vecchio carcere di città. Uno degli uomini era cittadino afghano.
L'Associazione rifugiati politici iraniani in Italia chiede l'intervento urgente degli enti umanitari a favore delle donne e dei minorenni condannati a morte denunciando la ripresa delle esecuzioni pubbliche finalizzate a terrorizzare ulteriormente la mente e il fisico di tutta la popolazione iraniana. La ripresa di tali atti criminali pubblici dimostra la forte preoccupazione del regime dei mullah proveniente dal fronte interna cioè dalla popolazione iraniana.
La difesa dei diritti del popolo iraniano è esattamente equivalente alla difesa dei diritti di tutti i cittadini del mondo. Il terrorismo e il fondamentalismo iraniano non riconosce nè limiti e nè confini.
karimi davood

FORTI PREOCCUPAZIONI DEL MINISTRO DEGLI ESTERI FRANCO FRATTINI SUL LANCIO DEI MISSILI IRANIANI


Foto: ministro degli esteri italiano Franco Frattini

Il regime dei mullah ieri secondo le informazioni diffuse dai mass media ha lanciato 9 missili di cui uno può colpire Israele. Secondo me le preoccupazioni non devono venire dal fatto che uno di essi può colpire Israele. Questa politica di visione è sbagliatissima. Bisogna essere preoccupati per l'esistenza del regime dei mullah. E non per i suoi missili. La sua politica di aggressione provviene dalla sua ideologia fondamentalista. Finchè regna in Iran questa mentalita terroristica e aggressiva il mondo non vedrà mai la pace e la stabilità e nemmeno l'Israele potrà mai sperare in una pace duratura con i vicini e i palestinesi. Il mio consiglio al ministro Frattini è di non preoccuparsi solamente per uno dei missili ma per l'ideologia con cui questi missili vengono construiti che sono un'anticamera della bomba atomica islamica. Se il ministro Frattini usasse uno pò di matematica nei suoi calcoli vedrà sicuramente che 9 missili + ideologia del fondamentalismo porterà il mondo alla totale distruzione.
Non bisogna trascurare le recenti minacce dei vari dirigenti dei mullah+ il lancio dei missili+ attacco terroristico all'ambasciata americana+ la dura repressione della popolazione+ interferenze terroristiche in Iraq e in Afghanistan+ ecc... Questi sono pezzi di un puzzle che si chiama "la repubblica islamica iraniana"
karimi davood, analista politico iraniano

IRAN: FRATTINI, DOPO TEST MISSILE BLOCCARE ESCALATION
Ramallah, 9 lug. (Adnkronos/Aki) - Dopo il test iraniano del missile Shihab 3, il ministro degli Esteri Franco Frattini da Ramallah ha espresso la propria preoccupazione per il rischio di un'escalation da parte di Teheran. ''In un briefing particolarmente dettagliato le autorita' israeliane mi hanno informato dell'evoluzione della situazione iraniana e le loro preoccupazioni sono serie e fondate'', ha detto il capo della Farnesina che ieri ha incontrato alcuni responsabili della sicurezza dello Stato ebraico. ''Il test del missile da parte dell'Iran chiarisce di cosa stiamo parlando - ha concluso Frattini - sono missili di gittata medio-lunga, molto pericolosi ed ecco perche' tutta la comunita' internazionale, e non solo Israele, ha interesse a bloccare questa escalation in modo definitivo''.

mercoledì 9 luglio 2008

IRAN SI PREPARA ALLA GUERRA


Foto: Maryam Rajavi, presidente eletta dal Consiglio Nazionale della resistenza Iraniana



Iran si prepara alla guerra? Si, la mia risposta è positiva. Anche perchè il regime dei mullah è l'unica parte che sa esattamente come sono messe le cose. Prima di tutto i mullah iraniani sanno quello che stanno facendo: "la costruzione della bomba atomica come l'unica garanzia della soppravvivenza dell'Islam". Di conseguenza i mullah sono certi della reazione della comunità internazionale nei confronti della loro ambizione atomica. Ecco perchè i militari e i dirigenti di Teheran continuamente colpiscono il tamburo della guerra e schiacciano i bottoni delle autobombe in Iraq e in Afghanistan in particolar modo contro i militari americani e europei. Per loro un motivo reale esiste. Sono certi della reazione militare della comunità internazionale ma non sono certi della data dell'operazione. Ecco perchè si sono levate in aria le minacce da per tutto insieme alle esercitazioni militari nel Golfo e il lancio esperimentale della Shahab 3 avvenuto ieri pomeriggio.
Secondo le informazioni pervenute dall'interno del regime, il capo supremo, ayattolah Ali Khamenei ha lanciato allarme rosso e ha chiesto a tutte le fazioni interne di di abbandonare le divergenze e di allinearsi sulle posizioni del governo e di prepararsi alla guerra.
Secondo me la "data" si sta avvicinando e purtroppo stiamo andando verso una guerra inevitabile di cui il primo responsabile è il regime disumano e terroristico dei mullah.
In questo momento molti analisti e esperti del medioriente si chiedono ci sono alternative alla guerra per poter fermare realmente il regime dei mullah? La mia risposta è si. Esiste una forte alternativa che si chiama la "terza via di Maryam Rajavi". Una alternativa indolore per gli stranieri e per la comunità internazionale ma efficace allo stesso tempo per fermare definitivamente il regime dei mullah. Una alternativa che nasce dal ventre della popolazione iraniana, laica, pluralista e democratica che può garantire una volta costruito il suo governo a portare la società iraniana verso uno stato laico, democratico e pluralista nei confronti dell'interno e pacifico nei confronti del mondo esterno. Una autostrada a 6 corsie verso la pace in medioriente. Non capisco perchè a volte si sceglie la tortose strade
di montagna che sono pieno di rischi.
La parola è del nostro presidente Mryam Rajavi.
karimi davood, analista politico iraniano
A voi una notizia che conferma lo stato di guerra già esistente nella zona di Golfo Persico:

(ASCA-AFP) - Teheran, 9 lug - Le Guardie Rivoluzionarie dell'Iran, corpo militare d'elite, hanno effettuato nuovi test missilistici nel Golfo lanciando diversi razzi tra cui un missile, lo Shahab 3, il cui raggio d'azione potrebbe raggiungere con tutta tranquillita' i territori israeliani. A riferirlo e' stata l'emittente araba 'Al-Alam'.

Secondo l'emittente, si e' trattato in particolare di un test missilistico effettuato con il lancio di uno ''Shahab-3, con testata esplosiva convenzionale di una tonnellata e 2 mila chilometri di raggio d'azione''.

Il test, inoltre, ha coinvolto diversi altri razzi (circa nove) che non fanno altro che aumentare il clima di timore e la crescente preoccupazione della comunita' internazionale riguardo al programma nucleare di Teheran.

''L'obiettivo del test - ha detto Hossein Salami, generale al comando delle Guardie Rivoluzionarie - e' quello di dimostrare che siamo pronti a difendere l'integrita' della nazione iraniana''.

''I nostri missili sono capaci di colpire qualsiasi luogo in qualsiasi momento, con rapidita' e accuratezza'', ha aggiunto. ''Il nemico non deve ripetere i propri errori. I bersagli nemici sono sotto osservazione'', ha continuato Hossein Salami.

martedì 8 luglio 2008

8 LUGLIO, ANNIVERSARIO DELLA RIVOLTA STUDENTESCA DI TEHERAN






Per commemorare il nono anniversario del movimento degli studenti di Teheran, iniziato il 18 tir(data iraniana equivalente 8 luglio), del 1999 quando le forze di sicurezza del regime di Khatami hanno aggredito il dormitorio degli studenti e hanno ferito e ucciso numerosi studenti che contestavano pacificamente contro la repressione in Iran. Gli agenti di Khatami nell'uso della violenza hanno superato ogni limite e perfino malmenando gli studenti gli gettavano giu dalla finestra. Uno degli studenti di nome Ezzat Ebrahim Nejad ha perso la vita. Successivamente uno dei leader storici del movimento di nome Akbar Mohamamdi è stato ucciso nel carcere di Evin. Questo giorno ha segnato un punto di riferimento per il movimento studentesco e ha mandato via la maschera dietro il quale il mullah Khatami aveva nascosto la sua vera natura. Infatti dietro l'ordine diretto di lui gli agenti hanno agito e portato a termine la repressione della protesta di quel giorno. Alcuni studenti arrestati quel giorno tuttora si trovano nel carcere di Evin e molti altri sono stati uccisi sotto le piu bruttali torture.
Gli studenti di teheran con il loro coraggio e eroismo e sacrifico della loro vita hanno dimostrato quanto è debole e fragile le mura del palazzo di carta del regime dei mullah. Successivamente questo movimento è entrato nella mente e nel cuore della popolazione tanto vero che ogni anno è stata commemorata questa data da tutta la popolazione in particolare dagli studenti dell'intero paese. Oggi lo slogan fondamentale del movimento è "abbasso dittatore", "noi siamo donne e uomini della guerra, scendi in campo dittatore, che noi siamo pronti". Non dimentichiamo che l'anno scorso questo movimento ha protestato contro la presenza di Ahmadinejad all'università di Teheran appicando il fuoco al suo ritratto all'interno della sala di conferenza. Il movimento ha segnato un altro fatto di coraggio e di eroismo. Quelli studenti sono stati arrestati e tuttora si trovano in diversi carceri del paese sottoposti alle piu feroci maltrattamenti.
In ricordo di quegli eroi dell'università di Teheran vi lascio un videoclip che si chiama "Compagno di scuola". E' in persiano ma ci si capisce immediatamente. La sua musica trascina ascoltatore nell'immenso mare della protesta e del dissenso verso il regime dei mullah e in particolare contro il grando vigliacco del secolo il mullah Khatami.
karimi davood

lunedì 7 luglio 2008

DOMANI, 8 LUGLIO ANNIVERSARIO DELLA GRANDE MANIFESTAZIONE DEGLI STUDENTI DI TEHERAN: UN BREVE FILMATO DELLA LORO RIVOLTA


foto: una manifestazione degli studenti a favore dei loro colleghi arrestati e detenuti nel famigerato carcere di Evin

Un breve filmato della manifestazione degli studenti di fronte al ministero degli interni a Teheran

9 anni fa numerosi studenti dell'università di Teheran, delusi dalle promesse del grande viliacco della storia contemporanea, appunto il mullah Khatami, sono scesi in piazza gridando la libertà e la democrazia. Gli agenti in borghese, dietro l'ordine diretta dello stesso Khatami, riformatore, moderato! hanno aggredito il dormitorio degli studenti ferendo numerosi giovani studenti di Teheran uccidendo un loro collega di nome Ezzat Ebrahim Nejad.
In persiano questo giorno, che nel calendario si chiama 18 Tir è stato registrato come il giorno degli studenti. Studenti ribelli e democratici che non hanno esitato a sacrificare la loro vita per la libertà e la democrazia del loro paese. Naturalmente il popolo iraniano, ogni anno ricorda questa data e commemora il ricordo di coloro che hanno sacrificato la loro vita per il bene del paese. Ogni anno anche il regime dei mullah in procinto dell'avvicinarsi di questa data adotta una serie di iniziative onde reprimere il movimento degli studenti e allontanare la prospettiva delle manifestazioni di protesta. Ma gli studenti iraniani non si intimoriscono dalle iniziative repressive dei mullah e organizzano puntualmente le loro manifestazioni di commemorazione e di protesta.
Devo ribadire che il movimento degli studenti ha superato anche i confini iraniani tanto che in diversi paesi gli oppositori iraniani organizzano delle manifestazioni in sostegno ai loro coraggiosi studenti che sono scesi in piazza gridando la libertà e la giustizia per i loro colleghi. Recentemente anche a Roma si è parlato di una inziativa del comune e del sindaco di Roma che vorrebbero intitolare la via dove è dislocato la nefasta ambasciata e covo dei terroristi iraniani, come via 18 tir.
Già il regime dei mullah ha protestato contro questo provvedimento minacciando di cambiare il nome di una via di Teheran intitolata "Via Italia"!
Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia insiste e sollecita il comune di Roma e il suo sindaco Alemanno di non cedere al terrorismo iraniano e quanto prima cambi il nome della via in considerazione in ricordo del movimento degli studenti di Teheran.
Viva gli studenti
karimi davood

Padova News
IRAN: CACCIARI, BELLA IDEA INTITOLARE STRADA AL '9 LUGLIO'
07-07-2008

Venezia, 7 lug. - "E' una bella idea". Cosi' il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, commenta all'ADNKRONOS la proposta di Roberto Pella, responsabile delle Politiche giovanili dell'Anci, di presentare in Commissione Politiche giovanili un ordine del giorno che sensibilizzi i Comuni d'Italia a promuovere l'intitolazione di una strada al '9 luglio', in ricordo della rivolta studentesca scoppiata in Iran il 9 luglio del 1999 e repressa nel sangue.

Sulla possibilita' che anche a Venezia nasca una strada intitolata al 9 luglio, Cacciari ha risposto: "Non ci ho ancora pensato, bisognera' parlarne con i consiglieri comunali. In questo momento ci sono altre priorita', ma sicuramente affronteremo l'argomento".

(Adnkronos)

domenica 6 luglio 2008

Intervento dell'On. Ciccioli a Parigi durante il meeting della resistenza iraniana


Foto: On. Ciccioli insieme all'On Beatrice Lorenzin e On. Paola Goesis


Iran / On.Ciccioli: la vostra battaglia per il futuro del vostro popolo è per la pace del mondo
Sunday, 06 July 2008

Karimi Davood: allo storico meeting di Parigi, svoltosi il 28 giugno scorso in occasione della commemorazione di una serie di date importanti per la resistenza iraniana, hanno partecipato moltissimi amici della causa iraniana tra cui i parlamentari Carlo Ciccioli(An), Beatrice Lorenzin( Pdl), Paola Goesis(lega Nord)e la deputata del Pd On. Amalia Schirru, Prof. Antonio Stango del Helsinky Watch, Avv, Mario Lana, un gruppo di partigiani italiani, E IL vice sindaco di Cuneo ecc..
A nome del gruppo parlamentare italiano ha preso la parola On. Carlo Ciccioli che ha espresso la solidarietà del popolo italiano alla resistenza del popolo iraniano.
Ho onore di pubblicare il discorso dell'On. Ciccioli del Pdl(An):



Carissimi, inanzi tutto un grande saluto, un grande abbracio ciascuno di voi. Insieme ai parlamentari Italiani Beatrice Lorenzin del Popolo della Libertà, Paola Goisis della Lega Nord e Amalia Schirru del Partito Democratico qui presenti , rappresentiamo i sentimenti della maggioranza del popolo Italiano.
La vostra imponente presenza iraniani provenienti da tutto il mondo è la misura del consenso della vostra oraganizzazione . La nostra presenza di parlamentari dei parlamenti nazionali provenienti dalle piu importanti nazioni dimostra che finalmente il mondo ha aperto occhio ricchi per vedere e per ascoltare ed aperto la mente per capire.

La vostra battaglia per la libertà e per i diritti civili è la battaglia per i nostri principi. Non possiamo non essevi vicini. Avete lottato con tenacia generosita’ per anni tra il silensio generale, ora venuto il vostro tempo. Quasi 30 anni di buio in Iran sono stati troppi, il mondo ora ha capito. Non possono essere gli interessi economici, petroliferi o equilibri internazionale a non farci capire , a non farci vedere. La sentenza di Londra che ha cancellato la vostra organizzazione dal elenco dell’organizzazioni sospetti di terrorismo gli rende finalmente giustizia.

Ora siete finalmente i rappresentanti ufficiali dei diritti del popolo iraniano nel mondo. Buona fortuna, avete la nostra solidarietà e il nostro appoggio, perche la vostra battaglia per il futuro del vostro popolo è per la pace del mondo. I vostri martiri, i vostri caduti non sono caduti in vano ma in piu carceri e piu assassini , impiccagioni e lapidazioni. Vi siamo vicini , grazie di averci invitato .


Viva l’Iran libero

MOMENTI DI GIOIA CON MARYAM RAJAVI

sabato 5 luglio 2008

ALDO FORBICE: AD AGOSTO L'ATTACCO ALL'IRAN


Foto: Aldo Forbice durante il meeting della resistenza iraniana a Parigi
Il Tempo.it
5.07.08
la rivelazione
Ad agosto l'attacco all'Iran


Israele si sta preparando ad attaccare l'Iran con bombe di profondità per distruggere tutti i siti nucleari. Non è escluso neppure l'uso di piccole bombe atomiche per essere certi della distruzione totale degli impianti. Siamo di grado di confermare questa terribile notizia da fonti attendibilissime,come adesso vi diremo.

Innanzitutto i tempi c'è chi parla addirittura di una data vicina ad agosto,forse durante le Olimpiadi di Pechino (quando il mondo è distratto dalle competizioni sportive e i riflettori sono accesi nella capitale cinese per possibili rischi di azioni terroristiche). In ogni caso non si dovrebbe andare al di là della fine di quest'anno,comunque prima delle elezioni presidenziali Usa.

Bush nei suoi più recenti discorsi ha fatto capire che "l'opzione militare" non è esclusa visto il sostanziale fallimento anche delle ultime sanzioni decise dall'Onu. Per il momento Washington ha frenato l'attuazione dei progetti militari israeliani ma ci sono due scadenze in vista che renderebbero improcrastinabile l'ora X . La prima è legata all'arricchimento dell'uranio che si sta producendo nella centrale sotterranea di Natanz. Se sarà prodotta una quantità di uranio arricchito sufficiente per mettere a punto la prima bomba nucleare gli aerei israeliani potrebbero ricevere il segnale rosso di intervento.L'altra scadenza è rappresentata dall'installazione dei potenti missili russi SA ( che risultano già acquistati da Teheran ).

L'Iran dispone già di missili a media e lunga gittata,ma quelli russi potrebbero rafforzare, non solo il dispositivi difensivo, ma anche quello offensivo,essendo in grado di colpire obiettivi israeliani, oltre che le basi americane nel Golfo persico. I tempi sono ora molto stretti e tutte le cancellerie europee sono in allarme:dalla Germania alla Francia ,alla Gran Bretagna. Proprio due giorni fa il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak ha ribadito con fermezza al congresso dell'Internazionale socialista, a Lagonisi (Grecia),che «la minaccia nucleare dell'Iran non può essere permessa».

Ma ad essere fortemente preoccupati sono proprio gli iraniani,quelli della resistenza, che da molti anni combattono il regime islamico di Teheran. Sabato scorso nei padiglioni della Fiera di Parigi oltre 70 mila iraniani (dati della polizia francese) sono arrivati da tutta Europa (ma anche dagli Usa,Canada,Australia,Iraq,Giordania,ecc.) in un meeting , convocato anche per sollecitare una presa di posizione dell'Unione europea sulla cancellazione dei mojahedin del popolo (che sono una componente del Consiglio della resistenza) dalla lista del terrorismo internazionale,così come ha fatto nei giorni scorsi il parlamento inglese. Marjiam Rajavi,storica presidente del Consiglio nazionale della resistenza iraniana (che ha sede proprio a Parigi) è stata molto esplicita nel suo lungo discorso: «no» al regime islamico- fascista di Ahmadinejad ,«no» a una nuova guerra in Iran ( che può diventare più sanguinosa di quella del'Iraq),«si» alla «terza via» ,come unica alternativa pacifica possibile per riportare la libertà e la democrazia in Iran,che deve tornare ad essere «uno Stato laico,pluralista,rispettoso di tutte le etnie,culture e credi politici e religiosi».

Il clima che si percepiva (anche nei nostri parlamentari presenti,sia del Pdl,della lega e del Pd) era molto teso. Anche i rappresentanti di governo irakeno ci hanno confermato che, dalle notizie in loro possesso, «ci troviamo alla vigilia di un grande evento e pensiamo che,come ritorsione l'Iran possa attaccare anche noi,coinvolgendoci in una guerra totale, in tutta la regione». Un ministro ha aggiunto,chiedendoci l'anonimato: «Siamo oppressi dalla forte ingerenza dei pasdaran iraniani:dalle nostre frontiere ,ridotte a un colabrodo, passa di tutto(armi, dollari ,militari iraniani ,ecc.) per finanziare i gruppi armati,anche quelli vicini ad al Qaeda. Sono ormai oltre 300 mila gli iraniani,con nomi irakeni,compresi diversi parlamentari e alcuni ministri ,sulla busta paga della Forza Qod ,che fa capo al Corpo delle guardie rivoluzionarie di Teheran.

Noi temiamo mille volte di più gli iraniani che gli americani». Le notizie su un prossimo attacco israeliano ( con la copertura americana) ora vengono confermate dai mojaheddin ,le cui informazioni si sono rivelate sempre sono molto attendibili. Ricordiamo infatti che le prime denunce pubbliche sui siti nucleari sono venuti proprio da loro perché dispongono di una rete diffusissima di informatori sul territorio,anche nei cantieri dove si costruiscono gli impianti nucleari mimetizzati nel vasto territorio iraniano. Essi continuano a sfidare l'attivissima vigilanza dei pasdaran e sono consapevoli che,una volta scoperti,non sfuggiranno alla tortura e alla morte.Una sorte che è stata riservata negli ultimi anni a ben 120 mila uomini ,donne e anche ragazzi iraniani che si sono ribellati alla tirannia dei mullah . Neppure l'Aiea (l'agenzia dell'Onu per l'energia nucleare) e il Pentagono ,prima dei dossier resi noto dalla resistenza iraniana, non sapevano nulla sulla reale portata del programma nucleare del regime.

Non solo,ma sono stati sempre loro a rivelare l'anno scorso,la gigantesca ingerenza iraniana in Iraq e in Libano ,documentando tutti i finanziamenti ,compresi centinaia di migliaia di agenti mascherati tutt'ora sul libro paga di Teheran. Ecco perché le informazioni,confermate a Parigi,sono credibili. I partigiani iraniani si stanno preparando a questa eventualità. Forse anche l'Italia ,a di là delle dichiarazioni rituali,dovrebbe fare qualcosa di più.




venerdì 4 luglio 2008

DELEGAZIONE IRACHENA INCONTRA I DIRIGENTI DEL PARTITO RADICALE








Oggi pommeriggio ho avuto il piacere di accompagnare una folta delegazione dei rappresentanti della società civile irachena presso la sede del partito Radicale Italiano dove hanno incontrato i deputati e rappresentanti del partito tra cui On. Zamparotti e il leader storico del partito Marco Pannella. La delegazione irachena ha esposto i oproblemi attuali della società irachena e ha denunciato la forte interferenza del regime dei mullah in tutti i settori della società. Ha denunciato la forte violenza con cui il regime dei mullah cerca di spaventare e fomentare il terrore tra le popolazioni e le diverse etnie. I rappresentanti iracheni hanno soffermato sul ruolo fondamentale dell'Organizzazione dei Mojahedin del popolo nella lotta al fondamentalismo islamico e a tutte le organizzazioni che fanno capo al regime dei mullah tra cui tutte le squadre della morte. Gli iracheni presenti all'incontro hanno chiesto il coinvolgimento dell'Italia nel sostegno dello sviluppo della democrazia e nella lotta alle inetrferenze iraniane. La delegazione formata da tutte le etnie e religioni e settori civili iracheni ha ribadito che l'occupazione silenziosa del regime dei mullah in Iraq è mille volte più pericolosa dell'occupazione americana. La delegazione ha ribadito che il governo di Almaleki è totalmente sotto l'influenza del regime dei mullah tanto vero che due ministeri chiave del governo sono gestiti totalmente dagli iraniani: ministero della difesa e dell'interno.
Alla fine la delegazione ha risposto alle domande dei presenti e dei giornalisti e ha lanciato un messaggio al mondo civile per il loro impegno nella lotta al fondamentalismo e per la democrazia in Iraq e in Iran. Uno dei membri della delegazione ha sostenuto ceh il regime dei mullah sulla questione atomica militare ha fatto diventare il territorio iracheno un campo per il regolamento dei conti con gli americani coinvolgendo migliaia di innnocenti iracheni che muoiono a causa delle bombe iraniane esplose quotidianamente sul territorio iracheno.
karimi davood

ULTIMA NOTIZIA. ATTACCO TERRORISTICO CONTRO IL CAMPO DI ASHRAF IN IRAQ



STAMMATINA IL REGIME TERRORISTICO DEI MULLAH HA BOMBARDATO IL CAMPO DI ASHRAF DOVE RISIEDONO ALL'INCIRCA 3000 COMBATTENTI DELLA RESISTENZA IRANIANA


Secondo il comunicato diffuso dai Mojahedin del Popolo. l'attacco terroristico ha avuto il luogo alle ore 5 e 25 minuti di stamattina. Fortunatamente questo attacco terroristico non ha potuto causare vittime tra i residente del campo. Secondo la resistenza iraniana, questo attacco è una palese risposta alla recente petizione firmata da 3 milioni di sciiti iracheni a favore dei Mojahedin del Popolo. Nei giorni precedenti, molte autorità irachene che si trovano sulla busta paga del regime dei mullah, tra cui il mullah Hakim avevano avvanzato le solite accuse dettate dal regime dei mullah chiedendo l'espulsione dei Mojahedin dal territorio iracheno.
L'Associazione Rifugiati Politici Iraniani residenti in Italia considera l'attacco contro il campo di Ashraf come un crimine contro l'umanità chiedendo la presa di posizione dei paesi interessati in particolare quelli convolti nella sicurezza irachena nonchè l'espulsione dell'ambasciatore iraniano in Iraq che è uno dei massimi elementi della Sepah Ghods in Iraq e responsabile numero 1 di tutte le azioni terroristiche verificatesi in Iraq.
karimi davood

LIBERATA INGRID BETANCOURT


La notizia della liberazione di Igrid Betancourt ha avuto l'effetto di dell'esplosione di una grande festa di gioia e di speranza. Speranza per altri ostaggi che tuttora vivono nelle stesse condizioni in cui ha vissuto Ingrid.
L' Assciazione Rifugiati Politici Iraniani residenti in Italia esprime la sua piena soddisfazione per la liberazione del presidente Ingrid Betancourt augurando che questo evento sia un passo verso la pacificazione nazionale e costituisca il primo mattone per la costruzione di una società civile, pluralista ed espressione di tutta la popolazione di questo paese martoriato da lunghissimi anni di lotta e di guerriglia.
Mi auguro che la signora Ingrid riesca a conquistare, un giorno non lontano, la poltrona della presidenza del paese e che possa usare l'esperienza di tanti anni di convivenza con la guerriglia in una direzione di pacificazione nazionale.
Benvenuta a casa presidente Betancourt
karimi davood, presidente associazione rifugiati politici iraniani in Italia

 
AID : AGENZIA IRAN DEMOCRATICO