mercoledì 28 gennaio 2009

FINALMENTE FUORI DALLA LISTA NERA EUROPEA



Nella foto: due momenti della partecipazione della Presidente Rajavi alla manifestazione di Bruxelles di ieri.
Domani scriverò e pubblicherò alcune fotografie scattate alla manifestazione di gioia tenutasi a Bruxelles per la rimozione del nome della resistenza iraniana dalla lista nera europea. Un caloroso ringraziamento a tutti coloro che ci hanno sostenuto in questi 7 lunghi anni di interminabili lavori giuridici condotti grazie alla partecipazione di migliaia di senatori, deputati, giuristi, personalità politiche e cittadini comuni.
In questi 7 anni, la resistenza iraniana convinta della legittimità del desiderio del popolo iraniano per arrivare alla libertà ed alla democrazia ha cercato di appoggiare su tutti i meccanismi, istituzioni e mezzi di democrazia.
E come ci ha ricordato 7 anni fa il nostro presidente Maryam Rajavi "vinceremo noi laddove esiste anche una minima traccia di giustizia". La vittoria di ieri è stata la conferma di ciò che ci ha insegnato la presidente Rajavi e ciò che riguarda la coscienza libera e viva della giustizia. La rimozione del nome della resistenza iraniana dalla lista nera è stata una vittoria della giustizia sulla logica dei barilli di petrolio innalzati come un muro di gomma contro la voglia di libertà del popolo iraniano. Il muro è crollato e la politica di accondiscendenza ha perso uno dei suoi principali pilastri accusatori contro la resistenza iraniana diretta dalla nostro amatissima presidente Rajavi. Esattamente come 60 anni fà, quando il grande uomo politico contemporaneo iraniano, il dott. Mohammad Mossadegh ha portato al tribunale dell'Aja la causa petrolifera iraniana contro la Gran Bretagna, dove la giustizia ha prevalso e i giudici hanno dato ragione alle legittime richieste del popolo iraniano, rappresentato dal premier di allora Mossadegh. Ancora una volta la storia si è ripetuta e ha riconfermato la convinzione della presidente Rajavi: dove esiste una minima traccia di giustizia vinceremo noi perchè siamo legittimi".
Grazie presidente Rajavi
Auguri e buon lavoro
karimi davood

venerdì 23 gennaio 2009

NOTIZIA STRAORDINARIA. GRANDE VITTORIA PER IL POPOLO IRANIANO. MOJAHEDIN FUORI DALLA LISTA NERA DELL'UE


I NOSTRI MIGLIORI AUGURI AL PRESIDENTE MARYAM RAJAVI, AL POPOLO IRANIANO E AI SUOI CORAGGIOSI FIGLI RESIDENTI NEL CAMPO DI ASHRAF IN IRAQ

Nella foto: la signora Maryam Rajavi, presidente eletta dalla resistenza iraniana che ha guidato una dura e difficile battaglia giuridica per togliere il nome dei Mojahedin del Popolo dalla lista nera europea.
Finalmente il seme coltivato dal presidente Maryam Rajavi nel giusto terreno( via legale), ha dato i suoi primi frutti. Secondo quanto riferito dalle agenzie stampa italiane e straniere, gli uffici della presidenza ceca dell'Ue hanno dichiarato che ormai la decisione è stata presa e si fonda principalmente sulle 4 sentenze espresse dalla Corte di Giustizia Europea in favore dei Mojahedin del Popolo Iraniano. E' stata una dura battaglia. Nessuno credeva che volgesse ad un lieto fine. E' stato un percorso pieno di insidie e ostacoli posti fondamentalmente da due principali accusatori della resistenza iraniana: la Gran Bretagna e la Francia, due grandi sponsor economici e politici del regime dei mullah. Il primo è stato costretto dalla Corte Suprema inglese di ritirare il nome dei Mijahedin dalla propria lista nera e il secondo ad alzare le mani di fronte alle 4 sentenze emesse dalla Corte di Giuistizia Europea. Questa vittoria è il vero volto della legalità e della giustizia europea, il diritto e gli uomini di legge hanno fermamente ribadito un grande NO ai politici dei loro paesi accusandoli persino di violare la legislazione europea che si sono data, e costringendoli a risarcire le vittime della fallimentare politica che noi chiamiamo "dell'accondiscendenza". La recente storia dell'Europa porta sul suo volto una brutta cicatrice: Hitler.
Il regime dei mullah grazie ad una serie di accordi economici aveva convinto(anche con l'uso delle bombe in Europa), di inserire il nome dell'orgoglio del popolo iraniano nella lista nera. Un atto illegale e ignominioso che ha permesso al regime iraniano di intensificare e di incrementare la repressione contro chi scendeva in piazza per protestare contro il maligno regno dei mullah. Grazie a questa lista, il regime iraniano ha sterminato i componenti della resistenza iraniana sia in Iran che all'estero. Grazie a questa lista il regime di Teheran ha chiuso la bocca a chiunque abbia voluto protestare contro la repressione giustificando i suoi crimini come "atti legali contro i terroristi che si trovano nella lista nera europea".
Con questa etichetta illegittima e ingiusta il popolo iraniano è stato messo all'angolo e accusato di atti e di comportamenti degni del regime dei mullah.
La vittima ha sostituito il carnefice
Le quattro sentenze espresse dalla Corte di giustizia Europea sono state il risultato di una grande campagna giuridica internazionale che ha visto impegnati migliaia e migliaia di avvocati, giuristi, personalità, parlamentari, senatori, semplici cittadini, attivisti politici, donne e uomini fortemente convinti che la resistenza iraniana è legittima ed è anni luce lontana dal terrorismo, anzi è essa stessa vittima della più feroce campagna terroristica del regime iraniano: più di 120000 suoi membri sono stati trucidati sotto la tortura, milioni di suoi simpatizzanti sono stati arrestati, torturati e distrutti moralmente e fisicamente sotto la tortura e numerosi altri suoi membri di eccellenza sono stati colpiti a morte dai sicari iraniani inviati in Europa: Mohammad Hussein Naghdi, rappresentante in Italia della resistenza iraniana, ucciso in piazza Elba il 16 marzo del 1993; Kazem Rajavi, rappresentante della resistenza iraniana in Svizzera e fratello di Massoud Rajavi leader della resistenza, ucciso a Ginevra nel 1992 e numerosi altri di cui per mancanza di tempo non elenco.
Desidero ringraziare a nome dell'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia tutti coloro che hanno lavorato a questa dura campagna convinti dell'innocenza della resistenza iraniana, un ringraziamento particolare al carissimo amico Aldo Forbice che per tanti anni ha condotto una campagna radiofonica e non solo, in favore della rimozione del nome dei Mojahedin dalla lista nera e per il rispetto dei diritti umani in Iran.
Un sentito ringraziamento anche ai senatori, ai deputati e alle personalità politiche italiane che ci hanno sempre sostenuto in questa battaglia esprimendo il loro sostegno al popolo iraniano per la libertà e la democrazia in Iran.
Un caloroso ringraziamento anche al presidente Berlusconi e al ministro degli Esteri Frattini che durante il loro governo hanno sostenuto una politica dura e ferma nei confronti del regime fondamentalista e terrorista dei mullah e indirettamente hanno riconosciuto il diritto al popolo iraniano di essere egli stesso il protagonista del cambiamento democratico della propria sorte.
Karimi Davood, Presidente dell'Associazione Rifugiati Politici Iraniani in Italia
Fonte: Notizie Ansa

Iran:Ue,no mujaheddin in lista nera


Per la terza volta Corte di Lussemburgo annulla inclusione



(ANSA) - BRUXELLES, 23 GEN - I Mujaheddin del Popolo potrebbero essere tolti dalla lista nera delle Ue delle organizzazioni terroristiche. Cio' avverra' se i ministri degli esteri europei, che si riuniscono lunedi' a Bruxelles, accoglieranno la prima intesa preliminare raggiunta tra i rappresentanti dei 27. La Corte di Lussemburgo per la terza volta ha disposto l'annullamento della decisione del Consiglio dei ministri di includere l'Ompi nella 'black list'.
23 Gen 14:45

Fonte: Il Tempo.it
Esteri
IRAN: PRIMO OK UE A CANCELLAZIONE MUJAHEDDIN POPOLO DA LISTA TERRORISMO
Bruxelles, 23 gen. - (Adnkronos/Aki) - L'Unione europea e' pronta a depennare l'organizzazione iraniana Mujaheddin del Popolo, Pmoi, dalla lista nera Ue dei gruppi terroristici. Salvo sorprese dell'ultima ora, la decisione definitiva sara' presa lunedi' dai ministri degli Esteri europei riuniti al Consiglio Affari generali e Relazioni esterne. Intanto e' gia' giunto il primo via libera del comitato 'Relazioni esterne' incaricato di preparare i lavori della riunione dei capi della diplomazia dei paesi membri, che ha inserito il caso come punto 'A' dell'agenda dei ministri, dunque da approvare senza discussioni. La decisione di cancellare il gruppo di opposizione al regime degli Ayatollah e' stata presa in seguito alla sentenza della Corte europea del 4 dicembre scorso che annullava la decisione dei paesi membri di bloccare i fondi del Pmoi. Immediato il commento del presidente della Resistenza iraniana, Maryam Rajavi. "Il fatto e' che dopo la sentenza del 4 dicembre scorso, il Pmoi giuridicamente non era piu' nella lista nera", ha sottolineato Rajavi, auspicando che il Consiglio Ue prenda le distanze dal regime iraniano e metta subito in pratica sette sentenze dei giudici di Lussemburgo in favore dei Mujaheddin del Popolo.
Fonte: Virgilio Notizie
Esteri
Iran/ Ue toglierà Muhajeddin del Popolo da lista terrorismo
Attesa decisione lunedì dei ministri degli Esteri dei Ventisette

postato 5 ore fa da APCOM
iran:ue,no mujaheddin in lista nera

Bruxelles, 23 gen. (Apcom) - Lunedì i ministri degli Esteri dei Ventisette approveranno una nuova 'lista nera' delle organizzazioni terroristiche che non includerà i Muhajeddin del Popolo (Pmoi), il principale movimento d'opposizione in Iran. Lo riferiscono fonti della presidenza ceca dell'Ue.

I Muhajeddin dovrebbero vedere così coronata una battaglia legale durata tre anni. L'ultima sentenza a loro favore risale a dicembre, quando il Tribunale di primo grado della Corte di giustizia Ue ha stabilito che il Consiglio dell'Ue ha "violato il diritto alla difesa" dei Muhajeddin perché non ha comunicato i motivi per cui l'organizzazione è stata iscritta nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'Ue, rifiutando di fornire informazioni perfino allo stesso Tribunale.

La revisione della lista Ue delle organizzazioni terroristiche dovrebbe essere adottata come 'punto A', ovvero senza discussione. Ma diverse fonti diplomatiche non escludono che uno dei ministri dei Ventisette "possa domandare" di riaprire la discussione.

I Muhajeddin del Popolo sono stati fondati nel 1965 con l'obiettivo di combattere contro il regime dello Scià. Con l'arrivo dell'Ayatollah Khomeini nel 1979, sono diventati nemici del regime islamico, e sono stati accusati di aver collaborato con Saddam Hussein durante la guerra Iran-Iraq del 1980-1988. La Corte di giustizia europea aveva dichiarato illegittimo il loro inserimento nella 'lista nera' Ue, avvenuto nel 2002, nel dicembre 2006. Il Consiglio Ue ha reagito mantenendo il loro status di organizzazione terroristica, ma promettendo di motivarlo.

Da quanto la giustizia europea si è pronunciata nuovamente a loro favore il mese scorso, i rappresentanti del Pmoi hanno manifestato spesso di fronte al palazzo del Consiglio Ue per chiedere giustizia. L'organizzazione, tuttavia, rimane nelle liste di organizzazioni terroristiche di Usa e Canada.
Fonte: L'Occidentale, Orientamento quotidiano

Iran. C'è accordo nell'Ue per ritiro dell'Ompi dalla lista nera Mondo

I Mujaheddin del Popolo potrebbero essere tolti dalla lista nera delle Ue delle organizzazioni terroristiche se i ministri degli esteri europei, che si riuniscono lunedì a Bruxelles, accoglieranno la prima intesa preliminare raggiunta tra i rappresentanti dei 27.

"C'è un accordo per togliere dalla lista delle organizzazioni terroristiche l'Organizzazione dei Mujaheddin del popolo (Ompi). Se verrà confermato dai ministri degli esteri, si procederà alla cancellazione", hanno riferito fonti europee.

Il Tribunale di prima istanza delle Comunità europee per la terza volta consecutiva, il 4 dicembre 2008, ha disposto l'annullamento della decisione del Consiglio dei ministri europeo di includere l'Ompi nella 'black list' per questioni procedurali.

La sua iscrizione era stata chiesta dalla Gran Bretagna nel 2002, dopo gli attentati in Usa dell'11 settembre. L'Ompi figura anche nella lista nera degli Usa.

giovedì 22 gennaio 2009

APPICCARE IL FUOCO E NASCONDERE LE MANI: UN'ALTRA CARATTERISTICA FONDAMENTALE DEL FONDAMENTALISMO ISLAMICO KHOMEINISTA



Come promesso ho già iniziato a riportare alla conoscenza dell'opinione pubblica le fondamentali caratteristiche del fondamnetalismo islamico di matrice khomeinista(FIMK) onde farle conoscere alle nuove generazioni che grazie a questo maligno e diabolico fenomeno, e ancora grazie alla politica di accondiscendnza avranno di fronte enormi problemi di sicurezza.
la caratteristica di cui voglio parlare oggi, nasce dalla situazione attuale del medioriente e in particolare dalle tristi vicende del popolo palestinese a Gaza.
IL FONDAMNETALISMO ISLAMICO DI MATRICE KHOMEINISTA APPICCA IL FUOCO E NASCONDE LE MANI AL FINE DI DISTRARRE LE ATTENZIONI DEL PUBBLICO
Come avevo già riportato nei precedenti missivi, avevo spiegato il perchè di questa nuova guerra e le sue motivazioni.
Per il FIMK l'unica cosa che non ha nessun valore è la VITA UMANA e in particolare la vita dei BAMBINI. Per i suoi fini strategici, quali bomba atomica, costituzione del regno islamico nel medioriente e la cancellazione dell'Israele, è leggittimo qualsiasi azione e provocazione; e' lecito qualsiasi provvedimento e iniziativa: sono a totale disposizione dei loro obiettivi tutte le risorse e i mezzi del paese dalla A alla Z( specificato nella costituzione del regime).
La triste e drammatica vicenda di Gaza ha dimostrato che ancora una volta i bambini, le donne e il popolo palestinese sono diventati vittime della politica guerrafondaia dei mullah. Più di mille morti tra cui bambini e donne, più di 4000 feriti di cui la maggioranza sono donne e bambini sono caduti sotto l'odio profondo del FIMK che in questa maniera ha voluto distrarre l'attenzione del pubblico internazionale dal suo programma atomico militare. Per me e per il popolo iraniano una semplice mal di testa di un bambino qualsiasi in particolare palestinese significa un profondo dolore al cuore. Ma per il regime dei mullah più morti e feriti tra i bambini e le donne siginifica più acqua nel loro mulino terroristico e demagogico. Le loro lacrime sono state tutte da coccodrillo e nulla di più.
Per il FIMK la causa palestinese e il popolo palestinese sono diventati due vettori su cui è appoggiato la diffusione dell'ideologia della morte e della violenza in medioriente. Sono diventati una bandiera per conquistare il cuore dei popoli islamici del medioriente. Sono diventati uno strumento per sbandierare l'ideologia del disprezzo nei confronti del valore della vita umana:che sia palestinese o israeliano o iraniano non cambia nulla. Sul numero dei bambini palestinesi e israeliani il FLMK fa la danza della gioia e della vittoria. Durante gli scontro a Gaza ha cercato di provocare al massimo le forze armate israeliane in modo tale di provocare il maggior numero delle vittime tra i bambini palestinesi. Si sa che oggi giorno si piange di più sulla morte di un bambino palestinese che israeliano. Secondo le informazioni in mio possessoil leader supremo ha ordinato ai dirigenti Hamas di andare avanti fino ad oltranza senza accettare proposte di cessate il fuoco.
Per il FIMK tutte le vite umane del globo sono considerati la carne al macello e il carburante necessario per l'accensione e la partenza della macchina della costruzione dell'impero islamico khomeinista: basta dare uno sguardo al numero delle vite spezzate dei cittadini americani, italiani, iracheni, iraniani, francesi, canadesi, olandesi, caduti negli attentati terrorisstici organizzati e realizzati dalla Sepah Passdaran, braccio militare e operativo del FIMK.
Qualche anno fa il Sismi ne ha parlato in una sua relazione ufficiale presentata alla Camera dei Deputati.
Al prossimo numero parlo della politica del Fimk nello sfruttare il mondo occidentale, il mondo dell'intelletualismo e del giornalismo nonchè della classe politica occidentale. Ogni anno il FIMK investe e stanzia milioni e milioni di dollari parallellamente ai finanziamenti ai gruppi terroristici, a favore dei mass-media occidentali onde screditare la resistenza legittima del popolo iraniano.
karimi davood, analista politico iraniano

IRAN: ANCORA ESECUZIONI DI MASSA. IMPICCATI 22 PERSONE

LA VERA FACCIA DEL FONDAMENTALISMO KHOMEINISTA:

NELLA FOTO: L'IMPICCAGIONE PUBBLICA DI UN DETENUTO FERITO DURANTE UNA SPARATORIA SULLE MONTAGNE DEL KURDISTAN E PORTATO IN PIAZZA E IMPICCATO DI FRONTE AGLI OCCHI SPAVENTATI DELLA GENTE


APPELLO URGENTE DEL PRESIDENTE MARYAM RAJAVI
Esecuzioni di massa di 10 detenuti nel carcere di Evin.

Maryam Radjavi lancia un appello alla Comunità internazionale per condannare l'ondata d’esecuzioni in Iran, sottolineando la necessità di una moratoria urgente per fare cessare questa campagna di terrore


CNRI - All’alba del 21 gennaio, i boia del regime dei mullah hanno nuovamente proceduto ad un'esecuzione collettiva di dieci prigionieri nella prigione d’Evin. Secondo le informazioni ricevute, martedì 20 gennaio, undici prigionieri di cui Ardalan Nabi'i 38 anni, della sezione 2 della prigione di Gohardacht, e Nasser Mehrani della sezione 6 di questa prigione, sono stati trasferiti ad Evine per la loro esecuzione. Mercoledì, uno dei prigionieri di nome d’Ali Punj Ganj, è stato riportato nella sua cella dopo avere assistito alla scena terribile d'esecuzione di dieci prigionieri, e sarà impiccato tra un mese.

Secondo l'AFP, tre prigionieri di nome Hassan, Ali-Reza e Mohammad-Hassan, sono stati giustiziati il 21 gennaio nella prigione di Yazd. I boia del regime avevano già impiccato altri 6 prigionieri nella stessa prigione. Con l'impiccagione del prigioniero Gholam, alla prigione di Gohardacht a Karadj (sobborgo di Teheran), e di altri due, Reza Mohammadi, 25 anni, e Djan Mohammad Mohammadi, 40 anni, alla prigione di Dastguerd ad Ispahan il 20 gennaio, il numero d’impiccagioni si monta a 22 nello spazio di 24 ore.

La morte sospetta di un prigioniero politico di nome Hachem Ramezani, nella prigione d’Oroumieh e la condanna a morte a Kermanchah (ovest) di un'altra detenuta d'opinione, la signora Zeinab Jalalian di anni 27, originaria della città di Makou (Nord-ovest), è da aggiungere ai crimini commessi dai mullah in questi ultimi giorni.

Secondo lìappello lanciato dalla signora Maryam Radjavi, presidente eletta dalla resistenza iraniana, le ondate d’esecuzioni collettive e d’assassini di prigionieri dimostra la reazione della dittatura religiosa contro l’impennata dell'insoddisfazione, del dissenso, delle proteste e delle manifestazioni degli studenti e dei giovani. I mullah al potere in Iran, ha dichiarato la signora Rajavi, non possono restare al potere un solo giorno senza esecuzioni, tortura, uccisioni e la repressione.

La sig.ra Radjavi ha aggiunto: la politica d’accondiscendenza dell'occidente con il regime dei mullah e la sua passività di fronte alle continue violazioni delle convenzioni internazionali da parte dei mullah iraniani, li ha incoraggiato ad intensificare e sviluppare i loro crimini.

Signora Rajavai ha chiesto alla Comunità internazionale di condannare l'ondata disumana d’esecuzioni ed ha sottolineato la necessità di adottare misure urgenti e costrittive per fare cessare questi crimini selvaggi.
In conclusione il presidente Rajavi Ha anche chiesto la denuncia del dossier delle violazioni dei diritti dell'uomo del regime presso il Consiglio di sicurezza dell'ONU.

Segretariato del Consiglio nazionale della resistenza iraniana.
Il 21 gennaio 2009

mercoledì 21 gennaio 2009

IRAN : ZAMPARUTTI, CANCELLAZIONE MUJHAEDDIN DA LISTA NERA UE


Nella foto: On.Elizabetta Zamparutti

Oggi pomeriggio nella sala stampa della Camera dei deputati è stata organizzata una conferenza stampa in cui hanno partecipato numerosi deputati di entrambi gli schieramenti politici che hanno chiesto al governo italiano di rispettare le 4 sentenze della Corte di Giustizia Europea sulla rimozione del nome dei Mojahedin del popolo dalla lista nera dell'UE.
vi riporto la notizia ripresa dall'Ansa:
karimi davood
(ANSA) - ROMA, 21 GEN - Il Governo italiano "partecipi attivamente" per cancellare l'Organizzazione dei Mujaheddin del Popolo Iraniano (Ompi) dalla lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione Europea, come ha stabilito la Corte di Giustizia di Lussemburgo. Lo hanno chiesto oltre trenta parlamentari di diversi schieramenti in un'interpellanza urgente al ministro degli Esteri Franco Frattini.

La Corte di Lussemburgo per la terza volta consecutiva, il 4 dicembre 2008, ha disposto l'annullamento della decisione del Consiglio dei ministri europeo di includere l'Ompi nella 'black list' perché "non ci sono serie e credibili giustificazioni", ha ricordato la deputata radicale Elisabetta Zamparutti, che ha presentato l'interpellanza.

Per Zamparutti serve il "rispetto della legalità europea" e il Governo "non deve abdicare in nome di ragioni di favore verso l'Iran", per interessi energetici.
Di "deficienza della politica internazionale a causa del petrolio" ha parlato il deputato del Pdl Nicola Cristaldi, auspicando un "pronunciamento del plenum del Parlamento italiano" in merito.
Il 26 e 27 gennaio prossimi il Consiglio Affari Generali e Relazioni esterne dell'Unione europea (Cagre) lavorerà all'aggiornamento semestrale della lista delle organizzazioni terroristiche. (ANSA).
Esteri
21/01/2009 - 17.43
IRAN: ZAMPURATTI, CANCELLARE L'ORGANIZZAZIONE MUJAHEDDIN DA LISTA TERRORISMO


(IRIS) - ROMA, 21 GEN - Il Governo italiano ''partecipi attivamente'' per cancellare l'Organizzazione dei Mujaheddin del Popolo Iraniano (Ompi) dalla lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione Europea, come ha stabilito la Corte di Giustizia di Lussemburgo. Lo hanno chiesto oltre trenta parlamentari di diversi schieramenti in un'interpellanza urgente al ministro degli Esteri Franco Frattini. La Corte di Lussemburgo per la terza volta consecutiva, il 4 dicembre 2008, ha disposto l'annullamento della decisione del Consiglio dei ministri europeo di includere l'Ompi nella 'black list' perche' ''non ci sono serie e credibili giustificazioni'', ha ricordato la deputata radicale Elisabetta Zamparutti, che ha presentato l'interpellanza. Per Zamparutti serve il ''rispetto della legalita' europea'' e il Governo ''non deve abdicare in nome di ragioni di favore verso l'Iran'', per interessi energetici. Di ''deficienza della politica internazionale a causa del petrolio'' ha parlato il deputato del Pdl Nicola Cristaldi, auspicando un ''pronunciamento del plenum del Parlamento italiano'' in merito. Il 26 e 27 gennaio prossimi il Consiglio Affari Generali e Relazioni esterne dell'Unione europea (Cagre) lavorera' all'aggiornamento semestrale della lista delle organizzazioni terroristiche.

Iran: Appello trasversale a maggior impegno Italiano su vicenda Mojahedin del Popolo Iraniano
Friday, 23 January 2009
COMUNICATO STAMPA

Roma 22 gennaio 2009

In merito al dibattito svoltosi oggi nell’Aula della Camera dei Deputati sull’interpellanza urgente (2-00279) presentata da 42 deputati (30 della maggioranza e 12 dell’opposizione), i primi firmatari Elisabetta Zamparutti (radicali/PD che l’ha illustrata) e Carlo Ciccioli (AN che ha svolto la replica) hanno dichiarato:

“ L’interpellanza rispecchia un orientamento trasversale e ormai maggioritario dei Deputati a che sia data esecuzione alle ormai 4 sentenze della Corte di Giustizia Europea con la cancellazione dei mojahedin del popolo iraniano dalla lista dei gruppi terroristici dell’UE.
Nelle parole del Sottosegretario Enzo Scotti, presente oggi in Aula, registriamo un progresso rispetto a posizioni precedentemente espresse dal Ministero degli Affari Esteri sulla vicenda ma non ancora un chiaro orientamento a favore della loro cancellazione dalla lista nera.
Questo costituisce una discrasia tra il sentimento del Parlamento e le posizioni ufficiali del Governo a cui chiediamo già fin d’ora di riferire in Parlamento su quanto effettivamente fatto ed ottenuto, in nome e per il rispetto della legalità europea, nel prossimo Consiglio dei Ministri europei (CAGRE) del 26 e 27 gennaio che è tenuto alla revisione semestrale della lista nera dell’UE.”

Segue testo interpellanza:
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro degli affari esteri, per sapere - premesso che:
La risoluzione 8-00019 approvata il 3 dicembre 2008 dalla III Commissione della Camera dei deputati impegna il Governo, in merito alla cancellazione dell'Organizzazione dei Mujaidin del Popolo dell'Iran (OMPI) a «partecipare attivamente alla revisione semestrale» della lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione europea, in cui l'OMPI risulta illegittimamente inserita;
successivamente all'approvazione del la risoluzione 8-00019, il Tribunale di Prima Istanza della Corte di Giustizia di Lussemburgo, per la terza volta consecutiva, ha adottato, il 4 dicembre 2008, una sentenza con la quale dispone l'annullamento della decisione del Consiglio dei Ministri europeo di includere l'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (OMPI) nella lista dei gruppi;
inoltre si sono registrate importanti decisioni politiche a livello europeo, con i governi danese e finlandese che hanno annunciato la loro apertura a dar seguito alle sentenze delle Corti europee nonché con il Governo britannico che in sede di dibattito alla Camera dei Lord il 12 gennaio 2009, per voce del Ministro Malloch - Brown, ha annunciato che il Governo di Sua Maestà darà corso alle decisioni delle corti nazionali in materia - tutte notoriamente contrarie al mantenimento della OMPI nella lista delle organizzazioni terroristiche perché in violazione delle procedure previste;
se il Governo sia a conoscenza degli ultimi sviluppi giuridici in merito alla cancellazione dell'OMPI dalla lista nera dell'UE;
se, in previsione della riunione del 26 e 27 gennaio 2009 del Consiglio Affari Generali e Relazioni esterne dell'Unione europea (CAGRE), l'Italia non ritenga di creare un fronte favorevole al rispetto del principio della legalità e delle varie delibere delle Corti europee che si sono susseguite negli anni e di chiedere la cancellazione dell'OMPI dalla lista delle organizzazioni terroristiche dell'unione europea.
(2-00279) «Zamparutti, Ciccioli, Sbai, Scelli, Polidori, Contento, Consolo, Barani, Angela Napoli, Girlanda, Bocciardo, Bernini Bovicelli, Porcu, Ascierto, Carlucci, Mondello, Tommaso Foti, Scalia, Speciale, Bernardo, Stasi, Mazzoni, Patarino, Saltamartini, Di Virgilio, Laffranco, Di Biagio, Angeli, Berardi, Lamorte, Zacchera, Schirru, Guzzanti, Pes, Evangelisti, Duilio, Vannucci, Corsini, Mecacci, Bernardini, Farina Coscioni, Misiani, Nannicini, Oliverio».

I NOSTRI MIGLIORI AUGURI AL PRESIDENTE OBAMA


Nella foto, il nuovo presidente degli Stati Uniti D'America Barak Obama
A nome dell'Associazione rifugiati politici iraniani desidero esprimere i nostri migliori auguri al nuovo presidente degli Stati Uniti D'America, Barak Obama sperando che le sue graditissime promesse abbiano un terreno fertile per far crescere e fruttare gli sguardi e le speranze di coloro che hanno investito nel suo nome un grande, fruttuoso e pacifico futuro. Per quanto riguarda L'Iran mi auguro che il nuovo presidente sia più realista del suo predecessore e abbia una visione di cambiamento basato sul popolo iraniano e non sui marines!
Il presidente Obama, secondo me è l'unico tra i suoi predecessore che ha sulle spalle una grande e unica responsabilità: affrontare e sconfiggere intelligentemente e senza uso della forza, il più grande male del terzo millennio cioè il fondamentalismo islamico iraniano. Finchè non si sconfigge questo mostro con mille e un tentacolo non avremme nè pace e nè serenità nel mondo e in particolare nel medioriente. Gli israeliani avranno sulle loro teste la doccia sempre più consistente dei Ghassam, leggilo l'odio khomeinista, e gli americani porteranno addosso sempre e sempre la paura e l'ansia del terrorismo. E il resto del mondo? Idem.
Auguri presidente Obama.
karimi davood, presidente associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia
Ricevo e volentieri pubblico un articolo di augurio per il presidente Obama scritto dal dott. Jamshid Ashough
Dott. Jamshid Ashough
Opinionista Politico
Un Presidente
&
Due Slogan

Dopo due mesi, si è abbassato il sipario sull’elezioni Presidenziale Americane e le luci sono
spente completamente. E’finita l’euforia e l’entusiasma elettorale.
E’finito il periodo gioioso pre elettorale per il popolo Americano ed i giorni rilassanti della luna di miele post elettorale per il Neopresidente e fra qualche ora arriva il momento di lavoro e gli impegni duri Presidenziali per Barak Obama, con tutti i riflettori puntati su di lui, dalle speranze dei giovani Americani e dagli occhi innocenti dei bambini Africani.
Ora dopo aver consumato miliardi di tonnellate di parole, carte e applausi, Barak Obama è il 44’ presidente degli Stati Uniti, che deve uscire dalla quiete e dal silenzio di questi due mesi, e mettere i suoi primi passi in mezzo ai suoi Slogan Pre elettorali promessi al popolo Americano cioè: WE CAN change e WE NEED change.
Il Senatore Obama nel suo primo e bellissimo discorso post elettorale, da vincitore dalla città di Chicago conferma che soltanto in America è possibile tutto questo, riferendosi alla vittoria di un Afroamericano.
Spero fortemente che lui non creda al fatto che già abbia raggiunto le sue promesse e il suo slogan elettorale cioè: WE CAN e WE NEED change.
Sicuramente lui sa perfettamente che i suoi due slogan daranno frutto alla fine della sua carriera e
che i conti si faranno alla fine del suo mandato Presidenziale, se veramente svolgerà tutto il suo potere per ottenere i cambiamenti sociali Americani e di conseguenza quelli Mondiali.
E’ da Congratularsi con lui per lo slogan “Niente Impossibile” dal punto di vista personale e per il suo coraggio di conquistare una meta difficilissima, sia per il suo impegno che per il suo credere.
Però, è anche vero sapere che fino ad oggi dal punto di vista politico e sociale non
è successo nulla, semplicemente, come è avvenuto per altri precedenti 43 presidenti Americani, un
nuovo presidente è stato eletto, niente di più.
Barak Obama nel suo discorso ha anche citato che cerca l’aiuto di chi vuole la pace per poter
sconfiggere insieme ”chi vuole la guerra”.
Ora tocca al Presidente OBAMA di rispondere, in maniera positiva, ideali di tutti i popoli del mondo, cioè la pace e i Diritti umani, ed a rispondere positivamente a tutta quella gente che nelle piazze Americane gridavano: YES WE CAN, YES WE CAN.......
Forse è vero che la sua scelta come Presidente è un importante passo per i diritti civili per un Afroamericano, però le vie della politica non finiscono con un individuo, ma finiscono con le speranze di un popolo “Il popolo della pace e dei diritti” che ha affollato tutte le piazze per lui.
Credendo nelle istituzioni e nelle elezioni dei tutti paesi Democratici del mondo e credere nella
volontà del loro popolo, auguro al nuovo presidente Americano di poter fare tutto ciò che aveva
promesso al suo popolo elettorale e non, camminare per la pace e i diritti umani nel mondo.
Mi sento di avere il dovere ed il compito di collaborare in qualche maniera con lui, perché il
Presidente per il compito difficile che pesa sulle sue spalle, ha bisogno dei molti sostenitori piccoli o grandi che siano.
Per fare ciò vorrei ricordare e far presente di non fidarsi della personalità politica come
Romano Prodi, Koffi Annan e De villepin.
Loro in un recente incontro con Ahmadinejad avvenuto a Tehran, cercano di
rafforzare i loro impegni contro i diritti umani e a favore delle divisioni sociali costruendo un altro muro come il muro di Berlino sotto il nome “il muro del terrorismo” che sarà mobile spostandosi continuamente da un capo all’altro del mondo per una guerra globale.

Signor Presidente mi sento di ricordarle, che proprio Ahmadinejad nel 1979 ha assaltato i muri del l’Ambasciata Americana a Tehran e ha preso in ostaggio per un lunghissimo periodo tutti gli impiegati, e oggi gode di un’ottima sintonia con Prodi, Annan e De villepin.

Per iniziare il suo mandato presidenziale ed onorare i suoi impegni all’insegna dei diritti civili e umani e per la pace mondiale non c’è modo migliore che iniziare con una politica severa contro Khamenei ed Ahmadinejad che disperatamente sono alla continua ricerca della bomba atomica, responsabili di migliaia fucilazioni ed impiccagioni e lapidazioni in Iran, responsabili diretti dei disordini e uccisioni della gente innocente in Iraq, Afghanistan ed anche nell’ultimo conflitto attualmente in corso a Gaza. Che già sulle loro spalle giace un mandato di cattura internazionale dal tribunale dell’Argentina. Credo che non ci sia un modo migliore per iniziare.
Signor presidente “You Can” … perchè il suo popolo ha “Need” di una pace duratura per il mondo.

AUGURI E BUON INIZIO DI LAVORO SIGNOR PRESIDENTE.


18.01.2009

domenica 18 gennaio 2009

APPELLO URGENTE PER SALVARE DUE UOMINI CONDANNATI ALLA LAPIDAZIONE.


Nella foto: Atefe Rajabi, minorenne, afflitta da handicap mentale, di anni 16 impiccata pubblicamente durante la presidenza di Khatami( nella città di Nekah, iran settentrionale)


Suggersico a chi legge questo articolo di scrivere due righe di protesta all'ambasciata del regime dei mullah a Roma esprimendo lo sdegno verso la pena di morte e in particolare contro la lapidazione chiedendo la sospensione definitiva di questa disumana pena.
IMMINENTE LAPIDAZIONE DI DUE UOMINI NELLA CITTA' DI ISFAHAN
Non poteva che andare diversamente l'incrementarsi del terrorismo iraniano nella città di Gaza con una forte impennata dell'uso della repressione in Iran. Dopo la fallimentare politica terroristica dei mullah in Iraq, materializzata nella firma d'accordo di sicurerzza tra gli americani e gli iracheni(la permanenza delle forze americane in Iraq fino al 2001), nonchè l'avvicinarsi dell'insediamento del presidente eletto americano Obama( Questo avvenimento ha suscitato un forte coinvolgimento emotivo della popolazione iraniana, in particolare per quanto riguarda la politica umanitaria dei democratici americani. Per esempio nel 1979 la politica umanitaria del presidente d'allora americana Carter ha costretto il regime dello Scià di rivedere e sospendere la repressione nel paese. Il che ha permesso alla popolazione di sfidare con più facilità le forze armate dello Scià scendendo in piazza in massa e in tutte le città. Quella politica è stata una luce verde alla popolazione di diventare il protagonista del suo destino. Ci vuole un liungo articolo per aprire questa pagina e poi raccontare come sono andate le cose e come i mullah sono riusciti a saccheggiare e rubare la rivoluzione popolare contro lo Scià). La dirigenza iraniana ha organizzato una serie di incontri top secret con il leader supremo per trovare le vie di fuga dalle situazioni createsi malgrado la volontà iraniana: la recessione mondiale, il ribasso del prezzo del petrolio, l'impovverimento forte della popolazione, l'incremento del dissenso interno in particolare nelle fasce piu povere della società, sussegurisi delle varie manifestazioni di protesta in varie università del paese ecc... Durante gli incontri topo secret del leader supremo Ali Khamenei con gli specialisti di vari settori in particolare la sicurezza, è stato deciso: l'incremento contemporaneo dell'interferenza terroristica in particolare per quanto riguarda Gaza, Iraq e Afghanistan e allo stesso modo l'uso forte dei mezzi repressivi contro tutti i tipi di dissenso politico e comune: sia per la parte delinquenziale che politico del paese. A tal proposito i dirigenti di vari prigioni del paese hanno ripristinato con il consenso del leader l'uso di svariati provvedimenti punitivi e in particolare la lapidazione che fino a qualche tempo fa fu messo a bando da parte delle autorità grazie alla forte pressione internazionale. Dopo il triste episodio delo scorso anno della lapidazione dell'uomo di Karaj, che suscitò la forte presa di posizione degli organi inetrnazionali quali Parlamento europeo, Amnesty Inetrnational ecc...anche nella città di Mashad sono stati lapidati tre uomini accusati di adulterio.
Tutto ciò accade oltre alle sistematiche impiccagioni che avvengono mensilmente in tutte le città iraniane e in particolare nei mercoledi di fine mese a Teheran, dove in ogni gruppo dei detenuti condannati a morte ci si inserisce anche una donna. E' significativo questa scelta dei mullah. Hanno un chiaro messaggio sia al popolo iraniano che ai popoli del mondo.
Ieri sono stato contattato da Teheran da alcuni amici che mi sostengono ad avere informazioni diretti dall'Iran e mi hanno denunciato l'imminente lapidazione di due uomini nella città di Isfahan dove alcuni giorni fa due noti avvocati di Teheran si sono recati per incontrare questi due condannati e a farli firmare la delega per la loro difesa. Nonostante un forte coinvolgimento di moltissime persone, i due avvocati non sono riusciti a incontrare i condannati e nemmeno a farli firmare le deleghe già preparate dagli onde chiedere la revisione del processo. Nulla di fatto. Invano qualsiasi tentativo. Gli avvocati a questo punto hanno lanciato l'allarme e dagli indicatori che hanno potuto percepire si sono accorti che oramai la decisione della lapidazione è stata passata anche dalla Corte Supremo del regime dei mullah.
In questo articolo non volevo fare commentatore della situazione ma dovevo spiegare un pò la situazione generale in cui versa il regime dei mullah.
Chiedo insistemente al primo ministro italiano On. Berlusconi, al Ministro degli esteri On Franco Frattini, alle associazioni dei diritti umani, agli organi preposti alla difesa dei diritti dell'uomo, ai sindacati, ai partiti politici, alle personalità del mondo dello spettacolo di coinvolgere tutte le loro strutture politiche e sociali per organizzare una forte campagna di sensibilizzazione e di denuncia contro la politica della morte dei mullah in partioclare contro l'uso della disumana pena di lapidazione. In Iran attualmente ci sono più di 10 uomini e donne che sono in attesa della lapidazione.
Suggersico a chi legge questo articolo di inoltrarlo più possibile e di scrivere due righe di protesta all'ambasciata del regime dei mullah esprimendo lo sdegno verso la pena di morte e in particolare contro la lapidazione chiedendo la sospensione definitiva di questa disumana pena.(ambasciata iraniana in Italia: via Nomentana 361 - 00162 Roma, tel. 06.86.328.485)

giovedì 15 gennaio 2009

TRE BARZELLETTE RACCONTATE DAL MINISTRO FRATTINI.LEGGERE PER RIDERE!




Esteri
IRAN: FRATTINI, SI' A DIALOGO MA A CONDIZIONI PRECISE
DIALOGO CON CHI? CON CHI VUOLE STERMINARE I POPOLI DELLA REGIONE?
CON CHI HA STERMINATO IL POPOLO IRANIANO? CON CHI IMPICCA IN PIAZZA I MINOENNI E LE DONNE? CON CHI HA LAPIDATO NELLA SETTIMANA PASSATA TRE UOMINI NELLA CITTA' DI MASHAD?
CON CHI PROCLAMA JAHAD ISLAMICA CONTRO GLI INFEDELI? CON CHI HA RIDOTTO IL POPOLO IRANIANO SUL LASTRICO? CON CHI MINACCIA DI RIDURRE IL MONDO AD UN CAMPO DI BATTAGLIA PER LA SOVVRANITA' DELL'ISLAM? E ALLA FINE CON CHI HA RIPRISTINATO IL MEDIOEVO NELL'ANNO 2009?
SIGNOR FRATTINI LEI NON HA ANCORA CAPITO CHE LE CONDIZIONI LE IMPONGONO I MULLAH A FORZA DELLE BOMBE. OGGI I MULLAH SONO SUL CAVALLO DEL TERRORISMO, DEL FONDAMENTALISMO E DELLA BOMBA ATOMICA. LEI HA DI FRONTE UN GIGANTE DEL TERRORISMO A CUI NON PUO' IMPORRE LE CONDIZIONI. E POI PER CHE COSA? PER COSTRINGERE IL MOSTRO DEL TERRORISMO E DEL FONDAMENTALISMO A INCHINARE LA SUA TESTA DI FRONTE AI SUOI PIEDI? ALLORA SI VEDE CHE LEI NON HA CAPITO NULLA DELLA DIPLOMAZIA E DELLA POLITICA, IN PARTICOLARE NON HA NESSUNA CONOSCIENZA SUI MULLAH CHE DA TRENTANNI TENGONO IN CATENA UNA GRANDE NAZIONE CON UNA CIVILTA' MILLENARIA!
SIGNOR MINISTRO PER IL REGIME TERRORISTA DEI MULLAH LEI RAPPRESENTA IL "MINISTRO DEGLI ESTERI DI UN GOVERNO MAFIOSO"(DICHIARAZIONI UFFICIALI DEL GOVERNO DI TEHERAN).ALLORA COSA PRETENDE? DESIDERA CHE IL GIGANTE DEL TERRORISMO L'ASCOLTI E ABBANDONI LE SUE TRE COLONNE SU CUI REGGE DA TRENTANNI( REPRESSIONE, TERRORISMO E LA BOMBA ATOMICA ISLAMICA)
IL MIO CONSIGLIO: SAREBBE MEGLIO E PIU ANCORA SAGGIO CHE LEI SCELGA LA VIA DEL SILENZIO OPPURE SCELGA LA VIA DI ATTACCO. CON ENTRAMBI LINEE LEI SALVAGUARDIA L'ONORE DELL'ITALIA E DEL SUO PRESIDENTE BERLUSCONI. LA SUA PROPOSTA SIGNIFICA CHE IL REGIME DI TEHERAN DEBBA ANDARE A BUTTARSI GIU' DA UN PONTE ALTO MILLE METRI! CIOE' SUICIDARSI. ABBANDONARE IL PROGRAMMA ATOMICO MILITARE ISLAMICO SIGNIFICA IL SUICIDIO. ABBANDONARE LE INTERFERENZE TERRORISTICHE ISLAMICHE NELLA REGIONE SIGNIFICA IL SUICIDIO( VEDI GAZA, IRAQ, AFGHANISTAN, EGITTO, AMERICA ECC...). ABBANDONARE L'ARMA DELLA VIOLENZA E DELLA REPRESSIONE CHE HA PRODOTTO 120000 UOMINI E DONNE UCCISE SOTTO LA TORTURA SIGNIFICA IL SUICIDIO.
SIGNOR MINISTRO LEI DI QUESTO NON HA PARLATO. FORSE E' CONVINTO CHE LA REPRESSIONE E' LA PARTE INTEGRANTE E COMPLEMENTARE DELL'IDENTITA' DELLA MULLACRAZIA IRANIANA. COMPLIMENTI SIGNOR MINISTRO. ALMENO UNA COSA L'HA CAPITO.

karimi davood
IRAN: FRATTINI, SI' A DIALOGO MA A CONDIZIONI PRECISE
Roma, 15 gen. - (Adnkronos/Aki) - "Vi puo' essere, ci deve essere, un dialogo con Teheran basato su due principi: che svolga un ruolo positivo e non negativo nello scenario del Medio Oriente e che realizzi quegli impegni di negoziato per la non proliferazione (del nucleare, ndr) che gli sono richiesti".( LA PRIMA GRANDE BARZELLETTA)

E' quanto afferma il ministro degli Esteri Franco Frattini in un'intervista concessa ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL. In caso di aperture su questi fronti da parte di Teheran, secondo il ministro, "l'Europa potrebbe considerare un'attenuazione delle sanzioni" imposte all'Iran.( SECONDA BARZELLETTA), "Aspettiamo l'impostazione dell'amministrazione (del presidente eletto degli Usa, Barack) Obama", prosegue il ministro, ricordando che al momento il successore di Bush si e' detto disponibile a "un dialogo con l'Iran", pur restando fermo sull'idea di "non consentire la bomba nucleare a Terhan". Frattini ricorda che questa "e' anche la posizione del mondo arabo, che ritiene l'Iran un pericolo se continua a lavorare per la bomba atomica". Della questione iraniana, Frattini spiega di volerne discutere "nelle prossime settimane" con il futuro Segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, anche in virtu' della presidenza di turno italiana del G8. "Dovremmo definire una linea comune di azione - spiega - E' evidente che, se teniamo conto del ruolo che l'Iran puo' svolgere nella regione,( il ministro non ha il coraaggio di specificare il ruolo negativo oppure positivo del regime dei mullah, karimi), dobbiamo trovare una posizione comune". "Il mio auspicio e' che ci sia un dialogo, se l'Iran accetta la sospensione" di ogni attivita' nucleare a fini militari, conclude il ministro.(terza barzelletta)

martedì 13 gennaio 2009

IRAN:MANIFESTAZIONE A ROMA, VIA I MOJAHEDIN DALLA LISTA NERA

(ANSA) - ROMA, 13 GEN - Per chiedere al Governo ed in particolare al ministro degli esteri Franco Frattini ''di attivarsi in sede del Consiglio dei ministri per cancellare il nome dei Mujahedin del popolo iraniano dalla lista dei gruppi terroristici'', nel pomeriggio una trentina di iraniani ha manifestato davanti alla Camera dei Deputati. Tra loro erano presenti Mahmoud Hakamian, della Commissione Esteri della Resistenza iraniana ed i parlamentari Elisabetta Zamparutti,

Lino Duilio e Marco Perduca.

''L'8 gennaio il ministro degli Esteri danese - hanno spiegato gli organizzatori del sit-in - ha dichiarato che non considera piu' i Mujahedin del popolo nella lista nera, e

fin'ora piu' di 2.000 parlamentari europei hanno appoggiato la Resistenza Iraniana ed hanno chiesto la cancellazione del nome dei Mujahedin del popolo dalla lista nera dell'Ue''.

''Ci appelliamo all'Italia - hanno aggiunto - da sempre pioniere nel campo giuridico e umanitario. L'inserimento nella lista nera mette in gravissimo pericolo la vita di migliaia di loro membri in Iraq nel campo di Ashraf''.(ANSA).

a 12:47 Link a questo post

La delegazione dei rappresentanti delle organizzazioni iraniane di fronte al palazzo Chigi per presentare la risoluzione al primo ministro signor Silvio Berlusconi





Alla fine della manifestazione degli oppositori iraniani svoltasi ieri di fronte alla Camera dei Deputati in piazza Montecitorio, una delegazione composta dai vari rappresentanti delle organizzazioni iraniane attive sul territorio italiano si è recata al Palazzo Chigi, ufficio presidenza del primo ministro Silvio Berlusconi, alla Camera dei Deputati, presso l'ufficio del presidente Fini e successivamente presso la sede della Farnesina dove risiede il ministro degli esteri On. Franco Fini dove ha presentato la risoluzione finale. I manifestaznti hanno chiesto alle aautorità italiane "il rispetto delle 4 sentenze emesse dalla Corte Europea di Giustizia sui Mojahedin del Popolo iraniano, la rimozione del nome della resistenza dalla lista nera europea, una presa di posizione dura e seria contro le interferenze terroristiche iraniane nella regione in particolare in Palestina e la denuncia del terrorismo internazionale iraniana al Consiglio di Sicurezza dell'ONU.
karimi davood

lunedì 12 gennaio 2009

IRAN:ANCORA LAPIDAZIONI



Il regime fondamentalista e disumano dei mullah ha condannato tre uomini alla lapidazione e ne ha due uccisi sotto una pioggia di pietre cavate dal suo cuore di pietra. Un regime che ha già messo a ferro e fuoco la terra della palestina e tuttora continua a soffiare sul fuoco che brucia sia vite israeliane che palestinesi. Un regime che è il maggior pericolo per la stabilità e la pace del medioriente e per tutto il mondo. Un regime che spende miliardi e miliardi per finanziare il terrorismo internazionale e mira a instaurare un maligno impero islamico in tutta la regione. Propongo ai paesi in conflitto di denunciare al Consiglio di Sicurezza dell'ONU le interferenze terroristiche del regime dei mullah chiedendo una serie di sanzioni generali e allo stesso tempo sostenere il popolo iraniano per portare a termine un cambio democratico ponendo fine all'era del terrorismo e del fondamentalismo in Iran liberando il mondo intero da una seria minaccia di dimensioni veramente spaventose.
karimi davood

A voi la triste notizia pubblicata da Il Giornale.it

Due uomini sono stati messi a morte per lapidazione in Iran mentre un terzo, gravemente ferito, si è salvato solo perché è riuscito - come consente la legge - a divincolarsi dalla buca in cui era stato sepolto. È successo alla fine di dicembre, ma a riferirlo solo ieri è stato un gruppo di attivisti per i diritti umani. Le esecuzioni, secondo un comunicato pubblicato dal sito del quotidiano riformista Etemad Melli, sono avvenute il 26 dicembre in un cimitero poco fuori dalla città di Mashhad, nel nord-est dell’Iran. L’uomo che è riuscito a mettersi in salvo è di origine afghana e si chiama Mahmud. Dei due giustiziati si è riusciti solo a sapere che uno si chiamava Hushang Kh ed era stato condannato per adulterio.
Un’organizzazione per i diritti umani riferisce che anche la donna con la quale Hushang Kh aveva una relazione extraconiugale è stata condannata allo stesso supplizio ed è in attesa dell’esecuzione, così come altre dieci persone in Iran. Nel 2002 il capo dell’apparato giudiziario, ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, aveva emesso un decreto per sospendere l’esecuzione delle lapidazioni. Ma ciò non ha impedito a singoli giudici di emettere le condanne e, in alcuni casi, di farle eseguire. Negli ultimi tre anni si ha notizia di almeno tre casi. In Iran la pena di morte, contemplata per numerosi reati, è di solito eseguita per impiccagione.
Solo per i colpevoli di adulterio è prevista la lapidazione. Il condannato viene sepolto fino alle ascelle se donna, o fino alla cintola se uomo e viene colpito con pietre che non devono essere troppo piccole né abbastanza grandi per provocarne subito la morte. Se riesce a liberarsi, come sembra sia accaduto in questa circostanza, ha salva la vita.

MANIFESTAZIONE DEGLI OPPOSITORI IRANIANI A ROMA-MONTECITORIO

Contro l’ingiustizia dell’UE!
Per il rispetto della legge e della giustizia

Per l’esecuzione dell’inequivocabili sentenze della Corte Europea

Per fermare la politica di accondiscendenza con i mullah, i padrini del terrore!

Manifestazione per chiedere all’UE il rispetto delle 4 sentenze, emesse dalla Corte Europea di Giustizia


Roma, P.za del Montecitorio, di fronte al Parlamento
Martedì 13 gen. ’09
Ore:14:00 – 16:00


Dopo la sentenza della Corte Europea di Giustizia emessa il 4
dicembre 2008 che annullava la decisione del Consiglio dei ministri dell’UE di includere i Mojahedin del popolo iraniano nella lista dei gruppi terroristici, e la successiva ed inequivocabile conferma del 17 dicembre, ci rivolgiamo al Governo italiano affinché chieda all’UE, insieme alla Danimarca ed ai paesi Scandinavi, in occasione della semestrale revisione della lista, il rispetto delle sentenze emesse dalla Corte Europea di Giustizia per rimuovere il nome dei Mojahedin del popolo iraniano dalla lista dei gruppi terroristici.



Ufficio della rappresentanza del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana – Italia
Roma, 12 gennaio 2009

domenica 11 gennaio 2009

IL FONDAMENTALISMO ISLAMICO IRANIANO PIU' LO CONOSCI PIU' LO EVITI.




CONOSCERE IL VIRUS DEL FONDAMENTALISMO ISLAMICO PER EVITARLO

Ricevo molte richieste da parte delle amiche e degli amici che frequentano il mio blog sul significato del"fondamentalismo silamico e dei soi pericoli". Prima di inziare a spiegare questo fenomeno debbo dire che per portare alla conoscenza dell'opinone pubblica la vera faccia di questo "virus" ci vogliono migliaia di ore di lavoro e di scrittura. Pertanto dal momento che ho abitudine di scrivere poche righe per non infastidire che legge i miei articoli cerco di semplificare e di paragonare questo micidiale fenomeno con il virus dell'Aids( mi scuso con le persone colpite da questamalattia).
Il fondamentalismo islamico è un virus micidiale della mente e a dfferenza del HIV colpisce fondamentalmente e direttamente la "parte grigia" del cervello. Esattamente da dove dipendono tutti nostri futuri comportamenti sia mentali che fisici.
A differenza dell'Hiv che è nascosto, il fondamentalismo islamico si vede e si fa sentire con le sue violenti azioni e in particolare si distingue nella forma più pericolosa cioè la guerra e il terrorismo.
A differenza del HIV che è silenzioso e che se non vai a cercarlo non ti viene mai a toccare, quello del fondamentalismo è molto irruento e aggressivo e ti viene a cercare e costantemente ti aggredisce sotto svariate forme.
A differenza dell'HIV che si potrebbe fermare grazie alle cure, quello del fondamentalismo non si ferma più e si avvanza velocemnte fino a farti diventare un candidato Kamikazze oppure un vero sostenitore politico sul piano internazionale( volete un esempio: ayattolmullah D'Alema).
A differenza dell'HIV quello del fondmanetalismo ha un vettore che si chiama la violenza e la guerra. E' con la violenza che si distingue e si identifica in tutte le società civili. Appena arriva non fa altro che usare il terrore, la lapidazione, la tortura, la misoginia, l'amputazione delle arti, impccagione dei minorenni, la repressione ecc...
A differenza dell'HIV, la caratteristica più evidente del virus del fondamentalismo islamico iraniano di matrice khomeinista, il vero fondatore del terrore, della violenza e del terrorismo, è la sua MISOGINIA. E' estemamente contro la parte più bella della società e della vita:appunto la donna che è un insieme di valori umani e sociali di cui l'uomo maschio è totalmente privo, quali amore, dolcezza, sensibilità, serenità, pace, maternità, convivenza pacifica, altruismo ecc...
In poche parole il virus del fondamentalismo islamico è privo di tutti i valori soppraelencati che compongono la parte più bella del mondo umano:donna.
Chiudo e ribadisco che urge un azione di tutti i governi democratici per vaccinare la società civile onde evitare un epidemia di dimensioni catastrfiche. Il pericolo è in agguato. Bisogna alzare la guardia costantemente. Bisogna togliergli l'acqua dal su mulino che macina costantemente carne e ossa degli innocenti iracheni, afghani,italiani, americani, iraniani, algerini, ecc...
In futuro ne scriverò di più.
karimi davood, analista politico

venerdì 9 gennaio 2009

DUE PAROLE CON I FINTI SORDOMUTI DELLA POLITICA INTERNAZIONALE

IRAN CHIEDE LA TESTA DEL PRESIDENTE EGIZIANO MUBARAK,
STANZIATO UN COSPICUO PREMIO PER CHI UCCIDE IL PRESIDENTE MUBARAK( UN MILIONE DI DOLLARI)
GRAZIE AL MINISTRO DEGLI ESTERI SIGNOR FRANCO FRATTINI

Nei ultimi giorni il regime iraniano ha organizzato una serie di manifestazioni di protesta di fronte alle varie rappresentanze diplomatiche straniere chiedendo il loro intervento a favore del popolo palestinese(leggilo i sicari iraniani Hamas), e dando fuoco addirittura a molti sedi diplomatiche tra cui l'ambasciata Giordana, i giardini dell'ambasciata britannica ecc.. E' di ieri la notizia che i dirigenti di Teheran inscenando delle manifestazioni di protesta di fronte all'ambasciata egiziana hanno addirittura chiesto l'eliminazione fisica del presidente Mubarak stabilendo anche una bella cifra per chi ucciderà il suo presidente. Il governo egiziano ha protestato duramente con Teheran sottolinenando la responsablità iraniana per qualsiasi atto terroristico contro Mubarak. Nemmeno qua una dura protesta da parte della comunità internazionale.
Secondo me esistono innumerevoli indicazioni e prove inconfuttabili che portano alla responsabilità diretta del regime fondamentalista dei mullah nella guerra tra Israele e hamas, organizzazione terroristica sulla busta paga iraniana. Altrimenti non si spiega un atto cosi folle e grossalana da parte dei militanti di Hamas. E non si spiega nemmeno gli obiettivi dell'organizzazione Hamas. Perchè l'hanno fatto cosi grossa? Nn sapevano della reazione violenta israeliana? Sì. la risposta è si. Hamas sapeva molto bene dei rischi della nuova rispresa delle ostilità nei confronti dell'Israele. Ma dal momento che l'ordine era partito da Teheran e addirittura secondo le informazioni in mio possesso dallo stesso leader supremo Ali Khamenei, non esistevano alternative che obbedire" all'ordine" del capo.
Secondo me il mondo occidentale sta lasciando la situazione in modo da perdurare ancora per un po di tempo in modo che gli israeliani si ritirino dalla Gaza grazie alle pressioni dell'opinione pubblica. Sbagliato. L'occidente deve intervenire. anche perchè una buona parte delle responsabilità è sua. Non dobbiamo dimenticare quando Ayatolmullah D'Alema passeggiava in Libano e si faceva fotografare con i capi del terrorismo Hezbollah, un'altra organizzazione sulla busta paga iraniana. La politica europea ha una forte responsabilità in questa facenda. ha sempre mantenuto un basso profilo nei confronti del terrorismo iraniano che è la fonte principale della destabilizzazione della regione e non. Non ha mai presa una dura posizione contro il regime dei mullah. Mi fa piacere la posizione del ministro Frattini quando dice "dietro la guerra di Hamas c'è Iran". Complimenti signor Ministro. Lei ha un corragio che bisgona arricchirlo e sostenerlo. Sono a sua disposizione per sostenere con i documenti in mano per dimostrare la responsabilita iraniana in questa nuova guerra iniziata per coprire le sconfitte iraniane sia in Iraq( la firma dell'accordo sulla sicurezza e sulla permanenza delle forze americane fino a 2011), che nelle questioni interne tenedo conto anche dell'approssimarsi delle nuove false elezioni presidenziali nonchè disttrarre l'attenzione del mondo occidentale dalla bomba atomica. Ci sono una lunga serie di fattori che dimostrano esattamente la manus lungus di Khamenei-ahmadinejad-khatami-rafsanjani nella nuova crisi mediorientale.
karimi davood, analista politico iraniano

giovedì 8 gennaio 2009

APERTO UN NUOVO FRONTE DI GUERRA: LANCIATI MISSILI DAL LIBANO


Ahmadinejad, buratinaio nelle mani del capo supremo del terrorismo internazionale appunto il Capo supremo Ali Khamenei
Secondo le informazzioni diffuse dai massi media di oggi, tra ieri e stamattina sono stati lanciati alcuni missili contro il terrotorio israeliano dalla parte sud del libano. la notizia se fosse confermata significa che il regime iraniano è in forte difficoltà nella parte principale della guerra cioè Gaza. Ecco perchè sta cercando di aprire una nuova fronte di guerra in modo tale da spaventare sia gli israeliani che gli stessi occidentali che sono il maggior interlocutore del regime dei mullah iraniani. Ragion per cui questa guerra è stata inziata è la forte necessità del regime di Teheran di creare una nuova crisi di dimensioni internazionali tale da tenerli occupati a non pensare più alla questione atomica iraniana che secondo le informazini in nostro possesso si trova in una fase estremamente delicata e vitale. Questo è il succo concentrato delle ragioni di questa guerra. Purtroppo il governo israeliano ci è cascato con la testa e ha reagito contro i sicari sulla busta paga dei mullah di Teheran anzichè creare una forte lobby di pressione contro Iran. Forse aqqnche gli israeliani hanno capito che a causa della forte politica di compiacenza con il regime di Teheran non avrebbero potuto fare nulla. In questo senso gli capisco benissimo anche perchè lo stesso popolo iraniano sta idem vittima di questa politica. Purtroppo il mondo civile di oggi preferisce piangere sulla tomba dei bambini senza domandare che per quale motivo sono stati portati al macello e per quali cause sono stati vittime? La risposta è semplice e palese:questi fanciulli palestinesi di cui le loro foto tappezzano le prime pagine dei giornali occidentali e portano il dolore nei cuori di tutte le donne e gli uomini liberi, sono stati prestati al regime dei mullah, dietro un cospicuo contributo in denaro, da parte dei dirigenti di Hamas. Ecco dove gli israeliani avrebbero dovuto puntare: Hamas e il regime di Teheran. Naturalmente non con le bombe ma con la diplomazia di attacco.
L'apertura di una nuova fronte nella parte settentrionale è un evidente segnale di difficoltà del regime dei mullah che ha ordinato ai suoi sicari Hezbollah libanesi di aprire il fuoco di sostegno ai fratelli Hamas palestinesi. Una unica regia: Ali Khamenei, capo supremo del regime fondamentalista iraniano
karimi davood, analista politico iraniano

GRANDE MANIFESTAZIONE DI PROTESTA A PARIGI: " GIUSTIZIA SI, INGIUSTIZIA NO"






" QUELLA POLITICA LE CUI MANI SONO NELLE MANI DEI MULLAH E' LA COMPLICE INDISCUSSA DEI CRIMINI COMMESSI DAI MULLAH".
Con questo slogan, martedi scorso un miliaio di cittadini iraniani e francesi hanno partecipato ad una manifestazione indetta dall'Associazione Donne Democratiche Iraniane residenti in Francia per protestare contro la politica di collaborazionismo francese con il regime fondamentalista e terrorista iraniano.
L'aria gelida e fredda della piazza dell'universitè di Parigi, adiacente al palazzo dell'Assemblea Nazionale, passava la pelle dei manifestanti ed entrava nelle loro ossa uscendo riscaldata dalla rabbia e dallo sdegno di coloro che sono oggi vittime di questa poltica che fino ad oggi ha procurato a favore del regime iraniano il tempo e le occasioni opportune per continuare a portare avanti la loro politica di repressione, di terrorismo e di proliferazione atomica militare con le ovvie conseguenze di cui oggi siamo testimoni sbalorditi e incapaci di reagire( riferisco all'attuale situazione della guerra a Gaza con migliaia di morti e di feriti da ambedue parti). I manifestanti hanno chiesto al governo del presidente Sarkozi di rispettare le quattro sentenze rilasciate dalla Corte di Giustizia europea a favore dei Mojahedin del Popolo iraniano rimuovendoli definitivamente dalla lista nera euorpea. Una delegazione dei cittadini francesi in rappresentanza dei manfestanti si è presentata alla presidenza dell'Assemblea nazionale francese consegnandoli una copia della richiesta dei manfestanti: il rispetto delle varie sentenze della Corti europee e la rimozione immediata del nome dei Mojahedin dalla lista nera europea.

 
AID : AGENZIA IRAN DEMOCRATICO