domenica 8 febbraio 2009

CONFERENZA DI MONACO: LA MUCCA IRANIANA HA DATO UN CALCIO AL SECCHIO DEL LATTE MUNTO DALLA POLITICA DI ACCONDISCENDENZA!


IN MATERIA DEL DIALOGO, BISOGNA PRENDERE PER IL COLLO IL LEADER SUPREMO DEI MULLAH, ALI KHAMENEI, ALTRIMENTI TUTTO E' UNA PRESA IN GIRO

UNO DEI TRUCCHI DEI MULLAH E' QUELLO DI CAMBIARE CONTINUAMENTE I LORO NEGOZIATORI
L'ALTRO TRUCCO E' QUELLO DI ARRESTARE, NEL CASO DI NECESSITA', I LORO NEGOZIATORI PER MANDARE IN ARIA ANNI DI LAVORO DEGLI EUROPEI



Il miraggio di domare gli ayattollah iraniani ha gettato una doccia fredda sulla testa di quanti volevano portare i mullah a Monaco e convincergli a collaborare con la comunità internazionale per porre fine al contenzioso atomico militare dei mullah. Gli inviati iraniani hanno pascolato tra le carote offerte dagli occidentali e alla fine hanno dato un calcio al secchio del latte, munto dalla politica di accondiscendenza europea e se ne sono andati contenti e felici. Senza ascoltare le richieste e le suppliche internazionali hanno detto e ripetuto costantemente le loro opinioni e le loro posizioni ripetendo per ennesima volta tutto quello che già avevano espresso per bocca del loro presidente passdar Ahmadinejad, eliminazione dell'Israele compreso.
In un precedente articolo avevo scritto che il dialogo con i mullah non esiste. Quello che esiste è un monologo. I mullah iraniani non ascoltano nessuno in quanto la questione atomica è una linea rossa e indiscutibile. La bomba atomica islamica è una garanzia strategica per il regime di Teheran per cui non è assolutamente immaginabile che qualcuno possa discutere su questo argomento. Dott. Solana ne sa qualcosa. Secondo le rivelazioni della resistenza iraniana, il regime dei mullah è da piu di 20 anni che sta lavorando segretamente su questo argomento mantenendo all'oscuro perfino l'Agenzia per energia atomica dell'ONU. Grazie ai Mojahedin del Popolo Iraniano e grazie al sacrificio di centinaia di simpatizzanti il mondo è venuto alla conoscenza di questo diabolico progetto. Sfido chiunque possa scommettere sul fatto che i mullah si ritirino di un solo milimetro dalle loro pretese atomiche islamiche. Il regime iraniano usa la disponibilità internazionale e la considera un segno di debbolezza e di incapacità di reazione. Dal 2003, anno in cui la resistenza iraniana ha reso pubblico l'esistenza di tale progetto, il mondo occidentale ha portato avanto un vano tentativo di convincere i mullah a desistere dalla costruzione della bomba atomica. Che cosa ha ottenuto? Nulla. Anzi con la politica di dialogo, scusate se ripeto "MONOLOGO", ha permesso ai mullah di andare avanti nella loro intenzione e di nascondere ancora i loro siti strategici e vitali per la costruzione della bomba atomica islamica.
Allora la soluzione? Secondo me l'unica soluzione valida e efficace è l'uso della fermezza e della determinazine contro il regime dei mullah. Intendiamoci bene non uso della forza militare. Aggraverebbe la situazione. I mullah iraniano ne saranno pure contenti. Il mondo attraverso l'ONU e il Consiglio di Sicurezza deve adottare con urgenza delle sanzioni generali e completi in tutti i settori. A partire dal campo petrolifero, finanziario, armamenti, tecnologico ecc... Questa è l'unica soluzione. E' dolorosa ma efficace. Meglio perdere oggi 100 miliardi di dollari che domani perdere milioni e milioni di vite umane innocenti. Vi giuro e vi garantisco che nel caso di inadempienza di questo civile e responsabile dovere, il scenario è assai catastrofico. Ci dobbiamo preparare per perdere milioni e milioni di persone.
Ma attenzione, la politica sanzionatoria, se non è accompagnata dal riconoscimento dei diritti del popolo iraniano per portare a termine la sua politica di cambiamento radicale e democratico del quadro politico del paese, rimarrà ancora senza successo.
Nel precedente articolo avevo anche sottolineato l'errore strategico della conferenza di Monaco: aver invitato i sicari degli ayattolah è stato un segno di debbolezza. I mullah di Teheran l'hanno percepito.
Il regime teocratico e fondamentalista di matrice khomeinista conosce solamente la lingua della forza e basta.
karimi davood, analista politico iraniano.

sabato 7 febbraio 2009

L'IRAN FA TREMARE OBAMA E IL MONDO



Vi consiglio un'accurata attenzione all'articolo del dott. Paniccia
grazie
karimi



Fonte:Globalist
di Arduino Paniccia
Sabato 07.02.2009 14:00



In America la parte migliore del potere non è come gestirlo, ma come raggiungerlo. Lo sta scoprendo Obama, la cui lunga ed esaltante campagna presidenziale ha entusiasmato il mondo intero e galvanizzato lo stesso giovane senatore dell’Illinois. Poi ha vinto e adesso gli tocca far seguire i fatti alle parole. Criticare da fuori è più facile che gestire da dentro e adesso, tra congedi forzati di membri appena nominati del suo staff e sorprese dall’estero, Obama scopre addirittura che il suo predecessore non aveva tutti i torti quando spingeva per la costruzione di un ombrello missilistico in Europa. Non ha nemmeno finito di rassicurare la Russia promettendo di non procedere con quel progetto ed ecco che l’Iran lancia un satellite utilizzando un vettore a combustibile solido in grado di portare testate convenzionali o nucleari in Europa ed in tutto il Medio Oriente, Israele incluso ovviamente.

Sembra di essere tornati alla Guerra Fredda: presidenti, primi ministri ed i loro stati maggiori europei e americani sono naso all’insù ad osservare preoccupati il decollo del satellite iraniano, che oltre a ricevere e lanciare trasmissioni su diverse frequenze lancia anche all’Occidente e ad Israele un messaggio poco rassicurante. Questo è un “film” che abbiamo già visto: tra non molto, al massimo un paio d’anni, l’Iran annuncerà al mondo il successo del suo primo esperimento nucleare militare.

Prima di quell’annuncio ci sono due possibili strade da seguire. La prima: non fare nulla ed osservare atterriti quanto è già avvenuto con India e Pakistan negli anni ’70, tuttalpiù replicando la farsa degli inutili gruppi di contatto, totalmente superflui finchè Russia e Cina continueranno più o meno scopertamente ad aiutare gli ayatollah. La seconda: iniziare da subito una pesante offensiva diplomatica ed economica contro l’Iran, volta ad un vero isolamento di quel regime.

Mentre India e Pakistan sono comunque democrazie (la prima è la più grande del mondo e la seconda ha recentemente defenestrato incruentamente un “dittatore”), l’Iran è un paese la cui rivoluzione è stata in realtà un vero golpe che ha instaurato un regime teocratico e feroce.

Come abbiamo prefigurato su queste colonne, gli USA sono stati colti di sorpresa, né il nuovo Segretario di Stato Hillary Clinton ha mai speso una parola degna di rilievo sul nucleare iraniano. L’idea di sedersi a tavolino con Ahmadinejad e trattare con lui può essere ancora valida, ma appare più una prospettiva volta al “damage control” che non uno stop effettivo alle ambizioni nucleari iraniane. Oltretutto, chi conosce il mondo arabo, sa che presso quelle culture il gesto di disponibilità è spesso frainteso per segnale di debolezza. Pur riconoscendo alla diplomazia e alla leadership iraniana una maggiore sofisticazione nel disbrigo degli affari internazionali, il timore che una forma mentale antica contribuisca a creare equivoci è forte.

In ogni caso, in questo quadro ogni strategia di dialogo è vana se prima non capiamo se questa che sembra destinata a diventare una potenza militare provvista di arma nucleare intenda continuare a bluffare o piuttosto non dia ascolto per davvero ai suoi alleati più moderati e alle Nazioni Unite.

venerdì 6 febbraio 2009

MONACO: SI RIPETE NUOVAMENTE L'ERRORE CHE PORTO' HITLER A DIVENTARE IL CARNEFICE DI MILIONI DI INNOCENTI





La conferenza di Monaco di questo anno ha aperto i lavori nel segno della lotta contro la proliferazione della bomba atomica e la sicurezza dell'Europa. La cosa estrana è che l'intero programma della conferenza è concentrato sulle attività nucleari iraniane e di conseguenza sulle sue riprecussioni sulla sicurezza mondiale. Dal momento che negli ultimi due anni l'Iran ha ripetutamente lanciato e esperimentato il raggio di azione dei suoi missili arrivando addirittura alla capacità di ragiungere L'Europa, allora, se l'Iran è il princilae accusato, perchè è stato invitato a far parte in pieno dei lavori della conferenza? La storia recente della politica di accondiscendenza è stata fortemente fallimentare a tal punto che non solo ha acconsentito ai mullah iraniani di portare avanti e indisturbati i loro lavori e attività missilistici e nucleari, ha anche messo il tappeto rosso per il loro ingresso alla conferenza di sicurezza di Monaco. Secondo me l'errore fatale è qui. Se veramente le intenzioni della comunità internazionale sono quelle di affrontare il pericolo e la minaccia atomica iraniana, allora, avrebbero dovuto escluderlo categoricamente dai lavori per dare in primiss un forte segnale di concretezza e di fermezza. Putroppo non è stato cosi. Per il regime dei mullah è stato senza dubbio un successo il solo fatto di essere invitato alla conferenza. Sicuramente l'occasione della conferenza gli permetterà ancora di spargere il seme del dialogo( io chiamo monologo), e la vana speranza di poter domare il mostro più pericoloso della pianeta con un mazzo di carote. Vi assicuro che i mullah e i loro inviati alla conferenza, oltre a mangiare le carote strapperanno e ingoieranno anche il braccio di chi glielo ha offerto.
Per il resto lascio che la storia parli. Spero che non sia troppo tardi.
karimi davood, analista politico iraniano.

giovedì 5 febbraio 2009

KHATAMI, CARTA BRUCIATA DEI MULLAH SI CANDIDA NUOVAMENTE. SI PUO' PARAGONARE OBAMA CON KATAMI?



E' UN GRAVE OLTRAGGIO ALL'INTELLIGENZA UMANA PARAGONARE IL NUOVO PRESIDENTE AMERICANO OBAMA CON KHATAMI, CARTA BRUCIATA DEI MULLAH

Nella foto: impiccagione dei minorenni, l'altra faccia di Khatami
Premesso che in un regime dittatoriale non esistono elezioni libere e che il regime dei mullah usa sostanzialmente le forme istituzionali democratiche, quali le libere elezioni come mezzo di legittimazione del suo regno dittatoriale, devo pubblicare le mie opinioni circa alcuni sviluppi di recente data.
Ultimamente con l’avvicinarsi delle farse elezioni presidenziali, ancora una volta è uscito fuori dalla scatola magica del leader supremo del regime degli ayatollah,Ali Khamenei, incominciando a fare dichiarazioni traballanti. Addirittura qualcuno è arrivato a paragonarlo al nuovo presidente degli Stati Uniti D'America, Barak Obama.
Premesso che paragonare un uomo religioso di alto rango del regime dei mullah, autore delle più disumane leggi islamiche, quali l'invio dei bambini "MONOUSO" sui campi minati in Iraq durante la guerra, nonché della violenza carnale sulle ragazze vergini prima della fucilazione ed essere carnefice del massacro degli studenti avvenuto nei primi anni della sua presidenza nonchè l'autore della diffusione e dell'espansione del terrorismo internazionale(vedi Iraq e Afghanistan), con il nuovo presidente di colore degli Stati Uniti D'America, non solo è un oltraggio a milioni di persone che hanno votato Obama ma anche all'intelligenza di tutti quelli che hanno creduto “nell’uomo del cambiamento". Se Obama è una pasticca curativa contro l'intero male che hanno fatto i precedenti presidenti americani, Khatami è una "supposta" scaduta e riciclata contro un male che dura da trent’anni in Iran. Se Obama è uomo di cambiamento , Khatami è uomo d’inganno e di furbizia dei mullah. Basti guardare gli otto anni del suo governo. Che cosa ha prodotto di positivo? Ha solamente ingannato la comunità internazionale ed ha portato avanti di nascosto il suo progetto atomico. Se Obama ha suscitato e suscita tuttora una grande speranza nelle masse deluse americane e mondiali, il mullah Khatami è un lupo che cambia il pelo ma non il vizio. Se Obama è un Martin Luter King resuscitato come lo sostengono alcuni ambienti poplari, il mullah Khatami è un morto che cammina. Khatami Ha già dimostrato che nei suoi 8 anni di governo è stato sempre un uomo sublime al capo supremo Ali Khamenei ed ha sempre obbedito ai suoi ordini portando avanti di persna la politica di terrorismo e di espansione della rivoluzione islamica. Se Obama è un’assoluta novità nella storia americana, il mullah Khatami è la più vecchia carta bruciata del regime fondamentalista dei mullah. Se Obama si è instaurato a Casa Bianca, grazie alla volontà di milioni di americani frustrati e delusi, una ragione valida c'è stata: voglia di cambiamento. Ma il mullah khatami che cosa vuole cambiare? Il regime dei mullah? In che cosa? In un altro regime islamico? Allora se c'è ne uno, che bisogno c'è di farne un altro? Allora è qui che è nascosto l'inganno.
Recentemente il popolo iraniano ha avuto un grande riconoscimento e vittoria senza precedenti nella storia dei popoli. La sua legittima resistenza è stata rimossa dalla lista nera europea. E' stato rimosso un grande ostacolo posto dinnanzi al processo per un cambiamento democratico in Iran. Con tale decisione dell'UE che è stata ottenuta grazie a 4 sentenze della Corte di Giustizia europea e con l'aiuto di migliaia di senatori, deputati, avvocati, giuristi, personalità politiche europee e americane, la velocità del processo di cambiamento in Iran ha preso dimensioni straordinarie ed ha ridato una nuova speranza al popolo represso e oppresso da trent’anni del regno dei mullah. Ecco perché ancora una volta il leader supremo ha tirato fuori la carta bruciata di Khatami: contrattaccare la rivincita della resistenza iraniana e nuovamente confondere lo stato psicologico della popolazione interna ed esterna e mandare un messaggio all'estero: "E' KHATAMI L'UOMO DI CAMBIAMENTO"!
Ribadisco e concludo che Khatami è solo un burattino nelle mani del regime dei mullah. E' solamente una supposta scaduta e riciclata.
A me il dovere di mettere in guardia la comunità internazionale a costo della mia vita.
Attenzione: il tempo utile è quasi esaurito e il regime dei mullah si sta avvicinando spaventosamente al compimento della sua BOMBA ATOMICA ISLAMICA DI MATRICE KHOMEINISTA.
Risultato di questo scenario: Il Fondamentalismo islamico di matrice khomeinista aggiunto alla bomba atomica islamica è uguale ad un mondo preso in ostaggio, ricattato costantemente e privo di qualsiasi tipo di sicurezza e di serenità!
karimi davood, analista politico iraniano

mercoledì 4 febbraio 2009

I MULLAH HANNO MANDATO IN ORBITA UN SATELLITE ISLAMICO


Nella foto.un momento del lancio del missile che ha portato in orbita il satellite islamico dei mulla "Omid"

LA MESSA IN ORBITA DEL SATELLITE "OMID" DIMOSTRA LE INTENZIONI GUERRAFONDAIE CONTRO I PAESI DELLA REGIONE E IN PARTICOLARE ISRAELE
L'OPERAZIONE "OMID" DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA LE VERE INTENZIONI DEI MULLAH SULLA COSTRUZIONE DELLA BOMBA ATOMICA


Ammesso che sia vera la notizia dela messa in orbita di un satellite islamico iraniano il che dimostra le rivelazioni della resistenza iraniana secondo cui il regime dei mullah sta proseguendo indisturbato sul piano della dotazione di armamenti atomici e di missili di lunga gitata. La politica di accondiscendenza europea non ha prodotto altro che un fallimento della politica nei confronti del fondamentalismo islamico dei mullah. Secondo le rivelazioni della resistenza iraniana, il regime di Teheran non ha smesso nemmeno per un secondo le sue ricerche e i suoi lavori per complementare la costruzione della bomba atomica islamica. Questa fallimentare politica ci condurrà prima o poi verso una catastrofica guerra mondiale. Gli 8 anni del governo di Khatami e i quasi 4 anni di Ahmadinejad hanno creato la preziosa possibilità di portare avanti le ricerche e gli sforzi in direzione della atomizzazione del regime dei mullah. La comunità internazionale si deve rendersi conto che il fondamentalismo islamico già di per se è un pericolo incalcolabile e imprevvedibie per la sicurezza dell'intero globo. Basti gardare la cronologia delle sue interferenze in medioriente e in tuti gli 4 angoli della terra. Ha sparso sangue e odio ovunque e dovunque. Ha ucciso senza dover rendere conto a nessuna autorità internazionale i cittadini di tutti i paesi del globo. Sulla sua pagella criminale pesano le vite spezzate di numerosi cittadini militari italiani uccisi in Iraq e in Afghanistan. Se viene dotato anche della bomba atomica la fine della sicurezza è scontatissima. Il regime dei mullah fino ad oggi, senza la bomba atomica ha preso in ostaggio la traquilità e la sicurezza di tutto ll mondo. Figuriamoci quando si doterà della bomba atomica islamica!

martedì 3 febbraio 2009

ANCORA IN AZIONE LA DISUMANA LEGGE KHOMEINISTA DEL TAGLIONE. IERI UNA DONNA DI 33 E OGGI UN GIOVANE DI 27 ANNI


il ritratto reale del più grande dittatore della storia persiana


Alcuni giorni fa il regime barbaro e fondamentalsita dei mullah a lasciato nelle mani di un uomo anziano( il suocero. ndr) la sorte di una donna di 33 anni che durante un tentativo di violenza carnale aveva ucciso il marito. La donna ha raccontato ai giudici che "durante un attacco di asma mio marito mi ha preso alle spalle e ha cercato di violentarmi. Io per liberarmi di lui e poter riprendere il respiro ho preso una pietra che si trovava sul tavolo della cucina e lo colpito. purtroppo il colpo è stato fatale e mio marito è deceduto. Non avevo nessuna intenzione di ucciderlo. E' stato un incidente". Nulla ha potuto convincere i giudici religiosi della innocenza della moglie. Hanno sentenziato la morte della povera donna per mano del padre del marito. Cosi è stato fatto. Il vecchietto è salito sul patibolo e ha messo il cappio al collo della donna di 33 anni e l'ha spinto nel vuoto. Questa è la giustizia khoeminista dopo trent'anni dal suo maligno ingresso in Iran. Un paese devastato nell'anima e nel corpo. Un paese in cui l'odio ha trovato il terreno fertile nella disumana ideologia khomeinista della morte. Un paese in cui l'amore e il perdono sono stati messi al bando e uccisi sotto i colpi mortali del fondamentalismo islamico khomeinista. Un paese in cui la vita e il destino delle persone, vittime stesse del regno khomeinista sono consegnati nelle mani della vendetta e dell'odio. E' di ieri la notizia dell'acceccamento di un giovane attraverso l'uso dell'acido solforico. Ancora le barbarie e l'odio hanno avuto il terreno e il campo aperto grazie a trent'anni del regime islamico dei mullah.
a voi la notizia diffusa dal Tgcom.it
Karimi Davood
3/2/2009
Iran, applicata legge del taglione
Ragazzo sarà accecato come vittima
Dieci gocce di acido solforico per occhio: così un giovane iraniano che ha reso cieca una ragazza gettandole in faccia dell'acido, sarà a sua volta accecato in base alla legge islamica del taglione. L'aggressione, confessata dal responsabile, è avvenuta quattro anni fa: la giovane rifiutò le sue insistenti richieste di matrimonio. La sentenza è stata confermata dalla Corte suprema ed è quindi diventata esecutiva.

La Legge del taglione è un principio in uso presso le popolazioni antiche e consiste nella possibilità riconosciuta a una persona che abbia ricevuto un'offesa di infliggere all'offensore una pena uguale all'offesa ricevuta. Il principio era presente già nel Codice di Hammurabi nel quale la pena per i vari reati è spesso identica al torto o al danno provocato: occhio per occhio, dente per dente.

Il condannato, che si chiama Majid e ha 27 anni, ha confessato di avere gettato l'acido in faccia alla ragazza, Ameneh, di 26, perché questa aveva rifiutato le sue insistenti proposte di matrimonio. L'aggressione è avvenuta quattro anni fa in una strada di Teheran. Inutili sono state le lunghe e costose cure alla quale la giovane è stata sottoposta in Spagna per cercare di salvarle la vista.

"Non dimenticherò mai l'ultima immagine che ho visto, quella di lui che mi aggredisce, e che ritorna in tutti i miei incubi", ha detto Ameneh, rifiutando di concedere a Majid il perdono, che gli risparmierebbe l'esecuzione della pena. Negli ultimi anni sono stati segnalati in Iran altri casi di aggressioni simili da parte di giovani uomini contro ragazze che li avevano respinti.

MESSAGGIO DI AUGURIO DELL'ON. JOLE SANTELLI AL PRESIDENTE MARYAM RAJAVI





Nella foto: On. Jole Santelli, vice presidente della commissione affari costituzionali della Camera

Dopo la grande vittoria della giustizia europea sulla politica di accondiscendenza e la conseguente rimozione del nome della resistenza iraniana dalla lista nera europea, una delle prime adesioni inviate all'ufficio del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana è stato il messaggio di congratulazione dell'On. Jole Santelli, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali.
A nome dell'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia desidero esprimere i miei migliori auguri e ringraziamenti all'On. Santelli dicendole che il popolo iraniano non dimenticherà mai coloro, come On. santelli, che l'hanno sostenuto nei momenti più bui della sua storia.
Grazie On. Santelli per la sua solidarietà e vicinanza alle richieste democratiche delle donne iraniane.
Karimi Davood, presidente associazione rifugiati politici iranianiin Italia
Il testo della lettera di congratulazioni:
La presente per esprimere al Consiglio nazionale della resistenza iraniana le più sentite congratulazioni per la rimozione dei Mojahedin del Popolo dell'Iran dalla lista delle organizzazioni terroristiche.
E' un risultato importante per Maryam Rajavi e per tutti quelli che, come me, hanno creduto nella battaglia per la libertà del popolo iraniano.
Con tale decisione l'Ue ripara una condizione di grave ingiustizia che le donne iraniane hanno combattuto con coraggio, per un Iran laico e democratico e in difesa delle donne musulmane vittime della teocrazia islamica.
Colgo l'occasione per rivolgere a tutti voi un caro saluto, che vi prego di estendere a Maryam Rajavi.
Jole Santelli
Roma, 27 gennaio 2009

lunedì 2 febbraio 2009

IRAN-USA: NUOVI COLLOQUI CON IL REGIME FONDAMENTALISTA DEI MULLAH


Ahmadinejad in una recente apparizione dimostrando la sua arma letale ha detto con questo sgozzeremo tutti gli oppositori interni ed esterni dell'Islam

Barak Obama, nuovo presidente americano
E' da alcuni giorni che vengo costantemente interpellato dai colleghi di stampa che mi chiedono un patrere sulla ipotesi di apertura di una nuova era tra il regime fondamentalista e terrorista dei mullah e gli Stati Uniti D'America del nuovo presidente.
A proposito, devo ribadire per ennesima volta che il regime dei mullah non è un tipo che sia disposto a concedere qualche cosa. E' un regime che sempre pretende e chiede ancora e di più. Il dialogo con i mullah, come la recente storia della questione atomica ha dimostrato, è come camminare sull'acqua. Ci si sprofonda e ci si perde la vita. Le intenzioni dei mullah iraniani sono quelli di spargere la voce sulla loro disponibilità di dialogo e poi far predere del prezioso tempo onde complementare il loro diabolico piano atomico militare islamico. Basti guardare ai 5 anni di trattative con l'Agenzia per l'energia atomica dell'ONU e capire le vere intenzioni degli ayattollah.
Ribadisco con tantadeterminazione che credo di più in un connubbio reale tra il sole e la luna con la coseguente nascita di un figlio maschio che in una vera e fruttuosa trattativa tra i mullah e la comunità internazionale. La mia convinzione nasce da trentanni di lotta contro la nomenclatura religiosa iraniana e dalla mia profonda conoscenza della natura e del DNA degli ayattollah. Iran non accetetrà mai e mai gli ordini dall'alto e il suo comportamento trentennale conferma tutto il mio realismo. Per me è chiaro come la luce del sole che il regime dei mullah ancora un'altra volta prenderà in giro e trascinerà nel fango l'amministrazione americano e porterà avanti la sua micidiale strategia di tensione onde coprire più possibile l'andamento e lo sviluppo del suo progetto atomico. L'unico obiettivo del regime iraniano è quello di arrivare prima possibile alla bomba atomica islamica e basta. Su questo punto gli ayattollah non sono disposti a ritirare nemmeno di una virgola. Lo stesso presidente del regime iraniano, Ahmadinejad ha detto che "il treno atomico iraniano non ha ne freni e ne la marcia indietro". Allora non capisco come si potrà intavolare dei negoziati con uno che finge di essere sordo alle richieste internazionali? Questo non sarà un dialogo sarà sicuramente un monologo! Alla fine credo che Obama uscirà dalla sala delle trattative con le ossa rotte e con un turbante sulla testa!
Aggiungo ancora che gli americani ancora una volta ci sono cascati con la testa. Con i mullah non si discute. Con loro bisogna parlare attraverso il popolo iraniano riconoscendo la loro legittima resistenza, guidata dal nostro amatissima presidente signora Maryam Rajavi.
Concludo e sottolineo che se è necessario intavolare dei dialoghi, secondo me bisogna farli con il popolo iraniano e non con il regime fondamentalsita dei mullah che non rappresenta assolutamente gli interessi della popolazione.Anzi è il nemico numero uno dell'intero mondo.
karimi davood, analista politico iraniano

domenica 1 febbraio 2009

IRAN: IMPICCATA UNA DONNA DI 33 ANNI


Nella foto: impiccagione pubblica di una donna a Teheran
Ho appena appreso che giovedì scorso è stata impiccata una giovanissima donna di 33 anni di cui 11 l'aveva già passati nel carcere della città di Rafsanjan. La donna di nome Massumeh Ghale Jahi, malata dell'asma cronica e dell'epilessia aveva ucciso 11 anni fa il suo marito durante un tentativo di violenza carnale.
Il suocero della donna è salito sul patibolo e ha stretto e ha messo il cappio attorno al collo della signora e l'ha gettato nel vuoto.
La vittima aveva sostenuto che durante un attacco di asma aveva visto addosso il marito e lei per allontanarlo avevao preso una pietra che si trovava in cucina e con il quale l'aveva colpito.
Nel regime dei mullah e nella costituzione islamica iraniana, per le donne non esiste la difesa dalla violenza carnale e in particolare non esiste assolutamente la difesa nell'ambito dei rapporti coniugali. La donna fa parte della proprietà del marito per cui in qualsiasi momento deve essere disponibile per le richieste coniugali.
Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia esprime il suo dolore e sdegno per questo ennesimo crimine commesso ai danni delle donne iraniane e chiede a tutte le forze politiche e in particolare alle donne italiane di solidarizzare con le loro sorelle iraniane esprimendo il loro dolore e rammarico verso questa ingiustizia chiamando l'ambasciata iraniana per formulare la loro protesta.
Per favore mandate una copia della vostra protesta all'indirizzo email: irandemocratico@yahoo.it
grazie
karimi davood

gli indirizzi di varie sedi del regime dei mullah in Italia:
AMBASCIATA REPUBBLICA ISLAMICA DELL`IRAN :

Via Nomentana 361/363 , 00162 ROMA
Tel. 06/86328485 - 86- 87 fax. 06/86328492

ufficio stampa
Via Nomentana 361/363 , 00162 ROMA
tel. 06/86328485-6-7-8
Sezione Consolare presso Ambasciata
Via Nomentana 361 , 00162 ROMA
Tel. 06/ 86214478-80 fax . 06/86215287

CONSOLATO GENERALE DELL`IRAN A MILANO
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Fax. 02/ 72001189

sabato 31 gennaio 2009

IRAN: I 30 ANNI DELLA MALIGNA OMBRA DEL PIU' FEROCE DITTATORE DELLA STORIA DELL'UMANITA', KHOMEINI

IL RITRATTO DEL BOIA DEL SECOLO, KHOMEINI
LA PAGELLA DEL REGIME FONDAMENTALISTA DEI MULLAH IN TRENT'ANNI DI UN REGNO MALIGNO, TERRORISTICO E DISUMANO:


-120.000 ESECUZIONI POLITICHE
-ESECUZIONI PUBBLICHE QUOTIDIANE PER FOMENTARE IL TERRORE TRA LA POPOLAZIONE ANCHE ALLA VIGILIA DELL'ANNIVERSARIO DELL' ARRIVO DEL MOSTRO SANGUINARIO A TEHERAN:
-L'UCCISIONE DELLE RAGAZZE VERGINI DOPO AVERLE VIOLENTATE
-LAPERSECUZIONE DEI FAMILIARI DELLE VITTIME DELLA REPRESSIONE
-L'ELIMINAZIONE FISICA DI QUALSIASI TRACCIA DI INTELLETTUALITA' E DI PENSIERO LIBERO
-L'ELIMINAZIONE FISICA DI QUALSIASI TIPO DI DISSENSO E DI DIVERSITA'
-L'ESCLUSIONE DELLA PARTE PIU' BELLA DELLA SOCIETA', DONNA, DA QUALSIASI ATTIVISMO PRODUTTIVO MANAGERIALE
-L'IMPOSIZIONE DELL'UOMO, ONNIPOTENTE, COME PILASTRO IDEOLOGICO POLITICO
-L'IMPOSIZIONE DEL SUO PENSIERO ATTRAVERSO L'USO DELLA BOMBA PER LA VIOLENZA, COME L'IRAQ, L'AFGHANISTAN, L'INDIA,IL PAKISTAN, L'AMERICA E L'EUROPA...
-L'USO DEL TERRORE SIA IN IRAN CHE ALL'ESTERO PER COSTRINGERE I SUOI INTERLOCUTORI AD ACCETTARE LE SUE RICHIESTE.
-LA DISTRUZIONE FISICA DI TUTTE LE RELIGIONI PRESENTI SUL TERRITORIO
-LA PERSECUZIONE DEI FEDELI NON MUSULMANI

-8 ANNI DI GUERRA CON UN MILIONE DI MORTI E FERITI
-UN INTERO PAESE MESSO A CATENA
-LA POLITICA DI RICATTO COME MEZZO DI GOVERNO
-UN'INTERA NAZIONE UMILIATA E REPRESSA
-DONNE MALTRATTATE ED ESCLUSE DA QUALSIASI DIRITTO E PRETESA, VALGONO LA META' DELL'UOMO
-IL TERRORISMO INTERNAZIONALE A GONFIE VELE CON MIGLIAIA DI MORTI E FERITI ALL'ANNO
-INTERFERENZE TERRORISTICHE IN TUTTI GLI ANGOLI DELLA TERRA, DALL'AMERICA ALL'EUROPA DALL'INDIA ALL'INDONESIA, DALL'IRAQ ALL'AFGHANISTAN ECC..
-25 ANNI DI UN PIANO SEGRETO PER LA COSTRUZIONE DELLA BOMBA ATOMICA ISLAMICA CON LA SPESA DI TANTI MILIARDI DI DOLLARI
-LA SOSTITUZIONE DELL'AMORE CON ODIO E LA VIOLENZA
-LA DISTRUZIONE DI UNA RELIGIONE E DI UNA FEDE DI CUI DIFFICILMENTE LA GENTE POTRA' AVERE LA FIDUCIA

GRAZIE ALL'ARRIVO DEL PIU' FEROCE BOIA DEL SECOLO IN IRAN SU UN AEREO DELL'AIR FRANCE, UN INTERO PAESE E' STATO DISTRUTTO NELL'ANIMA E NEL CORPO ED UN INTERO MONDO E' CADUTO IN UNA GRANDE DEPRESSIONE E PAURA DEL TERRORISMO.
E ALLA FINE QUELLA MALEDETTA DATA DI ARRIVO DI KHOMEINI SEGNO' L'INIZIO DEL PROPAGARSI DI UNA PERICOLOSISSIMA MALATTIA CHE IO HO CHIAMATO "KHOMEINITE", LA CUI CARATTERISTICA FONDAMENTALE E' LA PIU' INAUDITA VIOLENZA MAI VISTA E PROVATA DALLA STORIA UMANA. UNA MALATTIA DI RAPIDA ESPANSIONE E CONTAGIO CHE COLPISCE FONDAMENTALMENTE LA PARTE GRIGIA DELLA SOCIETA'.
E' NECESSARIO UNA URGENTE ED IMMEDIATA MOBILITAZIONE COLLETTIVA DI VACCINAZIONE SOCIALE, ALTRIMENTI IL MONDO CROLLERREBBE AI SUOI PIEDI ENTRO POCHI DECENNI.

E grazie alla politica di accondiscendenza europea di cui Khavier Solana è il suo pioniere, la tragedia trentennale del popolo iraniano continua.
Ma attenzione, la recente vittoria del popolo iraniano contro questa politica di accondiscendenza( la rimozione del nome dei Mojahedin dalla lista nera europea), è l'inizio della frantumazione e archiviazione nella pattumiera della storia di questo tumore islamico di matrice khomeinista.
KARIMI DAVOOD, ANALISTA POLITICO IRANIANO E PRESIDENTE ASSOCIAZIONE RIFUGIATI POLITICI IRANIANI RESIDENTI IN ITALIA



UNA DONNA PRIMA DELL'IMPICCAGIONE

ATEFE RAJABI, DI ANNI 16, PROSTITUTA CON HANDICAP MENTALE, IMPICCATA IN PIAZZA IL GIORNO 15 AGOSTO 2004

I MISSILI GHASSAM CHE PER ORDINE DEI MULLAH KHOMEINISTI PIOVONO COSTANTEMENTE SULLA TASTE DEGLI ISRAELIANI E DI CONSEGUENZA SULLA TESTA DEI BAMBINI PALESTINESI!

ATTENTATO DI MUMBAI ORGANIZZATO PER ORDINE DEL REGIME DEI MULLAH PER PROVARE L'EFFICIENZA DEL SUO APPARATO TERRORISTICO DI QUELLA REGIONE E PER PRESENTARE PRMA DELLE ELEZIONI AMERICANE ANCORA UNA VOLTA LA SUA CARTA DI VISITA!

L'IMPICCAGIONE PUBBLICA DI UN CITTADINO KURDO, RIMASTO FERITO SULLEMONTAGNE DEL KURDISTAN IRANIANO, ARRESTATO E PORTATO IN PIAZZA E PER ORDINE DEI MULLAH IRANIANI IMPICCATO IN PIAZZA CENTRALE DELA CITTA' KURDA

L'IMPICCAGIONE PUBBLICA DI DUE RAGAZZI GAY A MASHAD

L'IMPICCAGIONE PUBBLICA DI UN GIOVANE ATTORE PERSIANO
Tre impiccagioni per omicidio. Già 39 le esecuzioni nel 2009
TEHERAN (31 gennaio) - Nel giorno del 30° anniversario della rivoluzione khomeinista, la stampa iraniana aggiorna il bollettino delle esecuzioni. Solo negli ultimi giorni sono saliti sul patibolo tre uomini, portando il numero delle condanne a morte dall'inizio dell'anno a 39.

Tre impiccati. Due impiccagioni, scrive il quotidiano Etemad, sono avvenute nel carcere di Shiraz, nel sud del Paese. Uno dei giustiziati aveva ucciso a coltellate la moglie di 19 anni perché sospettava avesse una relazione extraconiugale. Un altro ha ucciso a colpi di pistola un uomo che si rifiutava di concedergli la figlia in moglie. Nella città di Kazerun, sempre nel sud, è stato impiccato un certo Heshmat, riconosciuto colpevole di avere ucciso un uomo su commissione del nipote, Nader, condannato invece a 17 anni di reclusione.

VITTORIA DEI MOJAHEDIN: UNA POESIA DI DOTT. JAMSHID ASHOUGH




30.01.2009
Dott. Jamshid Ashough



PMOI (Organizzazione Mujahedin del Popolo Iraniano), dopo una battaglia impari di 7 anni, ha vinto contro l’integralismo Musulmano e tutti suoi potenti alleati sparsi nel mondo. In questa battaglia, in piena sintonia con il governo terrorista iraniano, due governi europei, la Francia e la Gran Bretagna, hanno avuto un ruolo importantissimo contro PMOI, contro i diritti umani, contro l’innocenza e contro la giustizia europea. Questi paesi sono due grandi sostenitori economici e politici del regime di Khamenei ed Ahamadinejad terroristi per eccellenza. Questi due Governi hanno recitato un gioco sporco, come Pilato, il Giudice del processo contro Gesù Cristo.
La decisione Europea, per cancellare PMOI dalla lista nera del terrorismo, è stata presa in seguito alle 4 sentenze espresse dalla Corte di Giustizia Europea in favore dei Mojahedin del Popolo Iraniano. E' stata una dura battaglia. E' stato un labirinto pieno di insidie e ostacoli contro la resistenza iraniana e soprattutto contro i diritti umani, nel cuore della democrazia europea. Noi sostenitori del POMI e della resistenza iraniana ringraziamo fortemente tutti parlamentari, giudici, avvocati, giornalisti e soprattutto tutto il popolo europeo che con braccia aperte ci hanno accolto, e hanno sposato la nostra causa. Per fortuna è arrivata la vittoria, una vittoria per la pace e i diritti a favore della gente innocente. Un caloroso augurio a tutti.

La vittoria
Quando dalla nostra terra
siamo partiti,
Non era per salvare
La nostra pelle
e la nostra vita.
Per gridare:
Diritti e Pace.
Quando siamo partiti
Non era rimasta nulla.
Né fiumi,
Né fiori,
una terra arida.
Tutto secco.
Neanche un petalo vivo.
Di colpo una voce
ci raggiunse al cuore:
Prendete la croce,
Prendete la croce,
La vostra croce.
Con essa, troverete acqua e fiori,
Con essa, troverete
Salvezza e vita.
E cosi fece la nostra gente.

venerdì 30 gennaio 2009

Mojahedin fuori dalla lista nera: soddisfazione della provincia di Siena


Nella foto la nostra amatissima presidente Maryam Rajavi durante la manifestazione di Bruxelles di martedi scorso risponde all'esplosione di gioia di migliaia di iraniani raccoltasi per festeggiare la rimozione del nome dei Mojahedin dalla lista nera Europea
Ricevo e volentieri pubblico il comunicato stampa della provincia di Siena.
Un caloroso ringraziamento all'amico-assessore della provincia di Siena dott. Pietro Delzanna che ha sempre creduto nella legittimità della resistenza iraniana e convinto di tutto ciò ha navigato controcorrente nel mondo della politica della provincia portando avanti una campagna di informazione a favore della terza via presentata dal nostro presidente Maryam Rajavi: "Non alla guerra; Non alla politica di accondiscendenza; Si al popolo iraniano per un cambiamento democratico del quadro politico del paese".
Grazie Assessore Delzanna. Devo ribadire con tanta franchezza che questa vittoria appartiene anche a coloro, come Lei, che hanno lavorato faticosamente, rischiando anche il linciaggio politico di quella parte della politica che ha inserito il nome della resistenza nella lista nera europea. Grazie e buon lavoro
karimi davood


Siena, 30 gennaio 2009
COMUNICATO STAMPA
ANCHE LA PROVINCIA DI SIENA ESPRIME SODDISFAZIONE
PER LA DECISIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO
CHE CANCELLA I RESISTENTI IRANIANI
DALLA LISTA DELLE ORGANIZZAZIONI TERRORISTICHE



Anche la Provincia di Siena per bocca di Pietro Del Zanna, assessore alla pace e alla cooperazione internazionale, esprime plauso e soddisfazione dinanzi alla notizia dei giorni scorsi che i Muhajeddin del Popolo (Pmoi), la maggior organizzazione della resistenza iraniana, sono stati esclusi, con un atto del Consiglio europeo, dalla lista nera delle organizzazioni terroristiche della Ue. Ci sono voluti sette anni e un pronunciamento del Tribunale europeo di prima istanza che aveva definito illegittima l'inclusione.
I resistenti iraniani hanno salutato il provvedimento con una grande festa a Bruxelles davanti alla sede del Consiglio europeo, durante la quale Maryam Rajavi, presidente del Consiglio nazionale delle resistenza iraniana, ha dichiarato ai giornalisti e alla folla che finalmente "un grande ostacolo per l'affermazione della democrazia in Iran è stato eliminato. La rimozione dalla lista manda un forte segnale al popolo iraniano e lo incoraggia a combattere per la sua libertà". Oggi – ha detto ancora la Rajavi – "si è aperto un nuovo capitolo nei rapporti tra la resistenza iraniana e l'Europa. Dobbiamo essere riconosciuti come l'alternativa democratica al regime illegittimo che governa l'Iran e il prossimo passo dovrà essere quello che farà sì che il Pmoi sia rimosso anche dalla lista nera degli Stati Uniti”.
“La Provincia di Siena – tiene a sottolineare Del Zanna – ha sempre seguito da vicino le sofferte vicende del popolano iraniano. Si ricorderà al proposito la seduta del Consiglio provinciale che ospitò alcune donne della resistenza iraniana, nonché la pubblicazione del libro della stessa Maryam Rajavi. Un motivo in più, dunque, per essere felici di quanto attuato dal Consiglio europeo”.

giovedì 29 gennaio 2009

DECISIONE DELL'UE: LA CRONOLOGIA DI DUE FATWA, UNA RELIGIOSA L'ALTRA POLITICA


Il ritratto reale del più grande boia della storia dell'umanita e l'autore della fatwa contro i Mojahedin con cui nell'estate del 1987 sono stati massacrati più del 30.000 prigionieri politici di età compresa tra i 15 e 70 anni.Khomeini


Nella foto: Cimitero Khavaran nel sud di Teheran, un momento della commemorazione dei parenti del massacro dei prigionieri politici avvenuto nell'estate del 87


Nell'estate del 1987, Khomeini, il leader supremo del regime fanatico dei mullah, in una fatwa di pochissime righe ha ordinato il massacro e lo sterminio di 30.000 donne e uomini che passavane in varie carceri del paese il loro periodo di detenzione: chi un anno, chi trentanni e chi non ancora processato. In poche righe di questo disumano Fatwa khomeini ordinava ai suoi dirigenti di sottoporre ad una sola domanda tutti i detenuti politici presenti in tutte le carceri del paese: "ancora credi nella fede dei Mojahedin del popolo?". Chi rispondeva si veniva consegnato immediatamente al boia. In quel perriodo sono stati interrogati sommariamente tutti i prigionieri: età media dai 15 fino ai 70 anni. Con quelle poche righe sono stati massacrati e seppelliti nei fossi comuni più di trenta mila donne e uomini che avevano semplicemente confessato la loro fede politica. Pur passando la loro pena sono stati bersagli di una folle vendetta fanatica di cui ancora non sappiamo esattamente le sue dimensioni. Il regime dei mullah ha dichiarato questo episodio una " linea rossa". Chiunque si avvicini a indagare su questo genocidio viene bruttalmente eliminato oppure bruciato vivo come è successo in prenedenza con molti ricercatori e giornalisti. Il caso della giornalista irano-canadese Zahra Kazemi è emblematico. Il simbolo di questo genocidio è il cimitero Khavaran nel sud di Teheran dove i familiari delle vittime si recano a commemorare i loro cari anche se non sanno in quale parte del cimitero vi si trovino. Questo posto è il più grande fossa comune dove si calcola che ci siano almeno 10.000 corpi dei prigionieri politici uccisi in quel periodo.
Torniamo al secondo Fatwa che al contrario del primo non è stato rilasciato da Khomeini ma dall'Unione Europa con il quale si inserisce l'organizzazione di appartenenza di queste vittime nella lista delle organizzazioni terroritische autorizzando e convalidando il massacro e il genocidio del popolo iraniano da parte del regime teocratico dei mullah.
Nel 2002, in un vergognoso compromesso siglato sulla base dei trattati economici e barilli di petrolio tra i mullah iraniani e i responsabili dell'UE viene inserito il nome dell'Organizzazione dei Mojahedin nella lista nera delle organizzazioni terroristiche. Dopo questo vergognoso episodio , di cui i responsabili di allora e di oggi devono chiedere scusa al popolo iraniano dato che pochi giorni fa hanno scagionato i Mojahedin del popolo da qualsiasi accusa terroristica rimuovendola dalla lista nera, il regime dei mullah ha trovato la giustificazione internazionale( la Fatwa), per commettere qualsiasi azione criminoso contro i membri della resistenza iraniana. A qualsiasi protesta formale o informale dell'Europa e degli organismi internazionali dei diritti umani rispondevano che "già, questi criminali sono nella vostra lista nera" e "allora, noi adopriamo la legge contro i terroristi che sono sulla vostra lista nera", tappando la bocca di chiunque protesti contro questi crimini. Due Fatwa, uno religioso l'altro politico. Due pezzi complementari. Ma bisosgna sottolineare che questi due categorie di politici, uno dittatoriale e l'altro democratico occidentale, non avevano pensato ad una sola cosa: la volontà del popolo iraniano e la volontà delle coscienze libere dei paesi democratici di cui i loro governi erano diventati complici del regime fondamentalista dei mullah. Una coscienza libera, democratica, respondabile, reale disposta a rischiare pur confermare la ragione del diritto sulla ragione del real-politik. Questa parte dell'occidente che comprende una vasta gamma dei ceti sociali a partire dai senatori, parlamentari, giuristi, personalità politiche, giornalisti tutti insieme hanno soccorso la resistenza iraniana rischiando la loro reputazione politica e fisica. Loro hanno onestamente investito la loro fede nella legittimità della resistenza iraniana pagando anche prezzi carissimi nei termini di credibilità e di vita professionale. Non dobbiamo dimenticare chi con la penna, chi con la fimra e chi con le interrogazioni parlamentari e chi con un semplice augurio ci ha accompagnato lungo questo difficile cammino tortuoso durato 7 anni. Il popolo iraniano non dimenticherà mai coloro che nei momenti più tenebri della sua storia lo hanno sostenuto e aiutato ad alzarsi e riprendere il filo della vita e del diritto: diritto alla resistenza contro uno dei più terribili e feroci regimi della storia dell'umanità. Appunto il regime dei mullah di cui le sue fondamentali caratteristiche terroristiche sono ben noti a tutti.
In questa battaglia dobbiamo ringraziare particolarmente il conduttore radiofonico del programma Zapping, dott. Aldo Forbice, i senatori e deputati italiani che di recente sono stati fautori di due petizioni parlamentari e di una risoluzione della Commissione esteri della Camera dove hanno chiesto e ottenuto tra l'altro il riconoscimento del diritto del popolo iraniano ad un cambiamento democratico nonchè la rimozione del nome della resistenza iraniana dalla lista nera europea. Un particolare saluto a On. Guzzanti, Sen. Lucio Malan, On. Carlo Ciccioli, On. Eilzabetta Zamparutti, On. Jole Santelli, On. Beatrice Lorenzin, On. Sbai, On. Barbara Saltamartini, ecc... e naturalmente al sottosegretario agli esteri signora Stefania Craxi.
In questi 7 anni la resistenza iraniana con aiuto di numerosi avvocati, giuristi e personalità politiche di tutti gli schieramenti è riuscita a far valere il diritto della legittima resistenza contro uno dei più barbari regime della storia contemporanea sul ragion di mercato e di realpolitik. L'Europa ha dimostrato che esiste ancora la coscienza viva e attiva e che non condivide certe scelte della politica e in particolar modo non è al servizio della politica. In partioclar modo mi riferisco ai vari tribunali europei tra cui la Corte di giustizia che in diverse sentenze hanno riconosciuto il diritto di resistenza al popolo iraniano e hanno distrutto il muro accusatorio dell'Ue usato contro i Mojahedin ordinando la rimozione immediata e il risarcimento in parte delle spese sostenute dalla parte offesa.
Questa è una sentenza storica e senza precedenti che rimarrà per sempre nella storia giuridica di Europa come un documento di onore e di orgoglio e diventerà un argomento di spicco nell'insegnamento giuridico. La Corte di Giustizia ha evitato la realizzazione di una catastrofe umanitaria contro il popolo iraniano. La Corte ha ripristinato lo stato del diritto in Europa e ha ridato ai cittadini europei l'onore e l'orgoglio di vivere in un continente del diritto e di non solo realpolitik.

Oggi dei due Fatwa uno è morto. Mi auguro che anche l'altro si frantumi al più presto possibile sotto i duri colpi della rabbia del popolo oppresso e represso iraniano. Oggi i mullah non possono più giustificare i loro crimini sotto la Fatwa politica dell'UE. Grazie alla coscienza viva e umana dei giudici europei, a prescindere dalle loro considerazioni politiche, il Consiglio dei ministri dell'UE il giorno lunedi scorso è stato costretto a rimuovere, suo malgrado, il nome dei Mojahedin dalla lista nera firmando la fine di una ingiustizia e dichiarando la morte di una Fatwa e ripristinando la dignità e la gistizia in Europa.
Il merito di questa vittoria va particolarmente al nostro presidente Maryam Rajavi che in questi lunghi 7 anni ha sempre sostenuto la tesi secondo cui " laddove esiste una minima traccia della giustizia vinceremo noi" e ha sempre invitato noi iraniani a lavorare nei limiti di legge dei paesi ospitanti ma vivi, vivaci e convinti.
grazie presidente Rajavi
karimi davood, presidente dell'associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia

MOJAHEDIN FUORI DALLA LISTA NERA: MOMENTI DELLA MANIFESTAZIONE DI GIOIA A BRUXELLES



nella foto: conferenza stampa del presidente Rajavi alla presenza di numerosi deputati e rappresentanti e personalità politiche europee tra cui On. Sbai del Pdl

Nella foto: il presidente Maryam Rajavi risponde all'esplosione di gioia dei partecipanti alla manifestazione di Bruxelles dopo il suo arrivo sul palco



Nella foto: il presidente Rajavi sul palco insieme alle personalità politiche internazionali


Nella foto: dott. Hezarkhani, grande personaggio politico e membro del consiglio Nazionale della resistenza iraniana





Carrello dei ciocolattini

Nella foto: Reza Olia, grande scultore persiano e membro del Consiglio Naionale della resistenza iraniana insieme a Davood Karimi


IRAN: MIGLIAIA DI SOSTENITORI DEI MUJAHEDIN DEL POPOLO IN PIAZZA A BRUXELLES
29 gen 2009
News di ADNKronos
Esteri
Bruxelles, 27 gen. - (Adnkronos/Aki) - Migliaia di sostenitori dei Mujahedin del Popolo, la piu' nota organizzazione della resistenza iraniana, hanno festeggiato in piazza a Bruxelles la cancellazione del movimento dalla lista delle organizzazioni terroristiche.
Una cancellazione decisa ieri dai ministri degli Esteri dei Ventisette in seguito a una sentenza della Corte Ue.
La manifestazione ha luogo nel cuore del quartiere europeo, nei pressi del Rondpoint Schuman, tra il Berlaymont, sede della Commissione Europea, e il palazzo Justus Lipsius, sede del Consiglio Ue.

Non manca un grande palco su cui si succedono gli oratori.
Secondo gli organizzatori presenti sono 20 mila persone, mentre la polizia parla di circa 2.000, una stima, che a visto d'occhio, sembra senz'altro piu' plausibile.
La manifestazione si e' svolta finora nella calma, sotto le bandiere tricolori dell'Iran e i vessilli gialli dei Mujahedin.
Su un grande schermo scorrono immagini di incontri organizzati nei campi di Mujahedin as Ashraf, in Iraq, mentre gli altoparlanti diffondono le parole del leader, Massoud Rajavi.
Grande attesa a Bruxelles per sua moglie Maryam Rajavi, che e' la leader del Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana (Cnri), l'organismo che raccoglie le principali organizzazioni della dissidenza al regime di Mullah, tra cu il piu' importante e' proprio il movimento dei Mujahedin del Popolo. La Rajavi dovrebbe parlare piu' tardi.
La Francia ha annunciato appello contro la decisione del tribunale Ue, che ha annullato l'iscrizione dei Mujahedin nella lista terroristica Ue.
Ma Parnian Saramad, membro del Consiglio nazionale, ha detto che la resistenza iraniana non e' molto preoccupata.
"Il dossier (contro i Mujahedin) - ha spiegato a Bruxelles- e' vuoto, se vi fosse qualcosa lo sapremmo".
Iran: Pmoi, festa a Bruxelles per cancellazione da lista nera Ue
29 gen 2009

CNR CRONACA
16.05 Cronaca 27/01/09
Gli iraniani dei Muhajeddin del Popolo (Pmoi), la maggior organizzazione di resistenza del Paese, festeggia oggi a Bruxelles l'esclusione dalla lista nera delle organizzazioni terroristiche della Ue, sancita ieri dai ministri degli esteri dell'Unione, dopo sette anni e dopo che il Tribunale europeo di prima istanza aveva definito illegittima l'inclusione.
In un tripudio di palloncini gialli, coriandoli gialli, bandiere gialle tanti uomini e donne hanno festeggiato con musica, pasti e bevande calde (forniti da chioschi ben organizzati) per un paio d'ore davanti alla sede del Consiglio europeo, felici per "la fine di sette anni neri per lo stato di diritto in Europa".
Una manifestazione costosa, davanti ad un grande palco dal quale Maryam Rajavi (la presidente del Consiglio nazionale delle resistenza iraniana (superprotetta dai servizi di sicurezza belgi), si è poi rivolta alla folla pacifica ma eccitatissima.
Prima Rajavi ha incontrato i giornalisti insieme ad alcuni dei politici europei che si sono battuti per il riconoscimento dello status di "non terrorista" dell'organizzazione.
Tra questi era presente anche la deputata italiana del Pdl Souad Sbai, di origine marocchina, che ha fatto parte del folto gruppo di parlamentari che hanno sostenuto il Pmoi in questi sette anni nei quali è stato nella lista nera. "La giustizia alla fine ha vinto - ha detto Rajavi - l'ingiusta etichetta di terroristi ci è stata tolta, la battaglia durata sette anni e condotta da parlamentari, giuristi e dalla resistenza iraniana ha avuti i suoi frutti".
Rajavi, sorriso splendente sotto un foulard verde e sopra ad un tailleur giallo vivacissimo, ha spiegato che "un grande ostacolo per l'affermazione della democrazia in Iran è stato eliminato.
La rimozione dalla lista manda un forte segnale al popolo iraniano e lo incoraggia a combattere per la sua libertà".
Oggi, ha detto "si è aperto un nuovo capitolo nei rapporti tra la resistenza iraniana e l'Europa.
Dobbiamo essere riconosciuti come l'alternativa democratica al regime illegittimo che governa l'Iran".
Ora l'obiettivo del Pmoi è quello di essere rimosso dalla lista nera degli Stati Uniti.
"Dopo la rimozione decisa in Gran Bretagna e nella Ue - ha detto Rajavi - il mantenimento nella lista Usa non ha giustificazioni ed è illegittima più che mai.
Spero che la nuova ammministrazione segni un importante passo verso il cambiamento cancellando il Pmoi dalla sua lista".

 
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