I miei migliori auguri per la festa della mamma!
una marea di baci a tutte le mamme, compresa mia, a cavallo di una nuvola coloratissima di farfalle e di libellule Che cantano in coro" sei bellissima"!
una marea di baci a tutte le mamme, compresa mia, a cavallo di una nuvola coloratissima di farfalle e di libellule Che cantano in coro" sei bellissima"!
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02:22

Oggi, ancora una volta la capitale del bel paese è stata la vera protagonista della primavera araba e in particolare del paese vicino Libia. L'Italia è riuscito a riunire attorno ad un tavolo molti protagonisti stranieri europei e americani per trovare una via più giusta e più breve e meno dolorosa per il popolo libico. Per quanto riguarda la sola idea di organizzare un evento del genere bisogna riconoscere al governo italiano e in particolare al ministro degli esteri Franco Frattini il merito e la tempestività di azione che in questi tempi sono della merce rara. Basti guardare gli avvenimenti iraniani post-elettorali del giugno 2009 e rendersi conto dell'utilità e dell'indispensabilità di un intervento politico-militare senza il quale il dittatore libico avrebbe sterminato e cancellato dal territorio ogni segno di opposizione e del dissenso. Se nel giugno del 2009, quando scesero in piazza milioni di iraniani per gridare e chiedere la libertà e la democrazia, la comunità internazionale si sarebbe comportato come oggi, il scenario di oggi nel medioriente sarebbe stato sicuramente molto diverso da quello che appare oggi.
A nome dell'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia desidero congratularmi con Italia e con il suo ministro degli esteri Franco Frattini per tutto quello che ha potuto fare nel raccogliere il consenso internazionale attorno ad un unico obbiettivo: liberare il popolo libico dagli artigli di un regime barbaro, dittatoriale e disumano. E' doveroso e civile soccorrere coloro che sono sottoposti alle barbarie dei regimi dittatoriali. Lo consente la legge internazionale e lo consente piuttosto la libera coscienza di coloro che hanno una certa responsabilità nella scacchiera internazionale.
Grazie Italia!
Davood Karimi, presidente dell'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia
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12:52
Rispondendo oggi in Commissione Esteri all’interrogazione sulla repressione in corso in Siria presentata dal Vicepresidente della Commissione, On. Fiamma Nirenstein, il Sottosegretario agli Esteri, On. Enzo Scotti, ha ricordato “l'uccisione di 500 oppositori nei tragici eventi delle ultime settimane in Siria” e ha denunciato l'incapacità e la mancanza di volontà del governo siriano di abbandonare la logica della repressione e di intraprendere la via delle riforme.
“La situazione in Siria sta diventando sempre più insostenibile” ha affermato il Sottosegretario Scotti, che ha parlato di specifiche misure concordate dall'Italia insieme ai partner europei, come l'embargo sulla vendita delle armi e mirate misure restrittive.
L'On. Nirenstein ha risposto che, mentre si ritiene soddisfatta del sentimento di forte condanna del governo italiano, lamenta il fatto che nella comunità internazionale permanga nei confronti della Siria un atteggiamento ancora aperto ad attribuirle ipotetiche capacità di mediazione, mentre quel regime si caratterizza per il sostegno ad organizzazioni terroristiche quali Hamas e Hezbollah e per una spietata violenza. La strage in corso in Siria è uno scandalo mondiale e un'offesa a qualsiasi persona di buona volontà.
Ricordando come la Siria sia un pernio decisivo per la strategia egemonica regionale dell'Iran, l’On. Nirenstein auspica la necessità che l'intero consesso internazionale, al contrario di quello che ha fatto il Consiglio di Sicurezza ONU recentemente, applichi severe misure nei confronti della Siria, anche tenendo conto dell'atteggiamento tenuto con la Libia. L'Italia deve guidare inoltre l'assoluta opposizione all’ingresso della Siria nel Consiglio per i diritti umani dell'ONU, posizione per la quale è candidata proprio in questi giorni e che verrà votata il 20 maggio.
Roma, 4 maggio 2011
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10:31
UN BREVE VIDEO SULL'ATTACCO DELLE FORZE ARMATE IRACHENE AL CAMPO DI ASHRAF
la notizia della morte del braccio operativo del terrorismo iraniano non mi ha preso di sorpreso ma mi ha riempito di gioia. grazie a questa operazione dei soldati americani è stata amputata una mano al regime fondamentalista e terroristico dell'Ayatolterrore Ali Khamenei.
Secondo le informazioni in mio possesso, dopo la caduta del regime dei Taliban, il regime iraniano ha preso immediati contatti con lo stesso Bin Laden offrendogli la protezione sul territorio iraniano che è stato accettato da Bin Laden in cambio di una forte collaborazione in campo militare e informativo contro le forze armate stranieri dislocati in medioriente e in particolar modo in Iraq e in Afghanistan. La collaborazione è andata avanti fino a ieri. ma la cosa strana secondo me è la coincidenza di questa operazione con il feroce attacco delle forze armate irachene al campo di Ashraf avvenuto 8 aprile4 scorso dove morirono almeno 35 persone e rimasero ferite 350 combattenti della resistenza iraniana. Secondo le mie informazioni, poche ore prima dell'attacco delle forze armate irachene al campo di Ashraf, i militari americani presenti sul luogo hanno abbandonato le loro postazioni lasciando libero il terreno alle forze irachene che hanno sferrato un attacco militare coi carri armati contro i residenti disarmati del campo che durò almeno 6 ore.
Spero di sbagliarmi ma se cosi fosse sarebbe un grave errore da parte degli americani di aver accettato un tale compromesso disumano e criminale: sterminare i componenti della resistenza iraniana in cambio dell'uccisione di Bin Laden. Nel mondo di oggi, quest'ultimo è molto diffuso come mano d'pera del terrorismo iraniano. La questione fondamentale è quella di sradicare il terrorismo che ha la sua fonte spirituale e nutritiva in Iran ma di non potare il suo albero che ha le sue profonde radici nella casa dell'Ayattolterrore Ali Khamenei. Si sa che l'albero potato diventerà sempre piu forte ma l'albero sradicato si seccherà in pochi giorni.
I miei migliori auguri al presidente di colore americano Barak Hossein Obama.
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02:10

Conferenza Stampa del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, mercoledì 20 aprile
18 apr 2011
CONFERENZA STAMPA
Rivelazione dei documenti, informazioni ed i dettagli dell’attacco delle forze
irachene al campo Ashraf e l’eccidio dei suoi residenti
Smascheramento del ruolo della forza di Qods dei Pasdaran
Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana in una conferenza stampa, mercoledi 20 Aprile, svelera i documenti, le informazioni ed inediti dettagli dell’attacco mortale perpetrato dalle forze irachene al campo di Ashraf, luogo si residenza dei membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano.
Documenti ed informazioni acquisite tramite la parte interna dei Mojahedin del Popolo specificatamente all’interno dell’apparato giovernativo del regime dei Mullah.
In questa conferenza verra’ smascherata il ruolo diretto del regime iraniano ed in particolare quello della forza di Qods dei Pasdaran in questo crimine nonce I future piani di al – Maleki, il primo ministro iracheno, fantoccio dei regnant dell’Iran per Ashraf.
Informazione base:
Ashraf, dove vivono 3400 membri dei Mojahedin del Popolo Iraniano, persone tutelate dalla quarta convenzione di Ginevra. E’ situate in Iraq. In seguito alla visita dei rappresentanti delle Nazione Unite ad Ashraf, i portavoce dell’ONU a Ginevra ed a New York nella giornata di venerdi 14 Aprile hanno dato notizie dell’uccisione di 34 dei residenti di Ashraf, durante l’attacco dell’8 Aprile messo in atto dalle forze irachene, mentre il governo di questo paese tuttora sostiene che vi erano soltanto 3 uccisi in questa carneficina.
La comunita’ internazionale, gli Stati Uniti d’America, l’Unione europea ed organi difensori del diritto dell’uomo hanno auspicato l’avvio delle indagini esaustive riguardo tale eccidio.
Data : Mercoledi 20 Aprile , ore 11.00
Luogo: Camera dei deputati (Sala Del Mappamondo)
Piazza Montecitorio-Roma
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13:10
IL REGIME FONDAMENTALISTA E TERRORISTA DEI MULLAH NON AVENDO PIU' NESSUN PERSONAGGIO SPENDIBILE HA MANDATO IN GIRO UN GREGGIO DEI SCIMPANZE' A VISITARE IL MONTECITORIO
Recentemente un gruppo delle consorti dei diplomat-terroristi iraniani in Italia ha visitato la Camera dei Deputati italiani. La notizia è stata diffusa da una agenzia governativa con tanta enfasi e tamburi, secondo cui "un gruppo delle consorti dei diplomati iraniani in Italia ha visitato la Camera dei Deputati durante i lavori della Camera.Il presidente Gianfranco Fini durante il suo intervento ha dato loro il benvenuto e tutti i gruppi parlamentari appena hanno saputo della loro presenza hanno espresso la loro soddisfazione"!!!!!
Lascio a voi il commento della notizia. Basti sapere che Ahmadinejad quando chiamo la moglie le rivolge questa parola "Zaiffe" cioè la debola!
La domanda che vorrei porre all'attenzione dei responsabili della Camera dei Deputati è questa. Basterà questa visita di cortesia a scoraggiare il terrorismo iraniano a non attaccare più i soldati italiani in Afghanistan? Oppure lo incoraggerà ancora di più a sferrare ulteriori attacchi e lasciare sulla terra altre vite italiane? Se qualcuno pensa in questa maniera deve svegliarsi immediatamente e occuparsi della preparazione della chiesa Sant'Angelo per l'arrivo di altri soldati senza vita!
mi auguro di no e di sbagliarmi ma il miraggio con cui i responsabili della Camera dei Deputati hanno invitato "le debole iraniane" sparirà quanto prima e il terrorismo iraniano si farà sentire quanto prima!
Davood Karimi
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12:36
Salve On. Ministro Frattini
Alcuni giorni fà, a proposito del massacro dei residenti del campo di Ashraf, uno dei maggiori comandanti delle forze americane, a Parigi ha detto "chiedo a coloro che hanno visto queste immagini e non hanno provato nulla di controllare il loro battito cardiaco! perchè è possibile che siano gia morti"!
Onorevole ministro avremmo desiderato che anche il governo italiano condannasse almeno il brutale attacco ma neanche ciò è stato fatto.
Desidero chiederle di controllare il suo battito cardiaco per sentire se batte ancora!!
C'è da vergognarsi!
Davood karimi, presidente dell'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia
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13:45

SODDISFAZIONE DELLE COMUNITA' IRANIANE IN ITALIA PER LA COSTITUZIONE DELL'INTERGRUPPO" AMICI DEI DIRITTI UMANI IN IRAN"
Comunicato stampa
Associazione delle donne democratiche insieme all'associazione dei giovani e Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia sono estremamente liete di annunciare la loro soddisfazione per la solidarietà espresse da parte delle istituzioni laziali e per la dura condanna del feroce e disumano attacco delle forze irachene contro i residenti del campo di Ashraf avvenutosi il venerdi scorso.
Desideriamo ringraziare tutte le forze politiche che hanno aderito a questa preziosa iniziativa umana e pacifica della regione lazio e pronunciare la nostra piena disponibilità per l'avvio dei lavori di questo organismo.
A nome di tutte le vittime di questo disumano attacco, in cui sono morti 34 combattenti per la libertà e feriti più di 300 donne e uomini che hanno dedicato la loro vita per una vita migliore e senza guerre in un Iran libero e democratico, desideriamo ringraziare la professoressa Isabella Rauti e il sig. Rocco Berardo augurandoli un buon e proficuo lavoro che rimarrà nella storia della Regione Lazio e nella memoria del popolo iraniano come una delle immediate reazioni delle coscienze libere del popolo italiano contro una delle più disumane operazioni militari ordita dal regime terroristico e fondamentalista dei mullah e portata a termine dal regime filo iraniano di Nuri Al Maliki.
Sicuramente i residenti del campo di Ashraf, i familiari delle ragazze e dei ragazzi uccisi durante questo vile attacco e il popolo iraniano non dimenticheranno mai coloro che gli sono stati vicini nei momenti più bui della loro storia.
Shahrzad Sholeh, presidente dell'Associazione Donne Democratiche iraniane
Azar Karimi, presidente dell'Associazione Giovani iraniani
Davood Karimi Presidente dell'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia
ALLA PRIMA RIUNIONE ELETTI PRESIDENTE RAUTI E VICE BERARDO.
Roma, 12 apr. - Si e' costituito oggi in Consiglio
regionale del Lazio l' intergruppo ' Amici dei diritti umani in
Iran'. Durante la prima convocazione sono stati eletti presidente
la consigliera regionale, Isabella Rauti, e vicepresidente il
consigliere regionale, Rocco Berardo.
Si tratta di un gruppo bipartisan che lavorera' sul tema dei
diritti umani violati dal regime iraniano, repressivo di ogni
espressione di liberta'. Tra gli obiettivi principali
dell' Intergruppo, quello di creare un' interfaccia con le
organizzazioni che lottano per l' affermazione dei diritti
fondamentali, in particolare la parita' dei diritti fra uomini e
donne; sostenere i movimenti che rifiutano il terrorismo come
forma di lotta; promuovere incontri con i rappresentanti delle
associazioni politiche che si oppongono al regime, aprendo un
dialogo con il Consiglio nazionale della Resistenza iraniana e l'
Ompi (Organizzazione dei Mujaheddin del Popolo Iraniano)
principale gruppo di opposizione militare al regime di Teheran.
"Alla luce degli episodi degli ultimi giorni- dichiara Rauti
in qualita' di presidente dell' Intergruppo- che hanno segnato una
recrudescenza nei confronti dei mujaheddin del popolo, come
durante l' incursione dell' esercito iracheno, a quanto sembra su
richiesta del regime iraniano, nel campo di Ashraf che ha
provocato 31 vittime e 300 feriti, desidero esprimere
solidarieta' ai mujaheddin e condanna per il vile attacco
sferrato contro inermi residenti. Per questo- conclude Rauti- e'
necessario che il Consiglio regionale del Lazio, attraverso un
suo organismo formato da rappresentanti di ogni schieramento
politico, si attivi nelle sede opportune a sostegno del popolo
iraniano nella sua lotta per i diritti umani e civili verso la
democrazia".
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12:39
PIU’ DI 20 MORTI e CENTINAIA DI FERITI. BOSELLI: INTERVENTO IMMEDIATO DELL’ONU.
venerdì,
Le forze irachene, di uno stato, l’Iraq, che ormai e’ sotto la completa influenza dell’Iran, hanno attaccato Camp Ashraf. Sono ormai 20 le persone uccise dai militari iracheni. Molti feriti e l’attacco sta continuando. Camp Ashraf, che il Sindaco di Cuneo ha voluto dichiarare ” citta’ sorella di resistenza di Cuneo” e simbolo della lotta per liberare l’Iran dalla dittatura costituisce una spina nel fianco ormai insopportabile per gli aihatollah. Di qui le prressioni sul governo fantoccio dell’Iraq per distruggere il campo. In queste ore si sta mobilitando la comunita’ internazionale che affianca la resistenza. Il Vicesindaco BOSELLI ha chiesto un intervento immediato delle Nazioni Unite e chiede ai parlamentari italiani di contattare al piu’ presto l’Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia per un intervento diplomatico forte e deciso. “Chiediamo a tutte le cittadine e i cittadini di mandare mail a ONU e di telefonare all’Ambasciata e al Consolato di Milano USA per richiamare l’attenzione sulla causa”.
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10:40
SI DISCUTE DELLA FIGURA FEMMINILE
Il nuovo comitato porterà la problematica nelle scuole
"Ci vantiamo dei diritti civili ma subiamo il maschilismo"
Un momento del convegno
BARI - «C’è un Iran fuori dall’Iran guidato da una donna». Le forze irachene questa mattina hanno aperto il fuoco contro i residenti di Ashraf (in Iraq). Decine di abitanti sono stati uccisi, feriti e alcuni sono stati presi in ostaggio. Nel campo di Ashraf da anni si combatte con il regime di Teheran, qui ci sono circa 3.400 membri dell’opposizione iraniana che si sono proclamati parlamento in esilio. Alla loro guida una donna. La presidente Maryam Rajavi, che da più di 15 anni lotta attraverso il Consiglio nazionale della resistenza iraniana per portare la democrazia nel suo Paese, per creare un governo che porti libertà e uguaglianza alle donne iraniane.
Ieri pomeriggio nella sala Consiliare del Comune di Bari c’è stato un incontro dal titolo «Donne fuori dall’ordine. Iran e Italia tra diritto e cultura»; in questa occasione Shahrzad Sholeh, presidente dell’associazione Donne Democratiche Iraniane in Italia, ha letto l’ultima lettera di Maryam Rajavi con diretti riferimenti alle leggi in vigore in Iran. Secondo il codice civile iraniano «una donna non può viaggiare sola senza il suo uomo»; «la donna ha diritto a metà dell’eredità, rispetto a un uomo». Secondo l’articolo 102 del codice penale, sull’esecuzione tramite lapidazione, gli uomini devono essere sotterrati fino alla vita, le donne fino al petto. Con riferimento al reato di adulterio, l’articolo 104 afferma che le pietre da usare dovrebbero essere «non così grandi da uccidere la persona con uno o due colpi, e nemmeno così piccole da non poter essere definite pietre». L’uomo, però, se riesce a liberarsi dalla sabbia ha la possibilità di sfuggire alla pena capitale. Questi sono alcuni degli esempi che sono stati fatti per disegnare il quadro della situazione sociale iraniana. «Le donne - ha continuato commossa Shahrzad Sholeh - sono il 52% del parlamento in esilio e il loro ruolo si sta dimostrando decisivo per combattere il fascismo religioso. Questo anche grazie agli uomini che dopo venticinque anni stanno riconoscendo un valore e un diritto alla forza di queste donne». Nella sala del Comune di Bari decine di donne e di uomini sono rimasti ad ascoltare le sue parole in rispettoso silenzio. Al fianco della presidente dell’associazione iraniana c’erano l’eurodeputato Potito Salatto, delegato del parlamento europeo per le relazioni con l’Iran, Magda Terrevoli, presidente della Commissione Pari opportunità della Regione Puglia, la scrittrice e regista Gianna Mazzini e Annabella De Gennaro, assessore al Comune di Bari e moderatrice dell’incontro.
L’appuntamento di ieri pomeriggio viaggiava su un doppio binario: parlare della condizione della donna iraniana e riflettere su quella della donna occidentale. «La situazione in Italia, sia pure in un contesto completamente diverso, non è molto lontana nello schema di relazione di "genere" da quella iraniana. Loro lottano per dei diritti negati, noi vantiamo dei diritti civili, pensiamo di vivere nelle "pari opportunità", ma in realtà subiamo ancora l’influenza di una tradizione culturale maschilista», ha spiegato Magda Terrevoli. Alla luce di questo confronto e grazie all’incontro empatico tra queste donne, è nato il comitato Donne Fuori dall’Ordine, con l’obiettivo di stimolare e rinnovare un senso di partecipazione sociale che scavalchi determinati stereotipi culturali. «Basti pensare all’uso e abuso del corpo delle donne che fa la pubblicità», ha continuato Gianna Mazzini, regista del corto Fuori dall’ordine (Labodif) sulla condizione femminile in Italia, proiettato ieri nella sala Consiliare.
Le donne in Italia crescono in una società che si basa sulle pari opportunità, ma in realtà la parità è una «truffa», per dirla con le parole di Hannah Arendt, lanciate nel corto di Mazzini. Il punto non è cercare delle pari opportunità, ma rispettare le differenze culturali e naturali che esistono tra donne e uomini. «A noi non interressa assomigliare agli uomini», ha aggiunto Terrevoli. Anche l’istituzione delle «quote rosa» in politica è qualcosa che al Comitato appare oramai superato. «Anche perché spesso non viene rispettato, basti pensare al consiglio regionale pugliese in cui ci sono solo 3 donne su 70 membri», spiega la presidente della commissione Pari opportunità della Regione. Donne Fuori dall’Ordine, dunque, inizia la sua battaglia per diffondere una nuova logica di «genere» e una nuova cultura. Perché nella differenza si cresce, donne e uomini
Michela Ventrella
09 aprile 2011
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10:03
ULTIMISSIME
Venerdi, 8 Aprile 2011 - 18:47
Le forze di sicurezza irachene hanno lanciato un'offensiva contro un campo dei Mujaheddin del Popolo iraniano, vicino Baquba. Secondo la resistenza iraniana ci sarebbero stati 33 morti, fra cui sei donne, mentre fonti irachene hanno parlato di tre vittime. Gli scontri sono iniziati verso le 4.40 ora locale (le 3.40 in Italia). Secondo la ricostruzione del maggiore Hassan al-Tamini, dell'esercito iracheno di base a Baquba, i residenti hanno scatenato una sassaiola contro i militari che stavano prendendo posizione in un cimitero all'interno del campo. In un video inviato dai Mujaheddin alla France Presse, tuttavia, si vedono i soldati in assetto anti-sommossa che irrompono nel campo a piedi e a bordo di veicoli e alcuni iraniani feriti che vengono trasportati via. "Chiediamo al presidente Silvio Berlusconi e al ministro degli Esteri, Franco Frattini, di intervenire presso la comunita' internazionale per soccorrere i moltissimi feriti a campo Ashraf, in Iraq, e fermare il massacro in corso". E' l'appello lanciato dal presidente dell'Associazione rifugiati iraniani in Italia, Karimi Davood, "Vi sono 500 ragazzi e ragazze feriti gravemente che hanno urgentemente bisogno di cure", ha spiegato all'AGI Karimi. Durante la sua visita ai soldati americani nel nord dell'Iraq, il segretario Usa, Robert Gates, ha espresso "grande preoccupazione" per le notizie riguardanti l'attacco, sollecitando il governo di Baghdad a dare prova di "moderazione".
alle
10:02
Salvare Sakineh dai sassi ricavati dal cuore di pietra del regime dei mullah è un compito umano oltre che storico di tutte le donne e gli uomini liberi.
Grazie alle numerose campagne internazionali a favore della signora Sakineh Ashtiani, tra cui quella organizzata dalle associazioni iraniane dei rifugiati politici, delle donne democratiche e dei giovani iraniani in Italia, il regime fondamentalista dei mullah si è tirato indietro ed attraverso la bocca del portavoce del ministero degli esteri ha comunicato che "nulla è ancora deciso sulla sorte della signora Ashtiani". Questo stesso fatto dimostra la natura disumana di un regime che da 5 anni tiene fra gli artigli la sorte di una giovane donna, la quale per giunta è madre di due figli. Naturalmente l'uscita del portavoce del regime terrorista e misogino dei mullah ha un solo obiettivo: quello di rasserenare gli animi e attenuare le pressioni internazionali e allo stesso modo consegnare nelle mani del boia la vita di Sakineh. Allora chiedo a tutti voi di mantenere alta la guardia e l'attenzione, di non cascare nella trappola iraniana e continuare a mantenere forte la pressione internazionale adoperando tutti i mezzi a disposizione per far sentire ai criminali di Teheran che il mondo civile non può tollerare una simile barbarie contro le donne iraniane. Una barbarie che è l'altra faccia del terrorismo internazionale iraniano che ha ucciso fino ad oggi migliaia di persone innocenti in Iraq, in America, in Afghanistan, in Israele, in Palestina e in ogni angolo della terra. Non dimentichiamoci i coraggiosi soldati caduti sotto le bombe iraniane in Iraq a Nassiriah e in Afghanistan. La condanna a morte di SAkineh è esattamente un altro aspetto del terrorismo iraniano. Dunque, mobilitarsi per Sakineh significa anche commemorare il ricordo degli eroici soldati italiani caduti cotto le bombe di Khatami, Ahmadienjad e Khamenei. Qui di seguito vi riporto alcuni numeri telefonici delle ambasciate del regime dei mullah e vi chiedo di dedicare una piccola parte del vostro tempo prezioso alla causa di Sakineh, chiamando l'ambasciata iraniana esprimendo le vostre preoccupazioni e il dissenso nei confronti della lapidazione e della pena di morte. Salvare Sakineh dai sassi ricavati dal cuore di pietra del regime dei mullah è un compito umano oltre che storico di tutte le donne e gli uomini liberi.
Davood Karimi, presidente Associazione rifugiati politici iraniani residenti in italia
Australia +61 (02) 62907000
Austria: +43 1 712 2650
Belgio:+32 2 762 3745 (2 762 3771)
Brasile: 61-3242-5733 / 5124 / 5874 / 5915
Canada: 613- 235 4726
Danimarca: +39 1 60071
Finlandia: +358 9 6845391
Francia: +33 1- 4069 7900 (4069 7971/ 4069 7914 / 4069 7916 / 4069 7966)
Germania: +49 (30) 84353399
Giappone: +81 – 3-3446-8011
Gran Bretagna: + 44 (20) 7 225 3000 – centralino
Grecia: +30 2106741436
India: +91-11- 332 9600 (332 9601 / 332 9602 / 332 0491)
Irlanda: +353 – 1 188 5881 (1-288 0252 / 1-288 2967)
Italia: +39 (06) 86328485 / 86328486
Messico: +52 55 9172 2699
Nuova Zelanda:+64 4 386 2976
Norvegia:+47 22 552 409
Portogallo: + 351 21 304 1850
Sud Africa: +27-12- 342 5881
Spagna: + 34 91 345 01 12 (91 345 01 16 / 91 345 06 52)
Stati Uniti: +1 (202) 965-4990
Svezia:+46 8 765 0829 (765 3174 / 767 7929)
Svizzera:+41 31- 351 0801 (351 0802)
Turchia: +90 312- 468 2821

ARRIVANO NOTIZIE PREOCCUPANTI SULLA SORTE DELLE PERSONE ARRESTATE DURANTE LE MANIFETSAZIONI
E' STATA PRESENTATA AL PARLAMENTO UN DOCUMENTO DI MODIFICA DELLA LEGGE PER ABBREVIARE I TEMPI DI ESECUZIONE DELLA PENA CAPITALE DA 20 A 5 GIORNI
Negli ultimi giorni il regime dei mullah, attraverso il suo speaker del parlamento, il ministro per l'informazione, il procuratore generale e numerosi altri esponenti di spicco, ha minacciato di morte qualsiasi persona che venga arrestata durante le manifestazioni di protesta. All'inizio della settimana, 36 deputati del parlamento hanno presentato un documento di modifica della legge sulla pena capitale, secondo cui i tempi di esecuzione della pena di morte si riduce da 20 a soli 5 giorni. Secondo questo documento, chiunque venga arrestata viene riconosciuto, alla base di una Fatwa rilasciato da Khomeini nel 1988, "Mohareb" e di conseguenza viene passato per le armi. Secondo la costituzione della repubblica islamica Mohareb è colui che "è contro il Dio" e chi è contro Dio è "degno della morte"!
Attualmente nelle carceri iraniane ci sono migliaia di ragazze e ragazzi arrestati dopo le manifestazioni post-elettorali e rischiano seriamente la vita. Secondo le informazioni in nostro possesso esistono serie intenzioni di convertire la legge e di abbreviare i tempi di esecuzione. Nel caso che passase questa legge migliaia di persone rischiano veramente la vita. Questa misura è stata adottata durante il consiglio di sicurezza nazionale e dietro la esplicita richiesta del capo supremo del regime dei mullah Ali Khamenei.
Noi, Associazione Donne democratiche, Associazione giovani iraniani e Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia ci rivolgiamo al governo italiano, alla Camera dei Deputati , al Senato della repubblica, alle istituzioni e organizzazioni competenti in materia della difesa dei diritti umani, ai semplici cittadini di condannare questa nuova misura repressiva che mira ad eliminare migliaia di vite umane e terrorizzare coloro che scendono in piazza per protestare contro la repressione e la violenza in Iran. Il popolo iraniano e in particolar modo le ragazze e i ragazzi della protesta nazionale hanno seriamente bisogno della solidarietà della comunità internazionale.
Il popolo iraniano non dimenticherà mai coloro che lo hanno sostenuto nei momenti più bui della sua storia.
E' assai vicina l'aurora della libertà e della democrazia in Iran.
Associazione Donne Democratiche iraniane,
Associazione Giovani iraniani,
Associazione Rifugiati politici iraniani residenti in Italia
Roma, 6 gennaio 2010