venerdì 7 dicembre 2007

LA POSIZIONE DELLA RESISTENZA IRANIANA SULLA RELAZIONE DEI SERVIZI SEGRETI AMERICANI



A SEGUITO DEL RAPPORTO NIE LA RESISTENZA IRANIANA METTE IN GUARDIA DAGLI INGANNI DEI MULLAH


07 dic 2007

La garanzia di sopravvivenza per il regime dei mullah sta nell'ottenere armi nucleari e non hanno intenzione di abbandonare tale progetto; la minaccia è reale sia per l'Iran che per il mondo intero. Il rapporto contiene informazioni che dimostrano la nefasta intenzione dei mullah di ottenere la bomba nucleare.
NCRI, 6 Dicembre 2007 - La Commissione di Strategia e Difesa del Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana (NCRI), che ha rivelato per la prima volta i luoghi segreti del nucleare a Nataz e Arak nell'Agosto del 2002, ha fornito una relazione dettagliata sul rapporto NIE. La relazione dice in parte: _" Si avverte che la falsità, l'occultamento e i tentativi di trarre in inganno i servizi segreti delle comunità sono tattiche tipiche del regime religioso. I mullah vedono l'ottenimento della bomba nucleare come l'assicurazione della loro sopravvivenza. Di conseguenza, non hanno mai abbandonato questa idea e mai lo faranno in futuro. Il regime iraniano rimane una potenziale minaccia nucleare per la popolazione iraniana e per il mondo intero.
Diversamente, non ci sarebbe stata la necessità per il confronto e l'intransigenza del regime religioso con la comunità internazionale e le conseguenti decisioni prese dal Consiglio di Sicurezza delle N.U. Nel “NIE“, che rappresenta l'accordo delle 16 agenzie dei servizi segreti, si è definito con grande sicurezza che " fino alla fine del 2003, le entità militari iraniane stavano lavorando sotto la direzione del governo per sviluppare le armi nucleari", e sono state successivamente costrette a diminuire le loro attività a seguito delle rivelazioni della Resistenza Iraniana e dell' aumento delle indagini e della pressione internazionale". In altre parole, se non fosse stato per queste rivelazioni, i mullah sarebbero arrivati ancora più vicini all'ottenimento delle armi nucleari e sarebbe stata molto più probabile una catastrofe nucleare, e di conseguenza sarebbe stata inevitabile una guerra contro questo regime. La Commissione dell'CNRI ripete il fatto che il rapporto NIE comprende alcune informazioni che mostrano il crescente inganno del regime religioso e gli infausti tentativi di ottenere armi nucleari. Il rapporto NIE aggiunge: -" Accertiamo con modica certezza che Tehran non abbia riavviato i suoi programmi nucleari come a metà 2007, ma non sappiamo se attualmente intenda continuare a sviluppare armi nucleari." In un'altra parte del rapporto, si afferma esplicitamente che, nonostante alcuni vuoti lasciati dai servizi segreti, non si può affermare con certezza che ci sia stato un arresto dell'intero programma nucleare iraniano. Fa emergere correttamente che " le entità del regime religioso stanno continuando a sviluppare una serie di capacità tecniche che potrebbero essere utilizzate per produrre armi nucleari, se si prenderà la decisione di farlo". In aggiunta, il regime religioso sta valutando varie "tecniche " per espandere le sue attività nucleari in occasioni adatte, a meno che non " venga intensificato il controllo e la pressione internazionale", che potrebbero fermare i capi del regime e "tenere lontano l'Iran dalla produzione di armi nucleari.". Ricorda che fin dall'ascesa al potere di Ahmadinejad, il regime ha ricominciato le sue attività creando più centrifughe e " facendo dei progressi significativi nel 2007, quando ha installato delle centrifughe a Natanz.". Ripete esplicitamente che il regime religioso "vorrebbe probabilmente usare delle facilitazioni di copertura- anzichè i suoi siti nucleari dichiarati- per produrre grosse quantità di uranio. Un crescente aumento di indagini dimostra che l'Iran era coinvolto in attività segrete volte alla conversione dell'uranio e all'arricchimento di uranio.". Come risultato, è chiaro che fino a quando questo regime rimarrà al potere, la minaccia delle armi nucleari sarà costante sia per la popolazione iraniana che per il mondo intero. La Sig.ra Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza iraniana, ha detto:" La guerra dichiarata da questo regime alla popolazione iraniana e alla comunità mondiale non si limita ai progetti nucleari o all’ingerenza dei mullah in Iraq. La guerra riguarda la totalità del fascismo religioso che governa l'Iran, la cui cultura e storia, è in una sola parola, aggressione e violenza contro l'onore, la dignità e i diritti delle donne e degli uomini iraniani, o meglio di tutti gli iraniani. Questo è il motivo per cui proponiamo la terza opzione, quella cioè di un cambiamento del regime nel suo complesso ad opera della popolazione e della Resistenza iraniana. Il cambiare il regime è un dovere insito nelle capacità e nelle abilità della popolazione e della Resistenza iraniana. Per fare tutto ciò è necessario rimuovere le restrizioni e le limitazioni che sono state imposte a questa Resistenza per ordine dei mullah". Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana 5 Dicembre 2007

IRAN ESPELLE AMBASCIATORE CANADESE DALL'IRAN

La Stampa.it
Canada contro Iran, è guerra degli ambasciatori


Ottawa rifiuta la candidatura di diplomatici coinvolti nell’attacco all’ambasciata Usa del 1979, Teheran risponde espellendo l’ambasciatore canadese
Nuova fase di stallo per i già difficili rapporti fra Iran e Canada. A far scendere il gelo fra i due paesi è l’apparentemente impossibile scambio di rappresentanze diplomatiche. Il ministro degli esteri canadese Maxime Bernier ha annunciato oggi l’espulsione dall’Iran di John Mundy, ambasciatore canadese a Teheran: una mossa “completamente ingiustificata”, afferma Bernier, e che si presenta come un gesto di ripicca da parte del governo iraniano. Nei giorni scorsi Ottawa ha infatti rifiutato la candidatura di due diplomatici iraniani che, in qualità di militanti della rivoluzione islamica di Khomeini, potrebbero essere coinvolti nel sequestro di 52 americani, durante l’attacco all’ambasciata Usa a Teheran del 1979. “Ciò che il ministro canadese per gli affari esteri ha fatto non si accorda con l’abituale orientamento seguito nella nomina degli ambasciatori”, aveva sottolineato - subito dopo la decisione del Canada - il portavoce del ministero degli esteri iraniano Muhammad-Ali Hosseini, condannando l’“approccio unilaterale alla questione”. Quanto all’espulsione di Mundy, Teheran si difende affermando di non aver ancora ricevuto le credenziali necessarie ad avallare l’impegno del diplomatico canadese in Iran. La crisi diplomatica si innesta su una situazione di tensione latente: sul rapporto fra i due paesi grava infatti la morte di Zahara Kazemi, giornalista canadese di origine iraniana, uccisa nel 2003 dalle percosse ricevute durante la detenzione in un carcere di Teheran. Da allora, il Canada non ha mai mancato di mettere in luce di fronte alle Nazioni Unite lo scarso rispetto dei diritti umani di cui l’Iran si sarebbe reso colpevole in quella e in altre occasioni. La crisi ora potrebbe influire negativamente proprio sul caso Kazemi: Teheran aveva infatti annunciato di recente la volontà di riaprire le indagini sulla morte della giornalista.

giovedì 6 dicembre 2007

IMPICCATO IERI UN RAGAZZO GAY DI SOLI 20 ANNI


Ieri sera, nel carecre di Kirmanshah è stato impiccato Makvan Moludzadeh, il ragazzo di 20 anni, accusato di aver avuto rapporti omosessuali quando aveva soli 13 anni. Per Moludzadeh, subito dopo la condanna a morte fu iniziato una grande campagna internazionale delle associazioni umanitarie e difensori dei diritti gay, che grazie alle varie manifestazioni e iniziative erano riusciti a costringere il regime dei mullah a ritirare la condanna a morte e sospenderla per ordine del mullah Shahroudi, capo giudiziario del regime degli ayattolah. L'avvocato di Moludzadeh, signor Said Eghbal, ha riferito alla radio Farda, che si diffonde in lingua persiano in tutto l'Iran, che nonostante l'ordine della sospensione dell'Ayatolah Shahroudi, la condanna a morte è stato eseguita nella notte di mercoledì e in assenza dell'avvocato e dei parenti di Moludzadeh.

IMPICCAGIONI PUBBLICHE A TABRIZ( IRAN OCCIDENTALE)

impiccagioni pubbliche di una donna e due uomini

nella citta di Tabriz, iran occidentale

LA RELAZIONE DI 16 ORGANISMI DI INFORMAZIONE AMERICANE CONFERMANO LE RIVELAZIONI DELLA RESISTENZA


Abbiamo sentito in questi giorni che dall'America è nata all'improvviso una storia che ha scombussolato molti ambienti e governi che in qualche modo simpatizzano per il regime di Khomeini. Ambienti che fin dall'inizio hanno messo in discussione la veridicità delle rivelazione della resistenza iraniana che risalgono all'inizio del 2002 quando in una conferenza stampa, sempre in America, hanno denunciato in un voluminoso dossier tutti i siti e responsabili del progetto per la costruzione della bomba atomica. Già che le 16 organizzazioni di sicurezza parlano del fatto che l'Iran ha smesso i lavori e le ricerche per la costruzione della bomba nucleare confermano l'autenticità del lavoro e delle rivelazioni della resistenza iraniana. Allora se è vero che secondo i servizi segreti americani gli iraniani hanno rallentato i lavori della costruzione della bomba atomica, a questo punto dobbiamo ringraziare la resistenza iraniana di aver scagionato e allontanato il pericolo atomico iraniana dalla testa di 7 miliardi di popolazione mondiale. Dobbiamo ringraziarli per il lavoro svolto e rimuoverli in primo passo dalle liste nere europee e americane. Ma allo stesso tempo la relazione dei servizi segreti americani dicono anche che esiste la possibilità della ripresa dei lavori per la costruzione della bomba nucleare. Allora a questo punto il pericolo esiste ancora e non significa assolutamente che il regime dei mullah è intenzionato a fermare il suo progetto. Altrimenti avrebbe anche rallentato il lavoro di arricchimento dell'uranio e non avrebbe portato la popolazione e tutto il paese sotto il rischio di una guerra che sarà catastrofico in tutti sensi. Allora ancora bisogna dare la credibilità alle tesi della resistenza iraniana che la bomba atomica è "una garanzia per la sopravvivenza dell'Islam" dei mullah.

Comunque abbassare la guardia è un crimine contro la umanità e contro la stabilità del mondo. Bush ieri ha detto che il regime iraniano era pericoloso, rimane pericoloso e resterà pericoloso.

condivido pienamente. Ma esige un lavoro collettivo per fare in modo che non inizi la guerra ma allo stesso tempo disarmi il regime dei mullah dando la possibilità al popolo e alla resistenza iraniana di fare i loro conti con tutto il regime dei mullah. Dalla A alla Z.

Auguri alla resistenza iraniana che ancora una volta ha visto e testimoniato il riconoscimento dei suoi lavori.

karimi davood

MARYAM RAJAVI AL PARLAMENTO FRANCESE



Iran - Rajavi : I mullah in Iran costituiscono oggi la crisi più grave al mondo


mercoledì 05 dicembre 2007
Maryam Rajavi, relatrice d'eccezione a un seminario intitolato "approfondimento sull'opposizione iraniana" tenutosi al parlamento francese
CNRI, La Sig.ra Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza iraniana, ha partecipato e tenuto un discorso a un seminario che si è svolto nel Parlamento Nazionale francese alla presenza di esponenti del Senato francese e di rappresentanti e giuristi del Parlamento. Questo seminario era intitolato "Approfondimento sull'opposizione iraniana" e si è tenuto su iniziativa della "Commissione francese per un Iran democratico". Il seminario era presieduto da Jerar Charas, membro del Parlamento francese. Gli altri relatori erano:
il Senatore Jean-Pierr Mitchel, membro del senato francese ed ex giudice, Jean-Pierr Berart, membro del Parlamento francese, Jean-Pierr Bequet, il sindaco dell'Auvers-sur-Oise ed ex membro del Parlamento francese, Francois Colcombet, ex deputato e magistrato, Mario Stasi, deputato dell'Ordine degli Avvocati di Parigi, William Bourdou, famoso giurista e avvocato francese, il Senatore Bashir Khalaf Allah, membro del Senato tunisino e membro della Lega per i Diritti Umani arabi, e la Sig.ra Katrine Legena, della Fondazione per la Libertà francese. Oltre ai membri del Senato e del Parlamento Nazionale e i giuristi, erano presenti anche un certo numero di presidenti e altri membri delle commissioni dell'CNRI. Mohammad Reza Rohani, il presidente degli affari delle minoranze, e il Dr. Saleh Rajave,presidente della Commissione Salute dell'CNRI e il rappresentante dell'CNRI in Francia, hanno tutti pronunciaot il loro discorso. La Sig.ra Maryam Rajavi, che era la reletrice d'eccezione del Seminario, ha espresso il piacere di partecipare al Seminario e la sua stima verso i Membri del Parlamento, e ha menzionato nel suo discorso la storia delle ingiustizie contro la Resistenza Iraniana in Francia, parlando anche delle conseguenze della politica di accondiscendenza con i mullah, la situazione del regime dei mullah, le minacce del regime contro la pace nella regione e nel mondo, e la politica faccia a faccia del fascismo religioso. La Sig.ra Rajavi ha aggiunto: L'imposizione di restrizioni e il porre l'etichetta di terrorismo alla Resistenza Iraniana faceva parte della politica di accondiscendenza dell'Europa verso il regime dei mullah, della quale Chirac era uno dei pionieri. Questa politica dà ai mullah l'opportunità di avanzare. Oggi l'Iran governato dai mullah è all'apice dei problemi più seri e attuali del mondo: la crisi del nucleare, la diffusione del Fondamentalismo islamico e il bellicismo nello regione. La politica di accondiscendenza verso il fascismo di Hitler ha portato alla Seconda Guerra Mondiale. L'accondiscendenza verso il fascismo religioso ci pone di fronte alla prospettiva di una Terza Guerra Mondiale.

L'Iran espelle l'ambasciatore canadese

Ahmadinejad
Vedi anche Rapporto intelligence Usa: l'Iran ha interrotto il programma nucleare nel 2003
L'ambasciatore canadese in Iran e' stato espulso dal Paese con una decisione che il governo di Ottawa ha definito "assolutamente ingiustificabile"."Il Canada esprime dispiacere per la decisione del governo di Teheran di ordinare al nostro ambasciatore di lasciare il Paese" ha detto il ministro degli Esteri Maxime Bernier, secondo il quale il provvedimento e' il risultato di un impasse tra i due Paesi dopo che Ottawa non ha dato via libera alla rappresentanza diplomatica iraniana in Canada.
"Abbiamo cercato di trovare un accordo" ha aggiunto il ministro, "ma non abbiamo potuto accettare le candidature (al posto di ambasciatore, ndr) che Teheran ci ha sottoposto".L'espulsione dell'ambasciatore canadese "e' una conseguenza infelice e ingiustrificata di questa situazione" ha aggiunto Bernier, secondo il quale comunque non ci saranno conseguenze sugli scambi commerciali perche' "entrambi i Paesi continueranno a mantenere rappresentanze diplomatiche nelle rispettive capitali e a gestire le normali operazioni".
I rapporti tra Ottawa e Teheran, ha detto ancora Bernier, continueranno a essere impostati "sull'impegno alla promozione della liberta', della democrazia, del rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto" e il Canada resta determinato "ad accogliere un ambasciatore iraniano non appena sara' presentata una candidatura accettabile".
Le relazioni tra i due Paesi si sono incrinate quattro anni fa, quando la fotografa Zahra Kazemi, canadese di origine iraniana, fu arrestata per aver documentato un protesta di fronte al carcere di Evin e mori' per le percosse subite durante la detenzione. Due anni piu' tardi Ottawa protesto'formalmente contro l'assoluzione dell'agente dell'intelligence Mohammad Reza Aghdam Ahmadi, accusato dell'omicidio della fotoreporter. Per Israele il pericolo resta immutatoPer Israele il pericolo rappresentato dall'Iran resta anche oggi immutato. Lo ha detto alla radio militare il ministro della difesa Ehud Barak. Sollecitato a commentare un rapporto dei servizi di intelligence americani secondo cui l'Iran ha interrotto il proprio programma di sviluppo di armi nucleari nel 2003, pereffetto delle pressioni internazionali, Barak ha detto: "c'e' stata una interruzione per un certo periodo di tempo... ma a nostro parere, lo ha poi ripreso".

martedì 4 dicembre 2007

NUOVA RELAZIONE DELLA CIA SULLA BOMBA ATOMICA IRANIANA

La recente relazione della Cia sulla bomba taomica iraniana ha suscitato non pochi dubbi e incredulità tra gli addetti ai lavori e anche tra le stesse autorità del regime dei mullah. Alcuni analisti iraniani hanno gridato ad una mossa del governo americano per testare la comunità internazionale. Ma secondo me più che una mossa dei servizi segreti potrebbe trattarsi anche d una meschina mossa e iniziativa intrapresa in mezzo alla campagna denigratorio dei democratici per demonizzare Bush e la sua amministrazione e preparare il terreno ai loro candidati.
Qualsiasi sia l'intenzione degli autori della relazione, io ribadisco che la CIA che per ben 18 anni era allo oscuro dei piani atomici bellici iraniani, non ha nessuna facoltà e voce di dare giudizi del genere. Non si può giustificare la negligenza durata 18 anni, con false e infondate relazioni e in mezzo alla campagna diplomatica finalizzataa fermare il ricorso alle armi nucleari iraniane.
Secondo la resistenza iraniana il regime dei mullah ha fortemente intenzionato a costruire la bomba atomica e in questocammino non ha smesso nemmeno per un secondo i lavori e le ricerche per arrivare alla costruzione della bomba nucleare. Se i mullah iraniani avessero smesso lavori nel 2003, come sostiene la CIA, non avrebbero usato tanta violenza e pressione nei confronti di coloro che vorrebbero fermare la sua costruzione.
karimi davood

lunedì 3 dicembre 2007

IRAN: SCONVOLGENTI IMMAGINI DEI CITTADINI ARRESTATI



IRAN DI AHMADINEJAD DI OGGI

Per la crudelta delle immagini lascio solamente il link del sito Iranpress in persiano che ha diffuso questo servizio. Le immagini appartengono ad una campagna di pochi giorni fa durante la quale le forze di sicurezza hanno attaccato diverse abitazioni e arrestandone molte persone. Tutto ciò alla presenza dei minorenni.
Queste foto rappresentano una minima parte di quello che succede con le persone arrestate. Immaginate quando vengono traspostate in carcere e all'interno delle mura del famigerato Evin cosa succederà a loro.

Il link:
karimi davood

sabato 1 dicembre 2007

UNA RIFLESSIONE


Dopo la nuova vittoria della resistenza iraniana a Londra, dove un tribunale britannico ha dato l'ordine al governo inglese di rimuovere il nome della resistenza iraniana dalla lista nera europea ho cominciato a contattare gli amici per dare la notizia della "splendida vitoria" della resistenza in Inghilterra. Naturalmente dopo la gioia iniziale i miei amici mi domandano "perchè la stampa italiana non ne dà la notizia anche perchè è molto importante?" E mi dicono che in Italia è solamente Aldo Forbice a dare la voce a voi e agli oppositori iraniani. Perchè gli altri tacciono?
Dato che non è la prima volta che mi pongono, naturalmente gli amici italiani, queste domande ho deciso di scrivere una riflessione e una risposta.
Per primo, bisogna dire che la stampa italiana essendo lottizzato tra i poteri economici e politici allora di conseguenza agisce in maniera non obiettiva e non imparziale. In Italia e in Europa, grazie alla politica di accondiscendenza nei confronti del regime dei mullah, la stampa ha sempre mantenuto un comportamento di parte patteggiando per gli interessi nazional-economici. Sempre ha guardato all'Iran come si guarda ad un vulcano e di conseguenza ci si è affascinato della sua grandezza senza tener conto che dentro questo vulcano esiste la magma bollente. Questo vulcano,chiamiamolo Iran, è stato sempre visto in maniera superficiale e indulgente e ci si è riparato alla sua ombra, senza tener conto che il suo peso schiaccia le spalle delle donne e degli uomini messi in catena da trentanni di dittatura relgios-fascista. Ho spiegato ai miei amici che per fortuna ci sono anche degli uomini come Dott. Aldo Forbice che non si è limitato a guardare solamente la grandezza del vulcano bensì con grande coraggio ci si è entrato dentro e ha dato la voce alla sua magma che prima o poi uscirà fuori con tanta potenza e tanta furia. Sì, Aldo Forbice vede dentro qusto vulcano e dà la visibilità alla sua bollente magma che è imprigionato dalle alte mura di pietra del vulcano stesso. Naturalmente ci sono poche persone che hanno il coraggio di avvicinare questa magma che prima o poi farà la sua grande eruzione.
Sì la differenza esiste ma esiste anche il coraggio e la volontà di non lasciarsi prendere dalla grandezza del vulcano ma dal contenuto stesso dell'Iran di cui la magma sta per uscire e sicuramente una volta uscita fuori brucerà l'esistenza di tutta la gerarchia clericale iraniana riportando la PERSIA al suo splendore: libertà, democrazia, emancipazione, laicismo,uguaglianza tra i sessi, pluralismo e in particolare un paese senza discriminazioni razziali ed etniche.
Grazie al Dott. Forbice e tutti coloro che ci sostengono lungo questo difficile cammino.
karimi davood

Una breve sintesi del messaggio di Maryam Rajavi sulla nuova vittoria diplomatica della resistenza iraniana a Londra


MARYAM RAJAVI: LA SENTENZA SUL PMOI è UNA SPLENDIDA VITTORIA PER LA GIUSITIZIA E LA RESISTENZA.

30 Novembre 2007
Maryam Rajavi: la sentenza sul PMOI è una splendida vittoria per la giustizia e la Resistenza ,e rappresenta un messaggio di fermezza verso il fascismo religioso .

NCRI- Quasi sette anni dopo la proscrizione dell'Organizzazione del Mojahedin del Popolo in Iran (PMOI) dal Regno Unito, oggi, dopo indagini approfondite, la Commissione per gli Appelli delle Organizzazioni Vietate (POAC) ha emesso un decreto che dichiara in modo inequivocabile che l'etichetta di terrorismo data al PMOI è illegale, nulla e non valida...

Maryam Rajavi, il Presidente eletto del Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana, ha descritto il decreto odierno come una splendida vittoria per la giustizia, un riconoscimento della rettitudine della Resistenza iraniana e del PMOI, indicativa del risveglio della coscienza della comunità internazionale e un messaggio di fermezza da parte della comunità mondiale verso il fascismo religioso che domina l'Iran...

La Sig.ra Rajavi si è congratulata con il PMOI, i combattenti per la libertà della città di Ashraf, in Iraq, la popolazione iraniana e tutti i difensori della giustizia e della libertà per questa storica vittoria.
L'ha descritto come un trionfo dei valori umani e dei risultati , compreso il riconoscimento al diritto di resistere per la libertà.
Resistenza.....
Ha elogiato gli onorevoli giudici che hanno votato con la loro coscienza di giuristi e d’uomini e che non si sono fatti persuadere dalla politica di accondiscendenza, pressioni e ostruzioni. Rajavi ha detto che il decreto conferma che, fin dal suo inizio, la proscrizione è stata motivata politicamente solo per accontentare i tiranni che governano l'Iran....
Dopo il decreto di oggi, la Sig.ra Rajavi ha aggiunto che l'UE deve immediatamente annullare l'illegittima etichetta di terrorismo contro il PMOI perchè la base di questa designazione era la proscrizione del PMOI da parte del Ministero dell'Interno inglese e perchè la Corte Europea di Giustizia l'ha annullato....
La Sig.ra Rajavi ha poi concluso: “a bbiamo sempre detto, e lo ripeto di nuovo, che la soluzione fondamentale per la crisi iraniana non consiste ne negli interventi militari stranieri ne nella politica di accondiscendenza. La soluzione è un cambiamento democratico da parte della popolazione iraniana e della Resistenza, ponendosi come imperativo quello di rimuovere le barriere poste sulla strada di questa Resistenza.”

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza in Iran
30 Novembre 2007

QUESTIONE NUCLEARE IRANIANA. AYATTOLLAH SOLANA DELUSO


Ultime Notizie
IRAN: SOLANA "DELUSO" DA COLLOQUI CON JALILI SU NUCLEA
(AGI) - Londra, 30 nov. - Javier Solana si e' detto "deluso" al termine del colloquio sul programma nucleare iraniano avuto a Londra con il capo negoziatore di Teheran, Said Jalili. "Devo ammettere che da un incontro di cinque ore mi aspettavo di piu', e per questo sono deluso", ha affermato l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue.

COMMENTO: ormai è da anni che si sa che la questione nucleare iraniana ha un fine estremamente militare e, finalizzata a costruire la BOMBA ATOMICA. Non capisco perche Solana è rimasto deluso. Cosa aspettava dal suo ultimo incontro con il sicario dei mullah, Jalili. Aspettava un mazzo di rose rosse e le dichiarazioni di amore per un imminente volata alle nozze? Povero Solana. Si è bruciato sia come un uomo che come un politico. Secondo me dovrebbe lasciar perdere questo incarico e dedicarsi a scrivere gli ultgimi tre anni espesi tra vari negoziati con i mullah e i loro sicari terroristi. Forse da queste opere gli tornino qualche spiccio di EURO.
Ribadisco con la fermezza che la questione atomica iraniana ha una valenza strategica e viene chiamato dalle autorità clericale come " l'unica garanzia per la soppravvivenza dell'Islam". Leggilo la soppravvivenza del regime terroristico dei mullah.
Se qualcuno non capisce questo concetto allora è meglio che vada a allevare i somari. Forse in questo campo potrà lasciare un buon nome.
karimi davood

CARICATTURA DELLA TITANIC IRANIANA



DIDASCALIA: Nella vignetta si vede la Titanic con la bandiera iraniana che va a scontrarsi con una grande iceberg su cui c'è scritto: "LA TERZA RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA"

Un altra vignetta disegnata dal mio carissimo amico BADBAN: nella vignetta di oggi, il nostro autore, ha voluto assomigliare un pò la storia della Titanic alla sorte certa del regime iraniano: Andare contro la terza risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU è pari alla sorte che ha avuto il Titanic quando sfiorò un iceberg e di conseguenza tale urto causò l'affondamento della nave crociera. Ma secondo me l'autore ha commesso un errore quando ha voluto assomigliare la figura dei due innamorati del film Titanic, Leonardo Di Caprio e Kate Winslet, con le orribili figure di Ahmadinejad e del capo supremo dei mullah, Khamenei. Badban avrebbe dovuto scusarsi anticipatamente con questi due bellissimi attori americani per averli sostituiti sul punto della nave crociera Titanic.
Comunque si tratta di una vignetta.
auguri Badban
karimi davood

NUOVA VITTORIA DELLA RESISTENZA IRANIANA



LA GIUSTIZIA PREVALE SULLA POLITCA DEL BUISNESS
GRANDE FESTA E GIOIA TRA LA COMUNITA' IRANIANA
LA PIENA SODDISFAZIONE DELL'ASSOCIAZIONE DEI RIFUGIATI POLITICI IRANIANI IN ITALIA


Ancora una volta i giudici inglesi hanno dimostrato la loro piena indipendenza dalla politica


Il 30 novembre è enrato nella storia iraniana come uno dei più importanti appuntamenti della giustizia dell'UOMO contro i meschini interessi economici dell'UOMO.

Londra 30 novembre: dopo una causa intrapresa dalla resistenza iraniana contro l'inserimento del suo nome nella lista nera europea, per ben due volte, due alte Corte di giustizia, hanno dato ragione al popolo iraniano di partecipare alla resitenza contro il regime barbaro dei mullah. Inizialmente, Alta Corte di giustizia di Brussel ha emanato una giusta sentenza secondo cui" mantenere la resistenza iraniana nella lsita nera è ingiustificata" chiedendone la sua rimozione. E anche ieri la storia si è ripetuta. Ma questa volta in senso positivo. Anche una Corte di giusitiza britannica ha dato la ragione ai Mojahedin del Popolo e ha chiesto al governo inglese di rimuoverla dalla sua lista nera. Questa sentenza viene pronunciato dopo 7 anni di cause e di frenetica attività dei giuristi internazionali riunitisi in un unico gruppo di lavoro. Un caloroso ringraziamento a loro e ai nostri amici parlamentari.
Un sentito e gioioso auguri al popolo iraniana, alla sua resistenza e poi all'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo.
E alla fine un grazie alla nostra presidente della repubblica, signora Maryam Rajavi che convinta della vincita della "giustizia" ha sempre insistito sulla via della legalità affermando che " la giustizia sempre vincerà".
karimi davood

giovedì 29 novembre 2007

ANNAPOLIS, UNA GRANDE SCONFITTA PER I MULLAH IRANIANI


Nonostante le dichiarazioni e i reclami del regime dei mullah sul boicottaggio della grande conferenza di Annapolis, la volontà politico e militare ha fatto il suo percorso e ha usato intelligentemente il suo " Road Map"( isolamento totale sia politico che militare del regime dei mullah). Complimenti per questa volontà. Per la prima volta la politica si sta ribellando alle interferenze terroristiche iraniane e dimostra la cosa che avrebbe dovuto dimostrare molto tempo fa. I mullah considerano se stessi come il tutore e il vero " Velayate Faghih" dei palestinesi. E tutta la loro interferenza nasce da questa convinzione. E non solo. il regime ha sempre considerato, fin dalla sua maligna nascita, il territorio palestinese e la sua causa come una rampa di lancio per sparare contro gli avversari politici e strategici regionali. A partire dallo stesso stabilishment palestinese di Arafat. E su questa politica ha investito miliardi e miliardi di dollari. Oggi, la nascita del governo palestinese di matrice iraniana, si chiama Hamas, il partito islamico iraniano di origine palestinese. Naturalmente sempre e sempre al commando iraniano. la guerra di 33 giorni ne è la prova schiacciante della interferenza iraniana negli affari israel-palestinesi.
Più andiamo verso l'isolazione totale del regime di Teheran più vacciniamo il popolo e il territorio israel-palestinese.Comunque non bisogna trascurare la partecipazione siriano alla conferenza. Nell'ambito commerciale si dice che i siriani sono molto competenti e bravi. Devo ammettere che anche in politica non sono di meno e hanno capito bene la direzione del vento. Forse non conviene più coprire le spalle di un regime agonizzante e vicino ad una guerra che sicuramente brucerà tutta la sua esistenza: dalla A alla Z.
Ormai la politica ha perso le suoe occasioni e tutto quello che oggi noi testimoniamo è dettato dalla esigenza della forza militare che si sta attrezzando e adottando le giuste misure restrittive contro i mullah iraniani. Ormai ci troviamo alle porte di una grande guerra. Restiamo a vedere.
Ma senza il supporto della popolazione iraniana, secondo me l'impresa è molto ardua. Ma pare che è l'unica via rimasta nell' " immbarrazzo di scelta" sul tavolo delle occasioni!. Se è cosi allora bisogna processare la politica di acondiscendenza che ha permesso al regime iraniano di crescere e militarizzarsi fino ai denti.

 
AID : AGENZIA IRAN DEMOCRATICO