mercoledì 9 gennaio 2008

NUOVO ATTO TERRORISTICO DEI MULLAH


Rai News 24

New York | 9 gennaio 2008
Usa-Iran, il Pentagono diffonde un video sullo scontro sfiorato nel Golfo Persico
La nave americana Uss Hopper nel Golfo ....
Una voce, che il Pentagono attribuisce a un Pasdaran, grida poi in inglese ma con forte accento straniero: "Stiamo venendo da voi... salterete in aria".

Il presidente statunitense George Bush ha parlato di "un atto provocatorio" da parte dell'Iran. Diversa la lettura dell'episodio data da Teheran che ha preferito minimizzare: "si è trattato di un fatto "ordinario", sfruttato da Washington a fini di "guerra psicologica".

Commento: la nuova mossa dei mullah è un atto estremamente pericoloso. E' una dimostrazione dei muscoli ma senza i muscoli! E' un cane che abbaia perchè sente il pericolo. Non bisogna darne tanta importanza senza escludere la sua pericolosità. Bisogna tener conto che è necessario dare una ferma risposta. Non necessariamente del tipo militare. Batsa anche una ferma posizione internazionale in particolare da parte del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Se non si dà una idonea risposta, di nuovo avremmo altri atti provocatori forse ancora più gravi che porteranno agli sanguinosi scontri . Il regime dei mullah sta testando la volontà e la fermezza internazionale nei confronti del suo progetto atomico militare.

karimi davood

martedì 8 gennaio 2008

NUOVA VIGNETTA DI TOFIGH, NOTO CARICATURISTA PERSIANO. L'uomo di Intelligence gira il rosario!!!




In questa vignetta, l'autore, Tofigh, ha voluto criticare l'operato delle organizzazioni d'intelligence, NIE, americane sulla loro recente relazione che ha suscitato molte polemiche in tutto il mondo in particolare in medioriente. Nella vignetta si vede molto chiaramente che Ahmadinejad sta faticosamente girando il materiale atomica nella pentola nucleare e intorno a lui sta girando il capo dell'intelligence americano, con il rosario in mano, che ripete continuamente:" fa la bomba atomica! non fa la bomba atomica! fa la bomba atomica!. non fa...!" lasciando il destino del mondo nelle mani del " linguaggio del rosario"!!!!

PERICOLOSE MANOVRE MILITARI DEI MULLAH



La portaerei americana «Truman» e un'unità di supporto navigano nelle acque del Golfo Persico (Afp)
WASHINGTON (Usa) – Battaglia sfiorata nel Golfo Persico. Una formazione di battelli veloci dei pasdaran – secondo quanto ha rivelato la rete Cnn e poi confermato dal Pentagono – ha condotto una serie di manovre «aggressive» nei confronti di unità americane


Commento: il prossimo viaggio del presidente Bush in medioriente ha scatenato una forte timore della leadership iraniana tanto che hanno reagito in modo sproporzionato giocando con le mani nude con il fuoco micidiale delle navi di guerra americane.
La domanda nasce spontanea: gli iraniani lo sanno o non lo sanno che in questo momento non conviene assolutamente provocare gli americani?
La risposta è che essi lo sanno benissimo della pericolosità delle loro provocazioni ma sono costretti a farlo perchè militarmente questo fatto puo aiutare i mullah: fino a che punto gli americani sono pronti a iniziare la loro guerra contro Teheran? In poche parole i passadaran hanno testato la prontezza e la determinazione delle forze militari statunitensi a reagire alle provocazioni iraniane. Hanno testato se esiste in questo momento una volontà di iniziare una guerra contro gli iraniani. hanno testato in poche parole la volonta dell'amministrazione di Bush a reagire prontamente alle loro provocazioni. In poche parole ancora una volta gli americani sono stati vittime della furbizia dei mullah iraniani. In risposta alle provocazioni iraniane bastavano anche una raffica in aria delle mitragliette. Ma mi pare che è venuto a mancare pure questa piccola risposta.
Concludo e ribadisco che il silenzio nei confronti delle provocazioni iraniane aggrava di piu la situazione dei militari che lavorano sul campo mettendo in pericolo l'intera operazione militare americana in quella zona. I mullah non hanno mandato una ventina di Passdaran contro la grande macchina di guerra americana per divertirsi e deridere gli americani. L'obiettivo era e rimane estremamente strategico e militare: testare la volontà degli americani. E nulla in più. In questo gioco i mullah hanno segnato un gol: purtroppo 1 a zero a favore dei mullah.
karimi davood

lunedì 7 gennaio 2008


The Sistan and Baluchestan province has witnessed many uprisings against the government and mutilation, torture and mass executions are used as scare tactics. Below is a video posted on the iranpressnews site, showing the Iranian police shooting people on Zahedan streets:

ANCORA DUE ORRIBILI SENTENZE CAPITALI







Iran: Due giovani rischiano di essere gettati giù, chiusi dentro un sacco, da una montagna rocciosa

Gennaio 2008 – La magistratura dei mullah eseguirà la condanna a morte di due giovani identificati come Tayab e Yazdan, chiusi in un sacco e gettandoli giù da una montagna rocciosa. La disumana sentenza è stata rilasciata dalla magistratura religiosa della città meridionale di Shiraz. Lo ha riportato, mercoledì il quotidiano governativo Qods. Se i due uomini sopravviveranno alla caduta da un precipizio roccioso, saranno impiccati, hanno affermato esperti del sistema giudiziario iraniano.
"La loro sentenza è stata confermata dalla Corte Suprema e il sistema giudiziario provinciale si sta preparando ad attuarla", ha detto il quotidiano.

Commento: La notizia di per se nella sua tristezza si commenta da sola e non credo che ci sia la necessità che la interpreti io. Ma la domanda che vorrei porre è questa: perchè tanta ferocità nell'esecuzione di una condanna pur dolorosa che è la morte? Appunto in questa parola noi osiamo identificare l'intera ideologia e il messaggio del più grande boia del secolo passato: Khomeini. Perchè tanta violenza nell'esecuzione di una pena? Da dove nasce la necessità di tanto accanimento? Perchè ripetute esecuzioni delle donne a Teheran? in quasi due mesi tre donne impiccate nella sola città di Teheran. Nella città di Tabriz una triplice esecuzione di due uomini e una donna probabilmente incinta. Perchè e perchè tutta questo accanimento?
Il regime si trova in immensi problemi sia interni che esterni: dall'interno è circondato dalla dissidenza popolare e manifestazioni anche violenti di tutti i ceto sociali. L'ultima è stata quella di Zahedan in cui i Passadarn hanno aperto il fuoco sui manifestanti uccidendo e ferendo numerose persone. Non parliamo poi degli studenti e delle donne che dopo la delusione durata 8 anni con il regime di Khatami hanno capito che sono state prese in giro dal più grande mullah della Persia contemporanea appunto Khatami. E adesso non si rassegnano all'idea di stare fermi e aspettare che arrivi nuovamente un altro khatami e che si ripeta la storia del falso moderatismo. Ecco perchè sono scesi in piazza da soli ed hanno rivendicato i loro diritti. Ecco perchè tanti arresti e tante convocazioni delle attiviste avvenute negli ultimi mesi. Il che spiega perchè il regime dei mullah si sia accanito contro le donne nelle ultime settimane impiccandone addirittura tre giovanissime madri. Dicevo che questa è la situazione interna e per quanto riguarda quella esterna la situazione non è delle migliori. Il regime dei mullah è sotto accusa da diverse parti sia sulle sue attività terroristiche sia sulle attività nucleari. La notizia è di ieri: la Germania ha espulso un diplomatico iraniano coinvolto nell'acquisto di materiale nucleare. E' sotto accusa dall'amministrazione americana sia per il terrorismo che per le sue attività segrete nucleari: e la cosa più importante e più dura è stata l'inserimento del corpo della Sepah passdaran nella lista nera terroristica americana. Secondo me questo provvedimento ha scatenato una forte paura e terrore tra i dirigenti iraniani che lo considerano un colpo partito dall'America e che colpirà il cuore del regime insieme alle sollevazioni e ribellioni popolari incoraggiati appunto da questa iniziativa. Secondo noi qualsiasi azione intrapresa dall'estero avrà una giusta risposta da parte della popolazione iraniana anche perchè non si sentirà più sola e abbandonata. Esattamente al contrario qualsiasi azione di accondiscendenza europea e americana con il regime dei mullah scatenava un effetto negativo sulla morale della popolazione scoraggiandola dalla resistenza e opposizione nei confronti del regime. Questo è un rapporto normale tra i fenomeni. Ecco perchè la resistenza iraniana sosteneva che la politica di accondiscendenza europea è dannosa quanto per la popolazione iraniana quanto anche per gli stessi europei e americani, perchè incitava il suo terrorismo e la sua politica di ricatto e di violenza, basti guardare agli ultimi eventi verificatisi in Spagna, in Inghilterra e altrove. Non parliamo poi del'Iraq e dell'Afghanistan.
Concludo e critico fortemente la politica italiana che non ha preso nessuna posizione nei confronti dell'uccisione di tre donne giovanissime e tra l'altro madre di due figli piccoli. Secondo me la Farnesina avrebbe dovuto, grazie alla vittoria sulla moratoria prendere una forte posizione contro le ultime esecuzioni in particolare quella contro le donne. Ma il silenzio è stato padrone di casa. Vorrei ricordare che in questa guerra tra la civiltà europea e quella medievale dei mullah chi attacca per primo costituisce per sè e per la comunità che rappresenta uno scudo sia ideologico che politico e naturalmente militare. Non bisogna scordare che il pericolo iraniano non nasce solamente dalla sua bomba atomica . Prima di tutto nasce dalla sua maligna ideologia fondamentalista e integralista di matrice terroristica. Il loro riferimento ideologico và verso la guerra contro gli infedeli. Il vettore su cui il regime iraniano punta per instaurare "l'impero islamico" nutre di una miscela, costituita dalla politica di accondiscendenza europea e dal sangue della povera gente. In poche parole, la politica europea è compartecipe in tutta questa violenza religiosa. Ma non bisogna scordare che questa violenza non rimane chiusa in Iran. La storia recente ha dimostrato che gradisce volentieri anche altri territori. Probabilmente la terra degli infedeli.
Allora come dice una storica canzone italiano: Attenti al lupo, anzi al MULLAH.

venerdì 4 gennaio 2008

L'OCCIDENTE SEMPRE PIU' CONVINTO DELL'INTERFERENZA TERRORISTCIA DEI MULLAH IRANIANI IN AFGHANISTAN

Articolo dell'Espresso:
Esteri
AFGHANISTAN/ MILITARI ITALIA IN AZIONE A FRONTIERA IRAN(ESPRESSO)
Truppe speciali del Consubin, del Col Moschin e alpinipostato


Roma, 3 gen. (Apcom) - Squadre di truppe speciali italiane, principalmente gli incursori del Consubin, gli assaltatori del Col Moschin e gli alpini ranger del Monte Cervino, sarebbero in azione in Afghanistan nei pressi del confine icon l'Iran. Lo scrive L'Espresso in un articolo nel numero in edicola domani, di cui è stata diffusa un'anticipazione.
I militari, scrive il settimanale, impiegano "tattiche molto aggressive, ai limiti delle regole d'ingaggio permesse dal Parlamento". La missione, definita "Operazione Sarissa" sarebbe, sempre secondo l'Espresso, la più rischiosa e segreta affidata alle nostre truppe negli ultimi anni. Gli italiani sono affiancati dalle truppe alleate, e sono inquadrati "nella task force 45, il braccio d'assalto della Nato a Kabul, che include americani, britannici, francesi, tedeschi e spagnoli".
Ogni squadra è formata da sette uomini, che agiscono "muovendosi a piedi o con un paio di jeep. Il loro compito è strategico: impedire i rifornimenti di armi per la guerriglia che arrivano dall'Iran e ostacolare il pendolarismo delle bande talebane che danno battaglia nella zona di Kandahar e poi si rifugiano nelle vallate più tranquille del quadrante italiano".

giovedì 3 gennaio 2008

APPELLO URGENTE PER UNA FIACCOLATA CONTRO LE ESECUZIONI IN IRAN

APPELLO URGENTE

In nome di Rahele, l'ultima donna, impiccata mercoledì scorso, invito tutti coloro che si occupano per il rispetto dei diritti umani, di rispondere positivamente a questo "grido di aiuto" che sicuramente Rahele ha lanciato all'ultimo momento quando la conducevano, con la forza, verso il patibolo della morte. Nelle carceri iraniane ci sono tante altre Rahele che sono in attesa di essere condotte verso " l'insaziabile voglia di morte del fondamentalismo islamico e teocratico dei mullah iraniani". In particolare mi rivolgo alle associazioni femminili italiane e non di ribellarsi a questa violenza ed oltraggio alle loro amiche, sorelle, mamme, zie, cognate persiane. Piuttosto che piangere i morti perché non scendiamo in piazza, naturalmente legalmente, e di fronte al palazzo Chigi e per esprimere tutto il nostro odio verso un regime misogino che nella sua costituzione stabilisce il prezzo del sangue di una donna inferiore al valore del " testicolo sinistro di un uomo", chiedendo al governo italiano di mobilitarsi, forte della sua vittoria sulla moratoria, di intervenire presso il governo iraniano, chiedendo a loro volta la sospensione della pena di morte contro le donne.
La fiaccolata è legale ed autorizzata ed esclusivamente a favore delle donne condannate a morte in Iran. A nome di Rahele esigo la vostra adesione a questa iniziativa con invio di e-mail all'indirizzo: irandemocratico@yahoo.it.
Chiedo anche la diffusione massiccia di questo appello.

NELLE CARCERI IRANIANE CI SONO TANTE DONNE CHE GUARDANO E SPERANO IN QUELLO CHE POSSIAMO FARE NOI. NON DELUDIAMOLE. E NON DIMENTICHIAMO CHE OGGI I FIGLI DI RAHELE SONO DIVENTATI PER LA SECONDA VOLTA "ORFANI".

Karimi Davood, presidente Associazione rifugiati politici iraniani in Italia

mercoledì 2 gennaio 2008

INTERVISTA ESCLUSIVA DI LIMES CON MARYAM RAJAVI, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLA RESISTENZA IRANIANA




Un altro Iran è possibile
di Fausta Speranza
Conversazione con Maryam Rajavi, presidente del Consiglio nazionale della resistenza iraniana. Le differenze fra Iran e Iraq. C'è un'alternativa alla politica delle concessioni e all'intervento militare: la svolta democratica.
Scenari di un Iran post-mullah.
vedi anche sommario e copertina del quaderno speciale: Iran guerra o pace
Aziende italiane e olandesi sono per il regime iraniano “persone molto amiche per il trasferimento di materiali proibiti in Iran”. E’ una delle denunce provenienti dalla resistenza al regime dei mullah, presentate l’8 novembre 2007 ai parlamentari britannici negli uffici di Westminster a Londra. L’iniziativa è del Consiglio nazionale della resistenza iraniana (Cnri), e si basa su un presunto documento riservato del regime di Ahmadi-Nejad che sarebbe stato segretamente portato all’estero da una fonte della resistenza stessa. A sostenerlo è il responsabile per le relazioni esterne del Cnri a Londra, Hossein Habedini, che fa nomi e cognomi: le italiane Troy e Tesco, le olandesi Royal Boskalis e Royal Haskonig, la cinese Zmpc. L’anello di congiunzione in Iran sarebbe la Khatam ol-Anbia Construction Garrison, braccio economico del ministero della Difesa.
La principale richiesta del Cnri all’Europa è di adottare le stesse sanzioni decise dagli Stati Uniti il 25 ottobre scorso e cancellare dalla lista nera delle organizzazioni terroristiche i Mujahidin del popolo iraniano (Pmoi), nucleo di resistenza che opera sul campo in Iran. Gli Stati Uniti hanno sanzionato il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) e la sua unità extraterritoriale, conosciuta come Qods Force; nove altre entità affiliate all’Irgc, con i loro capi; tre importanti banche iraniane. Il Cnri è stato creato nel 1981 e ha sede a Parigi e Londra. Il suo fondatore è Massud Rajavi. Per motivi di sicurezza non è dato sapere dove si trovi. La presidente è una donna, Maryam Rajavi, che Limes ha intervistato.

LIMES: E’ favorevole a un attacco militare americano all’Iran

RAJAVI: La soluzione alla crisi iraniana non è né la politica delle concessioni al regime dei mullah, sostenuta negli ultimi due decenni dall’Occidente in generale e dall’Unione Europea in particolare, né la guerra e l’intervento militare straniero. Come ho detto anche al Parlamento europeo e al Consiglio d’Europa, esiste una terza opzione, l’unica percorribile: una svolta democratica nel paese grazie al sostegno al popolo iraniano e alla resistenza organizzata. La politica delle concessioni, basata su interessi economici di vita breve, su contratti lucrativi con i mullah, ha avuto dirette e terribili conseguenze: ha esasperato l’oppressione in Iran, ha spinto Teheran a cercare di dotarsi di armi nucleari, all’esportazione del fondamentalismo nel Medio Oriente e nel mondo, al punto di coinvolgere l’Europa stessa.

LIMES: E’ possibile che la guerra rafforzi il potere di Ahmadi-Nejad?

RAJAVI: Questa idea è frutto della propaganda del regime, interessato alla continuazione della politica delle concessioni. Un regime estremamente isolato e disprezzato all’interno dell’Iran. Solo l’estate scorsa abbiamo assistito a più di tremila manifestazioni o atti di protesta antigovernativi su tutto il territorio. Malgrado brutali repressioni e ripetuti arresti, studenti universitari hanno proseguito per parecchie settimane le loro dimostrazioni. Il 25 e il 26 giugno, nelle proteste per i razionamenti del gas, a Teheran e in molte altre città ci sono state rivolte di giovani e di gente comune. Secondo i funzionari del regime, un terzo degli impianti di gas del paese è stato danneggiato dalla resistenza popolare. La situazione è così esplosiva che negli ultimi mesi diversi giovani sono stati impiccati alle gru nelle piazze principali per spargere il terrore. In questa situazione il tallone di Achille del regime è il popolo iraniano e il suo movimento organizzato di resistenza: su questo bisogna contare. Far credere che rifiutare la politica delle concessioni sia uguale ad essere d’accordo con la guerra degli stranieri contro l’Iran è parte della propaganda dei mullah.

LIMES: Che cosa pensa succederà in Iran in caso di attacco americano?

RAJAVI: Non possiamo ragionare su situazioni ipotetiche. E' cruciale evitare che si arrivi a quel punto. La realtà è che nel 2005 Khamenei ha nominato Ahmadi-Nejad presidente del regime islamico e che tale regime ha dichiarato guerra al popolo iraniano e alla comunità internazionale. Da allora, i pasdaran, braccio operativo dei mullah, hanno preso il controllo degli organi chiave del regime. Un controllo che diventa sempre più serrato. Oltre al presidente stesso e al primo vicepresidente, vengono dal bacino dei Guardiani della rivoluzione più di venti membri del gabinetto di Ahmadi-Nejad, dieci governatori di provincia, il capo e sei membri del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, i capi della radio e della televisione di Stato, il 70% dei viceministri, 25mila funzionari di medio livello del governo e 80 parlamentari. Allo stesso tempo, i Guardiani della rivoluzione hanno preso il controllo dell’economia iraniana. Controllano petrolio e gas, ma anche il 30% delle esportazioni non energetiche e il 57% delle importazioni. Fa tutto parte del consolidamento del fascismo religioso che governa il nostro paese da due anni. Di qui anche il tentativo di ottenere armi nucleari, oltre a quello di controllare l’Iraq. Il punto è quale reazione può essere appropriata da parte dell’Occidente. Finora la risposta è stata inadeguata e il tempo corre in fretta.

LIMES: L’Iran può diventare come l’Iraq?

RAJAVI :L’Iran è molto differente dall’Iraq. E’ vero che il nostro paese sta sviluppando il nucleare: secondo le nostre informazioni fra due anni disporrà di armi nucleari. E’ inconfutabile che il regime si stia intromettendo in Iraq: sappiamo per certo che in un’area della provincia irachena di Maysan uomini del regime iraniano addestrano gli iracheni all’uso di armi e materiale esplosivo. C’è una zona nei pressi di Teheran dove ci sono tre aziende che producono mine da strada per l’Iraq. Ben 32mila iracheni sono sulla busta paga del regime iraniano. Ma in Iran -a differenza dell'Iraq di Saddam- c’è un'alternativa al regime ben visibile: è il Consiglio nazionale della resistenza iraniana. Una coalizione di forze democratiche che si oppongono al regime, con uno specifico programma per il futuro del paese. Il Cnri agisce come un Parlamento in esilio e include un vasto spettro di forze collettive e individuali, inclusi esponenti di varie minoranze etniche e religiose. E’ pronto, dopo la caduta dei mullah, a guidare il paese con metodi democratici, restando in carica sei mesi per poi lasciare il campo a un governo eletto dal popolo. L’organizzazione dei Mujahidin del popolo gode di largo consenso all’interno dell’Iran. La stragrande maggioranza delle 120mila persone perseguitate dal regime perché sostenevano la causa dei diritti umani e della democrazia negli ultimi 25 anni appartiene a questa organizzazione. In occasione del più grande raduno della resistenza, svoltosi a Parigi il 30 giugno scorso, abbiamo contato più di 50mila partecipanti. Dunque, ci sono tutti gli elementi per arrivare ad una svolta democratica. Ma l’Occidente deve adottare una politica ferma e decisa nei confronti dell’Iran. Deve imporre immediate e estese sanzioni su armi, tecnologie, petrolio, commercio, diplomazia. Deve rimuovere i Mujahidin del popolo dalla lista delle organizzazioni terroristiche, come hanno fatto il 25 ottobre scorso gli Stati Uniti e – torno a ripetere – assicurare sostegno morale e logistico alla resistenza iraniana.I paesi europei, compresa l’Italia, non hanno ancora abbandonato la politica delle concessioni. Continuarla significa preparare il terreno ad una catastrofe. E’ tempo di svegliarsi e guardare in faccia questa realtà.

LIMES: In caso di conflitto, l’Iran potrebbe dividersi su basi etniche?

RAJAVI: In Iran la linea di demarcazione non è basata sulle divisioni etniche. Il punto è l’accettazione o meno del regime dei mullah. La stragrande maggioranza degli iraniani concorda sul fatto che la legge clericale e il fascismo religioso devono essere abbattuti e sostituiti con la democrazia e con uno Stato di diritto. Questo è esattamente ciò che il Cnri persegue. Ricordiamo che nel Consiglio sono rappresentate varie minoranze, inclusi azeri, curdi, arabi e altri. LIMES Come immagina il suo paese dopo la caduta dei mullah?RAJAVI Innanzitutto con un governo provvisorio che getti le basi per libere elezioni e un’assemblea costituente in sei mesi. Il voto popolare sarà l’unico arbitro. Io vedo un nuovo Iran, una società libera e avanzata, in cui saranno aboliti la pena di morte, i tribunali reazionari, le pene medievali, in cui ci sarà un governo basato sulla separazione tra religione e Stato. Finirà l’èra delle esecuzioni e delle torture, della discriminazione contro diverse fedi, finirà l’imposizione del velo e l’intrusione dello Stato nella vita privata dei cittadini; finirà l’èra dell’asservimento e dell’oppressione delle donne. Le donne devono ottenere l’uguaglianza rispetto agli uomini in tutti gli ambiti della legge. Posso dire che nel Consiglio della resistenza oltre la metà siamo donne. Sarà un paese in cui i giovani non saranno più umiliati nelle loro energie e creatività ma saranno arbitri del loro destino. Con tanto talento e tante potenzialità, il popolo iraniano non soffrirà più di povertà, fame e privazioni.

NEL SILENZIO DELL'INVERNO DELLA COSCIENZA RAHELE SE NE E' ANDATA

Nella foto: Rahele insieme alla suocera durante il processo.

SPERAVO DI RICEVERLA CON UN GRIDO DI GIOIA MA E' ARRIVATA NEL PROFONDO DELLA NOTTE, APPUNTO DAL FUORI DELLA PORTA DEL FAMIGERATO CARCERE DI EVIN, LA NOTIZIA DI RAHELE. IL SILENZIO DI CHI MI CHIAMAVA ERA PIU' CHE ELOQUENTE. RAHELE E' CADUTA COME CADE UNA FOGLIA GIALLA, MA LEI AVEVA SOLO 27 ANNI.
IMPICCATI OGGI 16 PERSONE IN VARIE PARTI DEL PAESE
Dicevo, che la speranza di poter avere l'amnistia e il perdono dei famigliari del marito era abbastanza alta. Qualcuno addirittura diceva che i suoceri l'hanno già perdonata. Credo che queste voci erano diffusi, come un diversivo, per rallentare la pressione a cui era sottoposta la famiglia del marito.
Sì, il silenzio della notte, il freddo del cuore degli uomini, e l'indifferenza della politica di accondiscendenza europea, aggiunto alla voglia di sangue della piovra del fanatismo e dell'integralismo del fascismo religioso dei mullah, hanno reso due volte orfani i figli di Rahele.
Nella sua ultima missiva ai suoceri, Rahele chiedeva perdono in nome dei suoi due figli di 3 e 5 anni: Rahele aveva puntato sulla pietà umana nei confronti di suoi piccoli figli. Ma la voglia della vendetta autorizzata e legale, chiamata la legge del taglione, ha prevalso sull'umanità e sulla coscienza degli uomini, resi freddi dalla tenebra notte del fondamentalismo religioso che domina l'intero paese.
Nel nome di Rahele chiedo a tutti coloro che hanno al cuore la questione dei diritti umani di non trascurare questo caso che non sarà ne il primo e non l'ultimo. Chiedo la protesta della società civile e in particolare il mondo femminile presso il governo italiano, sollecitando il suo intervento presso le istituzioni internazionali e in particolare presso il governo iraniano, condizionando le relazioni diplomatiche con il rispetto dei diritti umani in Iran.
Alla fine, sempre nel nome di Rahele, vorrei indire una fiaccolata dinanzi l'ambasciata del regime dei mullah ricordando tutte le vittime della violenza iraniana. In tal direzione anche io chiedo una mano per portare avanti questa iniziativa. Non è giusto che facessimo sempre la parte lesa per il dolore delle persone uccise dalle mani della piovra del fondamentalismo. Dobbiamo fare qualchecosa e se la nostra coscienza oggi è turbata da questo tipo di informazione questo lo dobbiamo apunto a Rahele, Zahra, Neda, Malihe, Ali, Hossein ecc...
In particolare modo mi rivolgo alle associazioni femminili che hanno la possibilità e che possono darmi una mano per organizzare questa fiaccolata. Una fiaccolata per ricordare quelle donne che fino all'ultimo momento hanno sperato e lottato per poter riabbracciare i propri figli, anche per l'ultima volta. A Rahele fu negata anche questa possibilità. Aveva chiesto ripetutamente di poter riabbracciare i suoi due fanciulli di 3 e di 5 anni.
La piovra del fondamentalismo non ha tempo da perdere. Esige violenza. Esige sangue.
Rahele scusaci se non siamo riusciti a strapparti dalla insaziabile voglia di sangue del regime dei mullah.
Come sappiamo tu non eri la sola persona che è salita sul patibolo. Insieme a te c'erano anche altri 15 uomini e donne.
Rimarrai sempre nel nostro cuore.
grazie Rahele
karimi davood

lunedì 31 dicembre 2007


AUGURI PER UN FELICE ANNO NUOVO
2008

NUOVO FILMATO DI UN'IMPICCAGIONE COLLETTIVA E PUBBLICA

http://www.iranpressnews.com/media/video/62235212208.3gp


Clikkando su questo link potete vedere una barbara esecuzione di 5 giovani iranianai in una qualsiasi strada di una città dell'ovest dell'Iran.
Augurandovi un felice anno nuovo colgo occasione per fare gli auguri anche al regime fondamentalista e terrorista dei mullah iraniani: spero che sia un anno pieno di manifestazioni popolari, studentesche e operaie. Spero che anno 2008 sia un anno che ponga fine al più grande pericolo che corre tutto il globo. Appunto il regime teocratico iraniano. E alla fine un augurio per il popolo iraniano: che il mondo occidentale se ne renda conto dell'errore che sta commettendo nei confronti della popolazione iraniana e correga definitivamente la sua politica di accondiscendenza rimuovendo la resistenza iraniana dalla lista nera delle organizzazioni terroristiche.
Appunto clikkare su questo link si può testimoniare la ferocità e la pericolosità di un regime che si accanisce contro i giovani iraniani. Cosa farà una volta issata la sua maligna bandiera sulla terra degli stranieri? Non bisogna andare lontano. Basta guardare a quello che succede quotidianamente in Iraq e in Afghanistan. Ovunque si vede l'impronta iraniana esiste sangue e dolore e violenza.
AUGURI E BUON ANNO A TUTTI
karimi davood

domenica 30 dicembre 2007

PAKISTAN: IL FIGLIO BILAWAL NOMINATO SUCCESSORE DELLA BHUTTO

nella foto: Bilawal Zardari

IL FIGLIO DI BENAZIR A CAPO DEL PARTITO DEL POPOLO PAKISTANO
Dopo la lettura del testamento di Benzair Bhutto, tutti i presenti alzando la mano l'hanno approvato
Decisione unanime sulla scelta del suo successore: il figlio di 19 anni, studente dell'universita di Oxford

Dopo la sua nomina, il figlio di Benazir Bhutto, Bilawal Zardari, ha detto di essere orgoglioso di essere il nipote di Ali Bhutto e il figlio di Benazir Bhutto, che ha sacrificato la sua vita per la democrazia e la libertà del suo popolo.

I nostri migliori auguri per il figlio di Benazir Bhutto

venerdì 28 dicembre 2007

IL MESSAGGIO DI CORDOGNLIO DI MARYAM RAJAVI


LA SIG.RA RAJAVI CONDANNA IL BARBARO OMICIDIO DI BENAZIR BHUTTO

Giovedì, 27 Dicembre 2007

NCRI- La Sig.ra Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza iraniana, ha condannato con forza il criminale assassinio della Sig.ra Benazir Bhutto, ex Primo Ministro e capo del Partito del Popolo in Pakistan.

La Sig.ra Rajavi ha espresso le sue condoglianze a nome della popolazione iraniana e della Resistenza, alla nazione del Pakistan, al Partito del Popolo e alla famiglia della Sig.ra Bhutto per questa terribile tragedia.
Ha aggiunto che l'assenza della Sig.ra Bhutto, un capo politico di riguardo e una donna coraggiosa, sarà una perdita angosciante, dolorosa e insostituibile per il Pakistan e per il Mondo islamico.

La Sig.ra Rajavi ha sottolineato che la piovra misogina del terrorismo e del fondamentalismo, il cui cuore batte a Tehran, non avrebbero potuto tollerare la Sig.ra Bhutto come capo dell'opposizione in Pakistan.
La fonte principale del terrorismo, degli spargimenti di sangue e del terrore che opprimono i paesi della regione, dall'Afghanistan al Pakistan, Iraq, Libano e Palestina è il regime fondamentalista che governa l'Iran.

Il cuore del fondamentalismo è l'Iran sotto il governo dei mullah, col quale prosperano stragi. violenza e crisi.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza in Iran

giovedì 27 dicembre 2007

Benazir Bhutto uccisa

Nella foto: anno 1972, Benazir Bhutto insieme al padre Zolfaghar Ali e Indira Gandi, premier indiano

Nella foto: Benazir Bhutto, leader del partito del popolo pakistano pochi istanti prima dell'attentato kamikaze
CONDOGLIANZE DELLA SIGNORA MARYAM RAJAVI AL PARTITO DELLA BENAZI BHUTTO, ALLA FAMIGLIA E AL POPOLO PAKISTAN
Maryam Rajavi condanna l'attentato: il regime fondamentalista iraniano non avrebbe tollerato assolutamente la signora Bhutto al capo del partito dell'opposizione pakistana. Il centro della violenza e del terrorismo in tutta l'area del medioriente è il regime dei mullah.
La PIOVRA del fondamentalismo islamico ha colpito ancora
Uccisa perche' donna e anti fondamentalista
Uccisa perchè è stata la prima donna premier di un paese musulmano
Uccisa perchè il suo successo politico sarebbe stato considerato una freccia verso il cuore del fondamentalismo islamico iraniano
Uccisa perchè aveva osato di sfidare il fondamentalismo e l'integralismo islamico chiamando le donne del suo paese a scendere in campo a favore dei loro diritti
Eliminata una donna che avrebbe potuto sicuramente creare seri problemi al regime misogino dei mullah iraniani.
Per il Pakistan, i dirigenti dell'Iran preferiscono un uomo generale nemico che una donna da primo ministro. il perché' è molto evidente. In un paese in cui la donna non ha nessun diritto e ha solamente dei doveri, una donna da primo ministro in Pakistan avrebbe sicuramente creato seri problemi ai mullah. Il primo effetto immediato sarebbe stato la trasmissione di questo messaggio alle donne iraniane che anche loro possono e devono assumersi le loro responsabilità e di ribellarsi alle condizioni discriminatorie imposte dai mullah. Esattamente quello che avrebbe fatto Bhutto nel suo paese. I mullah iraniani sanno benissimo che militarmente non possono sconfiggere il Pakistan con tutto il suo arsenale atomico e il supporto logistico di cui gode da parte americana. E di conseguenza preferiscono un generale tipo Mosharaf alla signora Bhutto. I'Iran non gradisce assolutamente cambiamenti del genere e ci si oppone fortemente con l'uso del suo terrorismo internazionale: la Sepah Passdaran, divisione Qods è adibito a tali operazioni.
Il nostro cordoglio alla famiglia, al popolo pakistano e a tutti coloro che amano la pace e la serenità nella regione.



CITTADINI EBREI FUGGONO DALL'IRAN

Israele, 40 ebrei emigrati dall'Iran sono giunti a Tel Aviv
Sono sbarcati all'aereoporto Ben Gurion di Tel Aviv in quaranta. Una decina di famiglie e alcuni singoli. E' il più numeroso gruppo di ebrei iraniani emigrati in Israele da diversi anni. Un'operazione realizzata attraverso canali che restano riservati. Facile capire perché: il governo iraniano impedisce ai suoi cittadini di rendersi in Israele, un paese che il presidente Mahmoud Ahmadinejad vorrebbe veder sparire dalla carta geografica.Michael Jankenowitz, portavoce dell'Agenzia ebraica, un ente parastatale israeliano che ha preso parte all'organizzazione del viaggio, sostiene che ogni immigrato avrà accesso ad un prestito di dieci mila dollari concesso dal Fondo di Amicizia, un'associazione ebraico cristiana, oltre a vari aiuti statali per inserirsi nella nuova realtà.Nel corso del 2007, circa duecento ebrei iraniani sono arrivati alla spicciolata in Israele. Ma è la prima volta che un gruppo tanto nutrito riesce ad aggirare le limitazioni imposte da Teheran. Prima della rivoluzione islamica del 1979, la comunità ebraica iraniana contava 100mila persone, ridotte ora ad appena 25mila.

 
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