sabato 7 giugno 2008

NUOVE FOTO DELLA CONFERENZA STAMPA DELLA RESISTENZA IRANIANA E UN INTERESSANTE ARTICOLO DI ALDO FORBICE SUL LIBERAL


Nella Foto: On.Forlani, Scultore iraniano Reza Olia, Presidente dell'Helsinki Watch dott. Antonio Stango, Avv. Mario Lana e Il rappresentante in Italia del Consiglio Nazionale della resistenza iraniana Abolghassem Rezaii

Il pubblico presente in sala della conferenza stampa insieme al presidente Selva e Aldo Forbice

Dott. Aldo Forbice insieme a me e dott. Ardalan

Le foto in alto dimostrano alcuni momenti della conferenza stampa organizzata a Roma in Hotel Adriano dalla resistenza iraniana contro la presenza di Ahmadinejad in Italia
Qui sotto vi riporto un interessante articolo scritto dal Dott. Aldo Forbice in occasione dell'arrivo del passdar Ahmadinejad in Italia per partecipare ai lavori della FAO


Dal Liberal del 3 giugno 2008
L'AFFAIRE DI AHMADINEJAD
Il "diavolo " non entrerà in Vaticano. Infatti, la richiesta di Mahmoud Ahmadinejad di incontrare il Papa Benedetto XVI è stata diplomaticamente respinta. Per quel "no" deciso sono state sacrificate le richieste degli altri capi di Stato che volevano essere ricevuti dal Pontefice in occasione del vertice sull'alimentazione che si apre oggi alla Fao. E dire che l'ambasciata iraniana a Roma si era mobilitata con ogni mezzo perché il presidente della Repubblica islamica entrasse in Vaticano e all'università La Sapienza. Sì, il capo del regime iraniano aveva chiesto di poter parlare non solo alla Fao, ma anche all'università, così come era avvenuto quando, in occasione del suo intervento all'Onu, Ahmadinejad aveva, tra contestazioni fragorose, potuto parlare alla Columbia University di New York illustrando le linee guida della "rivoluzione islamica iraniana " senza ignorare la questione rovente del nucleare.

Per il rettore de La Sapienza, Renato Guarini, non è stato difficile motivare l'impossibilità di ospitare il discusso presidente iraniano per evidenti ragioni di ordine pubblico. Non sarebbe stato, infatti, opportuno ricevere il dittatore di Teheran a pochi giorni dagli scontri tra estremisti di destra e di sinistra, senza dimenticare la contestazione di qualche mese fa di un gruppo di docenti (e di studenti) alla programmata visita del Papa che sarebbe dovuta avvenire proprio a La Sapienza: una visita che, come si ricorderà, fu stata annullata per volontà del Pontefice preoccupato di evitare incidenti. Più difficile per la diplomazia vaticana è motivare il "no" alla richiesta iraniana. Innanzitutto i tempi stretti non potevano certo favorire la soluzione del problema. Era stata persino escogitata l'idea di organizzare un'udienza collettiva con 8 o10 capi di Stato presenti a Roma per la conferenza Fao propirio per stemperare gli effetti di un colloquio a due tra il Papa e il dittatore iraniano. Ma è stato proprio quest'ultimo a non gradire una soluzione di ripiego e allora Benedetto XVI ha fatto cadere la richiesta iraniana.

Non può non sorprendere l'insistenza di Teheran, soprattutto se si tiene presente la campagna di repressione in corso del regime contro i cristiani convertiti. Una persecuzione, del resto, non nuova contro tutte le confessioni religiose diverse dall'Islam . Sin dal 1979, cioè all'epoca della rivoluzione khomeinista, l'ayatollah Khomeini decise la chiusura delle scuole cattoliche stabilendo che, nell'arco di un mese, tutti i sacerdoti e le suore cattoliche dovevano abbandonare l'Iran. Ora il Parlamento iraniano dovrà decidere l'applicazione della pena capitale per chi si converte ad altre religioni. Attualmente la pena di morte non è prevista, anche se le sentenze di morte vengono decise dai tribunali islamici mascherate da altri reati (il più frequente è quello di spionaggio a favore di Israele e/o degli Usa e di sovversione). Le ondate di arresti stanno colpendo pesantemente la comunità Bahai 'i (i cui dirigenti vengono accusati di sovversione contro lo Stato) che rappresenta la più importante minoranza religiosa dell'Iran con oltre 300mila fedeli. Almeno 200 militanti Bahai 'i sono stati impiccati, mentre diverse centinaia si trovano rinchiusi in carcere dove subiscono orribili torture per costringerli a riconvertirsi nella fede musulmana. Diverse migliaia di cittadini di questa confessione sono totalmente privi di ogni diritto civile.

Gli studenti non possono iscriversi all'università se non si dichiarano "islamici". Nel 1994 un dirigente di questo movimento religioso, Mehdi Dibaj, è stato assassinato dopo avere scontato una condanna di nove anni di carcere duro. La sua "colpa" ? Si era rifiutato di riconvertirsi alla religione islamica. Molti anni di carcere sono stati comminati a fedeli Bahai'i solo perché insegnavano il catechismo ai loro figli. Dall'inizio di maggio la persecuzione si è estesa a tutti coloro che abbandonano l'Islam per il cristianesimo. Solo due settimane fa nel Sud dell'Iran due coppie sono state fermate dalla polizia religiosa islamica all'aeroporto di Shiraz . I quattro (Homayon Shokohie Gholamzadek e sua moglie Farina Nazemiyan Pur; Amir Hussein Bab Anari e sua moglie Fatemeh Shenasa) sono stati sottoposti a molte ore di interrogatorio sulla loro fede cristiana e gli uominisono stati rinchiusi in carcere. Arresti e perquisizioni sono avvenuti in diverse abitazioni, come quelle di Hamid Allaedin Hussein e dei suoi tre figli e quelle di Mahmoud Matin.

La repressione cerca di frenare il fenomeno delle conversioni, frequente soprattutto tra i giovani . E comunque per combattere tutti quei gruppi religiosi derivati dall'islamismo sciita (come il culto Bahai'i che avrebbe, secondo il regime di Teheran, "stretti collegamenti" con Israele e dei cristiani delle cosiddette "chiese domestiche". Tutto questo mentre quel libertario di Mahmoud Ahmadinejad teorizza «l'estrema libertà dei culti religiosi» che esisterebbe in Iran.
Peccato che la realtà di quel Paese di antiche tradizioni culturali sia totalmente diversa da come viene descritta. Anche per queste ragioni e, più in generale,per il rispetto dei diritti umani in Iran (cento giovani si trovano in attesa dell'impiccagione per reati commessi quando erano minorenni), per la condanna della repressione degli omosessuali (quattromila giustiziati negli ultimi 30 anni), per protestare contro l'ostinata negazione della Shoa e il ripetuto invito a «cancellare lo Stato di Israele dalla carta geografica», ripetuto anche ieri, e per i rischi del programma nucleare che sta inseguendo il regime fondamentalista di Teheran, è necessario reagire con forza. Per questi motivi diverse forze politiche, la comunità ebraica, la resistenza iraniana e numerose organizzazioni sociali hanno promosso una manifestazione davanti alla sede della Fao. Crediamo che sia giusto sostenere tutte le iniziative che si propongono di lottare per la libertà e per la democrazia in Iran, sostenendo la resistenza iraniana .
Aldo Forbice

venerdì 6 giugno 2008

UNA BREVE PANORAMICA FOTOGRAFICA DELLE MANIFESTAZIONI DI PROTESTA CONTRO LA PRESENZA DI AHMADINEJAD A ROMA

Grazie al mio carissimo amico scrittore e poeta, Hojjat pubblico con alcuni giorni di ritardo una serie di fotografie e filmati che testimoniano la rabbia e lo sdegno di due popoli, italiano e iraniano, contro la presenza di Ahmadinejad a Roma. Il presidente passdar terrorista ha avuto in Italia una dure lezione e un doppio schiaffo: uno dal governo italiano che lo ha ignorato e trascurato e screditato a tal punto che non l'ha nemmeno invitato al pranzo di lavoro con i capi di stato presenti alla sessione della Fao. E un'altra da parte del Vaticano che non l'ha ricevuto e ha presentato un secco no a chi nega la dolorosa storia recente dell'umanità, la Shoa e lo sterminio di milioni e milioni di ebrei da parte del predecessore di Ahmadinejad appunto Hitler.
Esattamente come il precedente viaggio di Ahmadinejad in Iraq, anche a Roma il presidente dei mullah ha incontrato una dura protesta popolare e istituzionale e religioso. Anche in Iraq, il grande Ayattollah Sciita Sistani ha rifiutato di riceverlo, per cui Ahmadinejad si è visto costretto a lasciare il paese martoriato dalle bombe iraniane, con due giorni di anticipo. Idem in Italia. Ahmadinejad ha lasciato l'Italia con due giorni di anticipo. Grazie l'Italia , grazie l'Iraq.

Sotto la galleria di fotografie potete visionare due filmati sulle nostre manifestazioni in diverse piazze di Roma.
grazie e buona visione
karimi davood


MANIFESTAZIONI DI PROTESTA DEGLI OPPOSITORI IRANIANI A ROMA

Contro l'intervento alla Fao del presidente iraniano Ahmadinejad c'è stato un ritrovo pacifico in Piazza di Spagna, a Roma. Diverse associazioni hanno avviato una campagna di sensibilizzazione costituendo il comitato "Abbiamo Fame di Libertà" il cui portavoce è il giornalista ed ex parlamentare Peppino Calderola.

giovedì 5 giugno 2008

IRAN: SALTAMARTINI (PDL), IN CAMPIDOGLIO A FIANCO DELLE DONNE DELLA RESISTENZA

Karimi davood: Il regime di Mahmud Ahmadinejad è la vera causa della prossima guerra "regional-prima e mondial-dopo". Nella foto: On. Saltamartini , che ha tenuto un intervento molto apprezzato dal pubblico presente in piazza Campidoglio



Durante la manifestazione in piazza Campidoglio ho avuto onore di essere a fianco dell'on. Saltamartini che fece un discorso forte e molto schierato che ha toccato il nocciolo della questione: il ruolo della donna nella resistenza contro il regime dei mullah. Qui vorrei ringraziare l'On. Saltamartini per queste dichiarazioni che certamente daranno ancora più coraggio a quelle donne e quelli uomini che hanno deciso di prendere la strada della libertà e della democrazia in Iran. Debbo ancora sottolineare che la resistenza iraniana ha bisogno del supporto politico morale di quella classe politica che non condivide la politica di accondiscendenza che nella storia recente ha causato una grande guerra: la seconda guerra mondiale.
Ancora una volta ringrazio On. Saltamartini e tutti coloro che hanno intervenuto alla manifestazione organizzata dal quotidiano Riformista di Antonio Polito. Un ringraziamento particolare al sindaco di Roma Alemanno che ha voluto coinvolgere la sua amministrazione comunale direttamente nella protesta contro la presenza nefasta di Ahmadineajd a Roma autorizzando la manifestazione e spegnendo le luci del comune nel segno di un profondo sdegno della città di Roma nei confronti di chi è sponsor numero uno del terrorismo internazionale, reprime il suo popolo e lancia gravi minacce contro un paese sovrano del medioriente nonché è la vera causa della prossima guerra "regional-prima e mondial-dopo".
Ancora una volta vorrei ringraziare tutto il governo italiano che unanimamente ha accolto l'appello del popolo iraniano e ha respinto tutte le richieste del regime di Mullah rifiutando qualsiasi contatto con Ahmadinejad eliminandolo addirittura dalla lista dei capi di stato invitati alla cena offerto dal governo italiano. Un' altro schiaffo al regime dei mullah. E poi un ringraziamento molto sentito al ministro degli esteri che con la sua adesione personale alla manifestazione di piazza Campidoglio ha giustamente e coraggiosamente ignorato le considerazioni diplomatiche in segno del rispetto per i diritti umani violati ferocemente dal regime di Ahmadinejad. Questo episodio è di rarità estrema nella recente storia politico-diplomatico italiano. Speriamo che altri governi europei ne facciano buon uso. Anche perché quando si dimostra la fermezza, come ha dimostrato il governo italiano, il fondamentalismo e il terrorismo si ritira. Il viaggio di Ahmadinejad ha avuto una buona lezione: Ancora siamo in tempo di usare i tre elementi necessari alla lotta contro il fondamentalismo: "fermezza, prontezza e determinazione." Ahmadinejad nel suo programma aveva prevista tre giorni di intensi lavori, incontri e attività diplomatiche con il mondo imprenditoriale, politico e diplomatico. Ma grazie alle proteste dei parlamentari, dei politici, dei sindacati e delle personalità pubbliche e politiche ha "ritirato la sua coda tra le gambe" ed è scappato sul suo aereo nel primo giorno dell'inizio dei lavori dell'ultima sessione della FAO prima che qualche coraggioso magistrato italiano spicchi un ordine di cattura nei suoi confronti per la morte di numerosi soldati italiani caduti in Iraq ed in Afghanistan con l'esplosione delle bombe iraniane.
Da parte del popolo iraniano mi inclino di fronte a tutti coloro che sono stati vicini a noi e ci hanno aiutato a dimostrare tutta la rabbia della popolazione iraniana.
In particolare modo Dott. Aldo Forbice che ci ha offerto l'opportunità di trasmettere in tempo reale tutti gli sviluppi e le informazioni circa il dissenso iraniano contro la presenza di Ahmadineajd.
Alla fine un dovuto ringraziamento al Papa per aver rifiutato di sporcare le sue mani e la sua immagine ricevendo il presidente dei mullah.
grazie a tutti.
karimi davood, presidente Associazione Rifugiati Politici Iraniani In Italia
Il testo dell'intervento dell'On. Saltamartini in piazza Campidoglio:

IRAN: Saltamartini ( Pdl), in campidoglio a fianco delle donne della resistenza
"Da tempo le donne di An sono impegnate in una battaglia, al fianco della Resistenza iraniana, per un Iran libero e democratico. Per questo esprimo piena adesione all'iniziativa del Riformista e stasera sarò in piazza del Campidoglio per manifestare il nostro incondizionato appoggio contro la politica di repressione del regime dei mullah e il programma nucleare del presidente Ahmadinejad". E' quanto dichiara Barbara Saltamartini, il deputato Pdl e Responsabile del Dipartimento Pari opportunità di An.
"Credo che sia arrivato il momento - afferma Saltamartini - di una mobilitazione che coinvolga, trasversalmente, tutte le forze politiche e sociali.
A tal fine è fondamentale sollecitare l'Unione europea perché dia un segnale forte, adottando una posizione di ferma condanna nei confronti delle autorità di Teheran e appoggiando la ‘terza via', pacifica e democratica, per la quale si batte da anni il Consiglio nazionale della Resistenza iraniana. Un Consiglio, non è superfluo ricordarlo, diretto con grande tenacia e coraggio da una donna, Maryam Rajavi, i cui appelli alla comunità internazionale contro la politica dell'accondiscendenza sono spesso caduti nel vuoto. Non possiamo continuare a tacere sull'infamia di un regime integralista e misogino che offende innanzitutto le donne e la loro lotta per la libertà - conclude la Responsabile delle Pari opportunità - né dobbiamo dimenticare che l'Iran costituisce oggi la minaccia più seria nei confronti di una pacifica risoluzione della questione mediorientale".

martedì 3 giugno 2008

4 GRANDI INIZIATIVE A ROMA CONTRO LA PRESENZA DI AHMADINEJAD A ROMA

L'ACCOGLIENZA DEL CERIMONIALE ITALIANO RISERVATO AL PRESIDENTE PASSDAR MAHMOOD AHMADINEJAD

sulla vignetta in persiano si legge: teppeto nero sulle strade di Roma per signor MAhmud Ahmadinejad

La vignetta: la giusta risposta dell'Italia a Ahmadinejad

nella foto: un momento della conferenza stampa organizzata dal Consiglio Nazionale della resistenza iraniana a Roma, hotel Adriano

un momento della manfestazione di protesta in piazza Spagna iniziata alle ore 13

Il sottoscritto sulle scalinate di Trinità dei monti in piaza Spagna




E alla fine in piazza Campidoglio dove tenni un discorso pieno di protesta e di rabbia contro la presenza di Ahmadinejad a Roma
MANIFESTAZIONI DI PROTESTA DEGLI OPPOSITORI IRANIANI A ROMA

In concomitanza con la presenza del passdar terrorista Ahmadinejad a Roma, fino ad ora abbiamo svolto tre grandi iniziative di protesta in tre diverse piazze e sedi: la prima in una conferenza stampa insieme al rappresentante del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana in Italia signor Abolghassem Rezaii al Hotel Adriano, la secondo in piazza Spagna insieme agli amici Radicali e la terza in piazza S. Giovanni in una grande manifestazione organizzata dall'Associazione Giovani Iraniani in Italia. E la Quarta? sto per partire per il Campidoglio, dove si svolgerà una grande manifestazione indetta dal quotidiano Riformista. Dove prenderò parola in difesa del popolo iraniano e rappresenterò la voce della popolazione chiedendo l'arresto
immediato di Ahmadinejad per i crimini commessi contro l'umanità.
grazie a tutti coloro che hanno mandato messaggio di solidarietà con l'opposizione iraniana.

In piaza Campidoglio ho fatto un intervento molto sentito e pieno di rabbia e di sdegno verso la presenza del pasdar terrorista Ahmadinejad a Roma. Durante il quale ho espresso a nome del popolo ianiano e della sua resistenza la rabbia della popolazione verso la presenza del carnefice degli studenti, dei lavoratori, degli insegnanti, delle donne e dei minorenni iraniani. Ho chiesto a gran voce l'arresto immediato e la consegna di Ahmadinejad ad un tribunale internazionale per processarlo per i crimini commessi contro l'umanità. Ho chiesto il sostegno politico dei partiti e dei sindacati e della gente comune per un cambio democratico in Iran. Nel mio discorso ho considerato Ahmadinejad e il suo regime un serio pericolo per tutto l medioriente e per la pace tra i palestinesi e gli israeliani. Aggiungendo che il terrorismo del regime iraniano mira ad esportare il regno islamico in regione prima e nel mondo dopo. Ho agiunto che l regime dei mullah è il vero sponsor e motore del terrorismo internazionale e il vero responsabile della morte di moglaia di iracheno e afghani e soldati stranieri.

In conclusione ricordando che la pace e la democraziaa nella regione passa attraverso l'instaurazione in Iran della democrazia per mano della legittima resistenza diretta dalla signora Maryam Rajavi ho ringarziato il governo del presidente Berlusconi e il suo ministro degli esteri per aver rifiutato di ricevre Ahmadinejad e di aver trascurato fortemente la sua presenza in Italia. Secondo le mie informazioni la situazione di ahmadinejad in Italia era talmente imbarrazante che ha dovuto scappare nella notte stessa del primo giorno dell'inizio dei lavori della FAO. Il presidente Berlusconi l'ha aveva escluso dalla lista dei capi di stato invitati per il ricevimento ufficiale organizzato in occasione dell'assemblea della FAO.
karimi davood

lunedì 2 giugno 2008

ROMA: MANIFESTAZIONE E CONFERENZA STAMPA CONTRO LA PRESENZA DI AHMADINEJAD IN ITALIA

MANIFESTAZIONE E CONFERENZA STAMPA CONTRO LA VISITA DI AHMADINEJAD IN ITALIA.

AHMADINEJAD E’ UN TERRORISTA PER CUI DEVE ESSERE PROCESSATO PER AVER COMMESSO DEI CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ

Alla vigilia del viaggio di Ahadinejad in Italia, centinaia di cittadini iraniani residenti in Italia, simpatizzanti del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana scendono in piazza per protestare e condannare questo viaggio chiedendo la sua immediata espulsione e il processo di tutti i dirigenti iraniani per i crimini commessi contro l’umanità.
Il viaggio di Ahmadinejad avviene in un momento in cui il regime iraniano trascurando tutte le risoluzioni approvate dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu e gli appelli lanciati dalla comunità internazionale ha accelerato i suoi tentativi e sforzi per la costruzione della bomba atomica.
L’Iran detiene il primato nel numero delle persone condannate a morte in proporzione al numero della popolazione.
L’Iran ha incrementato le sue sanguinose interferenze in Iraq ed ha aumentato il suo sostegno ai gruppi fondamentalisti e terroristi in medioriente.
I manifestanti condannando la politica d’accondiscendenza europea nei confronti del regime dei mullah ribadiscono che l’unico risultato di tali viaggi e visite è stato l’ incoraggiamento del regime dei mullah nel proseguire la via della repressione interna e dell’immersione della regione in una grande e profonda crisi.
Gli iraniani dissidenti residenti in Italia sostengono che tutti i leader del regime dei mullah tra cui lo stesso Ahmadinejad sono stati coinvolti nell’uccisione degli oppositori all’estero e pertanto devono essere processati per aver commesso dei crimini contro l’umanità.
Recentemente la Corte d’appello di Roma dopo 13 anni d’indagini ha dichiarato che il regime di Teheran è mandante dell’uccisione di Mohammad Hossein Naghdi, ex rappresentante in Italia del Consiglio Nazionale della resistenza Iraniana, avvenuto il 13 marzo del 1993.
Alla conferenza stampa e alla manifestazione di martedì parteciperanno le personalità politiche e le organizzazioni per la difesa dei diritti umani in Iran.


Data e ora della manifestazione: 3 giugno, Roma, Piazza di porta S. Giovanni altezza statua di S. Francesco dalle ore 13 alle 16.
Data e ora della conferenza stampa: Roma, hotel Adriano, via di Pallacorda numero 2 alle ore 11 del 3 giugno.


La rappresentanza del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana a Roma
2 giugno 2008

domenica 1 giugno 2008

FUORI DALL'ITALIA IL TERRORISTA AHMADINEJAD!

MILLE E UN MOTIVO PER GRIDARE UN NO AL PASSDAR TERRORISTA AHMADINEJAD Didascaglia in persiana: ostacolata con il lancio di pomodori rossi la storica missione di Ahmadinejad

Due minorenni impiccati in pubblico nella città di Mashad




Il sogno atomico di Ahmadinejad



Sponsor principale del terrorismo internazionale. Nella foto insieme a Nassrallah, capol politico militare di Hezbollah libanese




Khamenei, leader supremo e capo diretto di Ahmadinejad e il suo sogno atomico





Interferenza terroristico di Ahmadinejad in tutto l'Iraq in particolare nel sud la parte sciita che di recente è stato il teatro di numerose manifestazioni popolari contro i mullah iraniani






MILLE E UN MOTIVO PER DIRE NO AL PASSDAR TERRORISTA AHMADINEJAD


-IL PASSDAR AHMADINEJAD E' UOMO DI 1000 COLPI DI GRAZIA SPARATI CONTRO I PRIGIONIERI POLITICI FUCILATI

-AHMADINEJAD è IL RESPONSABILE DIRETTO DEL MASSACRO DEI SOLDATI ITALIANI CADUTI IN IRAQ

-AHMADINEJAD E' IL RESPONSABILE NUMERO UNO DEL PROGETTO NUCLEARE PER LA COSTRUZIONE DELLA BOMBA ATOMICA

-AHMADINEJAD E' IL DIRETTO RESPONSABILE DEL TERRORISMO INTERNAZIONALE CHE FINO AD OGGI HA PRODOTTO MIGLIAIA E MIGLIAIA DI MORTI E FERITI TRA I CIVILI E I MILITARI DI VARI PAESI

-AHMADINEJAD E' IL PRESIDENTE DI UN REGIME CLERICALE E MEDIEVALE CHE CERCA DI INSTAURARE IL REGNO ISLAMICO E FONDAMENTALISTA DEI MULLAH IN TUTTO IL MONDO

- AHMADINEJAD E' IL NUMERO UNO DI UN REGIME CHE FINO AD OGGI HA PRODOTTO SOLAMENTE LA VIOLENZA, LA MISERIA, LA FAME, LA POVERTA', LA PROSTITUZIONE, LA GUERRA E IL TERRORISMO
-AHMADINEJAD E' IL NUMERO UNO DI UN REGIME CHE CONDANNA A MORTE I MINORENNI, CI SONO DUE CENTO MINORENNI IN ATTESA DI MORTE
- AHMADINEJAD E' IL PRESIDENTE DI UN REGIME CHE CONDANNA A MORTE LE DONNE CHE SONO LE PRIME VITTIME DEL SUO REGIME MISOGINO
- AHMADINEJAD E' IL PRESIDENTE DI UN REGIME CHE PROCLAMA COSTANTEMENTE L'ELIMINAZIONE DELLO STATO D'ISRAELE, COLPENDO FORTEMENTE IL PROCESSO DI PACIFICAZIONE TRA I PALESTINESI E GLI ISRAELIANI
- AHMADINEJAD E' IL PRESIDENTE DI UN REGIME CHE NON RISPETTA NESSUNA NORMA E CONFINE INTERNAZIONA, IL 16 MARZO DEL 1993 I SUOI SICARI HANNO UCCISO A ROMA MOHAMMAD HOSSEIN NAGHDI, RAPPRESENTANTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLA RESISTENZA IRANIANA IN ITALIA
- AHMADINEJAD E' UN PASSDAR CHE CON LE PROPRIE MANI HA UCCISI GLI OPPOSITORI IRANIANI IN TURCHIA E HA ARMATO LE MANI DEI TERRORISTI IN AUSTRIA CONTRO I LEADER TURCHI, NEL CASO SPECIFICO DELL'UCCISIONE DEL LEADER KURDO GHASSEMLOO
-AHMADINEJAD E' IL PRESIDENTE DI UN REGIME CHE HA INCATENATO PER PIÙ DI UN ANNO GLI OSTAGGI AMERICANI
- AHMADINEJAD E IL PRESIDENTE DI UN REGIME TERRORISTA, GUERRAFONDAIA, INTEGRALISTA, MISOGINA CHE TIENE CON IL FIATO SOSPESO L'INTERO MONDO SUI SUOI PROGETTI ATOMICI
- AHMADINEJAD E' IL PRESIDENTE DI UN REGIME CHE STA COSTRUENDO A FORTI VELOCITA' LA BOMBA ATOMICA PER PRENDERE SUCCESSIVAMENTE L'INTERO MONDO IN OSTAGGIO E COSTRUIRE IL SUO MALIGNO REGNO ISLAMICO IN TUTTO IL MEDIORIENTE PRIMA E NEL MONDO DOPO.
NON BASTANO QUESTI MOTIVI PER DIRE NON AL VIAGGIO DI AHMADINEJAD IN ITALIA?
-AHMADINEJAD E' LA VERA MASCHERA DEL REGIME DEI MULLAH
-CON LA NOMINATION DI AHMADINEJAD, COME PRESIDENTE IL REGIME DEI MULLAH HA DICHIARATO LA GUERRA SIA AL POPOLO IRANIANO CHE AL MONDO INTERO
-AHMADINEJAD HA LE MANI DA CUI SCENDE A PIOGGIA IL SANGUE DEI GIOVANI, DELLE DONNE, DEGLI STUDENTI, DEGLI OPERAI, DEI LAVORATORI, DEI DISSIDENTI, DEI MILITARI STARNIERI. STRINGERE QUESTE MANI SIGNIFICA CONDIVIDERE E APPROVARE TUTTA LA VIOLENZA PRATICATA DAL REGIME DEI MULLAH
UN CALOROSO RINGRAZIAMENTO DA PARTE DEL POPOLO IRANIANO A CHI HA RIFIUTATO E TUTTORA RIFIUTA DI RICEVERLO.
UN RINGRAZIAMENTO MOLTO SENTITO AL PRESIDENTE BERLUSCONI E AL SIGNOR MINISTRO DEGLI ESTERI FRANCO FRATTINI.

Barzelletta del secolo sulla visita di Ahmadinejad a Roma

Didascaglia: "la storica missione di Ahmadinejad è stata ostacolata con il lancio di pomodori!!!



Qualche giorno fa, a proposito del prossimo viaggio in Italia del padrino del terrorismo e della bomba atomica avevo pubblicato una notizia intitolata"LA FERMEZZA CONTRO IL FONDAMENTALISMO ISLAMICO , che lo potete visionare qua sotto, in cui il regime dei mullah aveva negato di aver chiesto udienze e incontri bilaterali con le autorità politico-religiose italiane. Naturalmente questa smentita è arrivata quando tutte le agenzie di stampa del mondo avevano diffuso la notizia del rifiuto istituzionale dei politici italiani di incontrare il capo del regime dei mullah. In quell' occasione avevo riportato un proverbio popolare persiano secondo cui " il gatto non riuscendo a trovare un pezzo di carne va a spasso e dice che la carne puzza!!!". Avevo inoltre commentato l'arroganza dei mullah e dei loro sicari politici. Ora leggete la notizia sotto riportata dell'Ansa e commentate da soli. Naturalmente non bisogna stupirsi di tutta questa violenza e arroganza e spregiudicatezza di Ahamdinejad. Quando chiede l'eliminazione dell'Israele dalla faccia della terra, queste menzogne sono minime.
Una volta, non tanti anni fa, il pseudo moderato presidente !!!Khatami, compagno di merenda di molti politici italiani tipo l'ex presidente della Camera dei Deputati, Violante, con il suo sorriso sulle labbra incantava i politici europei e allo stesso tempo mandava dei segnali ai suoi sicari dislocati in Iraq e in Afghanistan per far saltare in aria delle autobombe contro i soldati italiani e americani.
Oggi Ansa ha riportato una notizia secondo cui i rappresentanti del regime dei mullah, responsabili della costruzione della bomba atomica, della povertà e della miseria di un intero popolo nonché i principali sponsor del terrorismo internazionale sono disponibili a studiare le richieste di incontri bilaterali con le autorità italiane. Naturalmente le richieste devono essere pervenute 24 ore prima dell'arrivo di Ahmadinejad a Roma e scritte dal proprio pugno del presidente Berlusconi! Naturalmente il sistema investigativa dei mullah esaminerà per prima la veridicità della missiva e poi il curriculum del presidente Berlusconi e del suo ministro degli esteri franco Frattini. Naturalmente chiederanno pure le fotocopie di tutte le pagine dei passaporti di entrambi per controllare se hanno avuto qualche visitina non gradita nei territori occupati dai sionisti israeliani!!! Il che significa che possono anche rifiutare la richiesta del governo italiano di organizzare un incontro tra il presidente Berlusconi e il passdar terrorista Ahmadinejad. La notizia diventerebbe la barzelletta del secolo!
karimi davood
2008-06-01 09:19
Iran: ok bilaterali se Italia chiede
Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano
(ANSA) - TEHERAN, 1 GIU - Se il governo italiano dovesse proporre incontri bilaterali con l'Iran Teheran e' pronta a 'studiare la richiesta'.Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Hosseini. La ragione della missione a Roma di Ahmadinejad e' la partecipazione al vertice della Fao ma 'se le alte autorita' italiane dovessero chiedere un incontro possiamo studiare la proposta - afferma Hosseini - e dare una risposta, sulla base dei rapporti di amicizia tra i nostri due Paesi'.

sabato 31 maggio 2008

MANIFESTAZIONE DI PROTESTA DEGLI OPPOSITORI IRANIANI CONTRO AHMADINEJAD A ROMA

Comunicato stampa
Associazione giovani iraniani in Italia comunica che in concomitanza con l'intervento del Passdar Ahmadinejad al palazzo del FAO a Roma, organizza una manifestazione di protesta contro la presenza del Passdar presidente del regime dei mullah a Roma. Ahmadinejad è il diretto responsabile della repressione di migliaia di studenti iraniani che costantemente scendono in piazza gridando "morte al dittatore" chiedendo la scarcerazione dei loro colleghi detenuti nei medievali carceri iraniane e la democrazia e la libertà per il popolo iraniano. In questa delicata fase politica gli studenti iraniani insieme ai lavoratori, operai, insegnanti e le coraggiose donne persiane rappresentano la rabbia di un popolo represso e oppresso dal regime dei mullah di cui il suo presidente si accinge a mettere il piede sul suolo di Roma, antica patria della democrazia e della solidarietà internazionale. Ahmadinejad è famoso, per la sua crudeltà applicata nei confronti dei detenuti politici, come "uomo di mille colpi di grazia". Autorizzare l'ingresso al presidente di un regime teocratico che fino ad oggi ha prodotto solo la violenza, la guerra e il terrorismo è un oltraggio al popolo iraniano. Ahmadinejad è il responsabile diretto dell'attuazione della politica di espansione e dell'esportazione della rivoluzione islamica in tutto il mondo. La costruzione della bomba atomica fa parte di questa strategia maligna che mira a prendere in ostaggio l'intero medioriente e il mondo civile. Opporsi alla sua politica atomica militare è un dovere civile e istituzionale. Secondo il nostro parere questa politica condurrà inevitabilmente il mondo intero verso una guerra catastrofica e devastatrice. Lo stesso Ahmadinejad ha dichiarato che il programma atomico iraniano è "irreversibile e che il treno atomico oramai è senza freni e senza marcia indietro". Il che significa che il mondo intero sta andando verso una situazione assai pericolosa. L'eliminazione dello stato d'Israele e la negazione dell'olocausto e dello sterminio degli ebrei durante il periodo nazista fa parte integrante di questa strategia guerrafondaia.
Pertanto considerando che il movimento di opposizione, le donne oppresse e in particolare gli studenti iraniani ci chiedono di rappresentarli fortemente nella protesta contro la presenza di Ahmadinejad a Roma, la nostra associazione organizza una manifestazione di protesta per il giorno martedì 3 giugno in piazza porta di San giovani, all'altezza della statua di S. Francesco dalle ore 13 fino alle ore 16.
Invitiamo tutti i partiti, sindacati, associazioni e gruppi politici e religiosi di unire a noi per dimostrare più forte possibile la nostra opposizione e rabbia contro la politica atomica del regime di Ahmadinejad. Una politica che ha prodotto la fame e la miseria per tutta la popolazione iraniana.
Una politica che sicuramente ci condurrà verso una catastrofica guerra.
Karimi Azar, presidente Associazione Giovani Iraniani in Italia
Per adesioni e contatti scivere all'e-mail: irandemocratico@yahoo.it
oppure contattare 3387862297

COMUNICATO DEL COMITATO" ABBIAMO FAME DI LIBERTA'"


Ricevo dal comitato" abbiamo fame di libertà" e volentieri pubblico il seguente appello contro la presenza del padrino del terrorismo internazionale in Italia in occasione del summit della Fao sul problema alimentare mondiale. La fame, un problema assai serio e sentito in un Iran di cui la maggior parte degli suoi introiti petroliferi va speso per "alimentare" il terrorismo internazionale ed i fini espansionistici del regime fondamentalisto- islamico di Ahmadineajd.
Karimi davood



"La presenza del Presidente della Repubblica islamica dell’Iran, Ahmadinejad, proprio nell'ambito del vertice FAO che affronta il dramma della fame nel mondo, simboleggia la devastante contraddizione tra la violenza dei Governi totalitari e i loro proclami demagogici a favore dei popoli imponendoci di denunciare la sistematica violazione dei diritti umani dei cittadini iraniani.

Da quasi trent'anni la politica dei governi di Teheran nega i diritti delle minoranze religiose, delle donne, degli omosessuali, delle minoranze etniche, delle associazioni studentesche come di chiunque non condivida le politiche del regime. Costantemente sono negati i diritti cardine della democrazia, si impedisce la libertà d’espressione e nessuno spazio è concesso alla libertà di stampa. In Iran si susseguono esecuzioni capitali nei confronti di dissidenti politici, oppositori delle repressioni, studenti, giovani omosessuali.

Questa politica repressiva e la retorica dell’odio del Presidente Ahmadinejad, che proclama la volontà di distruggere lo Stato di Israele e insiste nel negare la tragedia della Shoa, dovrebbero suggerire alla Comunità internazionale un diverso profilo nei rapporti diplomatici con l'Iran.

Il Governo iraniano provoca ed alimenta l’instabilità dell’intera Regione mediorientale, sostiene ed arma i gruppi terroristici, e non ha ancora chiarito alla comunità internazionale gli obiettivi del suo programma nucleare.

Vogliamo, pertanto, richiamare tutti gli Stati aderenti all’Onu alla consapevolezza che non esistono soluzioni realmente efficaci al dramma alimentare in assenza di libertà e democrazia. La lotta alla fame nel mondo si deve e si può accompagnare alla lotta contro le dittature, contro le violenze, le violazioni dei diritti umani e contro il terrorismo.

Nel momento in cui il mondo si prepara a parlare di sicurezza e di risorse alimentari, dobbiamo avere la consapevolezza che la democrazia (civile, sociale, politica ed economica) è la soluzione alla tragedia della fame. "


Comitato ABBIAMO FAME DI LIBERTA'

LA FERMEZZA CONTRO IL FONDAMENTALISMO ISLAMICO


In Iran esiste un provverbio popolare secondo cui " il gatto non riuscendo a trovare un pezzo di carne va a spasso e dice che la carne puzza!!!"
Adesso la situazione politica di Ahmasdinejad è idem a quel gatto che sostiene che la carne"puzza". Essendo fallito nei suoi tentativi di strappare, attraverso tutte le vie diplomatiche e non, qualche incontro coi politici italiani e con il Papa Benedetto XVI, dichiara, attraverso il suo portavoce che "la carne puzza" e che non aveva chiesto nessun incontro con questi personaggi.
Solo Ahmadinejad, figlio legittimo del fondamentalismo islamico e "uomo di mille colpi di grazia" può aver tanta arroganza a dichiarare tali nefandezze.
Se oggi, il portavoce del regime terroristico iraniano alza la mano, il merito va certamente verso coloro che con il loro sangue hanno pagato il prezzo della libertà e della democrazia in Iran. Cioè a 120000 caduti della resistenza iraniana. E poi anche tutti coloro che con la loro obiezione hanno dato una storica lezione al uomo sponsor del terrorismo che non si può collocare bombe e trappole esplosive lungo la strada dei soldati italiani e poi pretendere tappeto rosso all'aeroporto e danzi di gioia popolare lungo il suo percorso fino alla FAO. Mi tocca ringraziare i politici italiani che unanimemente hanno preso posizione contro la sua presenza in Italia.
Dobbiamo prendere atto che se al fondamentalismo islamico, sposor principale del terrorismo internazionale, dimostriamo fermezza e determinazione, allora possiamo pretendere grandi passi verso la stabilità e la sicurezza nazionale. Altrimenti siamo sempre in balia delle ondate di violenza e di aggressioni integraliste. Teheran di Ahamdinejad è il epicentro della diffusione del terrorismo, dell'instabilità e dell' insicurezza mondiale.
karimi davood
Grazie a tutti
Qui sotto vi riporto la notizia dell'Ansa:

» 2008-05-31 12:13
Iran: Ahmadinejad non vedra' il Papa
Presidente iraniano sara' a Roma solo per vertice Fao, governo
(ANSA) - TEHERAN, 31 MAG - Il presidente iraniano Ahmadinejad 'non ha chiesto incontri ne' con le autorita' di governo italiane ne' con il Papa'.Lo ha detto il portavoce del governo di Teheran precisando che il presidente sara' a Roma dal 3 al 5/6 per partecipare a un vertice Fao. Finora l'unico appuntamento confermato al di fuori del summit e' un incontro di Ahmadinejad con rappresentanti di grandi aziende italiane, promosso dall'Ambasciata iraniana a Roma e dalla Camera di commercio italo-iraniana.

APPELLO AL PAPA E AL PRESIDENTE BERLUSCONI DEL COMITATO PER LA DEMOCRAZIA IN IRAN

Nella foto: il capo supremo del regime dei mullah, Khamenei con il suo sogno atomico

COMITATO PER LA DEMOCRAZIA ED I DIRITTI CIVILI IN IRAN

Torino, lì 30 maggio 2008
E-mail: iranlibero@gmail.com

A
Sua Santita' Papa Benedetto XVI

On. Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana

Il Comitato per la Democerazia e i Diritti Civili in Iran, in occasione della visita in Italia del presidente della Repubblica Iraniana Mahmoud Ahmadinejad.
Venuto a conoscenza del desiderio del suddetto di incontrare le SS. VV.

Considerando che tale visita non riveste tra l'altro i caratteri della ufficialità.
Ricordando che dopo circa ventinove anni dall'affermarsi della rivoluzione e dalla instaurazione del regime islamico persistono nel Paese gravissime violazioni dei diritti umani, in particolare per quanto riguarda gli oppositori politici, le donne, gli omosessuali..
Che tale regime ostacola e spesso impedisce la diffusione delle informazioni sia a mezzo stampa che radiotelevisivo.
Che sono registrate frequenti pratiche di violenza di stampo medioevale a carico degli oppositori.
Che tale regime ha assunto un atteggiamento negazionista nei confronti della Shoah.
Che il pres. Ahmadinejad ha in più occasioni auspicato la distruzione dello Stato di Israele.

Ritiene che l'accoglienza di tale invito da parte dell SS.VV. costituirebbe in qualche misura un segnale di riconoscimento del regime e delle pratiche esecrabili da esso messe in opera.

Esprime quindi il più fermo invito a respingerlo, nel rispetto delle numerosissime vittime della repressione in Iran, e come segnale di ripudio di ogni misura di sopraffazione e di violenza.

venerdì 30 maggio 2008

La nascita della Consulta politica contro il fondamentalismo islamico

In concomitanza con l'arrivo in Italia del presidente Passdar Ahmadinejad desideriamo comunicare al mondo politico italiano la fondazione di una nuova associazione addibita ad offrire dei consigli e suggerimenti e informazioni circa l'identità e i sintomi del fondamentalismo islamico che si sta dilagando a macchia d'olio in Europa e in particolare in Italia.
Le ondate di immigrazioni dai paesi di origine islamica è un terreno fertile per la crescita e la divulgazione del fondamentalismo islamico. Conoscere l'identità, i sintomi, i pecularietà e le caratteristiche di questo male che secondo me è " la più grande minaccia del terzo millenio, è un dovere di primo piano sia per i politici che per le istituzioni addibite a combattere il fondamentalismo islamico. Forse la società politica americana avrebbe potuto evitare l'11 settembre conoscendo a fondo le formazioni integraliste e fondamentaliste che vivevano e lavoravano in America.
La maggior conoscenza sul fondamentalismo islamico offre maggiori garanzie sulla tutela della sicurezza sociale, politica e culturale.
La cultura è una finestra maggiromente esposto a tale pericolo per cui va un attenzione particolare su questo mondo attraverso l'offerta di una serie di informazioni che dovrebbe nascere proprio dalle scuole fin dall'elementare.
La Consulta, formatasi dagli esperti iraniani che da anni lottano contro il fondamentalismo iraniano, è lieta di offrire le sue conoscenze ed esperienze per combattere il male che affligge attualmente il mondo intero.
La Consulta dichiara la sua disponibilità a ricevere qualsiasi collaborazione in campo della lotta al fondamentalismo islamico.
La Consulta è convinta che il maggior pericolo per il mondo islamico provviene appunto dallo stesso mondo islamico pertanto conferma che la prima vittima del fondamentalismo islamico è proprio il cittadino islamico progressista che desidera convivere in pace con tutti gli esseri umani di questo mondo.
La Consulta sostiene che conoscendo meglio il fenomeno del fondamentalismo islamico offriamo maggior sicurezza sia agli uomini che alle donne che sono più esposte ai pericoli riccorenti. La caratteristica fondamentale dell'integralismo e del fondamentalismo islamico è la MISOGINIA.
Consulta politica contro il fondamentalismo islamico
Roma 29. 05.2008

giovedì 29 maggio 2008

COMUNICATO CONGIUNTO DI TRE ASSOCIAZIONI IRANIANE

giovedì 29 maggio 2008


COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO DI TRE ASSOCIAZIONI IRANIANE SUL PROSSIMO VIAGGIO DEL PASSDAR AHMADINEJAD A ROMA

Associazione Donne Democratiche, Associazione rifugiati politici, insieme all’Associazione Giovani iraniani desiderano esprimere la loro gratitudine e ringraziamento a tutti coloro che in previsione del viaggio del Passdar terrorista e “uomo di mille colpi di grazia” in Italia si sono mobilitati e hanno espresso la loro insoddisfazione per il suo ingresso in Italia. In particolar modo vogliamo ringraziare il governo del presidente Silvio Berlusconi che attraverso il suo ministro degli Esteri, Franco Frattini ha espresso chiaramente che la visita di Ahmadinejad non è assolutamente gradita e che non verrà ricevuto dai rappresentanti del governo italiano. Il popolo iraniano è molto grato al governo italiano e a tutti coloro che rappresentano in questo delicato momento la loro rabbia e la loro grida di disperazione contro un regime tirannico e terroristico quale quello rappresentato del presidente Passdar Ahmadinejad.
Chiediamo alle forze politiche e umanitarie di unire al grido di aiuto lanciato dal popolo iraniano, dai coraggiosi studenti che costantemente sono in scioperi di protesta, dai lavoratori, dagli insegnanti e dalle coraggiose donne che lottano quotidianamente contro il regime tirannico dei mullah gridando "morte al dittatore" chiedendo la libertà e la democrazia .
Ahmadinejad rappresenta un regime fondamentalista e terroristica che lancia costantemente messaggi di eliminazione e di morte contro gli israeliani, i palestinesi, gli americani e gli occidentali.
Associazione Donne Democratiche Iraniane in Italia
Associazione Giovani iraniani in Italia
Associazione Rifugiati Politici Iraniani In ItaliaRoma,
29 maggio 2008

mercoledì 28 maggio 2008

IL MESSAGGERO.IT DENUNCIA LA CONDANNA AMORTE DI 100 MINORENNI IRANIANI




Nella foto: l'impiccagione pubblica di due minorenni nella città di Mashad


Iran, cento minorenni in attesa di essere impiccati:appello al capo dell'apparato giudiziario

TEHERAN (27 maggio) - Hanno ucciso a coltellate dei loro coetanei diciassettenni durante una rissa. Ora, per loro tre l'esecuzione è imminente. Sono solo i primi tre di cento minorenni, o giovani minorenni all'epoca dei delitti, che ora attendono di essere impiccati nelle carceri iraniane. Lo ha reso noto l'avvocato di venti di loro, Mohammad Mostafai, che in una lettera aperta inviata al capo dell'apparato giudiziario, ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, ha chiesto la cancellazione delle esecuzioni. Nell'anno iraniano dal marzo del 2007 al marzo del 2008 sono state nove le impiccagioni di minorenni secondo quanto reso noto dal Centro dei difensori dei diritti umani, che fa capo all'avvocatessa Shirin Ebadi, Premio Nobel per la pace nel 2003.L'avvocato Mostafai, il cui appello è pubblicato oggi dal quotidiano Kargozaran, afferma che le esecuzioni di tre dei giovani sono imminenti. I tre condannati sono Behnud Shojai, Said Jazi e un terzo, Behnam, di cui non è stato fornito il cognome. Sono stati oggetto di una richiesta di sospensione dell'esecuzione da parte della presidenza di turno slovena della Ue.L'ayatollah Shahrudi è considerato un conservatore moderato e più di una volta è intervenuto personalmente per sospendere le esecuzioni di minorenni omicidi e cercare di convincere i familiari delle loro vittime a concedere il perdono. Ciò che, in base alla legge islamica, permette di salvare la vita di un condannato. L'avvocato Mostafai afferma anche che alcuni dei giovani in attesa dell'esecuzione sono stati condannati alla pena capitale per avere ucciso «in stato di legittima difesa». Due, in particolare, sono i casi di questo tipo da lui citati: quelli di Reza Alinejad e di Hossein Toranj.Il legale afferma che, poichè «l'Iran ha aderito alla Convenzione internazionale sui diritti del Bambino (che vieta le condanne a morte di minorenni)», le sentenze di morte contro i minorenni sono emesse «in violazione della legge». «Venga a visitare questi giovani in carcere e vedrà che si tratta di vittime della società», aggiunge nella sua missiva Mostafai, chiedendo a Shahrudi di «salvarli e aiutarli a crescere».L'ultima impiccagione di questo genere di cui si sia avuta notizia risale al 26 febbraio scorso, quando un giovane, Javad, è stato impiccato nel carcere di Isfahan perchè riconosciuto colpevole di un omicidio commesso a 16 anni. Lo scorso anno, sempre secondo Amnesty International, sono state almeno 317 le esecuzioni capitali nella Repubblica islamica, che si è così situata al secondo posto al mondo per numero di persone messe a morte dopo la Cina.

ALCUNE ADESIONI SIGNIFICATIVE POLITICHE ALL'APPELLO DEL RIFORMISTA

Giovani iraniani
Amici, grazie per la vostra iniziativa politica e umanitaria aderiamo con enorme piacere alla vostra iniziativa di opposizione contro la presenza del presidente del regime teocratico dei mullah iraniani. Condividiamo le vostre preoccupazioni che sono anche quelle nostre. Non bisogna dare voce al carnefice del popolo iraniano. Invece bisogna fare una scelta di campo e allearsi con le aspirazioni del popolo iraniano che non sono altro che la libertà e la democrazia in Iran.
Karimi Azar
Presidente Associazione Giovani Iraniani in Italia

Donne iraniane
L’Associazione Donne Democratiche Iraniane in Italia aderisce all’appello del Riformista sull’arrivo del presidente dei mullah in Italia, e sulla violazione dei diritti umani in Iran, dove in particolare sono violati i diritti delle donne sottoposte a una doppia discriminazione. Nelle carceri iraniane si trovano migliaia e migliaia di donne vittime del regime teocratico che non godono di nessun diritto e vengono giustiziate nei modi più brutali possibili. Ci sono almeno 10 donne in attesa di essere lapidate. Noi accogliamo positivamente l’iniziativa del giornale Riformista e partecipiamo attivamente alla protesta contro la presenza del passdar Ahmadinejad a Roma chiedendo ai responsabili politici e governativi italiani di rifiutare qualsiasi contatto con questo uomo famoso per essere «uomo di mille colpi di grazia».
S. Shahrzad
Presidente Associazione Donne Democratiche Iraniane in Italia

Craxi e la memoria
L’appello pubblicato dal Riformista non può che incontrare il mio favore. I tre punti enunciati dal quotidiano di Antonio Polito non possono che suscitare l’attenzione di quanti da anni compiono mille sforzi per un significativo miglioramento del processo di stabilizzazione internazionale. Occorre in particolare, e in ogni sede, stigmatizzare qualsiasi enunciazione diretta a negare la tragedia storica della Shoah, e a negare il diritto di Israele a vivere in pace con i propri vicini e in sicurezza entro i confini di uno stato ben definiti. Non posso che ricordare, e nuovamente apprezzare, quanto ripetuto solo pochi giorni fa dal nostro presidente della repubblica, relativamente alla tragedia dell’Olocausto: «Trasmettere, da una generazione all’altra, la memoria del nostro passato non è un rito che si tramanda». Al contrario, è un dovere che tutti abbiamo il compito di adempiere.
Stefania Craxi
Sottosegretario agli Esteri

Boniver contro il regime
Aderisco con grande convinzione all’appello lanciato dal Riformista, in occasione della visita del presidente iraniano Ahmadinejad. Il regime iraniano attua quotidianamente le più abominevoli violazioni delle libertà fondamentali dei suoi cittadini, reprime ogni dissenso con lunghi anni di carcere, ha ripristinato la lapidazione e le impiccagioni sulla pubblica piazza e non esita a processare ed a condannare a morte minori e omosessuali. Per tutto questo a nulla sono valse finora il periodico dialogo tra l’Ue e Teheran sulla questione dei diritti umani Ahmadinejad, inoltre, usa il brutale linguaggio della negazione della Shoah e dell’esistenza dello Stato d’Israele per rafforzarsi all’interno di una dialettica politica che lo vede indebolito a causa la strisciante crisi economica.
Margherita Boniver
Deputata Pdl

Prospettiva Nierenstein
È proprio vero, come dice nel suo lodevole manifesto il Riformista, che l’Italia deve farsi sentire per protestare contro la presenza del Presidente iraniano sul suo suolo. Ahmadinejad rappresenta tutto ciò che oggi nel mondo si oppone ad una prospettiva di pace: l’odio integralista e la gestione imperialistica delle organizzazioni terroristiche come gli Hezbollah e Hamas, l’odio antisemita e genocidi contro Israele, la negazione dell’olocausto oltre che la minaccia islamica sostanziata dalla costruzione aggressiva delle centrali atomiche che mirano alle bombe. Il con testamento di noi italiani gli segnalerà che consideriamo il suo comportamento un pericolo incombente per il mondo intero e la somma della politica dell’odio che non vogliamo che i nostri figli abbiano mai ad imparare.
Fiamma Nierenstein

Vicepresidente Commissione Affari Esteri della Camera


“Scorretto” Della Vedova
Aderisco all’appello del Riformista. Condivido i tre punti su cui invitate, lodevolmente, a controllare e contenere le mosse del regime di Teheran: l’ingerenza politico-militare iraniana sullo scenario mediorientale; la bomba atomica; il negazionismo sulla Shoah. Per essere più “politicamente scorretto” allego tre ragioni per cui ritengo che la vigilanza da te richiesta sia oggi, in Europa e in Italia, quanto mai necessaria. 1) In Libano, le diplomazie europee stanno dimostrando calma e pazienza e fanno bene. Ma il confine tra la pazienza e l’appeasement è labile e non occorre perderlo di vista. 2) La bomba di Ahmadinejad è inammissibile non tanto perché è una bomba, ma essenzialmente perché è di Ahmadinejad. Visto che non manca chi già vuole e, con grande zelo, in futuro vorrà paragonare il nucleare israeliano a quello iraniano, meglio sapere in anticipo come rispondere. 3) Sulla Shoah, il problema non è di puntiglio e neppure, solo, di verità. Negare la Shoah di ieri è il modo migliore per negare l’Israele di oggi e le sempre incombenti Shoah di domani. Questo l’Italia e l’Europa non lo possono consentire neppure dal punto di vista simbolico. Per non doversi vergognare, in futuro, anche di questo.
Benedetto Della Vedova
Deputato Pdl

Cicchitto e l’estremismo
Aderisco all’appello del Riformista. Amadinejad dà espressione compiuta all’estremismo fondamentalista maturato nel mondo islamico. Sappiamo che, malgrado tutto, c’è un pluralismo oppresso nella società e nello stato iraniani. Le nostre linee guida, oggi, come ieri, come domani, sono la piena solidarietà con Israele, la ricerca di intese di pace con i paesi arabi moderati, la netta contrapposizione al fondamentalismo islamico nelle sue molteplici forme e forze politiche.
Fabrizio Cicchitto
Presidente del gruppo Pdl alla Camera

ADESIONE DEL MINISTRO DEGLI ESTERI FRANCO FRATTINI
Caro direttore, desidero manifestare la mia convinta condivisione politica, non consentendomi le mie funzioni istituzionali di aderire formalmente, dei contenuti dell’appello del Riformista riguardante la presenza in Italia nei prossimi giorni del presidente della repubblica islamica dell’Iran per partecipare alla conferenza della Fao sulla sicurezza alimentare. In particolare, esprimo il mio sostegno alla stigmatizzazione di ogni dichiarazione diretta a porre in discussione il diritto all’esistenza di Israele e di ogni affermazione volta a negare la realtà storica della Shoah.L’Italia continuerà a perseguire, congiuntamente con i principali partner internazionali, una linea di fermezza e di trasparenza riguardo al programma nucleare iraniano, e al contempo ad appoggiare l’impegno negoziale posto in essere dall’Unione europea e dall’alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza Javier Solana.

ADESIONE DELL'ON. PIERO FASINO DEL PD
Caro direttore, apprezzo l’appello del Riformista. Chiunque si batta per dare al lungo conflitto israelo-palestinese una soluzione fondata sul principio “due popoli, due Stati”, non può che essere esplicito e netto nel rifiutare qualsiasi forma di negazione della Shoah, dello Stato di Israele e del suo diritto ad esistere senza paura dei suoi vicini.Così come ottenere dalle autorità iraniane la rinuncia al nucleare militare e la piena disponibilità a cooperare con l’Aiea è essenziale per una più sicura stabilità internazionale.Proprio nel momento in cui viene dal Libano un messaggio di speranza, abbiamo tutti il dovere morale e politico di fare la nostra parte per dare al Medio Oriente una pace stabile, duratura e condivisa. Con amicizia.

ADESIONE DI RICCARDO PACIFICI


Caro Direttore,
voglio esprimerti i miei e nostri complimenti per la splendida iniziativa di oggi sul tuo giornale, in merito all’appello/denuncia del pericolo del tiranno Ahmdinejad.
Conta sul nostro sostegno per ogni iniziativa e mobilitazione nella nostra città, affinché il presidente iraniano possa sentire la nostra voce e la voce del dissenso, in difesa prima di tutto della libertà del popolo iraniano oppresso da una tirannia fanatica che priva i cittadini del suo paese di ogni libertà, a cominciare da quella delle donne e degli oppositori politici, nonché di coloro che esprimono una diversità sessuale.
Spero si possa promuovere una “Maratona Oratoria” per e non contro a testimonianza della libertà di cui godono i cittadini europei a differenza dei nostri concittadini iraniani.
Una “Maratona Oratoria” a difesa della minaccia che incombe sulle nostre teste, a Roma, a Madrid a Parigi, qualora l’Iran si possa dotare di armi nucleari.
Coraggio direttore, vai vanti cosi.
Riccardo Pacifici
ADESIONE DELL'UNIONE GIOVANI EBREI D'ITALIA

Gentile Direttore,
l'Unione Giovani Ebrei d'Italia, nell'aderire al suo appello, ribadisce la sua vicinanza ai numerosi studenti iraniani, che rischiando quotidianamente la propria vita, si battono per la libertà e la democrazia nel loro Paese. Inoltre, auspichiamo, che il Sindaco di Roma accolga la proposta di Emanuele Ottolenghi di ribattezzare il numero civico di Via Nomentana 361 con il nome del leader studentesco Ali Nikou-Nesbati, "colpevole" di aver criticato pubblicamente un recente discorso del Presidente Iraniano Ahmadinejad e per questo condannato ingiustamente a cinque mesi di prigionia.
Un simile e piccolo gesto potrebbe essere tanto significativo per quei milioni di Iraniani che vivono sotto il giogo di una feroce dittatura.
Daniele Nahum , Presidente Unione Giovani Ebrei d'Italia

 
AID : AGENZIA IRAN DEMOCRATICO