martedì 27 agosto 2013

ancora le esecuzioni quotidiane

Continuano le esecuzioni in Iran: Ieri sono stati impiccati 5 prigionieri nella città di Qum e uno nella città di Ardebil. fin dal primo agosto sono stati impiccati 36 detenuti! E' questo il messaggio del governo riformista di Rohani?!

giovedì 15 agosto 2013

six prisoners have been hanged in Ahwaz


Posted on: 14th August, 2013
  • Rate The News
  • Rate this post

  • Source:
Ahwaz
HRANA News Agency – Six prisoners have been hanged in Ahwaz Karoun prison on charge of rapping this morning.

According to a report by Fars News Agency, after a year and a half the rapists of the parks around Shushtar were found and sentenced to death. The sentence was enforced this morning in Ahwaz prison.

The death sentence has been confirmed by the Supreme Court.
Share

A man and a woman are going to be stoned in Tabriz central prison


Posted on: 14th August, 2013
  • Rate The News
  • 5.00/5 (100.00%) 1vote
  • Random News
  • Editor: Human
  • Translator:Houman Niyazi
  • Source:
Ali Sai Bashsiz
HRANA News Agency – Zahra Pour Sai, the daughter of Hassan and Ali Sai Bashsiz, the son of Hassan, have been tried by judge Amiri, the head of the second branch of the criminal court of East Azerbaijan province and sentenced to stoning on charge of adultery in 2012.
Naghi Mahmoudi, the attorney lawyer said to HRANA: “The lawyers of the culprits have asked for appeal afterwards and the case was sent to the branch 7 of the Supreme Court. Morteza Fazel the head of the branch 7 of the Supreme Court and Azizollah Razzaghi the Counselor of this branch have rejected the appeal request”
The Supreme Court said in their verdict: “Regarding the content of the dossier, the investigations and the confessions of the culprits and the comments of the informed ones and the film made about the relationship of the culprits which shows the adultery clearly have been done by the agreement and propensity of both sides and the statement of the court members about the film which fulfills the conditions of adultery which is confirmed by all court members and the lack of enough reasons given by the convicts and their lawyers the verdict number 91/4/19 – 0000129 issued by the second branch of the criminal court of the East Azerbaijan province which sentences  Mr. Ali Sai and Mrs. Zahra Pour Sai to stoning on charge of adultery is confirmed according to the rules and part A of article 265 of criminal law.”
The culprits have received this definitive verdict on December 16, 2012 in Tabriz central prison.
Therefore there is the fear that the verdict enforcement of Tabriz department of justice is willing to enforce the sentence secretly.

giovedì 8 agosto 2013

Condanniamo fermamente la lettera del presidente Letta a Rohani capo del regime terroristico iraniano


Caro presidente Letta
con enorme dispiacere abbiamo appreso della sua lettera al capo del regime integralista e misogino dei mullah Hassan rohani che è un lupo travestito dalla pecora. Basta ricordare che lui è da 34 anni che è al commando dei piu delicati dicasteri del potere politico e di sicurezza. la sua firma è in calce alla maggior parte delle decisioni terroristiche di cui molte vittime sono i difensori della pace e della stabilità nel mondo. basti ricordare i soldati trucidati in Naassiriah in Iraq e in Afganistan. basti ricordare il numero altissimo delle persone impiccate ingiustamente fin dal giorno della sua nomina: oltre due cento impiccagioni nell'arco di due mesi. Speriamo che lei abbia avuto il coraggio di menzionare nella sua inopportuna lettera la repressione e il terrorismo internazionale iraniano di cui molte vittime portano la cittadinanza italiana.
Signor Letta a nome delle popolo iraniano che è la principale vittima dell'integralismo iraniano devo ricordarle che Rohani è un miraggio costruito su misura per deviare attenzione internazionale sulla costruzione della bomba atomica e per prendere altri tempi necessari alla sua preparazione. secondo noi stringere le sue sanguinanti mani non significa ne onore ne privilegi finalizzati ad avere nella corsa al mercato economico iraniano. tali comportamenti inopportuni e meschini vengono solamente sfruttati dal regime per incrementare la repressione interna e il terrorismo esterna.
Signor presidente nel momento in cui intero mondo civile è il testimone di un grande genocidio in Siria di cui il vero fautore è il regime dei mullah non serve a nulla lettere di compiacimento e di buon augurio ad una persona che fino ad oggi ha gestito in persona il terrorismo internazionale e la repressione. Vorrei ricordarle di avere rispetto per le vittime italiane del terrorismo iraniano se non vuole averlo per altre vittime.Con questa lettera Lei ha offeso onore dei soldati italiani uccisi con ordine diretta di Rohani. Cosa risponderà ai loro familiari? con la sua lettera, di qualsiasi contenuto, lei ha legittimato la nomina di un personaggio estremamente pericoloso per la pace e la stabilita del mondo. A nome dei familiari delle vittime del terrorismo iraniano, compreso anche quelle italiane, condanniamo fermamente questo gesto poco diplomatico che è una grave offesa al popolo iraniano e al popolo italiano. concludendo la mia lettera le assicuro che chi pensa di domare un regime barbaro e disumano con una lettera e una visita diplomatica sicuramente è lontano anni luce dalla realtà e naviga in un miraggio permanente di cui i lampi di luce non sono altro che eco di esplosioni terroristiche e misogine contro i vostri soldati e nostri concittadini.
Col rispetto e onore al popolo italiano e alle sue vittime
davood karimi presidente dell'associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia

giovedì 1 agosto 2013

martedì 30 luglio 2013

Shajaripour1

Iran, la figlia del blogger: “Mio padre sta morendo in carcere”

Mohamad-Reza Pourshajari, 52 anni, scrittore e blogger iraniano, sta morendo in carcere dove sta scontando quattro anni di prigione per “insultato il leader supremo e l’islam”. La figlia Mitra Pour-Shajari, (nella foto sopra con il padre) ha scritto una lettera aperta perché il mondo si mobiliti per la sua liberazione: ”Salvate mio padre, è in gravi condizioni di salute in carcere solo per aver espresso liberamente le sue opinioni politiche” si legge sul sito Hrana.
La ragazza accusa le autorità iraniane di non aver concesso al padre, molto malato da oltre due anni e mezzo, il permesso per un ricovero d’urgenza. Nel 2013 Siamak Mehr, come lo chiamano gli amici, ha avuto un attacco di cuore. Le sue condizioni sono peggiorate martedì scorso quando i suoi compagni di cella l’hanno portato in infermeria dove il medico gli ha iniettato una medicina senza volerne rivelare il nome. “Mio padre ci ha telefonato – ha dichiarato Mitra – e  ha detto che se morirà dovremo chiedere un’autopsia perché non sa cosa gli hanno dato”.  Nonostante le richieste insistenti della famiglia, al detenuto non è stato consentito di lasciare il carcere per curarsi in un luogo consono:
“Secondo i medici che lo hanno potuto visitare in carcere – ha detto Mitra – un intervento chirurgico e’ fondamentale per salvargli la vita”.
La ragazza racconta che  nel carcere di Karaj, vicino a Teheran, le condizioni di vita sono pessime. Mohammad Reza Pour-Shajari è stato arrestato il 12 settembre del 2010 e portato nella prigione di Rajai-Shahr dove è stato torturato per sette mesi. Da lì  è riuscito a divulgare dal carcere una lettera nella quale contestava la condanna, spiegando di non aver avuto un processo equo e chiedendo l’aiuto della comunità internazionale e degli attivisti per i diritti umani. In prigione la sua salute si deteriorata rapidamente, oltre a soffrire di cuore il blogger ha problemi di vista, un’ernia del disco, i reni indeboliti, frequenti mal di stomaco e i sintomi della malnutrizione.

lunedì 22 luglio 2013

sabato 20 luglio 2013

APPELLO URGENTE CONTRO LE ESECUZIONI IN IRAN:


Nuova ondata di esecuzioni in Iran. quasi 200 impiccagioni dichiarate ufficialmente fin dalle elezioni del nuovo presidente Rohani. ma il numero reale è assai superiore a quello pubblicato. in attesa di esecuzioni immediate altri 30 prigionieri di cui molti politici. sollecitiamo una voce di protesta contro queste disumane esecuzioni presso il governo italiano e quello europeo chiedendo il loro urgente intervento.
per favore scrivete al ministero degli esteri e in particolar modo alla signor Emma Bonino chiedendo immediato intervento per salvare la vita di coloro che rischiano quotidianamente la vita a causa della loro opinione, religione e pensiero.
Rimanere in silenzio di fronte a questa tragedia significa partecipare allo stesso crimine.
il popolo iraniano merita la vostra attenzione e partecipazione. non lasciamolo soli di fronte ad uno dei pericoli più catastrofici della storia umana.
grazie davood karimi, presidente dell'associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia
indirizzo email del ministro degli esteri:
ministero.affariesteri@cert.esteri.it

mercoledì 3 luglio 2013

Egitto, ottima notizia, quella della destituzione di Morsy

Ottima iniziativa dell'esercito egiziano. Mohammad Morsy è stato destituito. se l'esercito egiziano non fosse intervenuto, il capo dei fratelli musulmani avrebbe portato l'Egitto dove il maledetto khomeini ha portato l'Iran: terrorismo, repressione, guerra! viva i giovani donne e uomini di piazza Altahrir che non hanno permesso a Morsy di portare il grande Egitto nella morsa della violenza integralista e fondamentalista islamica di matrice khomeinista. davood karimi

venerdì 28 giugno 2013

On. Pagano al meeting di Villepinte di Parigi : Intervento “Conferenza internazionale a Parigi sulla libertà in Iran”

Giovedì 27 Giugno 2013 08:56
Parigi, 22 giugno 2013
Presidente Rajavi, Gentili convenuti,
meravigliosi amici e amiche iraniani, grazie per l'invito di oggi grazie per averci voluto fratelli della vostra sofferenza. Porgo oggi i saluti del Parlamento italiano e delle migliaia di Sindaci italiani che sono solidali con il grande popolo iraniano sottoposto alla privazione della libertà per colpa di un regime tirannico.
Mi presento sono Alessandro Pagano e desidero come presidente del Comitato Italiano di Parlamentari e Cittadini “Iran Libero”, cominciare il mio intervento con questa frase: " Le violenze e i massacri cui sono sottoposti i residenti di Camp Liberty devono cessare".
Il fatto che l’attacco sia stato sferrato il giorno dopo le elezioni presidenziali in Iran non può essere frutto del caso. Secondo le stime diffuse dal regime il 72% degli aventi diritto si è recato alle urne. Ma se queste cifre fossero attendibili, la recente tornata elettorale sarebbe stata un autentico trionfo per Khamenei. Se fosse stato vero questo risultato, ci domandiamo allora il perché l’attacco contro Camp Liberty sia stato ordinato seguendo quella particolare tempistica.
La risposta non può che essere la seguente: le elezioni non sono state affatto una vittoria per l’Ayatollah, quanto piuttosto la conferma e il consolidarsi di una crisi che, in maniera codarda e disperata, ha tentato di nascondere attraverso l’attacco contro Camp Liberty. E’ dunque evidente come il regime tema fortemente il movimento di resistenza, impegnato nel preparare il terreno per la futura liberazione dell’Iran.
Sebbene non vi siano dubbi sui reali “mandanti” di questo vile attacco, tuttavia non possiamo esimerci dal rilevare come sia l’Onu che gli Stati Uniti poco o nulla hanno fatto per evitare queste stragi.
Le lettere con cui il nostro Comitato aveva avvertito le competenti autorità delle Nazioni Unite e degli Usa del concreto rischio di attacchi contro Camp Liberty sono state  del tutto sottovalutate. All’indomani del terribile attacco missilistico del 9 febbraio il governo iracheno affermò pubblicamente di non essere in grado di prevedere futuri attacchi, sottintendendo a nostro avviso di non potere o volere contrastarli.
In quella stessa circostanza, l’ambasciata statunitense ebbe una condotta assolutamente negativa, limitandosi ad avvertire sul proprio sito che simili attacchi sarebbero potuti essere sferrati in qualsiasi momento.
Le complicità emerse tra i governi iraniano e iracheno, finalizzate al comune obiettivo di reprimere la resistenza iraniana e dunque l’ultimo presidio di democrazia e libertà rimasto nell’area, non avrebbero sortito effetto se inoffensive se Onu e Usa non avessero tenuto una condotta omissiva. Purtroppo così non è stato. Anzi, l’atteggiamento passivo delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti si è tradotto in una forma di tacita complicità con gli aggressori!
Tutto questo deve oggi cambiare. Quanto altro sangue deve essere ancora versato prima che ci si renda conto che le autorità iraniane d’accordo con quelle irachene stanno commettendo, sotto gli occhi dei rappresentanti della comunità internazionale, veri e propri crimini contro l’umanità?
L’incontro che ci vede oggi riuniti a Parigi deve essere il luogo da cui lanciare con forza il nostro appello alle Nazioni Unite, agli Stati Uniti, all’Unione Europea VERGOGNATEVI. Dovete fare quanto è in vostro potere per risolvere la grave “crisi” a cominciare dal trasferimento degli esuli – che, ricordiamo, godono dello status di rifugiati – da Camp Liberty nel più sicuro Camp Ashraf. Tengo a sottolineare che l'Italia in continuità con le iniziative di accoglienza umanitarie iniziate con il Governo Berlusconi e il Ministro Frattini e poi proseguite con il Ministro Terzi ora anche il Ministro Emma Bonino del nuovo Governo Letta ha fermamente protestato per il trattamento non protettivo verso i rifugiati politi iraniani.
E’ nostro preciso dovere contribuire a fermare questa barbarie dando pieno sostegno alla “missione” di Maryam Rajavi per un Iran libero e l'Italia è pronta a difendere la democrazia, la libertà, i diritti civili di ogni uomo e di ogni donna iraniana.
W l'Iran libero. W la Resistenza Iraniana. W Madame Rajavi.
Che Dio benedica il vostro Paese.
On. Pagano presidente del Comitato italiano di Parlamentari e cittadini per un Iran libero

giovedì 20 giugno 2013

20 giugno anniversario della caduta di Neda Aghasoltan

Viva Neda e viva il ricordo di tutti i caduti della resistenza iraniana che hanno sacrificato la loro vita per la libertà e la democrazia in Iran

In ricordo di Neda Aghasoltan, uccisa a Teheran dai terroristi di Rohani-khamenei, il 20 giugno di 4 anni fa durante le proteste popolari contro il regime integralista e misogino degli ayattollah, responsabili tra l'altro dell'uccisione di numerosi soldati italiani dislocati per la difesa della pace in Iraq e in Afghanistan. Viva il loro ricordo e vicinanza e solidarietà ai i loro familiari!

 
AID : AGENZIA IRAN DEMOCRATICO