giovedì 7 maggio 2009

SANTANCHE' SULLA DISUMANA ESECUZIONE DI DELARA DARABI


nella foto: Daniela Santanchè, leader del movimento per l'Italia che ringrazio di cuore per le sue dure posizioni contro il regime barbaro e medievale dei mullah
Iran, botta e risposta Frattini- Santanchè “via l’Ambasciatore”
(Ansa)

“Più fermezza e più costanza e il richiamo dell’ambasciatore è il minimo che si possa fare.” Così Daniela Santanchè Leader del Movimento per l’Italia, replica al Ministro Frattini che oggi sul Corriere della Sera ha risposto ad una sua lettera aperta chiedendo il ritiro dell’Ambasciatore in Iran a seguito dell’impiccagione di Delara Darabi. “Tra qualche giorno a Teheran verranno giustiziati altri due ragazzi per crimini tutti da dimostrare e di cui si sarebbero macchiati quando erano ancora minorenni. Capisco e apprezzo la preoccupazione del ministro Frattini di conciliare fermezza e senso di responsabilità quando si affronta con paesi come l’Iran il tema “incendiario” dei più elementari diritti cui dovrebbe godere ogni essere umano. Ma continuo a domandarmi - conclude Santanchè - fino a che punto in casi come questi che si ripetono a centinaia ogni anno, l’imperativo morale di far pesare la voce del nostro paese attraverso gesti simbolici forti come il richiamo per chiarimenti del nostro ambasciatore a Teheran, debba costantemente cedere il passo all’esigenza di un dialogo fondato sul compromesso politico e sulle mediazioni al ribasso di valori che non dovrebbero essere negoziabili”.



05 2009
Iraniana uccisa: Santanchè, via da Roma Ambasciatore di Teheran
(Agi)

Via dall’Italia l’ambasciatore iraniano e via dall’Iran il nostro rappresentante diplomatico. E’ la richiesta che Daniela Santanche’,
segretario nazionale per il Movimento per l’Italia, rivolge al ministro degli Esteri Franco Frattini. In una lettera al titolare della Farnesina, Santanche’, chiede che non passi sotto silenzio l’impiccagione della giovane donna Delara Darabi accusata
di aver commesso un crimine quando aveva solo 17 anni. E’ la 42esima giovane vittima della sharia, la legge islamica in vigore in Iran. Una morte che, sottolinea Santanche’, “fa parte della catena infinita di atrocita’ e di orrori perpetrati dal
governo iraniano”. Un gesto, quello che chiede la ex parlamentare, “simbolico”, ma abbastanza forte da essere di esempio e da convincere altri governi europei a seguire l’esempio dell’Italia. “E anche con gesti e formule diplomatiche come queste che la comunita’ internazionale puo’ sperare di darsi una coscienza credibile. Mostrarsi vicina alle vittime dell’oppressione islamica. E tornare a parlare di civilta’ e giustizia dei popoli senza timore di perdere la faccia”, scrive ancora l’ex parlamentare che a
Frattini ricorda i “buoni motivi” - le posizioni assunte dal ministro verso la conferenza dell’Onu a Ginevra sul razzismo e nei confronti della decisione del presidente Karzai di reintrodurre in Afghanistan una legge “che minaccia di ripiombare le donne in un inferno di sottomissione e violenza” - per confidare in una risposta del ministro che dia prova “della stessa coerenza e chiarezza di intenti nell’affrontare l’ultimo drammatico capitolo della strage dei diritti della persona che si e’ appena consumata a Teheran”. Dopo “processi farsa si impiccano a decine ogni anno donne (anche incinte), minorenni e omosessuali, si incarcerano e si sottopongono a torture tutti quelli che si oppongono al potere”, si legge ancora nella lettera indirizzata a Frattini, nella quale ci si chiede “si puo’ essere eternamente spettatori di quanto accade sotto i nostri occhi senza diventarne in qualche modo complici?” per rispondere che e’ venuto il momento di agire. Delara Darabi, giovane pittrice iraniana, di soli 23 anni, e’ stata impiccata il 2 maggio scorso. E’ stata condannata a morte in Iran per un omicidio commesso all’eta’ di 17 anni, e’ stata portata al patibolo nel carcere della citta’ settentrionale di Rasht. A nulla sono serviti gli appelli della comunita’ internazionale affinche’ le autorita’ di Teheran annullassero la sua esecuzione. La ragazza, poco prima di muovere i suoi ultimi passi, ha fatto un’ultima tragica telefonata ai genitori: “Tra poco mi impiccano, aiutatemi”. Un ultimo grido di speranza rimasto inascoltato. Secondo il quotidiano locale Etemad, Delara e’ stata impiccata “senza che i suoi genitori ne’ il suo avvocato venissero informati dell’esecuzione”. A condannare duramente Teheran era scesa in campo anche la presidenza ceca dell’Unione europea che aveva chiesto di “evitare l’esecuzione di ragazzi”. “Queste violazioni dei diritti umani corrodono il terreno del dialogo tra l’Iran e l’Unione europea”, aveva affermato la presidenza di turno dell’Ue in un comunicato. Darabi, in carcere da cinque anni, aveva inizialmente confessato l’omicidio poiche’ credeva di essere perdonata per averlo commesso quando era minorenne. Poi, si era invece dichiarata innocente. Dal 1990, l’Iran ha portato al patibolo 42 giovani, sette nel 2007. Secondo la sharia, la legge islamica in vigore in Iran, omicidio, stupro, adulterio, rapina a mano armata, traffico di droga e apostasia sono reati punibili con la pena di morte

FORTE REAZIONE DEI PARLAMENTARI ITALIANI CONTRO LA BARBARA ESECUZIONE DI DELARA DARABI

Fermiamo il genocidio in Iran. Basta con la pena di morte!


Nella foto: On. Suad Sbai del Popolo della Libertà

Nella foto: On. Jole Santelli del Popolo della Libertà

Nella foto: Silvana Mura

Fonte: Delta News


(Roma) Nell'aula della Camera, ieri, ricordando la morte di Delara Darabi - la pittrice iraniana 22enne, uccisa lo scorso primo maggio - Souad Sbai, deputata del Popolo della Libertà, ha lanciato un appello a tutti i colleghi e le colleghe affinché simili episodi non accadano più

Sbai nel corso del suo intervento alla Camera durante la discussione del disegno di legge per la ratifica dell'accordo di Prum, ha chiesto ai colleghi e alle colleghe di denunciare con forza questo genocidio. "Questo Trattato, che rappresenta un forte richiamo ai diritti umani, giunge al voto allorché lo scorso primo maggio si è consumato un fatto grave e odioso per le donne e per la diplomazia internazionale - ha affermato la Sbai - Delara Darabi, è stata impiccata all'alba, nel silenzio e nell'indifferenza, senza che la famiglia e l'avvocato difensore fossero a conoscenza dell'esecuzione". "Si tratta di un fatto illegittimo sul piano dell'etica e del diritto internazionale che non può essere taciuto - ha proseguito -. L'Iran ha sottoscritto la Convenzione internazionale sui diritti civili e politici e quella sui diritti dei bambini che non consentono al suo governo di mandare a morte uomini e donne per crimini commessi quando erano minorenni".

La parlamentare di origine marocchina, che su questo ha inviato un atto ispettivo al ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha definito il regime di Teheran "razzista, xenofobo e intollerante che, nonostante gli impegni presi, ha confermato la sua chiusura in sede Onu, attraverso le odiose dichiarazioni del presidente Mahmoud Ahmadinejad. Vorrei inoltre ricordare che ieri mattina Abdolsamad Khorramshahi, avvocato difensore di Delara - ha concluso - è stato arrestato senza alcuna spiegazione?".

Intanto nella Repubblica Islamica non si placa l'ondata di esecuzioni: ieri, alle prime ore dell'alba nel famigerato carcere di Evin, vicino Teheran, una donna e tre uomini sono stati impiccati, ha reso noto l 'Iran Human Rights', un'organizzazione che si batte per i diritti umani della popolazione iraniana. La donna impiccata, la 28enne Zeynab Nazarzadeh, è stata condannata a morte per aver ucciso suo marito. 'Iran Human Rights', rifacendosi alle notizie diffuse dalla radio e dalla televisione iraniane, avanza anche l'ipotesi che siano in tutto dieci le condanne a morte eseguite ieri questa mattina. Intanto, il blogger iraniano e attivista per i diritti umani, Asieh Amini, ha dichiarato di essere a conoscenza che le condanne a morte di due minori, Safar Angooti e Amir Khaleghi, previste per ieri, non sono ancora state eseguite.

"Questa continua operazione, soprattutto sulle donne, sembra quasi una provocazione - commenta Jole Santelli, parlamentare pdl - un'accelerazione dello scontro" da parte di Ahamdinejad "per arroccarsi su posizioni interne difensive basate sull'integralismo"con una violazione dei diritti umani che consiste nel "calpestarli totalmente".Per Santelli, bisogna "porre il problema in termini europei per assumere una posizione decisa verso l'Iran al di là dei rapporti di interesse economico e commerciale, distinguendo quello che è il Paese Iran dal suo Governo".

"Casi come quello della morte di Delara Darabi devono suscitare la rivolta delle coscienze di tutte le donne e gli uomini che credono nella libertà e nella democrazia perché non si può assistere inermi alla violazione dei diritti umani”, aggiunge Silvana Mura deputata dell'Idv. "L'Iran ha firmato dei trattati internazionali e convenzioni, come quella che impedisce la pena di morte per crimini commessi da minorenni, che poi non rispetta. Se si aggiunge che la povera Delara è stata giustiziata senza alcun preavviso, mantenendo all'oscuro la famiglia e il suo avvocato, è evidente la mostruosità di questa esecuzione". E' "compito di uno stato che crede nella libertà, come l'Italia, fare tutto quello che è in suo potere a tutela dei diritti umani, mi auguro - conclude Mura - dunque che il caso di Delara sia motivo di una protesta formale da parte del governo italiano e che il Parlamento approvi una mozione di censura nei confronti dell'Iran per bloccare le esecuzioni di donne e uomini per crimini commessi nella minore età, che purtroppo si continuano a verificare e per chiedere la liberazione della giornalista Roxana Saberi”.

Amnesty International nel suo Rapporto ''Condanne a morte ed esecuzioni nel 2008'', sui paesi in cui sono state emesse condanne a morte al termine di processi iniqui, spesso nei confronti di persone povere o appartenenti a minoranze etniche o religiose, evidenzia come il maggior numero di esecuzioni nel 2008 è stato riscontrato in Asia, dove 11 paesi continuano a ricorrere alla pena di morte: Afghanistan, Bangladesh, Cina, Corea del Nord, Giappone, Indonesia, Malaysia, Mongolia, Pakistan, Singapore e Vietnam. Il secondo maggior numero di esecuzioni, 508, è stato registrato nella regione Africa del Nord - Medio Oriente. In Iran sono state messe a morte almeno 346 persone, tra cui otto minorenni al momento del reato, con metodi che comprendono l'impiccagione e la lapidazione. In Arabia Saudita, le esecuzioni sono state almeno 102, solitamente tramite decapitazione pubblica seguita, in alcuni casi, dalla crocifissione.

Sono almeno 2.390 le persone messe a morte, in 25 paesi, tra gennaio e dicembre dello scorso anno e sono almeno 8.864 le condanne alla pena capitale emesse in 52 paesi.

''Solo in Cina – sottolinea il rapporto - hanno avuto luogo quasi tre quarti delle esecuzioni su scala mondiale, 1718 su 2.930, dati che si teme potrebbero essere più elevati poiché le informazioni sulle condanne a morte e le esecuzioni restano un segreto di stato''.Per contrasto, in Europa solo un paese ricorre ancora alla pena di morte: la Bielorussia. ''La pena di morte è la punizione estrema. E' crudele, inumana e degradante. Nel XXI secolo non dovrebbe esserci più posto per decapitazioni, sedie elettriche, impiccagioni, iniezioni letali, fucilazioni e lapidazioni'' sottolinea Amnesty International, che ieri pomeriggio ha deposto simbolicamente fiori bianchi davanti ai cancelli delle rappresentanze diplomatiche iraniane a Roma e Milano e in altri paesi del modo per commemorare Delara Darabi.

Nel continente americano solo gli Stati Uniti d'America hanno continuato a ricorrere con regolarità alla pena di morte, con 37 esecuzioni portate a termine lo scorso anno, la maggior parte delle quali in Texas.

In occasione della pubblicazione dei dati relativi al 2008, Amnesty International ha lanciato il rapporto ''Ending executions in Europe: Towards abolition of the death penalty in Belarus'' e un'azione on line per fermare le esecuzioni in Bielorussia. Nell'Africa sub-sahariana, infine, secondo dati ufficiali, sono state eseguite solo due esecuzioni ma le condanne a morte sono state almeno 362. Quest'area ha registrato un passo indietro, con la reintroduzione della pena di morte in Liberia per i reati di rapina, terrorismo e dirottamento.

Contro la pena di morte si è espresso ieri il Consiglio regionale della Toscana che ha approvato all’unanimità una mozione di condanna per l'esecuzione capitale di Delara Darabi.

La mozione, presentata dal consigliere Severino Saccardi (Pd), chiede al Governo nazionale e all'Unione europea l'assunzione di atteggiamenti conseguenti nei confronti della Repubblica islamica iraniana, fondati sulla ricerca del dialogo ma anche sulla pressante richiesta di inequivoci passi in avanti in tema di diritti umani. La mozione, inoltre, impegna la Giunta regionale a rendersi partecipe di iniziative tese a promuovere e a sostenere un'evoluzione della realtà iraniana in direzione del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, con particolare riferimento, nell'immediato, allo specifico caso della richiesta di liberazione della giornalista Roxana Saberi, detenuta perché accusata di spionaggio.

Ma a Teheran il boia non si ferma



Un quadro di Delara darabi
Dal Quotidiano.net

di Aldo Forbice
L’IMPICCAGIONE della giovane pittrice Delara Darabi a Teheran ha suscitato un’ondata di emozione in Iran e in Occidente. Aveva 23 anni ed era stata condannata per un omicidio che avrebbe commesso a 17 anni. Ma la sua colpevolezza non era stata provata, anche perché la confessione (per salvare il fidanzato maggiorenne) era stata ritrattata. L’Iran continua a essere l’unico Paese a mandare a morte i minorenni: da due anni anche gli Usa hanno cancellato la pena capitale per chi è sotto i 18 anni. Ma ora il regime teocratico si è irrigidito e le impiccagioni si susseguono (11 negli ultimi tre giorni, fra cui un uomo lapidato per adulterio).



Nei primi quattro mesi di quest’anno si contano 164 esecuzioni, il doppio dello stesso periodo 2008 (356 in tutto l’anno). Senza contare le vittime per tortura. Del resto il regime iraniano è stato condannato dai diversi organismi Onu ben 55 volte per la continua violazione dei diritti umani.



Ma la repressione è diventata più spietata. Nella gran parte dei casi, le esecuzioni colpiscono giovani dissidenti accusati di reati legati a droga e adulterio. Il crescente malcontento di donne, studenti e lavoratori disoccupati che contestano il regime religioso è documentato anche dalle manifestazioni di protesta (8000 nel 2008), che si concludono quasi sempre con brutali interventi dei "guardiani della rivoluzione" e della polizia. Nella politica di repressione gli hajatollah non risparmiano il campo di Ashraf, cittadina irachena abitata da esuli e dissidenti iraniani (i mojahedin del popolo), presidiata dagli americani.



Ora, con la complicità di una parte del parlamento iracheno (filo iraniano), Teheran esercita forti pressioni per smantellare questo campo e deportare in Iran una parte di questi dissidenti per arrestarli e fucilarli, mentre l’altra parte dovrebbe trovare accoglienza in Europa. Finora l’Ue ha risposto duramente alla minaccia, però i cittadini di Ashraf sono prigionieri nel loro villaggio. Maryam Rajavi,la coraggiosa presidente della resistenza iraniana, è intervenuta più volte al parlamento Ue e alle Nazioni Unite. Si è rivolta a Barack Obama, al Consiglio di sicurezza dell’Onu e alla Croce rossa internazionale. Forse gli Usa, alla vigilia dell’apertura di un negoziato con gli uomini di Khamenei e Ahmadinejad, dovrebbero mettere sul tavolo anche il caso Ashraf.

mercoledì 6 maggio 2009

LA MANIFESTAZIONE ORGANIZZATA DALL'AMNESTY INTERBATIONAL CONTRO LA BARBARA ESECUZIONE DELLA GIOVANE PITTRICE DELARA DARABI







MIGLIAIA DI FIORI BIANCHI ARRIVATI DA TUTTA ITALIA PER DELARA DARABI, UCCISA BARBARAMENTE DAL REGIME ARTICIDA E MISOGINA DEI MULLAH
CENTINAIA DI DONNE E UOMINI PROVENIENTI DA TUTTA ITALIA TRA CUI LA COMUNITA' MAROCCHINA PER ESPRIMERE LO SDEGNO VERSO IL REGIME DEI MULLAH
INTERVENTO DELL'ON. SUAD SBAI ALLA CAMERA CONTRO IL REGIME FONDAMENTALISTA IRANIANO CHE CONTINUA A MASSACRARE I GIOVANI, DONNE E UOMINI, ANCHE MINORENNI, NONOSTANTE LA FORTE PROTESTA DELLA COMUNITA' INTERNAZIONALE

A NOME DELLA COMUNITA' IRANIANA E DELLA FAMIGLIA DI DELARA RINGRAZIO AMNESTY INTERNATIONAL PER LA SUA VICINANZA CON LA FAMILIA DELARA DARABI E PER LE LORO CAMPAGNE INTERNAZIONALI CONTRO LA PENA DI MORTE IN IRAN







Per protestare contro la disumana impiccagione di Delara Darabi, alle ore 16 manifestazione di protesta di fronte all'ambasciata del regime dei mullah



Amnesty Internationale, sezione italiana ha organizzato per oggi pommeriggio alle ore 16 una manifestazione di protesta di fronte all'ambasciata del regime terrorista dei mullah dove i manifestanti depositeranno un fiore bianco in ricordo della giovanissima pittrice iraniana Delara Darabbi, uccisa barbaramente il primo maggio scorso nel carcere della città di Rasht.
Chiedo a chi legge questa notizia di raggiungerci e di rispondere alla grida di Delara Darabi che attraverso le sue opere ha denunciato la forte discriminazione femminile nella società e nelle carceri iraniane. Delara fino all'ultimo momento ha sperato nella forza della clemenza ignaro del fatto che l'ideologia del fondamentalismo islamico di matrice khomeinista è arrivato in Iran con l'unico e eccezionale obiettivo: uccidere la coscienza umana e sostituirla con la violenza e vendetta e spargimento di sangue degli innocenti. Aggiungo che pure stamattina sono stati impiccati tre uomini e una donna. Questa serie di esecuzioni fanno parte della campagna di terrorizzazione della popolazione e finalizzata a paralizzare la gente e scoraggiarla da qualsiasi atto di protesta. E' il nostro dovere scendere in piazza e dimostrare la nostra solidarietà alla famiglia della giovanissima pittrice Delara Darabi e ribadire ancora una volta che finchè regge in piedi questo regime barbaro e medievale il mondo non vedrà mai e mai un giorno di pace e di tranquilità. Uno dei tre pilastri fondamentali su cui il regime dei mullah regge è appunto la repressione interna.
Ringrazio a nome della famiglia di Delara Darabi tutti coloro che parteciperanno a questa iniziativa dell'Amnesty International.
karimi davood, presidente dell'associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia

martedì 5 maggio 2009

IRAN:DOPO L'IMPICCAGIONE DI DELARA DARABI IL REGIME TERRORISTA DEI MULLAH HA LAPIDATO UN UOMO NELLA CITTA' DI RASHT


Una delle opere di Delara Darabi


IL REGIME LIBERTICIDA E DISUMANO DEI MULLAH HA LAPIDATO UN ALTRO UOMO PER EMARGINARE E STRONCARE LE PROTESTE INTERNAZIONALI CONTRO L'IMPICCAGIONE DI DELARA DARABI

Ancora una volta le mani criminali e teroristiche del regime fondamentalista e medievale dei mullah hanno lapidato un giovane uomo accusato di aver amato una donna.
Questo ennesimo crimine è la conseguenza logica dell'indifferenza totale della comunità internaziionale. Esige urgentemente
una forte presa di posizione dell'Unione Europea con la convocazione urgente di tutti gli ambasciatori accreditati in Iran. Al regime dei mullah bisogna dare una dura risposta e comportarsi in modo tale da costringerlo a rispettare i trattati firmati e gli impegni presi con l'ONU e con la comunita internazionale. Ribadisco che il regime iraniano sta lanciando ,attraverso l'impennata delle esecuzioni, un doppio messaggio al mondo occidentale in previsione di un prossimo attacco militare contro le sue installazioni atomiche. Ma non bisogna lasciarsi cadere nella sua trappola terroristica e abbandonarsi alla paura e al terrore. Bisogna reagire per diffendersi in futuro. Bisogna adottare delle misure sanzionatorie, attraverso L'ONU e l'UE per far capire ai mullah che la comunità internazionaqle non è più disposta a subire tali umiliazioni ed è disposta arivedere tutti i loro impegni presi con il regime dei mullah.
Nell'assenza di tali misure e nel perdurare l'oblia della comunità internazionale testimonieremo costantemente la danza dei nostri figli appesi ai grù.
A nome della comunità iraniana chiedo al governo italiano di condannare fermamente sia l'impiccagione di Delara Darabi che la lapidazione di questo uomo, avvenuti entrambi nella città di Rasht, e di richiamare immediatamente l'ambasciatore italiano a Teheran e di espellere dal territorio nazionale il rappresentante diplomatico del regime terroristico dei mullah accreditato a Roma.
Karimi Davood, presidente dell'associazione rifugiati politici iraniani in Italia

» 2009-05-05 13:21
Pena morte: Iran, uomo lapidato
Era colpevole di adulterio
(ANSA) - TEHERAN, 5 MAG - Un uomo e' stato messo a morte in Iran con il supplizio della lapidazione perche' riconosciuto colpevole di adulterio. Sale cosi' a 5 il numero delle persone lapidate negli ultimi due anni in Iran, nonostante il capo della magistratura avesse ordinato dal 2002 una sospensione di queste esecuzioni. L'ultima lapidazione e' avvenuta in segreto a Rasht,nel marzo scorso. Dell'uomo si sa solo l'iniziale del nome, V.,che aveva 30 anni e lavorava per il ministero del Commercio.

sabato 2 maggio 2009

NEL NOME DI DELARA: LA MOSTRA DELLE SUE OPERE



Delara non c'è tra di noi ma vive con noi. I suoi appelli al mondo, le sue opere, la sua tenacia e la sua infinita voglia di vivere dimostrati nei tracciati colorati dei suoi quadri chiamati da lei stessa " il prigioniero dei colori" ci dicono che DELARA è con noi, è tra di noi, cammina con noi con le mani nelle mani e ci invita a correre lungo le spiagge della sua città, come tante volte aveva detto a suo padre: "papà voglio corrrere lungo la spiaggia e salutami il mare". Adesso quel mare affidatoci da Delara come un "prestito" ci sta guardando e ci sta riflettendo sulla nostra capacità di reagire contro questo grave crimine commesso dal regime barbaro e medievale di Khomeini. Quelle spiagge di cui Delara parlava con il padre ci guardano e attendono una risposta degna di un regime violento e misogino che ha strappato immaturamente un pugno della sua sabbia. E il vento della sua città, come l'unico canale messaggero che arrivava indisturbato dal mare e accarezzava i capelli, gli occhi, le labbra, le mani di Delara riportando con se verso il mare il suo profumo da "prigioniera dei colori" è colmo di odio e di sdegno. Attende anche lui la nostra risposta. E alla fine la terra. Quella terra che ha aperto il suo ventre per accoglierla come una madre che abbraccia suo figlio appena nato. Avrà detto a noi esseri viventi sulla terra chiamati"uomini" che non l'avremo meritato che sarebbe stata meglio che tornasse da LEI e disegnasse per LEI. Adesso la mia Delara e la sua terra si sono abbracciati come due amanti eterni.
Piangere è inutile. Le lacrime corrono e devono diventare la rabbia. La rabbia di Delara che negli ultimi momenti della sua vita ha gridato fortemente "sono io la prigioniera dei colori"!
Delara tu sei con noi, rimarrai con noi e sarai la luce che ci condurrà nella tenebre notte imposta dalla maledetta ideologia della vendetta e dell'odio dettato dalla piu feroce dittatuta khomeinista, verso un Iran nuovo, libero e democratico. Sicuramente quel giorno ballerai con noi. Lo so che hai paura del ballo perchè l'ultimo che ti hanno fatto fare ti ha fatto tanto male!
Nel tuo nome e con tuo permesso pubblico il link del sito dove la gente ti può vedere e ammirare.
Delara a questo punto meglio che tu vai a riposrae. Dormi fogliola. Dormi figliola. Delara,Il tuo giorno arriverà e arriverà eccome. E quel giorno la tua rabbia e le tue grida usciranno inevitabilmente dai tuoi " prigionieri dei colori" e insieme alla furia del popolo iraniano spazzeranno via tutto il male che ha invadso il tuo paese. E tu volerai libera e spensierata sopra la spiaggia e il mare della tua città come un gabbiano invitandoci a volare con te sempre in alto libera e spensierata e con i capelli al vento. A quel giorno.
Un bacio a te e perdonaci ancora.
karimi davood


NB. All'inizio del video si apre una pagina nera con alcune scritte in persiano e una finestra del carcere a fianco del quale è un quadrato in bianco con una parola in persiano. Clikkate qui e si apre una altra pagina nera con le parole di Delara scritte in persiano che vi traduco qui:
" SAPETE CHE COSA E' IL PRIGIONIERA DEI COLORI? SIGNIFICA DELARA!
IO DALL'ETA DI 4 ANNI HO CONDIVISO LA MIA VITA CON I COLORI. aLLA VIGLIA DI 17 ANNI LI HO PERSI. IL ROSSO SCARLATO E' STATO CONCEPITO PER VIOLA! AL POSTO DEL COLORE DEL CIELO HO GETTATO IL COLORE GRIGIO!
IO HO PERSO I COLORI!
ED OGGI, IL MURO E' L'UNICA FIGURA CHE TUTTI I GIORNI MI CI APPARE DI FRONTE
IO DELARA DARABI, DI ANNI 20, ACCUSATA DI OMICIDIO, CONDANNATA ALL'IMPICCAGIONE,E' DA ANNI CHE MI DIFENDO ATTRAVERSO I COLORI E LE PAROLE CON LA SPERANZA CHE I COLORI MI RIPORTINO NUOVAMENTE IN VITA
DA DIETRO IL MURO SALUTO COLORO CHE SONO VENUTI A VISITARE LE MIE OPERE E VI DO' IL BENVENUTO"

Dopo dovete clikkare in basso sulla parola start che si vede poco.

per vedere le opere di Delara fatte copia incolla su questo link.
http://www.pouyashome.com/flashtest/delara/titr.htm

JulieNews.it. Iraniani in Italia: dedichiamo una piazza a Delara




02/05/2009, ore 15:45 - La proposta al sindaco di Roma

Iraniani in Italia: dedichiamo una piazza a Delara
di: Redazione

Parte da Roma la proposta di dedicare a Delara Darabi, la pittrice giustiziata in Iran il 1 maggio, una piazza, un museo o una strada della capitale. Questa è la richiesta fatta dall'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia al sindaco Gianni Alemanno, che aveva firmato la petizione di Amnesty International per salvare la 23enne condannata a morte per un omicidio che avrebbe commesso quando era ancora minorenne, nel 2003. "Queste deve essere un gesto di protesta per la morte della giovane artista" - scrivono gli iraniani nel loro appello.
La morte di Delara Darabi ha suscitato tante polemiche. La ragazza è stata giustiziata venerdì, un giorno sacro per gli islamici, senza che la sua famiglia ed il suo avvocato sapessero niente. Inizialmente l'impiccaggione era prevista per il 20 aprile ma, data la mobilitazione nazionale ed internazionale per salvare la giovane, il capo della magistratura di Teheran, l'ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, aveva concesso una sospensione per permettere alla famiglia della vittima di riflettere sulla richiesta di perdono fatta dai genitori di Delara. Ma, dopo soli dieci giorni, la pittrice è stata uccisa.
Il presidente dei Rifugiati politici iraniani in Italia, Davood Karimi, esprime il suo dolore e la sua vicinanza alla famiglia della giustiziata. Inoltre invita chiunque volesse aderire alla loro richiesta, di scrivere al sindaco di Roma (ld.gabinetto@comune.roma.it) e mandarne una copia a irandemocratico@yahoo.it

inserisci un commento |
invia ad un amico torna a Cronaca

Libero-news.it: appello al sindaco di Roma Gianni Alemanno per dedicare una piazza a Delara Darabi







"Aiuto, mi stanno impiccando"L'ultima chiamata di Delara

02/05/2009
«Mi impiccano fra pochi secondi, aiutatemi!»: così, alle 06.00 di ieri mattina, Delara Darabi, la pittrice iraniana condannata a morte per un omicidio commesso a 17 anni, ha informato per telefono i genitori che la stavano portando sul patibolo. Lo ha raccontato il suo avvocato, Abdolsamad Khorramshahi, aggiungendo che il padre della ragazza è ora ricoverato in ospedale in stato di shock. A mettere ieri personalmente la corda intorno al collo della ragazza, scrive il quotidiano Etemad, è stato un figlio della donna per la cui uccisione è stata condannata, nonostante Delara avesse accettato le condizioni poste dalla famiglia della vittima per concedere il perdono che le avrebbe salvato la vita: dichiararsi colpevole e cambiare avvocato. L'esecuzione è avvenuta a sorpresa ieri nel carcere di Rasht, nel nord dell'Iran, anche se il capo dell'apparato giudiziario, ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, aveva annunciato il 19 aprile scorso un rinvio di due mesi dell'impiccagione. La ragazza è stata messa a morte senza che nemmeno il suo avvocato venisse informato, come invece vorrebbe la legge.
L'appello ad Alemanno

l'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia lancia un appello al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, perché intitoli una piazza, una via oppure un museo a nome di Delara. "Questo fatto deve essere considerato un atto fortissimo di protesta e di condanna contro l'esecuzione della giovane pittrice iraniana per cui anche il sindaco di Roma aveva sottoscritto l'appello lanciato dall'Amnesty International", dice il presidente dell'associazione, Karimi Davood. "Per dimostrare il forte dolore del mondo civile, secondo noi , il mondo occidentale e in particolare la città di Roma, come culto della civiltà, deve dimostrare la sua vicinanza e solidarietà alla famiglia di Delara Darabi che, per amore del fidanzato, aveva rivendicata la responsabilità dell'omicidio. A chi vuole aderire al nostro appello chiediamo di mandare un email al sindaco di Roma e mandarne una copia al seguente email: irandemocratico@yahoo.it E-mail del sindaco di Roma: ld.gabinetto@comune.roma.it".

IL CORRIERE DELLA SERA.IT: IL CASO CHE HA COMMOSSO IL MONDO



IL CASO CHE HA COMMOSSO IL MONDO
Una piazza per ricordare Delara
Proposta dei rifugiati politici iraniani: la Capitale dedichi un luogo o un museo alla pittrice impiccata
Delara Darabi, uccisa il primo maggio in Iran
Una piazza per Delara Darabi.
Parte da Roma la proposta di intitolare alla ragazza-pittrice giustiziata il primo maggio in Iran, una piazza, una strada o un museo della Capitale. L’Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia lancia un appello urgente al sindaco Gianni Alemanno che aveva firmato la petizione di Amnesty International per salvare l'artista 23enne condannata a morte per un omicidio che avrebbe commesso nel 2003 quando era ancora minorenne. Nell'appello si chiede di «intitolare una piazza, una via oppure un museo a nome di Delara Darabi, impiccata all’alba del primo maggio nella città di Rasht in Iran settentrionale. Questo fatto deve essere considerato un atto fortissimo di protesta e di condanna contro l’esecuzione della giovane pittrice iraniana». Un gesto simbolico «per dimostrare il forte dolore del mondo civile - si legge ancora nell'appello - il mondo occidentale e in particolare la città di Roma, come culto della civiltà, deve dimostrare la sua vicinanza e solidarietà alla famiglia di Delara Darabi che, per amore del fidanzato, aveva rivendicata la responsabilità».
MOBILITAZIONE - L'esecuzione di Delara Darabi ha scioccato il mondo. Delara è stata uccisa di mattina presto, di venerdì, giorno sacro per gli islamici senza che ne fosse data notizia al suo avvocato né alla sua famiglia. L'impiccagione era stata fissata inizialmente per il 20 aprile, ma dopo la mobilitazione nazionale e internazionale per salvare l'artista, il capo della magistratura di Teheran, l'ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, aveva firmato una sospensione «per un breve periodo di tempo» per dare modo alla famiglia della vittima di riflettere sulla richiesta di perdono avanzata dai genitori di Delara. Si pensava in un rinvio di due mesi, invece il boia ha atteso solamente dieci giorni. «Vogliamo esprimere le condoglianze della nostra comunità alla famiglia di Delara - scrive sul sito Davood Karimi, presidente dei Rifugiati politici iraniani in Italia - e a tutto il popolo iraniano che si era radunato attorno alla famiglia e aveva insistentemente chiesto ai parenti della donna uccisa dal fidanzato di Delara di perdonare la ragazza». A chi volesse aderire all'appello per intitolare una piazza o un museo a Delara «chiediamo di mandare un email al sindaco di Roma (ld.gabinetto@comune.roma.it) e mandarne una copia a irandemocratico@yahoo.it».
Carlotta De Leo02 maggio 2009

venerdì 1 maggio 2009

APPELLO DELL'ASSOCIAZIONE RIFUGIATI POLITICI IRANIANI RESIDENTI IN ITALIA AL SINDACO DI ROMA GIANNI ALEMANNO


Una delle opere di Delara Darabi intitolata "il prigioniero dei colori"





Caro Sindaco di Roma Onorevole Gianni Alemanno
L'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia lancia un appello urgente a Lei come sindaco di Roma per intitolare una piazza, una via oppure un museo a nome di Delara Darabi, impiccata all'alba di stamattina nella città di Rasht in Iran settentrionale. Questo fatto deve essere considerato un atto fortissimo di protesta e di condanna contro l'esecuzione della giovane pittrice iraniana per cui anche il sindaco di Roma aveva sottoscritto l'appello lanciato dall'Amnesty International.

Per dimostrare il forte dolore del mondo civile, secondo noi , il mondo occidentale e in particolare la città di Roma, come culto della civiltà, deve dimostrare la sua vicinanza e solidarietà alla famiglia di Delara Darabi che, per amore del fidanzato, aveva rivendicata la responsabilità dell'omicidio.
In fede
Karimi Davood presidente dell'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia

A chi vuole aderire al nostro appello chiediamo di mandare un email al sindaco di Roma e mandarne una copia al seguente email: irandemocratico@yahoo.it

E mail del sindaco di Roma:

ld.gabinetto@comune.roma.it

ALL'ALBA DI STAMATTINA E' STATA IMPICCATA LA GIOVANE PITTRICE IRANIANA DELARA DARABI

FORTE DOLORE E COMMOZIONE TRA LA COMUNITA' IRANIANA

IL MESSAGGIO DELLA PRESIDENTE MARYAM RAJAVI PER LA MORTE DELLA GIOVANE PITTRICE DELARA DARABI

Nella foto una delle ultime opere di Delara Darabi chiamata da lei "Il prigioniero dei colori"

DELARA DARABI, LA GIOVANE PITTRICE IRANIANA IMPICCATA ALL'ALBA DI STAMATTINA NEL CARCERE DI RASHT ALL'INSAPUTA DELLA FAMIGLIA E DEL SUO AVVOCATO






la signora Maryam Rajavi, presidente del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana appena saputa della triste e dolorosa notizia dell'impiccagione della giovane pittrice Delara Darabi ha espresso le sue condoglianze alla famiglia di Dealara e al popolo iraniano condannando fermamente l'esecuzione della giovane pittrice Delara Darabi considerandola un segno della violenza, della barbarie e della misoginia del regime medioevale dei mullah chiedendo alla comunità internazionale di condannare questo ennesimo atto criminale commesso dal regime dei mullah. La signora Rajavi riferendosi all'Uinone Europea e all'America ha detto che "essi si trovano di fronte ad una grande prova: la scelta della via del silenzio e di immobilità di fronte alla dittatura religiosa e sanguinaria oppure dare una seria risposta alla responsabilità conferitoli dalla Carta dell'ONU, dalle convenzioni e dai trattati internazionali nella lotta ad un regime cosi barbaria e cosi disumano che è una odiosa macchia nella storia contemporanea dell'umanità e che è fortemente in contrasto con l'avvenire e il ventunesimo secolo"

TRISTE NOTIZIA: IMPICCATA DELARA DARABI, GIOVANE PITTRICE IRANIANA


DELARA SEI E RIMARRAI NEI NOSTRI CUORIIL REGIME TERRORISTA E FONDAMENTALISTA HA APROFFITTATO DI TRE GIORNI DI FESTA PER EVITARE LE PROTESTE E LE MANIFESTAZIONI INTERNAZIONALI

Nonostante le richieste interne ed internazionali il regime dei mullah ha consegnato la giovane pittrice iraniana nelle mani del boia. Delara Darabi è stata impiccata. L'odio fondamentalista di matrice khomeinista ha stretto il collo della giovane artista e l'ha condotta verso la fine di un esistenza di dolore e di sofferenza e anche di speranza. Delara attraverso le sue opere coltivava la speranza di vedere un giorno i raggi del sole camminando liberamente lungo il mare della sua città. Delara non seprava nel regime dei mullah ma sperava nella forza di perdono delle donne e degli uomini di cui nel cuore e nella mente si era annidato fortemente l'ideologia del male e della violenza appunto Khomeini. Delara non sapeva che il mullah khomeini è arrivato in Iran appunto per fomentare l'ideologia della morte e della vendetta e non del perdono e della pace.
Il regime dei mullah ha imbrogliato tutto il mondo proemttendo di aver posticipato l'esecuzione per ben due mesi ma dipo soli 10 giorni senza preavviso alla famiglia ha impiccato di nascosto la giovane ragazza di appena 21 anni.

Delara sei e rimarrai nei nostri cuori.
Condoglianze della nostra comunità alla famiglia di Delara e a tutto il popolo iraniano che si era radunato attorno alla famiglia e aveva insistemente chiesto ai parenti della donna uccisa dal fidanzato di Delara di perdonare la ragazza. Ma lo spirito di Khomeini annidato nella mente della famiglia ha avuto il soppravento e ha scelto la via della vendetta appunto: l'ideologia fondamentalista di Khomeini come il maggior pericolo per il terzo millennio.
Colgo occasione per ringraziare tutti coloro che hannoa accolto il mio appello per salvare la vita di Delara Darabi.
karimi davood
Dal Corriere della Sera.net
Inutile la mobilitazione delle associazioni internazionali per i diritti umani
Niente perdono, Delara giustiziata
La ragazza-pittrice condannata per un omicidio avvenuto quando aveva 17 anni è stata impiccata all'alba


Delara Darabi
ROMA - La condanna è stata eseguita. Delara Darabi, la pittrice di 23 anni condannata al patibolo per la complicità in un omicidio commesso nel 2003 quando lei aveva solo 17 anni, è stata giustiziata nella prigione di Rasht, in Iran. E' stata uccisa di mattina presto, di venerdì, giorno sacro per gli islamici. Senza che ne fosse data notizia al suo avvocato né alla sua famiglia, secondo quanto spiega Mohammad Mostafaei, un avvocato attivo nel campo dei diritti umani, citato dal sito di Iran Human Rights. E' stata impiccata nonostante un movimento di pressione internazionale che raccoglie attivisti per i diritti umani di varia provenienza avesse ottenuto un rinvio dell'impiccagione. Si era parlato di una dilazione di due mesi, rispetto alla data del 20 aprile nella quale era stata fissata inizialmente l'esecuzione. Invece il boia ha atteso solamente dieci giorni.
IL RINVIO - Il provvedimento di rinvio era stato certificato dal capo della magistratura di Teheran, l'ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, che aveva parlato di una sospensione «per un breve periodo di tempo» per dare modo alla famiglia della vittima di riflettere sulla richiesta di perdono avanzata dai genitori di Delara. Shahrudi non aveva però annullato l’esecuzione, come richiesto invece dalle associazioni dei diritti umani e dagli attivisti iraniani. Iran Human Rights, Amnesty International e le altre associazioni che si erano battute per la sua salvezza - puntando soprattutto sulla minore età della ragazza all'epoca dei fatti - avevano parlato di possibili violazioni della legge internazionale. L'Iran ha ratificato la Convenzione Onu per i diritti dell'infanzia, che vieta la pena di morte per i minorenni. Ma di fatto ancora non ne segue le indicazioni: uno specifico progetto di legge per dare applicazione concreta a quanto previsto dalla Convenzione è stato redatto dalle autorità giudiziarie iraniane e trasformato in un progetto di legge che stabilisce pene più leggere per i minori. Ma il provvedimento è ancora fermo in parlamento.
«PREZZO DEL SANGUE» - La legge iraniana è basata su una interpretazione della Sharia e prevede che un condannato a morte per omicidio possa avere salva la vita se i familiari della vittima concedono il perdono. Di solito ciò avviene in cambio di un risarcimento in denaro. Questo però non è avvenuto. Già in passato i parenti della donna uccisa, una cugina del padre di Delara, che aveva 58 anni, avevano rifiutato questa opzione. Una decisione evidentemente confermata, nonostante i magistrati abbiano deciso di concedere loro qualche giorno in più di riflessione. Delara proviene da una famiglia benestante e i suoi genitori si erano offerti di pagare il cosiddetto «prezzo del sangue», l'indennizzo ai parenti della vittima, primo passo per arrivare a quel perdono formale che avrebbe permesso di fermare l'esecuzione. Ma la famiglia della donna uccisa non ne ha voluto sapere e di conseguenza la sentenza di morte non è stata modificata.
«ERRORI DEI GIUDICI» - L'avvocato di Delara, Abdolsamad Khoramshahi, dal quotidiano Etemad aveva fatto sapere di essere convinto che ci siano stati degli errori nella gestione del caso da parte dei giudici. Il legale avrebbe anche raccontato di come la donna sarebbe stata anche drogata dal suo compagno di allora. Delara si era infatti inizialmente addossata le responsabilità per quanto accaduto. Dopo il processo di primo grado, aveva ritrattato la sua confessione e aveva raccontato una nuova verità. Aveva parlato di come, con il suo gesto, avesse cercato di coprire l'allora compagno, di due anni più vecchio di lei, autore materiale dell'omicidio. Ma non è riuscita a convincere i magistrati della sua innocenza e nel febbraio del 2007 la Corte suprema di Teheran, ritenendola comunque coinvolta attivamente nell'assassinio e non accettando l'idea che sia stata una semplice testimone, aveva confermato la sentenza.
«L'ONU INTERVENGA» - «L'esecuzione di Delara è stata possibile perché l'Iran continua a pensare di poter agire da sola e che le reazioni internazionali siano solo parole e non abbiano conseguenze - dice Mahmood Amiry-Moghaddam, portavoce di Iran Human Rights -. Delara è il simbolo di tutti i minorenni ed è ora che Teheran paghi le conseguenze per una violazione della convenzione sui diritti dell'infanzia che pure ha siglato. L'Onu deve fare in modo che quei principi trovino attuazione e non siano semplicemente un pezzo di carta». In Iran ci sono attualmente 150 minorenni in attesa di condanna a morte.
Carlotta De Leo

IL PRIMO PILASTRO DEL FONDAMENTALISMO: IL TERRORISMO E L'ESPORTAZIONE DELLA RIVOLUZIONE ISLAMICA

Nella foto il presidente egiziano Hosni Mubarak

La notizia e analisi


Egitto: Mubarak attacca Iran in discorso primo maggio

Giovedì, 30 aprile 2009

IL CAIRO - Un pesante attacco all'Iran, mai citato ma criticato per i "complotti da parte di forze regionali conosciute che favoriscono il terrorismo e dichiarano la propria ostilità alla pace" è stato uno dei passaggi più rilevanti del discorso del primo maggio, pronunciato come ogni anno in anticipo, ieri, dal presidente egiziano, Hosni Mubarak. Per la prima volta quest'anno Mubarak non ha reso noto, contrariamente alle aspettative e alla tradizione, il tasso di aumento annuale dei salari che viene applicato a partire dal mese di luglio. "Ci saranno - ha detto a chi lo sollecitava tra il pubblico - ed io come vostro rappresentante mi impegno a far in modo che il governo decida un aumento più alto possibile".Più volte l'Egitto ha messo in guardia contro i tentativi di quelle "forze regionali conosciute" di "estendere la propria influenza e la propria egemonia sulla regione del Golfo e nel nostro mondo arabo", ha detto il rais. "Ora che queste forze e i suoi agenti hanno l'audacia di toccare la sicurezza e la sovranità dell'Egitto io affermo che non permetterò mai e non mostrerò alcuna debolezza verso coloro che tentano di manipolare la sicurezza e la stabilità o l'avvenire del suo popolo". "Noi saremo pazienti - ha sottolineato Mubaraak - con le loro affermazioni oltraggiose, ma affronteremo con forza e fermezza i loro complotti". ANSAmed



Fin dell'arrivo di Khomeini al potere, e con l'inizio di un doloroso calvario per l'intera popolazione, il regime dei mullah si è immerso in una forte campagna internazionale per la destabilizzazione della regione e per spianare la strada a nuove rivoluzioni di matrice khomeinista: Con quali mezzi? Appunto il nodo fondamentale è nascosto in questo termine. Il mezzo scelto da Khomeini è stato quello di azioni terroristiche e destabilizzatori che aprino la strada alle insurrezioni popolari oppure ai cambi di potere attraverso i colpi di stato. La prima azione è partita verso il paese vicino: Iraq con la forte presenza sciita. Lo slogan demagogico scelto da Khomeini fu" la conquista di Gerusalemme(Israele), passa per Karbala( città sacra irachena per i sciiti)". Cioè per arrivare a sconfiggere Israele e eliminarlo dalla faccia della terra bisogna prima rovesciare il governo di Saddam Hossein. Naturalmente dopo avrebbe toccato quello giordano e poi... Ci furono numerosi tentativi di penetrazione e di inflitrazione nella scoietà irachena da parte di varie squadre militari iraniane adibite a uccidere i responsabili iracheni e in persona il presidente Saddam Hossein. Il regime di Khomeini allo stesso tempo ha sguinzagliato un migliaia di mullah nelle zone sciite per provocare la sollevazione della popolazione sciita contro il potere centrale. Il resto è la storia recente e non lo racconto: 8 anni di una inutile guerra con più di 2 milioni di morti e feriti e miliardi e miliardi di danni ad entrambi i paesi. Questa guerra è stata la prima conseguenza della politica di esportazione della rivoluzione islamica nel mondo. I mullah iraniani nonstante la forte sconfitta subita dall'Iraq non si sono fermati e sono andati avanti approfittando anche la tolleranza del mondo occidentale che ha sempre chiuso entrambi gli occhi sul terrorismo iraniano. Nel frattempo gli iraniano eranno arrivati anche in Libano grazie alla nota situazione del medio oriente dove i focolai di guerra sono stati un terreno fertile allo sviluppo e al propagarsi della ideologia del terrore e dell'odio khomeinista. I mullah costruendo un loro apparato militare chiamato la Sepah Passdaran e una speciale divisione addibita alle operazioni furoi confine chiamata Qhods e approfittando della guerra israelo-palestinese hanno costruito uno stato-bis islamico nella zona grazie alla collaborazione della Siria(in cambio del petrolio gratis), che ha concesso ai mullah tutti i suoi mezzi necessari all'insediamento iraniano nella valle della Becca libanese. Gli attentati verificatisi contro le basi americane sono stati i primi risultati della presenza iraniana in questa zona di guerra. Da quel momento in poi gli equilibri sono stati cambiati a favore del terrorismo nediorientale con la conseguente aggravarsi della posizione israeliana. All'improvviso il movimento anti isreliano ha trovato un ricco sponsor che giocava con le carte scoperte e con i denti stretti. Il resto è la storia recente e non ci entro per non far perdere il tempo.
Dopo il Libano è toccato all'Algeria, dove la forte interferenza iraniana ha causato quasi 500 mila morti tra la popolazione tanto che il governo di allora ha deciso di interrompere bruscamente i suoi rapporti con Teheran.
La politica dell'esportazione della rivoluzione( chiamola terrorismo islamico), è stata portata avanti insieme ad altri due pilastri fondamentali quali la repressione e la bomba atomica: il secondo pilastro cioè la repressione ha permesso ai mullah di reprimere qualsiasi voce di protesta della popolazione cusando piu di 150.000 vittime e milioni e milioni di arresti arbitrari che continua ancora. Allo stesso tempo il regime seguendo una Fatwa di khomeini ha portato avanti in modo nascosto il suo programma atomico militare per la costruzione della bomba che è andato avanti segretamente per ben 18 anni e grazie alla resistenza iraniana il mondo è venuto a sapere dell'esistenza di questo maligno progetto islamico finalizzato a reggere e supportare il fondamentale e iniziale programma strategico ideato dallo stesso leader supremo della rivoluzione islamico: khomeini, il più feroce dittatore del ventesimo secolo.
Ma il regime dei mulla non si fermò e andò avanti trascurando le preoccupazioni del mondo scatenando qua e là guerre e spargimenti di sangue esporatndo senza fermarsi mai il suo micidiale terrorismo islamico causando ai danni dell'occidente e dell'Oriente migliaia di morti e di feriti: in Iraq e in Afghanistan ha scatenato una forte campagna terroristica contro i soldati americani, italiani e stranieri e ha costretto molti paessi a ritirarsi dal territorio iracheno. L'attentato contro i militari italiani a Nassiria è l'esempio emblematico di questa campagna iraniana( pure il Sismi ne ha dato la conferma). In ogni caso, il regime dei mullah sfruttando la famosa politica di accondiscendenza europea gestita dal responsabile per la politica estera Khavier Solana, ha portato avanti indisturbato sia la sua politica di esportazione che di terrorismo e di bomba atomica. Per il regime iraniano il fattore "TEMPO" è stato fondamentale e la politica europea ha concesso ampiamento molti tempi preziosi e fondamentali per terminare i lavori della costruzione della bomba atomica islamica. Khavier Solana attraverso la sua politica di dialogo e di pachetti incentivi e la famosa politica della "Carota e Bastone" ha offerto la possibilità di svilupparsi e di ingrandrsi ai mullah, offrendoli le carote e ha compartecipato alla repressione della popolazione rompendo sulla testa il bastone! In poche parole questa ingiusta politica ha dirottato le carote verso il regime e il bastone verso la testa della gente che non ha smesso mai di protestare in tutte le città iraniane scendendo in piazza nelle università e nelle piazze del paese.
Tornando al tema fondamentale devo ricordare che la politica estera iraniana basata sul terrorismo e sul ricatto finalizzata a facilitare l'esportazione della rivoluzione islamica in tutti i paesi islamici della regione ha causato numerosi scontri con i paesi interessati quali il Marocco che di recente ha interrotto bruscamente le sue relazioni con l'Iran( i mullah avevano arruolato 40 mila cittadini marocchini nella rete islamica-sciita khomeinista pronti a mettere a un forte rischio l'intero apparato governativo marocchino). E' di recente questa notizia che deve preoccupare tutti i paesi occidentali. Il governo egiziano ha rivelato che i suoi servizi di sicurezza hanno arrestato e neutralizzato una vasta rete di terroristi Hezbollah che al soldo iraniano lavoravano per portare a termine una dura e violenta campagna terroristica contro i responsabili governativi egiziani e in prima persona contro il presidente Hosni Mubarak. L'Egitto, un paese molto vicino all'occidente, ha reagito duramente attaccando il regime iraniano per la sua forte interferenza terroristica in questo paese arabo e di importanza strategica negli equilibri regionali, accusando i mullah di essere dietro il progetto del rovesciamento del governo democratico egiziano.
Concludo e ribadisco la nostra piena solidarietà con il governo egiziano e ripeto ancora una volta che bisogna seguire la strada del governo marocchino e di interrompere immediatamente qualsiasi relazioni con il regime dei mullah espellendo tutti i pseudo-diplomatici iraniani che fanno tutto'altro che attività diplomatiche in particolare in questi paesi dove il regime è fortemente coinvolto nell'arruolamento dei terroristi da usare al momento giusto contro i loro governi. Ancora una volta esprimo la grande solidarietà del popolo iraniano con il governo e con il popolo egiziano e insisto a chiedere ai governi occidentali di sostenere la battaglia egiziana contro il terrorismo iraniano.
LA SICUREZZA DELL'EUROPA PASSA ATTRAVERSO IL SUO SOSTEGNO ATTIVO AI GOVERNI COLPITI DAL TERRORISMO ISLAMICO KHOMEINISTA: IRAQ, AFGHANISTAN, MAROCCO EGITTO, YEMEN, ALGERIA, TUNISIA.
Senza il sostegno attivo occidentale, questi governi cadrebbero uno dopo l'altro offrendo ai regime dei mullah la possibilità di espansione e di realizzazione del grande sogno del più feroce dittatore del ventesimo secolo: la costruzione del regno islamico di matrice khomeinista in tutta la regione attraverso il rovesciamento dei loro regimi islamici e democratici. La costruzione della bomba atomica va letta in questo occhio e va contrastato e combattuto fortemente attraverso una attiva politica di sostegno alla popolazione iraniana e di messa in atto di una durissima iniziativa sanzionatoria generale contro l'intero regime dei mullah. Senza il coinvolgimento della popolazione iraniana nulla produce effetti concreti e desiderati e solamente favorisce il propagarsi dello stesso pericolo islamico.
Karimi Davood, analista politico iraniano

 
AID : AGENZIA IRAN DEMOCRATICO