lunedì 19 maggio 2008

BUSH CHIEDE AIUTO DEL MONDO ARABO

Nella foto: il presidente degli Stati Uniti d'America Bush

Esteri
IRAN: BUSH, BISOGNA IMPEDIRE CHE SI DOTI DI ARMI NUCLEARI
Sharm el-Sheikh, 18 mag. - (Adnkronos) - Il mondo islamico si unisca agli Stati Uniti per impedire che l'Iran si doti di armi nucleari. A chiederlo e' stato il presidente americano George Bush, rivolto ai partecipanti alla riunione annuale del World Economic Forum a Sharm el Sheikh. "Consentire al principale sponsor mondiale del terrorismo di dotarsi dell'arma piu' mortale che esista rappresenterebbe un imperdonabile tradimento nei confronti delle generazioni future", ha affermato il leader della Casa Bianca.
Commento: è giusto che il presidente Bush chieda l'aiuto del mondo arabo per formare e costruire una forte coalizione contro il regime "terroristico" dei mullah ma non deve dimenticare che l'aiuto fondamentale deve venire dal popolo iraniano per cui è lecito proporre al presidente Bush che la questione iraniana va risolto con la partecipazione forte e piena della popolazione. Gli aiuti politici, morali e materiali non avranno nessun effetto se non supportati dal consenso della gente. Altrimenti si finisce come ci si è persi nella guerra irachena. Il presidente Bush deve sapere e sicuramente lo sa che i paesi arabi non hanno la capacità di opporsi oppure schierarsi contro il fondamentalismo islamico iraniano anche perché sono immersi fino al collo nel incubo del regime di Ahmadinejad. I paesi arabi per la loro natura in un certo senso preferirebbero un regime fanatico come quello iraniano che un regime stabile e democratico a Teheran. Basta che non siano minacciati. Per il resto la loro natura non gli permetterebbe uno schieramento forte a fianco degli Stati uniti a meno che lo stesso America non sia in procinto di sferrare attacco militare al regime dei mullah. In quel caso l'opportunismo politico dei paesi arabi limitrofi li porta sulla via retta americana.
Concludo e ribadisco che il presidente Bush prima di tutto deve schierarsi a fianco del popolo iraniano rimuovendo la sua legittima resistenza dalla lista nera americana come sta facendo attualmente il governo britannico dopo la grande sentenza della Corte di Appello do Londra. All'Iran colpito dal fondamentalismo islamico iraniano bisogna iniettare il suo siero specifico: la resistenza iraniana e l'Organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano che gloriosamente sta combattendo il regime dei mullah da quasi Trent'anni pagando un duro e gravissimo prezzo in vite umane: 120000 membri e simpatizzanti sono stati uccisi sotto la tortura, donne e uomini compresi.
Elemento fondamentale in questo quadro è la scoperta e la designazione di una strategia forte e efficace contro il fondamentalismo islamico che come un tumore maligno ha colpito l'itero Iran riducendolo ad un paese moribondo ed esausto. La cura come ho già ribadito esiste, è vivo e vegeto. Ci vuole un po di coraggio per avvicinarlo. E' innocuo, silenzioso, saggio e maturo. Costa pure poco anche perché è disposto a caricarsi tutta la spesa della lotta al tumore del fondamentalismo. Un costo che altrimenti nel caso di un attacco militare al regime dei mullah verra caricato sulle spalle di migliaia e migliaia di persone innocenti mirati e colpiti dal terrorismo iraniano. E poi non si sa nemmeno sicuri del risultato. A volte cure sbagliate portano alla morte immediato del malato e anche del medico curante. Speriamo che non si tratti del caso iraniano.
karimi davood

venerdì 16 maggio 2008

APPELLO URGENTE PER SALVARE LA VITA DI 7 LEADER BAHAII ARRESTATI IERI MATTINA A TEHERAN

nella foto: i 7 leader Bahaii arrestati ieri a Teheran
Secondo le informazioni diffuse da parte delle organizzazioni umanitarie, all'alba di ieri mattina gli agenti del ministero dell'intelligence dei mullah hanno sfondato le porte di casa di 7 dirigenti politici della comunità Bahaii arrestandoli e trasferendoli nel famigerato carcere di Evin. Questa operazione non è ne il primo e ne l'ultimo. Negli anni passati, spesso e volentieri il regime dei mullah ha attaccato violentemente questa comunità arrestando e fucilando i loro leader politici. Ogni anno vengono eletti 9 componenti della comunità e regolarmente vengono arrestati e a volte fucilati dopo una lunga detenzione sofferta e brutale. Il regime dei mullah non ha mai riconosciuto questa pacifica e inerme comunità religiosa e li ha usati come un mezzo di ricatto nei confronti della comunità internazionale. Di solito i membri della comunità vengono arrestati e detenuti per lunghi periodi senza una reale giustificazione o un capo di accusa e processati sommariamente e fucilati.
La nostra associazione condanna fermamente questa ennesima violenza nei confronti dei nostri concittadini Bahaii e chiede l'intervento urgente di tutti gli organismi internazionali per la salvaguardia e la tutela dei loro diritti e la loro immediata liberazione. In particolare ci appelliamo
al governo italiano in particolare al nuovo ministro degli esteri Franco Frattini di intervenire e usare tutti i suoi mezzi a disposizione per liberare e salvare la vita di questi 7 leader della comunità Bahaii. Lancio inoltre un appello urgente per la mobilitazione politica di tutte le forze politiche democratiche italiane per una manifestazione di protesta da svolgere di fronte all'ambasciata iraniana in via Nomentana.
Per favore mandate le vostre lettere ed e-mail di protesta al ministero degli esteri chiedendo un loro intervento presso le autorità della repubblica islamica dei mullah e l'ambasciata iraniana chiedendo l'immediata scarcerazione dei leader Bahai.
karimi davood

UNA BARZELLETTA SUL REGIME DEI MULLAH


Un giorno, un terrorista, collega di Ahmadinejad, presidente passdar del regime dei mullah, viene incaricato a collocare una bomba in un palazzo a Teheran. I suoi responsabili gli raccomandano di non rivelare la sua identità e la sua missione a nessuno. Il terrorista in questione, dopo aver collocato la bomba uscendo di fretta dal palazzo incontra una signora che gli chiedeva l'ora esatta. Il terrorista guarda il polso e risponde di non avere orologio ma aggiunge "quando esploderà quel palazzo saranno le otto del mattino perchè ho piazzato una bomba che esploderà esattamente alle 8 !!!

karimi davood

giovedì 15 maggio 2008

GRANDE FESTA TRA GLI IRANIANI RESIDENTI IN ITALIA




In occasione della nuova vittoria della resistenza iraniana a Londra, dove la Corte d'Appello ha confermato la sentenza di primo grado del tribunale britannico e ha ordinato al governo di rimuovere il nome dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano dalla lista nera delle organizzazioni proibite, l'ufficio di rappresentanza della resistenza iraniana a Roma ha organizzato un ricevimento per i nostri amici italiani. La festa è stata svolta in un'atmosfera di gioia per la grande conquista politica e giuridica dei Mojahedin. Sul volto degli invitati si poteva testimoniare facilmente un espressione di gioia e di ammirazione verso il grande e faticoso lavoro svolto dalla resistenza iraniana, naturalmente insieme a loro, durante questi 7 anni passati tra vari tribunali e uffici legislativi. Durante il mio breve intervento di benvenuto ho ribadito e ricordato agli ospiti che una buona parte dei meriti di questa vittoria va anche a coloro che durante questi anni difficili hanno sostenuto, in un'atmosfera di pessimismo e di scetticismo, la legittimità della resistenza iraniana schierandosi a fianco di coloro che portavano ingiustamente una grave accusa:" il terrorismo". Questi amici italiani si sono schierati con la resistenza iraniana in un momento assai difficile e ostile a causa della politica di accondiscendenza europea che privilegiava i rapporti con Teheran cercando di tenere all'angolo la maggior forza della resistenza: l'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo. Naturalmente chi nuotava controcorrente non era ben vista ne dal regime dei mullah ne dai politici europei che ostacolavano fortemente il lavoro dei politici che si erano schierati a fianco di noi.
Nella tenebra notte del popolo iraniano questi valorosi amici hanno illuminato i nostri cuori e hanno risposto positivamente al nostro grido di aiuto. Tra di loro è opportuno ricordare e ringraziare personaggi come dott. Aldo Forbice, conduttore del programma radiofonico Zapping della RadioRai1 che con le sue affettuose e coraggiose campagne ha contribuito fortemente a sensibilizzare l'opinione pubblica italiana verso la violazione dei diritti umani e del pericolo del fondamentalismo islamico e in particolare la sua bomba atomica, On. Luciano Pettinari, uno dei primi amici che fin dagli anni lontani ha sempre sostenuto la nostra causa sia al Parlamento Europeo che al parlamento italiano, dott. Antonio Stango, radicale e presidente del Helsinki Watch che in tutte le sedi istituzionali ha soffermato sulla necessita della rimozione del nome della resistenza iraniana dalla lista nera europea, dott. Pietro Delzanna, assessore alla pace della Provincia di Siena che con il suo duro lavoro di porta a porta, e organizzando diversi convegni e dibattiti ha sostenuto la tesi del sostegno al popolo iraniano in alternativa ad una guerra esterna, ricordando, vista l'attuale situazione politico militare, sempre l'esempio iracheno in cui gli americani avrebbero dovuto sostenere la popolazione anziché sferrare la guerra, Iva Monciati, dell'Associazione Donne Democratiche iraniane in Italia che per quasi tre decenni ha sostenuto da vicino la resistenza iraniana e molti altri amici che hanno voluto condividere con noi questa serata di gioia e di entusiasmo.
La serata è conclusa in un 'atmosfera di amicizia e di entusiasmo augurandosi l'arrivo di altre nuove vittorie e conquiste politiche per il popolo iraniano in particolare la rimozione definitiva del nome della resistenza iraniana dalla lista nera dell'Unione Europea nonché l'arrivo della primavera della libertà e della democrazia sotto la direzione del nostro presidente della repubblica signora Maryam Rajavi.
karimi davood

mercoledì 14 maggio 2008

AHMADINEJAD MINACCIA ISRAELE E IL MONDO DELL'OCCIDENTE ALL' ELIMINAZIONE

Nella foto: Ahamdinejad

Mercoledì, 14 maggio 2008
Iran, città di Gorgan
Tv dello stato della repubblica islamica
Ahmadinejad: Tutti devono sapere che è arrivato il tempo dell'eliminazione del regime sionista e i popoli della regione odiano questo falso regime e se trovano un minimo occasione lo sradicheranno.
Ahmadinejad ha aggiunto: il mio consiglio ai sostenitori del regime sionista è questa: si mettano in via giusta e facciano del bene, altrimenti le onde della tempesta dei popoli della regione toccherà pure loro."!!!
Commento: Finché il mondo occidentale non prenderà una posizione ferma, severa, precisa e tagliente nei confronti del regime dei mullah, questo passdar terrorista continuerà a minacciare tutti i popoli della regione e toglierà seriamente il sonno a tutti i paesi coinvolti nella questione meridionale compreso l'America e l'Europa. Secondo me la prima mossa deve essere il rispetto e la realizzazione totale e immediato della sentenza del 7 maggio della Corte di Appello del Regno Unito secondo cui la Gran Bretagna deve immediatamente togliere il nome dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano dalla lista nera delle organizzazioni proibite( il ministro degli interni britannico ha promesso di farlo entro 6 settimane il tempo giusto di organizzare due dibattiti presso entrambi camere). Tale azione sarebbe come iniettare il siero giusto ad un corpo morso dalla vipera del fondamentalismo islamico iraniano. Vedrete e testimonierete l'effetto immediato. Il fondamentalismo si ritirerà immediatamente e si rifugerà automaticamente nella pattumiera della storia.
Ribadisco che bisogna prendere sul serio le dichiarazioni di Ahmadinejad. Lui non scherza. Lui ha un grande passato da boia nel carcere di Evin, quando fu addetto allo sparo del colpo di grazia ai prigionieri fucilati nella cortile del famigerato carcere di Teheran. Ahmadinejad è famoso come "uomo di mille colpi di grazia". Allora, prendetelo sul serio. Se lui è stato capace a sferrare i p violenti colpi alle persone inermi dell'Iran figuriamoci quello che è capace a fare contro altri popoli compreso quello israeliano. Gli ultimi avvenimenti del Libano non smentiscono tale volontà del regime dei mullah. Gli esempi iracheni e afghani sono emblematici del comportamento iraniano. L'attacco violento a sorpresa è una delle pecularietà del fondamentalismo islamico. Colpisce dove non si può immaginare. Sceglie l'ora e il luogo per fare il maggior danno umano e materiale. La violenza è la sua carta d'identità.
Ultimamente ho visto che qualcuno mi contraddice. Sicuramente questo qualcuno è elemento indiscusso dell'intelligence iraniano. Inoltre mi presenta come istigatore della prossima guerra all'Iran. Questa espressione è un accusa confezionata dal ministero dell'intelligence a Teheran e mandato in Italia per screditarmi presso i Mass media. Al momento opportuno mi rivolgerò alla magistratura italiana. Per il momento concentrerò tutti i miei sforzi contro i mullah. Chi mi conosce lo sa benissimo che una buona parte del mio lavoro va in direzione della dimostrazione del fatto che un eventuale guerra americana manderà in tilt tre decenni del lavoro della resistenza iraniana e complicherà tutta la situazione, favorendo il regime dei mullah. Le stesse autorità iraniane, di recente hanno dichiaratamente espresso la determinazione di scatenare il loro terrorismo, nel caso dell'attacco americano e israeliano ai siti atomici, in tutti i paesi del mondo. Ecco perché sostengo che la via maestra è quella di sostenere il popolo iraniano e la sua resistenza togliendola dalla lista nera europea-americana. La libertà e la democrazia in Iran, piacendo o non piacendo ad alcuni ambienti europei e americani, passerà attraverso il sostegno al popolo iraniano. Finché esisterà questo regime il mondo e in particolare il medi oriente non vedrà mai la pace e la tranquillità. Non avverrà mai la pace tra i palestinesi e gli israeliani. Recentemente ho espresso direttamente questa tesi ad alcune personalità di spicco della regione. Lo hanno ribadito e sostenuto le 5 donne irachene che recentemente sono state ospitate da me in Italia e hanno avuto l'opportunità di incontrare le autorità e le personalità politiche. La via p corta e p maestra è quella di dare il siero giusto all'Iran colpito dalla morsa della pericolosissima vipera del fondamentalsimo islamico khomeinista. Naturalmente qui mi chiedo scusa alla vipera per aver usato il suo nome e averlo assomigliato al fondamentalismo islamico. Purtroppo a volte se non si usa un metodo scientifico le cose non si capiscono facilmente. Sono sicuro che la vipera mi comprenderà e mi perdonerà. Anche perché è un animale intelligente ed utile all'equilibrio ambientale.
karimi davood, analista politico iraniano

lunedì 12 maggio 2008

COMUNICATO STAMPA DI ANTONIO STANGO SULLA GRANDE VITTORIA DELL'ORGANIZZAZIONE DEI MOJAHEDIN DEL POPOLO A LONDRA

Nella foto: Antonio Stango



Comunicato stampa

STANGO (RADICALI ITALIANI): “LA RESISTENZA IRANIANA MERITA ORA LE SCUSE DELL’EUROPA. APPLICARE SUBITO LE SENTENZE COMUNITARIE E BRITANNICHE”.

Roma, 12 maggio – “L’inserimento dell’Organizzazione dei Mojahidin del Popolo Iraniano nella lista delle organizzazioni terroristiche del Regno Unito, base per l’inserimento nell’analoga lista dell’Unione Europea, è stato ormai definitivamente proclamato illegittimo e il governo britannico deve cancellarlo con urgenza”: lo sottolinea Antonio Stango, segretario del Comitato Italiano Helsinki per i diritti umani e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, a commento della decisione della Corte d’Appello di Londra del 7 maggio, che ha respinto in via definitiva un appello del ministro dell'Interno del Regno Unito contro l’ordine, già emesso da un’altra magistratura britannica, di depennare l’OMPI da quella lista.

Come ricorda Stango, che ha seguito per anni la vicenda promuovendo iniziative giuridiche e prese di posizioni parlamentari, “nel definire illegittimamente ‘terrorista’ l’OMPI il governo britannico, per sua stessa ammissione, obbedì alle richieste del regime di Teheran, trascinando poi l’intera Unione Europea nel baratro di una vergognosa sottomissione ai responsabili di alcune delle più gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani nel mondo. Cadendo nella trappola dei mullah al potere, l’Europa ha in realtà facilitato le infiltrazioni dei veri terroristi inviati da quel regime in Iraq, in Libano e nei numerosi Paesi occidentali dove continuano ad operare, e si è mostrata prona anche all’accettazione del riarmo nucleare di Teheran. Occorre ora che le istituzioni comunitarie e i governi dei diversi Stati membri dell’Unione Europea riparino con urgenza, almeno in parte, al danno causato alla Resistenza iraniana in questi anni, scongelando i suoi fondi, riconoscendone il valore politico e astenendosi dal porre ulteriori ostacoli al cambiamento in Iran.”
Decine di parlamentari italiani di tutte le forze politiche hanno più volte richiesto al governo italiano, con varie risoluzioni, di adoperarsi perché il Consiglio Europeo depennasse l’OMPI dalla lista delle organizzazioni terroristiche, come stabilito anche dalla Corte di Giustizia europea. “Dopo le ultime sentenze – ha concluso Stango – non possono più sollevarsi pretesti di alcun genere perché questo elementare atto di giustizia e di dignità sia ulteriormente rinviato”.

GUERRA DEL LIBANO, UN MALE INTERNO O LUNGUS MANUS DEI MULLAH IRANIANI?


Nella foto Fouad Siniore, premier libanese

In questi giorni la guerra in Libano ha occupato sia la mente che le prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Ci sono molte domande circa lo scoppio improvviso della guerra. Ci sono molte ragioni di cui una in particolare deve attirare l'attenzione dell'opinione pubblica. Molti colleghi mi chiedono perché di questa ennesima guerra? Perché non si riesce a eleggere un nuovo presidente della repubblica? E molte altre domande che cercherò di dare una risposta collettiva indicando la fonte del male che ha colpito gravemente la società libanese. Il scenario di oggi è molto preoccupante. Si prelude ad una Più ampia guerra che sfiori i confini libanesi. Non è casuale lo spostamento di grandi navi da guerra verso le acque libanesi. Il rischio dell'estensione delle guerra è altissima. Nell'altra versante del medi oriente la situazione è idem. Oramai tutta la regione soffre di un unico tumore che si chiama il " fondamentalismo islamico khomeinista". La fonte di tutta questa crisi è Teheran e Il Velayate Faghih di Khamenei. La guerra del Libano è un contrattacco militare ad un attacco politico della comunità internazionale contro i piani atomici militari iraniani. E' da tempo che si gira nell'aria la voce di un imminente attacco americ-israeliano contro le basi e i siti atomici e militari dei Passdaran. A causa della politica bellica-atomica dei mullah avremo un estate assai caldo e bollente. La comunità internazionale non può e non deve accettare un Iran atomico e per cui andiamo verso uno scontro militare finalizzato a distruggere la capacità militare e la tecnologia atomica di Teheran. Il regime dei mullah oramai con l'elezione di Ahmadinejad ha dichiarato la guerra sia al popolo iraniano che alla comunità internazionale.

Proprio nella scorsa settimana, i mullah iraniani hanno subito un duro colpo da parte della Corte di Appello di Londra che ha scagionato definitivamente la resistenza iraniana e in particolar modo I mojahedin del Popolo dall'accusa del terrorismo ordinando al governo del Regno Unito di rimuovere immediatamente il loro nome dalla lista nera europea. E' stata una grande conquista e vittoria dopo 7 anni di duro lavoro politico-diplomatico e giuridico. Alla fina la ragione ha prevalso sul realpolitik grazie al giudizio imparziale dei giudici inglesi che hanno votato, in un contenzioso tra un'organizzazione straniera e il governo britannico, contro il loro governo, dimostrando la loro professionalità e umanità. Tale sentenza ha una grande importanza per noi, per il popolo iraniano. Ha tolto definitivamente la base di un fasullo palazzo accusatorio che paralizzava l'intera macchina della resistenza iraniana. Adesso, grazie ai giudici della Corte d'Appello di Londra la resistenza iraniana potrà partire con p vigore e p determinazione verso la sua meta che è quello di liberare la popolazione iraniana dalle catene dei mullah e togliere chirurgicamente questo tumore dal medi oriente liberando tutta la regione da una costante tensione e paura che fin dal 79 ha mietuto solamente vittime e vittime con delle proporzione catastrofiche.

Non bisogna rassegnarsi a questi ricatti dei mullah. Bisogna raccogliersi attorno al popolo libanese e a quello iraniano per combattere un unico nemico che colpisce temporaneamente tutti i popoli della regione: palestinese, israeliano, libanese, iraniano ecc...

Ribadisco che il nemico è uno solo. In questa regione finché esiste il regime dei mullah non vedremo mai e mai la pace e la stabilità. E' un regime che vive grazie alla tensione e alle crisi e le guerre. Vorrei ricordare che non è un male incurabile. la cura esiste. Ha un nome e un cognome. E' un siero specifico con effetti immediati. Basta toglierla dalla gravissima accusa terroristica e lasciagli le mani libere di agire. Non ha complicazioni. Non comporta rischi alla società odierna. Ha solo benefici e benefici. Il primo? Regnerà sul medi oriente una calma e tranquillità eterna. Gli israeliani e i palestinesi torneranno sui loro passi di negoziato e parleranno senza ne Ghassam e ne carri armati. Qualsiasi cambiamento a Teheran comporta un effetto immediato in tutta la regione. L'avvenuta del regime di Khomeini è la dimostrazione di ciò che affermo.

Bisogna raccogliersi attorno alla resistenza iraniana e al suo popolo per sradicare definitivamente il tumore del fondamentalismo islamico.

Il scenario di oggi in Libano è la pura volontà e la regia dei mullah iraniani. E' una dichiarazione di guerra contro una guerra non ancora iniziata dalla comunità internazionale contro i siti e i centri di arricchimento dell'uranio dei mullah.

Bisogna dimostrare tre elementi essenziali per combattere questo male del terzo millennio: prontezza, fermezza e determinazione. Altrimenti il tumore invade anche la vostra casa come oramai è successo da molto tempo di cui i segnali sono molto evidenti. La recente dimostrazione di protesta a Torino e le bandiere bruciate sono segni tangibili di una forte infiltrazione del regime dei mullah tra le forze politiche italiane.

karimi davood.

domenica 11 maggio 2008

IMPORTANTE MOSSA DI PUTIN CONTRO IL NUCLEARE MILITARE IRANIANO



Nucleare: Iran, Mosca aderisce a sanzioni Onu
MOSCA - Con un decreto apparso oggi sul sito ufficiale del Cremlino, Mosca ha annunciato la sua adesione alle sanzioni nei confronti dell'Iran, decise dal consiglio di sicurezza dell'Onu il 3 marzo scorso sotto la presidenza della stessa Russia e approvate con 14 voti a favore e l'astensione della sola Indonesia. Lo riferisce l'agenzia Interfax.

IRAN PRINCIPALE PROTAGONISTA DELLA GUERRA IN LIBANO

Un interessante articolo di Molinari
La Stampa.it
La foto: Il premier libanese Fouad Siniora
Hezbollah consegna Beirut all'esercito
LA GUERRA PER PROCURA
Dietro gli scontri tra le milizie a Beirut e il braccio di ferro tra Washington e Teheran
MAURIZIO MOLINARI
CORRISPONDENTE DA NEW YORK

È stata una telecamera digitale all’aeroporto di Beirut a scatenare in Libano una guerra per procura fra Iran e Stati Uniti. A installare la telecamera, circa due anni fa, sono stati gli Hezbollah collegandola ad un circuito a fibre ottiche che attraversa il Libano, dal Sud fino a Beirut, estendendosi per centinaia di km e costituendo un sistema di comunicazioni e controllo alternativo a quello del premier di Fouad Siniora. Il governo libanese conosceva da tempo l’esistenza tanto della telecamera che del circuito e fibre ottiche ma recenti controlli hanno portato ad appurare che la rete circonda molti del ministeri, incluso quello delle comunicazioni, con un sistema di sorveglianza fra i più tecnologicamente avanzati. E’ grazie a questa rete a fibre ottiche che Hezbollah riuscì durante la guerra del 2006 a continuare a trasmettere tranquillamente i messaggi tv del leader Nasrallah, come anche gli ordini alle milizie, a dispetto dei martellanti attacchi aerei israeliani su numerosi radar e centri di trasmissione. Il 7 maggio la situazione è cambiata quando il governo libanese ha dichiarato «illegale» la rete di comunicazione degli Hezbollah alla luce del fatto che consente a Hassan Nasrallah di vedere ed ascoltare tutto quanto di importante avviene nello Stato, a cominciare da chi arriva e chi parte dallo scalo internazionale. Da qui la decisione di rimuovere la telecamera dell’aeroporto e anche il generale delle forze armate libanesi Wafiq Choucair, simpatizzante degli Hezbollah, che ne aveva la responsabilità. Secondo una tesi molto accreditata a Londra, Parigi e Berlino proprio questo network segreto avrebbe consentito di eliminare numerosi avversari politici di Damasco, incluso l’ex premier Hariri. Colpendo il circuito a fibre ottiche Siniora ha dimostrato dunque di voler smantellare il sistema di comunicazioni grazie al quale gli Hezbollah si coordinano, ogni giorno, con Damasco e Teheran. E’ stato un passo apparentemente minore ma in realtà di importanza strategica, che ha confermato la convergenza di intenti fra Beirut e Washington, entrambe intenzionate a tagliare il cordone che consente all’Iran di guidare a distanza le mosse della più efficiente organizzazione di guerriglia dell’intero Medio Oriente. L’oscuramento della telecamera è stato considerato una «dichiarazione di guerra» da Nasrallah proprio perché punta a tagliare i suoi legami hi-tech con le retrovie siriane e iraniane. Da qui la decisione di mandare i propri uomini nelle strade della capitale per ammonire Siniora che alla guerra nel sottosuolo e nell’etere del Libano segue quella condotta con blindati e mitra alla luce del Sole. Washington è convinta che la brusca reazione di Nasrallah sia stata voluta da Teheran, che difendendo il network creato anche grazie ai suoi tecnici sta proteggendo l’esistenza del proprio mini-Stato in Libano.Se finora la crisi libanese era legata alla difficoltà di eleggere il nuovo presidente, per via dei contrasti fra partiti anti-siriani e pro-siriani, gli scontri di Beirut l’hanno così trasformata in uno scontro indiretto fra Teheran e Washington. Questa guerra per procura fra Washington e Teheran (sostenuta da Damasco) ripete lo scenario di Gaza, dove il colpo di Stato di Hamas contro Abu Mazen è sostenuto da Iran e Siria mentre gli Stati Uniti tentano di aiutare il governo di Ramallah a ripristinare la legalità. Leggendo tali crisi gemelle assieme al recente raddoppio delle squadra navale americana nel Golfo Persico oltre lo Stretto di Hormuz ci si trova di fronte ad un mosaico di fibrillazioni frutto di un braccio di ferro, non solo nucleare, fra Mamud Ahmadinejad e George W. Bush che sembra destinato a segnare gli ultimi mesi dell’attuale amministrazione americana.

sabato 10 maggio 2008

DUE DOLOROSE STORIE DI VIOLENZA FAMILIARE, EFFETTO DEL MALIGNO REGNO DEL FONDAMENTALISMO ISLAMICO DEI MULLAH

Nella foto: la signora Akram, condannata a morte per aver ucciso suo marito, 50 anni piu grande lei. Ha una figlia di 17 anni che ha lanciato un grido di aiuto per salvare la vita della mamma. I familiari del marito hanno chiesta 50 mila euro per amnistiare la nuora! Ho già raccolto il grido di aiuto della figlia e ho lanciato una campagna di raccolta per salvare la vita della signora Akram Mahdavi.

Nella foto: una ragazza arrestata e picchiata a sangue nella centralissima strada di Teheran perché non avrebbe portata una idonea copertura islamica.

Nella scorsa settimana sono avvenuti in Iran due episodi assai dolorosi che hanno scosso fortemente la coscienza degli iraniani.
Il primo riguarda una ragazza tossicodipendente di 22 anni, picchiata violentemente dal padre e seppellita viva sotto una montagna di macerie. Salva per miracolo perché alcuni cacciatori che passavano da quelle parti hanno sentito le strani voce provenienti dalle macerie. Hanno rimosso le pietre e hanno trovato una ragazza ridotta in fin di vita dalle violenze del padre. I cacciatori hanno subito chiamato i soccorritori che hanno immediatamente trasferito la ragazza all'ospedale. Secondo i medici la ragazza si sta riprendendo e si salverà. Una lacrima di gioia è un segno di amore e sensibilità umana. Una merce, di cui il regno del regime di Khomeini nei suoi trent'anni di leggi discriminatori misogini, non ha lasciato Più alcun traccia nella mente dei padri che una volta amavano la figlia Più della loro vita e dei loro occhi. Sarebbero stati disposti a difenderle fino alla morte. Sì questo era la società iraniana. Non voglio generalizzare ancora oggi ci sono dei genitori che fanno altrettanto. Ma le leggi discriminatorie dei mullah autorizzano l'uccisione dei figli da parte del padre senza rischiare nulla perché è il padrone del sangue dei figli E poi se esiste anche una forte giustificazione la cosa va molto liscio e il padre non rischia nemmeno un impreco da parte della "ingiustizia della teocrazia iraniana". Come un padre ho pianto per la salvezza di questa amatissima figlia e sono contento che ha avuto l'amore di altri uomini anche se le è venuto mancare quello del "padre-assassino". Tantissimi auguri per questa ragazza.
Il secondo episodio è doloroso altrettanto ma purtroppo ha avuto una fine tragica per una ragazza di 17 anni vittima dell'ignoranza del padre e dell'amore della ragazza verso il pudore della famiglia.
La storia. Città di Isfahan. Il centro della cultura e della tessitura dei Più belli tappeti persiani.
In una famiglia normale, il genero si invaghisce della sorella 17enne della moglie e in giorno qualsiasi sequestra la ragazza e la porta via. Dopo due settimane grazie all'intervento delle forze dell'ordine la ragazza viene liberata e consegnata alla famiglia. I genitori della ragazza essendo trovati dentro una storia molto complicata con dei protagonisti principali la figlia Più grande , il consorte e la figlia Più piccola appunto quella che alla fine ci ha messo la pelle in un rito incredibile tra amore e la voglia di cancellare il segno della vergogna. In seguito alla liberazione della ragazza, lei si rinchiude dentro la casa e per la vergogna non vuole Più incontrare nessuno. Ma dal momento che la magistratura si era messa in macchina per la causa del rapimento, i familiari dell'accusato hanno iniziato a infangare presso l'opinione pubblica la famiglia di questa povera ragazza. Il padre 53enne e la figlia di 17 anni si consultano per il da farsi. Alla fine arrivano alla conclusione che uno dei due deve morire. Tra il padre e la figlia si infittisce la consultazione e le proposte e alla fine la povera ragazza riesce a convincere il padre che sarebbe meglio che se ne vada lei anche perché lei è stata la causa di questa tragedia familiare.
Una notte, quando la ragazza si addormenta, il padre chiama la figlia maggiore e insieme vanno a commettere l'omicidio concordato della amatissima figliola di 17 anni. La ragazza si sveglia e guarda negli occhi del padre e in segno dell'amore dà il suo benessere e il via libera. Ma volle stringere la mano della sorella. Il padre, cresciuto in un paese in cui il valore della donna è nulla, stringe le sue mani intorno al collo della figliola e la fa addormentare in un lungo sonno che diventerà poi un ennesimo caso della violenza familiare per cancellare il disonore colpito la famiglia.
Questa è la cultura del fondamentalismo islamico che da trent'anni sta mangiucchiando la cultura e la mentalità di un popolo libero e laico. Questo è il segno tangibile del tumore del fondamentalismo islamico che a migliaia di distanza agisce allo stesso modo. A Bergamo la famiglia pakistana sgozza la figlia, ad Ahwaz sempre in Iran colpito dal tumore maligno del fondamentalismo islamico di matrice khomeinista, quasi un mese fa un padre uccide con la lapidazione la figlia di 14 anni, a Teheran, nella capitale, 4 anni fa un padre sgozza la figlia di 8 anni sospettata di essere stata violentata dallo zio( in questo caso a detta del padre la ragazzina per non far svegliare il fratellino Più piccolo che lo amava tanto non fece nessun segno di grido). Vi risparmio il tempo e mi fermo a questi due episodi recenti.
Secondo me finché regna il fondamentalismo islamico in Iran non devono stupire l'avvenuta di casi del genere. Il fondamentalismo è una macchina di produzione della violenza e della discriminazione contro le donne.
Del fondamentalismo islamico e dei suoi sintomi e pecularietà ed effetti devastanti sociali e umani scriverò ancora.
grazie e buon fine settimana
karimi davood

venerdì 9 maggio 2008

Iran ferito a Londra accende il fuoco di Beirut

Nella Foto: Maryam Rajavi, presidente eletta dalla resistenza iraniana

nella foto: un'immagine degli disordini di Beirut

libano: Hezbollah conquista Beirut Ovest, capitale deserta e isolata
Beirut appare una città deserta, presidiata dai blindati: l'attività nel porto è sospesa fino a nuovo ordine, i generi di prima necessità cominciano a scarseggiare e chi si avventura fuori di casa cerca di fare scorte. In poche ore i miliziani del movimento sciita Hezbollah, sostenuti da Iran e Siria, hanno preso il controllo di gran parte di Beirut ovest ...

Commento: L'interferenza iraniana nelle faccende interne del Libano non è una cosa nuova. Ogni anno il regime dei mullah devolve miliardi e miliardi di dollari per finanziare il terrorismo Hezbollah libanese e il gruppo palestinese Hamas. Nella scorsa settimana, guarda caso anche il comune di Teheran ha stanziato alcuni milioni di dollari per "i fratelli musulmani libanesi". Leggilo il terrorismo Hezbollah. Attualmente il regime dei mullah si trova in mille e un tipo di crisi e problemi interni che rispecchiano naturalmente anche sulla sua politica estera. E' una tipica mossa iraniana che sempre cerca di esportare i suoi problemi interni anche all'estero in particolare dove è Più facile l'uso della violenza e del terrorismo. Secondo me la nuova situazione di guerra libanese è un chiaro messaggio dei mullah iraniani alla storica sentenza della Corte d'Appello di Londra sulla rimozione del nome della resistenza iraniana dalla lista nera europea. I giudici della Corte d'Appello di Londra respinge il ricorso presentato dal ministro degli interni britannico contro la sentenza del tribunale londinese sulla mancanza di fondamenta delle accuse di terrorismo avanzate contro la resistenza iraniana, ribadendo la irreversibilità della sentenza e la non possibilità di un nuovo ricorso del ministro degli interni.

In seguito a questa coraggioso e storico pronunciamento della Corte d'appello londinese, il ministero degli interni ha dichiarato che entro 6 settimane provvederà a cancellare il nome dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano dalla lista nera europea. Grande conquista e grande vittoria per il popolo iraniano e la sua resistenza. Naturalmente questa sentenza non è piaciuto ai mullah e hanno preso delle posizioni molto dure contro i giudici londinesi e il governo del Regno Unito invitando quest'ultimo a non rassegnarsi alla volontà dei giudici e opporsi fermamente.

Il presidente della repubblica della resistenza iraniana la signora Maryam Rajavi, nel suo primo discorso subito dopo la sentenza ha detto che " il nemico è rimasto gravemente ferito e cercherà di reagire violentemente." Il primo segnale di questa reazione è " la nuova guerra del Libano" rimasto senza presidente della repubblica per la volontà e l'interferenza dei mullah.

Ribadisco e concludo che è in corso tra i simpatizzanti della resistenza iraniana e tra la popolazione una grande festa che durerà fino alla rimozione totale del nome della resistenza iraniana dalla lista nera europea e americana.

In questa missiva vorrei ancora un'altra volta ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuto in questa grande battaglia politica e giuridica in particolar modo il dott. Aldo Forbice, conduttore del popolare programma radiofonico Zapping che in varie campagne ha sostenuto tenacemente l'infondatezza di queste gravissime accuse al popolo iraniano e alla sua legittima resistenza.

Il popolo iraniano vive uno dei peggior momenti della sua storia recente e non dimenticherà mai coloro che lo hanno sostenuto, sia moralmente che materialmente, in questa dura e sanguinosa battaglia per la libertà e la democrazia in Iran. Il fondamentalismo islamico è come un tumore maligno che colpisce silenziosamente il corpo umano e senza una idonea cura morale e materiale conduce il paziente alla morte certa. La sua guarigione consiste in una profonda chirurgia invasiva ma non per mano degli stranieri: solo per mano del popolo iraniano e della sua resistenza. Al veleno del fondamentalismo islamico bisogna dare il suo specifico siero: la rimozione del nome dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano dalla lista nera europea e americana.

Grazie ancora.

karimi davood


giovedì 8 maggio 2008

LA GRANDE VITTORIA DEL POPOLO IRANIANO A LONDRA


Nella foto: la presidente Maryam Rajavi durante i festeggiamenti

La sentenza della Corte di Appello di Londra contro il ricorso del ministero degli interni britannico è il segno dell'indipendenza e di una viva coscienza della giustizia in Europa. E' la più grande conquista della resistenza iraniana, arrivata dopo una lunghissima serie di iniziative giuridiche intraprese dai Mojahedin del Popolo in vari paesi europei tra cui l'Italia. E' stata una conquista non facile perché la controparte aveva tutti i mezzi, politici e diplomatici, economici, terroristici meno che quello giuridico. Il regime dei mullah ha usato pienamente tutti questi strumenti pur mantenere ancora il nome della resistenza iraniana nella lista nera europea. Ha praticato enormi pressioni sui governi europei per cambiare il senso della giustizia inglese. In preparazione a tutto ciò ha perfino preparato e organizzato l'attentato alla moschea di Shiraz in cui sono morti decine di giovani. Per confermare e dimostrare la mia tesi vi riferisco l'ultima notizia arrivata da Teheran: Ieri, all'aeroporto di Shiraz, il ministro dell'Informazione il mullah Mohsen Ajei, circondato dai giornalisti ha detto che "l'esplosione alla moschea di Shiraz è stato un atto terroristico". Ha poi aggiunto che "le forze di sicurezza hanno arrestato 5 persone che hanno partecipato all'attentato e all'ultimo momento hanno anche fermato il capo del gruppo che stava per uscire dal paese e che teneva i rapporti con alcuni paesi stranieri tra cui Inghilterra e l'America". Basta fare un piccolo sforzo e si capisce il rapporto tra l'esplosione alla moschea e la sentenza di Londra. Subito dopo l'esplosione di Shiraz tutti i dirigenti iraniani hanno dato la colpa ad alcune "munizioni rimasti sul loco dopo la fine di un esposizione sulle munizioni belliche rimaste dalla santa difesa(la guerra Iran-Iraq)." Ma oggi, subito dopo la storica sentenza di Londra, il più feroce ministro del governo del passdar terrorista Ahmadinejad esce dalla sua tana e dichiara" sì è stato un atto terroristico e arrestati gli autori". Vedrete fra un paio di giorni, il ministro Ajei porterà di fronte alle telecamere iraniane alcune persone distrutte e torturate e costrette a confessare che hanno portato a termine questo attentato per conto degli americani e inghlesi e gli oppositori. Naturalmente diretto riferimento ai Mojahedin del Popolo, protagonista principale della contenziosa apertasi tra il regime iraniano e la comunità giuridica europea.
E' già iniziato il conto alla rovescia. La campana della fine del regime dei mullah oramai ha cominciato a suonare.
I nostri migliori auguri e congratulazioni al presidente Maryam Rajavi, senza la tenacia della quale non avremmo potuto festeggiare questa grande e storica vittoria che sicuramente salverà molte vite umane.
karimi davood, presidente associazione rifugiati politici iraniani e analista politico

mercoledì 7 maggio 2008

GRANDE VITTORIA DELLA RESISTENZA IRANIANA A LONDRA


Con questa foto primaverile vorrei ringraziare tutti coloro che in questa dura battaglia ci hanno sostenuto e incoraggiato ad andare avanti perché convinti come noi che la giustizia non è ancora morta ed è viva e vegeta e nonostante un'infinità di tentativi di impedimenti intrapresi dalla politica di accondiscendenza europea, avrebbe vinto. In particolare vorrei ringraziare Dott. Aldo Forbice che il suo programma e le sue preziose campagne umanitarie ha coraggiosamente difeso la causa della resistenza iraniana e ha sostenuto la loro innocenza.
Colgo l'occasione per ringraziare i parlamentari ed i senatori che in varie risoluzioni hanno chiesto la rimozione del nome della resistenza iraniana dalla lista nera europea. Un caloroso ringraziamento anche ad Antonio Stango, presidente dell'Helsinky Watch, a Pietro Delzanna, assessore alla pace della provincia di Siena, e a tanti altri amici e amiche che instancabilmente hanno affiancato il nostro movimento per la libertà e la democrazia in Iran.
karimi davood

MARYAM RAJAVI SULLA SENTENZA DELLA CORTE D'APPELLO DI LONDRA. COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLA RESISTENZA IRAANIANA

Nella foto: Maryam Rajavi, presidente eletta dalla resistenza iraniana

Gb: Giudizio definitivo della Corte d'appello sul ritiro dell'OMPI dall'elenco del terrorismo.
Mercoledì, 07 maggio 2008

Maryam Radjavi: L'Europa deve riconoscere la resistenza iraniana per la democrazia e la sovranità popolare in Iran.

Questa mattina, la Corte d'appello britannica, presieduta dal lord Chief , giudice Phillips, ha respinto l'appello che il ministro dell'interno del Regno Unito aveva fatto il 30 novembre 2007 presso la Commissione d'appello delle organizzazioni proscritte (POAC). Come tale, il giudizio del POAC sul ritiro dell'organizzazione del Moudjahidine del popolo d’Iran dall'elenco del terrorismo diventa definitivo e senza appello.

Dopo un lungo esame della causa in questione, la POAC aveva sentenziato che l’OMPI non è legato al terrorismo. Aveva dunque ordinato al ministro dell'interno di presentare un progetto al Parlamento per ritirare l’OMPI dall'elenco delle organizzazioni proibite. La POAC aveva qualificato la decisione di mantenere l’ OMPI sull'elenco "illegale" e "perversa".

Maryam Radjavi presidente eletta dalla resistenza iraniana, ha indirizzato le sue congratulazioni al popolo iraniano, al Moudjahidine della città d’Achraf, al dirigente della resistenza iraniana Massoud Radjavi, ed a tutti i difensori della giustizia e della libertà, per il giudizio della Corte d'appello. Lo ha qualificato come vittoria della giustizia e dei valori umani.

La sig.ra Radjavi ha chiamato il governo britannico a rispettare questo giudizio e porre fine all'ingiustizia ed alla violazione della legge. Ha chiamato il Regno Unito a ritirare immediatamente l’OMPI dall'elenco del terrorismo e rimuovere di tutte le restrizioni che comporta. Sottolineando che l'iscrizione dell'OMPI sull'elenco nero dell'UE era basata sulla decisione del ministro britannico dell'interno, la signora Radjavi ha detto che dopo la sentenza della Corte d'appello, il Consiglio dell'Unione Europea deve immediatamente ritirare l’ OMPI dall'elenco del terrorismo. Ha aggiunto che qualsiasi ritardo da parte del governo britannico o dell'UE in questo settore, ritornerebbe a violare la legge e piegarsi alle esigenze del fascismo religioso al potere in Iran.

Il presidente eletto dalla resistenza iraniana ha detto che l'etichetta di terrorista aveva inflitto danni enormi al popolo iraniano ed alla sua resistenza. I governi occidentali, infatti, hanno contribuito alla repressione del popolo iraniano con i mullah ed hanno paralizzato il potenziale della resistenza e fornito un pretesto alla tortura ed alle esecuzioni dei prigionieri dell'OMPI.

La sig.ra Radjavi ha rilevato che i governi occidentali hanno così messo un grande ostacolo sulla via del cambiamento in Iran. I governi occidentali e del Regno Unito devono delle scuse al popolo iraniano per questa ingiusta iscrizione.

Signora Rajavi ha rilevato che il cambiamento in Iran da parte del popolo iraniano e della sua resistenza è la sola scelta per fare fronte alla minaccia che costituisce il regime dei mullah per la pace e per la sicurezza regionale e mondiale. Ha dichiarato che i governi europei dovevano riconoscere la resistenza iraniana che lotta per l'instaurazione della democrazia e della sovranità popolare in Iran.

La sig.ra Radjavi ha sottolineato che i 35 membri della camera dei comuni e dei lord, che si opposero all'iscrizione dell'OMPI, rappresentano la coscienza del popolo britannico contro questa grande ingiustizia fatta al popolo iraniano ed alla sua resistenza. Rajavi ha anche espresso la sua gratitudine a tutti i parlamentari, i giuristi ed avvocati che hanno condotto una lunga e difficile campagna contro questo divieto.

Segretariato del Consiglio nazionale della resistenza iraniana
il 7 maggio 2008.

NOTIZIA URGENTE. CORTE D'APPELLO DI LONDRA ORDINA AL GOVERNO DI RIMUOVERE L'ORGANIZZAZIONE DEI MOJAHEDIN DEL POPOLO IRANIANO DALLA LISTA NERA




NELLA FOTO LA SIGNORA MARYAM RAJAVI, PRESIDENTE ELETTA DALLA RESISTENZA IRANIANA


Stamattina i giudici inglesi hanno rilasciato una storica sentenza a favore del popolo iraniano e della sua legittima resistenza, i Mojahedin del Popolo Iraniano, inseriti ingiustamente nella lista nera delle organizzazioni proibite europee e americana. La sentenza della Corte è una storica e indimenticabile segno dell'indipendenza della magistratura britannica che non ha ceduto alle pressioni politiche e coraggiosamente ha difeso i diritti per la libertà e la democrazia del popolo iraniano. La sentenza della Corte ordina al governo di rimuovere immediatamente il nome della resistenza iraniana dalla lista nera europea e allo stesso tempo impedisce al governo britannico di fare il ricorso.
Questa storica sentenza cambierà il corso della storia e del destino del popolo iraniano. I giudici inglesi ancora una volta hanno dimostrato la loro integrità professionale e umana e hanno giudicato non alla base degli interessi nazionali, ma alla base della giurisdizione indipendente inglese. Non bisogna dimenticare che la controparte di questa causa era il ministero degli interni britannico. Di conseguenza sarebbe stato molto Più facile, per i giudici londinesi, di guardare agli interessi nazionali. Come un semplice cittadino iraniano e come presidente dell'Associazione rifugiati politici iraniani mi inclino di fronte alla indipendenza della magistratura britannica e dico grazie, grazie e ancora grazie. Avete cambiato il corso della storia e sicuramente la vostra sentenza contribuirà inevitabilmente a salvare milioni e milioni di persone. Il regime dei mullah è entrato in collusione e in guerra con tutta la umanità. La designazione di Ahmadinejad a capo del suo governo è il segno tangibile di questa guerra.
La giurisprudenza inglese ha fatto il suo dovere-compito. Adesso tocca alla politica di adempiere al suo dovere e rassegnarsi alla sentenza della Corte di Appello di Londra e poi tocca ad altri paesi il compito di contribuire alla rimozione del nome dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano dalla lista nera delle organizzazioni terroristiche europee.
Mi auguro che il nuovo governo italiano del presidente Berlusconi sia, se non il primo, almeno il secondo governo europeo che toglierà il nome della resistenza dalla lista nera.
Comunque, questa sentenza è stata la Più grande vittoria della resistenza iraniana negli ultimi 5 anni. Cioè da quando gli americani hanno occupato l'Iraq e hanno disarmato la resistenza iraniana. Questa sentenza è il punto di un gigante iceberg giudiziario che ha registrato una catena di successi presso i vari tribunali europei a cominciare dall'Alta Corte Europeo che ha ordinato una simile sentenza.
Ora bisogna attendere la reazione del regime dei mullah e nel frattempo tenere alta la guardia. Anche perché il nemico è rimasto gravemente ferito. Secondo le nostre informazioni, il regime dei mullah recentemente aveva messo in moto una grande macchina di disinformazione e di ricatto nei confronti del governo inglese e si era appellato a tutti i suoi canali diplomatici per costringere il governo di Londra di intervenire a favore del regime dei mullah . Naturalmente aveva dimenticato che la questione dei Mujahedin verrà giudicato a Londra (dove la magistratura non fa parte del governo ed è un'istituzione autonoma ed indipendente), e non nei tribunali speciali di Teheran. Dove si entra in verticale e si esce in poco tempo in orizzontale.
La storica sentenza della Corte di Appello considera irreversibile la sua decisione e toglie la possibilità al governo britannico di fare un nuovo ricorso.
Ancora una volta ringrazio i giudici dell'alta Corte e aggiungo che l'importanza di questa sentenza verrà maggiormente alla luce nei prossimi decenni e che gli storici del futuro avranno tanta da dire.
I miei migliori auguri e congratulazioni, in primis, al popolo iraniano e alla sua legittima resistenza che per 10 anni ha combattuto in maniera molto saggia e controllata questa enorme ingiustizia impostagli dalla politica di accondiscendenza europea e americana, e a tutti gli amici che ci hanno sostenuto in questa difficilissima battaglia legale.

karimi davood