venerdì 8 ottobre 2010
giovedì 7 ottobre 2010
Iran: attacco a poliziotti, 5 morti Due uomini armati aprono il fuoco, ci sono anche 9 feriti
07 ottobre, 21:54
(ANSA) - TEHERAN 7 OTT - Cinque persone, tra cui quattro poliziotti, sono rimaste uccise in Iran da due uomini armati che hanno aperto il fuoco contro una pattuglia. L'attacco, avvenuto nella provincia di Kordestan, ha provocato anche nove feriti. Un portavoce della polizia ha detto che l'agguato e' stato messo in atto da due uomini appartenenti a 'gruppi contro-rivoluzionari'.
Oltre ai quattro agenti, a cadere sotto il fuoco degli aggressori e' stato un passante.
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14:54
mercoledì 6 ottobre 2010
CONCERTO DI SOLIDARIETA' CON SAKINEH A PALERMO

SAKINEH: CONCERTO DI SOLIDARIETA' AL POLITEAMA DI PALERMO
(AGI) - Palermo, 6 ott. - Un concerto di solidarieta' per Sakineh Mohammadi Ashtiani, la vedova di 43 anni accusata di adulterio e complicita' in omicidio, che rischia la pena di morte in Iran. Ad organizzarlo e' la Fondazione Orchestra sinfonica siciliana in collaborazione con il Cerisdi, il Centro ricerche e studi direzionali, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della pena di morte e sulla condizione femminile nel mondo. Sabato 9, alle 21.15, il Politeama Garibaldi ospitera' il concerto diretto da Francesco Di Mauro, con la partecipazione dei pianisti Alessandra Mascellaro La Franca e Marco Giliberti. Il programma prevede l'esecuzione del Concerto per pianoforte e orchestra n.17 in sol maggiore K452, del Concerto n.20 in re minore K466 e della Sinfonia n.29 in la maggiore K201 di Mozart. Il concerto e' gratuito e gli inviti possono essere ritirati presso il botteghino del Politeama Garibaldi dal 7 al 9 ottobre (dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19) fino a esaurimento posti. (AGI) Mrg
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(AGI) - Palermo, 6 ott. - Un concerto di solidarieta' per Sakineh Mohammadi Ashtiani, la vedova di 43 anni accusata di adulterio e complicita' in omicidio, che rischia la pena di morte in Iran. Ad organizzarlo e' la Fondazione Orchestra sinfonica siciliana in collaborazione con il Cerisdi, il Centro ricerche e studi direzionali, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della pena di morte e sulla condizione femminile nel mondo. Sabato 9, alle 21.15, il Politeama Garibaldi ospitera' il concerto diretto da Francesco Di Mauro, con la partecipazione dei pianisti Alessandra Mascellaro La Franca e Marco Giliberti. Il programma prevede l'esecuzione del Concerto per pianoforte e orchestra n.17 in sol maggiore K452, del Concerto n.20 in re minore K466 e della Sinfonia n.29 in la maggiore K201 di Mozart. Il concerto e' gratuito e gli inviti possono essere ritirati presso il botteghino del Politeama Garibaldi dal 7 al 9 ottobre (dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19) fino a esaurimento posti. (AGI) Mrg
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12:42
TERRORISMO INTERNAZIONALE IRANIANO:
Esteri | 06/10/2010 | ore 19.53 »
Kabul, 6 ott. (Adnkronos) - Le forze di sicurezza afgane hanno trovato e sequestrato nella parte sudoccidentale del paese 19 tonnellate di ordigni ed esplosivi giunti in Afghanistan attraverso il confine con l'Iran. Una persona e' stata catturata, ha riferito Abdul Jabar Purdel, il capo della polizia di Nimroz, al confine con Iran e Pakistan.
Gii ordigni erano contenuti in 337 casse chiuse in un container. Nei mesi scorsi, un alto funzionario della Difesa americana aveva citato nuovi rapporti di intelligence secondo cui l'Iran pianificava il trasferimento di nuovi carichi di armi in Afghanistan. Le informazioni erano arrivate da "una fonte iraniana". Teheran ha sempre negato di appoggiare gruppi che si battono contro il governo afgano.
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12:40
martedì 5 ottobre 2010
La questione dei diritti umani in Iran e Bruxelles
Bruxelles, 5 ott. (Adnkronos/Aki) - La questione dei diritti umani in Iran sara' messa presto sul tavolo del Consiglio degli affari esteri dell'Ue in quanto ci sono diversi casi di violazioni, oltre a quello di Sakineh e dei suoi figli che hanno chiesto oggi asilo politico all'Italia. E' quanto ha assicurato ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL Maja Kocijancic, la portavoce dell'Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune Catherine Ashton.
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09:47
IRAN: POLVERINI, GOVERNO ACCOLGA APPELLO FIGLI SAKINEH
05-10-2010
INEH
(ASCA) - Roma, 5 ott - ''Il governo italiano accolga l'appello dei figli di Sakineh che temono di essere arrestati''. Lo dichiara il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. ''L'importante mobilitazione per la giovane donna iraniana, che ha visto in prima linea anche la Regione Lazio, ha consentito di sospendere la pena per lapidazione.
L'allarme lanciato oggi dai figli di Sakineh (con richiesta di asilo politico - ndr) dimostra, pero',- spiega - che non bisogna abbassare la guardia. Proprio nel nostro Paese una donna pakistana Begm Shnez e' stata uccisa dal marito per aver difeso la liberta' della figlia aggredita dal padre e dal fratello. Sono violenze inaccettabili, frutto del mancato rispetto di diritti fondamentali di cui Sakineh e' diventata emblema e contro cui dobbiamo continuare a batterci tutti''.
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09:43
I due figli hanno chiesto asilo politico all'Italia per sfuggire alle persecuzioni di Teheran

Nella foto: Sajjad
Secondo il legale di Sakineh, Javid Hutan Kian, i figli della donna, che rischia la lapidazione per omicidio, sarebbero in pericolo. "La Procura di Tabriz sta escogitando un tranello per arrestarli", ha dichiarato Kian all'agenzia Adnkronos International. "Secondo le mie fonti gli agenti dell'intelligence avrebbero messo sotto pressione due prigionieri politici a Tabriz affinché questi confessino il falso, accusando i figli di Sakineh di essere loro complici, avendo distribuito, su loro ordine, manifesti politici antigovernativi".
Il legale si è poi detto "molto preoccupato" per i figli di Sakineh. "Secondo la mia esperienza prevedo che possano essere arrestati con la falsa accusa di aver svolto attività politica antigovernativa".
I due ragazzi hanno perciò chiesto asilo politico all'Italia nel caso in cui il governo di Teheran cerchi di rinchiuderli in carcere. "La nostra condizione continua a diventare sempre più difficile e sentiamo il pericolo di essere arrestati. Pertanto, considerata anche la grande attenzione del governo e del popolo italiano nei confronti della nostra causa, chiediamo al Premier italiano, Silvio Berlusconi, asilo politico".
Dalla Farnesina fanno sapere che la richiesta deve essere valutata in ambito europeo. "Nel caso specifico di una richiesta di asilo da parte dei figli di Sakineh", ha dichiarato Maurizio Massari, portavoce del ministro degli Esteri Franco Frattini, "visti l'interesse e la partecipazione provocata dalla vicenda in tutta Europa, riteniamo che una tale richiesta debba essere esaminata con altri partner europei nell'ambito dei rapporti complessivi Ue-Iran".
Parole chiave: sakineh, asilo, tabriz, figli
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09:38
lunedì 4 ottobre 2010
Iran: arrestati otto dissidenti, fra cui ex ministro Esteri Yazdi

Nella foto dott. Ibrahim Yazdi, ex ministro degli esteri del governo di Mehdi Bazargan ed uno degli uomini più fidati dell'amministrazione americana di allora del governo di Carter
Il cappio della repressione ha toccato pure i sostenitori filo americani del regime dei mullah
Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia condanna fermamente la nuova ondata di arresti effettuati alcuni giorni fa durante le celebrazioni funerarie di uno dei membri del "Movimento della libertà", di cui Ebrahim Yazdi uno dei massimi dirigenti. Durante l'irruzione delle forze di sicurezza nella moschea dove si tenevano le celebrazioni, i passdaran hanno picchiato e malmenato tutti i presenti arrestandone una decina tra cui dott. Yazdi.
L'arresto di Yazdi e dei suoi amici del movimento è il segno della irreversibilità della situazione politica di oggi che sta stringendo il cappio al collo dei più innocui elementi della scena politica del paese che naturalmente porterà ad ulteriori provvedimenti repressivi da parte del regime di Khamenei-Ahmadinejad.
Davood Karimi
Teheran, 4 ott. (Adnkronos/dpa) - Otto dissidenti sono stati arrestati in Iran. Lo riferisce l'agenzia stampa ufficiale Irna, citando proprie fonti. Gli arrestati fanno parte di un movimento liberale, il Partito della Liberta', che e' stato messo al bando in Iran. Fra i fermati figurano il leader del partito e il suo vice, Ebrahim Yazdi e Hashem Sabaqian. Yazdi, ex ministro degli Esteri, e Sabaqian sono stati trasferiti in carcere a Teheran, mentre gli altri sei sono detenuti a Isfahan, la citta' dove sono stati tutti arrestati nei giorni scorsi.
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04:36
venerdì 1 ottobre 2010
NUOVO APPELLO DEL FIGLIO DI SAKINEH
SAKINEH: RIFUGIATI IRANIANI, INTERVENGANO PAPA E GOVERNO ITALIANO
(AGI) - Roma, 28 set. - Sakineh e' in grave pericolo di vita. Secondo informazioni dell'Associazione dei rifugiati politici iraniani il regime dei mullah avrebbe gia' ordinato l'esecuzione della pena di morte attraverso l'impiccagione. In una nota l'associazione ha condannato la decisione del capo della Giustizia iraniana Ayattolah Larijani, che agisce sul ordine del capo supremo Mullah Ali Khamenei, e si e' unita all'appello lanciato dai figli di Sakineh chiedendo "un immediato intervento del Santo Padre, Papa Benedetto XVI e del governo italiano per fermare l'esecuzione della condanna a morte di Sakineh". "Inoltre - prosegue la nota del presidente Davood Karimi - ci rivolgiamo a tutte le forze politiche italiane di intervenire attraverso le azioni di protesta contro pena di morte per fermare le mani del boia". (AGI) Red/Tig
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13:35
Mohammad Reza Heydari, ex console iraniano a Oslo, su Al Aan TV: “La politica estera iraniana punta a scatenare conflitti nei Paesi arabi e...
01 Ottobre,
Mohammed Reza Heydari, il diplomatico iraniano disertore, ha dichiarato che per soddisfare i propri interessi, la diplomazia estera iraniana punta a creare una situazione di crisi mondiale, in particolare nei paesi limitrofi e in Medio Oriente. Heydari ha rilasciato le sue dichiarazioni durante il programma di attualità Akthar Min Anwan, in onda ogni settimana su Al Aan TV, il canale satellitare panarabo con sede a Dubai.
Mohammed Reza Heydari, l’ex console iraniano a Oslo che si è dimesso nel gennaio 2010, ha dichiarato che “a causa dei suoi metodi totalitari, il governo sta trasformando l’Iran in un’enorme prigione.” Ha puntualizzato che gli iraniani “sono privati soprattutto della libertà di stampa, condizione questa che colloca l’Iran al secondo posto fra i paesi responsabili dell’arresto di giornalisti e della limitazione della loro libertà.”
Nel corso dell’intervista, Mohammad Reza Heydari ha rivelato di essere in costante contatto con altri esponenti antigovernativi e con funzionari del regime.
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12:25
Blogger iraniano condannato a 19 anni di carcere Per aver criticato il regime degli ayatollah sul proprio blog.

Nella foto il famoso blogger iraniano che ha portato, per la prima volta in Iran, la cultura del blogger.
01-10-2010]
Hossein Derakhshan, 35 anni, blogger iraniano con passaporto anche canadese. è stato condannato a più 19 anni di reclusione. Lo riporta il sito conservatore Mashreghnews.
Il tribunale lo ha riconosciuto colpevole di "promuovere cellule controrivoluzionarie e di insultare personalità religiose", oltre che aver collaborato con gli Usa. A breve è previsto l'appello.
Nel 2006 e nel 2007, Derakhshan si era recato, con passaporto canadese, in Israele e aveva descritto il viaggio sul suo blog; per questo è stato arrestato nel novembre del 2008 al suo ritorno da Israele.
Derakhshan, nickname Hoder, ha realizzato un sito web contro la censura in Iran chiamato Stop censoring us.
Su Facebook è stato creato un gruppo che ne chiede subito la liberazione.
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12:01
SAKINEH, I FIGLI: "PRONTI A CHIEDERE ASILO A ITALIA"


Nella foto Sajjad insieme al suo avvocato sig. Houtan Kian
Potrebbero «chiedere asilo politico all'Italia» i due figli di Sakineh, l'iraniana condannata a morte, che temono per la loro «incolumità ». Lo ha detto il figlio della donna, Sajjad Ghadarzadeh, in un'intervista a Generazione Zero, lo spazio giovani di Annozero. «All'Italia chiedo di appoggiarci e sostenerci moralmente, anche perchè non abbiamo la sicurezza sull'incolumità mia e di mia sorella: la nostra vita è in pericolo. Per questo chiediamo all'Italia di attivarsi moralmente e giuridicamente», ha detto Sajad, spiegando che «nel caso la situazione diventasse critica e ci sentissimo più in pericolo, io e mia sorella chiederemo asilo politico all'Italia».
«Grazie agli sforzi internazionali, non è più in discussione il problema della lapidazione e questa sentenza è stata accantonata. Ma esiste la sentenza di morte per impiccagione e spero che attraverso i vostri sforzi riusciremo ad annullarla». È il nuovo appello all'Italia e agli italiani lanciato dal Sajad Ghadarzadeh, il figlio dell'iraniana condannata all'impiccagione per l'omicidio del marito, in un'intervista a Generazione Zero, lo spazio giovani di Annozero. «Al popolo italiano chiedo di restare al nostro fianco e di non lasciarci soli, di restare vigile e attivo come quando Sakineh rischiava la lapidazione, e di attivarsi maggiormente contro la pena di morte e di impiccagione di nostra madre», ha aggiunto Sajad.
Sessanta eurodeputati italiani hanno già firmato la lettera scritta dal vicepresidente del Parlamento europeo, Roberta Angelilli, a Sajjad e Sahideh, i figli di Sakineh, per riaffermare la mobilitazione in favore della loro mamma, che rischia di essere lapidata in Iran, e di tutte le persone che si trovano in situazioni analoghe. Il Parlamento europeo continua così il suo impegno in nome del rispetto dei diritti umani in Iran e in particolare sul diritto di Sakineh a un processo equo e imparziale. La missiva sarà consegnata ai figli di Sakineh grazie all'intermediazione di Aki - Adnkronos International. «Abbiamo accolto l'appello che avete lanciato attraverso Aki - Adnkronos International e potete essere certi che non vi abbandoneremo. In Europa ci sono donne e uomini, madri e padri, sorelle e fratelli e tanti amici che lottano con voi», si legge in un passaggio della lettera. All'iniziativa, che ha trovato il sostegno trasversale di tutte le forze politiche italiane rappresentate a Bruxelles e appoggio unanime da parte dei presidenti di Commissione e capi delegazione, si è associato fin da subito anche l'altro vicepresidente italiano del Pe, Gianni Pittella. Di seguito i firmatari lettera: Gabriele Albertini (Ppe), Luigi De Magistris (Alde), Erminia Mazzoni (Ppe), Paolo De Castro (S&D), Carlo Casini (Ppe), Mario Mauro (Ppe), David Sassoli (S&D), Francesco Enrico Speroni (Efd), Niccolò Rinaldi (Alde), Barbara Matera (Ppe), Raffaele Baldassarre (Ppe), Diego Milana (S&D), Lara Comi (Ppe) Debora Serracchiani (S&D), Rita Borsellino (S&D), Salvatore Tatarella (Ppe), Iva Zanicchi (Ppe), Licia Ronzulli (Ppe), Rosario Crocetta (S&D), Sonia Alfano (Alde), Crescenzio Rivellini (Ppe), Luigi Ciriaco De Mita (Ppe), Elisabetta Gardini (Ppe), Vito Bonsignore (Ppe), Vincenzo Iovine (Alde), Antonio Cancian (Ppe), Antonello Antinoro (Ppe), Potito Salatto (Ppe), Alfredo Antoniozzi (Ppe), Sergio Berlato (Ppe), Aldo Patriciello (Ppe), Magdi Cristiano Allam (Ppe), Clemente Mastella (Ppe), Oreste Rossi (Efd), Alfredo Pallone (Ppe), Giovanni Collino (Ppe), Salvatore Iacolino (Ppe), Patrizia Toia (S&D), Gianluca Susta (S&D), Silvia Costa (S&D), Pier Antonio Panzeri (S&D), Francesco De Angelis (S&D), Roberto Gualtieri (S&D), Luigi Berlinguer(S&D), Giancarlo Scottà (Efd), Giovanni La Via (Ppe), Carlo Fidanza (Ppe), Sergio Cofferati (S&D), Lorenzo Fontana (Efd), Cristiana Muscardini (Ppe), Mara Bizzotto (Efd), Paolo Bartolozzi (Ppe), Mario Pirillo (S&D), Amalia Sartori (Ppe), Marco Scurria (Ppe), Pino Alrlacchi (Alde), Herbert Dorfmann (Ppe) e Tiziano Motti (Ppe).
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11:42

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