il grande Albert ha detto:

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14:38



















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02:26
Di recente abbiamo parlato del “caso” di Asharaf ,cioè di alcune migliaia di iraniani, oppositori del regime islamico di Teheran,da anni residenti in Iraq,in una cittadina da loro costruita. Questi dissidenti che hanno goduto della protezione americana (dai tempi dell’occupazione dell’Iraq) e,successivamente,anche delle Nazioni Unite,hanno subito angherie,violenze e attacchi dell’esercito iracheno (ossequiente agli ordini della dittatura di Ahmadineyad) ,che hanno provocato più di 50 vittime. Ora però più di 3200 uomini e donne sono stati trasferiti a Camp Liberty,con la promessa di un’emigrazione assistita nei paesi occidentali. Ma le promesse non sono state mantenute e ora il rischio per la vita di migliaia di iraniani è diventato molto più alto. Si è parlato di tutto questo anche il 2 febbraio scorso a Parigi ,nel corso di una grande conferenza internazionale (con la partecipazione di iraniani dissidenti giunti da tutto il mondo e di personalità,di vari partiti,che sostengono la causa della resistenza iraniana). Un discorso di grande apertura per combattere il regime di Teheran è stato pronunciato da Maryam Rajavi ,presidente del Consiglio della resistenza iraniana .Ci ha colpito,in particolare, l’appassionato intervento dell’americano Howard Dean ,un ex candidato alla presidenza degli Stati Uniti ed ex presidente del partito democratico.
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11:56
| A nome dell'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia desidero ringraziare il ministro degli esteri italiano signor ambasciatore Terzi per la sua preziosa presa di posizione contro questo efferato crimine commesso dal regime dei mullah. il popolo iraniano non dimenticherà mai chi gli è stato vicino nei momenti più bui della sua storia! grazie ancora davood karimi |
| Sabato 09 Febbraio 2013 15:05 |
ROMA, 9 Febbraio - "E' un grave atto di terrorismo, che merita la più ferma condanna". Con queste parole il titolare della Farnesina, Giulio Terzi, si e' riferito al sanguinoso attacco contro i residenti di Camp Liberty in Iraq. Esprimendo "vicinanza e cordoglio" ai familiari delle vittime, il capo della diplomazia italiana ha manifestato il "forte auspicio che il Governo iracheno si adoperi con senso di responsabilità per alleviare l'emergenza umanitaria, e adotti immediatamente le misure necessarie per proteggere l'incolumità dei residenti di Camp Liberty e garantire loro una pronta accoglienza all'estero". "E' allo stesso tempo indispensabile - sottolinea Terzi - che l'Unione Europea e le Nazioni Unite compiano ogni possibile sforzo per incoraggiare il Governo iracheno a risolvere la situazione dei rifugiati, che rischia seriamente di divenire ogni giorno più precaria"."L'Italia - assicura Terzi - continuerà a fare la sua parte". Nei mesi scorsi, otto ex residenti iraniani a Camp Ashraf, alcuni dei quali bisognosi di cure urgenti, sono stati accolti in Italia grazie all'impegno coordinato della Farnesina e del Viminale. |
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10:02
| Domenica 10 Febbraio 2013 09:38 | |
COMUNICATO STAMPA
Elisabetta Zamparutti, deputata radicale e tesoriera dell’associazione Nessuno tocchi Caino sull’ennesimo ignobile attacco di Camp Liberty, dove risiedono da oltre un anno le migliaia di oppositori iraniani dell'organizzazione dei Mujaheddin del popolo, che ha causato la morte di 6 persone ed il ferimento di 100, ha dichiarato: “Il vile attacco di oggi a Camp Liberty è l’ennesima dimostrazione della sudditanza del regime iracheno a quello iraniano. Chiedo al Ministro Terzi di condannare l’accaduto e di convocare l’ambasciatore iracheno in Italia, accogliendo subito nel nostro Paese coloro i quali hanno bisogno di assistenza umanitaria. E’ necessario anche un chiarimento sull’operato del rappresentante delle Nazioni Unite in Iraq, Martin Kobler responsabile anch’esso di connivenza con i regimi iraniano ed iracheno”La deputata radicale ha continuato: “E’ inaccettabile che le migliaia di appartenenti all’organizzazione dei Mujaheddin del popolo che hanno accettato le condizioni poste dalla comunità internazionale di un loro trasferimento da Camp Asharf a Camp Liberty con la prospettiva di successivo un loro trasferimento in paesi occidentali, a distanza di un anno siano ancora praticamente tutti a Camp Liberty senza che sia stato definito un chiaro piano di accoglienza.” Elisabetta Zamparutti ha concluso: “Il nostro Pase, unico ad aver accolto alcuni di loro dia un chiaro segnale aprendo le proprie porte ai mujaheddin e ponga in tutte le sedi internazionali l’urgenza di una loro immediata accoglienza.”
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09:52
http://www.facebook.com/photo.php?v=10151265532796892&set=vb.593746891&type=2&theater

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09:54
Stammattina alle ore 5 e 45 ora locale è stato attaccato il campo Liberty con trentacinque missili. sono stati uccisi 6 persone di cui una donna. il regime iracheno ostacola il soccorso ai feriti. chiediamo intervento immediato dell'Onu e del governo degli Stati Uniti d'America: oggi manifestazione in piazza della Repubblica alle ore 14.
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23:46
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06:59
Salvare Sakineh dai sassi ricavati dal cuore di pietra del regime dei mullah è un compito umano oltre che storico di tutte le donne e gli uomini liberi.
Grazie alle numerose campagne internazionali a favore della signora Sakineh Ashtiani, tra cui quella organizzata dalle associazioni iraniane dei rifugiati politici, delle donne democratiche e dei giovani iraniani in Italia, il regime fondamentalista dei mullah si è tirato indietro ed attraverso la bocca del portavoce del ministero degli esteri ha comunicato che "nulla è ancora deciso sulla sorte della signora Ashtiani". Questo stesso fatto dimostra la natura disumana di un regime che da 5 anni tiene fra gli artigli la sorte di una giovane donna, la quale per giunta è madre di due figli. Naturalmente l'uscita del portavoce del regime terrorista e misogino dei mullah ha un solo obiettivo: quello di rasserenare gli animi e attenuare le pressioni internazionali e allo stesso modo consegnare nelle mani del boia la vita di Sakineh. Allora chiedo a tutti voi di mantenere alta la guardia e l'attenzione, di non cascare nella trappola iraniana e continuare a mantenere forte la pressione internazionale adoperando tutti i mezzi a disposizione per far sentire ai criminali di Teheran che il mondo civile non può tollerare una simile barbarie contro le donne iraniane. Una barbarie che è l'altra faccia del terrorismo internazionale iraniano che ha ucciso fino ad oggi migliaia di persone innocenti in Iraq, in America, in Afghanistan, in Israele, in Palestina e in ogni angolo della terra. Non dimentichiamoci i coraggiosi soldati caduti sotto le bombe iraniane in Iraq a Nassiriah e in Afghanistan. La condanna a morte di SAkineh è esattamente un altro aspetto del terrorismo iraniano. Dunque, mobilitarsi per Sakineh significa anche commemorare il ricordo degli eroici soldati italiani caduti cotto le bombe di Khatami, Ahmadienjad e Khamenei. Qui di seguito vi riporto alcuni numeri telefonici delle ambasciate del regime dei mullah e vi chiedo di dedicare una piccola parte del vostro tempo prezioso alla causa di Sakineh, chiamando l'ambasciata iraniana esprimendo le vostre preoccupazioni e il dissenso nei confronti della lapidazione e della pena di morte. Salvare Sakineh dai sassi ricavati dal cuore di pietra del regime dei mullah è un compito umano oltre che storico di tutte le donne e gli uomini liberi.
Davood Karimi, presidente Associazione rifugiati politici iraniani residenti in italia
Australia +61 (02) 62907000
Austria: +43 1 712 2650
Belgio:+32 2 762 3745 (2 762 3771)
Brasile: 61-3242-5733 / 5124 / 5874 / 5915
Canada: 613- 235 4726
Danimarca: +39 1 60071
Finlandia: +358 9 6845391
Francia: +33 1- 4069 7900 (4069 7971/ 4069 7914 / 4069 7916 / 4069 7966)
Germania: +49 (30) 84353399
Giappone: +81 – 3-3446-8011
Gran Bretagna: + 44 (20) 7 225 3000 – centralino
Grecia: +30 2106741436
India: +91-11- 332 9600 (332 9601 / 332 9602 / 332 0491)
Irlanda: +353 – 1 188 5881 (1-288 0252 / 1-288 2967)
Italia: +39 (06) 86328485 / 86328486
Messico: +52 55 9172 2699
Nuova Zelanda:+64 4 386 2976
Norvegia:+47 22 552 409
Portogallo: + 351 21 304 1850
Sud Africa: +27-12- 342 5881
Spagna: + 34 91 345 01 12 (91 345 01 16 / 91 345 06 52)
Stati Uniti: +1 (202) 965-4990
Svezia:+46 8 765 0829 (765 3174 / 767 7929)
Svizzera:+41 31- 351 0801 (351 0802)
Turchia: +90 312- 468 2821

ARRIVANO NOTIZIE PREOCCUPANTI SULLA SORTE DELLE PERSONE ARRESTATE DURANTE LE MANIFETSAZIONI
E' STATA PRESENTATA AL PARLAMENTO UN DOCUMENTO DI MODIFICA DELLA LEGGE PER ABBREVIARE I TEMPI DI ESECUZIONE DELLA PENA CAPITALE DA 20 A 5 GIORNI
Negli ultimi giorni il regime dei mullah, attraverso il suo speaker del parlamento, il ministro per l'informazione, il procuratore generale e numerosi altri esponenti di spicco, ha minacciato di morte qualsiasi persona che venga arrestata durante le manifestazioni di protesta. All'inizio della settimana, 36 deputati del parlamento hanno presentato un documento di modifica della legge sulla pena capitale, secondo cui i tempi di esecuzione della pena di morte si riduce da 20 a soli 5 giorni. Secondo questo documento, chiunque venga arrestata viene riconosciuto, alla base di una Fatwa rilasciato da Khomeini nel 1988, "Mohareb" e di conseguenza viene passato per le armi. Secondo la costituzione della repubblica islamica Mohareb è colui che "è contro il Dio" e chi è contro Dio è "degno della morte"!
Attualmente nelle carceri iraniane ci sono migliaia di ragazze e ragazzi arrestati dopo le manifestazioni post-elettorali e rischiano seriamente la vita. Secondo le informazioni in nostro possesso esistono serie intenzioni di convertire la legge e di abbreviare i tempi di esecuzione. Nel caso che passase questa legge migliaia di persone rischiano veramente la vita. Questa misura è stata adottata durante il consiglio di sicurezza nazionale e dietro la esplicita richiesta del capo supremo del regime dei mullah Ali Khamenei.
Noi, Associazione Donne democratiche, Associazione giovani iraniani e Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia ci rivolgiamo al governo italiano, alla Camera dei Deputati , al Senato della repubblica, alle istituzioni e organizzazioni competenti in materia della difesa dei diritti umani, ai semplici cittadini di condannare questa nuova misura repressiva che mira ad eliminare migliaia di vite umane e terrorizzare coloro che scendono in piazza per protestare contro la repressione e la violenza in Iran. Il popolo iraniano e in particolar modo le ragazze e i ragazzi della protesta nazionale hanno seriamente bisogno della solidarietà della comunità internazionale.
Il popolo iraniano non dimenticherà mai coloro che lo hanno sostenuto nei momenti più bui della sua storia.
E' assai vicina l'aurora della libertà e della democrazia in Iran.
Associazione Donne Democratiche iraniane,
Associazione Giovani iraniani,
Associazione Rifugiati politici iraniani residenti in Italia
Roma, 6 gennaio 2010
contro i residenti di Camp Liberty in Iraq.
italiana ha manifestato il "forte auspicio che il Governo iracheno si adoperi con senso
di responsabilità per alleviare l'emergenza umanitaria, e adotti immediatamente le misure
necessarie per proteggere l'incolumità dei residenti di Camp Liberty e garantire loro una
pronta accoglienza all'estero"."E' allo stesso tempo indispensabile - sottolinea Terzi - che
l'Unione Europea e le Nazioni Unite compiano ogni possibile sforzo per incoraggiare
il Governo iracheno a risolvere la situazione dei rifugiati, che rischia seriamente di divenire
ogni giorno più precaria". "L'Italia - assicura Terzi - continuerà a fare la sua parte".
di cure urgenti, sono stati accolti in Italia grazie all'impegno coordinato della Farnesina
e del Viminale.