martedì 2 novembre 2010

IRAN: ALEMANNO, SAKINEH SIMBOLO PER LA DIFESA DELLA LIBERTA' UMANA

Esteri | 02/11/2010 | ore 14.56 »
Roma, 2 nov. - (Adnkronos) - "La notizia dell'imminente condanna a morte di Sakineh Mohammadi Ashtiani suscita forte preoccupazione e amarezza dopo i ripetuti appelli al governo di Teheran, per la sua liberazione da parte della comunita' italiana e internazionale". Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

"La sua esecuzione confermerebbe un'allarmante deriva del regime iraniano con un'evidente violazione dei diritti umani - prosegue Alemanno - L'immagine che abbiamo esposto in piazza del Campidoglio, per chiedere la sua liberazione, rappresenta per noi non solo un simbolo per la citta' di Roma ma anche per la difesa della liberta' umana dai soprusi".

ALLARME DELLE ASSOCIAZIONI UMANITARIE



Il comitato pro-Sakineh:
«Domani l'esecuzione»
Sarà impiccata mercoledì nella prigione di Tabriz.
Il governo di Teheran tace. E non conferma

CORRIERE DELLA SERA.IT
MILANO - Sakineh, l'iraniana 43enne la cui condanna a morte ha innescato l'indignazione internazionale, sarà giustiziata domani. Lo riferisce l'associazione International Committee Against Execution. Secondo un comunicato dell'organizzazione sulla sua pagina web, le autorità iraniane hanno dato l'ordine che l'esecuzione avvenga nella prigione di Tabriz, dove Sakineh Mohammadi Ashtiani, sconta la condanna. L'International Committee Against Execution aveva già reso noto, lo scorso 11 ottobre, che il figlio di Ashtiani era stato arrestato dalla polizia iraniana insieme all'avvocato di sua madre e a due giornalisti tedeschi che volevano intervistalo. In manette anche il loro avvocato. Accusato di avere «interagito con elementi controrivoluzionari con base all'estero», «falsificazione di documenti» e trovato in possesso di «tre diversi documenti d'identità». Accuse rese note dal procuratore generale, Gholamhossein Mohseni-Ejei, citato oggi dal quotidiano Teheran Times. Il Comitato ha organizzato un evento di protesta alle 14 ora locali (le 15 in Italia), davanti all'ambasciata iraniana a Parigi e una marcia dinanzi alla sede del Parlamento europeo, a Bruxelles.
Karimi Davood (Agenzia Iran Democratico): Teheran ha ordinato che il figlio e l'avvocato restino in carcere fino all'esecuzione - ASCOLTA L'AUDIO

MOVIMENTI SOTTERRANEI - A lanciare l'allarme è il presidente dell'associazione dei rifugiati Iraniani residenti in Italia, Karimi Davood. «Abbiamo ricevuto dall'Iran fondate informazioni di un'accelerazione dei tempi dell'esecuzione: potremmo essere alla vigilia dell'impiccaggione», riferisce spiegando che Teheran avrebbe inviato a Tabriz, città dove sono detenuti il figlio di Sakineh e del suo legale, l'ordine di non rilasciarli fino a che non sarà eseguita l'esecuzione della donna. Un segnale che - spiega la fonte - «procura grande preoccupazione: il regime dei mullah - ribadisce - intende impiccare Sakineh in grande segretezza e lasciare il mondo di fronte ad un fatto compiuto». Indicazione che trova conferma anche da un'altra fonte: «Abbiamo ricevuto anche noi indicazioni di questo tipo», spiega la presidente del Comitato contro la lapidazione Mina Ahadi. «Ci sarebbe una lettera dell'Alta Corte di Teheran a Tabriz in cui si chiede di non rilanciare il figlio di Sakineh ed il suo avvocato fintanto che la donna non sarà giustiziata». La comunità e i leader internazionali devono muoversi immediatamente per cercare di fermare l'esecuzione di Sakineh, perché «domani potrebbe essere troppo tardi».

IMMINENTE L'IMPICCAGIONE DI SAKINEH I RIFUGIATI POLITICI IRANIANI LANCIANO L'ALLARME


(Stefano Montefiori, Il Corriere della sera)

Il regime di Teheran sembra avere decio di stringere i tempi, la vita di Sakineh è più in pericolo che mai. Gli ambienti dei rifugiati iraniani in Francia e Italia riferiscono di un'accelerazione: la donna accusata di adulterio e di omicidio potrebbe essere impiccata nelle prossime ore, forse domani. "Ho ricevuto un messaggio da una fonte attendibile a Tabriz - dice Davood Karimi, presidente dell'Associazione rifugiati politici iraniani in Italia -. Dagli uffici giudiziari è trapelata la notizia che Teheran ha dato ordine di non rilasciare nei prossimi giorni il figlio e l'avvocato di Sakineh".

Sakineh/ Buttiglione: Iran scongiuri l'esecuzione della donna


POLITICA

Governo italiano si attivi per atto di clemenza

Roma, 2 nov. (Apcom) - "Seguiamo con tristezza e timore le notizie che giungono dall'Iran sulla possibilità che Sakineh venga lapidata domani". Lo afferma il vicepresidente della Camera e presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, che chiede "misericordia" per Sakineh. "Ricordiamo tra l'altro - prosegue Buttiglione - che dalle autorità iraniane erano arrivate smentite sull'esecuzione della donna".
"Riteniamo che sia un dovere di ogni credente in Dio - sottolinea il centrista - essere contro la pena di morte, e in particolare ci appelliamo alle autorità iraniane perché questo caso così controverso abbia un esito felice. Chiediamo anzi all'Iran, come alle altre nazioni, di scongiurare l'esecuzione non solo di Sakineh, ma anche dei tanti altri condannati a morte o che sono in attesa di un simile pronunciamento. Chiediamo al governo italiano di attivarsi presso quello iraniano per convincerlo a esercitare un atto di umanità e di clemenza".
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SAKINEH: FASSINO, GOVERNO E UE SI ATTIVINO PER SALVARLA

(AGI) - Roma, 2 nov. - "Dall'Iran giungono notizie terribili che ipotizzano, per le prossime ore, l'esecuzione capitale di Sakineh. E' una pena di morte che va in ogni modo scongiurata e tutta la comunita' internazionale deve sentire la responsabilita' morale di agire immediatamente". Lo afferma Piero Fassino, presidente Forum Esteri PD. "Chiediamo al governo italiano e all'Unione Europea - conclude - di attivarsi in ogni sede e in ogni direzione per salvare la vita della giovane donna".

SAKINEH: RONCHI, PREOCCUPAZIONE PER NOTIZIE DA IRAN

(ASCA) - Roma, 2 nov - ''Le notizie della possibile lapidazione di Sakineh Mohammadi Ashtiani suscitano preoccupazione e indignazione in tutti noi''. Lo dichiara il ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi.

''Purtroppo la deriva del regime iraniano e' sotto gli occhi di tutti. Si susseguono le violazioni dei diritti umani ai danni dei dissidenti politici, delle donne e degli omosessuali, spesso arrestati senza alcuna tutela legale.

Continua la corsa verso il nucleare cosi' come non si fermano le minacce rivolte allo Stato di Israele. Il caso di Sakineh, in questo contesto - ha aggiunto Ronchi - ha assunto una valenza simbolica importante, toccando la sensibilita' della comunita' internazionale. Mi auguro che il regime di Teheran percepisca l'indignazione che questa sentenza inaccettabile provocherebbe in Europa ed eviti di rendersi partecipe di un atto cosi' brutale''.

SAKINEH: TONINI (PD), ITALIA PROMOTRICE MORATORIA SU CONDANNA A MORTE Scritto da Monica Cataldo

(AGENPARL) - Roma, 02 nov - "L'Italia ha il dovere di essere in prima fila nella battaglia per salvare Sakineh Mohammadi Ashtiani che domani rischia di essere giustozoata". E' quanto afferma, in un comunicato, il senatore Giorgio Tonini, capogruppo in Commissione Esteri del Partito Democratico a Palazzo Madama. "Il nostro Paese . sottolinea l'esponente pd - essendo stato promotore dell'iniziativa che ha portato all'approvazione il 18 dicembre del 2007 della moratoria universale sulla pena di morte, è fortemente coinvolto nella vicenda di Sakineh e di tutti coloro su cui pendono sentenze capitali. Non può, dunque, esimersi dal mettere in campo ogni azione diplomatica e politica per evitare tali esecuzioni". "Il nostro impegno nel sollecitare il rispetto dei diritti umani - conclude Tonini - nei confronti dell'Iran, come degli altri Paesi che perseguono la politica delle condanne a morte, deve essere totale e significativo. Solo in tal modo si rafforzerà la validità della moratoria approvata proprio grazie all'iniziativa italiana".

Sakineh/ Calipari: Chiunque possa muoversi lo faccia ora Governo chiami l'Europa

Roma, 2 nov. (Apcom) - "Arrivano notizie terribili dall'Iran: sta per essere eseguita una condanna a morte per lapidazione di una donna. Gli appelli della politica, degli intellettuali, del mondo della cultura e dello spettacolo, della società civile che rifiuta la pena di morte come un atto di giustizia, non sembra siano riusciti a fermare l'esecuzione di Sakineh. Il governo italiano faccia quanto è ancora nelle sue mani coinvolgendo anche agli altri paesi europei. Chiunque può fare qualcosa, lo faccia ora o lei morirà sotto i colpi delle pietre". Così Rosa Villecco Calipari, vicepresidente dei deputati Pd dopo la notizie sull'esecuzione di Sakineh Mohammadi Ashtiani che il regime iraniano intende giustiziare domani.

SAKINEH: APPELLO FRATTINI/CARFAGNA A IRAN, NON GIUSTIZIATELA





(AGI) Roma, 2 nov. - Appello all'Iran dei ministri Franco Frattini e Mara Carfagna perche' venga salvata la vita di Sakineh, la donna iraniana condannata a morte per adulterio e omicidio e che potrebbe essere giustiziata domani. "Le notizie che da fonti non governative ci giungono da Teheran secondo cui la vita di Sakineh Ashtiani sarebbe in pericolo imminente ci colpiscono profondamente", si legge nel comunicato congiunto dei ministri degli Esteri e delle Pari Opportunita'

SAKINEH: PEDICA(IDV), GOVERNO INTENSIFICHI PRESSIONI SU IRAN

02-11-10


(ASCA) - Roma, 2 nov - ''Nessuno chiuda gli occhi o si volti dall'altra parte per non vedere lo scempio che il governo di un Paese canaglia come l'Iran sta per compiere. Cosi' come si e' attivato per salvare Tarek Aziz il Governo italiano si attivi anche per Sakineh''. Cosi' il senatore Stefano Pedica, capogruppo dell'Idv in commissione esteri di Palazzo Madama, commenta l'imminente condanna a morte di Sakineh, la donna iraniana accusata di adulterio dalle autorita' di Teheran.

''In queste ore drammatiche - prosegue Pedica - la nostra azione diplomatica deve intensificarsi. Per questo, l'Idv chiede a Frattini di esercitare la massima pressione sul governo iraniano per bloccare l'imminente impiccagione di Sakineh.

Sottrarre questa donna alla morte e' prima di tutto una battaglia di civilta' e - conclude Pedica - il nostro Paese deve essere sempre in prima linea nella difesa dei diritti umani''.

SAKINEH: BUTTIGLIONE(UDC), GOVERNO SI ATTIVI PRESSO IRAN PER SALVARLA

02-11-10

(ASCA) - Roma, 2 nov - ''Seguiamo con tristezza e timore le notizie che giungono dall'Iran sulla possibilita' che Sakineh venga lapidata domani''. Lo afferma in una nota il vice presidente della Camera e presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, che chiede al governo italiano si attivarsi per salvare Sakineh.

''Ricordiamo tra l'altro che dalle autorita' iraniane erano arrivate smentite sull'esecuzione della donna.

Riteniamo che sia un dovere di ogni credente in Dio essere contro la pena di morte, e in particolare ci appelliamo alle autorita' iraniane perche' questo caso cosi' controverso abbia un esito felice.

Chiediamo anzi all'Iran, come alle altre nazioni - aggiunge Buttiglione - di scongiurare l'esecuzione non solo di Sakineh, ma anche dei tanti altri condannati a morte o che sono in attesa di un simile pronunciamento. Chiediamo al governo italiano di attivarsi presso quello iraniano per convincerlo a esercitare un atto di umanita' e di clemenza

Sakineh, Angelilli e Pittella: “Non c’è tempo da perdere, il governo di Teheran smentisca ufficialmente l’ imminente esecuzione della donna”

Comunicato stampa




"Seguiamo con viva preoccupazione le allarmanti notizie che si susseguono in merito all’ imminente esecuzione di Sakineh Mohammadi Ashtiani", dichiarano i due Vicepresidenti italiani del Parlamento europeo Gianni Pittella e Roberta Angelilli.
“In questi mesi – continuano - la Comunita’ internazionale e il Parlamento europeo hanno chiesto al governo di Teheran di salvare la vita di questa donna: un gesto di umanita’ e un segnale concreto della volonta’ da parte dell’ Iran di cambiare la politica sui diritti umani ”.
“Non si tratta di esercitare pressioni ma di chiedere legittimamente l’ assoluta trasparenza qu questo caso”.
“Chiediamo alle autorita’ iraniane di chiarire al piu’ presto le voci che si stanno diffondendo e fornire notizie sulle condizioni di salute della donna.
La nostra battaglia per il rispetto del diritto alla vita e dei diritti fondamentali, tra cui il diritto ad ottenere un processo equo e giusto, continuera’ e Teheran se vuole realmente costruire un dialogo con l’ Europa non puo’ ignorare gli appelli che arrivano dai governi e dalla societa’ civile” concludono Angelilli e Pittella.

lunedì 1 novembre 2010

SAKINEH: RIFUGIATI IRAN, TIMORI DI ESECUZIONE A BREVE

TGCOM.IT

1/11/2010
Sakineh, "forse esecuzione a breve"
Rifugiati Iran: "Accelerati i tempi"
Sakineh, la donna iraniana che rischia la condanna a morte per adulterio e complicità nell'omicidio del marito, potrebbe essere giustiziata nel giro di pochi giorni. A lanciare l'allarme è il presidente dell'associazione dei rifugiati Iraniani residenti in Italia, Karimi Davood. "Abbiamo ricevuto dall'Iran fondate informazioni di un'accelerazione dei tempi dell'esecuzione: potremmo essere alla vigilia dell'impiccaggione", ha detto.




PRESIDENTE ASSOCIAZIONE, SERI RISCHI DI UN BLITZ IMPICCAGGIONE
ROMA

(ANSA) - ROMA, 1 NOV - Sakineh, la donna iraniana che rischia
la condanna a morte per adulterio e complicità nell'omicidio
del marito, potrebbe essere giustiziata nel giro di pochi
giorni. A lanciare l'allarme è il presidente dell'associazione
dei rifugiati Iraniani residenti in Italia, Karimi Davood.
"Abbiamo ricevuto dall'Iran fondate informazioni di
un'accelerazione dei tempi dell'esecuzione: potremmo essere alla
vigilia dell'impiccaggione", riferisce spiegando che Teheran
avrebbe inviato a Tabriz, città dove sono detenuti il figlio di
Sakineh e del suo legale, l'ordine di non rilasciarli fino a che
non sarà eseguita l'esecuzione della donna.
Un segnale che - spiega la fonte - "procura grande
preoccupazione: il regime dei mullah - ribadisce - intende
impiccare Sakineh in grande segretezza e lasciare il mondo di
fronte ad un fatto compiuto". ...

(ANSA).
ENFORCAMENTO
Sakineh pode ser executada em poucos dias, denunciam ativistas de direitos humanos
Publicada em 01/11/2010 às 19h04m

O Globo

ROMA - A iraniana Sakineh Mohammadi Ashtiani, que atraiu as atenções do mundo inteiro ao ser condenada à morte por apedrejamento sob a acusação de adultério, corre o risco de ser executada em poucos dias, denunciaram ativistas de direitos humanos. De acordo com o presidente da associação Refugiados Políticos Iranianos na Itália, Karimi Davood, o governo do presidente Mahmoud Ahmadinejad pretende "enforcar Sakineh em segredo e deixar o mundo diante de um fato consumado".

- Recebemos do Irã informações fundamentadas de uma aceleração dos tempos de execução. Podemos estar na vigília do enforcamento - afirmou Davood.

Recebemos do Irã informações fundamentadas de uma aceleração dos tempos de execução. Podemos estar na vigília do enforcamento
Ele explicou que Teerã enviou a Tabriz, a cidade onde estão detidos o filho de Sakineh, Sajjad Ghaderzadeh, e seu advogado, Javid Houtan Kian, uma ordem para não soltá-los até que seja efetivada a pena.

A porta-voz do Comitê Internacional contra o Apedrejamento, Mina Ahadi, afirmou que também recebeu indicações deste tipo.

- Haveria uma carta da Alta Corte de Teerã a Tabriz na qual se pede não soltar o filho de Sakineh e seu advogado até que a mulher seja executada - comentou ela.

Sajjad e Kian foram detidos junto a dois jornalistas alemães enquanto davam uma entrevista, há três semanas. Neste sábado, Ahadi afirmou que o familiar da iraniana estava "isolado em uma cadeia secreta" e vinha sendo "brutalmente agredido pela polícia". Segundo as últimas informações, Sakineh continua presa.

A iraniana havia sido inicialmente condenada a morrer apedrejada, pena que foi suspensa em agosto, mas autoridades anunciaram em setembro que o castigo havia mudado para o enforcamento. Com isso, passaria a valer o crime mais grave pelo qual Sakineh era acusada - de ter sido cúmplice no assassinato do marido.

Logo depois que a informação foi divulgada, o Ministério de Relações Exteriores iraniano rejeitou que a decisão fosse definitiva e garantiu que os procedimentos legais ainda não estavam concluídos.

SAKINEH: ASS .RIFUGIATI IN ITALIA, ''STA PER ESSERE IMPICCATA''


01-11-10

(ASCA) - Roma, 1 nov - Secondo informazioni attendibili provenienti dall'Iran e confermate da associazioni che tutelano i diritti umani nella Repubblica Islamica, le autorita' iraniane avrebbero deciso di impiccare Sakineh a breve termine e in gran segreto (come avvenne per il giovane gay Makwan nel dicembre 2007), per mettere il mondo di fronte al fatto compiuto. E' quanto riferisce una nota dell'Associazione rifugiati iraniani in Italia. Ricordiamo - prosegue la nota - che il figlio e l'avvocato di Sakineh sono ancora in prigione. E' fondamentale che l'Alto Commissario Onu per i Diritti Umani, il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Ue, il Dipartimento di Stato Usa e tutti i governi democratici compiano ogni sforzo possibile per evitare l'esecuzione della donna.

 
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