martedì 23 giugno 2009

ROMA, PIAZZA DELLA REPUBBLICA: MANIFESTAZIONE DI PROTESTA CONTRO IL REGIME DEI MULLAH



Comunicato stampa:
Associazione Giovani Iraniani, nel nome di Neda, giovane ragazza uccisa dalle mani del regime fanatico e misogino dei mullah, ha organizzato per domani, 24 giugno una manifestazione di protesta contro le barbarie del regime dittatoriale khomeinista e per sostenere la lotta del popolo iraniano per la libertà e la democrazia in Iran.
Associazione Giovani iraniani invita tutti i cittadini di scendere in piazza per sostenere quei ragazzi e ragazze che coraggiosamente sono scesi nelle strade di tutte le città iraniane scandendo lo slogan "morte al dittatore, morte a Khamenei".
In questo storico momento il nostro popolo ha bisogno della partecipazione e della solidarietà di tutti i popoli democratici del mondo.
Presidente dell'associazione giovani iraniani in Italia
Azar Karimi
La manifestazione si terrà a Roma, alle ore 14 in piazza della Repubblica e si concluderà alle ore 17.

PER NEDA, SIMBOLO DELLA RESISTENZA E DELLA PARTECIPAZIONE DELLE DONNE NELLA LOTTA AL REGIME FONDAMENTALISTA E MISOGINA DEI MULLAH


Nella foto su un volantino attaccato sopra un mazzo di fiori si legge:
"CARA NEDA, AUGURI PER IL TUO VOLO VERSO I CUORI DELLA POPOLAZIONE"

Intervista di Davood Karimi con il Panorama.it


“Nessuna soluzione politica: è iniziata la fine degli Ayatollah”
emanuele rossi
Martedì 23 Giugno 2009
http://blog.panorama.it/mondo/2009/06/23/nessuna-soluzione-politica-e-iniziata-la-fine-degli-ayatollah/


Neda, fiore della libertà


La voce di Davood Karimi tradisce la pre-occupazione e l’eccitazione per quanto sta accadendo a Teheran. Aspetta questo momento da trent’anni. Lui come gli altri rifugiati iraniani e gli oppositori politici del regime islamista che si riconoscono nella guida della Resistenza Iraniana, Massoud Rajavi. Karimi cura un blog molto aggiornato con notizie e foto dall’Iran ed è il presidente dell’Agenzia Iran democratico. A Panorama.it parla della rivolta nelle strade delle città iraniane.

Cosa vogliono davvero i manifestanti? Un riconteggio dei voti, l’elezione di Mousavi o un cambiamento più radicale dell’intero sistema?

La protesta ripercuote la volontà di un popolo oppresso da trent’anni, che vuole semplicemente libertà e democrazia. Le elezioni sono state il pretesto di cui c’era bisogno, anche se quasi tutti sapevano che si trattava di una fiction tv.

Ma Mousavi non è propriamente contro il sistema e finora l’obiettivo delle proteste non è Khamenei ma Ahmadinejad

Non è vero. La contestazione è più radicale. Ieri nelle piazze di Rezai, a Teheran, i giovani gridavano “Morte a Khamenei”, la Guida suprema. Non si limitano a chiedere un cambio del governo. I nostri amici e colleghi tentano di testimoniarlo, ma temo che il regime non tornerà sui suoi passi. Non c’è una soluzione politica all’orizzonte, l’Occidente deve ascoltare il popolo iraniano e non concentrarsi sul colore verde.

Ma chi c’è dietro ai manifestanti? Chi organizza le proteste? Gli appoggi politici sono da cercarsi nella parte vicina a Rafsanjani?

Il giorno dopo le elezioni il ministro dell’Interno ha detto che le manifestazioni erano sostenute da gruppi terroristici e non dai partiti. L’unica leadership riconosciuta è quella della resistenza iraniana, quello che vogliono gli studenti è la morte del regime e la democrazia. E hanno colto le elezioni come occasione per allargare le spaccature interne al clero e ai politici.

Crede che Mousavi continuerà con l’opposizione se questa si radicalizzerà?

Ci sono due strade per Mousavi: o si arrende a Khamenei o sceglie la resistenza che lotta da trent’anni. E’ l’unica via. Ormai il popolo è in piazza, nonostante i Basiji e la repressione.

La grande maggioranza delle informazioni ci giungono da Teheran, ma cosa sta succedendo nel resto del paese?
A quanto sappiamo in ogni città ci sono focolai di protesta e tensioni soffocate nella repressione. Il nord dell’Iran e la zona dove vivono i Curdi è paralizzata da scioperi e manifestazioni. Ma la partita decisiva si gioca a Teheran.

Sembra ormai accertato che ci siano stati brogli, ma il sostegno ad Ahmadinejad nelle aree rurali non era comunque molto alto?

Balle. False voci diffuse dal regime, veleno che è stato raccolto dai giornalisti occidentali. Le elezioni erano una farsa e la partecipazione è stata bassa. Io sapevo già nel pomeriggio che avrebbe “vinto” Ahmadinejad, il regime aveva bisogno di questa fiction, anche quattro anni fa avevano organizzato i brogli per fare vincere i conservatori. Mousavi è stato imbrogliato, pensava di potercela fare. Ma questa volta è stato un boomerang perché la gente che è andata a votare si è resa conto della truffa.

Cosa dovrebbe fare la comunità internazionale in questo scenario?

La resistenza iraniana ha chiesto di sostenere il popolo iraniano e chiudere ogni accondiscendenza nei confronti del regime: il dialogo non ha prodotto nulla

Un intervento militare?

Assolutamente no. Sarebbe sfruttato dagli ayatollah, maestri dell’inganno, e ricompatterebbe il consenso contro l’Occidente. C’è una terza via: il sostegno politico alla resistenza e al popolo iraniano, che sa camminare con le sue gambe.

Voi rifugiati e oppositori politici all’estero come agite?

Cerchiamo di fare pressione e dare informazione. Pochi giorni fa a Parigi c’è stata una grande manifestazione di 95mila persone. Il nostro dovere è di tenere alta l’attenzione internazionale, fare arrivare le storie di chi muore per manifestare, come quella povera ragazza, Neda. Dobbiamo dimostrare che non è morta inutilmente. Per questo ho organizzato una manifestazione domani a Roma, a Montecitorio, alle 5 del pomeriggio, in suo nome.

Cosa pensa che accadrà in Iran se le proteste continueranno?

La diga della paura, del terrore, ormai è saltata. Aumenteranno le violenze e la repressione dei Basiji, il regime si chiuderà in se stesso e porterà a termine la chirurgia interna eliminando le voci più critiche. Ma per loro la fine è iniziata. Andiamo verso la resa dei conti.

Mi sembra difficile che il movimento abbia successo senza alcun appoggio tra i militari…

Proprio ieri ho saputo che uno dei maggiori capi dei Pasdaran è stato rimosso dall’incarico per essersi rifiutato di sparare ai manifestanti. Il nome non lo posso dire. Ma l’opposizone tra le forze armate c’è, molti sono già stati eliminati. Ma il colpo finale verrà dalle donne: sono loro a dare la svolta. Scendono in piazza, incitano i compagni e i figli e sono più efficaci delle armi. La libertà e la democrazia sono vicine.

A NOME DI NEDA DUE PAROLE CON MINISTRO FRATTINI


Il mondo guarda sbalordito alle donne e alle ragazze iraniane e al loro sangue che colora le strade di Teheran, annafiando la speranza e la ferrea volontà di coltivare per sempre i profumati fiori della libertà e della democrazia, e Lei singnor ministro degli esteri italiano ancora guarda speranzosa al lancio di una piccola apertura del regime agonizzante dei mullah verso di Lei e verso la G8. Che brutta delusione da parte Sua. Non vorrei essere assolutamente al posto Suo.
Il mondo ammira la volonta e il coraggio dei giovani iraniani e in particolare la volontà delle donne che alla fine tocca loro a sferrare il colpo mortale sulla testa del regime dei mullah, e lei come uomo si dispiace perchè il regime terrorista dei mullah che è anche il responsabile numero uno della morte dei vostri soldati in Iraq e in Afghanistan, "ha perso un'opportunità"!!!
Quali opportunità signor ministro? Il regime dei mullah sta perdendo, grazie ai ragazzi e ragazze iraniane come Neda, il suo terreno di battaglia e Lei lo invita al G8 per trascinarlo in una inutile discussione diplomatica che è in realtà un perdi tempo totale per tutti gli attori in campo. Signor ministro guardi per favore agli occhi di Neda e si vergogni. Si vergono di essere un uomo e di rappresentare una nazione che merita molto di più di quanto Lei sta offrendo come ministro degli esteri.
Signor Frattini
Invitare il rappresentante del regime dei mullah al G8 è un oltraggio e un'offesa al popolo iraniano e al sangue di Neda, uccisa barbaramente alcuni giorni fa.
Signor Frattini
se le Sue intenzioni sono quelle di costituire uno scudo protettivo attorno ai soldati italiani presenti in Afganistan, invitando il carnefice dei vostri soldati in Iraq alla conferenza di G8 Lei sbaglia di grosso anche perchè cosi facendo incoraggia il terrorismo iraniano a proseguire sulla sua strada di interferenza in Afghanistan.
Signor ministro Lei deve sapere che il regime dei mullah ha assai poca considerazione nei confronti del vostro governo e inparticolar modo nei suoi confronti perchè vi considerano indipendenti dagli ordini "d'altrui".
Concludo e Le suggerisco di abbandonare l'idea di conquistare il cuore dei mullah anche perchè loro al posto del cuore hanno una miniera di odio e di violenza nei confronti del genere umano!
A nome di Neda e di tutti i caduti di questi ultimi giorni La invito di prendere una dura posizione contro le barbarie del regime e di dimostrare che il popolo italiano è più sensibile ai diritti umani che agli inetressi economici e di riconoscere la volontà dei giovani iraniani per un cambio radicale del quadro politico attuale che è quello di ripristinare la libertà e la democrazia in Iran. Due elementi di cui la realizzazione dipende esclusivamente alla caduta del regime dei mullah di cui i primi beneficiari siete anche Voi italiani.
Grazie e cordiali saluti
Karimi Davood, presidente dell'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia

UN PROVVISORIO BILANCIO DEGLI SCONTRI DI QUESTA SETTIMANA DI RIVOLTA: QUASI MILLE MORTI E FERITI



Secondo le attendibili fonti interni, il bilancio degli scontri di questa settimana di rivolta è pesanitissima: si parla addiritura di mille morti e feriti, e migliaia di manifestanti arrestati e trasferiti nelle carceri iraniane. Secondo quanto mi ha informato la fonte di Teheran, il regime dei mullah raccoglie i cadaveri e le trasferisce immediatamente nei luoghi segreti senza avvisare i parenti e poi successivamente li seppelisce di nascosto lasciando i parenti delle vittime in una situazione di disperazione. Non sapendo della fine del proprio caro i parenti si rivolgono a tutti gli ospedali e medicine legali e le carceri cercando il proprio parente che evidentemente risulta di essere scomparso. In questa maniera il regime disumano dei mullah evita i funerali di massa e altre manifestazioni di protesta e rivolte che si creerebbero durante i funerali. Esattamente come al tempo dello Scià che durante i funerali la gente organizzava altre manifestazioni di protesta.
Comunque secondo le informazioni in mio possesso nella sola giornata di ieri, durante le manifestazioni di protesta dei giovani di Teheran sono stati uccisi almeno 25 persone e feriti 200 manifestanti. Questa è l'esplosione della rabbia popolare contro la piu feroce dittatura della storia persiana. L'esplosione di un vulcano di cui per trentanni ne abbiamo parlato e lavorato. Queste rivolte sono il risultato di una grande "INGEGNIERIA SOCIALE" guidata e diretta dalla nostra amatissima presidente Maryam Rajavi. Ieri i manifestanti lanciavano costantemente lo slogan "morte a khamenei e ahmadinejad". Il che significa che la rivolta popolare è entrato in una nuova fase che non guarda piu agli imbrogli elettorali di una parte ma guarda al rovesciamento totale di un regime dispotico, dittatoriale con tutti i suoi componenti. Secondo le dichiarazioni di una ragazza raggiunta telefonicamente dal una tv americana a Teheran "la gente ha ormai superato la prima fase che riguardava la guerra tra le bande interne e non pensa piu a Mussavi e Ahmadinejad man pensa a come rovesciare il regime dei mullah e ripristinare la libertà e la democrazia in Iran".

karimi davood

lunedì 22 giugno 2009

SCONTRI IN CORSO A TEHERAN: DECINE DI MORTI E FERITI. CENTINAIA DI MANIFESTANTI ARRESTATI









Secondo le informazioni che arrivano attraverso i canali della resistenza iraniana, attorno alla piazza Rezaii, a Teheran, ci sono stati duri scontri tra i manifestanti e le forze repressive del regime dei mullah. Gli scontri continuano ancora. Una banca è stata data alle fiamme. I passdaran hanno attaccato i manifestanti con il lancio dei lacrimogeni e hanno aperto il fuoco all'altezza d'uomo. Fino ad'ora si parla di decine di morti e centinaia di feriti. I manifestanti lanciano slogan contro il capo supremo Ali Khamenei gridano "morte al dittatore, morte a Khamenei".
Il sangue di Neda è resuscitato nel corpo delle donne e degli uomini che da trentanni sono sottoposti dalla feroce violenza applicata contro l'intera popolazione .
Le manifestazioni di oggi sono state organizzate in onore di Neda.
Neda sei con noi e dentro di noi e ci illumini la strada verso la libertà e la democrazia in Iran

DURI SCONTRI A TEHERAN


SONO STATI UCCISI 6 MANIFESTANTI
secondo le informazioni arrivate dalle fonte della resistenza iraniana, durante gli scontri di oggi pomeriggio sono stati uccisi 6 manifestanti e feriti un centinaio
Le manifestazioni di oggi sono in ricordo della giovane Neda uccisa dai passdaran durante una manifestazione di protesta contro il regime dei mullah.
karimi

E' GIA' INIZIATA UNA GRANDE MANIFESTAZIONE A TEHERAN. 10000 GIOVANI IN PIAZZA


Nella foto: Neda, simbolo della resistenza iraniana, della rabbia di un popo represso da tre deccenni di violenza khomeinista



Ultime notizie:
Nel nome di Neda e di centinaia di caduti di questi giorni di rivolta è iniziata una altra grande manifestazione a Teheran. Migliaia di giovani si sono diretti verso la piazza Rezaii gridando "morte al dittatore","Morte a Khamenei". I Passdaran hanno iniziato a sparare delle pallottole e dei lacrimogeni e hanno attaccato i manifestanti. Secondo le notizie che arrivano dal centro di Teheran la situazione è assai esplosiva e la tensione è altissima. La rabbia di un popolo represso e oppresso da tre deccenni di violenza khomeinista sta bruciando radici e rami dell'albero del regime dei mullah. Il sangue versato dalla giovanissima Neda sta accendendo e alimentando la voglia di libertà e di democrazia in tutte le strade iraniane.

giovedì 18 giugno 2009

avviso ai gentili utenti




Per sostenere la grande rivolta del popolo iraniano contro il regime barbaro e dittatoriale dei mullah, compreso tutte le sue fazioni interne, dalla A alla Z, domani vado a Parigi. Perchè parigi? perche sabato prossimo si terra una grande manifestazione in sostegno della rivolta del popolo iraniano alla presenza della signora Maryam Rajavi, la nostra amatissima presidente della resistenza iraniana.
Spero di poter portarvi nuove notizie sull'evoluzione della situazione interna.
grazie
karimi davood

IRAN: CONTINUANO LE PROTESTE E GLI SCONTRI IN TUTTE LE CITTA' IRANIANE




Secondo le notizie attendibili nella sola giornata di lunedi sono stati uccisi sotto i colpi sparati dai Passdaran 19 ragazzi e ragazze che avevano partecipato alle manifestazioni di protesta contro il regime dei mullah. Intanto si dilaga come macchia d'olio la protesta popolare e la gente lancia slogan contro Khamenei, Ahmadinejad: "Morte al dittatore, morte a Khamenei e Ahmadinejad". Questo slogan significa rifiutare totalmente il regime dei mullah con tutti i suoi componenti: dalla A alla Z cioè da Rafsanjani, Khatami e Mussavi a Khamenei e Ahmadinead. Secondo me l'intera popolazione che è stata repressa per trentanni si è esploso come un vulcano contro la totalità del regime dei mullah compreso tutte le sue fazioni interni. Un regime in cui era al potere per 8 anni lo stesso rivale di Ahmadinejad cioè Mussavi e una volta Rafsanjani e ancora una volta Khatami ed oggi AShmadinejad. Si sapeva già le le elezioni erano una fiction televisiva e propagandistica per usi esterni e secondo le informazioni giuntemi dall'interno del regime tre mesi prima lo stesso capo supremo avevao comunicato personalmente ad Ahmadinejad per "costituire il tavolo di ingegnieria elettorale"! Io stesso il giorno delle elezioni alle 11 ho dichiarato che secondo i dati in mio possesso Khamenei ha già confermato Ahmaqdinejad e nello stesso giorno ho parlato a Sky indiretta e ho comunicato il risultato definitivo di questa farsa elezione. Non mi credeva nessuno e io insistevo e i miei interlocutori mi dicevano speriamo che non sia cosi! Ma cosi è stato.
Va ribadito che in un regime dittatoriale tipo iraniano che è anche religioso, cioè la peggior forma della dittatura non possono esistere le elezioni altrimenti non esisterebbe piu la dittatura. Tutto quello che c'è e di cui noi siamo testimoni è una fiction propagandistica ai fini di legittimizzare il sistema all'occhio degli stranieri. Comunque vadano le cose, il regime dei mullah si è avvicinato fortemente alla sua fine. Ha avuto, in questa occasione, una forte e chiara risposta dalla popolazione: lo slogan morte al dittatore significa la volontà del popolo nel rovesciare a qualsiasi costo l'intero regime dei mullah compreso tutte le sue fazioni. Da questo regime non può nascere un colombo. Può nascere una vipera e basta. Sotto qualsiasi nome che vengano sono tutti uguali e sono tutti bastoni del capo supremo del regime dei mullah.L'esperienza di 8 anni di Khatami ha dimostrato che questo regime è irreformabile e chiunque arrivi ad occupare posti di comando deve sotto stare all'ordine di Khamenei e basta. Questa è la struttura che forma il regime dei mullah.
Ieri sera durante il mio intervento alla manifestazione in piazza Farnese organizzata dal Riformista e dalla radio radicale ho chiesto all'occidente di schierarsi a fianco del popolo iraniano per ripristinare la libertà e la democrazia in Iran. Un Iran libero e democratico farebbe bene anche all'occidente.
UN SALUTO AI CADUTI DI QUESTI GIORNI DI BATTAGLIA PER LA LIBERTA' E LA DEMOCRAZIA
VIVA I MANIFESTANTI CHE CORAGGIOSAMENTE SFIDANO IL REGIME TERRORISTA DEI MULLAH NELLE STRADE DI TEHERAN E DI TUTTE LE CITTA' IRANIANE
KARIMI DAVOOD

martedì 16 giugno 2009

DURANTE ATTACCO AL DORMITORIO DELL'UNIVERSITA' DI TEHERAN SONO STATI UCCISI E FERITI NUMEROSI STUDENTI


L'ESPLOSIONE DELLA RABBIA POPOLAZRE CONTRO IL REGIME DEI MULLAH HA PORTATO IN PIAZZA MILIONI E MILIONI DI MANIFESTANTI

CONTINUANO GLI SCONTRI TRA I GIOVANI E LE FORZE DELLA SEPAH PASSDARAN

IN TUTTE LE CITTA' IRANIANE SONO IN CORSO DELLE MANFSTAZIONI DI PROTESTA CONTRO IL REGIME FONDAMENTALISTA DEI MULLAH
LA GENTE ATTACCA I CENTRI STATALI E GOVERNATIVI
I MANIFESTANTI SCANDISCONO SLOGAN:"MORTE AL DITTATORE, MORTE A KHAMENEI E AHMADINEJAD"


Secondo le informazioni giuntemi da Teheran sono stati feriti e uccisi numerosi studenti universitari del dormitorio. Tra cui si sono identificati 5: Fatemeh Barati, Kasra Sharafi, Kambiz Shojai, Mohsen Imani e Mobina Ehterami. Il regime dei mullah, secondo queste informazioni ha di nascosto seppellito i loro corpi al cimitero Beheshte Zahra di teheran senza aver informato i loro parenti. Gli ospedali di Teheran sono pieni di feriti e di corpi delle persone uccise dalle pallottole dei Passdaran.Secondo il racconto dei testimoni, i passdaran entrano negli ospedali con le ambulanze e portano via i cadaveri delle persone uccise durante gli scontri e li seppeliscono di nascosto.

lunedì 15 giugno 2009

ULTIME NOTIZIE: ALMENO 20 MORTI E CENTINAIA DI FERITI SECONDO I TESTIMONI OCCULARI. MOLTE RAGAZZE TRA LE VITTIME. MILIONI DI MANFESTANTI A TEHERAN


Continuano gli scontri tra la polizia e i dimostranti che lanciano slogan "morte al dittatore", " morte a Ahmadinejad e Khamenei".
Secondo i testimoni occulare sono scesi in piazza almeno 4 milioni di iraniani che scandivano lo slogan"morte al dittatore", "morte a Khamenei".

I PASSDARAN APRONO IL FUOCO CONTRO I MANIFESTANTI. NUMEROSI FERITI E MORTI TRA I DIMOSTRANTI


FRATTINI AL TG 1:" QUELLO CHE CI PREOCCUPA è L'ESPLOSIONE DELLA VIOLENZA IN IRAN"






nella foto: aggressione dei passdaran contro una donna.frattini deve dire da che parte sta dalla parte della donna e del branco dei manganellatori?


Che vergogna!
Frattini che si preoccupa delle manifestazioni di dissenso del popolo contro il regime fondamentalista e terrorista dei mullah che ha ucciso numerosi militari italiani in Iraq e in Afghanistan!!!
Caro Frattini il popolo iraniano non ha bisogno che Lei si preoccupi dell'esplosione della violenza in Iran. Quello che succede oggi non è la violenza è l'esplosione della rabbia di un popolo che da trentanni vive la violenza dei mullah sulla propria pelle grazie alla vostra politica di accondiscendenza. Trentanni in cui l'Europa ha saccheggiato i beni e le risorse del popolo iraniano appoggiando e garantendo la soppravvivenza di un regime criminale e disumano.
Signor frattini sarebbe meglio che Lei si preoccupi delle sue faccende e basta. Alla piazza ci pensa il popolo iraniano e i suoi miglior figli e figlie.

IRAN: CONTINUANO LE DIMOSTRAZIONI ANTI REGIME CLERICALE DEI MULLAH



IL REGIME DEI MULLAH VA VERSO UNA MONOPOLARIZZAZIONE TOTALE SENZA FAZIONI AVVERSARI INTERNI CHE POSSANO RALLENTARE E OSTACOLARE UNA FRONTE OMOGENEA INTERNA
Il regime dei mullah con l'incremento della repressione dei dimostranti sta dimostrando la sua vera faccia di un regime repressivo, terrorista e irreformabile.
Il capo supremo dei mullah Ali Khamenei con la riconferma di Ahmadinejad ha iniziato una nuova fase nella chiusura totale della sua politica di armamenti atomici. Lo stesso Ahmadinejad ha dichiarato che "la questione atomica ormai non è più in discussione e non è più negoziabile con nessuno". Il messaggio è chiaro. Il regime dei mullah sta andando verso uno scontro frontale violento con la comunità internazionale.
La stessa operazione Ahmadinejad-bis è un segno di una forte chiusura e contrazione interna ed esterna di tutto il regime dei mullah. Il capo supremo Ali Khamenei a propositi della questione atomica militare, con la riconferma di Ahmadinead, ha lanciato un messagio molto chiaro al mondo e ha dichiarato unilateralmente la guerra alle Nazioni Unite e all'America in primiss. Le farse elezioni di questi giorni sono stati un'occasione nelle mani di Khamenei per dare una forte scossa all'albero del regime e per far cadere tutte le foglie gialle e dare una forte pulizia all'interno del regime nonchè portare a termine un duro reglomaneto dei conti interni. Tutto ciò porterà il regime ad una forzata chirurgia interna con un inevitabile spargimento di sangue. Dal momento che la questione atomica dei mullah è uno dei problemi di primo piano allora esige costituire una forte squadra omogenea e monopolarizzata e totalmente al comando di Ali Khamenei onde poter superare egregiamente i pericoli che provengono da fuori dell'Iran.

 
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