sabato 2 maggio 2009

Libero-news.it: appello al sindaco di Roma Gianni Alemanno per dedicare una piazza a Delara Darabi







"Aiuto, mi stanno impiccando"L'ultima chiamata di Delara

02/05/2009
«Mi impiccano fra pochi secondi, aiutatemi!»: così, alle 06.00 di ieri mattina, Delara Darabi, la pittrice iraniana condannata a morte per un omicidio commesso a 17 anni, ha informato per telefono i genitori che la stavano portando sul patibolo. Lo ha raccontato il suo avvocato, Abdolsamad Khorramshahi, aggiungendo che il padre della ragazza è ora ricoverato in ospedale in stato di shock. A mettere ieri personalmente la corda intorno al collo della ragazza, scrive il quotidiano Etemad, è stato un figlio della donna per la cui uccisione è stata condannata, nonostante Delara avesse accettato le condizioni poste dalla famiglia della vittima per concedere il perdono che le avrebbe salvato la vita: dichiararsi colpevole e cambiare avvocato. L'esecuzione è avvenuta a sorpresa ieri nel carcere di Rasht, nel nord dell'Iran, anche se il capo dell'apparato giudiziario, ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, aveva annunciato il 19 aprile scorso un rinvio di due mesi dell'impiccagione. La ragazza è stata messa a morte senza che nemmeno il suo avvocato venisse informato, come invece vorrebbe la legge.
L'appello ad Alemanno

l'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia lancia un appello al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, perché intitoli una piazza, una via oppure un museo a nome di Delara. "Questo fatto deve essere considerato un atto fortissimo di protesta e di condanna contro l'esecuzione della giovane pittrice iraniana per cui anche il sindaco di Roma aveva sottoscritto l'appello lanciato dall'Amnesty International", dice il presidente dell'associazione, Karimi Davood. "Per dimostrare il forte dolore del mondo civile, secondo noi , il mondo occidentale e in particolare la città di Roma, come culto della civiltà, deve dimostrare la sua vicinanza e solidarietà alla famiglia di Delara Darabi che, per amore del fidanzato, aveva rivendicata la responsabilità dell'omicidio. A chi vuole aderire al nostro appello chiediamo di mandare un email al sindaco di Roma e mandarne una copia al seguente email: irandemocratico@yahoo.it E-mail del sindaco di Roma: ld.gabinetto@comune.roma.it".

IL CORRIERE DELLA SERA.IT: IL CASO CHE HA COMMOSSO IL MONDO



IL CASO CHE HA COMMOSSO IL MONDO
Una piazza per ricordare Delara
Proposta dei rifugiati politici iraniani: la Capitale dedichi un luogo o un museo alla pittrice impiccata
Delara Darabi, uccisa il primo maggio in Iran
Una piazza per Delara Darabi.
Parte da Roma la proposta di intitolare alla ragazza-pittrice giustiziata il primo maggio in Iran, una piazza, una strada o un museo della Capitale. L’Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia lancia un appello urgente al sindaco Gianni Alemanno che aveva firmato la petizione di Amnesty International per salvare l'artista 23enne condannata a morte per un omicidio che avrebbe commesso nel 2003 quando era ancora minorenne. Nell'appello si chiede di «intitolare una piazza, una via oppure un museo a nome di Delara Darabi, impiccata all’alba del primo maggio nella città di Rasht in Iran settentrionale. Questo fatto deve essere considerato un atto fortissimo di protesta e di condanna contro l’esecuzione della giovane pittrice iraniana». Un gesto simbolico «per dimostrare il forte dolore del mondo civile - si legge ancora nell'appello - il mondo occidentale e in particolare la città di Roma, come culto della civiltà, deve dimostrare la sua vicinanza e solidarietà alla famiglia di Delara Darabi che, per amore del fidanzato, aveva rivendicata la responsabilità».
MOBILITAZIONE - L'esecuzione di Delara Darabi ha scioccato il mondo. Delara è stata uccisa di mattina presto, di venerdì, giorno sacro per gli islamici senza che ne fosse data notizia al suo avvocato né alla sua famiglia. L'impiccagione era stata fissata inizialmente per il 20 aprile, ma dopo la mobilitazione nazionale e internazionale per salvare l'artista, il capo della magistratura di Teheran, l'ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, aveva firmato una sospensione «per un breve periodo di tempo» per dare modo alla famiglia della vittima di riflettere sulla richiesta di perdono avanzata dai genitori di Delara. Si pensava in un rinvio di due mesi, invece il boia ha atteso solamente dieci giorni. «Vogliamo esprimere le condoglianze della nostra comunità alla famiglia di Delara - scrive sul sito Davood Karimi, presidente dei Rifugiati politici iraniani in Italia - e a tutto il popolo iraniano che si era radunato attorno alla famiglia e aveva insistentemente chiesto ai parenti della donna uccisa dal fidanzato di Delara di perdonare la ragazza». A chi volesse aderire all'appello per intitolare una piazza o un museo a Delara «chiediamo di mandare un email al sindaco di Roma (ld.gabinetto@comune.roma.it) e mandarne una copia a irandemocratico@yahoo.it».
Carlotta De Leo02 maggio 2009

venerdì 1 maggio 2009

APPELLO DELL'ASSOCIAZIONE RIFUGIATI POLITICI IRANIANI RESIDENTI IN ITALIA AL SINDACO DI ROMA GIANNI ALEMANNO


Una delle opere di Delara Darabi intitolata "il prigioniero dei colori"





Caro Sindaco di Roma Onorevole Gianni Alemanno
L'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia lancia un appello urgente a Lei come sindaco di Roma per intitolare una piazza, una via oppure un museo a nome di Delara Darabi, impiccata all'alba di stamattina nella città di Rasht in Iran settentrionale. Questo fatto deve essere considerato un atto fortissimo di protesta e di condanna contro l'esecuzione della giovane pittrice iraniana per cui anche il sindaco di Roma aveva sottoscritto l'appello lanciato dall'Amnesty International.

Per dimostrare il forte dolore del mondo civile, secondo noi , il mondo occidentale e in particolare la città di Roma, come culto della civiltà, deve dimostrare la sua vicinanza e solidarietà alla famiglia di Delara Darabi che, per amore del fidanzato, aveva rivendicata la responsabilità dell'omicidio.
In fede
Karimi Davood presidente dell'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia

A chi vuole aderire al nostro appello chiediamo di mandare un email al sindaco di Roma e mandarne una copia al seguente email: irandemocratico@yahoo.it

E mail del sindaco di Roma:

ld.gabinetto@comune.roma.it

ALL'ALBA DI STAMATTINA E' STATA IMPICCATA LA GIOVANE PITTRICE IRANIANA DELARA DARABI

FORTE DOLORE E COMMOZIONE TRA LA COMUNITA' IRANIANA

IL MESSAGGIO DELLA PRESIDENTE MARYAM RAJAVI PER LA MORTE DELLA GIOVANE PITTRICE DELARA DARABI

Nella foto una delle ultime opere di Delara Darabi chiamata da lei "Il prigioniero dei colori"

DELARA DARABI, LA GIOVANE PITTRICE IRANIANA IMPICCATA ALL'ALBA DI STAMATTINA NEL CARCERE DI RASHT ALL'INSAPUTA DELLA FAMIGLIA E DEL SUO AVVOCATO






la signora Maryam Rajavi, presidente del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana appena saputa della triste e dolorosa notizia dell'impiccagione della giovane pittrice Delara Darabi ha espresso le sue condoglianze alla famiglia di Dealara e al popolo iraniano condannando fermamente l'esecuzione della giovane pittrice Delara Darabi considerandola un segno della violenza, della barbarie e della misoginia del regime medioevale dei mullah chiedendo alla comunità internazionale di condannare questo ennesimo atto criminale commesso dal regime dei mullah. La signora Rajavi riferendosi all'Uinone Europea e all'America ha detto che "essi si trovano di fronte ad una grande prova: la scelta della via del silenzio e di immobilità di fronte alla dittatura religiosa e sanguinaria oppure dare una seria risposta alla responsabilità conferitoli dalla Carta dell'ONU, dalle convenzioni e dai trattati internazionali nella lotta ad un regime cosi barbaria e cosi disumano che è una odiosa macchia nella storia contemporanea dell'umanità e che è fortemente in contrasto con l'avvenire e il ventunesimo secolo"

TRISTE NOTIZIA: IMPICCATA DELARA DARABI, GIOVANE PITTRICE IRANIANA


DELARA SEI E RIMARRAI NEI NOSTRI CUORIIL REGIME TERRORISTA E FONDAMENTALISTA HA APROFFITTATO DI TRE GIORNI DI FESTA PER EVITARE LE PROTESTE E LE MANIFESTAZIONI INTERNAZIONALI

Nonostante le richieste interne ed internazionali il regime dei mullah ha consegnato la giovane pittrice iraniana nelle mani del boia. Delara Darabi è stata impiccata. L'odio fondamentalista di matrice khomeinista ha stretto il collo della giovane artista e l'ha condotta verso la fine di un esistenza di dolore e di sofferenza e anche di speranza. Delara attraverso le sue opere coltivava la speranza di vedere un giorno i raggi del sole camminando liberamente lungo il mare della sua città. Delara non seprava nel regime dei mullah ma sperava nella forza di perdono delle donne e degli uomini di cui nel cuore e nella mente si era annidato fortemente l'ideologia del male e della violenza appunto Khomeini. Delara non sapeva che il mullah khomeini è arrivato in Iran appunto per fomentare l'ideologia della morte e della vendetta e non del perdono e della pace.
Il regime dei mullah ha imbrogliato tutto il mondo proemttendo di aver posticipato l'esecuzione per ben due mesi ma dipo soli 10 giorni senza preavviso alla famiglia ha impiccato di nascosto la giovane ragazza di appena 21 anni.

Delara sei e rimarrai nei nostri cuori.
Condoglianze della nostra comunità alla famiglia di Delara e a tutto il popolo iraniano che si era radunato attorno alla famiglia e aveva insistemente chiesto ai parenti della donna uccisa dal fidanzato di Delara di perdonare la ragazza. Ma lo spirito di Khomeini annidato nella mente della famiglia ha avuto il soppravento e ha scelto la via della vendetta appunto: l'ideologia fondamentalista di Khomeini come il maggior pericolo per il terzo millennio.
Colgo occasione per ringraziare tutti coloro che hannoa accolto il mio appello per salvare la vita di Delara Darabi.
karimi davood
Dal Corriere della Sera.net
Inutile la mobilitazione delle associazioni internazionali per i diritti umani
Niente perdono, Delara giustiziata
La ragazza-pittrice condannata per un omicidio avvenuto quando aveva 17 anni è stata impiccata all'alba


Delara Darabi
ROMA - La condanna è stata eseguita. Delara Darabi, la pittrice di 23 anni condannata al patibolo per la complicità in un omicidio commesso nel 2003 quando lei aveva solo 17 anni, è stata giustiziata nella prigione di Rasht, in Iran. E' stata uccisa di mattina presto, di venerdì, giorno sacro per gli islamici. Senza che ne fosse data notizia al suo avvocato né alla sua famiglia, secondo quanto spiega Mohammad Mostafaei, un avvocato attivo nel campo dei diritti umani, citato dal sito di Iran Human Rights. E' stata impiccata nonostante un movimento di pressione internazionale che raccoglie attivisti per i diritti umani di varia provenienza avesse ottenuto un rinvio dell'impiccagione. Si era parlato di una dilazione di due mesi, rispetto alla data del 20 aprile nella quale era stata fissata inizialmente l'esecuzione. Invece il boia ha atteso solamente dieci giorni.
IL RINVIO - Il provvedimento di rinvio era stato certificato dal capo della magistratura di Teheran, l'ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, che aveva parlato di una sospensione «per un breve periodo di tempo» per dare modo alla famiglia della vittima di riflettere sulla richiesta di perdono avanzata dai genitori di Delara. Shahrudi non aveva però annullato l’esecuzione, come richiesto invece dalle associazioni dei diritti umani e dagli attivisti iraniani. Iran Human Rights, Amnesty International e le altre associazioni che si erano battute per la sua salvezza - puntando soprattutto sulla minore età della ragazza all'epoca dei fatti - avevano parlato di possibili violazioni della legge internazionale. L'Iran ha ratificato la Convenzione Onu per i diritti dell'infanzia, che vieta la pena di morte per i minorenni. Ma di fatto ancora non ne segue le indicazioni: uno specifico progetto di legge per dare applicazione concreta a quanto previsto dalla Convenzione è stato redatto dalle autorità giudiziarie iraniane e trasformato in un progetto di legge che stabilisce pene più leggere per i minori. Ma il provvedimento è ancora fermo in parlamento.
«PREZZO DEL SANGUE» - La legge iraniana è basata su una interpretazione della Sharia e prevede che un condannato a morte per omicidio possa avere salva la vita se i familiari della vittima concedono il perdono. Di solito ciò avviene in cambio di un risarcimento in denaro. Questo però non è avvenuto. Già in passato i parenti della donna uccisa, una cugina del padre di Delara, che aveva 58 anni, avevano rifiutato questa opzione. Una decisione evidentemente confermata, nonostante i magistrati abbiano deciso di concedere loro qualche giorno in più di riflessione. Delara proviene da una famiglia benestante e i suoi genitori si erano offerti di pagare il cosiddetto «prezzo del sangue», l'indennizzo ai parenti della vittima, primo passo per arrivare a quel perdono formale che avrebbe permesso di fermare l'esecuzione. Ma la famiglia della donna uccisa non ne ha voluto sapere e di conseguenza la sentenza di morte non è stata modificata.
«ERRORI DEI GIUDICI» - L'avvocato di Delara, Abdolsamad Khoramshahi, dal quotidiano Etemad aveva fatto sapere di essere convinto che ci siano stati degli errori nella gestione del caso da parte dei giudici. Il legale avrebbe anche raccontato di come la donna sarebbe stata anche drogata dal suo compagno di allora. Delara si era infatti inizialmente addossata le responsabilità per quanto accaduto. Dopo il processo di primo grado, aveva ritrattato la sua confessione e aveva raccontato una nuova verità. Aveva parlato di come, con il suo gesto, avesse cercato di coprire l'allora compagno, di due anni più vecchio di lei, autore materiale dell'omicidio. Ma non è riuscita a convincere i magistrati della sua innocenza e nel febbraio del 2007 la Corte suprema di Teheran, ritenendola comunque coinvolta attivamente nell'assassinio e non accettando l'idea che sia stata una semplice testimone, aveva confermato la sentenza.
«L'ONU INTERVENGA» - «L'esecuzione di Delara è stata possibile perché l'Iran continua a pensare di poter agire da sola e che le reazioni internazionali siano solo parole e non abbiano conseguenze - dice Mahmood Amiry-Moghaddam, portavoce di Iran Human Rights -. Delara è il simbolo di tutti i minorenni ed è ora che Teheran paghi le conseguenze per una violazione della convenzione sui diritti dell'infanzia che pure ha siglato. L'Onu deve fare in modo che quei principi trovino attuazione e non siano semplicemente un pezzo di carta». In Iran ci sono attualmente 150 minorenni in attesa di condanna a morte.
Carlotta De Leo

IL PRIMO PILASTRO DEL FONDAMENTALISMO: IL TERRORISMO E L'ESPORTAZIONE DELLA RIVOLUZIONE ISLAMICA

Nella foto il presidente egiziano Hosni Mubarak

La notizia e analisi


Egitto: Mubarak attacca Iran in discorso primo maggio

Giovedì, 30 aprile 2009

IL CAIRO - Un pesante attacco all'Iran, mai citato ma criticato per i "complotti da parte di forze regionali conosciute che favoriscono il terrorismo e dichiarano la propria ostilità alla pace" è stato uno dei passaggi più rilevanti del discorso del primo maggio, pronunciato come ogni anno in anticipo, ieri, dal presidente egiziano, Hosni Mubarak. Per la prima volta quest'anno Mubarak non ha reso noto, contrariamente alle aspettative e alla tradizione, il tasso di aumento annuale dei salari che viene applicato a partire dal mese di luglio. "Ci saranno - ha detto a chi lo sollecitava tra il pubblico - ed io come vostro rappresentante mi impegno a far in modo che il governo decida un aumento più alto possibile".Più volte l'Egitto ha messo in guardia contro i tentativi di quelle "forze regionali conosciute" di "estendere la propria influenza e la propria egemonia sulla regione del Golfo e nel nostro mondo arabo", ha detto il rais. "Ora che queste forze e i suoi agenti hanno l'audacia di toccare la sicurezza e la sovranità dell'Egitto io affermo che non permetterò mai e non mostrerò alcuna debolezza verso coloro che tentano di manipolare la sicurezza e la stabilità o l'avvenire del suo popolo". "Noi saremo pazienti - ha sottolineato Mubaraak - con le loro affermazioni oltraggiose, ma affronteremo con forza e fermezza i loro complotti". ANSAmed



Fin dell'arrivo di Khomeini al potere, e con l'inizio di un doloroso calvario per l'intera popolazione, il regime dei mullah si è immerso in una forte campagna internazionale per la destabilizzazione della regione e per spianare la strada a nuove rivoluzioni di matrice khomeinista: Con quali mezzi? Appunto il nodo fondamentale è nascosto in questo termine. Il mezzo scelto da Khomeini è stato quello di azioni terroristiche e destabilizzatori che aprino la strada alle insurrezioni popolari oppure ai cambi di potere attraverso i colpi di stato. La prima azione è partita verso il paese vicino: Iraq con la forte presenza sciita. Lo slogan demagogico scelto da Khomeini fu" la conquista di Gerusalemme(Israele), passa per Karbala( città sacra irachena per i sciiti)". Cioè per arrivare a sconfiggere Israele e eliminarlo dalla faccia della terra bisogna prima rovesciare il governo di Saddam Hossein. Naturalmente dopo avrebbe toccato quello giordano e poi... Ci furono numerosi tentativi di penetrazione e di inflitrazione nella scoietà irachena da parte di varie squadre militari iraniane adibite a uccidere i responsabili iracheni e in persona il presidente Saddam Hossein. Il regime di Khomeini allo stesso tempo ha sguinzagliato un migliaia di mullah nelle zone sciite per provocare la sollevazione della popolazione sciita contro il potere centrale. Il resto è la storia recente e non lo racconto: 8 anni di una inutile guerra con più di 2 milioni di morti e feriti e miliardi e miliardi di danni ad entrambi i paesi. Questa guerra è stata la prima conseguenza della politica di esportazione della rivoluzione islamica nel mondo. I mullah iraniani nonstante la forte sconfitta subita dall'Iraq non si sono fermati e sono andati avanti approfittando anche la tolleranza del mondo occidentale che ha sempre chiuso entrambi gli occhi sul terrorismo iraniano. Nel frattempo gli iraniano eranno arrivati anche in Libano grazie alla nota situazione del medio oriente dove i focolai di guerra sono stati un terreno fertile allo sviluppo e al propagarsi della ideologia del terrore e dell'odio khomeinista. I mullah costruendo un loro apparato militare chiamato la Sepah Passdaran e una speciale divisione addibita alle operazioni furoi confine chiamata Qhods e approfittando della guerra israelo-palestinese hanno costruito uno stato-bis islamico nella zona grazie alla collaborazione della Siria(in cambio del petrolio gratis), che ha concesso ai mullah tutti i suoi mezzi necessari all'insediamento iraniano nella valle della Becca libanese. Gli attentati verificatisi contro le basi americane sono stati i primi risultati della presenza iraniana in questa zona di guerra. Da quel momento in poi gli equilibri sono stati cambiati a favore del terrorismo nediorientale con la conseguente aggravarsi della posizione israeliana. All'improvviso il movimento anti isreliano ha trovato un ricco sponsor che giocava con le carte scoperte e con i denti stretti. Il resto è la storia recente e non ci entro per non far perdere il tempo.
Dopo il Libano è toccato all'Algeria, dove la forte interferenza iraniana ha causato quasi 500 mila morti tra la popolazione tanto che il governo di allora ha deciso di interrompere bruscamente i suoi rapporti con Teheran.
La politica dell'esportazione della rivoluzione( chiamola terrorismo islamico), è stata portata avanti insieme ad altri due pilastri fondamentali quali la repressione e la bomba atomica: il secondo pilastro cioè la repressione ha permesso ai mullah di reprimere qualsiasi voce di protesta della popolazione cusando piu di 150.000 vittime e milioni e milioni di arresti arbitrari che continua ancora. Allo stesso tempo il regime seguendo una Fatwa di khomeini ha portato avanti in modo nascosto il suo programma atomico militare per la costruzione della bomba che è andato avanti segretamente per ben 18 anni e grazie alla resistenza iraniana il mondo è venuto a sapere dell'esistenza di questo maligno progetto islamico finalizzato a reggere e supportare il fondamentale e iniziale programma strategico ideato dallo stesso leader supremo della rivoluzione islamico: khomeini, il più feroce dittatore del ventesimo secolo.
Ma il regime dei mulla non si fermò e andò avanti trascurando le preoccupazioni del mondo scatenando qua e là guerre e spargimenti di sangue esporatndo senza fermarsi mai il suo micidiale terrorismo islamico causando ai danni dell'occidente e dell'Oriente migliaia di morti e di feriti: in Iraq e in Afghanistan ha scatenato una forte campagna terroristica contro i soldati americani, italiani e stranieri e ha costretto molti paessi a ritirarsi dal territorio iracheno. L'attentato contro i militari italiani a Nassiria è l'esempio emblematico di questa campagna iraniana( pure il Sismi ne ha dato la conferma). In ogni caso, il regime dei mullah sfruttando la famosa politica di accondiscendenza europea gestita dal responsabile per la politica estera Khavier Solana, ha portato avanti indisturbato sia la sua politica di esportazione che di terrorismo e di bomba atomica. Per il regime iraniano il fattore "TEMPO" è stato fondamentale e la politica europea ha concesso ampiamento molti tempi preziosi e fondamentali per terminare i lavori della costruzione della bomba atomica islamica. Khavier Solana attraverso la sua politica di dialogo e di pachetti incentivi e la famosa politica della "Carota e Bastone" ha offerto la possibilità di svilupparsi e di ingrandrsi ai mullah, offrendoli le carote e ha compartecipato alla repressione della popolazione rompendo sulla testa il bastone! In poche parole questa ingiusta politica ha dirottato le carote verso il regime e il bastone verso la testa della gente che non ha smesso mai di protestare in tutte le città iraniane scendendo in piazza nelle università e nelle piazze del paese.
Tornando al tema fondamentale devo ricordare che la politica estera iraniana basata sul terrorismo e sul ricatto finalizzata a facilitare l'esportazione della rivoluzione islamica in tutti i paesi islamici della regione ha causato numerosi scontri con i paesi interessati quali il Marocco che di recente ha interrotto bruscamente le sue relazioni con l'Iran( i mullah avevano arruolato 40 mila cittadini marocchini nella rete islamica-sciita khomeinista pronti a mettere a un forte rischio l'intero apparato governativo marocchino). E' di recente questa notizia che deve preoccupare tutti i paesi occidentali. Il governo egiziano ha rivelato che i suoi servizi di sicurezza hanno arrestato e neutralizzato una vasta rete di terroristi Hezbollah che al soldo iraniano lavoravano per portare a termine una dura e violenta campagna terroristica contro i responsabili governativi egiziani e in prima persona contro il presidente Hosni Mubarak. L'Egitto, un paese molto vicino all'occidente, ha reagito duramente attaccando il regime iraniano per la sua forte interferenza terroristica in questo paese arabo e di importanza strategica negli equilibri regionali, accusando i mullah di essere dietro il progetto del rovesciamento del governo democratico egiziano.
Concludo e ribadisco la nostra piena solidarietà con il governo egiziano e ripeto ancora una volta che bisogna seguire la strada del governo marocchino e di interrompere immediatamente qualsiasi relazioni con il regime dei mullah espellendo tutti i pseudo-diplomatici iraniani che fanno tutto'altro che attività diplomatiche in particolare in questi paesi dove il regime è fortemente coinvolto nell'arruolamento dei terroristi da usare al momento giusto contro i loro governi. Ancora una volta esprimo la grande solidarietà del popolo iraniano con il governo e con il popolo egiziano e insisto a chiedere ai governi occidentali di sostenere la battaglia egiziana contro il terrorismo iraniano.
LA SICUREZZA DELL'EUROPA PASSA ATTRAVERSO IL SUO SOSTEGNO ATTIVO AI GOVERNI COLPITI DAL TERRORISMO ISLAMICO KHOMEINISTA: IRAQ, AFGHANISTAN, MAROCCO EGITTO, YEMEN, ALGERIA, TUNISIA.
Senza il sostegno attivo occidentale, questi governi cadrebbero uno dopo l'altro offrendo ai regime dei mullah la possibilità di espansione e di realizzazione del grande sogno del più feroce dittatore del ventesimo secolo: la costruzione del regno islamico di matrice khomeinista in tutta la regione attraverso il rovesciamento dei loro regimi islamici e democratici. La costruzione della bomba atomica va letta in questo occhio e va contrastato e combattuto fortemente attraverso una attiva politica di sostegno alla popolazione iraniana e di messa in atto di una durissima iniziativa sanzionatoria generale contro l'intero regime dei mullah. Senza il coinvolgimento della popolazione iraniana nulla produce effetti concreti e desiderati e solamente favorisce il propagarsi dello stesso pericolo islamico.
Karimi Davood, analista politico iraniano

mercoledì 29 aprile 2009

UCCISO SOTTO TORTURA UN SIMPATIZZANTE DEI MOJAHEDIN DEL POPOLO

Iran / Prigioniero Muhajeddin del Popolo ucciso sotto tortura
di Apcom
Lo afferma il gruppo di opposizione

-->Roma, 29 apr. (Apcom) - Mahmoud Ghassemzadeh, 48 anni, sostenitore dell'Organizzazione dei Mujaheddin del Popolo iraniano (Pmoi), è stato brutalmente assassinato sotto tortura dal regime di Teheran lo scorso 18 aprile. Lo afferma in un comunicato la Resistenza Iraniana. La vittima è stata arrestata nella sua abitazione a Babolsar, nel nord dell'Iran il 14 Aprile da agenti del dell'Intelligence (Mois); dopo 4 giorni di torture è stato trasferito in un ospedale di Sari in condizioni critiche. A causa degli ostacoli burocratici frapposti dagli stessi agenti del Mois, le cure gli sono state fornite solo due ore e mezzo dopo il ricovero. Ma vani sono stati i tentativi dei medici di salvarlo ed è morto. Il Mois - afferma il comunicato della Resistenza - ha impedito che venisse eseguita l'autopsia e il pubblico ufficiale ha dichiarato che la morte è avvenuta per cause "ignote". Secondo i testimoni dell'ospedale e dell'ufficio del pubblico ufficiale, sul corpo della vittima erano ben visibili segni di torture. -->

LA NOSTRA PIENA SOLIDARIETA' CON LA GIORNALISTA ROXANNA SABERI


Iran/ Roxana Saberi prosegue lo sciopero della fame
di Apcom
Il padre: è dimagrita ma è decisa ad andare avanti



Teheran, 28 apr. (Apcom) - La giornalista iraniano-americana Roxana Saberi, detenuta in Iran con l'accusa di spionaggio, continua a perdere peso a causa dello sciopero della fame ma resta fermamente decisa a proseguire la sua protesta: lo ha confermato il padre della reporter, spiegando di averla incontrata oggi in un ufficio del potere giudiziario per discutere della sua procedura di appello con l'avvocato". "È diventata molto magra", ha detto Reza Saberi, raggiunto telefonicamente dalla France Presse. "E determinata a continuare il suo sciopero della fame fino al giorno del suo rilascio", ha aggiunto il padre della giornalista. Detenuta nella prigione di Evine, a nord di Teheran, Roxana Saberi ha cominciato il suo sciopero della fame il 21 aprile scorso. È stata condannata ad otto anni di prigione per spionaggio in favore degli Stati Uniti al termine di un processo a porte chiuse, il 13 aprile scorso. Il suo avvocato, Abdolsamad Khoramshahi, ha già presentato ricorso in appello contro la sua condanna. Secondo quanto riferito dalla famiglia della giornalista, la detenuta avrebbe già perso 4,5 chili. Ma il portavoce del potere giudiziario iraniano, Ali Reza Jamshidi, ha smentito: "è in buone condizioni di salute e non sta facendo lo sciopero della fame", ha detto. (fonte afp) -->

domenica 26 aprile 2009

NUOVA ONDATA DI ARRESTI ARBITRARI A TEHERAN

Nella foto: l'ex premier italiano, ayattolmullah Romano prodi stringe le mani sanguinanti di Ahmadinejad in un recente viaggio a Teheran, dove ha partecipato attivamente a varie udienze religios-politiche del leader supremo Ali khamenei. Il nostro profondo sdegno e disapprovazione per coloro che stringendo le mani crriminali dei mullah legitimizzano il massacro e la repressione delle donne e degli uomini iraniani.

Karimi Davood
2009-04-26 15:38
Iran: festa proibita, 113 arrestati
Per legge islamica e' vietato ballare a persone dei due sessi
(ANSA) - TEHERAN, 26 APR - Centotredici persone sono state arrestate a Teheran perche' partecipavano ad una festa 'proibita', cioe' con uomini e donne. La polizia per la morale, scrive il quotidiano Jomhuri Eslami, ha fatto irruzione in una casa e ha sorpreso 60 uomini e 53 donne. Tutti sono stati portati in prigione, in attesa di processo. In Iran, in base alla legge islamica, e' vietato il consumo di bevande alcoliche e le feste in cui persone dei due sessi ballino insieme e le donne non siano coperte

sabato 25 aprile 2009

IL FONDAMENTALISMO ISLAMICO IRANIANO E I SUOI RISCHI PER L'INTEGRAZIONE DEGLI IMMIGRATI


"ISLAM EUROPEO E IL MITO DELL'INTEGRAZIONE"

Il 18 aprile scorso ho partecipato a Genova ad un dibattito organizzato dall'Associazione Merito Italia presso la sala polivalente del museo di Sant'Agostino in cui hanno partecipato tra l'altro Prof.ssa Daniela De Rose, dell'università Cassino, Prof. Luca Borzani, presidente della fondazione Cultura, Alberto Rossetti, direttore rivista storia e verità, Mario Bozzi Sentieri, giornalista e Bruno Pampaloni scrittore.
Il tema del dibattito era Islam europeo e il mito dell'integrazione.
Nel mio intervento ho cercato di focalizzare i pericoli che sono in agguato per un immigrato in particolare se è di provenienza islamica e le misura da adottare onde contribuire l'integrazione totale e vaccinata del soggetto. Ho esposto la mia teso secondo cui il fondamentalismo islamico iraniano è il nemico numero uno dell'integrazione, anche perchè se un soggetto è ben integrato ,sia economicamente che culturalmente, nel tessuto sociale del territorio ospitante allora diventa molto difficile arruolarlo per le missioni maligne del fondamentalismo. Ho anche specificato che non basta solamente intergrazione al livello economico, sociale, perchè non immunizzano il soggetto dal rischio del contaggio che essa comporta perchè è fortemente supportato e finanziato da un paese di cui l'esportazione della rivoluzione e la costruzione del regno islamico è la sua missione primaria. Una missione basato sulla violenza e sul terorismo due veitori fortemente usati per conquistare anche la simpatia delle masse dei paesi del medio oriente tra cui Algeria, Marocco, l'Egitto, Palestina ecc... Ma è necessario anche immunizzare e vaccinare culturalmente il soggetto. Bisogna usare il mezzo dell'informazione per aprire i suoi occhi e aggiornarlo costantemente sui rischi che corre in particolare per quanto riguarda la parte femminile dell'immigrazione. Altrimenti si fa la fine dell'Inghilterra dove alle 7 del mattino i kamikazze islamici, nati in Gran Bretagna ma non vaccinati preventivamente dalla società e dal governo si sono fatti saltare in aria uccidendo numerosi innocenti. Ho chiuso il mio intervento proponendo maggiori partecipazioni da parte dello stato nell'inserimento quanto prima del soggetto insieme alla costruzione di una rete ben collegato su tutto il territorio nazionale per alimentare costantemente il mondo dell'immigrazione.
Karimi Davood, presidente dell'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia

venerdì 24 aprile 2009

UN'ALTRA GRANDE VITTORIA DELLA RESISTENZA IRANIANA. IL PARLAMENTO EUROPEO APPROVA LA RISOLUZIONE PRO ASHRAF

Il Parlamento Europeo ha approvato oggi pomeriggio a larga maggioranza , con 284 voti a favore e 42 contrari, una risoluzione in cui chiede la garanzia per la protezione dei residenti del campo di Ashraf, per il non-spostamento dei componenti della resistenza iraniana e per il riconoscimento dei loro diritti alla base della Quarta Convenzione di Ginevra.
La nostra grande soddisfazione al riguardo e un sentito e profondo ringraziamento a tutti i parlamentari in particolare al vice presidente On. Quadras, all'On. Casacco e tanti altri onorevoli di tutti gli orientamenti politici in particolare mi rivolgo ai rappresentanti italiani presenti al Parlamento Europeo che hanno votato a favore della dignità degli uomini e delle donne che da anni hanno dedicato la loro vita alla causa della libertà e la democrazia in Iran e contro il fondamentalismo islamico iraniano come la più grande minaccia del terzo millennio.
Karimi Davood, presidente dell'associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia


IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE MARYAM RAJAVI DOPO L'APPROVAZIONE DELLA RISOLUZIONE
Iran: Maryam Rajavi esprime gratudine per la risoluzione del Parlamento Europeo in difesa di Ashraf

Venerdi, 24 April 2009
CNRI, 24 aprile - In seguito l'approvazione della risoluzione del Parlamento europeo per il sostegno dei residenti di Ashraf, i membri dei Mojahedin del popolo iraniano, la sig.ra Maryam Rajavi, presidente eletta della Resistenza Iraniana ha dichiarato che: ”la risoluzione di oggi è una sconfitta per il regime dei mullà che con i suoi complotti stava preparando una catastrofe umanitaria contro i residenti di Ashraf”.
La risoluzione del Parlamento Europeo mentre conferma lo statuto dei residenti di Ashraf come persone protette dalla IV Convenzione di Ginevra afferma che: “il primo ministro iracheno deve garantire che non vengano svolte azioni per violare i diritti dei residenti di Ashraf e chiarire quali intenzioni abbiano a loro riguardo. Le autorità irachene devono garantire l'incolumità fisica e morale dei residenti di Ashraf e trattarli secondo le Convenzione di Ginevra, in particolare rispettando i principi di non respingimento, espulsione e di non trasferimento obbligatorio”.
Oggi tutti i popoli europei si sono espressi in favore dei residenti di Ashraf, secondo le leggi internazionali. Questa è una risposta ferma ad Ali Khameni che chiedeva la chiusura di Ashraf e il genocidio dei suoi 3500 residenti. La risoluzione di oggi mostra palesemente che di fronte ai complotti del regime dittatoriale iraniano, come crescano i sostegno iracheni, regionali ed internazionali in difesa dei diritti dei residenti di Ashraf, solida diga di fronte all'integralismo e al terrorismo crescente dei mullà.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana
24 aprile 2009

martedì 21 aprile 2009

ADESIONE DELL'ON. POLLASTRINI ALLA CAMPAGNA PER SALVARE LA VITA DI DELARA DARABI


"Aderisco convintamente all'appello per la salvezza della giovane pittrice iraniana Delara Darabi. Ritengo missione decisiva della politica l'abolizione della pena di morte in ogni angolo del mondo. Per questo obiettivo il governo Prodi molto si era speso e molto, come opposizioni, continueremo a fare. On. Barbara Pollastrini"

Ritengo doveroso ringraziare On. pollastrini per la sua adesione e colgo occasione per chiedere a tutti i deputati italiani, a prescindere dal colore della bandiera, di aderire a questa campagna.
grazie ancora
Karimi Davood

lunedì 20 aprile 2009

PARTECIPAZIONE AL PROGRAMMA DI SKY TG24 POMERIGGIO CONDOTTO DA PAOLA SALUZZI


A proposito della partecipazione del presidente del regime dei mullah alla conferenza Durban 2, che ha suscitato forti proteste e reazioni del mondo politico europeo, tra cui Italia, America, Germania e numerosi altri paesi, oggi pomeriggio ho partecipato al programma Sky tg 24 condotto da Paola Saluzzi. All'inizio del programma ho parlato del tempo come elemento essenziale per il regime dei mullah che attraverso la politica del dialogo cerca di acquistare altri tempi e occasioni necessari per terminare la costruzione della bomba atomica. Durante il programma ho condannato la partecipazione di Ahmadinejad alla conferenza ed ho espresso il nostro profondo ringraziamento a tutta la Comunità Europea di cui i rappresentanti hanno abbandonato la sala della conferenza quando Ahmadinejad ha usato le nefaste e odiose parole contro Israele. In risposta alla domanda della condutrice "l'Europa che cosa deve fare?", ho risposto che la comunità internazionale deve sostenere la popolazione iraniana che coraggiosamente lotta per la libertà e la democrazia smettendo di comprare il petrolio e di vendere le armi. Grazie a questi strumenti il regime di Khomeini ingrandisce e minaccia il mondo. A questo punto la condutrice ha detto Khomeini? Ho risposto: si Khomeini. Perchè lui è vivo nelle bombe che uccidono i civili, nelle forche che uccidono nelle strade iraniane i ragazzi e nel terrorismo che colpisce la gente comune.
Ci sarò anche domani per chi vuole seguirmi.
grazie
Karimi Davood

MANIFESTAZIONI DI PROTESTA CONTRO LA PERESENZA DI AHMADINEJAD ALLA CONFERENZA SUL RAZZISMO

IL SEGRETARIO GENERALE DELLE NAZIONI UNITE BAN KI-MOON CRITICA IL DISCORSO DI AHMADINEJAD

L'ASSOCIAZIONE RIFUGIATI POLITICI IRANIANI RESIDENTI IN ITALIA CONDANNA FORTEMENTE LA PRESENZA DEL PRESIDENTE DEL REGIME DEI MULLAH ALLA CONFERENZA E LE SUE NEFASTE E RAZZISTE AFFERMAZIONI CONTRO ISRAELE
NON E' POSSIBILE CONCEDERE LA TRIBUNA INTERNAZIONALE NELLE MANI DEL RAPPRESENTANTE DI UN REGIME FONDAMENTALISTA E TERRORISTA CHE CHIEDE L'ELIMINAZIONE DI UN PAESE MEMBRO DELLE NAZIONI UNITE
LA NOSTRA ASSOCIAZIONE INSIEME ALL'INTERO POPOLO IRANIANO RIFIUTIAMO FORTEMENTE LE AFFERMAZIONI DI AHMADINEJAD E CHIEDIAMO ALLA COMUNITA' INTERNAZIONALE IN PARTICOLARE ALLE NAZIONI UNITE DI ESPELLERE DEFFINITIVAMENTE IL REGIME DEI MULLAH E DI CONSEGNARE IL SEGGIO"IRAN" AL SUO LEGITTIMO RAPPRESENTANTE: LA SIGNORA MARYAM RAJAVI, PRESIDENTE ELETTA DALLA RESISTENZA IRANIANA.



Durban 2: Ban Ki-Moon Bacchetta Ahmadinejad, "Istiga"

Forum: Razzismo
(AGI) - Ginevra, 20 apr. - Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, ha criticato l'intervento di Mahmud Ahmadinejad all'apertura della Conferenza contro il razzismo. "Deploro l'uso di questa piattaforma per accusare, dividere e persino istigare", ha affermato in una nota diffusa due ore dopo il discorso del presidente iraniano, "questo e' il contrario di cio' che si prefigge questa conferenza". Per il numero uno del Palazzo di Vetro il discorso con cui Ahmadinejad ha attaccato Israele rende "molto piu' difficile trovare soluzioni costruttive al problema reale del razzismo". E questo nonostante avesse ricordato al leader iraniano, nel colloquio bilaterale avuto prima del suo intervento, che l'Assemblea generale dell'Onu ha gia' condannato "l'equazione sionismo-razzismo". "E' un vero peccato che il mio appello a guardare all'unita' del futuro non sia stato raccolto del presidente iraniano", ha concluso Ban.

 
AID : AGENZIA IRAN DEMOCRATICO