Valentin Subolov, vice segretario del Consiglio Superiore della Sicurezza Nazionale della Russia a Teheran
Nelle foto: Massud Rajavi, leader della resistenza iraniana e George Bush, presidente degli Stati Uniti d'America
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Nella foto: La signora Maryam Rajavi, autrice della proposta della "terza via"
Nella vignetta di dariush si vede benissimo la caduta libera dei dirigenti del regime dei mullah
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Nelle foto: Haionnen, vice direttore generale dell'Onu per l'Energia Atomica dell'Onu
E' arrivato a Teheran il temutissimo vice di Alabaradei. Alcuni giorni prima dell'approvazione della terza risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sul progetto atomico militare dei mullah iraniani, la resistenza iraniana in una conferenza stampa tenutasi a Brussel, ha diffuso una serie dei preziosi informazioni sullo sviluppo dell'intero progetto atomico compreso la costruzione e l'esperimentazione delle testate che dovrebbero essere dotate della bomba atomica. Si sa che la bomba atomica finale è il frutto di diversi settori topo secret militari che vanno studiando parallelamente fino al completamento della bomba stessa. L'arricchimento dell'uranio è solamente una delle parti in questione. In quella occasione la resistenza, per bocca del suo presidente della Commissione esteri del Consiglio Nazionale Iraniana, dott. Mohaddessin ha rivelato una serie di informazioni che vanno dalla costruzione delle testate fino alla prova finale dell'esplosione delle stesso testate ad una altezza di 600 metri. Le informazioni riguardavano due siti nascosti tra le montagne vicine a Teheran di nomi "Mojdeh e Khajir", dove appunto venivano costruite i missili, vettori delle bombe atomiche che poi dovrebbero ricattare tutta la umanità. Un'alta autorità clericale aveva chiamato questa bomba" la garanzia per la soppravvivenza della repubblica islamica iraniana". E un altro personaggio aveva espresso sulla bomba atomica cosi:"sarà un vettore su cui verrà issato la bandiera dell'Islam e sarà un'apri strada per esportazione della repubblica silamica in tutta la regione prima e in tutto il mondo dopo". Dalle dichiarazione delle autorità dei mullah si può dedurre quale sogno stanno covando per l'intero mondo. Lo slogan lanciato di recente dal presidente passdar Ahmadienjad sull'eliminazione dell'Israele fa parte di questa strategia.
Torinamo alla nostra tema principale che è la visita del vice Albaradei. Appunto il falco Hannonen. Colui che duranete il dibattito sul programma atomico dei mullah ha dimostrato i documenti e le fotografie tutte le prove divulgate dalla resistenza iraniana. Lui, oggi sarà a Teheran non come negoziatore, come si vuole far capire ma come interrogatore dell'Agenzia. Dai rapporti che diffonderà subito dopo la fine del suo viaggio, secondo me dipende anche la decisone già presa dall'Amministrazione Bush. Attaccare i siti atomici iraniani. Secondo me il rapporto del signor Haionnon sarà confermativo sulle vere intenzioni del regime e ancora una volta dimostrerà la legittimità e la vericidità delle informazioni diffuse dalla resistenza iraniana.
Non credo che il vice direttore generale dell'Agenzia faccia gli sconti ai mullah. Piuttosto sarà duro e trasparente naturalmente documenti e prove in mano.
Secondo un detto popolare persiano, dalle maniche del regime dei mullah spunta "la coda del gallo" e sarà inutile insistere e giurare che il suo progetto nucleare è per scopi pacifici!
In fine vi racconto anche la storia del gallo: un giorno un signore porta un gallo in un mercato per venderlo. Ad un certo punto, un vecchietto di mestire ladro, ruba il gallo e lo nasconde nelle sue large maniche. Il giovane cercando cercando il suo gallo trova il vecchietto che di fronte alle accuse del giovane giurava su un santo musulmano, "Hazrate Abbas", che lui non avrebbe rubato il gallo. Il giovane rimasto scioccato dai continui giuramenti del vecchietto disse" non capisco piu niente, non so se credere ai tuoi giuramenti oppure ai miei occhi che vedono la coda del gallo che spunta delle maniche della tua giacca". Adesso tocca al signor Haionnon di non cadere nel tranello dei mullah e credere ai suoi occhi. I mullah iraniani sono molto piu abili di un vecchietto ladro del gallo.
Concludo e ribadisco che la visita del vice Albaradei va letto come un altro fattore dell'aggravamento della questione atomica iraniana e di conseguenza ci avvicinamo di piu all'appuntamento finale: la guerra.
Karimi davood, analista politico e presidente associazione rifugiati politici iraniani in Italia
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Nella foto: Karimi insieme al Presidente Berlusconi durante una manifestazione a Roma in piazza SS. Apostoli

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Nella foto: la sola dove avvenne l'esplosione della bomba collocato dal regime dei mullah per aprire un varco di fuga dagli immensi problemi e crisi in cui si sta affondando velocemente.
Shiraz: ieri sera, dopo la fine della preghiera, nella parte maschile di un centro di raccolto religioso chiamato "Hosseinie" è stato esploso una potentissima bomba causando un centinaio di morti e feriti. Secondo le dirette testimonianze, raccolte da varie fonti e agenzie, l'esplosione avvenne nel settore maschile e ha causato un grande crattere sul pavimento. I soccoritori hanno potuto fare ben poco a causa della presenza di una grande folla di curiosi e di parenti preoccupati.
Una tragedia annunciata. Spiego perchè chiamo annunciata? Il regime dei mullah è sotto una fortissima pressione provenienti sia dall'interno del paese che dall'esterno. Alcune di fondamentali importanza sono: la questione della costruzione della bomba atomica( nonostante la terza risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu il regime ha annunciato per bocca di Ahmadienjad l'installazione di altre 6000 centrifughe), la mancanza del denaro per affrontare il pagamento dei salari, i continui scioperi dei lavoratori, l'ultimo quello della fabbrica di gomme per le automobili( i lavoratori della fabbrica Kian Taier, scesi in piazza hanno chiuso la prinicpale strada di comunicazione Save- Teheran), manifestazioni studentesche, l'ultimo appunto all'università di Shiraz, il terrorismo in Iraq e in Afghanistan e il punto piu importante la nuova posizione dei dirigenti americani che tutti insieme, sia politici che militari hanno puntato il dito contro i mullah iraniani come la causa principale del terrorismo e dell'interferenza in Iraq, sono tutti fattori che hanno indotto il regime di Ahmadinejad a trovare , anche momentaneamente una via di fuga per sfuggire sia alle condizioni in cui si trova e sia per incrementare e giustificare la repressione interna. Non a caso, negli ultimi giorni lo stesso Ahmadinejad ha parlato della necessità di una "grande operazione chirurgica interna". In seguito ha dato la notizia della sostituzione di due ministri chiave del suo governo: Interni e Finanza.
Anche nel passato, il regime iraniano ha collocato dei pachi bomba nei luoghi di culto come quello del mausoleo di Imam Reza, ottavo Imam sciita attribuendo la responsabilità alla resistenza iranaina. Ma successivamente gli stessi responsabili governativi hanno confessato che era "un'operazione dei servizi di Intelligence per incolpare i Mojahedin del Popolo Iraniano".
Da ieri ho ricevuto molte telefonate dei colleghi su questo episodio. A tutti ho spiegato le ragioni per cui il regime dei mullah è ricorso a questo metodo tanto disumano quanto impopolare. Ho dovuto spiegare che le vite di un centinaio di uomini e donne non valgono nemmeno un centesimo per un regime che ha già ridotto la maggior parte della popolazione alla fame e alla miseria spendendo miliardi e miliardi di dollari della ricchezza iraniana nel sostegno al terrorismo di Hamas e di Hezbollah, alla repressione e alla costruzione della bomba atomica. Tre pilastri del regime di Ahmadinejad su cui regge l'intero governo e stabilishment politico, dai pseudo moderati di Khatami ai falchi di Khamenei. Per il regime iraniano non c'è differenza tra i cittadini suoi e quelli di altri paesi quando si tratta di portare avanti una linea strategica oppure quando ha bisogno di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica da una situazione di estrema pericolosità: appunto la sua attuale.
Teheran si trova tra mille e una crisi e pressioni sia interni che esterni. L'unica via di uscita è "usare il terrorismo e lo spargimento di sangue". E così che si può fare la vittima negli occhi di qui poveri cittadini che ancora, causa loro ignoranza politica e religiosa, possono cadere nei tranelli dei mullah sfruttando anche la collaborazione dei mass media e dei giornalisti sia interni che esterni per dare la colpa agli "stranieri nemici dell'Islam"!
Ma la parte piu pericolosa di questa mossa terroristica è " la preparazione del terreno a usare e giustificare il suo terrorismo esterno contro la resistenza iraniana e contro i paesi coinvolti nella crisi iraco-afghano".
Ribadisco e concludo che l'esplosione di ieri, fatto tra gli inermi cittadini, è un forte preludio per l'inizio di una nuova era di terrorismo al di fuori delle mura iraniane. Il regime dei mullah è fortemente ferito sia dalla terza risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, sia dalla nuova posizione degli americani che spazza via definitivamente la speranza che la relazione di pochi mesi fa della Nie aveva diffuso tra i dirigenti iraniani( Appunto la sospettosa relazione della Nie scagionava gli iraniani dall'accusa di voler costituire la bomba atomica), sia dalle difficoltà interne che vanno incrementando quotidianamente a tal punto che Ahmadinejad è costretto a cambiare il piu feroce ministro del suo gabinetto. Appunto il famigerato ministro degli Interni.
Allora, tenendo della estrema sensibilità della situazione, chiedo maggiori attenzioni e vigilanza perchè il mostro è fortemente ferito e diventato piu aggressivo e di conseguenza piu disponibile a mettere a ferro e fuoco l'intero mondo.
Non bisogna dimenticare che il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha mirato, grazie alle rivelazioni della resistenza iraniana, l'intero programma atomico militare.
Lo stesso Khomeini ha chiamato la bomba atomica" la sicurezza della soppravvivenza della repubblica islamica iraniana".
Atto terroristico di ieri, nei confronti di quello che il regime dei mullah è disposto a fare ai danni di tutti i popoli del mondo, è stato un nulla di fatto. Infatti le sue intenzioni di costruire la bomba atomica mirano a prendere in ostaggio tutto il mondo civile spianando la strada alla "Costruzione dell'impero islamico iraniano nella regione prima e nel mondo successivamente". Pochi giorni fa lo stesso Ahmadinejad, dopo le sue continue minacce all'Israele per la sua eliminazione dalla faccia della terra, ha promesso ai suoi fedeli e seguaci, anche il crollo del sistema americano e la sua sostituzione con un sistema politico di colore verde.
Karimi davood
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00:19

Autore: Tofigh
Notizie Ansa
Golfo: nuovo confronto Usa - Iran
Lo riferisce la Cnn senza fornire altri dettagli
(ANSA) - WASHINGTON, 11 APR - Un nuovo incidente navale si sarebbe verificato nel Golfo tra imbarcazioni della Marina americana e vedette iraniane. Lo riferisce la Cnn, citando fonti del Pentagono, senza fornire altri dettagli che, per il momento, sono sconosciuti. Un precedente incontro ravvicinato tra imbarcazioni dei due paesi aveva creato tensioni nei mesi scorsi tra Washington e Teheran.
Commento: La resistenza iraniana ha sempre sostenuto e ribadito che finchè il regime dei mullah vige in Iran, il mondo non avrà mai la pace e la stabilità e la tranquilità necessaria per vivere in pace. La natura di questa teocrazia celricale è scritta con la guerra, il terrorismo e la repressione. Tre elementi senza i quali non esisterebbe più questa mollakrazia. Se guardiamo attentamente alla sua encefallografia sistematica ci rendiamo conto che dentro il cranio di questo regime esiste un bollore di violenza e di instabilità permanente. La sua demagogia è talmente profondo e radicata che nel pieno giorno ti fa convincere che siamo in piena notte. Per conoscere questa mullkrazia bisogna passare alcuni giorni con la resistenza iraniana. Per coloro che ne vogliono sapere di più consiglio di leggere questo meraviglioso libro pubblicato dal Dott: Alireza Jafarzadeh che per primo ha smascherato i piani atomici dei mullah dopo 18 anni di segretezza.
Questo è il link del libro: "Atomica di Teheran" con la prefazione del mio carissimo amico Dott. Aldo Forbice.
http://irandemocraticoweb.blogspot.com/2007/12/il-libro-di-atomica-di-teheran.html
Ho fatto questa lunga introduzione per tradurre la vignetta che si vede qui sopra: nella vignetta si vede una nave da guerra americana e alcune vedette iraniane che stanno avvicinando la nave americana.
Nella vignetta il capo squadro delle motovedette iraniane dice ai suoi uomini: " basta non andate più avanti. E' già sufficinete per la propaganda della preghiera del venerdi di questa settimana".
Aggiungo che secondo il rito iraniano, tutti i venerdi, in tutte le città, si svolgono regolarmente le preghiere del venerdi, in cui attraverso degli solgan demagogici, i mullah incitano i partecipanti a lanciare degli slogan contro l'America, l'Israele e l'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano.
karimi davood
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08:48

nella foto: presidente degli Stati Uniti d'America George Bush
IRAN: BUSH, SULL'IRAQ DEVE FARE UNA SCELTA
La notizia:Washington, 10 apr. (Adnkronos) - L'Iran si trova a dover compiere "una scelta" sull'Iraq. Ad affermarlo e' stato il presidente americano George Bush durante il discorso alla nazione pronunciato oggi: "Anche il regime a Teheran ha una scelta da fare: vivere in pace con i suoi vicini, avere legami economici e culturali e religiosi forti, o continuare ad armare ed addestrare e finanziare gruppi militanti illegali che stanno terrorizzando il popolo iracheno".
La risposta:
CommentoOggi, prima di entrare nell'analisi della questione dal punto di vista di un analista politico che ha una chiara visione sul futuro dell'Iran, a prescindere dagli eventi che in questi giorni si sono succeduti, vorrei fare la coronologia degli eventi a partire dalle farse elezioni del Majles iraniano: Anzi vorrei partire dalla visita del Passdar Ahmadinejad in Iraq: un fallimento totale. Su questo viaggio gli iraniani avevano investito una marea di speranze. Ahmadinejad fu rifiutato dalla società civile e religiosa come persona non gradita e coinvolto nell'uccisione di migliaia di donne e uomini iracheni. Il Passdar Ahmadienjad durante quella visita si è reso conto della sua reputazione presso la popolazione e anche presso le forze alleate. Appena tornato in Iran ha ordinato due grandi sorprese che causarono centinaia di morti e feriti. il secondo episodio riguarda il parlamento dei mullah che questa volta ha riempito le sue poltrone dei più fidati uomini del regime, scegliendone tra gli ex generali della Sepah Passdaran e uomini dei serivzi di sicurezza. Con il Majles, il regime di Ahmadineajd ha "omogeneizzato" tutto il potere. Posso dire che oggi tutto il governo e le istituzioni iraniane sono sotto il totale controllo del Velayate Faghih: Ali Khamenei.
Terzo punto che ha avuto una rilevanza vitale è stato la terza risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che a detta dell'ex comandante della Sepah Passdaran è stato "un automatico griletto" contro il programma atomico iraniano.
Il quarto episodio riguarda l'apparizione dei massimi dirigenti della Nie americana che hanno smentito l'autenticità della famosa relazione che scagionava il regime dei mullah dall'accusa di voler costituire la bomba atomica.
Il quinto episodio tocca gli ultimi 4 giorni in cui sia in America che in Iran si sono succeduti dei cambiamenti di rotta: Ahmadinejad dopo aver dichiarato la costituzione di altri 6000 centrifughe, di nuovo ha dato uno scossone al suo governo facendo cadere i famosi elementi deboli che con il peggioramento della situazione e del quadro politico internazionale si "ingialliscono" continuamente: sta cambiando due ministri chiave del suo governo( Interni e Finanza). Ma nel versante americano è successo un fatto che per noi analisti iraniani "di parte" non è stata una novità. Anzi lo aspettavamo da tempo. Un altro fatto assai importante nel versante americano è stato allontanamento dell'ammiraglio Wiliam Falcon contrario alla guerra contro l'Iran. E poi la relazione e l'udienza del Generale Petraus e dell'ambasciatore americano Sig. Kraker presso gli organi competenti americani. Durante le udienze questi due uomini, uno diplomatico e l'altro militare e capo delle forze armate americane in Iraq hanno detto le stesse cose e hanno usato lo stesso linguaggio: Il regime iraniano è dietro di tutti gli avvenimenti negativi e sanguinosi iracheni ed è l'unico ostacolo alla stabilizzazione della situazione politca del paese.
E l'ultimo episodio ha una maggior rilevanza nella lettura del quadro attuale degli equilibri e dei rapporti tra i protagonisti del teatro attuale.
Il regime iraniano si trova in una morsa pericolosa che è la questione atomica. Ha a disposizione pochissimi tempi utili. Dall'altra parte non può nemmeno abbandonare la questione irachena onde rallentare le pressioni sul suo programma atomica. Lo stesso Ahmadinejad ha detto che il treno atomico "è senza freni e senza marcia indietro". Il che significa trovarsi in un vicolo cieco. Deve premere sull'accelleratore della bomba atomica e allo stesso tempo incrementare le sue interferenze in Iraq onde cacciare il pericolo americano che da 5 anni incombe sulla testa dei mullah. Sono due miscele micidiali che inevitabilmente e irrevocabilmente il regime di Khamenei deve bere fino in fondo. Il famoso calice amaro che bevette khomeini oggi è nelle mani di Khamenei.
Ma torniamo all'ultimo episodio che ha una rilevanza storico e strategico che sicuramente funzionerà come il famoso "griletto automatico":
le aprole del presidente Bush sono chiare e rotonde: o fai questo o ti facciamo la guerra. In poche parole ha detto cosi.
Adesso una volta messo insieme una serie di prove schiaccianti che indicano la direzione degli eventi irrevocabilmente verso la starda della guerra, chiedo al mondo occidentale in particolare quella parte che è stata sempre accondiscendente con i mullah iraniani cosa intendono fare per evitare questa catastrofica guerra che sicuramente porterà al coinvolgimento di una buona parte del mondo. Anche perchè i mullah iranianai hanno minacciato di rispondere con dei "mezzi non convenzionali".
Secondo me stiamo andando velocemente verso la guerra e verso una situazione assai complicata e senza vie di uscite sicure. Ma una via di scampo esiste ancora: seguire la terza via proposta dalla signora Maryam Rajavi:" Non alla guerra; non alla politica di accondiscendenza, si al popolo iraniano per un cambio democratico in Iran".
Secondo me è una via semplice, indolore e anche senza pedaggio. Basta sceglierla. Il resto è autostrada a 4 bande. Il popolo iraniano sa quello che deve fare con il regime dei mullah.
A quel giorno.
karimi davood
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02:10

Nella foto una ragazza picchiata a sangue dai Passdaran perchè non avrebbe rispettato correttamente il codice islamico della Hijab
Nella foto: la signora Khadije Moghaddam, famosa come la madre di tutte le attiviste della campagna di un milione di firme contro le leggi discriminatorie iraniane nei confronti della popolazione femminile
Notizie Ansa
Iran: femminista arrestata
Sara' rilasciata se fara' altri nomi e dietro cauzione
(ANSA) - TEHERAN, 9 APR - Una attivista per i diritti delle donne in Iran e' stata arrestata con l'accusa di propaganda e attivita' 'contro la sicurezza nazionale'.Lo scrive oggi il sito Internet femminista 'Cambiamento per l'uguaglianza'. L'arresto di Kadijeh Moqaddame' e' avvenuto ieri. Secondo quanto riferito dalla donna ai suoi familiari, gli inquirenti le hanno detto che potra' tornare in liberta' solo dopo aver fatto i nomi di altre femministe che collaborano con lei e dietro il pagamento di un miliardo di rial.
Commento: E' da più di 4 anni che alcune associazioni femministe iraniane hanno dato la vita ad un'unica formazione sociale che si batte per i diritti delle donne in Iran chiamato appunto" la campagna di un milione di firme contro le leggi discriminatorie, tra cui la legge sul divorzio, sulla tutela dei figli dopo il divorzio, sull'eredità,". La suddetta campagna è concentrato anche contro le leggi disumane quali la legge del taglione, la lapidazione e le normi che discrminano la donne nei confronti degli uomini. Tutto sommato una formazione pacifica che ha deciso di lottare nei limiti della legge islamica dei mullah rifiutando qualsiasi azione violenta o offensiva nei confronti del sistema della repubblica islamica iraniana. Secondo le mie attendibili informazioni, i componenti di questa "campagna", costituito anche dagli uomini, ma prevalentemente dalle coraggiose donne portavano avanti una politica di non "turbamento" ma sensibilizzando la popolazione, in un'azione porta a porta, i diritti delle donne coinvolgendole nella firma di una petizione che chiedeva le stesse cose che ho appena elencato: l'abolizione delle leggi discriminatorie. Nulla di più. L'obiettivo degli organizzatori, tutti volontari, uomini e donne, della campagna era quello di arrivare ad un milione di firme da presentare al parlamento chiedendo la modifica di alcune normative che trascuravano maggiormente i diritti e la dignità della donna iraniana. Fin dal primo giorno del lavoro di questa campagna, il regime dei mullah ha considerato la sua azione e il suo operato "un offesa e un complotto contro la sicurezza nazionale". Tutte le donne e uomini arrestate in questo ambito sono state accusate di aver "complotato contro la sicurezza nazionale"! Il regime dei mullah ha capito immediatamente che il lavoro di questi volontari porterebbe porta a porta "la conoscenza e la coscienza dei diritti tra la popolazione" e "sarebbe una base pericolosa per successivi passi e eventi bellicosi della popolazione". E di conseguenza, la stessa riunione del Consiglio superiore della sicurezza nazionale presieduto dallo stesso ex presidente Khatami, all'epoca fu anche il capo dello stesso Consiglio, ha considerato l'operato di questa formazione " un'grave azione che mira a colpire le basi e l'ideologia su cui è basata la repubblica islamica iraniana". Si infatti la repubblica islamica iraniana è basato su tre colonne: la repressione, il terrorismo e la bomba atomica.
Il regime dei mullah basandosi su questa convinzione e strategia fin dal primo giorno ha adottato una politica di disturbo e di terrore nei confronti degli attiviste convocandole continuamente negli uffici del ministero dell'intelligence, minacciandole e torturandole, le offrivano soldi e posti in cambio di spionaggio contro altre attiviste identificando, con il sequestro del materiale cartacea raccolta durante il lavoro, anche coloro che hanno firmato la famosa petizione di " un milione di firme" . In poche parole ha cercato di infiltrarsi dentro la campagna cercando di distruggerla dall'interno usando anche il meccanismo degli arresti, dei processi mai celebrati e delle condanne "sospese" e meccanismi vari.
Il caso della signora, alla quale va la mia totale solidarietà, è emblematica. Fa parte di quella strategia che vi ho parlato.
Oggi, in Iran la donna è diventata, grazie a trentanni di repressione e di oppressione praticate ed imposte dai mullah, una vettura su cui pesa quasi tutta la responsabilità del prossimo cambio democratico. Sì, la vera bomba atomica del popolo iraniano è il suo grandissimo e preziosissimo tesoro che si chiama "DONNA". E' una bomba che regala tranquilità e il sonno ai suoi figli ma toglie con tanta determinazione e tempestività il sonno ai mullah. Non è casuale se oggi nella resistenza iraniana le donne hanno sorpassato con tanto orgoglio e onore gli stessi uomini che da trentanni combattevano ai loro fianchi per la libertà e la democrazia. Il simbolo di queste donne? la signora Maryam Rajavi, presidente eletta dal Consiglio Nazionale della resistenza iraniana.
In Iran, oggi, dire viva la donna significa viva la libertà e la democrazia. Questo argomento deve far riflettere le donne di tutto il mondo sollecitando la loro attenzione verso le condizioni in cui queste donne vivono e combattono quotidianamente. Bisogna che le associazioni femministe si raccolgano attorno alle richieste leggittime delle loro sorelle iraniane.
Viva il ricordo di tutte le donne che hanno sacrificato la loro vita per la democrazia e la libertà . Le donne di oggi non sarebbero diventate cosi come sono senza il loro sacrificio e il loro insegnamento.
Mi inclino umilmente di fronte al loro ricordo, alla loro grandezza di valori e di sensibilità.
karimi davood
alle
05:16

Nella foto: Massoud Rajavi, leader storico della resistenza iraniana e dei Mojahedin del Popolo. Durante il regime dello Scià ha passato 7 anni nelle carceri iraniane. Il regime di Khomeini ha ucciso la moglie Ashraf, la sorella Monireh, il fratello Kasem e il cognato, più oltre 120.000 suoi simpatizzanti. 
Ahmadinejad sta preparando il minestrone atomico dei mullah
IL PASSDAR AHMADINEJAD HA DATO LA NOTIZIA DI ALTRE 6000 NUOVE CENTRIFUGHE
La signora Maryam Rajavi, presidente eletta dalla resistenza iraniana ha ribadito che Ahmadinejad sta accellerando il corso dell'arricchimento dell'uranio per arrivare, prima possibile, alla costruzione della bomba atomica, ed ha chiesto al Consiglio di Sicurezza dell'Onu l'adozione di nuove, immediate e severe misure sanzionatorie generali.
Sulla formazione del nuovo parlamento dei mullah, la signora Rajavi ha aggiunto che i suoi componenti sono stati scelti tra i piu fidati uomini del regime (ex generali della Sepah Passdaran), che sono in linea con il capo supremo. Ciò va letto in considerazione con la preparazione del regime in previsione di nuove situazioni che verranno create in seguito all'avvanzamento del programma atomico. In poche parole il regime dei mullah si sta costruendo un muro di difesa e di attacco, disposto ad ammortizzare gli effetti delle nuove risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu ed un eventuale attacco militare americano. L'operazione di depurazione e di esclusione degli elementi deboli, iniziato poco prima delle farse elezioni va letto e considerato in questa direzione. Il regime di Khamenei ha portato avanti un operazione di "omogeneizzazione dei componenti dei tre poteri esecutivo, legislativo e giuridico" onde costituire un sistema di difesa e di attacco privo di crepe e di punti deboli. Il regime dei mullah si sta preparando alla guerra. Il leader della resistenza iraniana, Massud Rajavi, subito dopo la nomina di Ahmadinejad a capo del potere esecutivo ha dichiarato" il regime dei mullah con la nomina di Ahmadinejad ha dichiarato la guerra sia al popolo iraniano che a tutto il mondo". Oggi dopo quasi tre anni ci rendiamo conto del significato delle parole del Leader Massud Rajavi. La nuova notizia diffusa da Ahmadinejad sull'installazione di altre 6000 centrifughe insieme a "buone notizie sullo sviluppo dei missili" confermano esattamente le preoccupazioni e le previsioni e le analisi della resistenza iraniana: il regime dei mullah sta andando con grande velocità e con un "treno senza freni e senza marcia indietro", verso la costruzione della bomba atomica e di conseguenza verso una devastatrice guerra contro tutto il mondo.
Che dio ci salvi. La politica di accondiscendenza ha una buona parte della colpa di questa guerra. Esattamente come ai tempi di Hitler.
E' arrivato il tempo di prendere in seria considerazione la terza via proposta dal presidente Maryam Rajavi: consegnare al popolo iraniano la decisione del suo destino in un cambio democratico del quadro politico attuale.
Grazie presidente Maryam Rajavi
karimi davood
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10:33

La bellicosa politica del regime dei mullah, finalizzata a costruire l'impero islamico iraniano, ha costretto i dirigenti di Teheran ad entrare in un vicolo cieco costituito prevalentemente dall'inflazione, dall' isolamento internazionale, dal'incubo di nuove risoluzioni e sanzioni, dall' caro vita, dalla costruzione della bomba atomica, dall' asprimento del terrorismo in tutto il mondo, dalla destabilizzazione nella regione. Tanto vero che oggi, se fosse disponibile al ritiro dalle sue pretese, ammesso che ne abbia la capacità, sarebbe come lasciare la presa sulla bocca del coccodrillo. Automaticamente cadrebbe nella sua bocca e cosi via salta il sogno del grande dittatore del secolo passato: la costruzione del regno islamico nella regione.
La domanda nasce spontanea. Perchè i dirigenti iraniani pur consapevoli della pericolosa situazione rischiano di giocare sulla bocca del coccodrillo? La risposta è semplice. Per costruire il maligno sogno di Khomeini bisogna preparare i mezzi idonei su cui caricare tutte le attrezzature necessarie. Innanzitutto è indispensabile creare una situazione di terrore contro i non credenti per raccogliere quelli elementi idonei e necessari per arruolamento dell'esercito con cui tocca portare avanti la guerra di liberazione delle terre islamiche dagli infedeli! In secondo piano bisogna costruire la bomba atomica per terrorizzare i regimi e i governi che altrimenti, nell'assenza della bomba atomica potranno reagire militarmente e far saltare il sogno di Khomeini e mandarlo nella patumiera della storia. Ma elemento piu importante e fondamentale è il ruolo della popolazione di cui i mullah iraniani temono piu del ruolo aggressivo e minaccioso degli americani e degli israeliani. Anche perche gli stessi mullah sono stati testimoni della rivoluzione del 79 in cui la popolazione iraniana è scoppiata come un vulcano e ha bruciato tutto il sistema monarchica. Di conseguenza i dirigenti iraniani hanno investito miliardi di dollari, a spese della gente, riducendola alla miseria e alla fame, nell'organizzazione della macchina repressiva e terroristica che finora ha prodotto miliaia e miliaia di vittime. Ormai la repressione è diventata la colonna portante su cui si regge tutto il regime dei mullah, dai cosidetti moderati ai conservatori. Il terrorismo internazionale e la bomba atomica sono due colonne laterali e complementari che aiutano il sistema clericale di reggersi in piedi. Come il corpo umano: una colonna vertebrale e due gambe. Nel caso che uno di questi tre colonne venisse a mancare l'intero equilibrio del sistema salterà in aria. Cioè la fine del regime. Ecco perchè il presidente passdar Ahmadinejad dichiara che il "treno atomico è privo del freno e della marcia indietro". Sul piano interno la situazioen è Idem. A qualsiasi protesta viene data la violenta risposta dei Basiji o dei Passdaran. Non si intravedono nessun orizzonte di scampo per il regime. Ritirarsi sarebbe la morte certa. Insistere altretanto. Alternativa? Nulla. Devono andare avanti su questo binario. Il sistema è destinato a crollare nella bocca del coccodrillo. Anchè perche il popolo iraniano stanco di trentanni di violenza e di miseria e di terrorismo sta spingendo sull'accelleratore della resistenza iranaina.
Al popolo iraniano un mio "In bocca al lupo"!
Al regime di Ahmadinejad esprimo dal fondo del mio cuore il desiderio di tutta l'umanità: che finisca prima possibile nella bocca del coccodrillo che successivamente lo consegnerà per sempre alla patumiera della storia.
karimi davood
alle
02:09

L'INCUBO ATOMICO IRANIANO NELLA REGIONE
Il testo: Analizzando gli ultimi mesi dell'anno persiano, appena terminato, il 20 marzo scorso, ci rendiamo conto della gravità di una situazione, senza ritorno con il suo "treno senza freni e senza marcia indietro", in cui si è precipitato con la testa il regime del passdar Ahmadinejad: il primo è stato l'approvazione della terza risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sull'arricchimento dell'uranio finalizzato alla costruzione della bomba atomica; il secondo ha toccato le ripetute vittorie ottenute dall'opposizione iraniana, i Mojahedin del Popolo, in vari tribunali europei(l'ultimo è stato ieri sera), in particolare quello che riguarda le organizzazioni proibite; il terzo tocca le farse elezioni del majles dei mullah, ossia il centro di raccolta dei piu feroci boia e torturatori e terroristi del regime( l'Unione Europea ha dichiarato la nullità e la falsità di queste elezioni. Ahmadinejad pretendeva dall'Unione Europea un mazzo di fiori firmato col sangue degli oppositori iraniani che si trovano in Europa e che hanno smascherato i piani atomici militari); la quarta ha toccato addiritura l'arma piu micidiale del regime:l'organo di repressione e di terrorismo, cioè il Corpo della Sepah Passdaran, inserito da parte degli Stati Uniti d'America nella lista nera; la quinta ha toccato l'eliminazione e la rimozione dell'Ammiraglio William Falcon, l'unico ostacolo allo scontro militare americano contro Teheran, la sesta ha toccato il rapproto della Nie, smentita dal vice capo della Cia che ha dichiarato che il regime sta ancora lavorando sulla costruzione della bomba atomica; la settima è stata la serie di manifestazioni popolari e studentesche in particolare nella città di Shiraz, dove per una decina di giorni gli studenti di varie facoltà sono scese in piazza gridando "morte al dittatore";" noi siamo uomini e donne di guerra, e disposti alla guerra"; ecc... Qui mi fermo, altrimenti dovrei fare un libro e sottolineo quella ultima appena arrivato dalla Cina che secondo me se non è colpo di grazia poco manca: secondo le agenzie di stampa, il governo cinese avrebbe consegnato agli Stati Uniti d'America una serie di preziosissimi informazioni sul progetto atomico militare iraniano: Le fonti ufficiali non hanno ancora smentito. Ma la cosa importante non è la smentita ma lo spirito dell'azione cinese su cui i mullah iraniani avevano investito tutte le loro speranze sul futuro atomico iraniano. L'azione della cina in qualche modo conferma la mia tesi secondo cui, questo grande paese in espansione spaventosa non avrebbe mai preso le parti iraniane contro i suoi interessi di lungo raggio che si trovano in America e nel mondo occidentale. La Cina ha approfittato di un regime traballante e agonizzante, nei suoi rapporti con il resto del mondo vendendo la sua merce ai prezzi possibilmente superiori ai quelli reali. Cioè finche ha potuto ha ricattato l'Occidente con il caso iraniano.E oggi che l'aria americana tira in modo abbastanza brusca e che prospetta la vicinanza della guerra oltre ad essere vicini alle Olimpiadi di Pechino, la ragione di commercio e buisness non avrebbe suggerito piu il supporto incondizionato ai mullah iraniani e ha proposto ai dirigenti cinese la scarica totale del regime e un avvicinamento alle posizioni americane. In poche parole ha stracciato le carte iraniane e ha apparrecchiato con tovaglioli ricamati d'oro il banchetto americano favorendo la guerra contro le installazioni e i siti atomici dei mullah che lavorano giorno e notte sul progetto atomico militare. Una cosa che danneggerà sicuramente, in primiss, gli ineteressi del popolo iraniano, perchè il regime dei mullah nel caso della guerra scatenerrà tutta la sua potenzialità terroristica all'estero e all'interno darà la caccia a chiunque sia sospettato di essere dissidente.
Allora che cosa proponiamo noi: sì, va bene questo lavoro della Cina. Ha fatto un lavoro ammirevole ma ciò non dovrebbe dare l'autorizzazione ad una guerra contro il regime. Ciò dovrebbe acconsentire al Consiglio di Sicurezza dell'Onu l'approvazione di nuove e piu severe sanzioni generali contro i mullah, accompagnati dal riconoscimento della resistenza iraniana come l'unica alternativa democratica al regime di Ahmadinejad lasciando nelle mani della popolazione la decisione sulla sua sorte.
Comunque esprimo la mia soddisfazione per la nuova politica cinese e mi auguro che tutti i paesi intressati seguano questo esempio lavorando allo stesso tempo sullo scongiuramento del pericolo della guerra e sul riconoscimento della resistenza iraniana come l'unico siero efficace contro il veleno extramicidiale del fondamentalismo islamico iraniano: non esagero basti guradare il numero dei morti e feriti causati dal regime in tutto il mondo a aprtire dall'Iraq e dall'Afghanistan fino all'estremo sud e nord del mondo.
Devo ammettere che per la prima volta mi sta interessando lo sport. Sta avendo grandi effetti anche sulla politica in particolare quella internazionale. I cinesi sono piccoli ma non deficienti. sanno distinguere la direzione del vento. tirano la molla ma fino ad un certo punto.
Viva lo sport.
karimi davood
alle
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Nella foto Akram Mahdavi donna di 32 anni condannata a morte e in attesa di esecuzione della sentenza prevista per prossimi giorni.
Sta mattina ho ricevuto una triste telefonata da Teheran. Dall'altra parte della linea c'era una signora molto agitata e piangente che mi supplicava di aiutare una sua parente stretto di 32 anni, madre di una ragazza diciasettenne. Non sapevo cosa rispondere. Lei continuava a supplicarmi come se fosse nelle mie mani la sorte della donna in questione. Ero paralizzato dalla notizia e dall'impotenza di non poter fare nulla nell'immediato. Mi aspettavo una telefonata meno triste anche perche, oggi in Iran c'è la festa nazionale di Sizdebedar. In questo occasione tutta la popolazione esce di casa e fa la scampagnata per allontanare la malignità del numero 13 che nella cultura popolare è un brutto numero. Comunque ho cercato di calmare la signora e ascoltare la storia della donna in questione.
Ecoo a voi la sua storia raccontatami telefonicamente:
la signora in questione si chiama Akram Mahdavi, di anni 32, epilettica, che vive in carcere di Evin da quasi 5 anni e che insieme ad un altro uomo ha ucciso suo marito di 75 anni. Praticamente ha sposato all'eta di 15 anni un uomo di 65 anni. Dopo l'arresto e il processo, i giudici religiosi l'hanno condannata a morte e l'esecuzione della sentenza è prevista per i prossimi giorni. grazie alle attività delle organizzazioni che lavorano per la difesa dei diritti delle donne condannate a morte, i familiari del marito hanno deciso di perdonare la signora Akram dietro il pagamento del prezzo del sangue previsto nella codice penale del regime iraniano: 60 milioni di Tumans equivalente di 45 mila euro.
La signora Akram Mahdavi ha lanciato un appello attraverso il suo avvocato difensore, Mina Jafari, chiedendo aiuto a tutti coloro che possono partecipare finanziariamente in questo campagna dicendo che " ha una figlia di 17 anni che non ha nessuno e nel caso della morte della mamma perderà anche questo supporto", precisando che "in questi 5 anni di carcere ha potuto vederla solamente una sola volta".
In qualità del presidente dell'Associazione rifugiati politici iraniani in Italia, ho accolto con enorme piacere questa richiesta prommettendo il mio massimo impegno in questa umanitaria campagna per salvare la vita di una delle migliaia di donne vittime del sistema clericale dei mullah iraniani.
Chiedo, a nome della signora Akram Mahdavi la partecipazione ,pur minima, di tutti coloro che hanno sentito il grido di aiuto di Akram e della sua unica figlia di 17 anni. Aiutiamole per riunirsi e abbracciarsi e sorridere alla vita.
Chi vuole partecipare in questa campagna mi potrà contattare telefonicamente al numero: 3387862297.
A nome di Akram e della figlia anticipatamente ringrazio e mi inclino di fronte a coloro che vorranno aiutare Akram e salvarla dalla morte certa.
grazie di cuore
karimi davood
alle
04:56
Salvare Sakineh dai sassi ricavati dal cuore di pietra del regime dei mullah è un compito umano oltre che storico di tutte le donne e gli uomini liberi.
Grazie alle numerose campagne internazionali a favore della signora Sakineh Ashtiani, tra cui quella organizzata dalle associazioni iraniane dei rifugiati politici, delle donne democratiche e dei giovani iraniani in Italia, il regime fondamentalista dei mullah si è tirato indietro ed attraverso la bocca del portavoce del ministero degli esteri ha comunicato che "nulla è ancora deciso sulla sorte della signora Ashtiani". Questo stesso fatto dimostra la natura disumana di un regime che da 5 anni tiene fra gli artigli la sorte di una giovane donna, la quale per giunta è madre di due figli. Naturalmente l'uscita del portavoce del regime terrorista e misogino dei mullah ha un solo obiettivo: quello di rasserenare gli animi e attenuare le pressioni internazionali e allo stesso modo consegnare nelle mani del boia la vita di Sakineh. Allora chiedo a tutti voi di mantenere alta la guardia e l'attenzione, di non cascare nella trappola iraniana e continuare a mantenere forte la pressione internazionale adoperando tutti i mezzi a disposizione per far sentire ai criminali di Teheran che il mondo civile non può tollerare una simile barbarie contro le donne iraniane. Una barbarie che è l'altra faccia del terrorismo internazionale iraniano che ha ucciso fino ad oggi migliaia di persone innocenti in Iraq, in America, in Afghanistan, in Israele, in Palestina e in ogni angolo della terra. Non dimentichiamoci i coraggiosi soldati caduti sotto le bombe iraniane in Iraq a Nassiriah e in Afghanistan. La condanna a morte di SAkineh è esattamente un altro aspetto del terrorismo iraniano. Dunque, mobilitarsi per Sakineh significa anche commemorare il ricordo degli eroici soldati italiani caduti cotto le bombe di Khatami, Ahmadienjad e Khamenei. Qui di seguito vi riporto alcuni numeri telefonici delle ambasciate del regime dei mullah e vi chiedo di dedicare una piccola parte del vostro tempo prezioso alla causa di Sakineh, chiamando l'ambasciata iraniana esprimendo le vostre preoccupazioni e il dissenso nei confronti della lapidazione e della pena di morte. Salvare Sakineh dai sassi ricavati dal cuore di pietra del regime dei mullah è un compito umano oltre che storico di tutte le donne e gli uomini liberi.
Davood Karimi, presidente Associazione rifugiati politici iraniani residenti in italia
Australia +61 (02) 62907000
Austria: +43 1 712 2650
Belgio:+32 2 762 3745 (2 762 3771)
Brasile: 61-3242-5733 / 5124 / 5874 / 5915
Canada: 613- 235 4726
Danimarca: +39 1 60071
Finlandia: +358 9 6845391
Francia: +33 1- 4069 7900 (4069 7971/ 4069 7914 / 4069 7916 / 4069 7966)
Germania: +49 (30) 84353399
Giappone: +81 – 3-3446-8011
Gran Bretagna: + 44 (20) 7 225 3000 – centralino
Grecia: +30 2106741436
India: +91-11- 332 9600 (332 9601 / 332 9602 / 332 0491)
Irlanda: +353 – 1 188 5881 (1-288 0252 / 1-288 2967)
Italia: +39 (06) 86328485 / 86328486
Messico: +52 55 9172 2699
Nuova Zelanda:+64 4 386 2976
Norvegia:+47 22 552 409
Portogallo: + 351 21 304 1850
Sud Africa: +27-12- 342 5881
Spagna: + 34 91 345 01 12 (91 345 01 16 / 91 345 06 52)
Stati Uniti: +1 (202) 965-4990
Svezia:+46 8 765 0829 (765 3174 / 767 7929)
Svizzera:+41 31- 351 0801 (351 0802)
Turchia: +90 312- 468 2821

ARRIVANO NOTIZIE PREOCCUPANTI SULLA SORTE DELLE PERSONE ARRESTATE DURANTE LE MANIFETSAZIONI
E' STATA PRESENTATA AL PARLAMENTO UN DOCUMENTO DI MODIFICA DELLA LEGGE PER ABBREVIARE I TEMPI DI ESECUZIONE DELLA PENA CAPITALE DA 20 A 5 GIORNI
Negli ultimi giorni il regime dei mullah, attraverso il suo speaker del parlamento, il ministro per l'informazione, il procuratore generale e numerosi altri esponenti di spicco, ha minacciato di morte qualsiasi persona che venga arrestata durante le manifestazioni di protesta. All'inizio della settimana, 36 deputati del parlamento hanno presentato un documento di modifica della legge sulla pena capitale, secondo cui i tempi di esecuzione della pena di morte si riduce da 20 a soli 5 giorni. Secondo questo documento, chiunque venga arrestata viene riconosciuto, alla base di una Fatwa rilasciato da Khomeini nel 1988, "Mohareb" e di conseguenza viene passato per le armi. Secondo la costituzione della repubblica islamica Mohareb è colui che "è contro il Dio" e chi è contro Dio è "degno della morte"!
Attualmente nelle carceri iraniane ci sono migliaia di ragazze e ragazzi arrestati dopo le manifestazioni post-elettorali e rischiano seriamente la vita. Secondo le informazioni in nostro possesso esistono serie intenzioni di convertire la legge e di abbreviare i tempi di esecuzione. Nel caso che passase questa legge migliaia di persone rischiano veramente la vita. Questa misura è stata adottata durante il consiglio di sicurezza nazionale e dietro la esplicita richiesta del capo supremo del regime dei mullah Ali Khamenei.
Noi, Associazione Donne democratiche, Associazione giovani iraniani e Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia ci rivolgiamo al governo italiano, alla Camera dei Deputati , al Senato della repubblica, alle istituzioni e organizzazioni competenti in materia della difesa dei diritti umani, ai semplici cittadini di condannare questa nuova misura repressiva che mira ad eliminare migliaia di vite umane e terrorizzare coloro che scendono in piazza per protestare contro la repressione e la violenza in Iran. Il popolo iraniano e in particolar modo le ragazze e i ragazzi della protesta nazionale hanno seriamente bisogno della solidarietà della comunità internazionale.
Il popolo iraniano non dimenticherà mai coloro che lo hanno sostenuto nei momenti più bui della sua storia.
E' assai vicina l'aurora della libertà e della democrazia in Iran.
Associazione Donne Democratiche iraniane,
Associazione Giovani iraniani,
Associazione Rifugiati politici iraniani residenti in Italia
Roma, 6 gennaio 2010