giovedì 7 gennaio 2010

MANIFESTAZIONE A ROMA, DI FRONTE ALL'AMBASCIATA DEL REGIME DEI MULLAH CONTRO LA REPRESSIONE DEL POPOLO IRANIANO

"ABBASSO KHAMENEI, ABBASSO LA DITTATURA"
"LIBERI, LIBERI I PRIGIONIERI POLITICI"
"LIBERTA', LIBERTA', LA DEMOCRAZIA IN IRAN"
"INSIEME AI GIOVANI IRANIANI GRIDIAMO MORTE A KHAMENEI, MORTE ALLA DITTATURA, VIVA LA LIBERTA'"


Contro la repressione del popolo iraniano e per la solidarieta' con le ragazze e i ragazzi della rivolta nazionale, Associazione Donne democratiche, Associazione Giovani, Associazione ingegnieri e specialisti insieme all'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia hanno organizzato una manifestazione di protesta di fronte all'ambasciata del regime dei mullah a Roma e insieme al popolo iraniano hanno gridato a gran voce :" Morte alla dittatura, Morte a Khamenei".
Alla manifestazione sono arrivate numerose adesioni da parte delle personalita' politiche e dei semplici cittadini di cui vi riporto alcuni:

Iran. Orlando (Idv). «Solidarietà a giovani iraniani in vista della manifestazione di domani 7 gennaio a Roma»

In vista della manifestazione di protesta di domani giovedì 7 gennaio a Roma contro il massacro del popolo iraniano, organizzata dall'Associazione Laureati e specialisti, Associazione Donne democratiche, Associazione Giovani iraniani insieme all'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia, Leoluca Orlando, portavoce nazionale dell'Italia dei valori, manifesta la sua solidarietà agli organizzatori e a tutti quanti si oppongono ad un regime che reprime chi scende in piazza per chiedere protezione dei propri diritti, libertà e democrazia. «Esprimo tutto il mio appoggio, e quello del mio partito, ai giovani coraggiosi che manifestano contro un potere liberticida. L'Italia dei Valori si batte e continuerà a battersi perchè la libertà di espressione, di parola, di protesta sia sempre garantita, nel nostro paese come in quei paesi nei quali diritti primari ed essenziali come la facoltà di opinione e critica sono tragicamente a rischio. Come gli eventi delle ultime settimane in Iran hanno mostrato».



Sorrento- L'associazione "Peninsula Felix" che raccoglie giovani studenti e adulti del territorio Sorrentino, ha aderito alla protesta di domani (7 gennaio) che si terrà a Roma di fronte all'Ambasciata Iraniana. Un gesto di solidarietà contro le repressioni che si stanno tenendo in questo paese. Pensinsula Felix si affianca così all' Associazione Laureati e specialisti, Associazione Donne democratiche, Associazione Giovani iraniani insieme all'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia che hanno organizzato una manifestazione di protesta contro il massacro del popolo iraniano. La manifestazione si terra' giovedi 7 gennaio alle ore 14 a Roma, di fronte all'ambasciata del regime fondamentalista dei mullah. "Chiediamo la partecipazione e la soldiarieta' di tutti coloro che condividono le nostre preoccupazioni circa la brutale repressione delle donne e degli uomini che scendono in piazza per reclamare i loro diritti e per ripristinare la liberta' e la democrazia in Iran" hanno dichiarato dal movimento per Iran Democratico "secondo le ultime notizie, provenienti dall'Iran" prosegue il comunicato " il regime dei mullah ha seri intenzioni di condannare a morte i migliaia di giovani che sono stati arrestati durante le recenti manifestazioni di protesta. Chiediamo ai partiti politici e alle organizzazioni umanitarie la massima partecipazione e solidarieta' con la rivolta del popolo irania. Con una sollecitazione, per le adesioni e la partecipazione scrivete all'email: irandemocratico@yahoo.it


"UNA VIA PER ORIANA" ESPRIME SOLIDARIETA' E PARTECIPA ALLA MANIFESTAZIONE CONTRO IL MASSACRO DEL POPOLO IRANIANO

LA MANIFESTAZIONE SI TERRA' DOMANI DI FRONTE ALL'AMBASCIATA DEI MULLAH A ROMA

Alla Manifestazione parteciperanno diverse organizzazioni da tutta Italia, tra queste: L'Associazione Laureati e specialisti, Associazione Donne democratiche, Associazione Giovani iraniani insieme all'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia eed altre ancora.

La Manifestazione di protesta, contro il massacro del popolo iraniano, si terra' giovedi 7 a Roma, dalle 14.00 alle 16.00 di fronte all'Ambasciata del regime fondamentalista dei mullah.

Inivtiamo alla partecipazione e alla soldiarieta' tutti coloro che condividono le nostre preoccupazioni circa la brutale repressione delle donne e degli uomini che scendono in piazza per reclamare i loro diritti e per ripristinare la liberta' e la democrazia in Iran.

Secondo le ultime notizie provenienti dall'Iran, il regime dei mullah ha seri intenzioni di condannare a morte i migliaia di giovani che sono stati arrestati durante le recenti manifestazioni di protesta.

Pertanto chiediamo ai partiti politici e alle organizzazioni umanitarie la massima partecipazione e solidarieta' con la rivolta del popolo iraniano.

Chi intende aderire è pregato di inviare l'adesione all'indirizzo email: irandemocratico@ yahoo.it

Armando Manocchia Presidente Associazione "Una via per Oriana" www.unaviaxoriana.it



Siamo due cittadini di Bologna, pur non potendo partecipare alla manifestazione a Roma il 7 di gennaio, diamo la nostra solidarietà al popolo iraniano in lotta per la libertà e aderiamo idealmente all’iniziativa.
LIBERTA’ OGGI IN IRAN, SIGNIFICA LIBERTA’ PER IL MONDO INTERO DOMANI !
VIVA LE DONNE IRANIANE !
SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE ALLA LOTTA DEL POPOLO IRANIANO PER LA LIBERTA ’ !
MORTE AL REGIME DEI MULLAH !
Davide e Manuela





mercoledì 6 gennaio 2010

Iran - Da Roma la sfida delle donne iraniane. "La dittatura sta per finire"


Nella foto, Azar Karimi, presidente dell'associazione giovani iraniani

Di Patrizia Notarnicola

Affariitaliani.it,
Mercoledí 06.01.2010

Madre e figlia, due donne che lottano per la stessa causa da Roma. Shahrzad Sholeh è rifugiata politica in Italia, da dove continua a battersi per la libertà del suo popolo con suo marito, Davood Karimi, presidente dell'Associazione Rifugiati Politici Iraniani in Italia. Azar l'Iran non l'ha mai visto, ma sogna di andarci presto. In una rinnovata atmosfera di libertà. E come loro migliaia di donne nelle piazze di Teheran sfidano i cecchini per la democrazia.

Azar Karimi ha 23 anni, è nata a Roma, studia giurisprudenza e l'Iran non l'ha mai visto, eppure ogni giorno sogna di andarci. E' il paese da cui 30 anni fa, sotto la dittatura dello Scià Reza Pahlavi, sono fuggiti i suoi genitori, oggi rifugiati politici in Italia. E' il paese in cui, dallo 12 giugno scorso, quando c'è stata la contestatissima rielezione presidenziale di Ahmadinejad, migliaia di suoi coetanei stanno animando le piazze di Teheran e di altre città contro "i dittatori". E' il paese per il quale Asha lotta organizzando manifestazioni, conferenze, dimostrazioni, insieme all'Associazione dei Giovani Iraniani in Italia, di cui è diventata presidente. E' preoccupata ma nello stesso tempo felice perché "siamo arrivati finalmente ad un punto cruciale per la storia iraniana. C'è la speranza che la dittatura finisca al più presto" dice ad Affaritaliani.it.

Sua madre Shahrzad, presdiente dell'Associazione delle Donne democratiche in Italia, qui ha una vita felice, perché "c'è libertà" spiega ad Affaritaliani.it. Aveva più o meno la sua stessa età quando ha cominciato a fare attività politica in Iran. Quando nel 1976 la monarchia cominciò a vacillare, fu una delle tante donne che si unirono al movimento anti-Scià. Accanto ai Mojahedin ed i loro simpatizzanti fu tra le prime a partecipare alla lotta per la libertà per i prigionieri politici. Rischiava il carcere. "Ed una volta entrati in carcere - racconta- nessuno sapeva se sarebbe uscito".

Ma anche dopo la caduta dello Scià, ben presto gli iraniani si resero conto che nulla era cambiato. Il 7 marzo 1979, meno di un mese dopo la caduta della monarchia, Khomeini ordinò l'imposizione del codice di abbigliamento obbligatorio per le donne negli uffici e nei luoghi pubblici. Le donne iraniane lo sfidarono e tennero una grande dimostrazione a Tehran l'8 marzo, il giorno della festa della donna. "La repressione dura da più di 30 anni- spiega Shahrzad - Dopo l'ultima falsa elezione, la gente non ce l'ha fatta più. E' stato il pretesto per uscire dalle case e dire basta. Le accuse di brogli si sono trasformate in occasione per manifestare contro un regime repressivo, oppressivo e autoritario".

Sharzad e Azar, due donne, madre e figlia che oggi dall'Italia lottano per la stessa causa: denunciano gli arresti e le uccisioni in Iran, chiedono il rilascio dei prigionieri politici (impossibile stabilire con esattezza il numero), sono convinte che la resistenza del popolo iraniano farà cadere il regime, per il quale le donne valgono metà degli uomini, non hanno diritti di proprietà, hanno poche possibilità di lavorare e sono obbligate a coprire i loro corpi per non "corrompere uomini virtuosi e morigerati".

Donne come Neda Soltani, volto e simbolo della Rivoluzione verde, colpita a morte dai cecchini durante una manifestazione. I suoi ultimi istanti di vita, ripresi da un telefonino, hanno fatto il giro del mondo tramite You Tube e i siti di informazione.

Ed è una donna anche il presidente del Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana, Maryam Rajavi, esule e rifugiata politica a Parigi dal 1982 a causa della repressione khomenista. Anche Maryam, laureata in ingegneria metallurgica all'università di tecnologia di Teheran, ha iniziato la sua attività politica contro lo Scià già negli anni '70 ed è diventata rapidamente una dirigente del movimento dei Mojahedin del popolo, un'organizzazione musulmana, democratica e nazionalistica che mirava all'instaurazione di un governo democratico, pluralistico e laico in Iran. Nel 1980 si è presentata alle elezioni legislative a Teheran ottenendo più di 250.000 voti.

"Le ragazze giovani, le donne e le signore anziane con la loro sorprendente presenza in prima linea, garantiscono il progresso della rivolta, nei confronti di un regime che sta giungendo al capolinea e sempre di più alla resa dei conti. Il popolo iraniano è ancor di più pronto per tutti i giorni della rivolta da qui alla vittoria finale" ha detto da Parigi la Rajavi. Ne sono convinte anche Azar e Sharzad, che dall'Italia chiedono ai Governi occidentali di non appoggiare il regime o, quanto meno di rimanere neutrali: il popolo iraniano - dicono- ha bisogno di questo aiuto dell'Occidente perché sta morendo sotto la dittatura del regime iraniano".

LA PROPOSTA. L'Associazione rifugiati politici iraniani si rivolge a tutti i partiti e le organizzazioni politiche italiane per proporre l'oganizzazione di una grande manifestazione di protesta di fronte all'ambasciata del regime dei mullah contro il massacro del popolo iraniano e per la solidarietà con le donne e gli uomini che sacrificano le loro vite per portare la libertà e la democrazia in Iran.

APPELLO URGENTE PER SALVARE LA VITA DEI PRIGIONIERI POLITICI !


ARRIVANO NOTIZIE PREOCCUPANTI SULLA SORTE DELLE PERSONE ARRESTATE DURANTE LE MANIFETSAZIONI
E' STATA PRESENTATA AL PARLAMENTO UN DOCUMENTO DI MODIFICA DELLA LEGGE PER ABBREVIARE I TEMPI DI ESECUZIONE DELLA PENA CAPITALE DA 20 A 5 GIORNI


Negli ultimi giorni il regime dei mullah, attraverso il suo speaker del parlamento, il ministro per l'informazione, il procuratore generale e numerosi altri esponenti di spicco, ha minacciato di morte qualsiasi persona che venga arrestata durante le manifestazioni di protesta. All'inizio della settimana, 36 deputati del parlamento hanno presentato un documento di modifica della legge sulla pena capitale, secondo cui i tempi di esecuzione della pena di morte si riduce da 20 a soli 5 giorni. Secondo questo documento, chiunque venga arrestata viene riconosciuto, alla base di una Fatwa rilasciato da Khomeini nel 1988, "Mohareb" e di conseguenza viene passato per le armi. Secondo la costituzione della repubblica islamica Mohareb è colui che "è contro il Dio" e chi è contro Dio è "degno della morte"!
Attualmente nelle carceri iraniane ci sono migliaia di ragazze e ragazzi arrestati dopo le manifestazioni post-elettorali e rischiano seriamente la vita. Secondo le informazioni in nostro possesso esistono serie intenzioni di convertire la legge e di abbreviare i tempi di esecuzione. Nel caso che passase questa legge migliaia di persone rischiano veramente la vita. Questa misura è stata adottata durante il consiglio di sicurezza nazionale e dietro la esplicita richiesta del capo supremo del regime dei mullah Ali Khamenei.
Noi, Associazione Donne democratiche, Associazione giovani iraniani e Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia ci rivolgiamo al governo italiano, alla Camera dei Deputati , al Senato della repubblica, alle istituzioni e organizzazioni competenti in materia della difesa dei diritti umani, ai semplici cittadini di condannare questa nuova misura repressiva che mira ad eliminare migliaia di vite umane e terrorizzare coloro che scendono in piazza per protestare contro la repressione e la violenza in Iran. Il popolo iraniano e in particolar modo le ragazze e i ragazzi della protesta nazionale hanno seriamente bisogno della solidarietà della comunità internazionale.
Il popolo iraniano non dimenticherà mai coloro che lo hanno sostenuto nei momenti più bui della sua storia.
E' assai vicina l'aurora della libertà e della democrazia in Iran.
Associazione Donne Democratiche iraniane,
Associazione Giovani iraniani,
Associazione Rifugiati politici iraniani residenti in Italia
Roma, 6 gennaio 2010.

Fonte Leggo Mondo IRAN, 36 DEPUTATI: "PENA DI
MORTE PER MANIFESTANTI"


È una nuova bufera politica quella che si è abbattuta sull'Iran in seguito alla presentazione in parlamento di una proposta di legge in base alla quale i manifestanti antigovernativi dovrebbero essere considerati 'Mohareb', nemici dell'Islam e di Allah, e pertanto punibili con la pena di morte entro cinque giorni dalla sentenza del Tribunale della Rivoluzione...
Iran: 186 arresti dopo 27 dicembre
Lo afferma il sito riformista Jaras
06 gennaio, 15:01

(ANSA) - TEHERAN, 6 GEN - Sono 186 gli attivisti politici e i giornalisti arrestati in Iran dopo le manifestazioni dell'opposizione del 27 dicembre. E' quanto riferisce il sito riformista Jaras. Tra gli arrestati, sottolinea la fonte, vi sono 99 studenti, 10 collaboratori del leader dell'opposizione Mussavi, 17 giornalisti, 9 attivisti per i diritti umani e delle donne e 12 appartenenti alla setta religiosa dei Bahai, nata nel Diciannovesimo secolo da una riforma dell'Islam e messa al bando in Iran.

Iran: impiccato attivista curdo
Un attivista curdo iraniano, Fasih Yasmini, di 27 anni, è stato impiccato stamani in Iran dopo essere stato condannato a morte per aver "sostenuto il movimento d'opposizione". Lo rende noto il sito d'opposizione all'estero iraniano Cyrusnews, citando un comunicato del Partito Democratico del Kurdistan (Pjak) cui apparteneva il condannato. Il sito precisa che, secondo organizzazioni per la tutela dei diritti umani, almeno altri dieci attivisti del Pjak sono stati condannati a morte con le stesse accuse. Oltre 340 militanti curdi sono condannati a lunghe pene detentive, sempre secondo il sito. La notizia è stata confermata da twitter iraniani ma non da fonti ufficiali.(ANSA).

Mercoledì 06 gennaio 2010 20.25

martedì 5 gennaio 2010

ROMA, GIOVEDI ALLE ORE 14 MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETA' CON IL POPOLO IRANIANO DI FRONTE ALL'AMBASCIATA DEI MULLAH



COMUNICATO STAMPA
Associazione Laureati e specialisti, Associazione Donne democratiche, Associazione Giovani iraniani insieme all'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia organizzano una manifestazione di protesta contro il massacro del popolo iraniano. La manifestazione si terra' giovedi 7 gennaio alle ore 14 a Roma, di fronte all'ambasciata del regime fondamentalista dei mullah. Chiediamo la partecipazione e la soldiarieta' di tutti coloro che condividono le nostre preoccupazioni circa la brutale repressione delle donne e degli uomini che scendono in piazza per reclamare i loro diritti e per ripristinare la liberta' e la democrazia in Iran. Secondo le ultime notizie provenienti dall'Iran, il regime dei mullah ha seri intenzioni di condannare a morte i migliaia di giovani che sono stati arrestati durante le recenti manifestazioni di protesta.
Pertanto chiediamo ai partiti politici e alle organizzazioni umanitarie la massima partecipazione e solidarieta' con la rivolta del popolo iraniano.
Per favore per le adesioni e la partecipazione scrivete all'email: irandemocratico@yahoo.it

NUOVE MISURE REPRESSIVE CONTRO LA POPOLAZIONE



05-01-10
IRAN: VIETATI A CITTADINI CONTATTI CON 60 'GRUPPI' TRA CUI BBC E HRW

(ASCA-AFP) - Teheran, 5 gen - L'Iran ha vietato ai propri cittadini di avere dei contatti con una sessantina di organizzazioni e gruppi tra cui la BBC, l'Human Rights Watch, diverse emittenti legate agli Usa e il sito web dell'opposizione Rahesabz. A renderlo noto i media di Stato.

Il vice ministro dell'Intelligence incaricato degli affari esterni ha fatto sapere che una sessantina di gruppi, sospettati di esser coinvolti nel 'complotto' dell'Occidente di rovesciare il regime iraniano, sono stati inseriti in una vera e propria lista nera.

''Qualsiasi tipo di contatto fra persone fisiche o giuridiche e i gruppi coinvolti nella 'soft war' (guerra morbida, termine usato per descrivere l'intenzione di rovesciare il governo di Mahmud Ahmadinejad -ndr) e' illegale e vietata'', hanno spiegato i media di Stato citando il vice ministro.

La lista nera include anche Voice of America, finanziato dal governo Usa, e Radio Farda cosi' come i canali satellitari pro-monarchici con base negli Stati Uniti, la radio pubblica israeliana e il gruppo ribelle dei mujaheddin del Popolo.

Il vice ministro ha inoltre invitato la popolazione ad evitare ''contatti irregolari con le ambasciate, con i cittadini stranieri o con i centri ad essi collegati''. ''I cittadini devono essere attenti alle trappole dei nemici e collaborare con il ministero dell'intelligence per proteggere la nazione e neutralizzare le trame degli stranieri e dei cospiratori'', ha detto alludendo ai simpatizzanti dell'opposizione che nel corso degli ultimi sette mesi sono scesi in piazza per protestare contro il potere di Teheran.

Nella lista nera compaiono anche la Brookings Institution, la George Soros's Open Society Institute e la National Endowment for Democracy con base a Washington.

Ieri il ministro dell'Intelligence Heydar Moslehi ha annunciato l'arresto di numerosi cittadini stranieri durante le proteste contro il governo esplose in occasione delle celebrazioni dell'Ashura. Alla fine di novembre, il leader supremo Ayatollah Ali Khamenei aveva detto che la Repubblica Islamica e' alle prese con una 'soft war' con i suoi nemici stranieri, accusati di aver fomentato le proteste in strada nel tentativo di spodestare il presidente Ahmadinejad

lunedì 4 gennaio 2010

UNA BUONA E BELLA NOTIZIA: rinviata missione Ue in Iran


UN CALOROSO RINGRAZIAMENTO A TUTTI GLI EUROPARLAMENTARI CHE AVEVANO GIA' DICHIARATO LA LORO RINUNCIA A QUESTO VIAGGIO DI "LEGITTIMIZZAZIONE DELLA REPRESSIONE DEL POPOLO IRANIANO"
LA NOTIZIA E' STATA ACCOLTA CON TANTA SODDISFAZIONE DA PARTE DELLA COMUINTA' DEGLI OPPOSITORI IRANIANI
SAREBBE UN GRAVE ERRORE INVIARE DELLE DELEGAZIONI CHE SERVONO SOLAMENTE AL REGIME DEI MULLAH DI GIUSTIFICARE LA SUA INAUDITA VIOLENZA E FEROCITA' DIMOSTRATA DURANTE LE ULTIME MANIFESTAZIONI DI ASHURA, GIORNATA STORICA PER IL PERSCORSO DI CAMBIAMENTO DEL REGIME DEI MULLAH

Roma, 4 gen (Velino) - È stata rinviata, per decisione di Teheran, la visita in programma dal 7 all’11 gennaio da parte di una delegazione dell’Europarlamento. Lo ha annunciato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehman-Parast, giustificando la scelta con la necessità di “fare gli opportuni preparativi per far sì che la visita favorisca il raggiungimento dei massimi livelli di cooperazione parlamentare costruttiva fra Teheran e l’Unione europea”. La decisione arriva dopo giorni di pressioni da parte di numerosi europarlamentari, compresi alcuni che avrebbero dovuto far parte della delegazione, ma anche di membri - repubblicani e democratici - del Congresso Usa, che hanno anche scritto al presidente del Parlamento europeo Jerzy Buzek chiedendogli di annullare la missione. Il motivo è la dura repressione delle proteste di piazza della scorsa settimana, ma anche la posizione delicata del Paese sul fronte del nucleare.
“Le autorità iraniane hanno giocato d’anticipo” ha detto il presidente degli europarlamentari del Pdl, Mario Mauro, contrario alla missione. “Le continue pressioni di questi giorni (...) avevano fatto largamente presagire che in poche ore ci sarebbe stato uno stop alla missione. Le autorità iraniane hanno giocato d’anticipo per non esporsi all’ennesima reprimenda della comunità internazionale, come sarebbe avvenuto se a decidere di non andare fosse stato il Parlamento europeo. Resta fermo il nostro giudizio - conclude Mauro - di inequivocabile condanna nei confronti di un governo che oramai appare giusto chiamare regime”. Il Parlamento europeo avrebbe dovuto decidere tra domani e dopodomani, convocando una Conferenza straordinaria dei presidenti dei gruppi parlamentari. La missione rimane comunque in programma, e slitterebbe di un paio di mesi. La ferma volontà di partire era invece stata espressa dalla verde tedsca Barbara Lochbihler, che avrebbe guidato la delegazione

SOLIDARIETA' DEI PRESIDENTI CICCHITTO E GASPARRI


IRAN: Cicchitto E GASPARRI, NESSUNA COPERTURA A REGIME

04 gen 2010
(AGI) - Roma, 4 gen - "Auspichiamo Che nessuna Delegazione di eurodeputati si rechi in Iran. Al regime di Ahmadinejad-sottolineano i capigruppo Pdl Gasparri e Cicchitto - non va data alcuna copertura. Alla ripresa dei lavori parlamentari ci ripromettiamo di Proporre alle altre Forze di maggioranza e di Opposizione una manifestazione Davanti all'Ambasciata iraniana per ben sentire l'isolamento nel Quale si trova l'Iran. Nuove forme di boicottaggio e nuove sanzioni andranno realizzate Dalla comunita 'internazionale ". --

IRAN CERCA DI ESPORTARE LA CRISI AL DI FUORI DELL'IRAN



Se guardiamo alla cronologia degli eventi post elettorali ci rendiamo conto che ormai nulla è sotto controllo di Ahmadinejad e Khamenei. Non si può più parlare delle proteste contro la mancanza del rispetto verso coloro che si sono recati alle fasulle urne organizzate in occasione delle presidenziali del giugno scorso. L'occasione del 12 giugno ha fatto traboccare il vaso e ha fatto uscire un sunnami di rabbia e di odio verso l'intero regime dei mullah, abbandonandolo con una testa spaccata in due e che non lo abbandonerà fin quando non lo consegnerà definitivamente alla pattumiera della storia lasciando il mondo intero a riprendere il fiato e a ritrovare la sua serenità e pace. Il sangue di Neda ha fatto da inchiostro per la registrazione delle gloriose pagine di resistenza delle donne e degli uomini repressi per trentanni da un regime demagogico e clericale che ha fomentato e finanziato coscientemente la violenza e il terrore in tutto il mondo. Basti guardare al suo operato in tutto il medioriente: dall'Iraq all'Afghanistan, dall'Egitto al Marocco, dalla Tunisia al Yemen ecc... In mezzo a tutto ciò si è accanito duramente contro coloro che hanno avuto dei ruoli nei processi di stabilizzazione dell'area mediorientale tra cui Italia, Spagna, Olanda. E' ancora fresco il ricordo di 6 soldati italiani uccisi dalle bombe iraniane in Afghansitan. Ma tornando alla situazione interna devo sottolineare che ogni qualvolta che il regime iraniano si è trovato in seri difficoltà si è immediatamente rifugiato sotto il mantello del terrorismo e della violenza e ha fatto scatenare o una guerra oppure ha finanziato e organizzato una tragedia umana da qualche parte del mondo. la guerra dei 33 giorni fa parte di questo sporco gioco strategico. Oggi, in questo articolo vorrei mettere in guardia l'intera Europa e l'America di aprire bene gli occhi perchè il regime dei mullah si trova in una seria e grave situazione esistenziale, è graqvemente ferito a tal punto che ha aperto addirittura il fuoco nella giornata di Ashura contro le donne e gli uomini in lutto per la morte di Imam Hossein. Una cosa gravissimo che nemmeno Lo Scià ha fatto durante le manifestazioni di allora registratesi durante la giornata di Ashura. In quel giorno le armi dello Scià hanno taciuto ma al contrario quelle del pretendente "capo supremo del sciismo mondiale" hanno sparato e ucciso delle donne e degli uomini sciiti: In poche parole il capo supremo, Ali khamenei deve affrontare una rivoluzione popolare contro l'intero sistema clericale esistente. Ormai la gente non grida"Wher in my vote" ma scandisce al prezzo della sua Vita "morte a Khamenei, morte alla dittatura", "viva la libertà e la democrazia"! E' per questo motivo che Iran ha bisogno di dirottare le attenzioni verso altri problemi. Secondo me l'attentato fallito sull'aereo americano( per fortuna e complimenti con chi l'ha evitato), fa parte di questa strategia, altrimenti non si spiegano come mai si sono attivati all'improvviso tutti questi gruppi terroristici islamici con tanta presa di ostaggi e uccisioni di addirittura 7 agenti della Cia in Afghnaistan? In ogni caso lo vedo doveroso specificare che ci triviamo di fronte ad un mostro ferito dall'interno che sbatte le sue braccia contro chi si trovi lungo il suo raggio di azione. Ancora debbo ribadire che dal momento che l'andamento degli eventi interni è verso la RADICALIZZAZIONE della piazza(con la relativa esclusione definitiva dei finti capi di opposizione, trascinati per collo dagli eventi pos-elettorali, e che di conseguenza dovranno alzare le mani di fronte agli attacchi del mostro della velayate Faghih, per esempio uccisione del nipote di Moussavi), dobbiamo attenderci una violenta reazione di Khamenei verso la comunità internazionale che non può restare indiffirente di fronte a tanta violenza e barbarie khomeiniste(tra cui le prese di posizioni di personalità politiche italiane Fini, Ronchi, Cicchitto, Fassino, Gsparri ecc...). E dal momento che questa situazione va verso l'incremento della violenza e non abbassamento delle cresta e che il regime dei mullah sparerà fino al ultimo secondo della sua esistenza senza dare tregua a nessuno è lecito e doveroso sottolineare, come un conoscitore e analista della situazione interna, che da questo momento in poi si può succedere di tutto e di più.
La conclusione aspetta agli analisti di professione in materia del terrorismo internazionale e agli organi competenti. Allora un buon lavoro a loro.
Karimi Davood, presidente dell'associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia

sabato 2 gennaio 2010

IL SERVIZIO TRASMESSO DALLA SKY SULLA MANIFESTAZIONE A ROMA DI FRONTE ALL'AMBASCIATA DEI MULLAH

IRAN: CICCHITTO, NIENTE RETICENZE CONTRO REPRESSIONE

"Di fronte a cio' che sta accadendo in Iran e' indispensabile che in Italia si levi una protesta da parte di tutte le principali forze politiche e sociali, in modo da far sentire a quel regime l'isolamento internazionale a cui sta andando incontro". Lo dice Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del PdL, che aggiunge: "E' una situazione gravissima che non consente reticenze e silenzi".

venerdì 1 gennaio 2010

UN INTERESSANTE VIDEO MUSIC CON UNA CANZONE IN PERSIANO SU MASSOUD RAJAVI, MITICO COMANDANTE SUPREMO DELLA RESISTENZA IRANIANA

Iraq/ Scambio prigionieri per Moore: rilasciato leader rapitori

Un'altra prova delle interferenze terroristiche del regime dei mullah nella politica irachena.



di Apcom
Capo 'Lega dei Giusti' consegnato da Usa ad autorità irachene
Roma, 31 dic. (Apcom) - Qais al Khazali, il leader della Lega dei Giusti, il gruppo responsabile del rapimento del britannico Peter Moore in Iraq, è stato trasferito dall'esercito americano alle autorità di Baghdad, dopo la liberazione del consulente informatico avvenuta ieri. "Gli Stati Uniti hanno risposto a una richiesta del governo iracheno, secondo l'accordo di sicurezza iracheno-americano e la legge in vigore, consegnando dei membri di Asaib Ahl al Haq, la Lega dei Giusti, tra cui Qais al Khazali", è stato confermato in un comunicato. In sostanza, secondo quanto si è appreso, il rilascio di Moore sarebbe avvenuto nell'ambito di uno scambio di prigionieri, non dichiarato ufficialmente, tra il governo di Baghdad e le autorità britanniche e americane. Ieri il portavoce iracheno Ali Dabbagh aveva confermato che l'esercito Usa aveva consegnato i detenuti nel quadro del rilascio di Moore. Moore, 36 anni, fu sequestrato insieme con le sue quattro guardie del corpo britanniche il 29 maggio 2007 nell'edificio che ospita il ministero delle Finanze iracheno a Baghdad. I timori per la sua incolumità erano aumentati quando alle autorità britanniche furono consegnati i corpi di tre uomini della scorta. La sorte della quarta guardia del corpo è ancora sconosciuta. Questa mattina il quotidiano britannico The Guardian ha indicato nei Guardiani della rivoluzione i veri responsabili del sequestro. Il giornale ha riferito che "alte fonti in Iraq e in Iran" avrebbero "scoperto dopo un'indagine approfondita" lunga un anno che i Guardiani della rivoluzione avevano diretto l'operazione e condotto i cinque ostaggi in Iran nelle 24 ore successive al rapimento. "E' stato un rapimento iraniano, diretto dai Guardiani della rivoluzione e condotta dalla brigata al Quds", unità d'elite iraniana incaricata delle operazioni all'estero, ha affermato al giornale un ex esponente del gruppo, che ha precisato che i cinque uomini sono stati tenuti in due diversi campi, uno dei quali conosciuto con il nome di Qasser Shiereen. (con fonte Afp)

UN VIDEO FILMATO SULLA RIVOLTA POPOLARE IRANIANA

BUON ANNO 2010!

I MIEI MIGLIORI AUGURI A TUTTE LE AMICHE E GLI AMICI SPERANDO DI FESTEGGIARE IL PROSSIMO CAPODANNO A TEHERAN E IN PIAZZA DELLA LIBERTA'.
BUON PROSEGUIMENTO DI FESTA|
KARIMI DAVOOD

 
AID : AGENZIA IRAN DEMOCRATICO