martedì 2 novembre 2010

Sakineh, Angelilli e Pittella: “Non c’è tempo da perdere, il governo di Teheran smentisca ufficialmente l’ imminente esecuzione della donna”

Comunicato stampa




"Seguiamo con viva preoccupazione le allarmanti notizie che si susseguono in merito all’ imminente esecuzione di Sakineh Mohammadi Ashtiani", dichiarano i due Vicepresidenti italiani del Parlamento europeo Gianni Pittella e Roberta Angelilli.
“In questi mesi – continuano - la Comunita’ internazionale e il Parlamento europeo hanno chiesto al governo di Teheran di salvare la vita di questa donna: un gesto di umanita’ e un segnale concreto della volonta’ da parte dell’ Iran di cambiare la politica sui diritti umani ”.
“Non si tratta di esercitare pressioni ma di chiedere legittimamente l’ assoluta trasparenza qu questo caso”.
“Chiediamo alle autorita’ iraniane di chiarire al piu’ presto le voci che si stanno diffondendo e fornire notizie sulle condizioni di salute della donna.
La nostra battaglia per il rispetto del diritto alla vita e dei diritti fondamentali, tra cui il diritto ad ottenere un processo equo e giusto, continuera’ e Teheran se vuole realmente costruire un dialogo con l’ Europa non puo’ ignorare gli appelli che arrivano dai governi e dalla societa’ civile” concludono Angelilli e Pittella.

lunedì 1 novembre 2010

SAKINEH: RIFUGIATI IRAN, TIMORI DI ESECUZIONE A BREVE

TGCOM.IT

1/11/2010
Sakineh, "forse esecuzione a breve"
Rifugiati Iran: "Accelerati i tempi"
Sakineh, la donna iraniana che rischia la condanna a morte per adulterio e complicità nell'omicidio del marito, potrebbe essere giustiziata nel giro di pochi giorni. A lanciare l'allarme è il presidente dell'associazione dei rifugiati Iraniani residenti in Italia, Karimi Davood. "Abbiamo ricevuto dall'Iran fondate informazioni di un'accelerazione dei tempi dell'esecuzione: potremmo essere alla vigilia dell'impiccaggione", ha detto.




PRESIDENTE ASSOCIAZIONE, SERI RISCHI DI UN BLITZ IMPICCAGGIONE
ROMA

(ANSA) - ROMA, 1 NOV - Sakineh, la donna iraniana che rischia
la condanna a morte per adulterio e complicità nell'omicidio
del marito, potrebbe essere giustiziata nel giro di pochi
giorni. A lanciare l'allarme è il presidente dell'associazione
dei rifugiati Iraniani residenti in Italia, Karimi Davood.
"Abbiamo ricevuto dall'Iran fondate informazioni di
un'accelerazione dei tempi dell'esecuzione: potremmo essere alla
vigilia dell'impiccaggione", riferisce spiegando che Teheran
avrebbe inviato a Tabriz, città dove sono detenuti il figlio di
Sakineh e del suo legale, l'ordine di non rilasciarli fino a che
non sarà eseguita l'esecuzione della donna.
Un segnale che - spiega la fonte - "procura grande
preoccupazione: il regime dei mullah - ribadisce - intende
impiccare Sakineh in grande segretezza e lasciare il mondo di
fronte ad un fatto compiuto". ...

(ANSA).
ENFORCAMENTO
Sakineh pode ser executada em poucos dias, denunciam ativistas de direitos humanos
Publicada em 01/11/2010 às 19h04m

O Globo

ROMA - A iraniana Sakineh Mohammadi Ashtiani, que atraiu as atenções do mundo inteiro ao ser condenada à morte por apedrejamento sob a acusação de adultério, corre o risco de ser executada em poucos dias, denunciaram ativistas de direitos humanos. De acordo com o presidente da associação Refugiados Políticos Iranianos na Itália, Karimi Davood, o governo do presidente Mahmoud Ahmadinejad pretende "enforcar Sakineh em segredo e deixar o mundo diante de um fato consumado".

- Recebemos do Irã informações fundamentadas de uma aceleração dos tempos de execução. Podemos estar na vigília do enforcamento - afirmou Davood.

Recebemos do Irã informações fundamentadas de uma aceleração dos tempos de execução. Podemos estar na vigília do enforcamento
Ele explicou que Teerã enviou a Tabriz, a cidade onde estão detidos o filho de Sakineh, Sajjad Ghaderzadeh, e seu advogado, Javid Houtan Kian, uma ordem para não soltá-los até que seja efetivada a pena.

A porta-voz do Comitê Internacional contra o Apedrejamento, Mina Ahadi, afirmou que também recebeu indicações deste tipo.

- Haveria uma carta da Alta Corte de Teerã a Tabriz na qual se pede não soltar o filho de Sakineh e seu advogado até que a mulher seja executada - comentou ela.

Sajjad e Kian foram detidos junto a dois jornalistas alemães enquanto davam uma entrevista, há três semanas. Neste sábado, Ahadi afirmou que o familiar da iraniana estava "isolado em uma cadeia secreta" e vinha sendo "brutalmente agredido pela polícia". Segundo as últimas informações, Sakineh continua presa.

A iraniana havia sido inicialmente condenada a morrer apedrejada, pena que foi suspensa em agosto, mas autoridades anunciaram em setembro que o castigo havia mudado para o enforcamento. Com isso, passaria a valer o crime mais grave pelo qual Sakineh era acusada - de ter sido cúmplice no assassinato do marido.

Logo depois que a informação foi divulgada, o Ministério de Relações Exteriores iraniano rejeitou que a decisão fosse definitiva e garantiu que os procedimentos legais ainda não estavam concluídos.

SAKINEH: ASS .RIFUGIATI IN ITALIA, ''STA PER ESSERE IMPICCATA''


01-11-10

(ASCA) - Roma, 1 nov - Secondo informazioni attendibili provenienti dall'Iran e confermate da associazioni che tutelano i diritti umani nella Repubblica Islamica, le autorita' iraniane avrebbero deciso di impiccare Sakineh a breve termine e in gran segreto (come avvenne per il giovane gay Makwan nel dicembre 2007), per mettere il mondo di fronte al fatto compiuto. E' quanto riferisce una nota dell'Associazione rifugiati iraniani in Italia. Ricordiamo - prosegue la nota - che il figlio e l'avvocato di Sakineh sono ancora in prigione. E' fondamentale che l'Alto Commissario Onu per i Diritti Umani, il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Ue, il Dipartimento di Stato Usa e tutti i governi democratici compiano ogni sforzo possibile per evitare l'esecuzione della donna.

URGENTE! SAKINEH ALLA VIGILIA DELL'IMPICCAGIONE!





Comunicato Stampa
Grido d'allarme per Sakineh!

Secondo le informazioni attendibili appena giunte dalle fonti interne dall'Iran, il regime dei mullah intende impiccare Sakineh in grande segretezza e lasciare il mondo di fronte ad un fatto compiuto! La procura di Tabriz, dove sono tuttora in carcere il figlio e l'avvocato di Sakineh ha ricevuto l'ordine da Teheran di non scarcerarli prima dell'esecuzione di Sakineh.
Davood Karimi, presidente dell'associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia

venerdì 29 ottobre 2010

Marco Pannella: sciopero della fame e della sete contro esecuzione Tarek Aziz



(IAMM) "Come con Saddam vogliono strozzarlo per impedirgli di parlare. Passo immediatamente allo sciopero totale della fame e della sete perché non si passi all'esecuzione di Tarek Aziz". E' quanto dichiara Marco Pannella, dopo aver appreso della notizia della condanna a morte di Tarek Aziz.


"Chiedo - prosegue Pannella - a Silvio Berlusconi, che quasi ossessivamente afferma di avere per amici, e non solo complici, i potenti della Terra e in particolare Bush, Blair, Putin e Gheddafi, di dimostrarcelo in questa occasione, ne ha il dovere essendo stato fra i principali responsabili della guerra in Iraq scoppiata per impedire l'esilio di Saddam e la pace, in quel caso ingannando il Parlamento e il popolo italiano". Dal 2 ottobre Marco Pannella è in sciopero della fame per ottenere Giustizia nella carceri italiane e per arrivare a ricostruire la tremenda verità storica che c'è dietro lo scoppio della guerra in Iraq.

Il figlio e l'avvocato di Sakineh torturati in carcere


Il figlio di Sakinej, Sajjad insieme all'avvocato
13:47 - ESTERI- 28 OTT 2010



Arrestati il 10 ottobre insieme a due giornalisti tedeschi
Roma, 28 ott. (Apcom) - Sajjad Ghaderzadeh e Houtan Kian, figlio e avvocato di Sakineh Ashtiani, la donna condannata alla lapidazione in Iran per cui si è mobilitata la comunità internazionale, "sono stati torturati in carcere". Lo comunicano oggi gli International Committees against stoning and executions, i due comitati che si battono per l'abolizione della lapidazione e delle esecuzioni capitali. I due iraniani sono stati arrestati insieme a due giornalisti tedeschi il 10 ottobre, durante un'intervista. Le autorità iraniane hanno poi confermato solo il fermo dei due stranieri, che sarebbero entrati in Iran con un visto turistico, senza essere in possesso di documenti per provare la loro professione. Kian e i due stranieri "sono stati trasferiti nella prigione di Tabriz il 26 ottobre. Non si hanno notizie su dove si trovi ora il figlio di Sakineh. Sajjad, in particolare, è stato sottoposto a pesanti torture". I due iraniani, spiegano i comitati, "sono stati interrogati soprattutto sui loro contatti con i media stranieri".

giovedì 28 ottobre 2010

Iran: impiccati 5 trafficanti di droga a Teheran

IRAN:CONTINUANO LE ESECUZIONI SOMMARIE SOTTO IL FALSO NOME DELLA LOTTA AI NARCOTRAFFICI!
Oggi è toccato a noi e domani sicuramente toccherà coloro che hanno scelto la strada del silenzio.
Associazione
rifugiati politici iraniani residenti in Italia condanna fermamente la nuova ondata di esecuzioni sommarie dei cittadini sotto il falso nome della lotta ali narcotraffici e rivela che il capo supremo del regime fondamentalista dei mullah ha dato ordini precise di proseguire sulla strada della repressione della dissidenza attraverso le impiccagioni quotidiane e pubbliche. Secondo le fonti attendibili interne il regime dei mullah sta preparando il terreno per una vasta campagna di esecuzioni nella città di Mashad dove sono a rischio di immediate esecuzioni all'incirca 600 detenuti. Associazione rifugiati politici iraniani mette in guardia la comunità internazionale sulla nuova iniziativa iraniana e chiede intervento di tutte le istituzioni internazionali di denunciare e prendere posizione contro la politica repressiva iraniana.
davood Karimi
28 ottobre, ore 09:06


Teheran, 28 ott. - (Adnkronos/Aki) - Cinque persone, accusate di traffico di droga, sono state impiccate a Teheran negli ultimi giorni. Lo ha riferito il procuratore capo della capitale iraniana, Abbas Jafari Dowlatabadi, citato dall'agenzia d'informazione 'Isna', che non ha rivelato le identita' dei condannati. "Durante gli ultimi 2-3 giorni, cinque persone sono state impiccate a Teheran perche' accusate di traffico di droga", ha affermato Dowlatabadi, il quale ha precisato che "le autorita' iraniane continueranno la loro lotta al narcotraffico".

M.O./ Nigeria, scoperto carico di armi iraniano diretto a Gaza

IL TERRORISMO IRANIANO:
Tredici container di "materiale da costruzione"
postato 2 ore fa da APCOM
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Roma, 28 ott. (Apcom) - I servizi segreti nigeriani hanno scoperto tredici container con del materiale bellico provenienti dall'Iran e diretti probabilmente verso la Striscia di Gaza: è quanto pubblica il quotidiano israeliano Ha'aretz.
I container si trovavano a bordo di una nave iraniana fermatasi nel porto di Lagos per il tempo strettamente necessario a scaricarli per poi ripartire: la bolla di accompagno descriveva il contenuto come "materiale da costruzione".
Secondo i servizi israeliani la vicenda avrebbe permesso di scoprire una nuova rotta per il contrabbando di armi iraniane verso la Striscia di Gaza: dato il maggiore controllo internazionale sulle navi iraniane, Teheran preferirebbe evitare l'usuale rotta attraverso il Mar Rosso.

Iran/ Resistenza iraniana condanna invito in Italia vice Mottaki



Ali Ahani "è un noto terrorista"


Roma, 26 ott. (Apcom) - Le principali organizzazioni della "Resistenza iraniana" in Italia "condannano fermamente l'invito rivolto dalla Commissione esteri del Senato italiano al noto terrorista iraniano" Ali Ahani, vice ministro degli Esteri iraniano responsabile dei rapporti con l'Unione europea.
In un comunicato pubblicato sul blog irandemocratico, l'Associazione dei rifugiati politici iraniani residenti in Italia, l'Associazione delle donne democratiche iraniane e l'Associazione dei giovani iraniani in Italia definiscono Ahani un "noto terrorista iraniano".
Secondo i tre gruppi, che fanno capo al Consiglio nazionale della resistenza iraniana (Cnri), il vice di Manoushehr Mottaki "per lunghissimi anni ha gestito e gestisce tutt'ora una vasta rete terroristica che agisce in tutta l'Europa". Nel comunicato si chiede al presidente del Senato, Renato Schifani, "di annullare gli appuntamenti odierni di Ahani con i responsabili della Commissione esteri e di espellerlo quanto prima dal territorio italiano".

martedì 26 ottobre 2010

ALI AHANI, NOTO TERRORISTA IRANIANO A ROMA!!!!

Comunicato stampa:

Associazione rifugiati politici insieme all'Associazione donne democratiche e Associazione giovani iraniani in Italia condannano fermamente l'invito rivolto dalla commissione esteri del Senato della Repubblica italiana al noto terrorista iraniano, Ali Ahani,Vice Ministro degli Esteri per gli affari europei della Repubblica terroristica e fondamentalista dell'Iran. pochi giorni fa i responsabili per l'estero dell'Unione Europea avevano adottato dure misure restrittive contro i viaggi diplomatici dei responsabli del regime fondamentalista e terrorista dei mullah iraniani. Una domanda nasce spontanea: come mai Ahani, uno dei massimi responsabili del terrorismo iraniano viene invitato dalla commissione esteri del senato? Quali sono gli obiettivi di tale visita?
Ali Ahani per lunghissimi anni ha gestito e gestisce tuttora una vasta rete terroristica che lavora ininterrotamente in tutta l'Europa.
Chiediamo al presidente del Senato della Repubblica Il senatore Schifani di annullare immediatamente gli appuntamenti odierni di Ahani coi responsabili della commissione esteri e di espellerlo quanto prima dal territorio italiano.
Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia
Associazione donne democratiche iraniane in Italia
Associazione giovani iraniani in Italia

domenica 17 ottobre 2010

Ahmadinejad come Hitler. Marcia choc sul Libano


Il Giornale, 15 ottobre 2010
di Fiamma Nirenstein

Il presidente iraniano: "I sionisti non dureranno a lungo". E i leader di Beirut si prostrano davanti a lui, ricordando l’Austria dell’Anschluss

Shimon Biton guarda sconsolato nella sera, che in Medio Oriente arriva prima, le luci rutilanti che il villaggio di Maroun a Ras spara per fare onore a Ahmadinejad in visita sul confine del Libano con Israele. Il villaggio è a pochi centinaia di metri, dalla guerra del 2006 gli agricoltori libanesi ostaggio degli Hezbollah, non sono più venuti, spiega Biton. Shimon con la sua maglietta a striscia insieme ai suoi compagni del moshav (una specie di kibbutz) di Revivim cerca di lanciare nel vento qualche pallone bianco e blu: ha beccato sulla testa insieme alla sua famiglia e i suoi compagni, con morti e feriti, le aggressioni missilistiche degli Hezbollah per decenni. Adesso guarda da lontano le luci, e non può credere che esse stiano illuminando proprio colui che progetta e proclama ogni giorno la distruzione di Israele, lo sterminio degli ebrei, che nega lo shoah; è stupefatto che sia venuto quasi in casa sua di fatto a ispezionare l’avamposto meglio armato dell’Iran, il Libano di Nasrallah, con i suoi 40mila missili: «Io non l’ho visto, se lo vedessi gli direi complimenti, qui ormai le bandiere del Libano non si vedono più da nessuna parte, ci sono solo le tue insieme a quelle gialle degli Hezbollah. Hai ucciso il Libano».

Che ne pensa dell’idea di un deputato di estrema destra di tentare con qualche cecchino? Scuote la testa: «Non dimentichiamoci, dice, come cominciò la prima guerra mondiale». Ma qui viene da pensare non alla prima, ma alla seconda guerra, a Hitler e alla sua marcia di conquista che cominciò con l’Anschluss dell’Austria. Non ha usato mezze parole Arieh Eldad, deputato del partito dell’opposizione di destra Unione Nazionale, che ha proposto di approfittare della visita per assassinare Ahmadinejad. «Alla vigilia della seconda guerra mondiale, se un uomo avesse ammazzato Hitler, avrebbe cambiato il corso della storia», ha commentato.

Ed è stata davvero una triste Anschluss la marcia trionfale che Ahmadinejad ha compiuto in questi due giorni fino a Bid Jbeil, a Maroun a Ras e a Kfar Qana sul confine di Israele con i suoi tremila guardiani della rivoluzione al fianco degli Hezbollah. L’esercito libanese è risultato cancellato, anche se gode di tanti finanziamenti internazionali; l’UNIFIL non ha competenze che possano fermare l’Iran. Tutti i leader libanesi moderati e onorevoli, quelli che dovrebbero semplicemente schivare, spingere lontano Ahmadinejad per avere preso il Libano prigioniero, invece sotto la minaccia costante delle armi di Nasrallah, lo hanno in questi giorni incontrato, dal presidente Michel Suleiman al primo ministro Sa’ad Hariri. Le foto li mostrano contratti, tristi.

Ahmadinejad, che ha ripetuto di sentirsi proprio a casa sua facendo impallidire Suleiman, ha chiesto a Hariri di bloccare l’Alta Corte che a dicembre altrimenti dichiarerà che suo padre Rafik è stato ucciso dagli Hezbollah. Ad Hariri Ahmadinejad ha chiesto di dichiarare che il tribunale è corrotto e che Israele ha tramato contro Hariri. Il figlio dell’ucciso dovrebbe farlo per impedire una guerra sanguinosa fra sciiti, sunniti, cristiani e drusi. Il presidente dell’Iran ha dimostrato con la sua richiesta che l’obiettivo immediato del viaggio è il salvataggio della milizia che è la sua migliore amica che altrimenti verrà prossimamente giudicata e delegittimata.

La scena di Ahmadinejad nel sud del Libano è paradossale per la facilità con cui una evidente rappresentazione di violenza e antisemitismo genocida può oggi avere luogo senza che nessuno batta ciglio. A sessanta anni dalla shoah il leader di un grande Paese come l’Iran, fra la folla plaudente di un Paese straniero ha urlato verso Israele, a duecento metri di distanza: «i sionisti sono responsabili per la crisi economica e l’inquinamento nel mondo»; «i sionisti non dureranno a lungo»; che «il mondo deve sapere che i sionisti sono destinati a sparire che non hanno altra scelta che arrendersi e tornare nei loro Paesi d’origine»; gli uomini di Dio stanno arrivando e l’ingiustizia finirà» dato che «i sionisti sono i nemici dell’umanità» e la lotta dei palestinesi può essere vinta solo con la forza. La mattina, mentre gli assegnavano una laurea honoris causa, Ahmadinejad accusava l’Occidente di aver bloccato gli altri Paesi dall’accesso alla tecnologia nucleare pacifica, di uccidere civili innocenti in Afghanistan con la scusa di combattere il terrorismo, e ha aggiunto che «investire speranze in Inghilterra, Usa e altri paesi è inutile, perché hanno aiutato a fondare il sionismo».

Un gruppo di 250 politici, avvocati, attivisti in questo terribile panorama ha trovato il notevole coraggio di mandare una lettera aperta a Ahmadinejad: «Il tuo discorso che invita le forze di resistenza in Libano a spazzare via Israele dalla mappa fa sembrare che la tua visita sia quella di un comandante alla linea del fronte». Eh già, la linea avanza, altrimenti a che serve un’Anschluss?

venerdì 15 ottobre 2010

Iran, l'ex avvocato di Sakineh: ''Voglio vedere il Papa, mi aiuti sui diritti umani''


Un manifesto per Sakineh
Bruxelles - (Adnkronos/Aki) - Il messaggio lanciato da Mohammad Mostafaei attraverso Aki-Adnkronos International: ''Ue e Italia intervengano con tutti i mezzi a disposizione''. "In manette il figlio e l'avvocato di Sakineh". Angelilli al Parlamento europeo legge la lettera dei figli ad AKI . I figli: ''Asilo in Italia''. Il procuratore: "Sarà impiccata''. Bardem, Totti e Rosella Sensi aderiscono all'appello di Aki. Fiori dai municipi di Roma
Bruxelles, 14 ott. (Adnkronos/Aki) - "Vorrei incontrare il Papa, sua santità Benedetto XVI, per poter parlare con lui della situazione dei diritti umani in Iran e in altri paesi, e promuovere il loro rispetto e la pace nel mondo". E' il messaggio lanciato attraverso AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL dall'ex avvocato di Sakineh Ashtiani, la donna iraniana condannata a morte, e attivista per i diritti umani Mohammad Mostafaei, oggi a Bruxelles per partecipare a un dibattito al Parlamento europeo.


La situazione di Sakineh, ha rassicurato il legale, sarebbe "migliore" grazie alla campagna internazionale lanciata per aiutarla. "Il Papa potrebbe chiedere un ruolo più sostanziale dei diritti umani nel mondo e della pace, a cui il rispetto di questi è legata - ha affermato Mostafaei - Sarei quindi interessato ad incontrare personalmente Sua santità Benedetto XVI per parlargli di questo, ci sono infatti molte persone nel mondo che lo sostengono e lo ascoltano, e il suo messaggio sarebbe sicuramente ascoltato".


La situazione in Iran, infatti, è sempre più grave, e per l'avvocato la questione della minaccia nucleare iraniana è legata a quella dei diritti umani. "I diritti umani sono più importanti rispetto alla questione nucleare, perché se un paese che calpesta così i diritti della propria popolazione significa che non ha rispetto neanche per nessuna altro paese al mondo e che è quindi capace di commettere crimini contro l'umanità", ha ammonito l'ex avvocato di Sakineh.


"E' poi importante che l'Unione europea e l'Italia intervengano attivamente sulla questione iraniana con tutti gli strumenti e i mezzi di cui dispongono", ha detto da Bruxelles Mostafaei. In particolare, "l'Ue dovrebbe mettere un embargo sugli individui specifici , sulle personalità iraniane di spicco perché non possano spostarsi liberamente nei paesi democratici così come ha già fatto il presidente degli Stati Uniti Barak Obama, e l'Italia dovrebbe fare agire in modo simile", ha continuato l'attivista per i diritti umani iraniano ora rifugiato in Norvegia.


Infatti "dalla situazione generale in Iran dipende anche la sorte di Sakineh, dei suoi figli, del suo avvocato e di tutte le altre persone vittime" del regime che si trovano in carcere, ha avvertito l'ex avvocato, sottolineando però che la loro liberazione "ora come ora mi sembra difficile vista la situazione". Mostafaei ha quindi confermato che il figlio di Sakineh Sajjad, il suo avvocato e i due giornalisti tedeschi "sono stati arrestati, i telefoni cellulari sequestrati e anche le telecamere, ma non sappiamo dove sono esattamente". L'accusa, secondo l'ex avvocato di Sakineh, sarebbe quella di "collusione e legami con il partito comunista, ma la situazione non è per niente chiara", ha ammesso l'uomo a Bruxelles, aggiungendo che "si tratta probabimente di un lavoro svolto dall'intelligence iraniana".


Mostafaei non esclude che i quattro arrestati siano presto "obbligati a confessare sotto tortura e davanti alle telecamere", estorcendo loro false dichiarazioni come è già avvenuto per Sakineh. Sakineh, però, per il suo ex avvocato, "si trova ora in una posizione più sicura e in buone condizioni grazie al sostegno internazionale e alle campagne lanciate per salvarla". Secondo le informazioni di cui è in possesso Mostafaei, per ora la sentenza di esecuzione capitale è tuttora "sospesa" e "non sono state prese altre decisioni" in merito.

giovedì 14 ottobre 2010

VA CONDANNATO IL VIAGGIO DI aHMADINEJAD IN LIBANO

il viaggio del mostro Ahmadinejad in Libano va condannato fermamente. Il che significa che ormai, grazie all'incapacità della comunità internazionale, il regime dei mullah gioca con le carte scoperte e senza timore. Se non va fermato a breve avremmo una terza guerra mondiale!

sabato 9 ottobre 2010

LE NOSTRE PROFONDE CONDOGLIANZE PER LA MORTE DEI SOLDATI ITALIANI IN AFGHANISTAN

Comunicato stampa:

Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia condannando fermamente questo ennesimo atto di violenza organizzato dal regime iraniano esprime le sue profonde condoglianze alle famiglie dei soldati caduti oggi in Afghanistan, al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Premier Silvio Berlusconi.
La responsabilità di questo atto terroristico va cercato nel regime fondamentalista dei mullah che da anni finanzia e rifornisce di armi i gruppi terroristici afghani al fine di destabilizzare il paese vicino e cacciare via i soldati delle forze della coalizione.
Davood Karimi, presidente dell'associazione rifugiati politici iraniani residenti in italia

 
AID : AGENZIA IRAN DEMOCRATICO