lunedì 15 giugno 2009
ARRESTATI ANCHE I FERITI RIPORTATI NEGLI OSPEDALI
Fonte: TGCOM
Nellaa foto la signora Maryam Rajavi, presidente eletta dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana che ha chiesto intervento urgente delle organizzazioni internazionali in particolare dell'ONU



15/6/2009
Iran, arresti anche negli ospedali
Caccia ai feriti, nemici di Ahmadinejad
Sempre alta la tensione in Iran, malgrado le "rassicurazioni" del neo rieletto presidente Ahmadinejad. Agenti della sicurezza iraniani e le forze antisommossa avrebbero lanciato un raid nell'ospedale Hezar Takhtekhabi di Teheran allo scopo di arrestare i feriti durante gli scontri seguiti alle elezioni presidenziali di sabato scorso. Lo ha riferito il segretariato del Consiglio nazionale della Resistenza in Iran. Vietate le manifestazioni pro Mousavi.
Gli agenti hanno aggredito il personale medico che è riuscito dopo due ore, insieme ai parenti dei feriti, a costringere le forze dell'ordine a lasciare la struttura. Nel frattempo, anche a causa della sospensione della normale attività, numerosi nuovi feriti si sono aggiunti a quelli in attesa di cure.
Secondo l'organizzazione dei Mujahedin in Iran, citata nella note del segretariato del Consiglio della Resistenza, le persone arrestate a Teheran sarebbero centinaia. La presidente del Consiglio della Resistenza, Maryam Rajavi, ha sollecitato le principali organizzazioni internazionali, Onu in testa, a condannare la repressione e a intraprendere azioni per la liberazione degli arrestati.
Oltre a Bbc, Nederland 2 e al Arabiya, misure repressive delle autorità iraniane hanno colpito anche i due canali televisivi pubblici tedeschi, due radio belghe e la tv di Stato spagnola.
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02:24
domenica 14 giugno 2009
UN BREVE FILMATO SULL'UCCISIONE DI UN MANIFESTANTE
In questo breve filmato, ripreso dall'alto di un palazzo si vede benissimo l'irruzione dei passdaran in un palazzo, dove si era rifugiato un ragazzo, e la sua uccisione sotto i colpi dei calci e pugni.
Queste immagini rappresentano la vera natura di un regime barbaro, feroce, disumano che il nostro ministro degli esteri Franco Frattini disperatamente cerca di portare al summit di G8 di Trieste.
Chiediamo al ministro Frattini di ritirare il suo invito e di condannare prima di tutto la feroce repressione del popolo iraniano da parte del regime dei mullah in corso in tutte le città iraniane. Chiediamo anche al Ministro di convocare l'ambasciatore del regime dei mullah e di consegnargli lo sgomento e il rammarico del popolo italiano nei confronti della brutale repressione in corso.
Karimi Davood, presidente della fondazione Delara Darabi
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23:35
CONTINUA LA DURA REPRESSIONE DEI MANIFESTANTI
Nel filmato si testimonia benissimo la volontà e la massiccia partecipazione popolare per un cambio democratico e la messa a fine di un regime fondamentaista e terrorista che nei suoi trentanni di maligna vita ha sulla sua pagella milioni di morti.
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23:27
LETTERA DI PROTESTA DEL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE DELARA DARABI AL MINISTRO DEGLI ESTERI FRANCO FRATTINI



Salve signor ministro Franco Frattini!
ho letto stamattina le sue affermazioni vergognose sull'Iran mentre il popolo iraniano si brucia nelle piazze iraniane. Le sue affermazioni sono dichiarazioni di debolezza e di paura di cui il regime dei mullah non degna nemmeno di una pur minima considerazione. signor ministro se oggi caddono i soldati italiani e i giovani iraniani soto le pallottole e le bombe iraniane una parte della responsabilità è anche sua.
cordiali saluti
karimi davood, presidente dell'associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia
LE DICHIARAZIONI DI FRATTINI RIPORTATE DALL'ANSA:» 2009-06-13 22:21
Iran: Frattini, Teheran a vertice G8
Auspicabile ripensamento Ahmadinejad su MO e programma nucleare
(ANSA) - ROMA, 13 GIU - L'Italia e'''convinta che l'Iran sia un partner importante per stabilizzare Pakistan e Afghanistan. Noi confermiamo la volonta' di avere l'Iran al vertice G8 di Trieste''. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini questa sera al TG5.''Credo che ci si debba augurare da parte del presidente Ahmadinejad un ripensamento su alcune linee, in particolare quelle relative al Medio Oriente, ma anche quelle relative al programma nucleare''.
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01:35
sabato 13 giugno 2009
DURI SCONTRI TRA LA GENTE E LE FORZE DELL'ORDINE. UCCISI TRE DIMOSTRANTI" MORTE AL DITTATORE". TRE MORTI TRA I DIMOSTRANTI



Karmi davood durante il programma Sky in cui ha rivelato la conferma di Ahmadinejad da parte del capo supremo del regime dei mullah Ali Khamenei





LA RINOMINA DI AHMADINEJAD E' UN COLPO DI STATO CONTRO LA POLITICA DI ACCONDISCENDENZA
LA RINOMINA DI AHMADINEJAD E' UN DURO COLPO ALLA POLITICA DI OBAMISMO.
IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI D'AMERICA DEVE DIALOGARE CON IL POPOLO IRANIANO E NON CON IL RAPPRESENTANTE DEL REGIME GOLPISTA E FONDAMENTALISTA DEI MULLAH
CONTINUANO DURI SCONTRI TRA I MANIFESTANTI E LE FORZE DELL'ORDINE
I GIOVANI SCANDISCONO SLOGAN: "MORTE AL DITTATORE"
LA RINOMINA DI AHMADINEJAD DA PARTE DEL LEADER SUPREMO ALI KHAMENEI E' IL RISULTATO INEVITABILE DI 12 ANNI DI POLITICA DI ACCONDISCENDENZA EURO-AMERICANA
Come avevo anticipato nello stesso giorno delle farse elezioni presidenziali la conferma di Ahmadinejad per il secondo mandato da parte del capo supremo del regime Ali Khamenei, ribadisco ancora che tale operazione di "ingegnieria elettorale" comporterà un prezzo altissimo per il suo regista. Da oggi in poi il regime dei mullah si troverà in una via di discesa verso la sua inevitabile fine affrontando una lunga serie di rivolte e di sollevazioni popolari. Inevitabilmente il regime dei mullah deve affrontare militarmente la situazione interna e deve stringere la cinghia e incrementare la repressione e si deve correre ad una chirurgia interna togliendo di mezzo anche i suoi avversari che fino ad ieri hanno giocato il ruolo del "candidato" alle presidenziali. Ormai la fiction eletorale è terminata e gli attori o tornano nelle loro tane oppure devono aspettare una fine tragica e dolorosa. Si dice che oggi è stato messo agli arresti domiciliari avversario di Ahmadinejad ex premier Mussavi che nell'estate dell'88 ha massacrato 33000 prigionieri politici.Da oggi in poi non sarà più tollerata nessun dissenso interno nei confronti del capo supremo Ali Khamenei. Il regime andrà verso la monopolarizzazione totale e allontanerà qualsiasi prospettiva di riformabilità tanta augurata dalla politica di OBAMISMO e di accondiscedenza. Una politica che mezzo secolo fa ha portato il mondo intero verso una catastrofica guerra mondiale.
Da oggi in poi anche i sostenitori internazionali del regime fondamentalista e golpista non potranno più ballare coi mullah in pubblico e sui cadaveri dei giovani iraniani impiccati ai grù oppure uccisi nelle strade di Teheran. Da oggi in poi siamo noi, il popolo iraniano, ad avere la voce alta e denunciare coloro che si affrettano a recarsi a Teheran per stringere le mani gondolanti di sangue di Ahmadinejad. Le stesse mani che hanno fatto saltare le bombe in Iraq e in Afghanistan dove oltre ai numerosi soldati italiani sono stati uccisi anche migliaia di cittadini americani, inglesi, spagnoli, olandesi ecc...
Da oggi in poi il popolo iraniano saprà far valere la sua autorevole voce. Una voce che non è caduta nella trappola del regime dei mullah e fin dal inizio della finta campagna elettorale ha denunciatola falsità di queste elezioni e ha detto a gran voce che tutta questa campagna fa parte di un show-spettacolo finalizzato a legitimizzare il regime fondamentalista dei mullah. Io stesso nello stesso giorno delle elezioni, alle 11 del matino ho scritto su questo blog che il capo supremo ha già fatto la sua scelta e dalle finte urne uscirà la sua coda: ahmadinejad. Nella stessa serata delle elezioni o partecipato al programma Sky tg e ho dichiarato con tanta sicurezza che dalle urne uscirà Ahmadinejad e nessun altro.
Il nuovo mandato di Ahmadinejad sarà anche l'ultimo appuntamento elettoral-presidenziale del regime iraniano che trascinerà con sè nella tomba e nella pattumiera della storia dell'umanità anche la politica di accondiscendenza euro-americana. Ribadisco e sottolineo che se il presidente degli Stati Uniti D'America non vuole finire con il regime dei mullah nella stessa sorte politica deve immediatamente prendere una netta posizione contro il regime dei mullah e dichiarare chiusa e fallita la sua politica di avvicinamento al regime fondamentalista e terrorista dei mullah. Chi sale sul carro di Ali Khamenei farà la stessa fine che farà inevitabilmente il regime misogino, fondamentalista e dittatoriale dei mullah. La dura sentenza del popolo iraniano è già stata emanata ed è in via di realizzazione grazie ai suoi coraggiosi figli e figlie. Concludo e mi rivolgo ancora una volta al presidente Obama chiedendogli di di schierarsi da parte della popolazione iraniana e di adoperarsi anche per il bene del popolo americano ed a favore di un cambiamento democratico proposto dalla nostra amatissima presidente la signora Maryam Rajavi: "Terza Via".
Karimi davood, analista politico iraniano
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15:29
LA RICONFERMA DI AHMADINEJAD DA PARTE DEL CAPO SUPREMO E' IL FALLIMENTO TOTALE DELLA POLITICA DI ACCONDISCENDENZA EURO-AMERICANA


LE FARSE ELEZIONI DI IERI ERANO TRA ADOLF E HITLER. HA VINTO ADOLF HITLER ISLAMICO
DURO COLPO AL OBAMISMO
Come avevo annunciato ieri il presidente del regime dei mullah ha avuto nuovamente l'incarico di gestire ancora per un altro mandato il potere esecutivo dei mullah.
E' fallito totalmente la politica di accondiscendenza euro americana.
Il show elettorle di ieri ha dimostrato che il regime dei mulla è assolutamente lontano da qualsiasi prospettiva di riforme.
numerosi colleghi sia per ignoranza che per mancanza di conoscienza della natura del regime dei mullah hanno fomentato presso l'opinione pubblica dei propri paesi la speranza di un cambiamento positivo. Ma la riconferma di Ahmadinejad da parte del capo supremo del regime dei mullah ha dimostrato che i miei colleghi vivono in un altro mondo e vedono solamente dei miraggi.
Ribadisco ancora una volta che il regime fondamentalista dei mullah non può partorire nessuna riforma e secondo me il mondo civile va verso una guerra catastrofica con il regime dei mullah esattamente come è successo con Adolfo Hitler.
E' arrivato il momento che i mass media e i politici facciano un esame di coscienza e ammettano la loro colpa. Anche perchè i soldati italiani caduti a Nassiriah ancora vivono nella viva coscienza del mondo civile.
Karimi davood analista politico iraniano
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04:29
venerdì 12 giugno 2009
ORDINE DI KHAMENEI: "MOBILITAZIONE GENERALE A FAVORE DI AHMADINEJAD"

Ultime notizie dall'Iran:
Secondo le ultime notizie giuntemi dalle fonti interne iraniane, dietro l'ordine categorico del capo supremo il mullah Ali Khamenei, l'apparato elettorale ha preso in noleggio migliaia di bus e pulmini per spostamento delle truppe basiji a favore di Ahmadinejad. Secondo tali informazioni molto attendibili, lo stesso Khamenei ha voluto votare in prima mattinata e lanciare il suo messaggio come estremo tentativo a favore di Ahmadinejad. A prescindere dal boicottaggio popolare che si sente in tutte le città e in tutte le urne, il regime dei mullah non può assolutamente permettersi una discontinuità nella gestione esecutiva pur con una minima differenza di vedute. Devo sottolineare che secondo noi chiunque esca dalle urne è l'altra faccia di Ahmadinejad e non cambia assolutamente nulla sia per il bene del popolo iraniano e sia per quanto riguarda la questione atomica. Ma la cosa importante per il leader supremo iraniano è questo fatto assai vitale che consiste nel mantenere sotto la sua assoluta supervisione e controllo le rendini del potere che viene garantito in modo categorico da Ahmadinejad e non da nessuno altro pseudo-candidato.La nominazione del presidente uscente è già deciso ed è solamente la questione di ore per essere comunicato. Questo è il senso e il succo del sistema del Velayate Faghih. Cioè colui che decide su tutto e su tutti. E' colui che nomina chi a capo del governo e chi a capo del famigerato carcere di Evin dove fu fatta a pezzi la giornalista irano-canadese Zahra Kasemi.
Non dimentichiamo della giovane pittrice Delara Darabi, impiccata il primo maggio scorso dal regime dei mullah ed esattamente per ordine dello stesso Khamenei. Questo regime regge su tre pilastri: la repressione,il terrorismo di cui anche i soldati italiani sono rimasti vittime e la bomba atomica.Chiunque esca dalle urne deve proseguire sullo stesso binario tracciato dal leader supremo Ali Khamenei. Questa èla legge e la costituzione dei mullah. Punto e basta.
Secondo le mie informazioni, Khamenei ha già scritto pure il suo messaggio di augurio ad Ahmadinejad e ha anche messo a punto una serie di iniziative ritorsive contro quei candidati che hanno cercato di sfruttare i segreti statali a favore della loro campagna elettorale.
In particolar modo è nel mirino di Khamenei il mullah Rafsanjani che grazie ai trentanni del regime ha già portato fuori l'Iran miliardi e miliardi di dollari rubati dalle casse dello stato.
Secondo tali informazioni khamenei ha già ordinato la mobilitazione generale con il codice rosso di tutte le forze armate militari e para militari in particolar modo i dipendenti e i familiari dei mebri della Sepah Passdaran per intervenire a favore di Ahmadinejad.
karimi davood, analista politico iraniano
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01:53
mercoledì 10 giugno 2009
ULTIMA RIVELAZIONE SUL VOTO DI DOMANI IN IRAN
AHMADINEJAD E' STATO SCELTO DAL CAPO SUPREMO DEL REGIME DEI MULLAH PER IL SECONDO MANDATO PRESIDENZIALE
Secondo le ultime informazioni giuntemi stamattina da una mia fonte attendibile interna, Il capo supremo del regime Ayattollah Ali Khamenei ha ordinato una senza precedenti mobilitazione di massa presso i corpi militari della Sepah Passdaran, i corpi paramilitari dei Basiji( costituito dai volontari), e ha spiccato una Fatwa religiosa secondo cui tutti i cittadini fedeli al regime "devono obbligatoriamente recarsi alle urne e votare il candidato di Allah Ognipotente(leggilo Ahmadinejad) per dare continuità al governo attuale che in questi 4 anni ha potuto allontanare sia i pericoli provenienti dall'estero che dall'interno".
Secondo questa informativo domani ci sarà una massiccia invasione dei militari Passdaran, dei Basigi e dei loro familiari per riempire le urne con il nome di Ahmadinejad.
Intanto devo ribadire che la popolazione iraniana non riconosce nessuna differenza tra i candidati del regime e li considera tutti quanti degli uomini fedeli alla costituzione della repubblica islamica dei mullah e responsabili di trentanni di terrororismo, della repressione e della costruzione della bomba atomica nonche della fame e della miseria in Iran.
Concludo e ribadisco che dal momento che in un regime dittatoriale tipo iraniano le elezioni non esistono affatto e tutto quello che noi assistiamo è una fiction propagandistica ai fini internazionali, posso annunciare con estrema sicurezza la scelta finale del capo supremo Ali Khamenei che cade su Ahmadinejad che per la seconda volta grazie alla sua ferocia e ubbidienza è stato capace di conquistare il cuore e il corpo del capo supremo del regime fondamentalista dei mullah.
Karimi davood, analista politico iraniano
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22:16
martedì 9 giugno 2009
FARSE ELEZIONI DEL 12 GIUGNO DELLE PRESIDENZIALI DEL REGIME DITTATORIALE DEI MULLAH!
UN DETTO PERSIANO: "IL CANE GIALLO E' IL FRATELLO DEL SCIACALLO"
IL POPOLO IRANIANO NON SI RICONOSCE NELLE FARSE ELELZIONI DEL REGIME DEI MULLAH E LE BOICOTTA
A proposito delle elezioni presidenziali del 12 giugno sono stato interpellato numerose volte dai colleghi dei mass media che volevano sapere le mie opinioni circa la validità e la legittimita di tale data. Ai miei interlocutori ho dovuto spiegare, prima di tutto, che in un regime dittatoriale tipo khomeinista, dove il valore umano è anni luce lontano da chi governa il paese, non ha nessun significato parlare di un plebiscito o di una elezione. Questi termini hanno un loro signifiato solamente se applicati in un recipiente democratico. Immaginiamo che sotto la dittatura nazista di Hitler si fossero alternati vari premier di varie anime politiche. Allora non sarebbe più stato un regime nazista e non avrebbe provocato quello che ha provocato. In quel caso Hitler sarebbe rimasto nella storia non per quello che ha provocato ma per il periodo che ha governato il suo paese. Nulla in più.
Ciò che viene organizzato oggi nel paese dei mullah è un show-spetacolo triste organizzata, dove viene preso per fondello particolarmente l'interlocutore straniero. Anche perchè per quanto riguarda la situazione interna, la popolazione iraniana, vaccinatissima da queste false elezioni, ha già deciso in massa di boicottare le urne. Devo ribadire ancora una volta che il regime dittatoriale e fondamentalista dei mullah, nonchè terrorista( ha sulla sua coscienza migliaia di vitime di ogni nazione compresa Italia, basti vedere il numero dei militari italiani uccisi in Iraq e in Afghanistan dai terroristi iraniani, sfrutta tali occasioni per legittimizzare il suo sistema barbarico e dattatoriale. Un sistema che uccide nel primo maggio una giovane pittrice di nome Delara Darabi solamente per lanciare un segnale di avvertimento agli operai che avrebbero dovuto partecipare alle manifestazioni della "giornata dei lavoratori". Un sistema basato sul terrore, sulla repressione e sulla violenza. Un sistema che sta andando verso la sgretolazione totale grazie alle numerose manifestazioni di protesta degli studenti, degli operai e di tutti i ceti sociali. Un sistema che nei suoi trentanni di maligna esistenza ha prodotto solamente la guerra, il terrorismo e la repressione nonchè la fame e la miseria. Basti guardare i numeri: 120.000 giovani uccisi sotto la tortura, 8 anni di guerra con un milione di morti e feriti e miliardi di dollari di danni, il 70 per cento della popolazione vive sotto la soglia della povertà, la disoccupazione ha raggiunto cifre astronomiche, la prostituzione ha toccato età infantile.
In questo quadro è significativo la candidattura di colui che ha gestito sotto il suo governo gli anni della guerra e la stagione del grande massacro dei prigionieri politici( estate 1986). Per chi non conosce la storia del candidato pseudo moderato Musavi devo dire che sotto il governo di Mir Hossein Mussavi, il più feroce dittatore della storia persiana appunto Khomeini ha ordinato il "massacro di tutti i prigionieri politici non convertiti nella fede islamica". In una settimana ci fu uno spaventoso sterminio dei prigionieri politici che avevano già scontato la pena e si trovavano nella lista di attesa per la scarcerazione. Il loro numero supera i 33.000 persone. La domanda nasce spontanea: il premier di allora e attuale candidato pseudo moderato si è dimesso per protesta? No assolutamente. Ha eseguito punto per punto gli ordini disumani di Khomeini.
Devo sottolineare che nel sistema del Velayate Faghih( validità assoluta dell'opinione del capo supremo su tutto e su tutti), chiunque vada a gestire la forza esegutiva è "il bastone nelle mani del Velayate Faghih". Che esso sia moderato che conservatore!!! Ma esiste un fatto importante che i miei colleghi non riescono a comprendere per innumerevoli motivi: Le parole e i termini di "moderato", e di " conservatore" hanno un significato in occidente che è assai lontano da quello che possano rappresentare nell'Iran gestito dalla dittatura religiosa e fondamentalista di oggi. Per esempio all'epoca della stagione dei grandi massacri, l'attuale candidato moderato( allora il premier Mussavi), portava avanti istituzionalmente sia la politica di guerra che la polticia di repressione e nello stesso tempo il candidato conservatore( leggilo Ahmadinenad, organizzava, nel famigerato carcere di Evin i plotoni di esecuzione per i prigionieri politici e in prima persona sparava i colpi di grazia), era addetto alle plotoni di esecuzione tanto che ha acquisito orgogliosamente il soppranome dell'uomo " mille colpi di grazia". Allora, qualcuno mi deve spiegare quale la differenza tra i due? Entrambi hanno lavorato nel consolidamento dei tre pilastri su cui regge il regime fondamentalista e terrorista dei mullah: la repressione, il terrorismo e la bomba atomica.
Concludo e ribadisco che l'esperienza di Khatami, su cui l'occidente ha investito otto anni di vane speranze e miliardi di dollari permettendo ai mullah di avvicinarsi ulteriormente alla bomba atomica e alla conseguente nascità del governo di Ahmadinejad( figlio legittimo della politica di accondiscendenza seguito dall'Europa e dall'America), ha dimostrato che non esiste nessuna differenza tra i candidati alle presidenziali. Il vero presidente del regime dei mllah è il mullah Ali Khamenei: chiunque arrivi ad occupare il posto esecutivo non potrà fare altro che eseguire punto per punto gli ordini del Velayate Faghih che attualmente è coperto da khamenei; deve portare avanti con "denti e unghie" la costruzione della bomba atomica islamica che sarà la vera causa della prossima guerra in medioriente; deve adoperarsi per portare avanti la costruzione del "regno islamico khomeinista" attraverso il terrorismo e la guerra e deve essere pronto a soffocare nel sangue qualsiasi tentativo di sollevazione, di ribellione e di rivolta popolare. Entrambi i candidati ne hanno una lunga esperienza in questo campo.
L'ultima considerazione: il capo supremo Ali Khamenei ha già scelto il suo bastone che si chiama Ahmadinejad e sarà lui fino all'esaurimento delle sue forze il "figlio privilegiato". Per quanto riuarda il popolo iraniano e i popoli del mondo colpiti dal terrorismo iraniano in particolare quelli iracheni e afghani, non cambierà nulla nè con uno e nè con l'altro. La bomba atomica andrà avanti pari alla repressione e i soldati italiani e stranieri cadranno sotto i colpi sparati dai sicari dei mullah di Teheran.
Secondo me il prossimo appuntamento è con la guerra che si sta avvicinando spaventosamente e sarà la causa di una delle peggiori disastri che l'umanità abbia mai vista. Il fondamentalismo islamico ne molla e ne perdona. Va avanti come un trattore. Ha le esatte caratteristiche della vipera. Non conosce ne padrone e ne straneo. Morde ad egual misura entrambi. Non fa differenza chi gli ha dato da mangiare e chi lo guarda. Esempi di londra e di Madrid sono da prendere sul serio.
Intanto il popolo iraniano ha già deciso. Ha boicottato le urne.
Karimi Davood, analista politico e presidente dell'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia nonchè della fondazione Delara Darabi.
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21:07
domenica 7 giugno 2009
NUOVE MISUE RESTRITTIVE IRACHENE CONTRO IL CAMPO DI ASHRAF DELLA RESISTENZA IRANIANA
Ancora una volta il governo iracheno ha ceduto al regime dei mullah intenificando il blocco di transito del campo di Ashraf dove risiedono 3500 uomini e donne della reistenza iraniana.
Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia condannando le nuove misure restrittive irachene si rivolge al governo italiano chiedendo il suo urgente intervento per ricordando al governo iracheno adempimento totale degli accordi e impegni presi con le autorità americane circa il rispetto dei diritti dei residenti del campo di Ashraf che sono tutelati dalla quarta convenzione di Ginevra. ampo di Ashraf è
Secondo noi, il campo si Ashraf è l'unica trincea vera contro il propagarsi del fondamentalismo iraniano in Iraq. Diffendere l'integrità e la sicurezza del Campo è un dovere morale e politico dell'intero mondo civile in particolare degli stessi americani e iracheni che sono profondamente colpiti dal terrorimo iraniano.
La nostra Associazione ancora una volta chiede al governo americano di ripritinare sotto la sua responsabilità la sicurezza del campo: le forze irachene hanno dimostrato negli ultimi mesi che non hanno la capacità di garantire la sicurezza del campo e dei suoi residenti perchè infiltrati fortemene dagli uomini del regime dei mullah.
Karimi Davood, presidente dell'Associazione rifugiati politici iraniani in Italia
LA LETTERA DEI PARLAMENTARI ITALIANI AL SERETARIO DI STATO AMERICANO HILARY CLINTON
Iran: Parlamentari italiani condannano l' irruzione delle forze di polizia irachene ad Ashraf
Tuesday, 02 June 2009
In una lettera al Segretario di Stato americano, il Comitato Italiano di parlamentari e cittadini per un Iran libero condannato l'improvvisa irruzione di forze di polizia irachene a Campo Ashraf
Sig.ra. Hillary R. Clinton
Secretary of State
United States of America
Gentile sig.ra segretaria,
Questa mattina abbiamo appreso la notizia di un’ inattesa irruzione da parte delle forze di polizia irachene nel campoo di Ashraf, residenza di oltre 3400 membri dell'opposizione iraniana.
Poiché la sicurezza del campo è in mano alle forze irachene, questo atto è considerato oltraggioso ed a favore del regime iraniano.
Questo atto è difforme con l’impegno preso da parte del governo iracheno all'ambasciata americana nel rispettare i diritti delle residenze di Ashraf.
Il governo iracheno il 24 aprile non ha riconosciuto i diritti dei residenti di Ashraf malgrado il relativo obbligo internazionale e la richiesta del Parlamento europeo che chiedono all'Iraq di rispettare i diritti dei residenti di Ashraf secondo le convenzioni di Ginevra di concludere l'assediamento del campo e all'astensione e lo spostamento o all'espulsione dei residenti in violazione del principio di non-refoulement.
Nella visita a Tehran della scorsa settimana di Mr.Zibarie, ancora una volta è stato affermato dal presidente Ahmadinejad e da Saeed Jalili, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale ad onor degli accordi bilaterali, a chiudere il campo ed espellere i relativi residenti. La stessa promessa che Mr. Mowafaque Al-Rubei aveva precedentemente fatto.
Ciò che stiamo testimoniando oggi è il risultato diretto di forti pressioni dal governo iraniano che si potrebbe concludere in una catastrofe umana.
Per fermare questa catastrofe necessitiamo del vostro personale intervento nel chiedere alla polizia irachena di lasciare in via urgente, il campo di Ashraf.
Il presidente del Comitato, On. Carlo Ciccioli
La copresidente, On. Elisabetta Zamparutti
Il coordinatore, dott. Antonio Stango
Copia: Hon.Cristopher Hill ambasciatore USA in Iraq
General Raymond Odierno, MNF – I comandante
Iraq/ Polizia intensifica assedio Campo di Ashraf (Cnri)
Saturday, 06 June 2009
Nuovo appello della Resistenza Iraniana
Apcom, 5 giugno 2009 - Ogni giorno che passa per i 3.500 iraniani che ci vivono nel Campo di Ashraf, in Iraq da oltre 20 anni la sicurezza è sempre più a rischio. Nelle ultime ore, le forze di polizia irachene hanno intensificato l'assedio del campo, imponendo ai residenti sempre maggiori restrizioni. Lo denuncia in un comunicato il Consiglio nazionale della resistenza iraniana (Cnri), aggiungendo che la polizia ha anche arrestato 8 membri dell'Organizzazione dei Mujaheddin del Popolo iraniano (Mpoi) che vivono nel campo minacciandoli di morte.
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00:27
venerdì 5 giugno 2009
IRAN, OBAMA PESTA L'ACQUA NEL MORTAIO
LA NUOVA POLITICA DI OBAMA INCORAGGIA ULTERIORMENTE I DIRIGENTI IRANIANI NEL PROSEGUIRE IL LORO PROGRAMMA ATOMICO MILITARE E LE LORO INTERFERENZE TERRORISTICHE NEL MONDO IN PARTICOLARE IN IRAQ E IN AFGHANITAN
prima di esprimermi sul discoro del presidente Obama ho preferito aspettare alcuni giorni per far afflosciare i falsi entusiasmi suscitati dal suo discorso rivolto prevalentemente al regime fondamentalista dei mullah.
Premesso che il regime iraniano è una dittatura religiosa basata sul Velayate Faghih, cioè colui che comanda su tutto e su tutti, senza il quale il regime crolla in pochi istanti. Velayate Faghih significa avere diritto dell'ultima parola, di opporsi a tutto e a utti, di parlare a nome di Dio e dichiarare la guerra all'intero mondo musulmano e non,
Premesso che il regime iraniano ha un tessuto ideologico basato principalmente sul fondamentalismo islamico di matrice khomeinista che secondo me è la più grave minaccia al mondo intero e mira a costruire il regno islamico khomeinita in tutto il mondo e non solo in medioriente
Premesso che il regime degli ayattollah ha basato la sua politica di espansione islamica sull'uso del terrorismo internazionale(basti vedere l'Iraq, Afghanistan ecc...), con l'arruolamento di tutti i gruppi e organizzazioni terroristiche presenti sulla pianeta a prescindere dalla loro ideologia e fede politica( basta vedere i rapporti di vari organi di sicurezza europei),
Premesso che il regime di Teheran è fondamentalmente sorretto da tre pilastri: la repressione, il terrorismo e la bomba atomica e che non potrà mai prescindere da uno dei tre altrimenti crollerebbe in pochi secondi,
Premesso che il terrorismo e la politica di interferenza dei mullah in Iraq e in Afghanistan sono stati il fondamentale motivo di insuccesso della politica americana( basti vedere le relazioni del sismi sulle cause che hanno portato alla morte decine e decine di sldati italiani in Iraq ed esattamente a Nassiria),
Premesso che la storia recente ha dimostrato che la politica del dialogo è uno strumento arrugunito e fallito e che ha prodotto solamente preziosi occasioni a favore del progetto atomico dei mullah e che ha concesso tempi fondamentali e necessari ai responsabili di Teheran per poter nascondere e portare avanti segretamente l'intero programma nucleare
Premesso che il regime di Teheran riconosce solamente la lingua della forza,
Premesso che il popolo iraniano non riconosce assolutamente il regime dei mullah come il suo legittimo rappresentante( basti vedere numerose manifestazioni di proteta che avvengono quotidianamente su tutto il territorio iraniano),
Allora, a nome del popolo iraniano mi permetto di dire al presidente Obama che con la sua politica di "versetti del Corano" sta "pestando l'acqua nel mortaio". I mullah iraniani hanno valutato il suo debole discorso come un segno di forte debolezzza e il risultato delle loro azioni terroristiche in Iraq e in Afghanistan.
Aggiungo inoltre un fatto che ci ha addolorato molto quando Lei ha autorizzato le sue ambasciate di invitare i rappresentanti del terrorismo iraniano ad assistere alle cerimonie diplomatiche del 4 luglio.
Secondo me se il presidente Obama aveva serie intenzioni di affrontare il terrorismo e il fanatismo iraniano avrebbe dovuto scegliere una linea più sagia e più fruttuosa scegliendo la parte migliore dell'Iran cioè il popolo e i suoi veri rappresentanti: coloro che da trentanni lottano contro il regime dei mullah pagando un grande prezzo in termini di vite umane: 120.000 caduti.
Mi auguro che il presidente degli Stati Uniti D'America correga prima possibile la sua linea di Versetti del Corano e si allinei con la popolazione iraniano che non ha bisogno dei marines per liberarsi dalle tenaglie della piovra religiosa e fanatica e terroristica iraniana ma ha sicuramente bisogno del sostegno politico degli uomini e delle donne coraggiosi che non si piegano di fronte a tale pericolo. Concludo e ribadisco ancora una volta che queta linea del presidente Obama porta acqua nel mulino della bomba atomica e di conseguenza avvicina ancora di più il mondo intero ad un scenario di guerra assai catastrofica dove da una parte si è schierato un regime dotato di una pericolosissima ideologia(fondamentalismo islamico di matrice khomeinista), e di una ferrea volonta di spazzare, a qualiasi prezzo, tutti i corrotti e infedeli della terra! Un regime che è disposto a trascinare l'intero mondo in una guerra assai più devastante della seconda guerra mondiale. Un regime di cui il Velayate Faghih è il più grande crimine contro l'umanità e che le Nazioni Unite dovrebbero spiccare un mandato internazionale per catturarlo e processarlo per i crimini commessi contro umanità.
Un consiglio al presidente Obama: questa nuova linea è già fallito. Si dimostri più presidente degli Stati Uniti D'America e si dimostri più saggia e meno emotiva. Al terrorismo non si può rispondere leggendo i versetti del Corano! Al terrorismo iraniano bisogna rispondere alzando la mano del popolo iraniano. Punto e basta.
Karimi Davood analista politico iraniano
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23:56
martedì 2 giugno 2009
OGGI INCONTRO A PARIGI TRA SARKOZY E IL MINISTRO DEGLI ESTERI DEL REGIME TERRORISTICO IRANIANO

AHMADINEJAD CON IL CAPO HEZBOLLAH NASSRALLAH
L'AEREO AIR FRANCE PRECIPITATO NELL'OCEANO ATLANTICO E' UN LOCKERBIE BIS?
Ho avuto la notizia secondo cui oggi il presidente francese Sarkozy incontrerà Mottaki, ministro degli esteri del regime fanatico dei mullah e uno dei maggiori responsabili del regime iraniano coinvolto nelle operazioni terroristiche iraniane contro gli occidentali.
Un mio consiglio a Sarkozy: il suo tentativo di monitorare le intenzioni iraniane circa il loro programma atomica sarà una sconfitta e una macchia di disonore per Lei e per il suo governo. Secondo me sarebbe meglio che durante il suo incontro con il responsabile esteri del terrorismo iraniano gli chieda informazioni circa la caduta improvvisa dell'aereo dell'Air France proveniente dal Brasile.Sicuramente Lei avrà ottime impressioni sul comportamento di Mottaki che Le sarà utile nella conduzione delle indagini.
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15:43
lunedì 1 giugno 2009
BOMBA ATOMICA DEGLI AYATTOLLAH ENTRO 2009 LO SOSTIENE INTELLIGENCE ISRAELIANA

Israele: bomba Iran entro il 2009
Gen. Baidatz, 'inquietante velocita' dei programmi atomici'
(ANSA) - TEL AVIV, 1 GIU - L'Iran potrebbe avere gia' entro il 2009 la bomba nucleare. Lo sostiene l'intelligence israeliana. Secondo il generale Yossi Baidatz, capo divisione dell'intelligence militare israeliana, ''la velocita''' dei programmi atomici iraniani e' ''molto inquietante''. Teheran - ha aggiunto - ''ha gia' missili in grado di raggiungere Israele e l'orologio iraniano precede quello del dialogo internazionale''
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10:03
ZAHEDAN, UNA CITTA' IN FERMENTO DI SUNAMI



nella foto: l'impiccagione di tre uomini arrestati mesi fa e accusati falsamente dell'attentato avvenuto alcuni giorni fa nella moschea della citta di Zahedan!!!
Secondo le notizie provenienti dalla Città di Zahedan, dove negli ultimi 48 ore ci sono stati numerosi scontri tra la popolazione e le forze repressive del regime dei mullah, la situazione è molto militarizata ed esplosiva. I Passdaran sono presenti in tutte le strade e vie importanti e ad ogni accenno di protesta o di raduno aprono all'impazzata il fuoco conro la gente. Il regime dei mullah teme una sunami di protesta e un allargamento della protesta in altre città vicine e lontane.
Va ricordata che la città di Zahedan è stata sempre un centro di dissenso contro il fondamentalismo islamico del regime degli ayattollah e sono estremamente false le notizie secondo cui esiste una guerra tra i sciiti e i sunniti. La città è unita e coesa contro il regime degli ayattollah. Anche perchè la repressione perpetrata dagli ayattollah non ha mai risparmiata ne l'uno e ne l'altro. La ribellione e la sollevazione popolare di questi giorni in Zahendan è un segno di forte dissenso degli iraniani nei confronti del regime e delle sue false elezioni presidenziali.
Attualmente, secondo le informazioni in mio possesso, in tutta la città sono in corso le forti rastrellamenti e vongono arrestati e picchiati chiunque fosse sospettato di essere un dissidente o appartenente alle forze di opposizione.
La nostra associazione condannando fermamente la repressione della popolazione ed esprime la solidarietà e la vicinanza con quanti hanno perso i loro cari durante gli scontri di questi giorni. Devo anche ribadire che la nuova rivolta popolare non ha niente a che vedere con la guerra tra sunniti e i sciiti. Questa storia è stata inventata dal regime dei mullah per dirottare le attenzioni in altre direzioni ed avere mani libere nell'applicare più repressione nei confronti della minoranza sunnita di questa parte dell'Iran. Contro il regime degli ayattollah sono uniti i sunniti e i sciiti. Nelle file della resistenza iraniana sono presenti entrambi e lotano uno a fianco dell'altro per un unico obiettivo: liberare l'Iran dalla tirannia dei mullah e instaurare un governo democratico, libero, pluralista e laico e anni luce lontano dalla religione di stato. E' questo obiettivo di tutta la popolazione a prescindere dal sesso, dalla religione, dalla fede e dall'orientamento etnico e religioso.
Karimi Davood
Notizia dell'Ansa sugli scontri a Zahedan:
Fonte: Ansa.it
» 2009-06-01 09:45
Iran: Zahedan, scontri sciiti- sunniti
Comandante polizia: situazione sotto controllo, diversi arresti
(ANSA) - TEHERAN, 1 GIU - Scontri interconfessionali fra Sciiti e Sunniti sono avvenuti ieri a Zahedan, nel sud-est dell'Iran. Nella citta' iraniana, il 28 maggio, una bomba fatta esplodere in una moschea sciita aveva provocato 25 morti. Il comandante della polizia, generale Ahmad Reza Radan, ha assicurato che la situazione e' stata riportata sotto controllo nel tardo pomeriggio di ieri e diverse persone sono state arrestate.
2009-06-01 16:13
Iran: 5 morti in attacco a Zahedan
Uccisi impiegati in assalto incendiario a societa' credito
(ANSA) - TEHERAN, 1 GIU - Cinque persone sono morte in un incendio appiccato alla sede di una societa' finanziaria e di credito a Zahedan, nel sud-est dell'Iran.Ieri la localita' e' stata teatro di scontri interconfessionali fra Sciiti e Sunniti. Per la tv di stato iraniana le cinque vittime erano tutti impiegati della societa' Mehr, presa di mira.A Zahedan il 28 maggio 25 persone erano rimaste uccise nell' esplosione di una bomba in una moschea sciita.
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