domenica 31 gennaio 2010

Iran, Berlusconi, no atomica a chi vuole distruggere Israele

Domenica 31 gennaio.
ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi invita la comunità internazionale a dare "risposte robuste" all'Iran sul suo programma nucleare, definendo inaccettabile che Teheran possa avere a disposizione un'arma atomica vista la sua aperta ostilità contro Israele.

"Prima di tutto l'intera comunità internazionale deve decidersi a stabilire con parole chiare, univoche e unanimi, che in linea di principio non è accettabile l'armamento atomico a disposizione di uno Stato i cui leader hanno proclamato apertamente la volontà di distruggere Israele e negano insieme la Shoah e la legittimità di un focolare nazionale ebraico", ha detto Berlusconi in un'intervista al quotidiano di Tel Aviv Haaretz, diffusa in italiano da Palazzo Chigi, alla vigilia del suo viaggio in Israele.

Il premier aggiunge che "la via del controllo multilaterale sugli sviluppi del programma nucleare iraniano, del negoziato intelligente, delle sanzioni efficaci è quella da percorrere".

Berlusconi sollecita la comunità internazionale a ottenere "garanzie ferree" dal governo di Teheran e "impegnare in modo significativo l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica nel controllo ispettivo e nella certificazione dei passi avanti eventuali del negoziato".

Invitando "a non respingere alcun segnale di buona volontà da parte iraniana", il premier lamenta i pochi passi compiuti sulla strada del dialogo con Teheran.

"A chi voglia metterci di fronte al fatto compiuto occorre dare risposte robuste e maliziose", conclude il premier.

CLAUDIO BAGLIONI SI SCHIERA A FIANCO DI COLORO CHE SACRIFICANO LA VITA PER LA LIBERTA' E LA DEMOCRAZIA IN IRAN. GRAZIE BAGLIONI



"Iran, non voltiamoci dall'altra parte!"
Mercoledi, 27 January 2010
Messaggio di Claudio Baglioni per i diritti umani in Iran



"Se anche una sola persona al mondo non è libera, non lo sei neanche tu.

Libera la libertà.

La sua. La tua. Quella di noi tutti.

J.F. Kennedy nel 1963 disse: 'La libertà è indivisibile e quando un solo uomo è reso schiavo, nessuno è libero'.

Più tardi Václav Havel aggiunse: 'L'attacco alla libertà di uno è un attacco alla libertà di tutti. Fino a quando la società sarà divisa nell'indifferenza, e gli uni osserveranno in silenzio la persecuzione degli altri, nessuno si affrancherà dalla manipolazione generale'.

Ogni persona sa che la libertà è il bene più prezioso. Il più difficile da raggiungere. Il più facile da perdere.

Fino a quando anche una sola persona non sarà libera, nessuno lo sarà mai veramente.

Non voltiamoci dall'altra parte.

Alle donne e agli uomini cui in Iran - e in ogni altra parte del mondo - non è permesso coltivare ed esprimere idee e opinioni, facciamo sentire che tutti noi che lo possiamo fare siamo accanto a loro e che non sono soli".

ROMA, SABATO POMERIGGIO, FIACCOLATA CONTRO LA PENA DI MORTE, DI FRONTE AL VATICANO

Fiaccolata di solidarietà con il popolo iraniano di fronte al Vaticano per sensibilizzare l'opinione pubblica contro la nuova campagna di esecuzioni in Iran.
La fiaccolata è stata organizzata dall'Associazione giovani iraniani in Italia contro l'esecuzione di due giovani avvenuta alcuni giorni fa dietro la diretta richiesta dell'Ayatolterrore Ali Khamenei in vista di una nuova ondata di manifestazioni popolari in occasione dell'11 febbraio prossimo, anniversario della rivoluzione del 1979. Alla fiaccolata hanno partecipato anche alcuni cittadini stranieri e italiani.


APPELLO URGENTE CONTRO LA NUOVA ONDATA DELLE ESECUZIONI POLITICHE IN IRAN



IRAN: ESIGE UN'AZIONE URGENTE PER EVITARE UNA NUOVA CARNEFICINA UMANA
CHIEDIAMO INTERVENTO DEL GOVERNO ITALIANO CONTRO LA NUOVA CAMPAGNA DI TERRORE
LA POLITICA DEL SILENZIO-ASSENSO E' UNA LEGITTIMAZIONE DI QUESTA CAMPAGNA DI ESECUZIONI

Secondo le nostre attendibili fonti interne, recentemente e in special modo dopo la grande rivolta della giornata di Ashura che ha segnato una data storica, il Consiglio di sicurezza nazionale iraniana ha deciso, dietro esplicito ordine del capo supremo, ayatolterrore Ali Khamenei, una nuova ondata di esecuzioni politiche contro i giovani arrestati durante le manifestazioni di protesta.
La campagna è iniziata ufficialmente con l'impiccagione improvvisa di Arash Rahman Pour e Mohammad reza Zamani avvenuto alcuni giorni fa senza un preavviso ne ai loro avvocati e ne alla loro famiglia. Il padre di uno dei due ragazzi ha appreso la notizia dell'impiccagione attraverso il telegiornale quando il procuratore di Teheran Abbas Jafari Dowlatabadi annunciava ufficialmente la loro esecuzione.
Secondo le mie attendibili informazioni, le intenzioni del regime dei mullah sono molto serie e lo dimostrano anche il processo appena iniziato contro altri 16 ragazzi accusati di "MOHAREBE", che secondo la nefasta costituzione islamica comporta inevitabilmente la condanna a morte. Di recentemente, alcuni deputati del parlamento hanno proposto un urgente disegno di legge che riduce da 20 a 5 giorni il tempo dell'esecuzione della condanna a morte contro chi viene riconosciuto dai tribunali della rivoluzione come "MOHAREB"!
Negli ultimi giorni numerosi imam del venerdi tra cui i mullah Ahmad Khatami e Jannati hanno pubblicamente incitato il governo a "impiccare in pubblico i ragazzi e le ragazze MOHAREB che scendono in piazza e scandiscono slogan contro la santa repubblica islamica".
Questi sono tutti segnali che ci preoccupano fortemente sulla sorte dei prigionieri politici e delle ragazze e dei ragazzi arrestati dopo le farse elezioni del 12 giugno. Secondo quanto mi hanno confermato le fonti interni, tutte le persone arrestate vengono sistematicamente sottoposti alle più disumane forme di violenza fisica e morale fino alle violenze sessuali di gruppo onde costringerli a confessare di "essere al soldo degli americani, inglesi e israeliani", "in cambio della loro imminente libertà"!
Tutto ciò è successo esattamente con le ultime due persone impiccate. Ma al posto della loro liberazione è arrivata una improvvisa esecuzione clandestina senza la presenza dei loro avvocati e genitori.
E' doveroso sottolineare che con l'avvicinarsi della data del 11 febbraio che coincide con le celebrazioni dell'anniversario della rivoluzione, il regime dei mullah sta programmando una carneficina dei giovani iraniani al fine di terrorizzare la popolazione e scoraggiarla di scendere in piazza. Si prevedono grandi manifestazioni di protesta popolari per la data dell'11 febbraio.
Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia lancia un grido di allarme contro la nuova ondata di esecuzioni e chiede un urgente intervento di tutti coloro che hanno la facoltà di agire contro tali crimini. In particolar modo Associazione dei rifugiati politici iraniani si rivolge direttamente al presidente del consiglio italiano on. Silvio Berlusconi per chiedere una ferma condanna di questa nuova campagna di repressione e di impegnarsi per evitare la realizzazione di una nuova carneficina umana, aggiungendo che il regime dei mullah non si fermerà allo sterminio del popolo iraniano e reagirà , al tempo opportuno, anche contro coloro che con il loro "silenzio-assenso" hanno permesso la realizzazione di questi disumani piani di sterminio degli oppositori. Il terrorismo esterno iraniano è la parte integrale della politica di repressione interna e, la costruzione della bomba atomica sarà il futuro ombrello protettivo di questo sistema che si regge su tre pilastri: la repressione, il terrorismo e la bomba atomica.
Davood Karimi, presidente dell'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia

sabato 30 gennaio 2010

OGGI, A ROMA, ALLE 17, DI FRONTE ALLA VIA CONCILIAZIONE, LA FIACCOLATA CONTRO LA NUOVA ONDATA DELLE SECUZIONI POLITICHE IN IRAN

LONDRA, DI FRONTE ALL'AMBASCIATA DEI MULLAH, MANIFESTAZIONE DI PROTESTA CONTRO LE IMPICCAGIONI DEI MANIFESTANTI IN IRAN


ANCHE OGGI SONO STATI IMPICCATI DUE DETENUTI A TEHERAN
E' GIA' INIZIATA LA NUOVA CAMPAGNA DI ESECUZIONI DI CUI AVEVO PERSONALMENTE DENUNCIATO L'ESISTENZA DI UN PIANO SEGRETO, APPROVATO DI RECENTE DIETRO LA URGENTE RICHIESTA DEL CAPO SUPREMO, AYATOLTERRORE, ALI KHAMENEI,

venerdì 29 gennaio 2010

È l’Iran il vero erede dei nazisti

Un'interessante articolo pubblicato sul Il Giornale.it che condivido e pubblico volentieri anche perchè rispecchia esattamente quello che nei giorni della commemorazione della Shoah ho sottolineato e ripetuto nei miei interventi presso gli alunni di due scuole superiori della città di Sorrento. Davood Karimi
di Giorgio Israel



È venuta la Giornata della Memoria 2010 e personalmente l’ho trascorsa in casa. Non sono stato chiamato a partecipare ad alcun evento o manifestazione, neppure come invitato, malgrado abbia dedicato qualche libro alla questione ebraica e alle leggi razziali del 1938 e una serie interminabile di articoli all'antisemitismo. Non me ne stupisco e non me ne dolgo perché ho da tempo assunto come regola quella di parlare, in queste occasioni, soltanto dell'antisemitismo che minaccia gli ebrei viventi. Del resto, non si ripete fino alla noia che conoscere la storia passata serve a non ripeterne gli orrori? Tuttavia, parlare dell'antisemitismo di oggi non è gradito e serve a farsi depennare. Come ha scritto Fiamma Nirenstein sul Giornale, per lo più si usano dire due parole di circostanza per poi parlare di Hiroshima, delle minoranze etniche e della Resistenza. A me capitò di sentir equiparare i campi di concentramento e i centri di permanenza temporanea (Cpt) per i clandestini. Qualcuno più audace passa dai Cpt a Gaza, e ne deriva l'equazione Gaza = Auschwitz, da cui discende il corollario che gli israeliani (e quindi gli ebrei) sono i nuovi nazisti. Ebbene, per poter parlare della Shoah non pago il pedaggio di dire che Maroni è il nuovo Himmler, per cui preferisco starmene a casa a sfogliare in silenzio le foto dei miei parenti trucidati ad Auschwitz, i pochi documenti che ne conservo, e a parlarne con i miei figli.
Tuttavia quest'anno sono successi alcuni fatti nuovi che potrebbero cambiare le cose - almeno speriamo. Il primo fatto è noto ed è stato riportato da tutti i giornali. Ma conta sottolinearne un aspetto cruciale che già il Giornale ha indicato con un titolo efficace: «Khamenei celebra la Shoah: “Un giorno Israele sarà distrutto”». Niente di nuovo, s'intende. I dirigenti iraniani ci hanno abituato al loro slogan ripetuto in tutte le salse: Israele va distrutto, Israele è un ramo secco che sta cadendo, basta dare una scossa all'albero, e così via. Ma quel che c'è di nuovo stavolta è la scelta di aver fatto questo proclama, e con tanto clamore, proprio nella Giornata della Memoria, nel giorno in cui si ricorda lo sterminio degli ebrei ad opera dei nazisti. Non è intervenuta soltanto la Guida Suprema del regime iraniano, l'ayatollah Ali Khamenei, ma anche il presidente del parlamento Alì Larijani - già capo della delegazione che trattava la questione nucleare e da tanti in occidente lodato come personalità ragionevole e moderata - che ha parlato in modo truculento di Israele ridotto a «terra bruciata».
In verità, non c'è neppure nulla di nuovo dal punto di vista delle intenzioni: il regime iraniano non ha mai fatto mistero di stabilire uno stretto collegamento tra questione israeliana e questione ebraica. L'Iran è oggi il centro mondiale del negazionismo, il Paese che promuove attivamente la propaganda della tesi secondo cui lo sterminio degli ebrei non è mai avvenuto, e che comunque in fin dei conti Hitler qualche buona ragione per detestare gli ebrei l'aveva. È un antisemitismo che si pone in continuità con i legami tra una parte del mondo islamico e il regime nazista simboleggiato dalle relazioni amichevoli tra Hitler e il Gran Muftì di Gerusalemme.
Tuttavia, fino ad ora, una parte consistente dell'opinione pubblica occidentale ha chiuso gli occhi di fronte al carattere esplicitamente antisemita dell'antisionismo iraniano. Anche il presidente Obama ha condannato certe espressioni ma non ha preso atto del fatto che esse erano ispirate da una volontà di vero e proprio genocidio razziale.
Ora nessuno può chiudere gli occhi. Non vi sono alibi. La dichiarazione della volontà di distruggere Israele fatta non in un giorno qualsiasi dell'anno, ma proprio il 27 gennaio, ha un significato inequivocabile. È quanto dire: nel giorno in cui si ricorda lo sterminio di un terzo degli ebrei del mondo, noi vi annunciamo che ci apprestiamo a proseguire l'opera sterminandone un altro terzo. E poi di questo sterminio si dirà che non è mai avvenuto, come lo si dice ora del primo. Chi può chiudere gli occhi di fronte al proclama sfrontato che la lotta contro Israele è una lotta contro gli ebrei? Come non vedere che «celebrare» così la Shoah appone a questa lotta un'etichetta razziale inequivocabile?
Tutto ciò è terribile ma potrebbe essere una buona notizia se servirà, una buona volta, ad aprire gli occhi e a svegliare le coscienze. La seconda buona notizia è che nel nostro Paese, nei discorsi ufficiali delle massime autorità - dal presidente della Repubblica Napolitano, al premier Berlusconi al presidente della Camera Fini - è stato denunciato esplicitamente il pericolo dell'antisemitismo di oggi e, in particolare, il pericolo di quello iraniano. Forse questi segnali inizieranno a svegliare l'opinione pubblica. E magari, l'anno prossimo, le celebrazioni del 27 gennaio potrebbero essere meno ritualistiche e commemorare gli ebrei morti per mettere in luce le minacce che incombono sugli ebrei viventi, e non per cambiare discorso.

DICHIARAZIONE DEL PADRE DI ARASH RAHMANI POUR, IL GIOVANE IMPICCATO IERI A TEHERAN


Il padre del giovane Arash Rahmani Pour, impiccato ieri a Teheran, in un intervista concessa ad una tv straniera ha dichiarato: "mio figlio è un martire per la democrazia per cui non accetto le condoglianze e gradisco solo gli auguri"
A nome della mia associazione condanno fermamente l'impiccagione di questi due giovani, accusati di aver partecipato alle manifestazioni anti governative, esprimendo la nostra piena vicinanza e solidarietà alle famiglie Zamani e Rahmanpour colpiti tragicamente dalla violenza del regime di Ahmadienjad. Le impiccagioni di ieri sono un segno di debolezza e di altrettanta ferocia di un regime che vede di fronte a se un popolo in un fermento vulcanico che si esploderà nei prossimi giorni. La decisione dell'impiccagione di ieri è stata adottata dietro la ferma richiesta del capo supremo dei mullah, Ali Khamenei onde terrorizzare e impaurire la popolazione in vista delle prossime manifestazioni in vista dell'anniversario della rivoluzione iraniana che coincide con la prima meta di febbraio.
A nome della nostra associazione chiedo al governo italiano, alle organizzazioni politiche e umanitarie, alle organizzazioni giovanili studentesche di condannare questo disumano atto esprimendo la loro vicinanza alle famiglie in lutto e ai ragazzi che scendono costantemente nelle strade iraniane gridando "viva la libertà"!
Un breve filmato trasmesso dalla Tv Aljazira sull'impiccagione dei due giovani iraniani accusati di "MOHAREBE"!!!

DUE BREVI FILMATI SULLA COMMEMORAZIONE DELLA GIORNATA DELLA MEMORIA A SORRENTO

In occasione della giornata della Memoria ho partecipato ad una serie di manifestazioni organizzate dalla associazione Cypraea e dal comune di Sorrento. i veri protagonisti di queste manifestazioni erano gli alunni dudue scuole sorrentine: uno San Paolo e l'altra scientifico. In tutti gli interventi ho cercato di sensibilizzare l'attenzione degli alunni sulla necessità di considerare i caduti della Shoa come un tesoro e un patrimonio di tutta l'umanità a prescindere dalla religione e dalla razza. Ho sottolineato che grazie ai caduti della Shoa e della seconda guerra mondiale oggi siamo liberi e abbiamo la democrazia. E ho sottolineato la necessità estrema di commemorare e di tenere sempre vivo il ricordo di coloro che hanno sacrificato la vita per la libertà di nuove generazioni chiedendo di non fermarsi e di alzare sempre la guardia nei confronti di coloro che cercano di negare questo grande sacrifico delle vite umane al fine di nascondere i loro genocidi e crimini commessi contro umanità come quello del regime dei mullah che in questo momento è l'erede legittimo di Hitler e sta cercando di portare a termine il nefasto lavoro incompiuto di Hitler. Ho puntato nei miei discorsi il dito contro il fondamentalismo islamico come l'unico pericolo per il mondo intero e per la sicurezza del popolo israeliano-palestinese sottolineando un fatto importante che nella storia ha portato il mondo alla seconda guerra mondiale cioè la politica di accondiscendenza che attualmente ha una matrice euroamericana e che potrà essere il complice di una nuova e catastrofica guerra islamica iraniana.
A nome della mia associazione desidero ringraziare tutti coloro che hanno contribuito all'organizzazione di queste manifestazioni di solidarietà in memoria dei caduti della Shoah, in particolar modo la signora Cecilia Coppola, la signora Carmen Davola e il vice sindaco della città di Sorrento sig. Rosario Fiorentino.
Davood Karimi, presidente dell'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia
a voi due brevi filmati:

giovedì 28 gennaio 2010

IMPICCATI I PRIMI DUE GIOVANI DELLA PROTESTA CONTO IL REGIME DEI MULLAH


Nella foto Mohammad Ali Zamani

Nella foto: Arash Rahmani Pour
Le immagini dei due ragazzi impiccati stamattina a Teheran


In previsione di una nuova ondata di proteste popolari in occasione dell'anniversario della rivoluzione iraniana che coincide con 11 febbraio, il regime di Ahmadienjad ha iniziato ad effettuare una serie di impiccagioni dei prigionieri politici arrestati dopo le farse elezioni del 12 giugno scorso. Stamattina sono stati impiccati a Teheran Arash Rahmani Pour e Mohammad Ali Zamni. Il motivo di questa nuova e disumana campagna è quella di scoraggiare i giovani e le donne e gli uomini che si stanno preparando per scendere nuovamente in piazza contro l'intero regime islamico dei mullah.
Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia condanna fermamente le esecuzioni di oggi e chiede al governo italiano, alle istituzioni democratiche e agli organismi umanitarie di condannare fermamente la nuova ondata di terrore e di repressione organizzando una serie di manifestazioni di protesta contro il regime dei mullah. Il nostro silenzio significa compartecipazione ai crimini del regime dei mullah commessi contro le donne e gli uomini che hanno deciso di scendere in piazza e di cambiare il destino del paese secondo i criteri democratici vigenti nel mondo libero di oggi. La solidarietà coi ragazzi e le ragazze è un fatto dovuto e umanitario e ha una emergenza assoluta altrimenti in un prossimo futuro saremo dei testimoni di nuovi massacri e stermini ai danni del popolo iraniano.
Davood Karimi, presidente dell'associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia
Reazione americana alle esecuzioni di oggi:
Iran:dura condanna della Casa Bianca
Impiccati 2 dissidenti.H.Clinton,costretti a aumentare pressioni

(ANSA) - WASHINGTON, 28 GEN - La Casa Bianca condanna le esecuzioni in Iran di due oppositori: 'Ha toccato il fondo e si isola dal mondo'. Sul nucleare l'Iran 'non ci lascia altra scelta che continuare a lavorare con i nostri partner per aumentare la pressione', dichiara Hillary Clinton. Il regime iraniano ha impiccato i primi due oppositori condannati nei processi seguiti alle manifestazioni antigovernative dei mesi scorsi. I due giustiziati riconosciuti colpevoli di essere 'nemici di Dio'.
28/1/2010
Iran,impiccati 2 uomini per scontri
Condannati a morte dopo manifestazioni
Due uomini, condannati a morte, sono stati impiccati in Iran: erano stati condannati in relazione ai disordini scoppiati dopo le elezioni presidenziali di giugno. Lo riferisce l'agenzia Isna, precisando che le due persone fanno parte delle 11 condannate a morte per gli incidenti. Le due vittime appartenevano ai Mujaheddin del Popolo (Mko) e ad una organizzazione monarchica.

Iran/ Amnesty condanna esecuzione di due oppositori del governo
Mohammad Reza Ali-Zamani e Arash Rahmanipour impiccati oggi
postato 3 ore fa da APCOM

iran: manifestazioni, 2 impiccati

Roma, 28 gen. (Apcom) - Amnesty International ha condannato l'esecuzione di due persone arrestate durante le proteste che si sono susseguite in Iran dall'indomani del contestato esito delle elezioni dello scorso anno. Mohammad Reza Ali-Zamani e Arash Rahmanipour sono stati impiccati oggi, dopo essere stati giudicati colpevoli, al termine di un processo iniquo, di "comportamento ostile a Dio" e di appartenenza all'Anjoman e-Padeshahi e-Iran (Api), un gruppo fuorilegge che chiede il ritorno della monarchia.
"Queste due esecuzioni-shock mostrano che le autorità iraniane non intendono fermarsi di fronte a nulla per stroncare le proteste pacifiche che vanno avanti dalle elezioni", ha dichiarato Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettrice del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International. "Prima li hanno condannati dopo un processo iniquo, poi li hanno uccisi e non è neanche chiaro se effettivamente appartenessero o meno al gruppo fuorilegge, dato che le loro 'confessioni' sarebbero state esorte con la forza". Secondo le autorità iraniane, almeno altre nove persone si trovano in attesa di esecuzione dopo essere state condannate nei cosiddetti 'processi-spettacolo'.
"Temiamo che le due di oggi siano solo l'inizio di un'ondata di esecuzioni nei confronti di persone condannate a seguito di incriminazioni così vagamente formulate", ha aggiunto Hassiba Hadj Sahraoui.(segue)

lunedì 25 gennaio 2010

GIORNATA DELLA MEMORIA CON L´ASSOCIAZIONE CULTURALE CYPRAEA A SORRENTO

25/01/2010


L’Associazione Cypraea, l’Assessorato alla Pace e ai Diritti Umani del Comune di Sorrento, l’Istituto Polispecialistico “San Paolo” insieme per la Giornata della Memoria
L’Associazione Culturale Cypraea e l’ Assessorato alla Cultura, Politiche Giovanili, Pace e Diritti Umani del Comune di Sorrento con l’Associazione Rifugiati Politici Iraniani organizzano “La Giornata della Memoria” Mercoledì 27 gennaio alle ore 10,30 nell’Istituto Polispecialistico “ San Paolo”. L’incontro con gli studenti del V anno del San Paolo sarà tenuto da Karimi Davood Giornalista - presidente Associazione Rifugiati Politici Iraniani, che dal 1979 anni vive in Italia.
L' Associazione da lui fondata raccoglie i rifugiati politici iraniani residenti in Italia attivi nel campo della propaganda anti khomeinista.
L'Associazione promuove campagne umanitarie in favore dei prigionieri politici e dei loro familiari, ma anche dei condannati a morte a prescindere delle ragioni della sentenza, con l'obiettivo di contribuire ad un cambiamento democratico in Iran per la pace, la democrazia e la libertà. L'Iran è attualmente al centro dell'attenzione della comunità internazionale. Intorno alla repubblica degli Ayatollah si intrecciano questioni molteplici: il conflitto israelo-palestinese, la stabilizzazione di Iraq e Afghanistan, gli interessi energetici di Occidente e Cina. L'erede della civiltà persiana si trova oggi in bilico fra Occidente e Oriente, passato e presente, teocrazia e democrazia. Lo sviluppo democratico dell'Iran è secondo molti la chiave che permetterà di risolvere questa serie di problemi.
Con gli studenti del San Paolo parteciperanno le Associazioni: Sorrento Giovani, Penisola Felix Giovani e Giovane Cypraea. Porteranno il saluto Mario Iacomino, Dirigente Istituto Polispecialistico “San Paolo“, sempre disponibile a collaborare ad iniziative che allargano l’orizzonte culturale sulle questioni attuali riguardanti i diritti umani e il processo di pace. Rosario Fiorentino - vicesindaco con delega assessore alla Cultura, Politiche Giovanili e alla Pace e Diritti Umani è convinto che soprattutto la scuola deve essere un momento dove i giovani attraverso lo studio facciano memoria di eventi legati ad atrocità commesse a livello razziale e sappiano collegarsi all’attualità dell’oggi per creare un domani diverso dove vengano proclamati i diritti umani e civili degli uomini e non la loro negazione. Cecilia Coppola - Presidente Associazione Culturale Cypraea è ormai da anni al centro di un cammino che “ ha come meta l’incontro di giovani di numerosi paesi del mondo, in quanto solo conoscendosi, confrontandosi e instaurando legami di amicizia potranno combattere le forme di esclusione, razzismo e oppressione di oggi. Il passato insegna e ammonisce”.

IRAN: FRATTINI, A FEBBRAIO PROPOSTA RISOLUZIONE ONU CON SANZIONI

(AGI) - Washington, 25 gen. - "Entro la fine di febbraio sara' presentata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite una proposta di risoluzione" contro il programma nucleare iraniano "che prevedera' delle sanzioni". Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Franco Frattini al termine dell'incontro a Washington con il segretario di Stato americano Hillary Clinton. Il titolare della Farnesina ha spiegato che "tra le meta' di febbraio e la fine del mese, quando il Consiglio sara' guidato dalla Francia" i tempi saranno maturi per rispondere alla tattica del rinvio iraniana che finora non ha rispettato gli impegni presi. Frattini ha detto che su questo punto si e' avvicinata anche la Russia mentre resta titubante se non ostila la Cina. "Indispensabile" per il ministro e' "coinvolgere altri soggetti a partire dai Paesi arabi moderati, come l'Egitto la Turchia e anche la Lega Araba e anch l'India". New Dehli, infatti ha ricordato Frattini, e' il principale fornitore di prodotti petroliferi raffinati all'Iran, che malgrado sia il secondo produttore Opec importa il 40% del carburante. -

sabato 23 gennaio 2010

ROMA, FIACCOLATA PER I 27 ANNI DI NEDA







Nella foto: i 27 anni di Neda celebrati ieri al cimitero di Beheshte Zahtra di Teheran alla presenza anche delle forze di sicurezza. Sulla tomba di Neda si vede la torta preparata dalla mamma di Neda.


Oggi pomeriggio alle 18 è iniziata la fiaccolata organizzata dalle associazioni Donne democratiche, giovani iraniani e rifugiati politici residenti in Italia in occasione del 27° compleanno di Neda Aghasoltan, uccisa barbaramente dalle mani terroristiche del regime dei mullah. La fiaccolata è avvenuta in concomitanza con una manifestazione organizzata dalla famiglia di Neda nel cimitero di Beheshte Zahra a Teheran a cui hanno partecipato numerosi cittadini nonostante una forte presenza delle forze di sicurezza che avevano bloccato tutti gli accessi alla sezione in cui riposa Neda. Ma nonostante ciò la gente e in particolare le mamme dei caduti della rivolta hanno cercato in tutti i modi di raggiungere la tomba di Neda su cui la mamma aveva posato una serie di fotografie di giovane età di Neda assieme a dei fiori bianchi ed una TORTA!
La mamma di Neda continuamente la chiamava dicendo" alzati a vedere quanta gente ti è venuta a trovare. Ti ricordi che l'anno passato ti lamentavi perchè non c'era nessuno al tuo compleanno ma alzati a vedere quanta gente c'è quest'anno"!
Alla fiaccolata di stasera sono arrivati numerosi messaggi di solidarietà e di vicinanza dei cittadini italiani che hanno espresso la loro vicinanza alla famiglia di Neda a tutti coloro che combattono per la libertà e la democrazia.
A nome della famiglia di Neda, simbolo della donna in rivolta contro l'oscurantismo e il fondamentalismo iraniano e a nome delle associazioni che hanno promosso questa manifestazione ringrazio tutti coloro che hanno partecipato o che hanno mandato dei messaggi di solidarietà tra cui ringrazio particolarmente la presenza della rappresentante dell'International Young Democrat Unioned, la signora Samanta Bongini, e in particolare desidero riportare qui sotto il messaggio che ci ha mandato Europarlamentare Marco Scurria in occasione della fiaccolata:

Gent.mo Davood Karimi,

con sincero rammarico sono costretto a comunicarLe che non potrò partecipare alla Fiaccolata organizzata per sabato 23 gennaio per ricordare i 27 anni di Neda, visto che,purtroppo, ho già dato la mia disponibiltà per onorare un precedente impegno.
Desidero tuttavia sottolineare quanto l'attuale questione iraniana mi stia particolarmente a cuore; lo dimostra anche l'ultimo intervento che ho fatto durante l'Assemblea Plenaria tenutasi a Strasburgo il 19 gennaio e che si può vedere sul sito www.delegazione-italiana-ppe.eu .
Contribuire a mantenere viva l'attenzione dell'Europa sulla questione iraniana sarà uno dei miei principali obiettivi, insieme alla condivisione di tutte le iniziative che potranno d'ora in poi rivelarsi utili e determinanti per contribuire a ristabilire la democrazia in questo paese così ingiustamente martoriato.
Questo sarà il mio impegno per ricordare degnamente questa giovane donna, simbolo della lotta alla tirannia del regime tuttora al governo.
Anche se non "fisicamente",ma di certo con l'anima sarò con voi sabato per donare idealmente una rosa bianca alla giovane Neda.

Sinceramente commosso La saluto cordialmente

On.le Marco Scurria
Europarlamentare e Capogruppo PPE in Commissione Cultura


A Neda albero in Giardino Giusti Milano
La studentessa uccisa in Iran un 'esempio di impegno civile'
22 gennaio, 12:07

(ANSA) - MILANO, 22 GEN - Neda Soltani, la studentessa uccisa a giugno durante un corteo in Iran, verra' ricordata a Milano con un albero nel Giardino dei Giusti. 'E' un simbolo globale della resistenza dei giovani iraniani', ha spiegato Gabriele Nissim, presidente dell'associazione Gariwo. 'E' un esempio di impegno civile e di lotta contro tutti i totalitarismi e le dittature', ha aggiunto il sindaco Letizia Moratti. L'albero verra' piantumato la prossima primavera nel giardino sul Monte Stella.

martedì 19 gennaio 2010

SABATO 23 GENNAIO ALLE ORE 18 FIACCOLATA PER RICORDARE I 27 ANNI DI NEDA


COMUNICATO STAMPA
Sabato prossimo se le mani criminali del regime fondamentalista ed integralista dei mullah non avessero spezzato e portato via la vita di Neda, simbolo della donna in rivolta contro la tirannia, Neda avrebbe compiuto esattamente 27 anni. Per commemorarla, ricordarla e rinnovare il nostro impegno nel seguire la sua strada fino alla realizzazione della libertà e la democrazia in Iran, le Associazioni Donne Democratiche, Giovani insieme all'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia organizzeranno una fiaccolata di fronte all'ambasciata iraniana a Roma in via Nomentana numero 361. Chiediamo la partecipazione di tutti coloro che hanno visto attraverso le immagini trasmesse via internet e hanno avuto la coscienza turbata da tanta barbarie del regime dei mullah di riunirsi attorno a noi e dimostrare alla sua famiglia la nostra vicinanza e solidarietà. E' gradita la partecipazione con candele e rose bianche.
Per coloro che volessero mandare le loro adesioni e partecipazioni si prega di scrivere all'Email: irandemocratico@yahoo.it
E per coloro che desiderano mandare fiori si prega di scrivere l'indirizzo seguente: Roma, via Nomentana di fronte all'ambasciata iraniana numero 361
In seguito con il consenso riporterò sul sito irandemocratico.it le adesioni e i messaggi .
Karimi Davood, presidente dell'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia

GIUSTIZIATO UN PROCURATORE VICINO AD AHMADINEJAD

E' stato ammazzato a colpi di pistola procuratore iraniano di Khoy, Vali Hajgholizade, nell'ovest dell'Iran. A lui attribuiscono una dura campagna di repressione delle ragazze e dei ragazzi arrestati durante le manifestazioni di protesta. E' stato il responsabile diretto, insieme al padre di numerose esecuzioni politiche avvenute nella città di Khoy.

domenica 17 gennaio 2010

UN'ALTRA PROVA DEL SOSTEGNO DEL REGIME DI AHMADINEJAD AL TERRORISMO INTERNAZIONALE

LA NOTIZIA E IL COMMENTO:
Nel momento in cui il popolo iraniano ha colorato col suo sangue le strade iraniane gridando "Morte a Khamenei,morte al dittatore"," viva la libertà e la democrazia", il regime dei mullah dichiara apertamente il suo sostegno al terrorismo internazionale ben sapendo che l'unica via di salvezza, se si può parlare della salvezza del suo criminale e terroristico regime è quella di rifugiarsi ancora sotto l'ombrello della repressione, del terrorismo e della bomba atomica. Non dobbiamo dimenticare che, ogni qualora, la questione atomica del regime dei mullah varca una soglia di attenzioni particolari internazionali, come quella di ieri dove i grandi della terra hanno parlato della bomba atomica iraniana, il regime di Ahmadinejad tira fuori immediatamente la sua carta terroristica come un mezzo di ricatto. Ma non bisogna prestarci tante attenzioni e particolari preoccupazioni altrimenti ci apprestiamo gratuitamente al suo gioco sporco di "terrorizzare per governare".
La comunità internazionale deve prendere una seria lezione dalla grande partecipazione del popolo iraniano alle manifestazioni di protesta nonostante una dura repressione applicata da parte delle forze di sicurezza dei mullah. L'esperienza ci ha dimostrato che la "resistenza" è l'unica via da applicare fortemente contro questo regime fondamentalista che mira a costruire un impero islamico medievale basato sul sistema del "Velayate Faghih", dove una sola persona decide sulla sorte di milioni di persone. Secondo me la comunità internazionale deve agire immediatamente e come primo passo deve anteporre alle sue relazioni con il regime dei mullah il " rispetto dei diritti umani". Qualsiasi azioni internazionale deve passare per forza attraverso questo fondamentale canale altrimenti tutti gli sforzi e impegni del comunità saranno vani e inutili. Come quando ci mettiamo nel mortaio dell'acqua e la pestiamo! Il risultato? Lascio a voi l'immaginazione.
karimi davood
Iran: sosterremo Hezbollah e Hamas
Fino a vittoria su Israele
16 gennaio, 15:39



(ANSA) - BEIRUT, 16 GEN - Teheran sosterra' libanesi e palestinesi ''fino alla vittoria finale'' su Israele. Lo ha detto il vice presidente iraniano Mir Tajeddini.Ad un forum di gruppi di ''resistenza'' arabi e islamici ha precisato ''La resistenza di Hezbollah e Hamas ha dimostrato che l'usurpatore non e' in grado di conquistare altra terra. In base al suo dovere umano e divino, la Repubblica islamica di Iran sosterra' sempre le richieste dei popoli libanese e palestinese, fino a che la vittoria finale.''

 
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